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venerdì 30 gennaio 2015

De Fazio, Luberto, Beduschi, Galliani e Pierini - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 12 gennaio 1998 - Quinta parte

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giovedì 29 gennaio 2015

De Fazio, Luberto, Beduschi, Galliani e Pierini - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 12 gennaio 1998 - Quarta parte

Segue dalla terza parte.

Avvocato Filastò: Certo. Come del resto, fra l'altro, quello che lei sta dicendo è confermato dal secondo delitto del '74; dove esistono 96 lesioni da taglio sul corpo della ragazza.
Francesco De Fazio: Sì, Rontini mi sembra.
Avvocato Filastò: No no.
Francesco De Fazio: No.
Avvocato Filastò: Si chiamava Stefania Pettini.
Francesco De Fazio: Pett...
Avvocato Filastò: Pettini, Stefania Pettini.
Francesco De Fazio: Sì, certo.
Avvocato Filastò: E di cui alcune, di queste lesioni da taglio, sono finalizzate a provocare la morte. Perché l'abbiamo visto prima.
Francesco De Fazio: E altre alludono.
Avvocato Filastò: E altre alludono, sono superficiali.
Francesco De Fazio: No, alludono ad aree genitali.
Avvocato Filastò: Ad aree genitali.
Francesco De Fazio: ... organi sessuali.
Avvocato Filastò: Certo.
Francesco De Fazio: Quelle sono lesioni che sono intorno, mi sembra di ricordare, intorno alle mammelle, intorno...
Avvocato Filastò: E alla zona del pube.
Francesco De Fazio: Sì, appunto.
Avvocato Filastò: E sulle cosce.
Francesco De Fazio: Sì, sì.
Avvocato Filastò: E voi avete anche...
Francesco De Fazio: Allora, un momento. Quando si dice, diciamo "alludono", anche qui non vogliamo dire se l'autore... significa che l'autore, in qualche misura anche inconsciamente, nel dare le coltellate, ha seguito un iter che rappresentava un qualche cosa che era il perfezionamento delle sue tendenze. Cioè se io accoltello uno per difendermi, accoltello dove capita, l'accoltello dove mi capita di colpirlo. Se io accoltello uno con un certo gusto nell'accoltellarlo, evidentemente questa costellazione intorno alle aree mammarie, intorno alle aree genitali, poteva essere - siamo sempre ... - il preludio che poi si realizzava di seguito, attraverso le escissioni.
Avvocato Filastò: Certamente. Infatti voi avete proprio parlato di esordio, o preludio, insomma; con riferimento a queste lesioni del '74. E come anticipazione di sviluppi futuri, in sostanza.
Francesco De Fazio: L'abbiamo detto dopo, ovviamente.
Avvocato Filastò: Sì sì.
Francesco De Fazio: Ex post.
Avvocato Filastò: Ex post, certamente. Oh, voi riferite, nella vostra relazione, a pagina 19 della perizia, un dato che alla luce di altre emergenze, di cui hanno... che hanno formato oggetto anche di questo processo...
Francesco De Fazio: Sarebbe...
Avvocato Filastò: E' interessante. Vale a dire, voi riferite di una confidenza che la povera Stefania Pettini avrebbe fatto alle amiche circa il fatto di essere stata seguita da uno sconosciuto, alla stazione. Io volevo sapere, se ve ne ricordate, se questa informazione la ricavaste... E' riportata.
Francesco De Fazio: Non ricordo assolutamente nulla. Se qualcuno di voi ricorda qualcosa, io non... assolutamente no. (voce fuori microfono)
Avvocato Filastò: Nella prima, nella prima. Dunque: "La ragazza", voi scrivete... descritta come corretta e riservata, nell'estate aveva avuto una simpatia al mare. Ed aveva riferito alle amiche che in altra occasione era stata seguita da uno sconosciuto alla stazione di...
Francesco De Fazio: Avvocato, non posso che essere...
P.M.: Presidente, chiedo scusa, Presidente. Si tratta di un fatto del 1974, che non è oggetto di questo processo.
Presidente: Ma infatti, è quello che volevo far osservare io. Però, se è en passant, si può dire anche una cosa.
P.M.: Sì, ho capito, ma qui si tratta di "una simpatia... seguita da uno sconosciuto", che obiettivamente i periti fanno presente sulla base di elementi che hanno; ma non vedo la possibilità di…
Francesco De Fazio: No, signor Pubblico Ministero, non sulla base... Sulla base di documenti.
Avvocato Filastò: Dagli atti. Eh, questo volevo sapere.
Francesco De Fazio: ... probabilmente, di verbali di Polizia, di ipotesi così...
Avvocato Filastò: Eh.
P.M.: E certo...
Francesco De Fazio: Cioè, volevo dire, noi nemmeno avevamo memorizzato, perché non è un''acquisizione diretta nostra.
P.M.: Comunque è un fatto che, Presidente, non è oggetto di questo processo.
Presidente: Noi dobbiamo pensare dall'81 in poi.
Avvocato Filastò: Sì. E7 oggetto di questo processo, perché fa parte della lista che ho presentato come difensore, e che è stata ammessa.
P.M.: Sì. Ma le…
Presidente: (voce sovrapposta)
Avvocato Filastò: In cui io ho chiesto che...
Presidente: ... limitatamente ai fatti per cui noi ci...
Avvocato Filastò: Ho parlato in tema di: "Presupposti investigativi da intendersi, nel complesso: dati obiettivi, rilievi necroscopici, orari presumibili delle uccisioni, stato dei vari luoghi, modus operandi...
P.M.: Nei modi oggetto di...
Avvocato Filastò: ... dell'omicida e degli omicidi, secondo l'impostazione accusatoria; unicità e uso dell'arma da fuoco, dell'arma bianca, eccetera. Tali da conferire omogeneità e/o unicità dal punto di vista dell'autore, dei delitti cosiddetti 'del mostro'. Al fine dell'accertamento o della negazione del reato contestato alla lettera Q del capo di imputazione, vale a dire l'associazione per delinquere, in cui si ipotizza l'esistenza di un gruppo criminale organizzatosi nella provincia di Firenze, commettente delitti a danno di giovani coppie" eccetera, eccetera. "E quindi l'esistenza o meno - poi si insiste – di una specificità dei comportamenti in tutti i delitti contestati nel capo di imputazione, e in quelli non contestati agli attuali imputati. Ma contestati a Pietro Pacciani, ritenuto associato al gruppo criminale. Ricorrenti, senza sostanziali varianti, per quanto concerne il modus operandi, seppure talvolta modificato da circostanze e avvenimenti contingenti ed estemporanei, ricollegabili ad una ritualità". Io, questo è lo scopo. Ecco, una delle ragioni per cui ho insistito perché venissero sentiti questi periti era questo, aveva a che fare con questo tipo di...
Presidente: Comunque io ricordo, non c'ho sotto mano l'ordinanza che fu a suo tempo emessa dalla Corte...
P.M.: Se vuole, ce l'ho io, Presidente.
Presidente: Bene. Ad ogni modo, mi ricordo in particolare quello che chiese l'avvocato Santoni-Franchetti, la parte civile: furono escluse tutte le prove che attenevano ai fatti non oggetto di questo processo.
P.M.: E' così, Presidente.
Presidente: Ora, che noi così, en passant, si parli di qualche altro delitti, nulla in contrario. Però l'indagine nostra è quella che riguarda il capo di imputazione, e basta.
P.M.: Grazie, Presidente.
Presidente: Eventualmente la Corte poi farà, se riunirà il processo o non lo riunirà, è un'altra cosa. La Corte d'Appello...
Avvocato Filastò: Presidente, mi permetta. Bisogna che dissenta da questa sua impostazione, perché questo può...
P.M.: C'è un'ordinanza, anche se dissenti.
Avvocato Filastò: Sì. No, ma l'ordinanza, ripeto, ammette questi...
P.M.: No.
Avvocato Filastò: ... queste persone.
P.M.: Se vuole, gliela.
Avvocato Filastò: Sulla base di quello che è il testo...
P.M.: Allora, Presidente, chiedo che venga...
Avvocato Filastò: Però, in ogni caso, un'ordinanza: se l'ordinanza fosse contrastante - in questo momento non me la ritrovo sott'occhio, sotto mano; non mi pare che ci sia nulla di contrastante letteralmente -questa ordinanza, se necessario, può anche esser modificata. Perché dico questo? Perché mi pare evidente che questa difesa, la difesa del Vanni, ha interesse, eliminato il quale a questo punto verrebbe eliminato direi l'80% dell'impegno e delle possibilità di difendersi di Vanni, ha tutto l'interesse a definire o a confermare, o a provare, o a tentare di provare...
Presidente: Allora, a questo punto, a questo...
Avvocato Filastò: Posso finire, Presidente?
Presidente: Sì sì.
Avvocato Filastò: Che l'autore di questi delitti è unico. È una persona sola. Quindi, naturalmente, ha interesse a determinare o meno l'esistenza in tutti i delitti della serie di elementi di carattere comune, connettivo l'uno rispetto all'altro, suscettivi di identificare, come è stato detto finora, l'esistenza di un'unica mano, di un'unica tensione di tipo psicologico, e tutto il resto. Tutto questo naturalmente all'interno di una valutazione che è, quantomeno sotto il profilo della valutazione di determinati elementi, da affidarsi a dei periti. Io avevo chiesto anche del testimoniale, sul punto. Ma tutto questo è stato eliminato. Riguardi complessivamente un sistema di delitti, che qui artificiosamente, sia stato presente o separato, siano stati separati e risultino separati i due delitti del 1981, avvenuti l'uno a distanza di quattro mesi dall'altro, con modalità perfettamente identiche, questo è un discorso. Ma che non se ne possa parlare neppure sotto il profilo di una eventuale valutazione rispetto a degli elementi comuni, allo scopo che dicevo prima, quello scopo difensionale che dicevo prima, a me questo francamente mi pare di una assurdità notevole, straordinaria, eccezionale. Persino direi fuori di qualsiasi norma processuale.
Presidente: No, avvocato, non è così. Perché allora lei può voler parlare anche di un altro delitto che per noi è un delitto estraneo alla nostra indagine.
P.M.: Poi, insomma, continuano a dirvi, si continua a dire “artificiosamente”. Ma c'è un capo di imputazione.
Presidente:  Allora, a questo punto la Corte, sull'osservazione della difesa e sull'opposizione del Pubblico Ministero, si ritira per chiarire e eventualmente modificare l'ordinanza che ammise la prova a suo tempo.
P.M.: Bene. Grazie, Presidente.

« DOPO LA SOSPENSIONE »

Presidente: Comodi, comodi. Allora: "La Corte di Assise di I Grado di Firenze, proponendo sull'opposizione del Pubblico Ministero a che siano proposte dai periti: De Fazio, Luberto, Beduschi, Galliani e Pierini, domande attinenti all'analisi di episodi omicidiari diversi da quelli per cui è il processo; Rilevato che l'esame dei periti suddetti fu ammesso con ordinanza del 06/06/97, limitatamente all'analisi dei fatti di omicidio per i quali si procede, come può evincersi dal contesto dell'ordinanza anche per le prove ammesse alle altre parti, e specificatamente con riferimento alla lista testimoniale depositata dall'avvocato Santoni Franchetti, che pertanto l'esame dei periti deve avvenire nello stesso ambito; Per questi motivi all'integrazione dell'ordinanza ammissiva delle prove in data 06/06/97, limita l'esame dei periti sopracitati nel senso suddetto." Prego, avvocato Filastò.

mercoledì 28 gennaio 2015

De Fazio, Luberto, Beduschi, Galliani e Pierini - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 12 gennaio 1998 - Terza parte

Segue dalla seconda parte

Avvocato Filastò: Ecco, vuole illustrare la scheda. 
(voce fuori microfono) No, no.
Francesco De Fazio: No no, io l'ho letta... Eccola qua. Dicevo, c'è tutta una serie di elementi di base. Poi cominciamo con l'escissione. Per quanto riguarda l'escissione di parte della regione genitale, questo c'è a danno di tre vittime nell'ambito dei delitti che sono realizzati dal '68 all'84.
Avvocato Filastò: Quattro, professore.
Francesco De Fazio: No, andando dal '68 all'84...
Avvocato Filastò: Ah, fino all'84, sì, ha ragione.
Francesco De Fazio: Stavo guardando la prima perizia. Non è che mi...
Avvocato Filastò: Sì sì.
Francesco De Fazio: ... ricordi le perizie.
Avvocato Filastò: Mi scusi.
Francesco De Fazio: Bisogna che le segua.
Avvocato Filastò: Mi scusi.
Francesco De Fazio: E poi abbiamo guardato le caratteristiche tecniche di produzione delle lesioni, tenuto conto della possibile evoluzione del modus operandi del soggetto. Per esempio, nel caso, nell'ultimo episodio dell'84 - caso Rontini - viene attuata una estensione dell'escissione pubica che è sostanzialmente simile a quella effettuata nell'81 nel caso Di Nuccio. Quindi abbiamo, nell'81 una escissione pubica, che diventa più vasta nel caso Cambi, che diventa ancora più estesa nel caso Routini. Cioè c'è uno stesso tipo di tecnica, una stessa sede, una stessa probabilmente motivazione nella escissione - motivazione che poi, in seguito, potremo...
Avvocato Filastò: Approfondire.
Francesco De Fazio: ... approfondire - ma con tecniche che possono minimamente variare e migliorare. Perché c'è una tecnica che migliora da parte di chi delinque, o da parte di chiunque fa una cosa pratica. Quindi si coglie praticamente, più o meno, una stessa mano con evoluzione del modus operandi. Lo stesso riguarda l'uso della pistola, perché evidentemente chi ha cominciato a sparare non aveva una cognizione sicura del potere d'arresto della sua pistola. Tanto che sceglie inizialmente, come bersaglio preferenziale, il torace della vittima. Poi...
Avvocato Filastò: Questo, nel '74, vero professore?
Francesco De Fazio: Sì. Posso dirglielo analiticamente, se vuole, andiamo a guardare caso per caso.
Avvocato Filastò: No no, ma...
Francesco De Fazio: Sì. Poi, dall'81 in poi, comincia a sparare preferibilmente al capo.
Avvocato Filastò: Tanto è vero che nel '74 è costretto a finire la vittima con l'arma bianca.
Francesco De Fazio: Con arma bianca. E praticamente, nei due episodi che seguono al '74, c'è l'uso dell'arma bianca. Ora, fermiamoci un attimo all'uso dell'arma da fuoco. L'uso dell'arma da fuoco, secondo la nostra esperienza - Che la mia esperienza medico-legale è anche quella del professor Beduschi, e che non riguarda questa casistica qua. Perché questo collegio è composto da persone che si interessano di criminologia, ma che: alcune delle quali, Beduschi e me, si occupano particolarmente anche di attività necroscopica, quindi su cadaveri; e Pierini, tossicologica e in laboratorio. E invece Luberto e Galliani: criminologi. Ora, voglio dire questo, in questa valutazione dell'uso dell'arma da fuoco, da questa valutazione scaturisce in rapporto a nostre esperienze di casi diversi, che si tratta di un soggetto non espertissimo all'inizio, tutt'al più dedito al tiro occasionale, con dischetti e ... naturali di tiro. Ma non con esperienza consumata, non è... Che però, a furia di far delitti, diventa capace di valutare bene le potenzialità della propria arma. Tanto, per esempio, da sparare ai due giovani tedeschi nell'83 attraverso la lamiera della carrozzeria del furgone, conseguendo effettivamente 1'intento. Quindi, c'è un miglioramento del modus operandi. Ma questo non deve meravigliare. C'è anche un miglioramento nella donna, che comincia... che si sposa e comincia a cucinare, e fa l'omelette bene tre mesi dopo.
Avvocato Filastò: Qualche volta sì, qualche volta no.
Francesco De Fazio: Qualche volta no. Quindi, voglio dire, però un tentativo di miglioramento c'è.
Avvocato Filastò: Certo.
Francesco De Fazio: Forse l'esempio è un po' maschilista, è vero?, lo ritiro.
Avvocato Filastò: Non politically correct.
Francesco De Fazio: Sì, non politically correct. E per l'arma bianca, indubbiamente il soggetto si rivela, sin dall'inizio dell'uso dell'arma bianca, più esperto nell'uso. Che significa più esperto nell'uso? Cioè praticamente spara un po' così, e invece incide non a casaccio. E però abbiamo, in alcuni casi, anzitutto un uso in un caso, dell'arma bianca, per finire la vittima che non si decideva a morire. Poi abbiamo in alcuni casi dei tagli di prova, e in casi successivi invece dei tagli mirati alla produzione del feticcio, dell'oggetto che doveva portar via. Anche qui quindi c'è una evoluzione, non tanto nell'apprendimento dell'uso del coltello, tanto nel prodotto che il coltello doveva fornire. E che era il feticcio. Basta, io mi fermerei qua.
Avvocato Filastò: Benissimo. Ecco, aggiungerei - voi l'avete aggiunta - a queste valutazioni circa le connessioni e le affinità fra i vari delitti, anche determinate scelte. Come per esempio, appunto, quella della fase lunare. E sono sempre giorni... notti di novilunio o di-ultimo quarto di luna. Giorni prefestivi, sempre. Salvo un caso, in cui però il giorno successivo era previsto uno sciopero generale. La scelta dei luoghi, che corrisponde più o meno, la scelta dei luoghi corrisponde a delle caratteristiche quasi sempre molto simili: strada abbastanza vicina, spiazzi direi quasi sempre piuttosto aperti, raramente chiusi. Cioè a dire, non siamo dentro a un macchione, siamo sempre in condizioni di una certa apertura. E poi la, alla fine quella che voi avete definito, ritualità di queste lesioni. È esatto questo? Benissimo. Ora, volendo... Ecco, io però, da questo punto di vista, voi avete giudicato spuri -questo è il tipo di aggettivo usato - all'interno di questo tipo di serialità voi avete definito spuri due delitti; non tanto per la esistenza di condizioni esterne, che li avrebbero resi tali, come nel caso dei tedeschi e come nel caso di Baccaiano. Ma proprio spuri, come dire?, fin dall'origine, sotto il profilo dell'ideazione, sotto il profilo della pulsione, degli intenti da parte dell'autore o degli autori. E sono il 1968 e il '74. 
(voce fuori microfono)
Avvocato Filastò: Nel primo. Ora, quest'aspetto che in qualche modo esce dal quadro, del primo delitto del 1968, voi giustamente lo avete visto nella esclusione di valenze di tipo lust murder, cioè a sfondo sessuale; in quanto che manca, mancherebbe secondo la vostra valutazione, qualsiasi intervento sul corpo della donna.
Francesco De Fazio: Dunque, per ciò che riguarda il primo delitto, e sempre stando agli elementi di giudizio evincibili, che si potevano evincere dagli atti, il delitto Locci, per intenderci.
Avvocato Filastò: Sì, Locci-Lo Bianco.
Francesco De Fazio: Locci-Lo Bianco. Beh, lì, partendo... Se quel primo delitto fosse rimasto un delitto solo, isolato, non ce ne fossero stati altri, un perito, un inquirente che andava a vedere quelle vittime in relazione a quello che abbiamo trovato nel... eccetera, non c'erano elementi tali da qualificare quel delitto come lust murder. Come delitto, cioè, volto ad ottenere piacere. Questo abbiamo detto.
Avvocato Filastò: Sì, ecco, però io volevo sapere...
Francesco De Fazio: Non è detto però che...
Avvocato Filastò: Volevo sapere, sotto questo profilo...
Francesco De Fazio: Non è detto che chi l'abbia fatto non abbia...
Avvocato Filastò: Certo. Però...
Francesco De Fazio: Non abbia fruito piacere da quel delitto.
Avvocato Filastò: Sì, professore. Però io, quello che volevo chiedervi è, siccome non ne ho trovato traccia nella vostra relazione, se voi eravate al corrente al momento di esprimere questo parere, anche, come dire, questa differenza, sottolineare questa differenza rispetto ai successivi, sapevate che la donna post mortem era stata rivestita. Vale a dire, le erano state rinfilate le mutandine, e in qualche modo i cadaveri erano stati poi separati l'uno dall'altro, dopo essere stati uccisi, essendo l'uno sopra l'altro. E sulla donna poi era intervenuto questo tipo di azione, da parte dell'omicida. Se questo voi... Siccome non ne ho trovato traccia.
Francesco De Fazio: Questo è un elemento nuovo che lei ci offre...
P.M.: Ma, chiedo scusa Presidente, vorrei che l'avvocato precisasse da cosa gli deriva questo elemento che, giustamente, al professore giunge nuovo. Perché obiettivamente è nuovo, quindi se lui lo sa ce lo provi; perché, che sia stato fatto dopo, non lo so, o lui c'era, o c'ha qualcuno che gliel'ha raccontato.
Avvocato Filastò: No, ora...
P.M.: Perché non c'è nessun elemento obiettivo per poter affermare ciò che l'avvocato Filastò ha detto. Quindi, è difficile che il perito, il quale giustamente dice 'a me giunge nuovo'.
Avvocato Filastò: Di questo...
P.M.: Eh, sono elementi, sono ipotesi, ma non sono fatti.
Presidente: Avvocato, ha sentito l'osservazione del Pubblico Ministero?
Avvocato Filastò: Dunque, sì, certo. Rispondo in questo modo. Questo rilievo, a me risulta dagli atti del processo a carico di Stefano Mele. Non solo, ma anche dalla sentenza di I Grado del processo Pacciani. Dove questo dato viene proposto dall'estensore della sentenza, quasi, come dire?, a dimostrazione e a prova che uno degli omicidi, almeno uno degli omicidi sarebbe il marito. Il quale, poi, avrebbe compiuto quest'azione proprio per, come dire?, per una forma di pietas nei confronti della moglie.
Francesco De Fazio: Se posso intervenire.
P.M.: Sono supposizioni, sono.
Francesco De Fazio: Se posso intervenire, e se il Pubblico Ministero consente che io risponda lo stesso in via generale, non nel caso.
P.M.: Certo.
Francesco De Fazio: Se anche...
Avvocato Filastò: Comunque mi riservo di produrre la documentazione relativa, eh.
Francesco De Fazio: Avvocato Filastò, se adesso per la prima volta giunge come elemento caratterizzante un lust murder, un delitto a sfondo sessuale, la vestizione non mi sembra... Cioè se, a parte che questo è un delitto che si è verificato con la presenza - molto importante - di un bambino.
Avvocato Filastò: Certo, certo.
Francesco De Fazio: Questo, appunto, e già questo, già questo toglie molto sapore a un lust murder. E ... chiaramente ve lo dirà. Ma poi la vestizione non... lo introdurremo per la prima volta come elemento caratterizzante, in un delitto in termini sessuali. Cioè non... Anche questo elemento, ove acciarato, non sarebbe di per sé tale da qualificare, da contribuire a qualificare il delitto come delitto sessuale, come delitto che si qualifica lust murder. D'altra parte, se questo è il primo delitto dell'ipotetico autore, dobbiamo anche dire una cosa in linea generale. Cioè non è che uno diventa avvocato, giudice o medico legale, non è che ci nasce insomma. E anche il serial killer, il lust murder lo diventa; non è che... Quindi, a un certo punto, molte volte proprio l'apprendimento, la prima... Ecco, noi abbiamo svolto la perizia, la stessa équipe ha svolto la perizia sul giudice Giancarlo a Torino, che poi è stato caso ... è stato anche ucciso, comunque ha ucciso 9 prostitute mi sembra, no? Eh? Eh, probabilmente in quel caso lì è dalla uccisione della prima prostituta che è derivato una escalation criminale, che poi ha portato ad ucciderne 9; cioè, e man mano che andava avanti, ci prendeva gusto e si è perfezionato, perfezionata la sua vocazione. Quindi, quando noi diciamo che il primo delitto non ha elementi caratterizzanti in senso di delitto di serial killer, lust murder, dobbiamo poi anche chiarire che questo non contrasterebbe col fatto che possa essere stato il primo delitto di questa serie. Perché, ripeto, non è che... Lust murder, serial killer si diventa insomma, ecco. Però, allora può essere stato questo, Locci-Lo Bianco, o un altro qualsiasi, avvenuto a Prato o a Trieste. 

martedì 27 gennaio 2015

De Fazio, Luberto, Beduschi, Galliani e Pierini - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 12 gennaio 1998 - Seconda parte

Segue dalla prima parte.

Avvocato Filastò: Benissimo. Ecco, e da questo punto di vista, questo lo avete detto ora. Non ricordo se durante l'esame dibattimentale, oppure in una delle relazioni, avete detto che fra, dopo la valutazione delle singole azioni omicidiarie, le connessioni, il fatto di aver rilevato da parte vostra delle connessioni, nel senso di affinità fra l'una e l'altra azione omicidiaria, questa vostra valutazione aveva validità di strumento di prova.
Francesco De Fazio: Lo abbiamo detto noi?
Avvocato Filastò: Sì.
Francesco De Fazio: Questa validità aveva strumento di prova?
Avvocato Filastò: Sì.
Francesco De Fazio: Cioè...
Avvocato Filastò: Stavo dicendo, quando voi avete riscontrato... per esempio, faccia conto, voi avete fatto una valutazione anche di tipo elettronico delle escissioni riguardanti la parte pubica di quattro ragazze. E, fatta questa valuta... Voi avete esaminato i singoli casi. E, dopodiché, avete riscontrato l'esistenza di determinate affinità. Riscontrandola proprio materialmente, ecco, attraverso poi lo vedremo meglio questo aspetto, attraverso l'esame grafico ed elettronico delle ferite. Ecco, quando voi dite in quel caso, ricavate determinate conclusioni da questo esame connesso, comparato, di queste diverse escissioni, secondo voi questa vostra valutazione - mi pare lo abbiate già detto, anzi, lo avete già detto - ha validità di strumento di prova, di fonte di prova, oppure no? Ecco, questo è il discorso.
Francesco De Fazio: Avvocato, lei mi mette in imbarazzo, perché la perizia si qualifica come mezzo di prova. E una perizia ci è stata data. Questo, però, è un discorso di tipo giuridico procedurale che non interessa me, medico-legale. Quindi, la perizia si qualifica in... Ma questa perizia, in particolare, essendo una perizia che era volta a risalire dalla tipologia dei reati alla tipologia del, o degli autori, evidentemente è una perizia particolare nel cui contesto delle singole attività svolte, compresa quella alla quale lei fa rifermento, sulla quale tornerò specificamente, rappresentano dei tasselli di attività svolte in funzione della soluzione del quesito al quale abbiamo fatto riferimento. Risalire alla tipologia dei delitti... Quindi, se lei praticamente chiede una qualificazione della perizia sul piano giuridico procedurale, non ha bisogno di chiederlo a me, lo chieda a se stesso, al Presidente, al Pubblico Ministero, perché... Se chiede, però, se realmente le attività da noi svolte in questa perizia hanno valore di prove, allora io le devo dire, secondo buon senso, che no. Sono elementi valutativi che si raccolgono in funzione di propensione. Perché la nostra perizia che serviva praticamente a valutare, in funzione dei delitti commessi, anche nella ipotesi di una propensione di ulteriori delitti, se si trattava di più autori, o di un autore. E le tipologie di questo autore. Noi poi, per altro, venendo nel inerito, non abbiamo fatto questa valutazione che è l'analisi elettronica di immagine sui reperti che abbiamo di fatto di volta in volta accertato, perché non abbiamo fatto noi le autopsie dei singoli casi. Per altro, soltanto nell'ultimo caso, l'autopsia non è stata affidata né a me, né ai miei collaboratori. Ma io ho partecipato, ho visto l'esecuzione dell'autopsia. Negli altri casi, non ci eravamo nemmeno. Quindi, le indagini sono state fatte su un piano, per così dire, virtuale. Noi abbiamo preso una delle indagini abbastanza importante per i nostri fini: riguardava prendere persone, un gruppo di venti persone, tra cui pochissimi addetti che svolgevano autopsie. Quindi in grado di tagliare, che avevano una determinata tecnica a tagliare, e gli abbiamo fatto far dei tagli, a queste persone. Poi abbiamo esaminato queste immagini e abbiamo evinto l'uovo di Colombo, l'acqua fresca. Cioè, che ognuno di noi agisce alla propria psicomotricità in un determinato modo. Se io taglio la bistecca, permetta... fin quando non mi ammalo, fin quando non ho alterazioni anche di tipo neurologiche, fin quando non mi trema la mano, allo stesso modo; un altro, la taglia con un altro angolo di incidenza. È chiaro che se mi si avverte, o se mi si dice: ma tu... posso benissimo variare le modalità di taglio. Però ognuno di noi ha una motricità, per cui esegue, tranne alterazioni patologiche, allo stesso modo. E allora abbiamo visto che, abbiamo sperimentalmente visto che esistono modalità di tagliare abbastanza... E siamo andati a vedere le fotografie che sono state svolte di volta in volta dalla Polizia. Per altro, con obiettivi diversi, con macchine fotografiche diverse, con incidenza diversa... Mentre, se nell'’ambito di indagini seriali, sarebbe stato opportuno un certo tipo di tipologia unitaria divisione. Abbiamo preso queste fotografie e allora abbiamo evinto, quindi si tratta di una prova – lo stabilisca lei se è prova, o se non è prova - abbiamo evinto che praticamente, nella serie di lesioni che le vittime presentavano, sussistevano caratteri tali da consentire di ipotizzare che si trattasse di una stessa mano. Se questa è prova, o meno, non...
Avvocato Filastò: Certo. Ma io mi riferivo a questa espressione che ha usato, per chiarire un punto di vista che è questo: questi vostri elaborati, sia i due elaborati scritti. Il primo che arriva fino al '94, all'omicidio... dell'84, scusi. E l'altro che comprende invece l'omicidio del settembre dell'85, sia il vostro esame in sede di dibattimento, nel corso del processo Pacciani, comprende grosso modo, direi, due ordini di valutazione e contemporaneamente di problemi. Cioè a dire, il primo è un principio di carattere analitico, in cui voi analizzate, vedete da vicino e contemporaneamente tentate delle connessioni, rispetto ai dati obiettivi cosi come evidentemente vi vengono forniti attraverso foto, attraverso rapporti, relazioni e tutto il resto. E questo aspetto, come dicevo prima, analitico, ha una sua validità. Quale sia e come debba definirsi sul piano giuridico, se valore di prova, oppure no, questo è un altro discorso. Mentre diverso è il piano successivo. Cioè a dire, molto più ipotetico evidentemente, in cui voi, partendo da quella analisi, proponete una serie di rilevi, anche per esempio in punto di dinamica psicologica. È corretto questo discorso? Cioè a dire, di questo diverso duplice aspetto del vostro, direi per me fondamentale impegno analitico e d'altro genere?
Francesco De Fazio: Sì, sostanzialmente sì. Dinamica psicologica forse è un termine generico. Ciò che ha guidato la nostra indagine è stato, da parte nostra, un impegno molto valido, non valido non ha importanza, ma certamente molto approfondito di valutazione crimino-genetica e crimino-dinamico, che significa ad un certo punto valutare, dopo aver fatto una analisi di dati. Lei chiama analisi di dati, o analisi di elementi che riguardavano dati raccolti da altri in situazioni diverse. E abbiamo creato una sintesi di tipo crimino-genetica o crimino- dinamico. Tanto per fare un esempio, no? E' solo per fare un esempio: evidentemente, nella tipologia dei cosiddetti serial killer con i quali si intende alludere a reati di tipo sessuale, diversamente tutti i reati di mafia sarebbero reati di serial killer, perché un mafioso ne ammazza 30-40, senza risparmi di energie. Esistono situazioni in cui... anzi, la maggior parte delle situazioni, in cui la persona che uccide, uccide dove capita e quando capita: per strada, nell'ascensore, nella viuzza... E non situazioni, come in questo caso, che hanno un loro significato stabile: cioè, situazione di coppia, uccidere sempre persone in coppia, uccidere sempre persone appartate in luoghi con una macchina, uccidere sempre persone che si stanno accoppiando, o stanno, o perlomeno sono ai preliminari di un accoppiamento. E già questo è una variabile molto importante, rispetto alla ordinaria estrinsecazione di delitti in serie di un uomo nei riguardi di una donna, o in più uomini nei riguardi di una donna. Quindi è una posizione crimino-genetica e crimino-dinamica.
Avvocato Filastò: Certo. Comunque, il vostro primo obiettivo, nell'’ambito di questa indagine, è stato quello di identificare, beh, quella che io definisco, ma anche voi mi pare lo definite qualche volta in questo modo, come dinamica materiale dei delitti.
Francesco De Fazio: No, dinamica materiale e dinamica psicologica dei delitti.
Avvocato Filastò: Sto parlando del primo obiettivo.
Francesco De Fazio: Sì, dinamica materiale.
Avvocato Filastò: Dinamica materiale. E questo voi lo avete fatto applicando piuttosto un metodo analitico, che non sintetico. E' così?
Francesco De Fazio: Tutte le valutazioni hanno una fase analitica e poi sintetica, per forza.
Avvocato Filastò: Certo. No, io sottolineavo questo aspetto delle analisi, perché è un aspetto che proprio lei, professore, aveva nell'ambito nel suo esame, nel corso del processo Pacciani, sottolineato, proprio rispondendo a certe notizie di stampa che attribuivano alla vostra equipe il fatto di aver creato un identikit - e lei giustamente dice: non vedo nulla. Dal nostro obiettivo lei ha fatto, questo identikit...
Francesco De Fazio: Sì, sì.
Avvocato Filastò: Ma è stato, prima di tutto, questo impegno di carattere...
Francesco De Fazio: No, no, questo è vero.
Avvocato Filastò: Ecco.
Francesco De Fazio: No, questo è vero, perché identikit significa, ad un certo punto, esattamente il contrario.
Avvocato Filastò: Sì.
Francesco De Fazio: Cioè, noi qui dentro testimoniamo che abbiamo visto un uomo che è uscito, che aveva la barba bianca, le sopracciglia folte... Cioè, l'identikit è esattamente il contrario... Questa è una predizione; quella lì invece è una memorizzazione di dati in funzione ad aiutare la Polizia a scoprire... Quindi il termine identikit, come tanti altri termini, sono stati usati dalla stampa impropriamente, in questo caso.
Avvocato Filastò: Benissimo. Ora, fatta questa premessa, diciamo così, metodologica e di impostazione generale del vostro lavoro, io vi chiedo di, sinteticamente, indicare quelli che... Lo ha già fatto lei, professore, ma così, in passant, non su domanda specifica...
Francesco De Fazio: Sì.
Avvocato Filastò: ... quelli che, secondo voi, sono gli aspetti comuni di questi delitti cominciando dal 1968. Cioè a dire, se sono identificabili, è identificabile una serialità, nel senso di esistenza di elementi di carattere comune di questi delitti, dei delitti di cui ci occupiamo. La Corte per la verità si occupa di una parte di essi, vale a dire qui cominciamo di occuparci di questi delitti a partire dall'ottobre del 1981, arrivando fino all’85.
Francesco De Fazio: Cioè li richiede dall'inizio, dal '68 in poi.
Avvocato Filastò: Ecco. Invece io voglio sapere se, dal '68 in poi, fin dal '68 è ravvisabile, sono ravvisabili degli elementi comuni in tutti questi delitti che comprendono appunto '68, '74, '81 numero 1, e poi '81 numero 2, eccetera. Ecco.
Francesco De Fazio: Beh, noi abbiamo utilizzato un sistema elementare. Abbiamo esaminato le caratteristiche comuni e differenziali fra i vari delitti. E queste analisi dei singoli episodi delittuosi han tenuto conto, nella sottoipotesi del fatto che si potesse trattare di una sola persona, della possibilità di evoluzione del modus operandi. Ora, cominciamo con delle osservazioni elementari: la stessa arma; proiettili provenienti dalle identiche partite di proiettili. È chiaro che sono dati che noi abbiamo acquisito perché c'erano agli atti. E praticamente le stesse condizioni ambientali e le stesse situa... e situazionali. Questo è molto importante. Abbiam fatto - non l'abbiamo presentato perché è stato un nostro brogliaccio di lavoro, ma ce l'abbiamo qua con noi, credo che l'abbiam portato - abbiam fatto un librone molto più grosso di questo, di una analisi comparativa di tutti i delitti seriali di cui alla letteratura internazionale, tedesca in particolare, perché poi di italiani non c'era niente. E abbiamo visto come il serial killer operava nelle condizioni in cui gli si creava l'occasione, non è che operava e opera nelle... E anche se andiamo a vedere i casi successivi a questo, i casi americani: l'anno scorso abbiamo avuto un collega americano che ha fatto un corso nel nostro istituto relativamente alle esperienze americane in questo settore, e allora il serial killer opera, uccide dove gli capita di uccidere. Qui, invece, abbiamo le stesse condizioni ambientali e situazionali. E poi siamo passati...
Avvocato Filastò: Ecco, per esempio, esplicitando? Progressione, cioè a dire, fase lunare?
Francesco De Fazio: Progressione...
Avvocato Filastò: Sì.
Francesco De Fazio: Sono elementi non di rilievo medico-legale e criminologico. Sono elementi di base comune, che hanno un loro significato.
Avvocato Filastò: Comunque, ma esplicitando queste condizioni comuni, sono, riguardano che cosa, professore? La fase lunare per esempio, no?
Francesco De Fazio: No, riguardano...
Avvocato Filastò: O le condizioni di luminosità, la collocazione geografica, così.
Francesco De Fazio: Sì, ma le circostanze. Cioè soprattutto riguardano, il fatto singolare di questo delitto, di questa serie di delitti, è che l'uccisione della donna avviene quando la donna è in coppia, in fase di accoppiamento. Questa è la singolarità. Perché se io una... realizzo delitti sessuali come equivalenti sadici di atti sessuali, li realizzo dove mi capita e quando mi capita; anche in ascensore, insomma, per dirne una.
Avvocato Filastò: Certo.
Francesco De Fazio: Quindi qua c'era una serie di cose che orientavano già in un determinato modo. Ma non c'era proprio poi manco bisogno della perizia: questo è stato percepito dalla Polizia, dagli inquirenti, nel momento in cui è stata disposta la perizia. Qua c'è una scheda che riassume tutti quei dati lì. 

lunedì 26 gennaio 2015

De Fazio, Luberto, Beduschi, Galliani e Pierini - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 12 gennaio 1998 - Prima parte

Presidente: Allora, buongiorno. Allora, Elisabetta, diamo atto della presenza delle parti. Filastò, per Vanni; Fenies per... Gramigni, Bertini. Poi, Pellegrini, Curandai, l'altro avvocato per le parti civili. Curandai mi rappresenta anche le parti civili mancanti. Allora, le parti ci sono, quei signori che dovevano venire? Ufficiale Giudiziario, ci sono? 
(voce fuori microfono)
Presidente: Ecco, sì. De Fazio, Pierini, Luberto, Galliani e Beduschi. Si facciano entrare. Ci vogliono delle sedie, qui.
Avvocato Filastò: Presidente, c'è anche il professor Bruno. Se lei ritiene, potremmo sentirli tutti insieme. Non lo so.
Presidente: Mah, io Bruno lo sentirei a parte, perché lui è una cosa a sé.
Avvocato Filastò: Va bene, non era che una proposta.
Presidente: Ah. Sentiamo il...
P.M.: ha difficoltà a sentirli tutti insieme come abbiamo fatto dall'altra parte? Allora, delle sedie qui. Sono cinque; quattro sedie.
Avvocato Filastò: Scusi, Presidente, non ho capito. Si sente anche il professor Bruno insieme?
Presidente: Ma Bruno chi è? È un consulente della difesa Pacciani, mi pare.
P.M.: Sì, esatto. Quindi, effettivamente, sono due campi diversi.
Avvocato Filastò: Casomai consentirgli di stare in aula, per...
Presidente: Sì, questo può stare in aula. Può stare in aula, poi lo sentiamo dopo.
Avvocato Filastò: Va bene, grazie.
Presidente: Allora...
P.M.: Come mai, Presidente, chiedo scusa, stare in aula? Per capire, io, sulla base di quale elemento? È un consulente di parte, almeno così in questo processo, di un imputato di un altro processo, il quale fece delle sue considerazioni in quel processo, di scienze e conoscenze.
Presidente: Allora, niente...
P.M.: Comunque, Presidente, nessuna forma di opposizione. Chiedevo per capire.
Presidente: Io il processo Pacciani non lo conosco. Chiaramente, eh.
P.M.: Credo che sia introdotto...
Presidente: Per una ragione che avevo spiegato all'inizio del processo.
P.M.: Credo che in questo processo la difesa lo abbia indotto come consulente... Non so come, vediamo. Uff. giudiziario: Prego, accomodatevi.
Presidente: Sì, sì, un microfono volante e ognuno se lo passa fra loro. Buongiorno. Allora, come si chiama lei?
Francesco De Fazio: De Fazio.
Presidente: De Fazio. Le generalità, per cortesia, alla signorina.
Francesco De Fazio: Francesco De Fazio, nato a Xxxx il XX/XX/XX
Avvocato Filastò: Scusi, Presidente, allora può entrare il dottor Bruno, o no?
Presidente: Mah, io, se siete d'accordo, può stare; se c'è opposizione, può andar fuori.
Avvocato Filastò: Presidente, per una questione di carattere pratico, per evitare poi di rifare sempre le stesse domande.
Presidente: Lo so, però d'altra parte...
Avvocato Filastò: Voglio dire...
Presidente: Allora, niente. Fuori, il professor Bruno. Scusi, continui lei, per cortesia.
Salvatore Luberto: Sì. Salvatore Luberto, nato a Xxxxxx il XX/XX/XX, domiciliato a Modena presso l'istituto di Medicina Legale.
Giovanni Beduschi: Giovanni Beduschi, nato a Xxxxx, XX/XX/XX, domiciliato a Modena presso Istituto di Medicina Legale.
Ivan Galliani: Ivan Galliani, nato a Xxxxxxx, il XX/XX/XX, domiciliato a Modena presso Istituto di Medicina Legale.
Giovanni Pierini: Giovanni Pierini, nato a Xxxxxxx il XX/XX/XX, domiciliato a Bologna Medicina Legale.
Presidente: Allora, ... la formula dei periti. 
(I periti, uno alla volta, leggono la formula): "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo nello svolgimento dell'incarico, mi impegno ad adempiere al mio ufficio, senz'altro scopo che quello di far conoscere la verità e mantenere il segreto sulle operazioni peritali."
Presidente: Ecco il microfono lo tenga uno poi ve lo passate, secondo le... L'esame è stato chiesto dalla parte della difesa dell'imputato Vanni. Prego, avvocato Filastò.
Avvocato Filastò: Sì, Presidente. Ecco, io mi rivolgo più generalmente a tutti voi, al professor De Fazio che sostanzialmente è, come dire, il coordinatore della equipe di studio. E la prima domanda riguarda i termini d i limiti della loro indagine. Vale a dire se, prima di tutto, si è trattato di una indagine di tipo analitico, oppure sintetico. E quale fosse, in particolare, lo scopo di queste due analisi da voi svolte. Prima, qualsiasi persona venisse imputata in qualsiasi processo. Cioè il momento in cui gli inquirenti praticavano nel buio. Ecco, che cosa vi venne chiesto. Qual era lo scopo e il tipo di metodologia seguito. Questo, è la prima domanda.
Francesco De Fazio: Posso rispondere, signor Presidente?
Presidente: Chiunque, chi risponde, deve dare prima il nome, ai fini della trascrizione.
Francesco De Fazio: Sì, De Fazio. L'indagine che ci è stata chiesta dalla Procura di Firenze, rappresentava nel panorama peritale italiano, la prima indagine di questo genere. Non soltanto nel tipo di delitti per i quali si parlava, ma in genere il ... Cioè si trattava di una indagine volta a risalire - così l'abbiamo teorizzata allora insieme ai magistrati che ci hanno dato l'incarico - dalla tipologia delle vittime alla possibile tipologia dell'autore. Dell'autore o degli autori. Quindi una indagine di tipo criminalistico. Però di tipo criminalistico esattamente all'opposto di quella che è la concezione della criminalistica, per cui si raccolgono tracce e poi, attraverso la traccia, si addebita questa traccia, non so... si raccoglie una traccia al fine della ricerca del DNA, e si addebita questa traccia poi a questo o a quell'altro autore. Qui si trattava invece di fare un esame accurato della tipologia delle vittime. Tipologia delle vittime significa, ad un certo punto, tipologia personalogica, tipologia ambientale. Un esame accurato correlato, questo primo esame, delle situazioni in cui le vittime sono state uccise, delle modalità con cui le vittime sono state uccise, e di tutti gli elementi che potessero rinviare ad una valutazione tipologica. E quando si dice tipologica, significa non il signor tal dei tali, significa risalire dalla tipologia delle vittime alla tipologia dei possibili autori. Cioè, di possibili autori nel senso non che debbono essere per forza multipli, gli autori. Ma nel senso che è un raggio piuttosto allargato nell'ambito del quale raggio andava ricercato 1'autore. Tanto è vero che poi, correlativamente alla attività peritale da noi svolta, mi risulta, anche se non siamo entrati noi in questo tipo di... che è stato istituito un apposito ufficio presso la Questura di Firenze, che cercava di raccogliere elementi tipologici relativi a possibili autori per creare dei raffronti, per creare cioè un raggio molto ampio nell'ambito del quale pescare e cercare i possibili autori.
Presidente: Scusi, professore, me n'ero dimenticato. Vuole essere ripreso dalla telecamera, o no?
Francesco De Fazio: Come?
Presidente: Volete essere ripresi dalla telecamera, o no? Avete difficolta?
Francesco De Fazio: Assolutamente indifferente.
Presidente: Bene. Prego.
Avvocato Filastò: Ecco, come dicevo prima, quindi lo scopo, è esatto dire che lo scopo di questo vostro impegno peritale aveva a che fare con le indagini. Vale a dire, voi siete stati interpellati di identificare... no, identificare, di delineare, eh, queste tipologie, probabili tipologie, allo scopo di consentire a coloro che facevano le indagini di restringere il campo della loro ricerca. È esatto, questo?
Francesco De Fazio: Sì.
Avvocato Filastò: Benissimo. Quindi voi eravate ben consapevoli, nel momento, ovviamente nel momento in cui svolgevate questa indagine, che i vostri, le vostre deduzioni, le vostre analisi avrebbero, in qualche modo, condizionato le indagini.
Francesco De Fazio: Condizionato 1'impostazione...
Avvocato Filastò: L'impostazione delle indagini.
Francesco De Fazio: Sì.
Avvocato Filastò: Grazie.
Francesco De Fazio: Ma più che condizionato, non mi sta bene condizionato, avvocato. Più che condizionato, avevano praticamente concorso ad orientare le indagini.
Avvocato Filastò: Ad orientare le indagini.
Francesco De Fazio: Nell'ambito di una impostazione in cui il responsabile delle indagini che è il Pubblico Ministero è...
Avvocato Filastò: Certamente, ma certamente. Infatti la parola era sbagliata. Ora io le chiedo: nelle vostre intenzioni, la comparazione dei dati obiettivi. Perché voi a questo lavoro avete fatto prima di tutto, attraverso una comparazione dei dati obiettivi di cui disponevate. E' esatto?
Francesco De Fazio: La comparazione, una comparazione significa comparare, cioè, comparare una persona di una determinata altezza, ad un altro campione. Noi non abbiamo fatto una comparazione. Abbiamo evinto degli elementi di... Il nostro scopo era evincere elementi di giudizio dalla valutazione delle variabili alle quali ho fatto prima cenno: le vittime, le modalità di uccisione, i luoghi e le cadenze temporali e via di seguito, per delineare possibili figure psicologiche di autori.
Avvocato Filastò: Sì, certo. Forse anche qui il termine non è esatto. Volevo dire che il vostro primo impegno è stato quello, non tanto di analizzare delitto per delitto, singolarmente. Fare questo, evidentemente. Enucleare da ogni delitto delle componenti evidentemente importanti.
Francesco De Fazio: Certo.
Avvocato Filastò: E poi metterle in rapporto con le altre.
Francesco De Fazio: E poi vedere quali erano le variazioni...
Avvocato Filastò: Quali erano... ecco.
Francesco De Fazio: Le similitudini...
Avvocato Filastò: Le similitudini.
Francesco De Fazio: ... e anche l'eventuale evoluzione nel tempo, nel modus operandi. Cioè, nelle ipotesi... Noi abbiamo sempre tenuto presente l'ipotesi di possibili più autori e ipotesi di un autore. Poi abbiamo anche espresso le nostre opzioni finali su questo tipo di impostazione. Però, nel svolgere le indagini, abbiamo tenuto questo parametro. E questo parametro ci serviva poi anche per stabilire una eventuale evoluzione del modus operandi di un eventuale unico autore. 
 
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