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giovedì 16 settembre 2010

Lorenzo Nesi - Deposizione del 4 aprile 2003 - Seconda parte

Il 4 aprile 2003, Lorenzo Nesi fu ascoltato dal capo della squadra mobile Michele Giuttari.
Segue il verbale di quel colloquio.
Segue dalla prima parte.
Osservando la foto n. 30 di Verdino Francesco il Nesi domanda: "Ma era un mago? Frequentava Faltignano?. Mi sembra una persona che vedevo lì e che trombava con la figliola della donna di  Pacciani che prima abitava nella casa vecchia di Faltignano.''
La donna del Pacciani cui lei fa riferimento era la Sperduto?
L.N.: Sì, non mi veniva il nome, ma intendevo riferirmi proprio alla Sperduto che abitava a via di Faltignano. La persona della foto n. 30 si trombava la figliola di questa Sperduto e proprio quella che poi fu uccisa (Milva Malatesta n.d.r.). Dico questo perché in questa catapecchia di via di Faltignano Vanni si fermava  insieme a me quando tornavamo da Scandicci ed anche io sono entrato tre, quattro volte dentro. Ricordo che era molto sporco. Fu Vanni a dirmi che quest'uomo se la intendeva con la figlia della  Sperduto. Sempre Vanni mi disse che quest'uomo faceva il mago e frequentava la casa della  Sperduto. In questa casa, sempre dai racconti fattimi dal Vanni, venivano fatte cose strane, tipo orge, tanto che mi avevo fatto l'idea che fosse un casino di decima classe frequentato da   diverse  prostitute, che cambiavano spesso. In questa casa mi sarò fermato tre quattro volte e ricordo di aver visto questo mago in una occasione seduto su una sedia davanti alla casa in una specie di spiazzo.  In questo posto non ho mai avuto rapporti sessuali perché troppo sporco mentre Vanni lo frequentava e diverse volte ci andava da solo con la vespa, come lui stesso mi raccontava.
Ci dica quello che ricorda sui personaggi del gruppo da lei definito altolocato ed eccentrico.
L.N.: Era un gruppo che era formato dai personaggi già citati e cioè dalla persona che ho saputo chiamarsi Narducci Francesco, dall'omone di cui però non ho visto la fotografia, dal marito della sorella del Calamandrei, da Francesco Calamandrei. Ricordo anche che del gruppo faceva parte un parente, forse cugino, dell'attore G. A., che era una persona per bene e che mi risulta sia morta. Era un brooker per le scommesse ippiche a Montecatini, Follonica, Firenze. Abitava a San Casciano e credo che si chiamasse L. mentre di cognome faceva A.. Questo A. spesso era in compagnia del pittore cognato del Calamandrei.
Si ricorda che macchine avessero i componenti di questo gruppo?
L.N.: La persona che ho saputo chiamarsi Narducci Francesco aveva una macchina grande, ma non so dire di più. L'omone, come ho già spiegato aveva una mercedes o una jaguar, comunque questi personaggi avevano tutti macchine grosse di un certo livello.
Come le risulta che l'omone e il Narducci abitavano sulla strada per Cerbaia, dopo la chiesa di San Martino?
L.N.: Ho detto questo perché mi è capitato di vederli a piedi proprio in quella zona, per cui ho ritenuto che vivessero in quel posto. Li ho visti più volte sempre vicino San Martino ed ho dedotto che dovessero abitare proprio lì. Vi spiego meglio la zona precisa in cui li vidi: andando verso Cerbaia, chiaramente provenendo da San Casciano, si passa Bardella, quindi si incontra la Chiesa di San Martino e dopo un po' - alcuni secondi di tempo con la macchina - c'è una strada a sinistra che conduce a Mucciana. Li ho visti proprio fermi allo stop per  Mucciana o a camminare per la campagna lì nei pressi. Nella zona ci sono delle coloniche ed un grande parco con un muro di cinta, all'interno del quale ci dovrebbe essere una villa o comunque una grande costruzione. Ritengo che i due abitassero all'interno di questo parco oppure in una colonica lì nei pressi. Dico questo perché,  come ho spiegato, li vidi anche a piedi.
Dove ha visto a San Casciano l'omone ed il Narducci?
L.N.: Ricordo di averli visti in piazza ed anche al bar, quello stesso bar frequentato anche da me e da Vanni.
L'omone era italiano o straniero?
L.N.: Credo straniero e ricordo di averlo sentito parlare con una cadenza tipico di quelle che hanno gli stranieri.
Ci può descrivere questo omone?
L.N.: Era di corporatura massiccia con un po' di pancia, alto sul metro e settantacinque, di carnagione piuttosto scura, come fosse abbronzato, capelli corti, vestiva con abiti un po' strani come una specie di tunica e camice senza colletto un po' all'orientale. Poteva avere all'epoca una quarantina di anni. Non era vecchio. Direi tra i 35 ed i 40 anni.
Ci può descrivere la persona della foto 2 che come l'ufficio le ha dato atto si chiamava Narducci Francesco?
L.N.:  Era una persona dal fisico atletico, più giovane dell'omone, all'epoca poteva avere 28/30 anni. Il fisico era ben curato e credo che facesse anche dello sport, tipo tennis. Dico questo perché ho ricordo di averlo visto con una borsa con le racchette da tennis, ma non so dire dove nella zona andasse a giocare, forse in un campo privato. Questa persona non aveva barba né baffi ed era proprio come è ritratta nella foto n. 2 e n. 4. Anche nella foto n. 3 è molto simile alla fisionomia che la persona aveva nelle occasioni in cui la vidi, mentre nella foto n. 1 mi sembra più grande di età e non 10 ricordo con queste sembianze. In pratica quando lo vidi io era esattamente come nella foto n.2 e n. 4.
Ci può dire con chi vide questa persona della foto n. 2 a San Casciano oltre che chiaramente con l'omone?
L.N.:  Pensandoci bene, la vidi sicuramente con Francesco Calamandrei, con il cognato pittore del Calamandrei e con la sorella del Calamandrei. In pratica si frequentavano anche andando al mare o a cena. A mare andavano nel grossetano, ma non so dire il posto preciso. Ai ristoranti credo che andassero al ponte rotto, all''"antica posta''  e nei luoghi più vari. Li sentii parlare al bar che andavano a cena.
Spontaneamente aggiunge: credo che qualche notizia su questi personaggi possano averla N. R. e M.P.Credo che le persone che ho nominato avessero la passione delle armi. Dico questo perché ho sentito dire che a San Martino c'era qualcuno che si allenava sparando. Ed io ho   collegato ciò all'omone ed all'altra persona che, secondo quello che avevo capito, abitavano proprio in quella zona. Era comunque gente strana, bizzarra, controcorrente, specie l'omone. La persona della foto n. 2 però si che vestiva normale, anche elegante, ma più sportivo elegante.
Ricorda qualcosa di più sulla casa di via di Faltignano?
L.N.: Oltre quello che ho detto, posso ribadire, per averlo saputo sempre dal Vanni, che in quel posto si facevano cose strane, proprio brutte, tanto che lo stesso Vanni ne rimaneva disgustato. Non erano festini, ma qualcosa di più torbido, che aveva sempre a che vedere con perversioni di sesso, ma di sesso estremo. Mi viene in mente che la figlia della Sperduto, quella uccisa, per come ho capito dal Vanni, doveva aver subito una serie di violenze molto particolari che non so spiegare, durante quelle riunioni a sfondo sessuale. Vanni mi diceva che non si andava in quel posto solo per trombare, ma che c'era un movimento come di gente eccitata eccitata dal bere che si lasciava andare a cose strane. Io non feci domande al Vanni per conoscere i dettagli, ma posso affermare che il Vanni era proprio disgustato delle cose che venivano fatte. Vanni mi disse che oltre a lui c'era anche Pacciani e Lotti,  il mago che ho indicato ed altre persone di fuori di bassa estrazione sociale. Mi   disse anche che queste cose si facevano il sabato notte o la domenica pomeriggio. Di solito però il sabato. Ricordo che una volta davanti alla casa vidi un gatto morto, tutto sbudellato, ma non so dire se abbiano fatto qualcosa con quel gatto.
Vanni le ha parlato di una prostituta di nome Marisa che era di Massa?
L.N.: Non ricordo che me ne abbia parlato. Di prostitute - ma questo ricordo di averlo riferito in altra circostanza   -   Vanni mi parlava bene di quella prostituta del ponte di ferro che poi fu ammazzata. Mi diceva che era una donna gentile e non la solita prostituta che badava solo a prendersi i soldi. Da questa donna capii che andava spesso e volentieri. A come mi spiegò era un posto elegante e lui si trovava bene proprio perché era una donna gentile. Quando si seppe che fu uccisa commentò dicendo che "gli era saltato un altro punto dove andare". Disse questo perché non era la prima prostituta da lui frequentata che veniva uccisa. Posso dire che Vanni frequentava altre prostitute uccise a coltellate, quale quella di via dei Canacci ed un'altra di cui non ricordo il nome.
Rif.1 - Sentenza del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze contro Francesco Calamandrei del 21 maggio 2008

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