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venerdì 27 marzo 2015

Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 23 gennaio 1998 - Quinta parte

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giovedì 26 marzo 2015

Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 23 gennaio 1998 - Quarta parte

Segue dalla terza parte

Avvocato Filastò: Professore, è riportato nella vostra relazione. È vero che vi ha detto di essere stato interrogato in aula con l'assistenza dell'avvocato?
Franco Barontini: No, non ha detto...
Presidente: Se è stato interrogato in aula...
Avvocato Filastò: "Ha memoria" c'è scritto "ha memoria di essere stato interrogato in aula con l'assistenza dell'avvocato".
Franco Barontini: Questo, non...
Avvocato Filastò: L'ha detta questa cosa, a voi?
Franco Barontini: L'abbiamo scritto? Mi par di no. Non so.
Avvocato Filastò: Ma c'è scritto così nella vostra relazione, a pagina 7.
Franco Barontini: Questo, può darsi ci sia scappato, non lo so.
Avvocato Filastò: Se è scritto, l'avrà detto, mi immagino.
Franco Barontini: Sì?... 
(voci fuori microfono) 
Mauro Maurri: Dottor Maurri, Pubblico Ministero. Sì, durante il colloquio che ha avuto con noi, ha ricordato varie cose. Ha ricordato di essere stato detenuto nel carcere di Prato, di Sollicciano, di Pisa. Ha saputo ricordare che stava meglio a Pisa, dove aveva sei ore di aria; mentre a Prato aveva soltanto due ore di aria. Ha ricordato alcune sessioni di sedute del Tribunale. Insomma, ora, riguardo alla domanda specifica dell'avvocato, ora non la trovo neanch'io, ma...
Avvocato Filastò: Guardi, è il terz'ultimo rigo della pagina 7. 
Mauro Maurri: Ah, ecco. "Ha memoria di essere stato interrogato in aula con l'assistenza dell'avvocato, di cui ha saputo riferire il nome". Sì. "Ha detto: 'Il mio avvocato è l'avvocato Filastò, e lui... mi fido di lui'" eccetera. Insomma, ha dato delle spiegazioni, per noi sufficienti.
Avvocato Filastò: Ma, sull'interrogatorio, ha detto di esser stato interrogato... 
(voci fuori microfono) 
Mauro Maurri: Eh, ma siete andati via, eh. 
(voce fuori microfono) No no, io sono stato sempre lì... 
Perito: Avvocato Filastò, ha fatto il nome, eh, perbacco.
Presidente: Bene. Altre domande?
Avvocato Filastò: È vero che non vi ha saputo dire il nome del Presidente della Repubblica?  
Perito: Sì, è vero. 
(voce fuori microfono) È vero.
Presidente: Cioè, non l'ha saputo dire?
Franco Barontini: È uno degli items. Non è l'unico - è uno degli items.
P.M.: (voce fuori microfono)
Franco Barontini: Però, poi si ricordava che aveva... Beh, insomma, comunque... comunque... (voci fuori microfono)
Carla Niccheri: No, non è vero, gli è stato sugge... Questo, gli è stato suggerito, questa risposta gli è stata...
Franco Barontini: Va be', comunque è uno degli items, dei test del "minimental test": chi è il Presidente della Repubblica? Ecco. Però, tutti gli altri... Infatti non gli è stato attribuito 30/30; ma bensì 26/30.
Presidente: Va bene. 
Perito: Forse se gli avessero chiesto il nome dell'attaccante della Fiorentina, lo sapeva.
Presidente: Chi ha segnato domenica, forse sì. Vero?
Carla Niccheri: Ma io...
Presidente: Comunque...
Carla Niccheri: No, mi scusi, mi scusi signor Presidente...
Presidente: Lei ha altre domande, avvocato Filastò?
Avvocato Filastò: Sì. È vero che vi ha detto di non vederci bene dall'occhio destro, per via della cataratta? Quando voi avete accertato che la cataratta, invece, gli si è stata asportata all'occhio sinistro.
Franco Barontini: Del destro o sinistro, non ce l'ho sotto - Barontini - sì...
Presidente: Sì, sì. Il microfono. 
Mauro Maurri: Le spiego io, in breve. Cioè l'occhio sinistro è... allora, aspetti eh, è il lato... Allora, non ci vede bene all'occhio destro perché ha la cataratta... Cioè perché ancora ce l'ha, la cataratta. Mentre dall'occhio sinistro, operato di cataratta, ci vede bene. Non ha fallato.
Avvocato Filastò: A legger questa cosa, non sembrerebbe così: "Ha lamentato di non vederci bene dall'occhio destro...
P.M.: Va be', ce l'ha spostato.
Avvocato Filastò: ...cataratta, asportata invece dall'occhio... Beh, va be', ho capito. E... Ma questo "minimal test" che voi gli avete fatto, che è sostanzialmente l'unico test intellettivo che gli avete fatto - non ne avete fatti altri, test intellettivi… Minnesota, per esempio?
Franco Barontini: No...
Avvocato Filastò: ..."minimal test"...
Franco Barontini: È un minimal test...
Avvocato Filastò: Ci può descrivere in che consiste, e come lo ha risolto?
Franco Barontini: Ecco. Sono delle domande già previste, su cui si interroga sulla capacità dell'attenzione, sul ricordo di numeri, sul ricordo di sostantivi. Poi, sulla capacità di effettuare delle manovre semplici, che noi chiamiamo "prazìe". E però, poi, attraverso di questo si è ottenuta una valutazione che è grossolana, avvocato; però che avrebbe obbligato chi le parla di fare ben altri test, qualora fosse venuto fuori un minimo di dubbio. Cioè come a una valutazione, per esempio, del 2 0-22 su 30. Allora uno va ancora di più a indagare. Ma quando il colloquio clinico offre degli elementi per cui quest'uomo risponde correttamente ai test che si fanno in un comune colloquio psichiatrico, eh, e allora non si vede motivo di andare a esplorare ancora. È l'analogo di quello che io ho voluto dire al collega Sottini, cioè si può fare ulteriori esami, ma non si sposta il problema: cioè per il fatto che il numero delle lesioni cerebrali non corrisponde sempre a quello che è deficienza mentale. C'è un grosso problema, sul concetto di demenza multinfartuale; perché non si sa quanti devono essere gli infarti per poter poi affermare questa diagnosi. Quindi, la diagnosi è clinica, è psichiatrica, neurologica e psichiatrica. Al massimo, può essere psicometrica. Ma, in questo caso, abbiamo detto che la valutazione col "minimental test" ci dava un valore che corrispondeva a quello che era a nostro giudizio nel rapporto psichico che abbiamo avuto con quest'uomo. E quindi, il fatto di avere una lesione di più al cervello, una lesione di meno, in un punto o in un altro, non cambia la sostanza. A noi premeva dover rispondere se quest'uomo è coscientemente in grado di partecipare; vuol dire, ha una turba del livello di coscienza? Non ce l'ha. Ha una turba grave dell'efficienza mentale? Non ce l'ha. C'ha una turba lieve e quindi non è un demente. È un Gancer, cioè ci racconta delle balle? No, avvocato. Cioè, mi scusi, se mi sono...
Avvocato Filastò: No, no. Ma sicuramente io rilevavo, professore, proprio rispetto alle conclusioni, degli aspetti un po' contrastanti con quelli che sono lo specifico di queste risultanze. Per esempio, voi riferite che non è perfettamente orientato nel tempo; tanto che...
Franco Barontini: Ma non è disorientato, scusi avvocato.
Avvocato Filastò: Per esempio, non sapeva dire se eravamo nel 1999 o nel 1998. Sembrerebbe qui, a leggere...
Franco Barontini: Senta, io ho sbagliato giorni fa - Barontini – ho sbagliato, ho messo '97 nella...
Avvocato Filastò: ...sapere che siamo... 
(voce fuori microfono)
Franco Barontini: E be', scusi, scusi.
Avvocato Filastò: Dicevo, a me sembra piuttosto grave non sapere se siamo nel 199...
P.M.: Presidente, chiedo scusa, ma qui siamo sulle valutazioni. Allora, o ci sono...
Avvocato Filastò: No, ma io, era oggettivamente...
P.M.: O ci sono ancora domande, oppure siamo sempre sullo stesso punto.
Avvocato Filastò: Benissimo. Volevo sapere se corrisponde a verità che non sapesse indicare l'anno in cui si trovava: se 1999 o 1998.
Franco Barontini: No, non ci... Secondo me, ci sarebbe arrivato. Ma non gli abbiamo dato il tempo, quando ha detto '99. Lui, evidentemente - Barontini - evidentemente lui aveva capito che aveva cambiato l'anno; e quindi era in dubbio se dire '97-'98, oppure '98-'99. Questo qua. Scusi, perché a lei non capita mai, eh?
Avvocato Filastò: (voce sovrapposte) Voglio dire, poi avete detto che la memoria è conservata nella forma immediata; però, in quella ritentiva, a breve si è dimostrata meno efficiente. Nel senso che, per esempio, che per esempio non riusciva a ricordare dei termini che gli avevate detto un po'' prima. Questo fa parte del "mental test"?
Franco Barontini: Ma, scusi avvocato, ma allora - Barontini - allora avremmo detto che è perfettamente normale. Ha un livello...
Avvocato Filastò: (voce fuori microfono)
Franco Barontini: Scusi, noi abbiamo notato...
Avvocato Filastò: (voce fuori microfono) ...valutazione...
Franco Barontini: Abbiamo puntualizzato tutte le minime cose in cui - minime risposte - in cui non è stato esatto. E quindi abbiamo documentato...
Avvocato Filastò: (voce fuori microfono)
Franco Barontini: Abbiamo documentato che ha...
Avvocato Filastò: (voce sovrapposta e fuori microfono)
Franco Barontini: Sì, però...
Avvocato Filastò: (voce sovrapposta e fuori microfono)
Franco Barontini: Scusi, avvocato. Mi dice il suo numero di telefono alla rovescia, me lo dice per favore?
Avvocato Filastò: No, non me lo chieda.
Franco Barontini: Eh, lo so. Allora, scusi eh?
Avvocato Filastò: (voce fuori microfono)
Franco Barontini: Ahi, ahi!
Avvocato Filastò: Non lo so, io credo di essere abbastanza...
Franco Barontini: No, ma ci provi, ci provi, ci provi.
Avvocato Filastò: Come?
Franco Barontini: Alla rovescia, dall'ultima cifra.
Avvocato Filastò: No, ma me la... Professore, io me la...
Franco Barontini: Non sono polemico, avvocato.
Presidente: No no, non facciamo così, non facciamo battute di... Dai! Altre domande, avvocato? Scusi, eh.
Avvocato Filastò: ...diventerò un paziente suo, beh, farà fare...
Presidente: Io sento poco oggi nell'aula, santo Dio.
Avvocato Filastò: ...me la cavo insomma, ecco. 
(voce al microfono) Per esempio, fra i proverbi di cui non ha saputo riferire... 
(voci fuori microfono)
Avvocato Filastò: Fra i proverbi di cui non ha saputo dare il significato, c'è quello che "Le bugie hanno le gambe corte, che "Tanto va la gatta al lardo...": non ha saputo dire cosa significa. "A caval donato...": nemmeno a quello.
Presidente: Ma insomma, avvocato, il parere è stato dato.
Avvocato Filastò: Volevo dire questo, volevo dire questo. Voi avete però dichiarato il fatto...
Presidente: Non si sente nulla...
Avvocato Filastò: ...che da un punto di vista eziologico, la risonanza magnetica potrebbe essere interessante, no?
Franco Barontini: Per curarlo, vuol dire?, o per giudicare per la Corte in che condizioni psichiche è, avvocato?
Avvocato Filastò: ...tutto per giudicare.
Franco Barontini: Ma allora, scusi, facciamo anche una carottidografia, per vedere meglio se non avesse qualche piccolo microaneurisma. Ma questo non cambia nulla, caro avvocato. È l'efficienza intellettiva, che deve esser giudicata. E per noi quest'uomo è deteriorato in funzione dell'età, ma non molto di più di quello -poi ti farò parlare - di quello che è l'età. Ed ha una struttura di personalità che è quella contro cui lei si è scontrato, mi pare di aver capito, perché è un individuo un po' legnoso, e che poi si scoccia anche.
Avvocato Filastò: Tipo legnoso ipodotato, voi avete detto. Questa…
Presidente: No no, faccia rispondere alla cosa, e poi dopo... Qui non stiamo facendo un processo a... al coso. Dobbiamo chiudere tra un po', eh. 
Segue...

mercoledì 25 marzo 2015

Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 23 gennaio 1998 - Terza parte

Segue dalla seconda parte.

Presidente: Scusi, no, no, può finire il discorso che doveva fare.
Franco Barontini: Io?
Presidente: Non so, il professor Maurri sta... ha finito il professor Maurri o no?
Mauro Maurri: Sì, ho finito.
Presidente: Lei professore?
Franco Barontini: Io mi riferivo alle obiezioni che sono state mosse al nostro procedere...
Presidente: Bravo.
Franco Barontini: ...peritale. La prima. Cioè, io conosco ca... la valutazione che dobbiamo dare non è relativa a quanto...
Presidente: No, dottore, scusi, dica il nome prima perché nella trascrizione dopo non...
Franco Barontini: Ah, scusi, Barontini Franco del Collegio Peritale della Corte. Ripeto quanto ho già premesso, che il giudizio attiene la capacità psichica di questa persona di rendersi conto della situazione. E quest'uomo è stato perfettamente in grado di comprendere di cosa si trattasse e che sono gli elementi fondamentali. Quindi, rispetto a quanto ha detto la dottoressa Niccheri Gineprari, beh, bisognerebbe allora fare un'indagine psicologica, psicometrica a tutti coloro che vengono in questa aula, prima che vengano interrogati. Perché un'analisi psicologica dovrebbe riguardare chiunque persona che viene sotto il vostro giudizio. In questo caso, come è già stato detto, quest'uomo aveva già esplicitato tutto quello che era in grado di fare e tale si è comportato e con la stessa maniera si è comportato con noi. Non ha avuto dei disturbi tali dello stato di coscienza, perché la definizione riguarda la capacità di partecipare coscientemente, quest'uomo non è affatto confuso, quest'uomo non è paralogico, quest'uomo non è delirante, quest'uomo non è demenziale. Ha un deterioramento mentale che tutti abbiamo riconosciuto in rapporto all'età e alla patologia arteriosclerotica, che noi speriamo di avere in minor grado di lui. Ma anche se non lo sappiamo, rispetto a quello che ha detto il collega Sottini, io faccio notare di avere altrettanta esperienza per soggetti che hanno delle gravi lesioni cerebrali, con efficenza mentale normalissima, in grado di sostenere un dibattimento. Quindi, non è in funzione del numero dei buchi che la risonanza magnetica sarà in grado di documentare, che questo Collegio dovrà poi esprimerne un parere. Il parere lo dà in funzione della efficienza intellettuale di quest'uomo. Che noi abbiamo riconosciuto essere un individuo personologicamente già ipodotato. È un contadino che, da quello che abbiamo potuto ricavare, non ha molto sviluppato il suo patrimonio intellettivo. Però, questo non gli ha impedito di fare la vita di contadino o di, non so, postino, eccetera, come ha fatto. Io non mi sono molto documentato, al riguardo. Comunque, è un uomo che ha fatto tutta la sua vita regolarmente, non ha avuto nessun ricovero; e ripeto un'altra volta, senza offendere troppo il mio collega neurochirurgo, che non è in funzione del numero delle lacune di un cervello che noi possiamo dare poi un giudizio. Non volevo citare nomi illustri, per non essere cattedratico, di persone che avevano due, tre lesioni fattuali molto più gravi del nostro, i quali hanno fatto delle ricerche scientifiche e sono, diciamo, della storia della medicina. Non faccio citazioni per non essere troppo erudito.
Presidente: Allora, a questo punto la Corte si ritira per provvedere...
Avvocato Filastò: Vorrei far delle domande.
Presidente: Come?
Avvocato Filastò: Vorrei fare delle domande, Presidente.
Presidente: Allora, faccia le domande.
Avvocato Filastò: Incominciavo a fare una domanda sulle conclusioni.
Presidente: Sì sì, faccia la domanda. Faccia.
Avvocato Filastò: Ma voglio entrare un momento nello specifico.
Presidente: Bene, faccia le domande.
Avvocato Filastò: Ecco, mi riferisco all'esame psichiatrico che è stato fatto in quelle condizioni che ha descritto poco fa la dottoressa Niccheri. Io trovo in questa relazione alcune indicazioni e volevo essere in qualche modo confortato. Per quanto riguarda i sintomi che hanno provocato il ricovero in ospedale, voi avete accertato positivamente che si è trattato, prima di tutto, di cadute a terra? Diverse. 
(voce fuori microfono)
Avvocato Filastò: No, professore, bisogna che mi dica di sì al microfono. 
Perito: L'ha detto lui.
Avvocato Filastò: L'ha detto lui, ha riferito di esser caduto a terra. 
Perito: E per questo, mi permetta, non è contesta...
Presidente: No, facciamo fare la domanda, e poi dopo rispondiamo.
Avvocato Filastò: ...mettere in chiaro queste situazioni di carattere obiettivo. Di essere caduto da terra, di avere parzialmente, in maniera determinante, perso l'uso della parola, vi ha detto anche questo? 
Perito: Sì.
Avvocato Filastò: Abbia pazienza, professore, bisogna ci dica di sì o di no... 
Perito: Borbottava.
Avvocato Filastò: Eh? 
Perito: Lui ha detto: borbottavo.
Avvocato Filastò: Borbottava. 
Perito: Si può interpretare...
Avvocato Filastò: E ha anche detto... 
Perito: Avvocato...
Avvocato Filastò: ...che cercava di dire delle cose...
Presidente: No no, però facciamo la domanda, e poi la risposta. Sennò dopo non va bene, così.
Avvocato Filastò: Sì. Quindi, una situazione di, come si dice? afasia o disfasia sostanzialmente. Voglio dire, dall'esame che avete fatto, avete avuto l'impressione che nel riferire questi sintomi il signor Vanni enfatizzasse questi sintomi, questa sintomatologia, queste defaillances? In qualche modo, come dire, per esagerare questa situazione, in qualche modo mascherarsi. Oppure è il contrario? Nel senso che vi ha dato l'impressione che nel suo parlare, nel riferire questi sìntomi, lui in qualche modo ci tenesse a dichiarare, ad affermare che attualmente stava bene, aveva superato questa situazione. Ecco, questo aspetto. Insomma, voglio dire, una persona che giocava un po' con voi mascherandosi, enfatizzando certe cose? Oppure, che riferiva dei fatti reali?
Franco Barontini: Allora, risponde Barontini Franco, del Collegio peritale della Corte. Allora, io personalmente, avevo previsto che il Vanni, che non conoscevo, nella situazione potesse presentare una sindrome di Gancer. Cioè quella sindrome che lei conosce...
Avvocato Filastò: Sì. |
Franco Barontini: ...per cui uno cerca di difendersi inventando. Questo non è stato. Non l'abbiamo scritto, perché non è stato.
Avvocato Filastò: Non aveva atteqqiamenti, difensivi?
Franco Barontini: Ecco, appunto, ripeto che mi avvalgo di quello che ha detto il suo consulente, qui accanto. Che cioè casomai era euforico, tanto è vero che ha detto : 'ah, ma io sto bene, aspetto l'ultimo esame'.
Avvocato Filastò: Sì.
Franco Barontini: Ecco, quindi in definitiva non ha enfatizzato proprio su nulla. Era - mi scusate la parola toscana - scocciato, quest'uomo, perché non sta a me dire quante volte è venuto qui a essere interrogato. Quindi cercava di accontentare in maniera sufficientemente cortese noi che eravamo intorno al suo letto, ma non ha mai esagerato in difesa. Ha sempre semplicemente riferito quello il che gli era successo. Che noi non possiamo documentare. C'è un punto su cui, col collega Sottini, suo consulente, possiamo restare in lieve discordanza. Perché la caduta a terra fa parte dei cosiddetti "drop attack", all'americana: cioè attacchi di caduta improvvisa, come quella avvenuta, per un disturbo circolatorio nel circolo vertebro-basilare. Mentre, il disturbo della parola, attiene più a una insufficienza circolatoria della cerebrale media. Poiché però noi non abbiamo visto né l'uno né l'altro, possiamo lasciare indecifrato se è stato un'ischemia transitoria. Se mi permette, io sarei più per un RIND, come ho già detto verbalmente, che per una TIA. Ma la parola RIND non è accettata da tutti, la definizione.
Avvocato Filastò: (voce fuori microfono)
Franco Barontini: Vuol dire "reversible...
Avvocato Filastò: (voce fuori microfono)
Franco Barontini: Vuol dire... Scusi, glielo spiego, avvocato.
Avvocato Filastò: Grazie.
Franco Barontini: Vuol dire, più duraturo, il rind; perché è un reversible. È neurological deficit. Rispetto al TIA, che e di durata più breve. Allora si potrebbe qua discutere parecchio. Ma guardiamo il pratico. Quando noi l'abbiamo visitato, tutto quello - che fosse un TIA, o fosse un RIND come ritengo personalmente io - non ha più importanza. Perché noi non abbiamo visto nulla di Vi questo, se non quegli esiti neurologici che forse ci potevano anche essere già prima. Perché, come ha detto il collega Sottini, quei reperti che fa vedere la TAC, e che la risonanza farebbe vedere molto più dettagliatamente, sono in… per esempio, non sappiamo in questo stesso momento se per caso non abbiamo qualche piccolo infarto lacunare; a volte non ci se ne accorge, avvocato. Per rispondere alla domanda concretamente, quindi: nessun atteggiamento ganceriano, nessun atteggiamento di enfatizzazione di disturbi. Ma, casomai, un senso di liberazione per quanto gli era capitato dal punto di vista medico, tant'è vero che ha mosttrato euforia nel riferire: 'insomma io sto bene io’. Ecco, questo è il succo.
Avvocato Filastò: Professore, vi ha raccontato, il paziente, oppure ne siete venuti voi a conoscenza in altro modo, di un episodio correlativo, avvenuto in epoca precedente, in un carcere?
Franco Barontini: Eh, ma proprio corrisponde, è proprio... È Barontini. Corrisponde proprio a quello che abbiamo detto, e che ha già detto il dottor Sottini. Cioè che questa encefalopatia non è venuta adesso avvocato, lui ce l'ha chissà da quanto tempo. E di adesso ci può essere stato questo TIA, o questa AT, questi TIA, o questi RIND; che però sono stati riassorbiti. Quindi abbiamo una persona che ha avuto un disturbo della circolazione cerebrale in varia localizzazione, possibili, da definire nel circolo posteriore o nel circolo della cerebrale media di sinistra. Però, noi abbiamo un individuo che ha superato questo. E quindi, in definitiva, noi dobbiamo diciamo documentarci su quello che abbiamo visto e su quello che è successo prima. Eh, probabilmente alcune di queste lesioni, come ha detto già il Sottini, sono di vecchia data, sull'emisfero di sinistra.
Avvocato Filastò: Comunque, ecco, voi non avete preso visione di una precedente perizia svolta su questa persona, tendente ad accertare se lui era in condizioni di... era in condizioni di compatibilità col regime carcerario oppure no? Perizia nella quale veniva riferito l'esistenza, come avvenimento storico, di un precedente ictus? Di un ictus.
Franco Barontini: Ma l'ha detto Sottini, già. E ripeto quello che ho già detto, avvocato.
Avvocato Filastò: (voce fuori microfono)
Franco Barontini: No, non l'abbiamo avuto. Non l'abbiamo avuto. Ma accettiamo quello che ha detto il collega Sottini, per...
Avvocato Filastò: ...avuto modo di vedere i diagrammi della TAC, col mezzo di contrasto?
Franco Barontini: Avvocato, si può sottilizzare finché vuole. Possiamo fare anche una PET, capisce? Position Emission Tomography. Possiamo fare una risonanza con un Tesla 2, o un Tesla 2 e mezzo. Ma non cambia la sostanza. Noi abbiamo a che fare con un ipodotato,/contadino o postino che fosse. Il quale, per via dell'età e per via della sclerosi cerebrale aggravata dal diabete, presenta delle piccole lesioni cerebrali; ma anche se fossero grandi, queste, non cambierebbe la sostanza. Perché quello che per noi deve contare è l'assetto psichico o psichiatrico, che si voglia chiamarlo. E quindi, in definitiva, tutti gli accertamenti ulteriori non sposterebbero di nulla. Noi, al massimo, potremmo fare dei test, batterie di test. Ma anche quello che è stato qui abbastanza sottovalutato è il "minimental test": è un test banalissimo, ma che però dà un'idea della situazione. Poi... Eh, lo so. Minimental test, che dà 26/30. Quindi non è demenza. Come? 
(voce fuori microfono) Si è fatto, sì.
Franco Barontini: Si è fatto. 
(voce fuori microfono) Sì, ho capito, ma lui non l'ha fatto, voglio dire.
Franco Barontini: Come, non l'ha fatto? 
(voce fuori microfono) Non l'ha fatto, perché gli ha messo le gambe sulle braccia...
Franco Barontini: Ah, va be', ma quello è una particolarità del Vex. Ma allora, appunto, ma stiamo dicendo che vogliamo analizzare la efficienza mentale di ogni persona fino al punto di stabilire se lui ha studiato fino alla scuola media, oppure al liceo, e poi... No, noi dobbiamo prendere in considerazione che quest'uomo è così, è una personologia - questa -fatta, che lei ha conosciuto già dalla prima volta. Un individuo che non ha una ricchezza culturale e un'efficienza mentale di astrazione concettuale, come dice il collega; cioè è nella sua personalità che questo attiene. E quello che è successo, avvocato, non è altro che un disturbo temporaneo, che non ha lasciato traccia. Perché io non lo conoscevo prima, quest'uomo, salvo che l'ho visto qualche volta in televisione, dico la verità, per sbaglio; ecco, ma mi è sembrato un individuo che... a cui, quello che è successo, non ha alterato nella sostanza nulla. Né dal punto di vista neurologico, perché quelle piccolezze che abbiamo visto non sono efficienti nella sua funzionalità motoria, sensitiva. Né dal punto di vista psichiatrico, perché è un ipodotato. il quale è un po' invecchiato, vero? oltre l'ipodotazione. Ma non ha subito per eventi morbosi, appunto, una serie di danni per cui noi lo possiamo chiamare "demente". E allora quello di fare la risonanza, io sarei d'accordo se fosse un demente, o se la difficoltà fra noi consulenti fosse fra una demenza e una non demenza. Ma siccome mi pare che anche i miei colleghi contrari non possano parlare di demenza, allora si appellano al fatto che lui non è molto efficiente su dei problemi astratti, concettuali. Eh, be', ma questo lo è sempre stato, secondo me. E quindi, voglio dire, tutte queste raffinatezze non attengono al problema che mi sembra più importante, quello di essere cosciente, di affrontare un giudizio che lo riguarda. Tanto è vero che ha ripetuto due volte: 'Boh, voi siete medici, ma io sono innocente'. Quindi, non è… lui ha letto sul giornale, su La Nazione del vicino di letto quello che lo riguardava. Quindi mi sembra un individuo che fosse in grado perfettamente di rendersi, conto in che situazione si trovi...

martedì 24 marzo 2015

Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 23 gennaio 1998 - Seconda parte

Segue dalla prima parte.

Presidente: Il difensore?
Avvocato Filastò: Sì.
Presidente: La relazione viene acquisita agli atti.
Avvocato Filastò: Prima di tutto io vorrei sapere se i periti di parte, dottoressa Niccheri e dottor Sottini condividono le conclusioni dei periti di ufficio.
Presidente: Dite il nome, per cortesia.
Carla Niccheri: Carla Niccheri.
Presidente: Voce.
Carla Niccheri: Carla Niccheri. Non funziona?
Avvocato Filastò: Non funziona.
Carla Niccheri: Carla Niccheri consulente di parte. 
(voce fuori microfono) Come?
Carla Niccheri: Carla Niccheri consulente di parte per l'imputato. Io non condivido quelle che sono state le conclusioni dei colleghi, in quanto, a mio avviso, se da un punto di vista fisico, il Vanni ha avuto un recupero rispetto a quegli eventi che hanno determinato il suo ricovero in ospedale, per quanto è stato possibile osservare nel corso dell'incontro che noi abbiamo avuto, io ritengo che ci si sia trovati di fronte a un soggetto che è ipodotato, e questo, va be', quindi è una situazione di base, ma in cui è presente, sono presenti accentuate note di deterioramento mentale che gli impediscono, per esempio, delle capa... riducono notevolmente le sue capacità di concentrazione, di attenzione. Dico, è una persona che non è apparsa in grado di sostenere... io poi ho avuto anche occasione di rivederlo da sola, parso in grado di sostenere il colloquio, di partecipare in maniera attiva come si rende necessario nel momento in cui uno deve assistere a un processo che in qualche maniera lo vede impegnato. È un uomo che è in grado solo di rispondere, di dare delle risposte estremamente elementari, che comprende delle situazioni estremamente elementari. Faccio un esempio, gli sono stati dati... chieste spiegazioni di alcuni proverbi, molto semplici, noi sappiamo fanno parte della cultura popolare, della cultura contadina, comunque, di quel tipo di cultura a cui appartiene il Vanni. Quest'uomo non è stato in grado di spiegare questo. E siccome tutti quanti siamo stati concordi nel dire che questo uomo non è proprio... anche perché li è ipodotato eccetera, non è in grado di simulare, quindi questi suoi atteggiamenti corrispondono veramente al suo modo di essere, a nostro avviso il Vanni non è in grado di partecipare in maniera per lui attiva al dibattimento. Può stare qui, può essere presente ma certamente non operare in maniera attiva. Questo è quanto noi abbiamo, per quanto... per quello che riguarda, diciamo cosi, gli aspetti di, chiamiamoli, psichici della situazione.
Massimo Sottini: Massimo Sottini, perito di parte per l'imputato. La valutazione dello stato di salute del Vanni che è stata fatta durante il ricovero in ospedale, in conseguenza dei disturbi neurologici accusati, è una valutazione che, diciamo, a mio parere, è incompleta. Nel senso che, lui ha tutti i fattori di rischio - ipertensione, diabete - di un vascolare, e tutto questo è confermato dalla TAC dove sono presenti anche degli esiti di danni vascolari pregressi. Io ho richiesto l'esecuzione di una risonanza magnetica perché questo ci dà il quadro assolutamente più completo e, diciamo, attendibile su quelle che sono le reali condizioni organiche di questo paziente. Anche perché esiste, a mio parere, a nostro parere, una correlazione strettamente... stretta fra quello che è il quadro organico e quelli che sono poi le risposte ai test e alle domande che sono state poste.
Presidente: A questo punto sentiamo anche i consulenti di parte.
P.M.: Ecco, sì, grazie, Presidente.
Presidente: Eh, del Pubblico Ministero e non se ne parla più.
P.M.: Io vorrei chiedere non solo il parere dei consulenti del Pubblico Ministero, ma soprattutto della opportunità, o meglio, sulla necessità di ulteriori accertamenti o se con quelli fatti è a vostro parere sufficiente esprimere il giudizio. 
Mauro Maurri: Mah, con riferimento ai quesiti che sono stati posti - io sono il dottor Maurri, di parte del Pubblico Ministero - riteniamo che i dati clinici da soli, bastino a configurare, diciamo, le anomalie e a quantificarle anche. A nostro avviso, noi che siamo d'accordo con le conclusioni dei periti della Corte, di ufficio, il soggetto è lievemente ipodotato intellettualmente, di base, e su questa lieve ipodotazione intellettuale si sono insta... s'è instaurata una encefalopatia vascolare che si manifesta, tra l'altro, agli studi neuroradiologici che sono stati eseguiti durante il ricovero, con delle aree lacunari, cioè, con una sofferenza piuttosto specifica, in relazione ai fattori di rischio che il dottor Sottini ha citato. A nostro avviso, quindi, niente di più apporterebbero esami supplementari come la risonanza magnetica od altri. Sul piano clinico, invece, psichico... Allora, sul piano clinico-neurologico abbiamo trovato delle anomalie nella deambulazione, una leggera atassia, ma niente che configuri alcunché di incapacitante per il soggetto di collaborare e di essere presente qui. Riguardo all'esame psichico, in sintesi, diciamo, non sono del tutto d'accordo con la dottoressa Niccheri Gineprari, quando dice che il paziente, ad esempio, non ha saputo spiegare dei proverbi. In realtà è riuscito a completare dei proverbi semplici, ha dimos... ad esempio: meglio un uovo oggi, eccetera, altri proverbi. Non è stato, ad esempio, in grado di dare una perfetta spiegazione di proverbi più complessi: a caval donato non si guarda in bocca. Ha avuto qualche titubanza. Ma questo però non configura nessuna anoma... una anomalia psichica. Ancora, importante, l'attenzione è sembrata conservata. La capacità di comprensione di ordini semplici è apparsa conservata. Quando... in un mini mental test che gli ho fatto, cioè, che abbiamo fatto con i colleghi, la... l'ordine di: prenda questo foglio, lo divida in due e me lo restituisca, è stato eseguito perfettamente. La lettura è conservata. Il paziente ha ricordato di aver letto sul giornale di se stesso due giorni fa. A nostro avviso, quindi, insomma, anche sul piano psichico, il paziente dà sufficienti garanzie di poter anche presenziare ed essere...
Carla Niccheri: Secondo quello che ci ha detto ora il dottor Maurri, è chiaro che il Vanni è in grado di comprendere cose estremamente elementari e di rispondere a degli ordini estremamente semplici. Ma credo che assistere a un processo e assistere in maniera attiva sia un qualche cosa di più di. un sapere piegare un foglio o sapere dire sì o no, rispetto a un ordine che gli viene dato. È stato poi fra l'altro tutta una serie di domande che gli sono state poste e che in qualche maniera hanno sempre tenuto desta la sua attenzione. Ma se questo signore noi lo avessimo lasciato, fosse stato lasciato andare a fare un... per esempio a raccontare, a parlare lui, senza nessuno stimolo, come mi è successo a me dopo cinque minuti neppure, mi son sentita dire: 'ora basta, non ho più nulla da dire, devo vedere la partita'. Cioè, la sua capacità di attenzione, di concentrazione... Ma non è questo, deve vedere la partita ma è un uomo che ha... sta, rischia delle condanne, è accusato di quello che è accusato, dico, ha delle visite che lui sembra abbia capito l'importanza e la cosa... 
(voce fuori microfono)
Carla Niccheri: No, scusi, volevo finire un attimo. E dico, insomma, credo che sia necessaria una concentrazione, una capacità di concentrazione maggiore che non una distraibilità come lui dimo... ha dimostrato e dimostra, o come anche, per esempio, a mio giudizio, c'è stato tutto un atteggiamento certamente non adeguato alla circostanza. Voi stessi avete scritto che in certi momenti lui è apparso anche euforico, modicamente euforico, ora non mi ricordo se c'è un aggettivo... scusate, non voglio essere volontariamente inesatta. Quindi, dico, anche nel momento stesso in cui noi lo abbiamo esaminato, a mio avviso, non vi è stato un atteggiamento adeguato. Oltretutto, vorrei anche sottolineare che per una valutazione psichiatrica, a mio modesto avviso, forse quello non era nemmeno l'assetto idoneo, perché eravamo tre, tre, sei, no, sette noi, in una stanza con sei pazienti. I parenti a un certo punto sono entrati e sono stati buttati fuori. Voglio dire, una valutazione psichiatrica accurata, richiederebbe... 
Mauro Maurri: È stato in grado di risponderci nonostante il caos.
P.M.: Anche in una situazione così compromessa.
Carla Niccheri: Sì, ma io non ho detto che lui non è in grado di rispondere. Io insisto nel dire che lui è in grado di rispondere a questioni estremamente semplici, a questioni estremamente elementari.
Presidente: Questo è il suo punto di vista. Ora passiamo al professor... 
(voce fuori microfono) Marello. 
Giovanni Marello: Marello. Io c'ho poco. Ho poco da aggiungere a quanto ha detto Maurri. Chiaramente noi come consulenti del Pubblico Ministero riteniamo inutili ulteriori approfondimenti clinici e strumentali, anche perché, sì, ci porterebbero sicuramente ad una diagnosi eziologica precisa delle condizioni psichiche che noi possiamo constatare, ma questo varia poco dal punto di vista, appunto, della capacità di comprendere da parte del Vanni la situazione in cui si trova di fronte. Conseguentemente, riteniamo di dovere sposare appieno le risposte ai quesiti che hanno formulato i periti della Corte, in quanto il Vanni è effettivamente una persona anziana, a nostro avviso, che ha un certo deterioramento mentale che può succedere, si può verificare nell'ambito delle persone di una certa età che hanno, appunto, un problema arteriosclerotico cerebrale o hanno una patologia vascolare cerebrale che ne riduce, parzialmente, certe capacità intellettive, ma non per questo li rende incapaci di potere compiere delle scelte, di potere comprendere appieno certi disvalori che possono avere di fronte.
Massimo Sottini: Massimo Sottini, perito di parte per l'imputato. Contesto il rifiuto di un ulteriore accertamento, in quanto la risonanza magnetica è una metodica estremamente semplice ed estremamente accessibile che si può fare facilmente in breve tempo, ha, nel caso specifico di situazioni vascolari, una capacità di risoluzione estremamente più alta della TAC. Non solo, ma già nella TAC diretta che abbiamo visto tutti insieme, si nota una chiara asimmetria dei due emisferi cerebrali, c'è un danno sinistro molto evidente, rispetto all'emisfero controlaterale che corrisponde, anatomicamente, a quelli che sono stati i disturbi, cioè, i disturbi della parola che quest'uomo ha avuto nell'arco di un mese. Lui ha avuto tre episodi di disfasia e, diciamo, questo reperto si associa pienamente con quello che la TAC dimostra. Credo che la risonanza sia utile e che, essendo un esame assolutamente non invasivo, sia opportuna per stabilire in maniera esatta quelle che sono le reali consistenze della situazione cerebrale di quest'uomo. 
Mauro Maurri: Signor Presidente, io vorrei prescindere da quelle che sono le nostre disquisizioni mediche un po' astruse e un po' specializzate, per fare presente che la situazione psichica complessiva, globale riscontrata sul Vanni, in occasione della visita che noi tutti abbiamo fatto, sia pure nelle circostanze ambientali poco adatte e poco favorevoli, la situazione psichica di lui non è ora diversa da quella che era un mese fa, due mesi fa, quando quest'uomo stava qui dentro e seguiva tranquillamente il processo.
Avvocato Filastò: No, dormiva, professore, eh. Guardi, non seguiva un accidente, perché il signor Mario Vanni...
Presidente: Va be', avvocato...
Avvocato Filastò: ...si è fatto un sonno per la durata di tutto questo dibattimento.
P.M.: È un suo diritto.
Presidente: No, no, può anche dormire, però quando ha voluto rispondere ha risposto per bene.
Avvocato Filastò: Il professor Maurri non c'era qui, ha parlato di un mese fa, di una situazione che riguardava un dibattimento, al quale ha assistito solamente quando è venuto qui per essere interrogato.
Presidente: Scusi, facciamo finire il professor...
Avvocato Filastò: E non può sapere che questo signore accanto a me non ha fatto altro che dormire.
Presidente: Era una sua scelta, avvocato, voleva dormire. Quando... quando si è interrogato o è intervenuto, è intervenuto bene. Questo per obiettività.
Avvocato Filastò: Sentiamo questi signori... 
Perito: Possiamo replicare... 

lunedì 23 marzo 2015

Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 23 gennaio 1998 - Prima parte


Presidente: Buongiorno a tutti, scusate del ritardo questa mattina ma è un problema che abbiamo avuto, prima per un giudice popolare che ha avuto un intoppo sulla autostrada e poi c'è stato il problema della registrazione, non so se l'hanno riaggiustato.
P.M.: Manca la voce.
Presidente: Si sente o no?
(voce fuori microfono) No.
Presidente: E io che devo fare? Filippo?
(voce fuori microfono) Presidente, parlando al microfono registrare si registra...
P.M.: E ho capito, ma ci si deve anche sentire noi.
Presidente: Allora, spegni quello lì. Io posso parlare anche forte perché non c'è problema. Allora, c'è una rinuncia a comparire del Vanni Mario, redatta materialmente dal cognato, Bartalesi Bruno, e da lui firmata. Penso che la firma è questa qui. Allegata a verbale. Dicevo, c'è stato un ritardo questa mattina perché un giudice popolare è stato ingolfato per un incidente sulla autostrada e poi c'è stato un problema tecnico, e c'è tuttora un problema tecnico per le registrazioni. Dice Filippo, il tecnico, che la registrazione avviene, però in aula al microfono non si sente. Io cerco di alzare un po' più la voce. Allora, sentiamo i periti, venga il professor Maurri, il professor Beconcini, dice come si chiama, non mi ricordo...
(voce fuori microfono) Barontini.
Presidente: Barontini. Leoncini dove è?
(voce fuori microfono) È morto. È la stessa.
Avvocato Filastò: Presidente.
Presidente: Dica.
Avvocato Filastò: Si può sentire insieme ai periti di ufficio anche i periti di parte?
Presidente: Sì, sì, come no. Facciamo le domande a tutti e non se ne parla più. Allora, il Leoncini dov'è?
(voce fuori microfono) Non c'è.
Presidente: Ah.
(voce fuori microfono) Sarà al gabinetto.
Presidente: Ah, va be', insomma, intanto accomodiamoci noi. Bene. Approfitto del momento, della pausa, per dire questo, praticamente noi con questo abbiamo... diciamo, assunto tutti i mezzi di prova richiesti dalle parti e quindi non avremmo nulla da fare. La Corte si è riservata volta per volta di esaminare certe situazioni e ammettere delle persone ex articolo 507. Ora, noi questa mattina faremo questo lavoro dopo 1''udienza, se avete delle istanze in tal senso da fare alla Corte...
P.M.: Il P.M. si, Presidente.
Presidente: ...ben volentieri, noi le esaminiamo sotto il profilo ex 507.
Avvocato Filastò: Anche i difensori, Presidente.
Presidente: Bene. Aspettiamo il dottor Leoncini e poi...
Avvocato Filastò: Però, Presidente, per quello che riguarda la difesa anche in esito all'esame dei periti di stamani, io vorrei poterci riflettere un po' meglio.
Presidente: Come?
Avvocato Filastò: Per quello che riguarda le istanze ex articolo 507, io vorrei poter riflettere un po' meglio, sia sulla base di quel che chiederà il Pubblico Ministero, sia...
Presidente: Sì, ma noi... avvocato, noi possiamo ammetterne intanto alcuni, poi la prossima udienza... non è che dobbiamo farlo tutti insieme.
Avvocato Filastò: Va bene, Presidente, ho detto che io vorrei per lo meno potere esprimermi... voglio dire, la ripresa, insomma, la prossima settimana, compiutamente, vorrei fare un ex cursus un po' organico di varie circostanze e soprattutto con riferimento a quello che sarà la. . .
Presidente: Ora intanto sentiamo i periti, sì.
Avvocato Filastò: Lì c'è un problema abbastanza serio che credo dovrebbe essere approfondito.
Presidente: Bene. Cerchiamo Leoncini, va'. Leoncini. Non vorrei che fosse a parlare al P.M. di là.
P.M.: Presidente, approfitto, se mi consente...
Presidente: Sì.
P.M.: ...per una produzione che mi ero riservato di fare in una delle scorse udienze, non ricordo quale. Quando qualche testimone... venne fatto presente alla Corte che appariva necessario ricostruire quali erano gli automezzi e i mezzi posseduti da Pacciani, mi sembra che io mi riservai o comunque feci presente che era possibile fornire alla Corte la documentazione relativa a tutti i mezzi posseduti da Pacciani Pietro nel tempo e che questi elementi erano emersi sia nelle indagini che nel precedente dibattimento. E quindi io chiedo di poter produrre un fascicolino in cui sono stati posti copia di tutti i certificati relativi alla circolazione dei mezzi posseduti nel tempo da Pacciani Pietro, con tutte le date di acquisto e di distruzione eventuale dei mezzi e le fotografie del motorino, della Fiesta e della Cinquecento, perché mi sembra che più volte con i testi abbiamo fatto domande inerenti e pertinenti, penso...
Presidente: Sì, va bene.
P.M.: ...e ritengo che per la Corte sia utile verificare di fatto se le caratteristiche dei mezzi indicati dai testi corrispondono a quelle reali dei mezzi posseduti da Pacciani. Sono atti...
Presidente: I difensori hanno visto questo fascicolino?
P.M.: E' un fascicolino relativo solo a documenti. Sono delle fotografie e i certificati del PRA e sono presi pari pari da…
Presidente: Bene. Il dottor Leoncini l'avete visto o no?
Mauro Maurri: Sì, è stato con noi finora.
Presidente: E allora dov'è?
(voce fuori microfono) Un si trova.
Presidente: Come un si trova? Allora via, sospendiamo un attimo e cerchiamolo perché ora... C'ha il cellulare?
(voce fuori microfono) Sì, c'ha il cellulare.
Presidente: E c'abbiamo il cellulare si telefonerà al cellulare al Leoncini, scusate.
P.M.: Si ce l'ha il cellulare, il numero ce l'ho io.
(voce fuori microfono)
P.M.: Ci pensa lei?
(voce fuori microfono)
Presidente: Elisabetta, prenda il cellulare e vada di là.
P.M.: Pensiamo... proviamo noi, Presidente.
Presidente: Ecco.
(voce fuori microfono)
Presidente: Per sapere dov'è.
(voce fuori microfono)
Presidente: E dove è?
(voce fuori microfono) È qui fuori sulla strada.
(voce fuori microfono) È sulla strada.
Presidente: Ah, è andato lì al bar allora.
(voce fuori microfono)
Avvocato Filastò: Sulla produzione del Pubblico Ministero, Presidente, nessuna opposizione della difesa.
Presidente: Bene, allora si può acquisire agli atti.
P.M.: Ci sono le indicazioni... e tutte le date di...
Presidente: Sì, sì. Elisabetta... Dottor Leoncini, eh, va be'...
Perito Leoncini: Mi ero allontanato un secondo.
Presidente: Capita, capita. Ecco, volevo sapere come è andato quell'accertamento che avete fatto. Avete fatto una relazione scritta?
(voce fuori microfono) Sì.
Presidente: Chi è che parla? Ci riferisca qualcuno.
Franco Barontini: Barontini Franco.
Presidente: Bene.
Avvocato Filastò: Scusi, Presidente, io chiedo che assistano anche...
Presidente: Sì, sì, consulenti, sì, sì.
Avvocato Filastò: ...Presidente ma possono ... con... dotati di un microfono anche loro.
P.M.: Possiamo sentire...
Presidente: Possiamo sentirli dopo di questi se volete?
P.M.: Dobbiamo mettere altre quattro sedie.
Avvocato Filastò: Io preferirei venissero sentiti contemporaneamente.
Presidente: Allora vengano anche i consulenti di parte, un po' di sedie qui. Com'è...? Andrea? Non c'è più Andrea.
P.M.: Lo possono dire da qua col microfono.
Avvocato Filastò: Questo microfono servirebbe a me, per dire la verità.
Presidente: Un paio di sedie qui per il consulenti di parte, poi si passano il microfono.
Avvocato Filastò: Si sentono tutti insieme.
P.M.: Mah, insomma, non ci sono...
(prova microfono)
(voce fuori microfono) Funziona. Non si sente in aula, però registra, l'importante è che registri.
Presidente: Devo pigiare qualcosa?
(voce fuori microfono) No, no, parli semplicemente.
Presidente: Allora, prego professor Barontini.
Franco Barontini: (voce fuori microfono) Allora, concordemente i periti da lei incaricati concludono che il signor Vanni Mario, che è un diabetico peraltro di lieve entità, risulta attualmente portatore di...
Presidente: No, no, scusi, bisogna dare... bisogna parlare al microfono. Parlare al microfono, perché sennò non viene la registrazione. Professore, al microfono, eh.
Franco Barontini: Eh, sì, va bene, va bene.
Presidente: Da capo.
Franco Barontini: Sì. Allora, ripeto. Secondo i periti da lei incaricati, il Vanni Mario, che è un diabetico peraltro di lieve entità, risulta attualmente portatore di un quadro di encefalopatia vascolare rilevabile clinicamente e confermata dalla TAC cranica. I disturbi riferiti dal paziente e che hanno motivato il ricovero attuale, sono collocabili nell'ambito della patologia cerebrale definibile sotto forma di TIA, attacchi ischemici transitori o di RIND, che sono una varietà di questi stessi disturbi. Il paziente risulta, dagli esami eseguiti in ospedale, in buon compenso emodinamico e respiratorio, con scomparsa dei disturbi del respiro riferiti all'ammissione in ospedale. Questo per quanto riguarda la risposta al quesito A. Rispetto al quesito B, in base alla risposta precedente, si può concordemente affermare che il paziente si trova nelle condizioni di poter partecipare coscientemente al processo. Rispetto al quesito C rispondiamo: il paziente, per i motivi indicati nelle precedenti risposte non è assolutamente impossibilitato a comparire al dibattimento per non sussistenza dell'impedimento legittimo di cui all'articolo 48 6 del Codice penale... di procedura penale.
Presidente: Domande ai periti?
P.M.: Nessuna il P.M., Presidente.
(voce fuori microfono) Nessuna.
Segue...
 
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