giovedì 24 aprile 2014

Giancarlo Lotti - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 28 novembre 1997 - Undicesima parte

Segue dalla decima parte

Presidente: Altre parti civili?
Avvocato Santoni Franchetti: Signor Lotti...
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Santoni Franchetti: Lei sa che ci sono dottori che curano cose diverse; chi cura il cuore, chi la testa, chi quello, chi quell'altro. Ci sono i dottori...
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Santoni Franchetti: Ecco, lo sa, logicamente. Ecco, lei, per caso, non sa se quel dottore a cui sarebbe stata consegnata, consegnate quelle cose, come dice lei, fosse uno specialista in qualche cosa? In qualche ramo particolare...
Giancarlo Lotti: A me un me l'hanno mica spiegato bene che dottore l'era.
Avvocato Santoni Franchetti: Ecco. Loro non gliel'hanno spiegato. Non le hanno fatto nessun accenno su questo.
Giancarlo Lotti: No.
Avvocato Santoni Franchetti: Quando... Lei ha detto che questo dottor era in rapporti col Pacciani, lo avrebbe curato.
Giancarlo Lotti: Io ho detto un dottore.
Avvocato Santoni Franchetti: È una sua...
Giancarlo Lotti: Un lo so chi gl'è. Ho detto il dottore, un dottore che curava questa persona, questo Pietro Vanni. Però...
Avvocato Santoni Franchetti: Vanni o Pacciani?
Presidente: No, Pietro Vanni, no.
Giancarlo Lotti: No, Pacciani. Ho sbagliato io.
Avvocato Santoni Franchetti: Il Pacciani. Non c'è problemi.
Giancarlo Lotti: Scusi, Presidente.
Presidente: Va bene, sì.
Avvocato Santoni Franchetti: Ma è sicuro che questo dottore... Perché lo dice? Perché lo ha visto, perché glielo ha detto il Pacciani, perché glielo ha detto qualcun altro?
Giancarlo Lotti: Questo che ho visto, lì, nel piazzone.
Avvocato Santoni Franchetti: Perché parlavano. E quindi è una sua deduzione.
Giancarlo Lotti: Ma...
Avvocato Santoni Franchetti: Ha detto che curava il Pacciani, perché...
Giancarlo Lotti: Lui m'ha detto che gl'era il dottore. Come fo a sapere io se l'era un dottore o professore. Questo, come fo a dirglielo?
Avvocato Santoni Franchetti: Bene. Quindi, lei non sa esattamente se curava il Pacciani, o meno. Il Pacciani non le ha detto: guarda...
Giancarlo Lotti: C'era un dottore che...
Avvocato Santoni Franchetti: ... 'guarda che mi ha dato di medicine.'
Presidente: Parli, parli.
Giancarlo Lotti: C'era un dottore che curava il Pacciani. Ma io un so mica di quello che gli andava a prendere le cose. Un so se gl'è il solito.
Avvocato Santoni Franchetti: Bene. Non torniamo più... Quindi, lei non sa assolutamente com'era, nessun altro dato su questo famoso dottore. Se era giovane, se era vecchio. Nulla.
Giancarlo Lotti: Mah, io l'ho visto lì a sedere, gl'era davanti a lui. Io non l'ho visto bene se gl'era giovane o no. Se un mi dice un discorso così, come fo? Me lo...
Avvocato Santoni Franchetti: Se era alto, se era basso.
Giancarlo Lotti: Gl'era di fronte a questa persona. Non l'ho visto bene. Gl'era a sedere. Se gl'era calvo o no, un lo so.
Avvocato Santoni Franchetti: Alto. Non ho detto calvo, alto o basso.
Giancarlo Lotti: Se gl'è a sedere come tu fai a giudicare l'altezza, insomma. Un lo so.
Avvocato Santoni Franchetti: Va bene. Non sa dirci nulla su questo.
Giancarlo Lotti: No. Se uno mi dice una cosa, gl'è a sedere, come tu fai a capire...
Avvocato Santoni Franchetti: Va bene, va bene, va bene... Va bene, non c'è nessun problema. Volevamo soltanto vedere se nella sua memoria scappava qualche altro dato fuori...
Giancarlo Lotti: Se vo io a sedere, come fo a che altezza sono?
Avvocato Santoni Franchetti: È difficile.
Giancarlo Lotti: Io mi spiego... o mi spiego male, non lo so.
Avvocato Santoni Franchetti: Cambiamo argomento, allora. Visto che sul dottore...
Giancarlo Lotti: Io un posso dire, di più un posso, perché un sono di…
Presidente: Va bene. Abbiamo capito, Lotti, abbiamo capito.
Avvocato Santoni Franchetti: Va bene, Lotti. Va bene. Lei dice..., oggi non ho capito Lotti, non ho capito una cosa. Quando lei parlava della storia di Francesco Vinci che doveva uscire dal carcere, io vorrei capire questo. Lei ha detto: 'doveva uscire. Non era ancora uscito.' Giusto?
Giancarlo Lotti: Doveva uscire.
Avvocato Santoni Franchetti: Che doveva uscire.
Giancarlo Lotti: Però un so se gl'è uscito subito, più in là, qualche anno dopo. No...
Presidente: Faccia fare la domanda, faccia fare la domanda. E poi, dopo, risponde con calma.
Giancarlo Lotti: Sì, va bene.
Avvocato Santoni Franchetti: Le è stato contestato stamattina che lei prima avrebbe detto una cosa diversa. Ora vogliamo sapere se c'è stato un equivoco. Cioè, abbiamo capito male noi, o ha capito male lei stamattina, si è ricordato male oggi. Non è possibile - siamo in controinterrogatorio Presidente -...
Presidente: Sì, sì.
Avvocato Santoni Franchetti: ... che Francesco Vinci, o chi gli ha parlato di Francesco Vinci, perché lei non lo conosceva, giustamente, che questa persona che lei ha visto con la barba... Cerchi di ricordare, cerchi di ricordare se forse quello che le dico io è più vero. Cioè, oggi si ricorda meglio delle altre cose che ha detto. Se questa persona con la barba era venuto a chiedere, va bene? Sempre Francesco Vinci, perché questo è sicuro: lei lo ha riconosciuto per certo come Francesco Vinci. Giusto?
Giancarlo Lotti: Ma io ho visto questa persona, non sapevo che gl'era Francesco Vinci.
Avvocato Santoni Franchetti: Ma poi avrà visto la fotografia di Francesco Vinci e gliel'ha fatta... l'ha riconosciuto.
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Santoni Franchetti: Quindi, su questo non c'è problemi. O...
Giancarlo Lotti: Però. . . Però da principio non sapevo se gl ' era questa persona.
Avvocato Santoni Franchetti: È chiaro, non sapeva il nome. Su questo non c'è problema.
Giancarlo Lotti: Ma nemmeno la persona quando l'ho vista a San Casciano, non credevo fosse lui.
Avvocato Santoni Franchetti: Come non credeva che fosse lui?
Giancarlo Lotti: Quello che ho visto la prima volta con la barba...
Avvocato Santoni Franchetti: Sì.
Giancarlo Lotti: ... io non sapevo mica che gl'era il coso, questa persona.
Avvocato Santoni Franchetti: Certo, questo è sicuro. Dopo, però, lo ha riconosciuto. E, su questo, mi sembra che questo è pacifico, no?
Giancarlo Lotti: Ma io ho riconosciuto la figura con la barba, la persona.
Avvocato Santoni Franchetti: Certo.
Giancarlo Lotti: Però un sapevo mica gl'era questo Francesco Vinci.
Avvocato Santoni Franchetti: Bene, queste sono le certezze. Stamattina però dice: 'doveva ancora uscire.' Certamente, se era lì non poteva essere in galera. Su questo non c'è problemi, sul fatto.
Giancarlo Lotti: Ma questo, come fo a sapere... il momento, il giorno e l'anno quando gl'era.
Avvocato Santoni Franchetti: Non potrebbe essere, Lotti, che quando... Chi glielo ha detto poi che quella persona doveva Il Pacciani ha parlato di Francesco... Il Vanni è stato, no? Mi sembra. Che gli ha detto poi...
Giancarlo Lotti: O tutti e due. Vanni o Pacciani...
Avvocato Santoni Franchetti: Eh? Tutti e due. Bene. Era venuto per parlare con loro per fare uscire qualcun altro? Che il "doveva uscire" era riferito a una terza persona? E non a quella persona che è venuta lì?
Giancarlo Lotti: Come, una persona che l'era venuta lì?
Avvocato Santoni Franchetti: Loro han detto: 'guarda te questa persona, noi l'abbiamo fatta uscire.' Va bene?
Giancarlo Lotti: Sì. È sempre la persona stessa che...
Avvocato Santoni Franchetti: Esattamente, quella persona lì. E così avevamo capito fino ad oggi. Stamattina lei ha raccontato spontaneamente una cosa diversa. Allora io le chiedo: in riferimento alla cosa nuova che ha detto stamattina, non è possibile che questo...
Giancarlo Lotti: Come una cosa diversa, stamani?
Avvocato Santoni Franchetti: Ha detto che doveva uscire, ma era lì.
Presidente: Facciamo... la posso fare io la domanda, avvocato?
Avvocato Santoni Franchetti: Allora gliela spiego, Presidente.
Presidente: Allora... ecco.
Avvocato Santoni Franchetti: La domanda è questa: non è possibile che gli avessero detto - sempre se questa storia è vera, logicamente. Ma presupponendo che sia vera - Vanni e Pacciani gli abbiano detto che questa persona era venuta lì a parlare con loro per fare uscire qualcun altro che era in carcere in quel momento legato alla storia del "mostro"?
Giancarlo Lotti: Qualcun altro no.
Avvocato Santoni Franchetti: Questa è la domanda.
Giancarlo Lotti: È la stessa persona. Perché qualcun altro?
Presidente: Allora, la domanda gliela faccio io. Scusi, eh, forse ci chiariamo meglio.
Giancarlo Lotti: Scusi, avvocato, ci capisco poco...
Avvocato Santoni Franchetti: Certo, Presidente.
Presidente: Allora, scusi.
Giancarlo Lotti: Sì.
Presidente: Lei ha parlato di questo Francesco Vinci, va bene?
Giancarlo Lotti: Sì.
Presidente: Chi per primo gli ha parlato di questo Francesco Vinci quando era in carcere?
Avvocato Santoni Franchetti: E lui è dentro.
Presidente: Lui è dentro.
Giancarlo Lotti: Sì.
Presidente: Qualcuno a lei parla di questo Francesco Vinci. Chi gliene ha parlato a lei?
Giancarlo Lotti: Me ne ha parlato Mario e Pietro.
Presidente: Ecco, cosa gli hanno detto a lei?
Giancarlo Lotti: Che doveva sortire uno per fare un omicidio, e basta. Come m'ha spiegato così.
Presidente: E che facevano fare un omicidio per far uscire lui dal carcere.
Giancarlo Lotti: Sì, però un so se gl'è uscito subito, o più in là.
Presidente: Bene. E poi è stato fatto questo omicidio?
Giancarlo Lotti: Sì... Sì, quello di Giogoli.
Presidente: Quello di Giogoli, ecco. Quel signore che poi lei dice di aver visto con la barba a San Casciano...
Giancarlo Lotti: Ma questo...
Presidente: Aspetti, aspetti. Lei ha riferito qualcosa su questa persona. Chi era questa persona? Con la barba, che lei diceva ha riconosciuto per Vinci...
Giancarlo Lotti: No, questo me l'avevano detto loro che gl'era questa persona qui.
Presidente: E cosa le hanno detto loro?
Giancarlo Lotti: Che gl'era questa persona che doveva uscire
Presidente: Doveva uscire. Ma se è già uscito, era già fuori ormai.
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato: È il suo linguaggio.
Avvocato Santoni Franchetti: Lasciamolo finire, per favore.
Presidente: Allora, è quella persona...
Giancarlo Lotti: La persona stessa di Francesco Vinci.
Presidente: È la stessa persona, quella che stava in carcere.
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Santoni Franchetti: Oh.
Giancarlo Lotti: E che voi avete fatto uscire con l'omicidio. È così?
Giancarlo Lotti: No, quello che gli avean detto loro, su questi fatti.
Presidente: Ho capito quello che hanno detto. Lei non lo conosce Francesco Vinci. In sostanza...
Giancarlo Lotti: L'avrò visto in fotografia, ho visto il nome...
Segue...

mercoledì 23 aprile 2014

Giancarlo Lotti - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 28 novembre 1997 - Decima parte

Segue dalla nona parte.

Avvocato Pellegrini: Senta, invece, parliamo adesso un attimo del dopo omicidio, eh. Qui siamo nei giorni precedenti. Sempre parlando di Vicchio, io sto parlando soltanto di Vicchio.
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Pellegrini: Dopo successo quel che è successo, lei ce lo ha già raccontato, siete andati via attraverso delle strade di campagna.
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Pellegrini: Giusto? Bene.
Giancarlo Lotti: Però io un conoscevo la strada. Lo dico innanzi eh.
Avvocato Pellegrini: Certo. Chi la conosceva?
Giancarlo Lotti: La conosceva Pietro.
Avvocato Pellegrini: Pietro, cioè Pacciani.
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Pellegrini: Bene. Tanto che lei era andato con la sua macchina, ma, nell'andare via, chi era per primo, chi guidava, chi conduceva, chi andava via?
Giancarlo Lotti: Sempre avanti lui.
Avvocato Pellegrini: Sempre...
Giancarlo Lotti: La conosceva me... quella strada, qui' punto che s'è... prima di venir via.
Avvocato Pellegrini: Bene. Senta, a un certo punto, avete incontrato - e se n'è già parlato - un ponticino, accanto c'è una fonte dove la gente va a prender l'acqua...
Giancarlo Lotti: Se si passa di lì, il ponticino bisogna ci sia per forza, sennò in do' tu passi? Insomma...
Avvocato Pellegrini: Perfetto. Eh, lo so anch'io.
Giancarlo Lotti: Eh.
Avvocato Pellegrini: In questo punto, eh?
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Pellegrini: Del ponticino dove c'è la fonte, eccetera, si ricorda mica se avete notato una macchina che vi veniva incontro, o che era ferma, di gente a prender l'acqua...
Giancarlo Lotti: Questo, a dir la verità, proprio preciso non lo posso dire.
Avvocato Pellegrini: No, preciso...
Giancarlo Lotti: Un son sicuro se gl'era passato una macchina, o no.
Avvocato Pellegrini: Una macchina ferma, magari?
Giancarlo Lotti: Mah, un...
Avvocato Pellegrini: Prima del ponte?
Giancarlo Lotti: Eh, un mi ricordo se c'era una macchina ferma, o no.
Avvocato Pellegrini: Non se lo ricorda.
Giancarlo Lotti: In do' si passò noi, unn'ho visto macchine. Poi, un so...
Avvocato Pellegrini: No, il punto è soltanto quello dove si sarebbe incontrato un'altra macchina, eh.
Giancarlo Lotti: Ma io... per me unn'ho incontrato macchine.
Avvocato Pellegrini: Quindi, non c'ha in mente dei fari contro la vostra, contro la sua macchina...
Giancarlo Lotti: No...
Avvocato Pellegrini: Non c'ha...
Giancarlo Lotti: In quel momento lì, no.
Avvocato Pellegrini: In quel momento, no. Va bene. Senta, un'altra cosa e poi non le chiedo altro. A proposito di quella lettera che qualche giorno dopo l'omicidio di Vicchio, lei andò a imbucare a Vicchio stesso...
Giancarlo Lotti: No. No, che abbia imbucata io, la imbucò Mario.
Avvocato Pellegrini: Benissimo. Lei accompagnò con la macchina, visto, eh? Che lei era l'unico ad aver la macchina, Vanni non ce l'aveva... Ma io voglio un attimo prima dell'imbucarla. Lei, l'indirizzo completo non l'ha visto, questo lo sappiamo già.
Giancarlo Lotti: Io ho visto "Firenze" e "Vicchio" e basta. Il resto un l'ho nemmen guardato, non me l'ha fatta vedere, come fo...
Avvocato Pellegrini: No. Però lei, mi pare che da qualche parte abbia detto che era riuscito a intravedere qualche parola che c'era... eh? Sul testo di questa... Prima che fosse chiusa, naturalmente.
Giancarlo Lotti: Ma a dire la verità non... un l'ho visto bene i' che c'era scritto.
Avvocato Pellegrini: No, eh? 
Giancarlo Lotti: No.
Avvocato Pellegrini: E lei aveva parlato di qualche parola che gli eran sembrate parole minacciose rivolte a una donna.
Giancarlo Lotti: Mah, minacciose... gli aveva detto qualche discorso. Però, sulla lettera, io non ho visto, unn'ho visto niente.
Avvocato Pellegrini: "L'aveva detto" che cosa vuol dire? Ce lo spieghi meglio. Le aveva detto cosa...
Giancarlo Lotti: No... aveva detto, mah... una cosa minacciosa. Però a me un mi riusciva di dire qualcosa in più. Sicché un potevo approfondir la cosa. Non so se ha capito, vero?
Avvocato Pellegrini: No. Sto... Ora siamo passati al momento della... Imbustare la lettera.
Giancarlo Lotti: Imbustare la lettera.
Avvocato Pellegrini: E dov'è avvenuto questo fatto di imbustare la lettera? Dove... Imbustare vuol dire mettere il foglio dentro la busta, eh?
Giancarlo Lotti: No, io quande l'ho vista, l'era bell'e pronta. Sicché ho visto solamente l'indirizzo, un indirizzo: Vicchio e Firenze. E basta.
Avvocato Pellegrini: No, lei ha spiegato molto di più. Ha detto qualcosa a proposito di Pacciani che va in garage, no? Se lo ricorda?
Giancarlo Lotti: Sì, va in garage, c'ha un barattolo.
Avvocato Pellegrini: Ecco, però...
Giancarlo Lotti: Io unn'ho visto però i'che c'era dentro, l'era un coso scuro.
Avvocato Pellegrini: Qualche parola, quindi, della lettera che Pacciani aveva già scritto, aveva già preparato, lei non se lo ricorda? Non la...
Giancarlo Lotti: No. Io ho visto l'indirizzo e basta.
Avvocato Pellegrini: L'indirizzo.
Giancarlo Lotti: Non ho visto altro, per la verità.
Avvocato Pellegrini: L'indirizzo, però, non si ricorda il nome del destinatario.
Giancarlo Lotti: Non l'ho guardata per bene, come fosse così preciso... Ho visto di lontano, così da...
Avvocato Pellegrini: Senta, e i discorsi fatti da Vanni e da Pacciani, sempre in relazione a questo momento, a questa lettera, lei li ha sentiti, le è stato detto a chi sarebbe destinata la lettera, a chi doveva esser mandata, perché.
Giancarlo Lotti: Io, m'ha detto un nome, un certo Manuele. Poi un son sicuro se gli è il nome questo, o un altro.
Avvocato Pellegrini: Una certa Manuela?
Giancarlo Lotti: Poi, se gl'è quello preciso, un lo so.
Avvocato Pellegrini: Senza aggiungere altro? E lei ha fatto un discorso a Vanni. Perché Vanni voleva tagliar corto. Dice: 'te tu mi devi portare a Vicchio, punto e basta.' Lei gli ha detto: 'Oh, piano, la macchina è mia. Se voglio, un ti ci porto.' Giusto?
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Pellegrini: Ecco, quindi dico: nell'occasione non le ha chiesto anche qualche spiegazione in più, il perché c'era da andare a Vicchio a portare una lettera, imbucarla proprio a Vicchio. Cioè, non è un po' strano che lei si fa tutti i chilometri da San Casciano a Vicchio senza dare spiegazione di nulla?
Giancarlo Lotti: La spiegazione di nulla. Se uno ti dice nulla, come fo a. .. a dire qualcosa? Se un me le dice le cose, come fo io?
Avvocato Pellegrini: Quindi lei ha preso per buono che bisognava andare a Vicchio e si è accontentato di quello, senza sapere quello che andava a fare.
Giancarlo Lotti: Veramente la lettera l'ho vista. Anche se unn'ho visto i' che c'era scritto, ma l'ho vista, la le... l'aveva in mano. Unn'è che... .
Avvocato Pellegrini: Lo scopo quindi era di mandare a una certa Manuela qualche cosa che...
Giancarlo Lotti: Da principio, mi pareva di non andare. Poi, a quel punto lì, i' che facevo? Bisognava anda' per forza.
Avvocato Pellegrini: Bisogna andar per...
Giancarlo Lotti: Un potevo far diversamente.
Avvocato Pellegrini: E questa roba che Pacciani prese dal garage, la mise un pezzettino di qualche cosa...
Giancarlo Lotti: No, io la lettera, gliel'ho detto innanzi, l'era bell'e pronta. Unn'ho visto i' che gli aveva messo. Se aveva messo qualcosa delle donne, o no.
Avvocato Pellegrini: No, un momento. Lei ha detto che ha visto Pacciani - se vuole glielo leggo - che ha rincartato qualche cosa levato da questa boccia di vetro, in un foglio e poi in un altro foglio ancora.
Giancarlo Lotti: L'aveva, l'era bell'e incartata, quasi finita. Sicché come fo a vedere se, i' che c'è dentro.
Avvocato Pellegrini: No, no...
Giancarlo Lotti: Ci sarà stato delle cose delle donne. Io un son mica sicuro se c'era quelle lì, o no.
Avvocato Pellegrini: Volevo dire che lei ha visto la lettera prima che fosse chiusa, ecco, questo volevo dire.
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Pellegrini: L'era pronta sul tavolo.
Giancarlo Lotti: Però unn'ho mica visto i' che c'era...
Avvocato Pellegrini: Ma non l'ha letta, non ha potuto leggerla. Va bene. Non ho nient'altro. Grazie. 

martedì 22 aprile 2014

Giancarlo Lotti - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 28 novembre 1997 - Nona parte

Segue dall'ottava parte.

Presidente: A chi toccava? Prego Lotti. Venga, venga. Sta meglio?
Giancarlo Lotti: Sì, insomma... Ma...
Presidente: E va be', piano, piano, eh. Se...
Giancarlo Lotti: Piano piano e si guarderà se...
Presidente: Eh, se piano piano si va in fondo, eh? Chi è che... Avvocato Pellegrini?
Avvocato Pellegrini: Sissignore.
Presidente: Bene.
Avvocato Pellegrini: Avvocato Pellegrini, parte civile. Signor Lotti, io la tratterrò poco. Lei è già stato sottoposto a un fuoco di fila di domande, altre ce ne saranno. Io le faccio soltanto due o tre domande. Lei ha sentito usare da altri, in qualche occasione che ci dovrebbe rammentare lei, quest'espressione: "scema, imbecille, ninfomane”?
Giancarlo Lotti: Ma è una donna?
Avvocato Pellegrini: Sì, riferita a una donna. Una frase del genere gliel'ha detta qualcuno, tanti anni fa? Ormai naturalmente: prima del delitto di Vicchio.
Giancarlo Lotti: Sì, questo discorso... sì.
Avvocato Pellegrini: Eh?
Giancarlo Lotti: L'ho sentito, sì.
Avvocato Pellegrini: Se lo ricorda?
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Pellegrini: Si ricorda chi...
Giancarlo Lotti: Imbecille... come ho capito...
Avvocato Pellegrini: "Imbecille, scema, ninfomane".
Giancarlo Lotti: Sì...
Avvocato Pellegrini: Ecco, lei sa anche che cosa vuol dire ninfomane? Ha dato una spiegazione giusta, eh.
Giancarlo Lotti: Vorrebbe dire... di molti uomini, non so come spiegarlo io.
Avvocato Pellegrini: Ecco, che gli piace troppo gli uomini, eh? Qualcosa del genere.
Giancarlo Lotti: Come mi è...
Avvocato Pellegrini: Senta, questa espressione da chi l'ha sentita dire?
Giancarlo Lotti: Ma e...
Avvocato Pellegrini: Chi l'ha usata? Una persona che probabilmente era molto arrabbiata.
Giancarlo Lotti: Da un certo Vanni.
Avvocato Pellegrini: Ecco, da un certo Vanni. Ecco, ci vuol rammentare l'occasione in cui venne fuori questo discorso? C'è stato un sopralluogo, no, fra lei e Vanni, sulla piazzola di Vicchio. Poi?
Giancarlo Lotti: Un giorno. Poi non me ne ricordo di preciso quando.
Avvocato Pellegrini: No, no, quando non importa. Prima dell'omicidio.
Giancarlo Lotti: Sì, gli è... sì, gl'è successo questo... così, come ho detto...
Presidente: Oh, ha detto che c'è stato lui e il Vanni. Lui non ha mai detto questo.
Giancarlo Lotti: Come no?
Presidente: Lo ha detto lui e Fernando.
Giancarlo Lotti: No, ma questo si riferisce a una donna, che...
Avvocato Pellegrini: No, no. Piano, piano. I sopralluoghi sulla piazzola sono tre. E, quindi, ce n'è uno tra lei e Vanni che andate a fare un sopralluogo a Vicchio.
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Pellegrini: È vero o non è vero?
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Pellegrini: Prima dell'omicidio, sto parlando. Giusto?
Giancarlo Lotti: Ma questo che m'ha detto l'è una donna che...
Avvocato Pellegrini: No, aspetti Lotti, aspetti, aspetti. Lei è andato con Vanni a vedere questa piazzola, a vedere la macchina, a vedere questi ragazzi...
Giancarlo Lotti: E c'era la macchina lì.
Avvocato Pellegrini: E c'era la Panda celeste. Giusto?
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Pellegrini: Quando i ragazzi con la loro macchina sono andati via, lei o il Vanni cosa avete fatto?
Giancarlo Lotti: I'che s'è fatto? Sono andati via, siamo andati... siamo andati su anche noi.
Avvocato Pellegrini: Ma gli siete andati dietro, o siete andati per la vostra strada?
Giancarlo Lotti: No, la strada l'è quella, per veni...
Avvocato Pellegrini: Sì. Ma li avete seguiti?
Giancarlo Lotti: Se loro sono avanti, i' che fai? Si va dietro noi.
Avvocato Pellegrini: Bene.
Giancarlo Lotti: Se la strada l'è...
Avvocato Pellegrini: Fino a dove li avete seguiti?
Giancarlo Lotti: Fino al bar.
Avvocato Pellegrini: Oh, ecco, fino al bar. Cosa è successo lì?
Giancarlo Lotti: Vanni gl'è sceso ed è andato a bere ni' bar, in questo bar qui.
Avvocato Pellegrini: Chi è sceso?
Giancarlo Lotti: Mario.
Avvocato Pellegrini: E chi era entrato prima del Vanni dentro a questo bar?
Giancarlo Lotti: Questa donna insieme a questo ragazzo.
Avvocato Pellegrini: La ragazza. Sì. Poi Vanni è uscito... lei è rimasto in macchina?
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Pellegrini: Vanni è uscito. Giusto? 
Giancarlo Lotti: È andato ni ' bar.
Avvocato Pellegrini: Prima... Sì, prima è andato nel bar, si è trattenuto qualche minuto e poi è uscito.
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Pellegrini: Ecco, la frase che io le ho rammentato nasce in questo momento.
Giancarlo Lotti: L'è la frase che gli ha detto qualcosa la donna. Su questo... su questo discorso qui.
Avvocato Pellegrini: Perché, che cosa gli ha riferito?
Giancarlo Lotti: Mah, io dentro ni' bar un c'ero.
Avvocato Pellegrini: No, cosa...
Giancarlo Lotti: Me l'ha riferito...
Avvocato Pellegrini: Cosa le ha riferito?
Giancarlo Lotti: Mi ha riferito quello che ho detto innanzi: imbecille, ninfomane... un lo so preciso come m'ha detto. Insomma, questi discorsi qui, sono.
Avvocato Pellegrini: Perché lui che cosa aveva detto a questa ragazza? Sempre secondo quello che ha raccontato lui...
Giancarlo Lotti: Ma se gl'è ni' bar un può mica fare delle scenate proprio.
Avvocato Pellegrini: No...
Giancarlo Lotti: Un credo, non lo so io.
Avvocato Pellegrini: E allora, che cosa gli aveva fatto, che discorsi gli aveva fatto...
Giancarlo Lotti: Mi aveva detto qualche discorso della donna che, insomma, ci voleva sta' insieme. Però io dentro un c'ero. Come facevo a capirlo bene?
Avvocato Pellegrini: No, sempre per riferito, per sentito dire.
Giancarlo Lotti: Sì, riferito sulla... di Vanni.
Avvocato Pellegrini: E quella ragazza che cosa avrebbe risposto? Sempre secondo quanto diceva Vanni? C'è stata o non c'è stata a questi discorsi?
Giancarlo Lotti: Gli avrò detto qualcosa che lei la se l'è presa. Gli ha detto questo qui: 'imbecille', così... lui.
Avvocato Pellegrini: L'ha mandata al gas, insomma, eh?
Giancarlo Lotti: Sì. E lui gli ha fatto questi discorsi qui. Ninfomane, un lo so, questo l'avrà detto... un lo so.
Avvocato Pellegrini: Senta. . .
Giancarlo Lotti: Lui ci ha riferito così, poi, se gl'è diverso...
Avvocato Pellegrini: Certo.
Giancarlo Lotti: ... quello che dice lui, un lo so.
Avvocato Pellegrini: Lei sa quello che gli è stato detto. E durante il tragitto, quando lei lo ha riaccompagnato verso San Casciano, lui era sempre arrabbiato, o si era calmato?
Giancarlo Lotti: No, gl'era un po' tirato, un po' nervoso di...
Avvocato Pellegrini: Un po' nervoso, eh?
Giancarlo Lotti: Su questo discorso di questa donna.
Avvocato Pellegrini: Per questo, eh? contrasto che c'era...
Giancarlo Lotti: Contrasto fra lei e lui.
Avvocato Pellegrini: Fra lei e lui. D'accordo?
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Pellegrini: Ecco. Tanto che lei le ha anche detto: 'se non ti calmi, ti fo scendere', eh?
Giancarlo Lotti: Ma se lei l'è ni' bar e un lo so se l'è a servire...
Avvocato Pellegrini: No...
Giancarlo Lotti: ... un può mica mette...
Avvocato Pellegrini: No, dico: tanto che lei, Lotti, durante il tragitto, al Vanni avrebbe detto: 'o tu ti calmi, o tu scendi'.
Giancarlo Lotti: Sì. Questo l'ho riferito...
Avvocato Pellegrini: 'Perché un riesco neanche a guidare'. Giusto?
Giancarlo Lotti: No, perché se uno traffica di molto, in macchina... Sennò piglio il nervoso anch'io e allora... A qui' punto sennò lo fo scendere e basta.
Avvocato Pellegrini: Ecco. Usava delle frasi minacciose, il Vanni, a proposito...
Giancarlo Lotti: Di quella donna?
Avvocato Pellegrini: ... della donna?
Giancarlo Lotti: Sì, gli aveva detto così: 'una stronza', così, questi discorsi come m'ha riferito.
Avvocato Pellegrini: 'Stronza' è un'offesa, non è una minaccia.
Giancarlo Lotti: Sì, lo so.
Avvocato Pellegrini: Eh, una minaccia è qualcosa di diverso. Si ricorda lei se usò anche espressioni di altro tipo? Più forti, diciamo.
Giancarlo Lotti: Mah, poi, sa... Mah... forse non me ne ricordo, non so precisar per bene.
Avvocato Pellegrini: Non disse: 'gliela farò pagare io'?
Giancarlo Lotti: Mah...
Avvocato Pellegrini: No, se se lo ricorda, eh.
Giancarlo Lotti: Mah, precisare per bene, io non posso precisare, sul...
Avvocato Pellegrini: Non lo può precisare. Va bene.
Giancarlo Lotti: Poi, sai, quando uno gl'è in macchina... io posso... o si sta zitti, o sennò... un si continua bene il viaggio.
Avvocato Pellegrini: Beh, non è che io volevo sapere le parole precise, ma se c'era un atteggiamento minaccioso da parte di Vanni. Era talmente arrabbiato da dire qualcosa di troppo.
Giancarlo Lotti: E che gli avrebbe detto un discorso così, può... Ora, il preciso, se me ne ricordo bene... Può esser così.
Avvocato Pellegrini: Qualcosa del genere. Va bene. 
Segue...

venerdì 18 aprile 2014

Giancarlo Lotti - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 28 novembre 1997 - Ottava parte



La lettura di questo post è riservata ai Sostenitori di  
Insufficienza di prove.




I motivi di questa scelta
Da oggi, ogni settimana, almeno un post sarà destinato ai soli Sostenitori di Insufficienza di prove.
È una scelta che ho rimandato finchè ho potuto ma adesso si tratta di decidere se proseguire con un post al giorno dal lunedì al venerdì, come ho fatto negli ultimi quattro anni, o interrompere la pubblicazione di qualsivoglia contenuto su Insufficienza di prove. È una scelta impegnativa che però mi trovo costretto a fare, dato il crescente impegno e gli inevitabili costi da sostenere. Lo dico da un pò di tempo: il momento non è dei migliori ma per andare avanti serve davvero ben poco e se anche solo un terzo di coloro che seguono Insufficienza di prove mi sosterrà in questa impresa, nei prossimi mesi tutto il processo a Mario Vanni e Giancarlo Lotti verrà pubblicato su queste pagine. Diversamente, con estremo dispiacere, io mi fermo qua.

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giovedì 17 aprile 2014

Giancarlo Lotti - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 28 novembre 1997 - Settima parte

Segue dalla sesta parte.

Avvocato Curandai: Bene, bene, non ci sono problemi. Dunque, per quanto riguarda gli Scopeti, io le faccio queste domande e lei può anche, se vuole, alzarsi, cortesemente e mimare i movimenti, sarebbe forse meglio. Cioè, quando il Pacciani rincorre il ragazzo, come lo ferma, col braccio sinistro o col braccio destro?
Giancarlo Lotti: Col braccio sinistro.
Avvocato Curandai: Lo ferma. Col braccio destro che cosa fa?
Giancarlo Lotti: Mah, col braccio destro lo prende qui, poi io un vedo bene, perché c'è una persona avanti, una di dietro, un vedo bene se lo colpisce alla gola o davanti qui.
Avvocato Curandai: Ecco, 'fu colpito al collo', lei ha detto ieri. Poi dove fu colpito il ragazzo?
Giancarlo Lotti: Sarà colpito anche davanti qui.
Avvocato Curandai: Davanti, cioè nel petto.
Giancarlo Lotti: Però io un vedo bene...
Avvocato Curandai: Cosa intende il petto, lei?
Giancarlo Lotti: Davanti c'è il petto, un credo ci sia altre cose.
Avvocato Curandai: Ecco, facciamo un attimino un passo indietro, per quanto riguarda questa scena. Quando il ragazzo uscì dalla tenda, va bene?
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Curandai: Il Vanni dove si trovava esattamente in quel momento?
Giancarlo Lotti: Lì fuori un c'era. Dentro la tenda.
Avvocato Curandai: Che cosa stava facendo in quel momento, se lo ricorda?
Giancarlo Lotti: Poi, innanzi, ho sentito tagliare la tenda io.
Avvocato Curandai: Si ricorda che cosa stesse facendo in quel momento? Tagliando la tenda?
Giancarlo Lotti: Io l'ho visto tagliare, da una parte, la tenda. Come uno strappo così.
Avvocato Curandai: Quindi, il ragazzo, quando uscì? In che momento uscì? Quando il Vanni stava tagliando la tenda?
Giancarlo Lotti: No, quella l'aveva bell'e tagliata.
Avvocato Curandai: Tagliata, ecco. E quindi, poi, successivamente, il ragazzo uscì dalla tenda.
Giancarlo Lotti: Però un so se c'eran cerniere o no. Questo io un l'ho visto...
Avvocato Curandai: Ho capito.
Giancarlo Lotti: Io un ero proprio di dire... di sta tranquillo, perché lì un è che stavo tranquillo.
Avvocato Curandai: Sì, perché su questo punto lei è stato preciso. Ha detto che il Vanni, quando... nel momento in cui il Vanni tagliava la tenda poi il ragazzo... successivamente poi il ragazzo è uscito dalla tenda, è scappato, insomma, ecco. Conferma?
Giancarlo Lotti: Io, vestito... io ho visto un attimo, un è che avessi visto...
Avvocato Curandai: Un attimo. Sì, sì... .
Giancarlo Lotti: Può darsi abbia avuto qualche documento sotto...
Avvocato Curandai: Sì, sì, dica pure. Ecco, passiamo un attimo, tornando indietro, al pomeriggio della domenica. Siamo alla domenica del fatto, cioè, l'8 settembre dell'85. Prima di raggiungere Firenze, lei e Pucci, quel pomeriggio, vi siete fermati agli Scopeti?
Giancarlo Lotti: Sì, ci siamo fermati.
Avvocato Curandai: Ecco, che ore erano più o meno?
Giancarlo Lotti: Come fo a ricordammi. Dopo mezzogiorno, poteva esse' stato le tre o più tardi. Questo un lo giudico.
Avvocato Curandai: Ecco, va bene. Senta...
Giancarlo Lotti: Prima di quell'ora, un lo so...
Avvocato Curandai: Quanto tempo vi siete intrattenuti?
Giancarlo Lotti: Insomma, a parlare lì, il tempo passava. Un so il preciso quanto.
Avvocato Curandai: Più o meno se lo ricorda?
Giancarlo Lotti: Un'ora o più... un è che abbi guardato per bene 1'orologio.
Avvocato Curandai: Va bene. Ecco, senta, per quanto riguarda sempre il delitto degli Scopeti, lei ha assistito a tutta la scena, ovviamente. Il Pucci, no? Il Pucci non ha assistito a tutta la scena?
Giancarlo Lotti: No, lui l'era più impaurito di me. Andette un po' più giù, prima d'anda' alla macchina in do' c'era sulla strada... sulla piazzola lì.
Avvocato Curandai: Sì.
Giancarlo Lotti: Insomma, c'è una piazzolina in do' si mette da una parte, per non sta' sulla strada asfaltata.
Avvocato Curandai: Senta, fu lei poi a riferire al Pucci le cose che il Pucci non potè vedere. Gliele riferì lei, quello che lei aveva visto?
Giancarlo Lotti: Gl'avrà visto qualche cosa, ma io avevo visto di più di lui.
Avvocato Curandai: Poi gli ha riferito lei, o no, qualcosa?
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Curandai: Sì.
Giancarlo Lotti: Di quello che gl'era successo, che sparava, chi tirava fuori...
Avvocato Curandai: Bene.
Giancarlo Lotti: Insomma, gl'andava fori il coso. Lui ha visto, però ha visto un po' meno di me.
Avvocato Curandai: Senta, io adesso passerei al delitto di Baccaiano.
Presidente: Avvocato, facciamo lo stacco tra la risposta e la domanda, perché sennò si accavallano, come è successo ora.
Avvocato Curandai: Sì, certo, certo.
Presidente: Si accavalla, poi non so se la trascrizione viene, o non viene.
Avvocato Curandai: Certo, certo, è giusto.
Presidente: Un piccolo stacco di un millesimo di secondo, però serve a definire, bene? Prego.
Avvocato Curandai: Senta, per quanto riguarda il delitto di Baccaiano, lei ricorda dove il Pacciani sparò, in che punto della macchina?
Giancarlo Lotti: La prima volta, quando erano su questa piazzettina. . .
Avvocato Curandai: Sì, bene.
Giancarlo Lotti: sempre sulla strada. Dalla parte dello sportello.
Avvocato Curandai: Sì. Poi?
Giancarlo Lotti: Poi quande gli attraversonno di là, io veddi che volevano sortire, però non ce l'hanno fatto a sortire dal fossetto. Il fossetto era abbastanza profondo. Profondo, una cosa giusta, non è...
Avvocato Curandai: Senta, io le ho chiesto - se lei ricorda - dove il Pacciani sparò, in quale altro punto della macchina?
Giancarlo Lotti: Dalla parte, quando gl'andette dalla strada di qua?
Avvocato Curandai: Sì.
Giancarlo Lotti: Sul davanti.
Avvocato Curandai: Sul davanti. Sul davanti cosa intende, il vetro, oppure no?
Giancarlo Lotti: II. vetro anche.
Avvocato Curandai: Il parabrezza? Eh.
Giancarlo Lotti: Poi c'era dei fari anche rotti sul davanti.
Avvocato Curandai: Sì. Senta, lei ebbe l'impressione che questi due ragazzi avessero riconosciuto i loro aggressori?
Giancarlo Lotti: Lì per lì, non lo so.
Avvocato Curandai: Sì, o no?
Giancarlo Lotti: Può darsi l'abbiano riconosciuti, come fo a dillo?
Avvocato Curandai: Lei al dottor Canessa dichiarò: "Per me i due avevano riconosciuto le persone", cioè il Vanni e il Pacciani.
Giancarlo Lotti: Ora se gl'abbiano riconosciuti, io non ero proprio lì vicino a loro, a due passi. Mentre gl'andettero dalla parte di là della strada, credevano di risortire con la macchina, invece non ce l'hanno fatta.
Avvocato Curandai: Senta signor Lotti, ancora qualche altra domandina, eh. Allora, lei col Vanni parlò di questi omicidi, ovviamente, dopo che furono commessi questi omicidi. Il Vanni che cosa le disse, che stato d'animo esattamente manifestava?
Giancarlo Lotti: Mah...
Avvocato Curandai: Che cosa le disse a proposito di questi omicidi?
Giancarlo Lotti: Ma quando? Quando... Il tempo, dopo?
Avvocato Curandai: Sì, quando voi parlavate di questi omicidi, qual’era lo stato d'animo di Vanni? Che cosa le diceva il Vanni? Gli sembrava preoccupato? Che cosa le ha detto? Le ha detto qualcosa di preciso il Vanni?
Giancarlo Lotti: Preoccupato per quell'altro, perché... per Pietro.
Avvocato Curandai: Che cosa le disse esattamente il Vanni?
Giancarlo Lotti: Preoccupato.
Avvocato Curandai: Le disse una cosa precisa. Gliela ricordo, gliela contesto: "Mario mi invitava a non parlare di queste cose in quei locali", cioè evidentemente lei ha parlato di un bar...
Giancarlo Lotti: Mah, di queste cose in un locale un credo di parlarne bene lì.
Avvocato Curandai: Ecco.
Giancarlo Lotti: Perché le gente ti ascoltano lì, dentro il bar. Non è che ci sia una persona o due.
Avvocato Curandai: Certo. Senta, lei da quanto tempo conosceva il Vanni?
Giancarlo Lotti: Il Vanni l'ho conoscevo da parecchi anni.
Avvocato Curandai: Da parecchi anni. Ecco, come persona, le garbava il Vanni?
Giancarlo Lotti: Lì per lì, poi sa quando uno comincia a bene, comincia a essere un po' diverso con la persona.
Avvocato Curandai: Perché lei ha dichiarato delle cose precise su questo punto, eh. Veda un po' di ricordarle se può, eh. Veda un po' di ricordare un aspetto del Vanni, che lei ha comunicato ai giudici. Cioè, lei disse al dottor Canessa che il Vanni non le garbava tanto perché era un tipo violento.
Giancarlo Lotti: Pietro un tipo violento?
Avvocato Curandai: "Non mi garbava" - dice - "come persona il Vanni, era troppo violento”. Ricorda di aver detto questo ai magistrati?
Giancarlo Lotti: Sì, ho detto qualcosa. Ora di preciso non mi ricordo bene.
Avvocato Curandai: Ecco, lei ieri ha parlato delle paure del Vanni: ma di che cosa esattamente, precisamente aveva paura il Vanni dopo questi omicidi?
Giancarlo Lotti: Ma di prima?
Avvocato Curandai: Sì.
Giancarlo Lotti: Del complesso della lettera?
Avvocato Curandai: Dopo questi omicidi, di che cosa aveva paura il Vanni? Di che cosa esattamente aveva paura il Vanni?
Giancarlo Lotti: Paura... non saprei.
Avvocato Curandai: Aveva... Lei ha detto, glielo ricordo: "Il Vanni aveva una grande paura che succedesse qualcosa anche a lui e che Pacciani parlasse. Aveva paura di finire in carcere anche lui e, per la verità, l'avevo anch'io".
Giancarlo Lotti: Sì, quel punto lì sì. Ma questo fatto che gl'è, prima o dopo?
Avvocato Curandai: Va bene. Quindi ovviamente, questo dopo gli omicidi.
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Curandai: Certo.
Giancarlo Lotti: No, io ho detto: prima o dopo?
Avvocato Curandai: Sì, sì, dopo gli omicidi. Io mi riferisco a dopo gli omicidi.
Giancarlo Lotti: Dopo.