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giovedì 18 dicembre 2014

Massimiliano Malanchi - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 19 dicembre 1997 - Venticinquesima parte


Avvocato Filastò: Facciamo venire questo signor Malonchi, come si chiama... Malanchi.
Presidente: Malonchi Massimiliano. 
(voce fuori microfono)
Massimiliano Malanchi: Come? 
(voce fuori microfono)
Massimiliano Malanchi: Xxxxxxx, XX/XX/XX
(voce fuori microfono)
Massimiliano Malanchi: Xxxxxxx
(voce fuori microfono)
Massimiliano Malanchi: Malanchi Massimiliano. "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità, e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza".
Presidente: Senta, vuol essere ripreso dalle telecamere?
Massimiliano Malanchi: No.
Presidente: La televisione?
Massimiliano Malanchi: No.
Presidente: Bene, niente telecamere. Prego, avvocato Filastò.
Avvocato Filastò: Signor Malanchi, abbiamo appreso dal testimone precedente che lei era addetto in cucina nella tavola calda, ristorante de la Festa de L'Unità di Cerbaia intorno all'8-9 di settembre del 1985.
Massimiliano Malanchi: Io ero a i' bar, addetto al bar.
Avvocato Filastò: Addetto al bar. Lei si ricorda di aver visto al bar o nel... Il bar è...
Massimiliano Malanchi: Staccato dalla cucina.
Avvocato Filastò: E' staccato dalla cucina e alla prospettiva dei tavoli.
Massimiliano Malanchi: In parte.
Avvocato Filastò: Lei ha visto fra gli avventori quella coppia di francesi che poi verrà uccisa?
Massimiliano Malanchi: No.
Avvocato Filastò: Non ci ha fatto caso.
Massimiliano Malanchi: (nega).
Avvocato Filastò: Ha parlato con qualcuno degli altri addetti che hanno... per esempio col signor Fantoni Marcello che abbiamo sentito poco fa, che ha detto di aver visto questi ragazzi? Ne avete discusso di questo omicidio?
Massimiliano Malanchi: Io praticamente son... a parte non si sapeva nulla di questa cosa. L'ho conosciuta successivamente, non in quei giorni. Addirittura di questa di Fantoni, ni' '92, mi sembra, sicché... proprio...
Avvocato Filastò: Lei si è disinteressato di questo fatto?
Massimiliano Malanchi: No, non si sapeva nemmen che c'era stato appunto, questi ragazzi a mangiare. Io non sapevo nulla.
Avvocato Filastò: L'ha sentito dire nel '92 da Fantoni, a distanza di tanti anni.
Massimiliano Malanchi: Dopo da altri, ma...
Avvocato Filastò: Da altri l'ha sentito dire? 
Massimiliano Malanchi: Come?
Avvocato Filastò: Ha sentito dire da altri che questi ragazzi eran stati lì a mangiare?
Massimiliano Malanchi: Non ho sentito dire che eran stati lì a mangiare, ho sentito... dopo, coi giornali, queste storie vengono fori. Dice che avevan mangiato alla Festa de L'Unità. Ma, io, persone che m'avessero detto 'c'è stato questi signori', l'è venuto fori dopo tutti questi... Di Fantoni nel'92...
P.M.: Sui giornali?
Massimiliano Malanchi: Sui giornali.
Avvocato Filastò: Qualcun altro?
Massimiliano Malanchi: No. Cioè, a parte ora, naturalmente.
Avvocato Filastò: Senta, lei ci saprebbe dire il nome di qualcun altro che serviva in tavola? A parte Fantoni che serviva in tavola, questo lo sa lei.
Massimiliano Malanchi: L'ha detto lui. Io non l'ho visto.
Avvocato Filastò: Non lo conosceva lei?
Massimiliano Malanchi: Hai voglia. Non sapevo che l'aveva serviti lui, l'ha detto lui...
Avvocato Filastò: No, no. Ma lasci perdere se ha servito, hanno servito o meno i francesi. Io voglio sapere se le risulta che Fantoni Marcello serviva in tavola?
Massimiliano Malanchi: Quel giorno? Non lo posso dire. Che abbia visto Fantoni Marcello servire in tavola, non lo posso dire.
Avvocato Filastò: E non può dire nessun altro che serviva in tavola là?
Massimiliano Malanchi: A una Festa de L'Unità c'è diversa gente.
Avvocato Filastò: Sì, lo so.
Massimiliano Malanchi: Io so i' che facevo io. I' che facevan gli altri, posso dire che l'Anna l'era in cucina perché la fa sempre da un anno a un altro la cucina. Ma chi c'era a servire in tavola, non c'è una persona; ce n'era... c'è più gente che fa quel lavoro. Chiunque può arrivare e dire: c'è bisogno di una mano? Sì, do una mano. Bene. Come si fa a saperlo?
Avvocato Filastò: E non si ricorda nessun nome, lei? 
Massimiliano Malanchi: No.
Avvocato Filastò: Va beh. Grazie.
Massimiliano Malanchi: Prego.
Presidente: Pubblico Ministero?
P.M.: Nessuna domanda, grazie.
Presidente: Gli altri? Bene, può andare. Grazie.
Massimiliano Malanchi: Buonasera. Grazie. 
Segue...

mercoledì 17 dicembre 2014

Marcello Fantoni - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 19 dicembre 1997 - Ventiquattresima parte

Segue dalla ventitreesima parte.

Presidente: Fantoni? Come si chiama? Fantoni Marcello?
Marcello Fantoni: Sì.
Presidente: Vuole essere ripreso dalle telecamere?
Marcello Fantoni: No, se è possibile no.
Presidente: Bene.
Marcello Fantoni: Gradirei.
Presidente: Aspettiamo un attimo, perché deve venire la segretaria, che si è assentata un attimo.
P.M.: Il signor Fantoni è stato sentito tre volte: una dalla P.G., una dal P.M. e una nel processo Pacciani.
Avvocato Filastò: Anche al dibattimento?
P.M.: Se è lo stesso. Lei si...
Marcello Fantoni: Io non sono mai stato...
P.M.: Allora è un altro Fantoni. Come non detto.
Marcello Fantoni: Io, è la prima volta.
P.M.: Chiedo scusa.
Marcello Fantoni: Prego.
Avvocato Filastò: Qui mi fa presente il Pubblico Ministero che posso aver sbagliato a citare un Fantoni per un altro.
P.M.: No, c'è un Fantoni Marcello sentito sia dal P.M. che dalla P.G., che è al processo Pacciani.
Avvocato Filastò: Probabilmente io... Sempre sulla circostanza della festa di Cerbaia?
P.M.: Bravo.
Avvocato Filastò: E allora... va beh. Ho sbagliato Fantoni. Lei si chiama di nome?
Marcello Fantoni: Fantoni Marcello.
Avvocato Filastò: Anche lei.
Marcello Fantoni: Certo.
Avvocato Filastò: Anche lei. Ma ce n'è due di Fantoni Marcello, allora.
Marcello Fantoni: Io non voglio mettere, non voglio dire i nomi che non riguardano; però so che c'è un altro Fantoni Marcello a Mercatale per esempio. Però non ha nulla a che vedere con la Festa de L'Unità a Cerbaia. Per dire che c'è un omonimo uguale al mio nome e cognome guarda caso però, non ha nulla a che vedere...
Avvocato Filastò: Cerchiamo di chiarire le cose.
(voce fuori microfono)
Marcello Fantoni: Il XX/XX del 19XX.
Presidente: Dove?
Marcello Fantoni: A Xxxxx.
(voce fuori microfono)
Marcello Fantoni: A Xxxxxxx.
(voce fuori microfono)
Marcello Fantoni: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità, e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza".
Presidente: Prego.
Avvocato Filastò: Signor Fantoni, lei non è mai stato sentito prima di oggi.
Marcello Fantoni: No.
Avvocato Filastò: Lei svolgeva qualche ruolo alla Festa de L'Unità di Cerbaia?
Marcello Fantoni: Sì, servivo i pasti della Festa all'interno.
Avvocato Filastò: Praticamente lei sarebbe un volontario, diciamo così...
Marcello Fantoni: Esatto.
Avvocato Filastò: ... del Partito per intendersi...
Marcello Fantoni: Certo, certo.
Avvocato Filastò: Lei ebbe occasione di vedere a questa festa, a questo ristorante una coppia, fra quella coppia di ragazzi francesi che poi vennero uccisi?
Marcello Fantoni: Certo. Li ho serviti pure a tavola.
Avvocato Filastò: Ah, sì?
Marcello Fantoni: Sì.
Avvocato Filastò: È sicuro di questo? Li ha riconosciuti come?
Marcello Fantoni: Certo, li ho riconosciuti il giorno dopo che li ho visti sui giornali.
Avvocato Filastò: E vennero a mangiare lì, loro.
Marcello Fantoni: Sì.
Avvocato Filastò: Io vorrei sapere una cosa, lei dovrebbe fare uno sforzo per ricordarsi questa circostanza. Se se la ricorda lo dice, se non se lo rammenta... Io vorrei sapere se il giorno che lei li ha serviti...
Marcello Fantoni: Sì, sì.
Avvocato Filastò: ... era sabato o domenica.
Marcello Fantoni: Cioè, il sabato sera o la domenica sera?
Avvocato Filastò: Sì. Se lo ricorda?
Marcello Fantoni: Io sinceramente... mi sembra la domenica.
Avvocato Filastò: Le sembra la domenica?
Marcello Fantoni: Mi sembra la domenica. Però,... dovessi insistere e appropriare su una data come su altre... su un orario, come si fa? Mi sembra la domenica però...
Avvocato Filastò: Lei ci ha ripensato dopo?
Marcello Fantoni: Cioè, c'ho ripensato a questa cosa, all'accaduto?
Avvocato Filastò: Sì. A questa... all'aver visto questi giovani...
Marcello Fantoni: Cioè, non capisco come vuol dire, se c'ho ripensato...
Avvocato Filastò: Beh, voglio dire, lei apprende che questi ragazzi son stati ammazzati in una situazione... Lei li riconosce in fotografia...
Marcello Fantoni: Certo. Li riconosco il giorno dopo sul giornale, sì, appunto. Cioè, mi venne spontaneo di dire: 'porca miseria, questi l'ho serviti ieri sera a tavola io'.
Avvocato Filastò: Ho capito. Si ricorda cosa mangiarono?
Marcello Fantoni: Io mi ricordo che... per secondo non me lo ricordo, ma il classico: pappardelle alla lepre, questo me lo ricordo bene.
Avvocato Filastò: Ho capito. Chi c'era con lei a servire anche?
Marcello Fantoni: C'erano altri nomi che, diciamo, non fanno parte di questo gruppo che momentaneamente siamo stati...
Avvocato Filastò: Un certo signor Malonchi, no, non c'era? Malonchi.
Marcello Fantoni: Malanchi era in cucina se non sbaglio.
Avvocato Filastò: Cantini?
Marcello Fantoni: Cantini anche lui in cucina.
Avvocato Filastò: Va beh...
Marcello Fantoni: A servire a tavola con me c'erano altri nomi che, al momento, diciamo, non... cioè, al momento, c'erano, però non ebbero l'occasione di servire questa coppia e perciò non ebbero l'occasione di... come si dice?...
Avvocato Filastò: Lei ci parlò con questa coppia?
Marcello Fantoni: Sì, un attimino. Perché a mala pena parlo un attimo di francese e gli chiesi semplicemente se gli piacquero questo...
Avvocato Filastò: Gli erano piaciute queste pappardelle?
Marcello Fantoni: Sì, gli piacquero. Poi, nulla di particolare. Non mi misi a chiedergli poi tante cose, ecco.
Avvocato Filastò: Io non ho altre domande. Comunque sul sabato e la domenica lei non è certo, insomma?
Marcello Fantoni: Mah, come ripeto, mi sembra la domenica. Io...
(voce fuori microfono)
P.M.: Questi li ho serviti a tavola io ieri sera. Non vedo perché si debba di' che un è certo.
Avvocato Filastò: Va beh, perché ieri sera dovrebbe essere ieri l'altro sera...
P.M.: E allora se si sentano e poi un ci va bene...
Avvocato Filastò: No, a me un mi va... Che c'entra un mi va bene? Io ho chiesto se è sicuro e ha detto quello che ha risposto. Basta.
P.M.: Ha detto di sì...
Avvocato Filastò: Io non faccio nessuna forzatura.
Presidente: Pubblico Ministero, lei?
P.M.: Nessuna domanda, Presidente.
Presidente: Gli altri? Prego, può andare. Grazie.
Marcello Fantoni: Grazie a voi.
P.M.: Abbiamo sempre sostenuto questo, quindi... l'ha sempre detto.

martedì 16 dicembre 2014

Anna Bandinelli - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 19 dicembre 1997 - Ventitreesima parte

Segue dalla ventiduesima parte.

Presidente: Altro teste, avvocato, chi è?
Avvocato Filastò: Di questi testi, potrebbe essere, beh, c'è una signora: chiamiamo la signora. La signora Anna Bandinelli.
Presidente: (voce fuori microfono)
Anna Bandinelli: A Xxxxxx, XX/XX/XX. A Xxxxxxxx
(voce fuori microfono)
Anna Bandinelli: Devo legger forte?
(voce fuori microfono)
Anna Bandinelli: "Colpevole della responsabilità...
Avvocato Filastò: No, colpevole no.
Presidente: Colpevole no, signora.
Avvocato Filastò: È entrata proprio nel vivo dell'ambiente.
Anna Bandinelli: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza".
Presidente: Signora, lei vuol essere ripresa dalla telecamera o no?
Anna Bandinelli: No no, assolutamente no.
Presidente: Niente telecamere, per cortesia. La prego, avvocato, il punto G...
Avvocato Filastò: Volevo dire che, me lo son dimenticato, questo valeva anche per l'Alessandra Bartalesi, l'aveva detto prima, eh. Quindi, se qualcuno l'ha ripresa, lo tenga presente.
Presidente: Effettivamente ci siamo dimenticati. Perché anche l'altra volta non fu ripresa.
Avvocato Filastò: E anche per la Francesca Bartalesi. Sia per Francesca che per Alessandra, vale. Che avevan già detto di non voler esser riprese, la volta precedente in cui erano state interrogate. Signora, io le faccio le domande, forse un po' così a tentoni, su una festa che c'è stata a Cerbaia intorno all'8 di settembre del 1985. Se la ricorda lei?
Anna Bandinelli: Sì, partecipavo alla festa, nell'85. Ero in cucina, ero cuoca, quindi...
Avvocato Filastò: Lei era cuoca dove?
Anna Bandinelli: In cucina, al gastronomico della Festa dell'Unità.
Avvocato Filastò: Quindi c'era la Festa dell'Unità, a Cerbaia.
Anna Bandinelli: Sì.
Avvocato Filastò: E lei era nella cucina.
Anna Bandinelli: In cucina, insieme ad altre persone, diciamo, non ero l'unica insomma.
Avvocato Filastò: Signora, questa cucina era all'aperto?
Anna Bandinelli: È una struttura, diciamo, come si può dire?, mobile. Ed è montata, però è chiusa, diciamo, noi, praticamente, si faceva da mangiare dentro a questo spazio chiuso.
Avvocato Filastò: Ma lei riusciva a vedere gli avventori?
Anna Bandinelli: No, assolutamente, perché non si aveva nessun rapporto noi, perché c'è lo spazio apposito dove si consegna, diciamo, i piatti già completi.
Avvocato Filastò: Quindi lei, signora, è in grado di dire se vennero a cena, lì, oppure non so, per qualche ragione vennero in cucina, questi due...
Anna Bandinelli: No, assolu...
Avvocato Filastò: Aspetti, le dico chi.
Anna Bandinelli: Sì.
Avvocato Filastò: Questi due ragazzi francesi, che poi furono trovati morti?
Anna Bandinelli: No, io assolutamente. Perché è impossibile, perché nell'interno non può entrare solo che operatori, praticamente, che fanno il servizio. Anzi, perché si sta in camice, abbiamo tutte le cose, le tessere sanitarie, e quindi non possono entrare gli estranei.
Avvocato Filastò: Ha sentito dire da qualcuno che erano presenti?
Anna Bandinelli: Dopo una settimana, l'ho letto sul giornale che questi due ragazzi avevano mangiato le pappardelle a Cerbaia. Però, io...
Avvocato Filastò: L'ha letto solo sul giornale.
Anna Bandinelli: Solo sul giornale.
Avvocato Filastò: Nessuna delle altre persone che erano lì...
Anna Bandinelli: No, assolutamente. Io, no.
Avvocato Filastò: Allora, io non posso fare altro che scusarmi con lei per averla disturbata, signora.
Anna Bandinelli: Bene. Grazie.
Presidente: Altre domande?
Avvocato Filastò: No, io. Aspetti.
Presidente: Aspetti, signora, aspetti, aspetti.
Avvocato Filastò: ... se qualcuno vuole farle delle domande.
Presidente: Pubblico Ministero?
P.M.: No, Presidente.
Avvocato Filastò: Signora, la festa... Scusi, una sola domanda allora.
Anna Bandinelli: Sì.
Avvocato Filastò: Forse l'unica che, in qualche maniera, risulterà pertinente. Questa festa si tenne in che giorni?
Anna Bandinelli: Mi sembra dal 6 settembre al... diciamo, praticamente sono dodici giorni, iniziava il 6 di .settembre, mi sembra. E un'altra settimana, diciamo così, mi sembra, perché ora non mi ricordo.
Avvocato Filastò: Ho capito. Quindi...
Anna Bandinelli: Sono dodici giorni l'anno, e quindi i numeri...
Avvocato Filastò: Dodici giorni a partire dal 6 settembre.
Anna Bandinelli: Sì.
Avvocato Filastò: Grazie. Non ho altre domande.
Anna Bandinelli: A posto?
Avvocato Filastò: Certo, signora.
Anna Bandinelli: Posso andare?
Presidente: Pubblico Ministero? Altre parti?
P.M.: Nessuna domanda, grazie.
Presidente: Bene, può andare. Grazie.
Avvocato Filastò: Allora sentiamo il teste Fantoni. Mi devo scusare con la Corte per questa testimone, che non sapeva un accidente di niente. Ma penso che, insomma, un avvocato purtroppo va molto a tentoni spesso. I Carabinieri da mandare in giro non ce li ha.
P.M.: Qui invece c'abbiamo, volendo, tanti verbali...
Segue...

lunedì 15 dicembre 2014

Alessandra Bartalesi - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 19 dicembre 1997 - Ventiduesima parte

Segue dalla ventunesima parte.

Avvocato Filastò: '88-'89. Lei è rimasta in ospedale per quanto tempo e da quando?
Alessandra Bartalesi: Io dal 21 settembre '85, tornai a casa a giugno-giugno-luglio dell'87.
Avvocato Filastò: Dell'87. E quindi questa sua frequentazione un po' più assidua dello zio quando arriva? In che anno?
Alessandra Bartalesi: Nel '96.
Avvocato Filastò: Nel '96.
Alessandra Bartalesi: Sì.
Avvocato Filastò: Senta, come risulta un po' da questo libro, lei si sentiva un po' in debito con molte persone che l'avevano assistita, vero?
Alessandra Bartalesi: Sì, anche.
Avvocato Filastò: Tant'è vero che molti di questi suoi scritti finiscono con un ringraziamento. Lei ringrazia la mamma, vero?
Alessandra Bartalesi: Sì.
Avvocato Filastò: I fisioterapisti, in particolare una certa Silvia.
Alessandra Bartalesi: Silvia, mmh.
Avvocato Filastò: Paolo: chi è questo Paolo?
Alessandra Bartalesi: Paolo?
Avvocato Filastò: Sì. A un certo punto "Grazie, Paolo", finisce una poesia.
Alessandra Bartalesi: Ah, quello l'era un amico nuovo che m'ero fatta dopo tutta questa storia, sicché...
Avvocato Filastò: Poi c'è "Grazie, Stefania e Daniele": chi sono?
Alessandra Bartalesi: Anche questi sono amici di questo gruppo qui.
Avvocato Filastò: Va bene. Senta, lei ha parlato poi a quell'altra udienza di un approccio, chiamiamolo così, di tipo amoroso, sessuale, che le venne fatto da questo Lotti. E lei ha detto: "dopo aver mangiato tanto in un posto", che questo approccio avvenne, è avvenuto quest'approccio, vero?
Alessandra Bartalesi: Sì, almeno lui ci ha provato.
Avvocato Filastò: Lui ci ha provato.
Alessandra Bartalesi: Anche se...
Avvocato Filastò: Sì. No no, ma a me non interessa né cosa abbia fatto... Magari, mi saprà dire se, per caso, dopo, ripensandoci dopo, lei ha avuto l'impressione che questo signore si sia un po ' approfittato di questa sua...
Alessandra Bartalesi: Sì. A ripensarci ora, sì.
Avvocato Filastò: Di questa sua disponibilità, di questa sua carità che si rivolgeva anche a lui, perché anche lui era un po' uno sbandato nel paese, è vero?
Alessandra Bartalesi: Eh, dopo tutte le cose che mi diceva a me, non gliene andava mai bene una, ho detto: questo è un po' come me, è sfortunato.
Avvocato Filastò: Ma ha mai sentito raccontare a proposito di Lotti, del fatto che gli facevan degli scherzi, con l'acqua gli tiravano nel capo all'uscita di un bar? Mai sentito?
Alessandra Bartalesi: No, questo non l'ho mai sentito.
Avvocato Filastò: Ma, comunque, la domanda è questa. Lei dice "dopo aver mangiato tanto in un posto": e aver anche bevuto?
Alessandra Bartalesi: Sì, soprattutto lui.
Avvocato Filastò: Soprattutto lui. Questo posto dov'era, come si chiama il ristorante?
Alessandra Bartalesi: Al ristorante La Baracchina.
Avvocato Filastò: Ah, era La Baracchina.
Alessandra Bartalesi: Agli Scopeti, sì.
Avvocato Filastò: E lei ha detto che quest'approccio avvenne nella piazzola prima della piazzola famosa.
Alessandra Bartalesi: Sì.
Avvocato Filastò: "Prima", intende dire nello slargo che c'è poco dopo il ristorante La Baracchina?
Alessandra Bartalesi: Sì. C'è il ristorante, poi c'è questa piazzola dove eravamo noi e poi l'altra, accanto, quella degli omicidi.
Avvocato Filastò: Quindi il motivo per cui vi fermaste in quel posto era perché era vicino al ristorante? Eravate usciti dal ristorante?
Alessandra Bartalesi: Eh, praticamente sì. Ci s'aveva la macchina parcheggiata lì.
Avvocato Filastò: Benissimo. Lei ha detto che una volta con Lotti vi siete fermati a Baccaiano. Dove, esattamente?
Alessandra Bartalesi: Sì, a Baccaiano, ora non so come si chiama quella strada, è una strada diritta nei pressi dove c'è stato l'omicidio, mi sembra...
Avvocato Filastò: Nei pressi o proprio dove c'è stato?
Alessandra Bartalesi: Su quella strada lì, che lui si soffermò un attimo, io gli dissi - mi ricordo - "non mi piace...
Avvocato Filastò: Va be', via, lasci perdere. Ma lei ha riconosciuto il posto come il posto dove era avvenuto 1'omicidio?
Alessandra Bartalesi: Sì, perché l'ho visto diverse volte in televisione.
P.M.: (voce fuori microfono) L'ha bell'e...
Avvocato Filastò: Le chiedevo questo, ora. Il suo zio l'ha mai infastidita, a lei?
Alessandra Bartalesi: Mai.
Avvocato Filastò: Ma, dico, per infastidire intendo varie cose. Non so, battute pesanti.
Alessandra Bartalesi: No, ecco, forse ero l'unica che riusciva a scansarle, avendo un rapporto così vicino a lui.
Avvocato Filastò: Molestie sessuali di qualsiasi specie, da parte di suo zio, ne ha mai avute?
Alessandra Bartalesi: Mai, no, no.
Avvocato Filastò: L'hai mai sentito, o saputo, dire che suo zio molestasse delle altre ragazze?
Alessandra Bartalesi: No, non l'ho saputo.
Avvocato Filastò: Ha mai parlato con Lotti della famiglia del Lotti, lei?
Alessandra Bartalesi: Sì, una volta. Cioè a volte me n'ha parlato lui, di questa mamma che è stata, mi ha detto, tanto tempo, per degli anni in manicomio a Volterra. E questo babbo che gli era morto da tanti anni.
Avvocato Filastò: Sì, che poi c'è stata la storia che il suo fidanzato disse che il babbo non era morto, invece, vero?
Alessandra Bartalesi: Sì, ma anche quello ne sapeva…
Avvocato Filastò: E che poi, invece, era morto davvero. Insomma, tutta questa cosa...
Alessandra Bartalesi: Mmh.
Avvocato Filastò: ... così. E della sorella gliene ha mai parlato il Lotti, a lei?
Alessandra Bartalesi: No, ecco.
Avvocato Filastò: Della sua sorella.
Alessandra Bartalesi: Sembra strano, perché so che c'era la sorella, però non me ne ha mai parlato.
Avvocato Filastò: Che lei sappia, a parte evidentemente era molto più giovane, ma insomma, rispetto a questa frequentazione del luglio-agosto del '95 o '96 - ora lei ha detto '96, ma a me risulterebbe '95; comunque, è la stessa cosa -...
Alessandra Bartalesi: Sì, eh, probabilmente ho sbagliato.
Avvocato Filastò: Probabilmente ha sbagliato. 15 o 10 anni prima, che lei sappia, si ubriacava suo zio?
Alessandra Bartalesi: Che io sappia, no.
Avvocato Filastò: Quando uscivate insieme, la sera, lei, Vanni e Lotti, perché andavate spesso a cena insieme, vero?
Alessandra Bartalesi: Sì.
Avvocato Filastò: Ma spesso veniva con voi anche la sorella di Vanni?
Alessandra Bartalesi: Sarà venuta quattro volte, tre o quattro volte. Lei era anziana, era sempre stanca.
Avvocato Filastò: Quanti anni aveva?
Alessandra Bartalesi: Eh, quanto c'aveva? Intorno agli 80.
Avvocato Filastò: E poi lei, come ha detto a verbale del 14 luglio del '97, ha smesso di frequentare lo zio perché si accorse che aveva smesso di bere. È così?
Alessandra Bartalesi: Dissi io, non ha più bisogno di me, insomma, visto che ce la fa da sé, almeno, cioè, si dà forza da solo praticamente.
Avvocato Filastò: Io non ho altre domande.
P.M.: Un paio soltanto, signorina Bartalesi. Altro oggetto... Alle domande del P.M. ha risposto abbondantemente nello scorso luglio. Lei, ha detto, è stata in ospedale nel periodo '85-'87, no?
Alessandra Bartalesi: '85-'86.
P.M.: '86?
Alessandra Bartalesi: Sì.
P.M.: '86, chiedo scusa.
Alessandra Bartalesi: No, ora fo un po' di confusione anch'io, probabilmente.
Presidente: No, prima lei ha detto 787, ho capito anch’io.
P.M.: Anch7io ho capito 787.
Alessandra Bartalesi: E allora mi scuso, ho sbagliato.
Presidente: '86, allora?
P.M.: Insomma, circa un anno, quant'è che è stata?
Alessandra Bartalesi: '86, sì, perché nell7anno dopo, cioè, dopo nove mesi dal 21 settembre 7 85 , io cominciai a camminare, e subito mi operarono, sicché stetti un altro mese in ospedale.
P.M.: Senta, in questo periodo in cui lei era in ospedale, questo suo zio a cui lei è così affezionata, come ci ha raccontato, veniva a trovarla in ospedale?
Alessandra Bartalesi: No, io non ricordo di averlo mai visto. E forse è per questo che dopo mi ci sono riavvicinata tanto, perché sono stata tanto tempo senza vederlo.
P.M.: Sì. Ma, scusi, lei è stata malata nell'85-'86, poi sono passati dieci... 3 non è ma; venuto. E poi lei lo...
Alessandra Bartalesi: Ma quando sono tornato a casa...
P.M.: Lo riscopre nell786? Nel '96 ' - chiedo scusa - ci si è riavvicinata? In questi dieci anni, lui veniva a trovarla?
Alessandra Bartalesi: Sì, quando tornai a casa dall'ospedale, ogni tanto, lo vedevo, veniva a trovarmi a casa, hai voglia. All'ospedale, no; ma a casa, sì.
P.M.: E quando invece lui, nel '96, dopo che... Nel '95 - scusi - dopo che, diciamo, si era disintossicato, da come ci racconta lei, andò lui all'ospedale, lei ci ha detto non andava a trovarlo. Io non ho capito come mai - se era così vicina a questo zio, lui andò in ospedale a fine '95 - lei non andò a trovarlo. Gliel'ho già fatta questa domanda. Volevo capire. Siccome lei ci dice, 'in quel periodo lo volevo aiutare', tutte quelle belle cose che ci ha detto, quelle poesie; come mai è in ospedale lei, è in ospedale lui e non vi...
Alessandra Bartalesi: Sì, ma probabilmente...
P.M.: Tutto questo grande affetto zio-nipote, nel momento importante lo vedo, da quello che dice lei, un po' più carente.
Alessandra Bartalesi: E' giusto. Ma mi dicevano tutti come stava, di continuo. Però, sarà anche perché io la macchina mia non l'ho mai presa per uscire dal paese, se non per andare a lavorare, i miei non erano contenti se la prendevo per andare a Firenze o a trovare... insomma. E allora non...
P.M.: Ma i suoi parenti non andavano a trovarlo, la sua mamma, lei con le sue sorelle? C'è questo zio all'ospedale, lei ha fatto così tanto per curarlo dal bere, e non va a trovarlo all'ospedale?
Alessandra Bartalesi: E probabilmente non ho avuto mai l'imbarco giusto per andare.
P.M.: Bene. Senta una cosa... No, non ho altre domande, grazie. Ah sì, scusi, ecco l'altra. Lei oggi, chiedo scusa Presidente,...
Presidente: Prego, prego.
P.M.: ... ci ha parlato di queste visite al cimitero per andare a trovare la bambina dello zio. Fece presente che - è stata sentita più volte, di questo non ne ha mai parlato, va be' - però, parlava invece che andava a trovare un'altra persona, che andava a trovare il suo amico Dori, e lei lo accompagnava a trovare il Dori.
Alessandra Bartalesi: Ah, sì, anche questo.
P.M.: Oggi... E poi, anche all'ultimo dibattimento, io ho qui il verbale - a sua domanda -, lei dice: "Lo portavo a volte al cimitero, in qua e in là, con la macchina". Nel corso dell'esame del P.M., durante le indagini, aveva detto andava a trovare il Dori. Se ne era dimenticata?
Alessandra Bartalesi: Sì, me n'ero dimenticata, perché m'ha rammentato la bambina, l'avvocato, e allora m'è venuto in mente quello e basta. Sì, l'ho portato anche a trovare il Dori.
P.M.: Ma era nello stesso cimitero?
Alessandra Bartalesi: No, era in un altro cimitero, a Sant'Andrea in Percussina.
P.M.: Bene, non ho altre domande, grazie.
Presidente: Voi altri? Bene.
Avvocato Filastò: Io ho un'altra domanda, Presidente.
Presidente: Bene.
Avvocato Filastò: L'ospedale dove lei si trovava ricoverata dov'era?
Alessandra Bartalesi: A Careggi.
Avvocato Filastò: A Firenze.
Alessandra Bartalesi: Sì, a Firenze.
Avvocato Filastò: Lei sa che suo zio non guida la macchina?
Alessandra Bartalesi: Eh, no, infatti, non ho mai aspettato che venisse.
Avvocato Filastò: Quindi, una delle ragioni per cui non veniva a trovarla, probabilmente era per questo.
Alessandra Bartalesi: Sì, infatti.
Avvocato Filastò: E a sua volta, lei, pare che dopo...
P.M.: (voce fuori microfono) No no...
Avvocato Filastò: Sì, ma nel controesame pare si possan fare, delle domande suggestive.
P.M.: Nessun problema.
Avvocato Filastò: L'ho sentito dire, ecco.
P.M.: Sì.
Avvocato Filastò: A me non mi torna nemmen tanto, ma comunque…
Presidente: Non c'è problema, non c'è problema.
Avvocato Filastò: Grazie, Presidente. Lei ha un po' di difficoltà a guidar la macchina? Lei ce l'ha vero?
Alessandra Bartalesi: Eh, un po' sì, sulle strade che conosco bene no, come quella che faccio tutti i giorni per andare a lavorare. Ma sulle altre, sì.
Avvocato Filastò: Senta, a proposito di una certa frase detta dal Lotti: "Non andar da sola con lo zio"; potrebbe... Lei l'ha interpretata come? L'ha interpretata anche nel senso che c'aveva delle difficoltà lei a guidare la macchina?
Alessandra Bartalesi: Sì. Un po' fra questo e un po' fra che dice, lui poteva pensare, 'se va da sola con lui io rimango da solo'.
Avvocato Filastò: Ho capito.
Alessandra Bartalesi: Eh.
Presidente: Bene, può andare signorina. Grazie.
Alessandra Bartalesi: Prego.
Segue...

venerdì 12 dicembre 2014

Alessandra Bartalesi - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 19 dicembre 1997 - Ventunesima parte

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