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martedì 21 ottobre 2014

Lorenzo Allegranti - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 16 dicembre 1997 - Terza parte

Segue dalla seconda parte.

Avvocato Filastò: Questa voce che lei sentì al telefono, ce la può descrivere com'era? Nel senso, l'accento era fortemente toscano? Oppure era una voce educata, era una voce con forte accento vernacolistico toscano, oppure di un'altra regione?
Lorenzo Allegranti: No, non c'era, per mio conoscere, quel poco conoscere, non c'era un dialetto oppure un sottofondo toscano: era un italiano.
Avvocato Filastò: Un italiano abbastanza curato?
Lorenzo Allegranti: Sì.
Avvocato Filastò: Lei ha sentito alla televisione o da altre parti parlare Pietro Pacciani?
Lorenzo Allegranti: Sì, come tutti insomma.
Avvocato Filastò: Come tutti. Ed era, secondo lei poteva essere vicina la voce di Pacciani a questa voce che lei sentiva al teklefono, oppure no? 
Lorenzo Allegranti: No. Codesta era lontanissima. Io non so...
Avvocato Filastò: Era lontanissima.
Lorenzo Allegranti: ... a volte si può anche cambiare il tono della voce e il modo di parlare; ma non è che ci stava tanto quello al telefono,ma insomma, non non era assolutamente quella voce lì. Poteva essere uno sui suoi contorni, non lo so. Insomma loro, lui non era.
Avvocato Filastò: Presidente, al termine di questa deposizione, richiederò che venga fatto una specie di esperimento giudiziale. Ho chiesto al Pubblico Ministero, il quale si opporrà...
P.M.: Sì, sì.
Avvocato Filastò: ... però dice che è disposto a mettermi a disposizione il necessario.
P.M.: Tutti i mezzi tecnici che...
Avvocato Filastò: Tutti i mezzi tecnici...
P.M.: ... sono a disposizione.
Avvocato Filastò: ... necessari. Chiederò al signor Allegranti di andare là, in quella stanza là dietro dove c'è un telefono.
P.M.: ... poi spiego i motivi e documento...
Avvocato Filastò: E ascoltare a un telefonino la voce del signor Vanni. Signor Allegranti, torniamo al momento in cui lei interviene lì, alla macchina. Questa macchina era fuori strada: si ricorda in che posizione era? Sto parlando della macchina dei due ragazzi.
Lorenzo Allegranti: Sì, era fuori strada, era sul ciglione, rimasta col sotto che... E la ruota nella fossa, e quindi non girava, non toccavan più le ruote in terra.
Avvocato Filastò: Era finita una ruota nel fossetto. Lei... Chi estrasse dalla macchina...? Lei si accorse che uno dei due ragazzi era sempre vivo?
Lorenzo Allegranti: Mah, io ho aperto la porta, non quella della guida, quella da parte dove era l'Antonella e sono entrato dentro.
Avvocato Filastò: sì.
Lorenzo Allegranti: E mi sono accorto insomma che lei era già morta.
Avvocato Filastò: Senta, ma lei era l'autista, come mai entrò lei dentro?
Lorenzo Allegranti: Perché, entrai dentro perché quei bambini, quei raga... quei bambini, se bambini si devon chiamare, mi sparivano in continuazione, erano...
Avvocato Filastò: Emozionati.
Lorenzo Allegranti: ...emozionatissimi. E, quindi feci tutto da me, insomma. Entrai dentro e mi appurai, così, da profano, se era sempre vivo il primo che trovai, che era Antonella, oppure se era morta lei. Constatai, nella mia possibilità, riconoscendo che era morta. Passai di là e c'era lui, che era di dietro sempre, si intende cascato, non mi ricordo ora se era cascato sulla parte sinistra o sulla parte destra. Insomma, dalla parte dove aveva l'arteria spaccata. E quindi s'era tappato. Io quando l'ho rigirato, cominciò a schizzare il sangue. Quindi, la preoccupazione superiore quale era? Subito di tappare l'emorragia per poterlo arrivare al Pronto Soccorso, che lui fosse vivo e si potesse arrivare a una certa verità.
Avvocato Filastò: E lei gli tappò questa ferita?
Lorenzo Allegranti: Tappai l'emorragia e si partì, mezzanotte e 25 mi pare si fosse stati...
Avvocato Filastò: All'ospedale.
Lorenzo Allegranti: All'ospedale di Empoli, sì.
Avvocato Filastò: Signor Allegranti...
Lorenzo Allegranti: Se non sgarro nell'orario, eh.
Avvocato Filastò: Lo tirò fuori proprio lei dalla macchina?
Lorenzo Allegranti: Sì.
Avvocato Filastò: Dove si trovava? Su che sedile: quello davanti o quello di dietro?
Lorenzo Allegranti: Di dietro. Di dietro, con le gambe sotto il seggiolino davanti.
Avvocato Filastò: È sicuro, signor Allegranti, di questo?
Lorenzo Allegranti: Questo sì, sicurissimo.
Avvocato Filastò: Se si volesse fare questo esperimento, Presidente.
Presidente: No, ora dobbiamo finire l'esame.
P.M.: Prima facciamo il controesame, Presidente.
Avvocato Filastò: Io non ho altre domande, per ora.
Presidente: Bene.
P.M.: Signor Allegranti, lei dovrà avere pazienza un attimo, perché io ne ho tantissim^. E, per fortuna, lei su questi fatti ha già fatto dei verbali, io le dimostrerò - all'epoca - che lei oggi non si ricorda bene.
Lorenzo Allegranti: Sì?
P.M.: O non si ricordava bene.
Avvocato Filastò: Ma questi sono commenti che non vanno fatti, ai testimoni.
Presidente: No no, avvocato.
Avvocato Filastò: Perché...
Presidente: Scusi, eh?
Avvocato Filastò: ... sembrerebbe quasi che il Pubblico Ministero volesse...
Lorenzo Allegranti: Io l'ho detto all'inizio, ho detto che gli è passato oltre 15 anni e 5 mesi.
Avvocato Filastò: Va be', comunque.
Lorenzo Allegranti: Quindi, la verbalizzazione...
Avvocato Filastò: Faccia le domande, il Pubblico Ministero.
Lorenzo Allegranti: ... deve prendere quella che c'era.
Avvocato Filastò: Poi, con...
Lorenzo Allegranti: Io posso rischiare anche di dire una cosa un pochino diversa a 15 anni fa.
P.M.: Certo.
Lorenzo Allegranti: Ma non perché la voglia cambiare, ha capito?
P.M.: Certo, certo. Senta una cosa, io vorrei partire da questo: lei ricorda di essere stato sentito su questi fatti dal P.M. il giorno immediatamente successivo ai fatti, e ancora dai Carabinieri qualche tempo dopo? E ci sono negli atti, per fortuna, i verbali di allora. O questo non lo ricorda? Il suo difensore gliel'ha già chiesto. Lei ricorda di esser venuto a Firenze, di esser stato sentito dal P.M., mi sembra anzi il giorno dopo la dottoressa Della Monica? E poi, successivamente, lei si è presentato, come ha detto, dai Carabinieri. E ci sono i verbali.
Lorenzo Allegranti: Io, con la dottoressa Monica c'ho parlato.
P.M.: Parlato...
Lorenzo Allegranti: Però, no a Firenze. Parlato a Montespertoli.
P.M.: Dunque, sì, ha ragione: era il 22 di giugno in Montespertoli. Ha ragione, è il verbale.
Avvocato Filastò: Ha visto?
P.M.: Sì, e in Montespertoli sarete stati - ora, qui mi manca l'intestazione precisa - era il 22, quindi due giorni dopo il fatto. E, più che ci ha parlato, lei ha sottoscritto un verbale. Si ricorda? Fece dichiarazione. Bene. Poi, dai Carabinieri si ricorda di avere sottoscritto un verbale? No, se...
Avvocato Filastò: L'ha bell'e detto.
P.M.: Se se lo ricorda.
Lorenzo Allegranti: Io gliel'ho detto prima.
P.M.: Bene.
Lorenzo Allegranti: Io l'ho sempre informata. Se poi non l'hanno fatto loro, non glielo potevo mica...
P.M.: No. Ma c'è il verbale persino di Rimini, quindi, eh? Bene. Senta una cosa, signor Allegranti. Quindi, lei è stato sentito, se lo ricorda, i verbali ci sono, ora poi vedremo cosa dicono.
Lorenzo Allegranti: Io ritengo buoni quelli, eh.
P.M.: Buoni quelli lì?
Lorenzo Allegranti: Sì, sì.
P.M.: Sì, bene. Perché si ricordava meglio, forse sono buoni quelli? Perché, sotto questo profilo, sono buoni quelli: perché era più vicino al momento del fatto?
Lorenzo Allegranti: Sì.
P.M.: E perché dice "ritengo buoni quelli"?
Lorenzo Allegranti: Perché e ritengo buoni quelli perché, purtroppo, nella vita ci sono anche gli alti e bassi di una persona; perchè io, nell'84 ho ricevuto anche un incidente, e sono stato otto giorni in coma. E quindi, alcune cose tu te le ricordi dopo tanto tempo...
P.M.: Sì, scusi eh?
Lorenzo Allegranti: Dianzi, per dirgli all'avvocato dell'hotel che c'ero, ho dovuto pensare, e m'è venuto in mente. A volte mi riviene in mente una cosa il giorno dopo. ;
P.M.: Certo.
Lorenzo Allegranti: Sicché...
P.M.: Ma, 1'Hotel Eden di Rimini, lei lo disse subito quindi, c'è qua il verbale. Eh, quindi lo sapevamo. Ci sono anche i giorni in cui è stato lei all'Hotel Eden: l'ha detto lei. Andiamoci un attimo per ordine. Io vorrei andare nello stesso ordine in cui gli ha fatto l'avvocato Filastò le domande, cioè prima queste telefonate e questi episodi, e successivamente cosa vide al momento del fatto. Andiamo al contrario, ma facciamo esattamente lo stesso percorso. Io volevo sapere questo da lei. Lei dice 'con me' se ho capito bene 'sull'ambulanza c'erano altri giovani della Croce d'Oro'. Lei era il più anziano, era l'autista ed era il più anziano.
Lorenzo Allegranti: Sì.
P.M.: E c'erano dei giovani, ho capito male?, problemi di firma, i genitori. Ecco, ma questi giovani ci può dire chi sono, oggi? I nomi o...
Lorenzo Allegranti: Io, sa?, si possono anche dire, gli enno stati assenti, come nominativo, anche nel servizio stesso, voglio dire.
P.M.: Ecco, non furono trovati perché non...
Lorenzo Allegranti: Io, in quel momento, che me li trovavo...
P.M.: Non furono sentiti perchè i nomi non furono fatti. Perchè erano troppo giovani. È questo il concetto?
Lorenzo Allegranti: Sì.
P.M.: Però lei se li ricorda, chi erano, volendo?
Lorenzo Allegranti: Sì.
P.M.: Ho capito. E questi ragazzi, quindi, non videro cosa c'era nella macchina? O lo videro lo stesso?
Lorenzo Allegranti: Sì, sì, lo videro.
P.M.: Lo videro. Benissimo.
Lorenzo Allegranti: Lo videro. Dentro non ci entrarono, in macchina. Ci sono stato, in macchina, io e basta.
P.M.: Non l'aiutò nessuno?
Lorenzo Allegranti: Dallo sportello di fuori gli passai le gambe a quegli altri. Insomma, ecco, in questo senso qui. Però bell'e...
P.M.: Ma, guardi, quelli a cui ha passato le gambe, come dice lei, sono stati tutti sentiti il giorno dopo. dalla dottoressa Della Monica: ho i verbali io. Quindi, non capisco questa difficoltà, perché... Insomma, ci vuol dire i giovani che la aiutarono? Via, così facciamo prima: i nomi.
Lorenzo Allegranti: I nomi. E gli erano un certo Ciappi, non mi ricordo se si chiama Carlo o se si chiama differente.
Presidente: Ciappi?
Lorenzo Allegranti: Ciappi... il nome non me lo ricordo, sicché.
P.M.: Quanti anni aveva all'epoca?
Lorenzo Allegranti: A me mi pare 14 anni, poi...
P.M.: Bene.
Lorenzo Allegranti: Se ne aveva 15, non lo so.
P.M.: Bene.
Lorenzo Allegranti: E in servizio coi dati gli erano di 14 anni.
P.M.: Ho capito.
Lorenzo Allegranti: E un certo
P.M.: Bene. Anche questo aveva 14 anni?
Lorenzo Allegranti: Sì.
P.M.: Eravate in tre, quindi? Due dì 14 anni e lei.
Lorenzo Allegranti: No, ce n'era un altro.
P.M.: Si ricorda come si chiama questo?
Lorenzo Allegranti: No.
P.M.: Il terzo, non si ricorda. Ho capito. Senta una cosa ancora...
Lorenzo Allegranti: Perché non era di Montespertoli.
P.M.: Perché non era di Montespertoli, quindi non si ricorda lei come si chiama.
Lorenzo Allegranti: C'era piovuto così, c'era arrivato e poi era ritornato via, quindi non me lo potevo, non me lo posso ricordare. Loro invece erano di paese. 
Segue...

venerdì 17 ottobre 2014

Lorenzo Allegranti - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 16 dicembre 1997 - Seconda parte

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giovedì 16 ottobre 2014

Lorenzo Allegranti - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 16 dicembre 1997 - Prima parte

Presidente: Bene, allora il Vanni? Lotti non è venuto oggi? 
Avvocato Bertini: Non si è visto, Presidente,
Presidente: Niente, allora Lotti sembra assente. 
P.M.: Mi dicono che stamani non c'è, anche chi si occupa della Protezione stamattina non è venuto.
Presidente:Sì. L'avvocato Filastò che sostituisce anche l'avvocato Bagattini, per Faggi. Zanobini c'è, per Corsi. Bertini c'è, per Lotti. L'avvocato Colao per tutte le parti civili, le altre parti civili. Bene. Allora, doveva venire, come si chiama?
Avvocato Filastò: (voce fuori microfono)
Presidente:Come dice, avvocato?
Avvocato Filastò: (voce fuori microfono) 
P.M.: È uno dei testi della difesa.
Avvocato Filastò: Il dottor Nocentini arriverà più tardi.
Presidente: Ah, ecco, va bene, quello poi per...
Avvocato Filastò: Verso le 11 e un quarto.
Presidente: Allegranti, benissimo.
Avvocato Filastò: Ci sarà appunto il dottor Nocentini, appunto, e poi l'avvocato Zanetti.
Presidente: Bene. Allegranti è quello dell'autoambulanza, no? (voce fuori microfono) Sì.
Presidente: Buongiorno. Come si chiama lei?
Lorenzo Allegranti: Allegranti Lorenzo.
Presidente: Dove è nato, e quando? Dove è nato lei?
Lorenzo Allegranti: Nato a Xxxxx il XX/XX/XX
Presidente: Residente?
Lorenzo Allegranti: Residente a Xxxxx. ù
Segr. d'udienza: A voce alta, deve leggere.
Presidente: Ad alta voce, deve leggere. Deve leggere prima, via; deve leggere ad alta voce, sono gli impegni che assume, ad alta voce, di fronte alla Corte e a tutti.
Lorenzo Allegranti: Si puole attendere un secondino?
Presidente: Ah, sì sì. Speriamo che sia sempre così attento nelle cose.
Lorenzo Allegranti: "Consapevole della responsabilità male... 
P.M.: Male?
Presidente: No, male non c'è.
Lorenzo Allegranti: Morale.
Presidente: Morale e giuridica.
Lorenzo Allegranti: ... morale e giuridica che assume...
Presidente: Assumo con la mia deposizione.
Lorenzo Allegranti: Nella mia deposizione, mi impegno a dire tutta la volontà...
Presidente: La verità. 
P.M.: Ha problemi di lettura, Presidente?
Presidente: E a non nascondere...
Lorenzo Allegranti: Sì sì.
Presidente: No, "sì sì". Ripeta: "e a non nascondere".
Lorenzo Allegranti: E a non nascondere nulla di quanto è avvenuto".
Presidente: No: "è a mia conoscenza".
Lorenzo Allegranti: "A conoscenza", eh.
Presidente: Un po' di poesia, no? Va bene. Lei si è impegnato a dire tutta la verità di quello che sa, va bene? Ora le saranno fatte le domande, lei risponde: dica la verità. Se non lo sa, dica non lo sa. 
P.M.: Presidente, forse è meglio, almeno io chiedo espressamente questo: il teste ha difficoltà di lettura visiva, di vista, o ha difficoltà a leggere in italiano? Possiamo chiederlo? Perché credo sia importante.
Presidente: Aspetti. Prima di questo, vorrei sapere: vuole essere ripreso dalla telecamera, o no?
Lorenzo Allegranti: È uguale.
Presidente: Va bene. 
P.M.: Cioè...
Presidente: Ha sentito la domanda del Pubblico Ministero? Lei ha difficoltà di vista o di lettura? 
P.M.: A leggere e scrivere?
Presidente: Un po' quello e quell'altro.
Lorenzo Allegranti: Sì.
Presidente: Ma lei ora porta le lenti. Le ha sempre portate le lenti, o no?
Lorenzo Allegranti: Sì, questi sono per vedere da lontano.
Presidente: Eh, con quelli allora non ci può leggere, se si vede da lontano non si può leggere; ci vuole da vicino. Forse legge meglio da vicino?
Lorenzo Allegranti: No, questi si vede da...
Presidente: Forse legge meglio senza lenti. Se lei è miope, legge bene senza lenti. Va bene.
Lorenzo Allegranti: No, io ci vedo meno, a leggere.
Presidente: Va bene. Allora, prego, avvocato Filastò.
Avvocato Filastò: Grazie, Presidente. Signor Allegranti, lei viene interrogato da me su quello che avvenne, quello che lei ha constatato nel giugno dell'82, il 19 giugno e nei giorni successivi. E, in particolare, quello che riguarda l'omicidio di Antonella Migliorini e Paolo Mainardi. Io prima volevo sapere una cosa, da lei. Lei, in seguito a certi fatti che lì avvennero, e che poi ci racconterà, si è presentato ai Carabinieri?
Lorenzo Allegranti: Sì.
Avvocato Filastò: Quali Carabinieri?
Avvocato Filastò: Quante volte, se lo ricorda?
Lorenzo Allegranti: Mah, io non mi ricordo quante volte. Ci sono andato tante volte. E dapprima mi fecero firmare un verbale, e via discorrendo. E poi, quell'altre volte, quando io c'avevo un qualche cosa, che mi arrivava una telefonata o per una cosa o per un'altra, sempre riferendosi al "mostro", io lo facevo presente. E mi dicevano 'sì, va bene', quando c'è qualchecosa d'altro, riportavo. Però, io non ho firmato più niente. E fino a quando è arrivato la condanna a morte, ecco. Arrivò la condanna a morte, ero a Rimini in ferie, e arrivò una telefonata sull'ora di cena.
Avvocato Filastò: Va bene, questo, poi, se ne parla dopo.
Lorenzo Allegranti: Ah, beh.
Presidente: A cosa si riferisce questa storia?
Avvocato Filastò: No, Presidente, ci si arriva.
Presidente: Bene.
Avvocato Filastò: Senta signor Allegranti, poi lei è stato intervistato da un regista della RAI?
Lorenzo Allegranti: Sì.
Avvocato Filastò: Per una trasmissione che si chiamava "Mixer", vero?
Lorenzo Allegranti: Mmh. intervistato da questo regista della RAI, siccome è una trasmissione a cui partecipai anch'io, cioè a dire che organizzai anch'io, io c'ero?
Lorenzo Allegranti: Non me lo ricordo, questo. Perché io, la gente sì, io sono abbastanza fisionomista, ma ce n'era tanti insomma, non so.
Avvocato Filastò: No, io non c'ero comunque, va bene. Senta signor Allegranti, poi è stato interrogato dal Pubblico Ministero, lei? Dal dottor Canessa.
Lorenzo Allegranti: No. Almeno che ricordi, no. Perché, sa, son passati qualche anno.
Avvocato Filastò: Va bene. Senta, dunque, il 19 giugno del 1982, lei prestava servizio presso un'associazione di volontari?
Lorenzo Allegranti: Sì. Ero di servizio all'associazione volontari Croce d'Oro di Montespertoli.
Avvocato Filastò: Croce d'Oro di Montespertoli. Senta, era da molto tempo che lei prestava servizio in quest'associazione?
Lorenzo Allegranti: Dalla nascita.
Avvocato Filastò: Ed era nata quando?
Lorenzo Allegranti: Nell'80 circa, era due anni.
Avvocato Filastò: E con lei prestavano servizio altri giovani, dei giovani? genitori, ma non si ritenne opportuno di metterli, di coinvolgerli.
Avvocato Filastò: Va be', insomma, lasci perdere. Comunque, erano dei giovani questi?
Lorenzo Allegranti: Sì.
Avvocato Filastò: Molto giovani?
Lorenzo Allegranti: Sui 14 anni, 15.
Avvocato Filastò: 14-15 anni.
Lorenzo Allegranti: 14-15 anni, sì.
Avvocato Filastò: Benissimo.
Lorenzo Allegranti: Perché, mi ricordo, 16 anni, potevano venire senza la firma. Erano con la firma dei genitori.
Avvocato Filastò: Dei genitori, molto bene. E vi arrivò una chiamata, la sera del 19 giugno a quest'associazione Croce d'Oro di Montespertoli, vi arrivò una chiamata?
Lorenzo Allegranti: Sì.
Avvocato Filastò: Lei saprebbe dirci chi è che chiamava?
Lorenzo Allegranti: Io non l'ho ricevuta, la chiamata.
Avvocato Filastò: Ho capito.
Lorenzo Allegranti: Perché nel momento che arrivò la telefonata io ero a mettere la macchina in garage.
Avvocato Filastò: Lei prestava servizio come autista dell'ambulanza?
Lorenzo Allegranti: Sì. ambulanza?
Lorenzo Allegranti: La patente di tutti gli autisti di tutte le ambulanze, insomma.
Avvocato Filastò: Ho capito. Ci può... Sì ricorda a che ora arrivò questa chiamata? Più o meno, eh.
Lorenzo Allegranti: Sì.
Avvocato Filastò: Non c'è bisogno di spaccare il minuto, ma insomma, grossomodo.
Lorenzo Allegranti: Verso le 11 e 20, le 11 e un quarto, così.
Avvocato Filastò: Quindi, ven...
Lorenzo Allegranti: Dieci minuti vanno e vengono.
Avvocato Filastò: 23.15-23.20. Senta, e vi dissero dove dovevate andare, ovviamente; e voi vi recaste lì a Baccaiano.
Lorenzo Allegranti: Sì.
Avvocato Filastò: Senta, e quando arrivaste voi, era già intervenuta la Polizia oppure no?
Lorenzo Allegranti: No.
Avvocato Filastò: Quindi foste i primi ad arrivare?
Lorenzo Allegranti: Sì, c'era altri, tanti passeggianti fermi dalle parti.
Avvocato Filastò: C'erano delle persone?
Lorenzo Allegranti: : Sì.
Avvocato Filastò: Per caso riconobbe mica qualcuno? Se erano persone da lei conosciute?
Lorenzo Allegranti: Mmh, no.
Avvocato Filastò: No. 

mercoledì 15 ottobre 2014

Maria Grazia Vanni - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 12 dicembre 1997 - Nona parte

Segue dall'ottava parte.

Presidente: Prego, prego avvocato, voleva lei?
Avvocato: Sì. Due domande, Presidente. La prima deriva da alcune domande che ha fatto il Pubblico Ministero, signora. Cioè lei, prima, ha detto di ricordare che il Mario, suo fratello, era stato arrestato per, come... insomma per un'accusa precisa. Cioè quella di maltrattamenti nei confronti della moglie. Lei ricorda, a questo proposito, se suo fratello a quell'epoca dell'arresto era, oppure no, accusato anche di un episodio preciso? Cioè di avere gettato la moglie per le scale, incinta?
Maria Grazia Vanni: Si...
Avvocato: Ricorda se fra questi maltrattamenti...
Presidente: No, signora, non dica
Avvocato: ... c'era anche...
Presidente: Scusi, eh? Non dica "sì", e poi gira il capo per dire che non è così.
Avvocato: Deve dire la verità.
Presidente: Dica, spieghi bene, eh? Sennò sembra che dica di sì.
Avvocato Filastò: Ma non ha detto "sì", Presidente. Ha detto "siè"
Presidente: Sì, ho capito.
Avvocato Filastò: Ha capito?
Presidente: Però la trascrizione...
Avvocato Filastò: "Sié" è toscano.
Presidente: Ho capito, ho capito, avvocato. Ho capito. Però, nella trascrizione, poi viene "sì".
Avvocato: Presidente...
Presidente: Cosa vuol dire lei, signora? Che non è vero questo? Cioè che non lo sa? Cosa vuol dire? Risponda lei.
Avvocato: Lo sa, lei è al corrente, signora? No, risponda tranquillamente. Lei al corrente di questo episodio? Cioè ricorda questo episodio, che si inserisce all'interno dei maltrattamenti di cui era accusato Mario, suo fratello? C'era anche questo episodio?
Maria Grazia Vanni: Sì.
Avvocato: Ecco, grazie.
Avvocato Filastò: Presidente, io devo fare un'opposizione formale a ogni altro tipo di domanda di questo genere. Perché...
Avvocato: No, ci sono, c'è l'arresto ufficiale.
Avvocato Filastò: Posso parlare?
Presidente: No no, avvocato...
Avvocato: Io non ho ancora finito!
Avvocato Filastò: E perché, insomma, non è possibile: apro bocca e vengo interrotto. Perché io sto facendo un'opposizione formale.
Presidente: Va bene.
(voci sovrapposte)
Presidente: Avvocato, avvocato.
Avvocato Filastò: Io faccio questa opposizione formale a continuare questo tipo di domande.
Avvocato: È l'ultima domanda.
Avvocato Filastò: No, eh, appunto, prima che tu la faccia e io...
P.M.: Sono state fatte domande sui rapporti, eh.
Avvocato: È l'ultima domanda di questo tipo, quindi, stia tranquillo, avvocato Filastò!
Avvocato Filastò: Dunque, Presidente.
Presidente: Mi dica, avvocato, mi spieghi.
Avvocato Filastò: Mi spiego. Io ho fatto un'istanza di perizia, per quanto riguarda il signor Vanni. Quindi, l'ultima persona in quest'aula che non vuole accertare la verità su quelle possono essere delle componenti psicologiche, più o meno attinenti o vicine agli orrendi crimini di cui il signor Vanni è accusato, sono io. Perché ho chiesto una perizia. La quale perizia comincerebbe con una anamnesi della persona...
Avvocato: Presidente, posso finire il controesame? Perché sennò qui si fa una pre-arringa.
Avvocato Filastò: Posso finire la mia opposizione.
Presidente: Sta facendo la...
Avvocato: Io stavo facendo il mio esame. Per cortesia! Posso finire il mio esame?
Presidente: Sta facendo l'opposizione a quella domanda che ha fatto lei.
Avvocato: Ma alla domanda ha già risposto: che opposizione fa? Ha già risposto, la signora.  
Presidente: (voce sovrapposta)
Avvocato: Io non ho più domande da fare.
Presidente: Bene.
Avvocato: Cioè, ho un'altra domanda di un altro tipo: la posso fare o no? Perché sennò qui si fanno le prearringhe all'interno del dibattimento.
Presidente: Va bene. Prendiamo atto...
Avvocato Filastò: Basta un accidente! Sai? Capito?
Presidente: Avvocato, no no, non bisogna...
(voci sovrapposte)
Avvocato Filastò: Mi sta interrompendo!
Avvocato: Anche lei mi ha interrotto!!
Avvocato Filastò: (voce sovrapposta)
Avvocato: Anche lei mi ha interrotto!!
Avvocato Filastò: Io non ti ho interrotto. Io stavo parlando: sono stato interrotto, per due volte. E la devi finire, con questa...
Avvocato: Io devo finire il mio controesame! Me lo devi far finire!
Presidente: Avvocato, per cortesia! Non è questo il modo di comportarsi.
Avvocato Filastò: ...Presidente, a svolgere la mia opposizione. E la stavo svolgendo. E per due volte ti sei permesso di intervenire.
Avvocato: Io ho detto che non ho avuto modo di...
Presidente: Avvocato, avvocato!
(voci sovrapposte)
Avvocato Filastò: È fastidioso, è insopportabile, tutto questo!
Avvocato: Perché non ho più domande di questo tipo da fare, abbia pazienza!
Presidente: L'avvocato Filastò ha diritto di fare un'opposizione.
Avvocato: Opposizione a che cosa?
Presidente: Lasci stare, lasci stare. Io non lo so a che cosa.
Avvocato: Io ho già fatto una domanda, ha già risposto...
Presidente: No, ma lei... si può fare opposizione all'avvocato Curandai, o no!
Avvocato: Va bene.
Presidente: E allora.
Avvocato: Discutiamo il processo ora.
Presidente: Poi non so, il venerdì è un giorno maledetto in quest'aula.
Avvocato Filastò: Comunque, Presidente, mi oppongo a domande...
Presidente: Prego, avvocato.
Avvocato Filastò: ... di questa natura, con riferimento a questo precedente che riguardano Vanni, perché non sono soltanto ininfluenti, non sono soltanto assolutamente non attinenti a quella che è la materia di questo processo, ma sono perlopiù fuorvianti, perché tendono a creare un elemento di suggestione nei confronti di questa Corte.
Presidente: Bene, l'opposizione è respinta perché si tratta di domande che attengono alla personalità dell'imputato e che, come tali, si possono fare. D'altra parte anche lei stesso ha fatto delle domande, non di quel tipo, ma di altro, attenenti alla personalità dell'imputato. Va bene. Faccia un'altra domanda, avvocato.
Avvocato: Un'ultima domanda, Presidente. Può sembrare strana, ma non lo è. Suo fratello, che le risulti signora, era... leggeva, era solito leggerle quotidiani il giorno, cioè il giornale? Oppure non è un buon lettore di giornali?
Maria Grazia Vanni: Ma che ne so, io non ero mica con lui. Questo un gliene so dire.
Avvocato: Io le faccio questa domanda, ora le spiego la motivazione. Perché fra le cose sequestrate a suo fratello c'è anche il giornale - risulta in atti - Il Messaggero di Roma, un articolo intitolato...
Presidente: Certamente avrà letto i giornali, perché? Non è mica analfabeta.
Avvocato: ... intitolato "gli amici di merende". No, c'è un giornale sequestrato in cui c'è scritto "di merende", Il Messaggero di Roma. Ecco, io le chiedevo se era solito leggere quotidiani fiorentini, o quotidiani anche... non so, Il Messaggero, Il Corriere della Sera?
Maria Grazia Vanni: Non gli posso rispondere, io non lo so questo. So un po' i' che leggeva, unn'ero mica lì con lui.
Avvocato: Io le ho chiesto semplicemente se leggeva quotidiani fiorentini, se leggeva anche II Messaggero, se leggeva...
Maria Grazia Vanni: Non glielo so dire io.
Avvocato: Perché è stato sequestrato II Messaggero di Roma con sopra scritto...
Presidente: Avvocato, non lo sa, non lo sa. Quindi è inutile che spieghiamo cosa gli è stato sequestrato e cosa c'aveva.
Avvocato: Allora in questo caso chiedo scusa.
Presidente: Niente, per carità, non deve chiedere scusa a nessuno. Se non ci sono altre domande, può andare. Grazie, signora.
Maria Grazia Vanni: Ah, grazie.
Presidente: Allora, ci aggiorniamo a martedì...
P.M.: Sì, Presidente, chiedo scusa, solo un attimo per chiarire un punto. Io l'altro giorno, anzi l'udienza scorsa, ho depositato...
Presidente: Attenzione perché prende... ecco, brava, sì. Attenzione, eh.
P.M.: Se gli dà una mano anche lei.
Presidente: Anche lei, perché sennò non vorrei che cadesse la signora. Prego.
P.M.: Ho depositato i verbali relativi, ex 503, che avrei utilizzato nelle contestazioni da fare al signor Vanni. Io ho fatto riferimento anche a queste dichiarazioni che ora io cercavo di far chiarire alla signora. E sono dichiarazioni relative a fatti, relative a questo procedimento che ha avuto il signor Vanni in passato e che sono negli atti del P.M.. Volevo solo dire, e l'ho detto ora all'avvocato, che nel produrre ieri quegli atti, mi sono dimenticato, era un fascicolino a parte, quindi è una produzione che ho data per scontata, ma non ho in realtà fatto.
Presidente: Benissimo.
P.M.: La faccio la prossima volta. All'avvocato ci penso a dargliene copia.
Presidente: Benissimo. Bene. Allora, si va a martedì ore 09.00. Martedì che giorno è? Giorno 16. L'udienza è tolta.

martedì 14 ottobre 2014

Maria Grazia Vanni - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 12 dicembre 1997 - Ottava parte

Segue dalla settima parte 

P.M.: Ho capito. Senta una cosa, e a proposito di quel libro di cui ha parlato, lei ricorda chi si occupò di pubblicarlo?
Maria Grazia Vanni: Sì, quello che ci fregò, la seconda edizione ce la fece pagare e poi un ce la...
P.M.: No, io dico chi fece pubblicare la prima edizione, quella andata in porto. 
(voce fuori microfono)
Maria Grazia Vanni: Io non me lo ricordo.
P.M.: Lei ha detto, signora, è così?, che 'ne facemmo pubblicare dapprima circa 1000 copie, grazie all'interessamento di mio nipote Vanni Paolo'. È così?
Maria Grazia Vanni: Ah! Bah! Se la mi...
P.M.: Non lo so, l'ha detto lei, eh?, signora.
Maria Grazia Vanni: Se la mi... Sì, conosceva uno che glielo co... insomma, glielo corresse, un fu corretto nulla, perché... Solo c'è il primo pezzetto, appunto, gli è di quello... E poi ci insegnò appunto questo che lo poteva...
P.M.: E lei ha detto poi ci fu una storia: di questa storia con l'editore se ne occupò qualcuno? Un avvocato?
Maria Grazia Vanni: Sì, s'era chiesto all'avvocato Corsi, per veder se poteva far qualcosa; perché s'era fissato la seconda edizione, fece pagare du' milioni, non mi ricordo.
P.M.: Questo editore.
Maria Grazia Vanni: E non si è visto, non si vide nulla. Allora, dice proviamo a sentire...
P.M.: L'avvocato.
Maria Grazia Vanni: Anzi, ce ne prese qualche copia, disse 'la vendo ai mi' clienti'. C'era rimasto delle copie.
P.M.: La comprò l'avvocato Corsi?
Maria Grazia Vanni: Sì, le prese lui, poi mi pare ci desse, delle copie che l'aveva già venduto, anche dei soldi. Poi però non...
P.M.: Lei dice 'preciso che l'avvocato ci diede il denaro'; ne comprò qualche copia lui, insomma.
Maria Grazia Vanni: Sì. Disse 'le do ai mi' clienti', dice.
P.M.: Ho capito. Senta, le vorrei fare una domanda che le ricorda magari una cosa non bella. Lei ricorda esattamente il periodo o la data in cui sua figlia ebbe quell'incidente, quell'aneurisma? La data, se la ricorda.
Maria Grazia Vanni: Mah, e sto pensando.
P.M.: È un dato storico, eh.
Maria Grazia Vanni: Era nell'85...
P.M.: Si ricorda se per caso era avvenuto il delitto di Scopeti da due o tre giorni? Solo come dato storico.
Maria Grazia Vanni: Che ne so, io non me ne ricordo.
P.M.: Mi sembra che sua figlia...
Maria Grazia Vanni: Sì, mi sembra sia stato, successo qualcosa dopo, o...
P.M.: Era appena successo.
Maria Grazia Vanni: Sì, doveva essere, sì, mi pare. Io ho sentito dire, allora unn'era...
P.M.: È così? Era l'85, era se...
Maria Grazia Vanni: Avere una ragazza in coma...
P.M.: Sì sì. Ma, le chiedo, era settembre dell'85?
Avvocato Filastò: Se il Pubblico Ministero si vuol levar la curiosità...
Maria Grazia Vanni: Io...
Avvocato Filastò: ... io ho chiesto che... l'acquisizione delle copie.
P.M.: Io non mi voglio levar la curiosità. Siccome lo so anch'io, quand'è la data.
Avvocato Filastò: E allora?
P.M.: C'è nel verbale. Io volevo sapere se la signora...
Avvocato Filastò: Presidente, tormentare questa povera signora...
Maria Grazia Vanni: Ma io, la senta...
Avvocato Filastò: ... con dei ricordi mnemonici.
Maria Grazia Vanni: ... da quant'e gli è che sono a aspettare.
Avvocato Filastò: Che, insomma...
Maria Grazia Vanni: Sennò mi...
P.M.: Senta signora, in quell'epoca sua figlia frequentava lo zio?
Maria Grazia Vanni: Prima che gli succedesse?
P.M.: Sì, esatto, esatto, prima che succedesse. 
Maria Grazia Vanni: Sì, la lo poteva trovar così, come lo trovavo io.
P.M.: Le dispiace ricordarci quanti anni aveva, quand'ebbe l'incidente, la ragazza? O di che anno è.
Maria Grazia Vanni: L'Alessandra - la prima, l'è del '60; la seconda... - l'Alessandra l'è del '61.
P.M.: Quindi aveva 14 anni, dico bene?
Maria Grazia Vanni: Oddio, la lo faccia lei il conto.
P.M.: Bell'e fatto. Senta ancora... No, del '61.
Maria Grazia Vanni: Ah, ecco.
P.M.: Chiedo scusa, ho sbagliato io a sommare.
Maria Grazia Vanni: Mi sembravano un pochin troppo pochi.
P.M.: Sì sì. No no, ho...
Maria Grazia Vanni: Sì sì.
P.M.: Senta ancora una cosa. Lei ci ha già spiegato quello che, o quello che ritiene di dire, sui rapporti fra suo fratello e sua cognata. E lei ha detto anche 'Mario è più buono del pane', no?, ho sentito.
Maria Grazia Vanni: Sì, perché se uno gli chiedeva un piacere, faceva a meno di qualcosa per sé.
P.M.: Ecco, a proposito di questo esser buono come il pane, in passato sa se ci sono stati dei rapporti non buoni fra marito e moglie? Se suo fratello fu arrestato a seguito di maltrattamenti fatti alla moglie? Lo ricorda?
Maria Grazia Vanni: Una volta, mi pare. Come posso fare a dirlo? Insomma, lei l'era una donna...
P.M.: Io le chiedo prima la domanda: si ricorda se fu arrestato a seguito di denuncia della moglie?
Maria Grazia Vanni: E mi pare un che, sì.
P.M.: Ricorda quanto tempo era dopo il matrimonio?
Maria Grazia Vanni: Ah, no.
P.M.: Se era nell'imminenza, subito dopo il matrimonio?
Maria Grazia Vanni: No. No no.
P.M.: Ricorda quando si è sposato?
Maria Grazia Vanni: No, perché...
P.M.: Ecco.
Maria Grazia Vanni: No, non ricordo nemmen quando s'è sposato. Ma semmai quando fu, gli stavan già in Borgo (Sarchiani, n.d.r), sicché; invece prima gli stavano, insomma...
P.M.: Lei ricorda se sua cognata era incinta di una bambina, quando lui fu arrestato?
Maria Grazia Vanni: Una bambina la l'ha avuta; ma ora io non mi ricordo.
P.M.: Lei ricorda - risulta dal fascicolo dei Carabinieri - se, a seguito di quell'arresto per maltrattamenti, sua cognata sia stata via di casa per 10 mesi, e lui non la voleva più in casa?
Maria Grazia Vanni: Mmh.
P.M.: Io produco gli atti: sta così, lo dice lui. Ci sono, io non gliel'ho potuto contestare perché non ha risposto, ma ci sono due verbali interi in cui lui dice 'non la voglio, voglio tornare da mia madre'. E fa tutta la sua spiegazione. Lei ne sa niente di questi fatti che le sto dicendo?
Maria Grazia Vanni: Io, no.
P.M.: Bene. Lei sa se questa moglie è stata via di casa per 8-10 mesi, quando lui fu arrestato? Lo dice lei o lo dicono gli atti dei Carabinieri?
Maria Grazia Vanni: Mah, io, la senta...
P.M.: Stava in un istituto a Firenze, questa donna. E lui stava da solo.
Maria Grazia Vanni: Io non me ne ricordo, i' che devo dire?
P.M.: Sa se, ha mai sentito parlare, il vero motivo, quali erano questi maltrattamenti per cui fu arrestato? Se c'è stato un processo? Lei è stata chiamata a questo processo?
Maria Grazia Vanni: Io, che fu arrestato, mi pare per qualcosa, ma io non...
P.M.: Qualcosa per i rapporti con la moglie, o qualcosa di diverso, relativo alla sua attività di postino? Che ne so.
Maria Grazia Vanni: No no.
P.M.: Relativi alla moglie.
Maria Grazia Vanni: Semmai, per la moglie...
P.M.: Senta una cosa, e lei ricorda se quando fu arrestato, glielo ripeto, era incinta?
Maria Grazia Vanni: Eh, non me lo ricordo.
P.M.: Questa bambina fu poi ricoverata in qualche istituto? L'ha mai vista lei?
Maria Grazia Vanni: Sì, l'ho vista una volta. La bambina l'è sempre stata in un istituto, perché non era normale, insomma era, lei era a sedere su una sedia. Io l'ho vista una volta, fasciata, strinta lì. E basta.
P.M.: Ricorda a che epoca risalgono questi fatti? Questa bambina, poi, è deceduta.
Maria Grazia Vanni: Sì, mi pare a sei anni.
P.M.: E non è mai stata con loro?
Maria Grazia Vanni: No, sempre in questo... La non era una bambina da stare in una casa, la non era. . . l'era, un coso vivente, non so come si può dire.
P.M.: Ma lei sa se nacque in un istituto, dove la mamma era, a seguito di questi fatti, stava per conto suo e non stava col marito? Perché lui, ripeto, non la voleva. Se lo sa. Così dice lui nei verbali che rese a suo tempo ai Carabinieri, quando fu arrestato a seguito di ordine di cattura della Procura di Firenze.
Maria Grazia Vanni: La bambina in do' la nacque, io...
P.M.: In casa con loro non l'ha mai vista?
Maria Grazia Vanni: No, in casa con loro la unn'è mai stata.
P.M.: Non ho altre domande. Grazie.
Presidente: Altre domande?
Avvocato: Presidente, se si vuole inserire lei con le sue domande, non lo so.
Presidente: No...
Avvocato: Io avrei due domande.
Presidente: ... io vorrei fare una domanda, perché sia utile.
Avvocato: Sì.
Presidente: Anche se non riguarda i capitoli di prova e di tutto...
Avvocato: Prego.
Presidente: ... l'avvocato Filastò.
Avvocato: Io parlo dopo.
Presidente: Volevo sapere una cosa, signora. Lei' aveva buoni rapporti con suo fratello?
Maria Grazia Vanni: Certo.
Presidente: Ecco. Ecco, gli ha mai parlato suo fratello di una lettera che avrebbe ricevuto, non so da chi, da qualcuno che lo minacciava?
Maria Grazia Vanni: A me mi pare un che. Mi pare un che di una lettera, ma... minacciava, ma... non lo so. Qualcosa di una lettera, ma mi pare. Ma ora...
Presidente: Quando è accaduto questo? Molti anni fa, pochi anni fa? Poco tempo fa? Non lo so.
Maria Grazia Vanni: No, poco tempo fa, no.
Presidente: E cosa gli diceva, questa lettera? L'ha letta, la lettera, lei?
Maria Grazia Vanni: Io non l'ho nemmen vista.
Presidente: Ah, non l'ha vista.
Maria Grazia Vanni: Sì. Unn'è che andavo a casa sua. Semmai lo trovavo così, appunto 'come tu stai? i' che tu fai?', e stop.
Presidente: E suo fratello in che modo le parlò di questa lettera? Cosa gli raccontò, cosa gli disse?
Maria Grazia Vanni: Mah, che gli aveva ricevuto questa lettera, gli aveva qualcosa che lo... Ma non...
Presidente: Non disse chi gliel'aveva mandata?
Maria Grazia Vanni: Mah, non me ne ricordo. So qualcosa di una lettera, ma se devo dir la verità, io...
Presidente: Va bene, va bene. 
 
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