venerdì 18 aprile 2014

Giancarlo Lotti - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 28 novembre 1997 - Ottava parte



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Insufficienza di prove.




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È una scelta che ho rimandato finchè ho potuto ma adesso si tratta di decidere se proseguire con un post al giorno dal lunedì al venerdì, come ho fatto negli ultimi quattro anni, o interrompere la pubblicazione di qualsivoglia contenuto su Insufficienza di prove. È una scelta impegnativa che però mi trovo costretto a fare, dato il crescente impegno e gli inevitabili costi da sostenere. Lo dico da un pò di tempo: il momento non è dei migliori ma per andare avanti serve davvero ben poco e se anche solo un terzo di coloro che seguono Insufficienza di prove mi sosterrà in questa impresa, nei prossimi mesi tutto il processo a Mario Vanni e Giancarlo Lotti verrà pubblicato su queste pagine. Diversamente, con estremo dispiacere, io mi fermo qua.

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Flanz

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giovedì 17 aprile 2014

Giancarlo Lotti - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 28 novembre 1997 - Settima parte

Segue dalla sesta parte.

Avvocato Curandai: Bene, bene, non ci sono problemi. Dunque, per quanto riguarda gli Scopeti, io le faccio queste domande e lei può anche, se vuole, alzarsi, cortesemente e mimare i movimenti, sarebbe forse meglio. Cioè, quando il Pacciani rincorre il ragazzo, come lo ferma, col braccio sinistro o col braccio destro?
Giancarlo Lotti: Col braccio sinistro.
Avvocato Curandai: Lo ferma. Col braccio destro che cosa fa?
Giancarlo Lotti: Mah, col braccio destro lo prende qui, poi io un vedo bene, perché c'è una persona avanti, una di dietro, un vedo bene se lo colpisce alla gola o davanti qui.
Avvocato Curandai: Ecco, 'fu colpito al collo', lei ha detto ieri. Poi dove fu colpito il ragazzo?
Giancarlo Lotti: Sarà colpito anche davanti qui.
Avvocato Curandai: Davanti, cioè nel petto.
Giancarlo Lotti: Però io un vedo bene...
Avvocato Curandai: Cosa intende il petto, lei?
Giancarlo Lotti: Davanti c'è il petto, un credo ci sia altre cose.
Avvocato Curandai: Ecco, facciamo un attimino un passo indietro, per quanto riguarda questa scena. Quando il ragazzo uscì dalla tenda, va bene?
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Curandai: Il Vanni dove si trovava esattamente in quel momento?
Giancarlo Lotti: Lì fuori un c'era. Dentro la tenda.
Avvocato Curandai: Che cosa stava facendo in quel momento, se lo ricorda?
Giancarlo Lotti: Poi, innanzi, ho sentito tagliare la tenda io.
Avvocato Curandai: Si ricorda che cosa stesse facendo in quel momento? Tagliando la tenda?
Giancarlo Lotti: Io l'ho visto tagliare, da una parte, la tenda. Come uno strappo così.
Avvocato Curandai: Quindi, il ragazzo, quando uscì? In che momento uscì? Quando il Vanni stava tagliando la tenda?
Giancarlo Lotti: No, quella l'aveva bell'e tagliata.
Avvocato Curandai: Tagliata, ecco. E quindi, poi, successivamente, il ragazzo uscì dalla tenda.
Giancarlo Lotti: Però un so se c'eran cerniere o no. Questo io un l'ho visto...
Avvocato Curandai: Ho capito.
Giancarlo Lotti: Io un ero proprio di dire... di sta tranquillo, perché lì un è che stavo tranquillo.
Avvocato Curandai: Sì, perché su questo punto lei è stato preciso. Ha detto che il Vanni, quando... nel momento in cui il Vanni tagliava la tenda poi il ragazzo... successivamente poi il ragazzo è uscito dalla tenda, è scappato, insomma, ecco. Conferma?
Giancarlo Lotti: Io, vestito... io ho visto un attimo, un è che avessi visto...
Avvocato Curandai: Un attimo. Sì, sì... .
Giancarlo Lotti: Può darsi abbia avuto qualche documento sotto...
Avvocato Curandai: Sì, sì, dica pure. Ecco, passiamo un attimo, tornando indietro, al pomeriggio della domenica. Siamo alla domenica del fatto, cioè, l'8 settembre dell'85. Prima di raggiungere Firenze, lei e Pucci, quel pomeriggio, vi siete fermati agli Scopeti?
Giancarlo Lotti: Sì, ci siamo fermati.
Avvocato Curandai: Ecco, che ore erano più o meno?
Giancarlo Lotti: Come fo a ricordammi. Dopo mezzogiorno, poteva esse' stato le tre o più tardi. Questo un lo giudico.
Avvocato Curandai: Ecco, va bene. Senta...
Giancarlo Lotti: Prima di quell'ora, un lo so...
Avvocato Curandai: Quanto tempo vi siete intrattenuti?
Giancarlo Lotti: Insomma, a parlare lì, il tempo passava. Un so il preciso quanto.
Avvocato Curandai: Più o meno se lo ricorda?
Giancarlo Lotti: Un'ora o più... un è che abbi guardato per bene 1'orologio.
Avvocato Curandai: Va bene. Ecco, senta, per quanto riguarda sempre il delitto degli Scopeti, lei ha assistito a tutta la scena, ovviamente. Il Pucci, no? Il Pucci non ha assistito a tutta la scena?
Giancarlo Lotti: No, lui l'era più impaurito di me. Andette un po' più giù, prima d'anda' alla macchina in do' c'era sulla strada... sulla piazzola lì.
Avvocato Curandai: Sì.
Giancarlo Lotti: Insomma, c'è una piazzolina in do' si mette da una parte, per non sta' sulla strada asfaltata.
Avvocato Curandai: Senta, fu lei poi a riferire al Pucci le cose che il Pucci non potè vedere. Gliele riferì lei, quello che lei aveva visto?
Giancarlo Lotti: Gl'avrà visto qualche cosa, ma io avevo visto di più di lui.
Avvocato Curandai: Poi gli ha riferito lei, o no, qualcosa?
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Curandai: Sì.
Giancarlo Lotti: Di quello che gl'era successo, che sparava, chi tirava fuori...
Avvocato Curandai: Bene.
Giancarlo Lotti: Insomma, gl'andava fori il coso. Lui ha visto, però ha visto un po' meno di me.
Avvocato Curandai: Senta, io adesso passerei al delitto di Baccaiano.
Presidente: Avvocato, facciamo lo stacco tra la risposta e la domanda, perché sennò si accavallano, come è successo ora.
Avvocato Curandai: Sì, certo, certo.
Presidente: Si accavalla, poi non so se la trascrizione viene, o non viene.
Avvocato Curandai: Certo, certo, è giusto.
Presidente: Un piccolo stacco di un millesimo di secondo, però serve a definire, bene? Prego.
Avvocato Curandai: Senta, per quanto riguarda il delitto di Baccaiano, lei ricorda dove il Pacciani sparò, in che punto della macchina?
Giancarlo Lotti: La prima volta, quando erano su questa piazzettina. . .
Avvocato Curandai: Sì, bene.
Giancarlo Lotti: sempre sulla strada. Dalla parte dello sportello.
Avvocato Curandai: Sì. Poi?
Giancarlo Lotti: Poi quande gli attraversonno di là, io veddi che volevano sortire, però non ce l'hanno fatto a sortire dal fossetto. Il fossetto era abbastanza profondo. Profondo, una cosa giusta, non è...
Avvocato Curandai: Senta, io le ho chiesto - se lei ricorda - dove il Pacciani sparò, in quale altro punto della macchina?
Giancarlo Lotti: Dalla parte, quando gl'andette dalla strada di qua?
Avvocato Curandai: Sì.
Giancarlo Lotti: Sul davanti.
Avvocato Curandai: Sul davanti. Sul davanti cosa intende, il vetro, oppure no?
Giancarlo Lotti: II. vetro anche.
Avvocato Curandai: Il parabrezza? Eh.
Giancarlo Lotti: Poi c'era dei fari anche rotti sul davanti.
Avvocato Curandai: Sì. Senta, lei ebbe l'impressione che questi due ragazzi avessero riconosciuto i loro aggressori?
Giancarlo Lotti: Lì per lì, non lo so.
Avvocato Curandai: Sì, o no?
Giancarlo Lotti: Può darsi l'abbiano riconosciuti, come fo a dillo?
Avvocato Curandai: Lei al dottor Canessa dichiarò: "Per me i due avevano riconosciuto le persone", cioè il Vanni e il Pacciani.
Giancarlo Lotti: Ora se gl'abbiano riconosciuti, io non ero proprio lì vicino a loro, a due passi. Mentre gl'andettero dalla parte di là della strada, credevano di risortire con la macchina, invece non ce l'hanno fatta.
Avvocato Curandai: Senta signor Lotti, ancora qualche altra domandina, eh. Allora, lei col Vanni parlò di questi omicidi, ovviamente, dopo che furono commessi questi omicidi. Il Vanni che cosa le disse, che stato d'animo esattamente manifestava?
Giancarlo Lotti: Mah...
Avvocato Curandai: Che cosa le disse a proposito di questi omicidi?
Giancarlo Lotti: Ma quando? Quando... Il tempo, dopo?
Avvocato Curandai: Sì, quando voi parlavate di questi omicidi, qual’era lo stato d'animo di Vanni? Che cosa le diceva il Vanni? Gli sembrava preoccupato? Che cosa le ha detto? Le ha detto qualcosa di preciso il Vanni?
Giancarlo Lotti: Preoccupato per quell'altro, perché... per Pietro.
Avvocato Curandai: Che cosa le disse esattamente il Vanni?
Giancarlo Lotti: Preoccupato.
Avvocato Curandai: Le disse una cosa precisa. Gliela ricordo, gliela contesto: "Mario mi invitava a non parlare di queste cose in quei locali", cioè evidentemente lei ha parlato di un bar...
Giancarlo Lotti: Mah, di queste cose in un locale un credo di parlarne bene lì.
Avvocato Curandai: Ecco.
Giancarlo Lotti: Perché le gente ti ascoltano lì, dentro il bar. Non è che ci sia una persona o due.
Avvocato Curandai: Certo. Senta, lei da quanto tempo conosceva il Vanni?
Giancarlo Lotti: Il Vanni l'ho conoscevo da parecchi anni.
Avvocato Curandai: Da parecchi anni. Ecco, come persona, le garbava il Vanni?
Giancarlo Lotti: Lì per lì, poi sa quando uno comincia a bene, comincia a essere un po' diverso con la persona.
Avvocato Curandai: Perché lei ha dichiarato delle cose precise su questo punto, eh. Veda un po' di ricordarle se può, eh. Veda un po' di ricordare un aspetto del Vanni, che lei ha comunicato ai giudici. Cioè, lei disse al dottor Canessa che il Vanni non le garbava tanto perché era un tipo violento.
Giancarlo Lotti: Pietro un tipo violento?
Avvocato Curandai: "Non mi garbava" - dice - "come persona il Vanni, era troppo violento”. Ricorda di aver detto questo ai magistrati?
Giancarlo Lotti: Sì, ho detto qualcosa. Ora di preciso non mi ricordo bene.
Avvocato Curandai: Ecco, lei ieri ha parlato delle paure del Vanni: ma di che cosa esattamente, precisamente aveva paura il Vanni dopo questi omicidi?
Giancarlo Lotti: Ma di prima?
Avvocato Curandai: Sì.
Giancarlo Lotti: Del complesso della lettera?
Avvocato Curandai: Dopo questi omicidi, di che cosa aveva paura il Vanni? Di che cosa esattamente aveva paura il Vanni?
Giancarlo Lotti: Paura... non saprei.
Avvocato Curandai: Aveva... Lei ha detto, glielo ricordo: "Il Vanni aveva una grande paura che succedesse qualcosa anche a lui e che Pacciani parlasse. Aveva paura di finire in carcere anche lui e, per la verità, l'avevo anch'io".
Giancarlo Lotti: Sì, quel punto lì sì. Ma questo fatto che gl'è, prima o dopo?
Avvocato Curandai: Va bene. Quindi ovviamente, questo dopo gli omicidi.
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Curandai: Certo.
Giancarlo Lotti: No, io ho detto: prima o dopo?
Avvocato Curandai: Sì, sì, dopo gli omicidi. Io mi riferisco a dopo gli omicidi.
Giancarlo Lotti: Dopo.

mercoledì 16 aprile 2014

Giancarlo Lotti - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 28 novembre 1997 - Sesta parte

Segue dalla quinta parte.

Avvocato Bertini:
Presidente, mi perdoni...
Avvocato Curandai: Senta...
Avvocato Bertini:
Scusa... Su questo punto, poi si esaminerà la registrazione di ieri, il Lotti disse anche che sparò dalla parte del vetro anteriore, da parte del lato guida...
Presidente: Sì, sì, sì, ma non. . .
Avvocato Bertini:
... e non vide nessuno davanti a sé. Quindi è ovvio che... è una conseguenza logica...
Presidente: Sì, va bene, va bene.
Avvocato Curandai: Poi disse un'altra cosa, che vide le persone attraverso i vetri opachi. I vetri opachi si trovano dietro.
Presidente: Va bene, va bene.
Avvocato Curandai: Non davanti, attenzione.
Presidente: Facciamo precisare questo, non stiamo facendo discutere il processo, avvocato.
Avvocato Curandai: No.
Presidente: Stiamo solamente capendo cosa voleva dire lui. È una cosa diversa. 
(voce fuori microfono)
Presidente: Eh? 
(voce fuori microfono)
Presidente: No, io ho capito che ieri ha detto una cosa e oggi ne ha detta un'altra. Solamente questo ho capito io.
Giancarlo Lotti: C'era un vetro opaco...
Avvocato Filastò: Io ho capito un'altra cosa, Presidente...
Giancarlo Lotti: E va be'
Avvocato Filastò: ... per dir la verità, comunque è un altro discorso.
Presidente: Bene. Poi me lo dirà, alla fine me lo dirà. Va bene?
Avvocato Filastò: (voce fuori microfono)
Presidente: Prego, avvocato.
Avvocato Curandai: Con queste interruzioni, Presidente, non si sa dove si va a finire, perché io ho diverse domande, eh.
Presidente: Siamo qui per sapere la verità indipendentemente dai tempi e i modi che si fa.
Avvocato Curandai: Bene, certamente, no, no, ma io non ho nessun problema.
Presidente: Sì, sì.
Avvocato Curandai: Dunque, adesso ho perso un attimo il filo, attenzione... Ecco, per quanto riguarda adesso altri particolari, veniamo a parlare del delitto degli Scopeti. Su questo punto lei ci potrebbe dire con più precisione i movimenti che ha fatto il Pacciani per rincorrere e, diciamo, catturare, diciamo così, questo ragazzo, fermare. Cioè, con quale braccio lo ha fermato?
Giancarlo Lotti: Catturallo.
Avvocato Curandai: Lo ha fermato col braccio destro o col braccio sinistro?
Avvocato Filastò: ... sistemare anche questa cosa qui.
Giancarlo Lotti: Io ho detto il braccio sinistro...
Avvocato Curandai: Si tratta di chiarirlo.
Giancarlo Lotti: Il braccio sinistro. 
Avvocato Mazzeo: Ma non doveva fargli delle domande su Giogoli?
Presidente: No, no, avvocato, no. 
(voci sovrapposte )
Avvocato Curandai: No, guardi...
Avvocato Mazzeo: Ha detto che doveva fare delle domande sul delitto di Giogoli, Presidente. Non ne ha fatte neanche una.
Presidente: Avvocato, avvocato. 
(voci sovrapposte)
Avvocato Mazzeo: E ora passa agli Scopeti.
Presidente: Avvocato... Sì. ..
Avvocato Curandai: Io posso...
Avvocato Mazzeo: L'ha imboccato su Giogoli perché facesse questa ritrattazione.
Avvocato Curandai: Ma no...
Presidente: No, no, no...
Avvocato Mazzeo: Non gli ha fatto neanche la domanda su Giogoli. Ha detto prima: 'adesso le farò delle domande su Giogoli’.
Avvocato Curandai: Giogoli, io faccio le domande. . .
Presidente: No, non è vero nulla che l'ha imboccato.
Avvocato Mazzeo: Lui ha precisato il davanti e il dietro dello sportello, ora va sugli Scopeti.
Avvocato Curandai: Ma di che cosa ha paura, avvocato? Avvocato Mazzeo, di che cosa ha paura lei, scusi?
Avvocato Mazzeo: Io non ho paura di niente.
Avvocato Curandai: E allora stia calmo.
Avvocato Mazzeo: Mi indigna la menzogna, d'accordo?
Avvocato Curandai: Ma stia calmo.
Avvocato Mazzeo: Mi indigno a questo sistema.
Presidente: No, no
Avvocato Mazzeo: ...la giustizia, questo sì.
Presidente: ... di questo... scusi, avvocato...
Avvocato Curandai: No, no. . .
Presidente: Avvocato...
Avvocato Mazzeo: Forse lei ha paura di quello che ha dichiarato lui ieri.
Avvocato Curandai: No...
Avvocato Mazzeo: E vuole farglielo cambiare.
Avvocato Curandai: Io voglio chiarire, perché...
Avvocato Mazzeo: No, lei non vuole chiarire.
Avvocato Curandai: No...
Presidente: Avvocato, avvocato.
Avvocato Curandai: Lei vuole interrompere e intimorire.
Presidente: Avvocato... avvocato, lei s'è lasciato...
Avvocato Mazzeo: Lei vuole confondere le idee ai Giurati. Questo vuol fare lei, non vuole chiarire.
Presidente: Avvocato...
Avvocato Curandai: Questa è la vostra tattica, se lo ricordi bene, non la mia.
Presidente: Avvocato...
Avvocato Mazzeo: Questa è la sua tattica. Lei ha detto che doveva fare delle domande su Giogoli, avvocato. Gliele faccia. 
(voci sovrapposte)
Avvocato Curandai: La mia tattica è la verità. Caro mio, siamo qui per la verità. 
(voce fuori microfono)
Avvocato Curandai: Non ho imboccato niente io. 
(voce fuori microfono)
Avvocato Curandai: Voi avete paura della verità.
Presidente: Non è il sistema questo di condurre. 
(voce fuori microfono)
Avvocato Curandai: No, lei ha paura della verità. 
(voce fuori microfono)
Avvocato Curandai: E quando non si ha paura, si sta calmi. 
(voce fuori microfono)
Avvocato Curandai: No, stia calmo. Lei si sta innervosendo troppo. Quando ci si avvicina alla verità, ci si innervosisce. 
(voce fuori microfono)

 « DOPO LA SOSPENSIONE »

Presidente: Spero che il clima sia tornato più sereno. Una cosa voglio dire all'avvocato Mazzeo... come si chiama, Mazzei si chiama lei?
Avvocato Mazzeo: (voce fuori microfono)
Presidente: Così, per dovere mio... il dovere mio è questo. Quando c'è un controesame, non è che la parte non può più toccare gli argomenti che sono stati trattati precedentemente. Ogni parte può riesaminare tutto, come farà, come farete voi, quando avrete a disposizione il Lotti. Quindi, non credo che quel termine che lei ha usato, "tignoso", non sta bene nelle aule giudiziarie. Devo dire questo. Non credo che l'avvocato voglia fare nulla di particolare. Sta facendo il suo dovere. Certo, ognuno di noi ha un metodo, però rispettiamo tutti. Tutto qui. La serenità e la correttezza giovano a tutti, compresi questi poveri imputati che sono tra noi. Tutto qui. Spero che un incidente di questo genere non... Tutti avrete modo, l'ho sempre detto dall'inizio, tutti avrete modo di fare le vostre domande senza nessuna preclusione. Perché noi vogliamo accertare la verità. Perché questo processo è sofferenza per il Giudice, ricordatevelo. Voi fate il vostro dovere, difendete il vostro cliente. Io soffro, io come gli altri, tutti i giorni. Anche perché, dico io, non bisogna essere estremamente formali, fiscalisti, perché questo non giova alla Giustizia.
Avvocato Mazzeo: Presidente, sono perfettamente d'accordo con lei. Al di là delle intemperanze, comunque, sotto il profilo del rispetto della lealtà dell'esame, perché lei dice la sofferenza del Giudice, ecco, la sofferenza dell'imputato caricato di certe accuse...
Presidente: Ognuno sa la propria condizione.
Avvocato Mazzeo: Ecco, allora, se si introduce un argomento e si anticipa di dover fare delle domande su quell'argomento, ci si aspetta che poi vengano fatte. Solo questo.
Presidente: Lei ha bloccato subito, comunque lasciamo stare, chiuso l'incidente. Andiamo avanti. Dimenticato tutto. Prego, avvocato Curandai. Faccia le domande, cortesemente, possibilmente semplici, perché lui possa capire, rendersi conto perché... ecco, tutto qui.
Avvocato Curandai: Io credo di essere stato semplice finora.
Presidente: Bene. No, io non volevo mica dire che non è stato semplice, insomma... Ricordarlo non vuol dire negare.
Avvocato Curandai: Scorreva... andava tutto serenamente, scorreva tutto serenamente...
Presidente: Va bene.
Avvocato Curandai: Forse troppo serenamente. Allora, dunque... ecco, per quanto riguarda la domanda iniziale, ecco, questa pausa è stata veramente propizia, perché lei, signor Lotti, non ha ancora risposto alla domanda sul delitto di Giogoli. Vale a dire, i movimenti esatti di Pacciani. Noi siamo rimasti a questo: il Pacciani ha cominciato a sparare sulla destra, furgone lato destro; poi cosa ha fatto dopo? Dov'è andato dopo?
Giancarlo Lotti: (voce fuori microfono)
Avvocato Curandai: Sì, sì. Il Pacciani...
Presidente: Parli al microfono, non si sente. Allora, al lato destro c'era lui, dice il Lotti.
Avvocato Curandai: Sì, bene.
Giancarlo Lotti: Dalla parte in do' c'è il vetro che è un po' metà che un si vede bene il coso.
Avvocato Curandai: E il Pacciani poi le ha preso la pistola e dov'è andato?
Giancarlo Lotti: Dalla parte...
Avvocato Curandai: Dalla parte...?
Giancarlo Lotti: Dalla parte, così, di là.
Avvocato Curandai: Sinistra?
Giancarlo Lotti: Dalla parte... sempre dalla parte della guida.
Avvocato Curandai: Dalla parte sinistra, allora. Della guida, va bene.
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Curandai: Poi cosa ha fatto il Pacciani, successivamente?
Giancarlo Lotti: L'ha sparato dalla parte in do' l'è girato di là.
Avvocato Curandai: Dalla parte sinistra. Poi cosa ha fatto dopo aver sparato?
Giancarlo Lotti: Dopo quando hanno sparato del tutto, gl'ha aperto lo sportello e erano dalla parte come ho spiegato innanzi. Non proprio davanti, di dietro del furgone.
Avvocato Curandai: Sì.
Giancarlo Lotti: Di dietro gli sportelli... i seggiolini del davanti.
Avvocato Curandai: Ecco...
Giancarlo Lotti: Se... un mi spiego bene, lo so.
Avvocato Curandai: Sì, sì, no. Lei si è spiegato meglio davanti al Procuratore, quando ha detto: "Poi Pietro tornò"... "quindi andò dalla"... Dice: "Pietro si portò dalla parte sinistra del furgone. Sentì altri colpi. Poi Pietro tornò sulla parte destra del furgone. Aprì lo sportello, guardò dentro"...
Giancarlo Lotti: Aprì lo sportello e...
Avvocato Curandai: Ecco, quindi, sulla parte destra, la scena finale sulla parte destra del furgone.
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Curandai: Sì.
Giancarlo Lotti: In do’ c'è l'apertura di...
Avvocato Curandai: Bene. Va bene. Questo volevo sapere, grazie. Ecco, ora...
Presidente: Insomma, dove c'è lo sportello. Lui aprì quello sportello, l'unico sportello che c'era sulla fiancata.
Avvocato Curandai: Benissimo. Insomma, la scena si...
Presidente: Diversa da quelle delle...
Avvocato Curandai: ...conclude sulla parte destra.
Giancarlo Lotti: C'è quelli sportelli sa, come si aprono...
Avvocato Curandai: Sì, scorrono. Allora, passiamo ora al delitto degli Scopeti, perché per quel che mi ris... che secondo il mio programma, diciamo, secondo la mia opinione, sul delitto di Giogoli è già stato detto quanto potesse interessare a questa parte civile.
Giancarlo Lotti: Ma io credo d'avello spiegato bene, un lo so... 

martedì 15 aprile 2014

Giancarlo Lotti - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 28 novembre 1997 - Quinta parte

Segue dalla quarta parte.

Avvocato Filastò: Visto che non glielo chiede nessuno glielo chiedo io, scusi Presidente, ma perché voleva vedere questa piazzola lei?
Presidente: Avvocato, questo lo diremo noi dopo.
Avvocato Filastò: No, no, già che ci siamo, no?
Presidente: Sì, sì.
Avvocato Filastò: Mi parrebbe ovvio.
Avvocato Curandai: Presidente, io vorrei proseguire, vorrei...
Presidente: Sì, va be', avvocato, ora un po' si deve capire, eh. Perché sa, ci sono interessi...
Avvocato Curandai: Certo, certo.
Presidente: Perché... va be', la domanda gliela faccio io, così poi... Perché voleva andare lì, perché andava lì?
Giancarlo Lotti: Sono andato così, per...
Avvocato Curandai: Gliel'ho chiesto io.
Presidente: Eh?
Giancarlo Lotti: Sarà stato per curiosità, così...
Presidente: Per curiosità. Questa è non tanto curiosità...
Giancarlo Lotti: No, curiosità, per vedere se c'era la piazzola e basta.
Presidente: Lotti, parliamoci chiaro, parliamoci chiaro. Allora, lei è andato con la Filippa, ha visto la piazzola, una piazzola frequentata. È ritornato col Pucci, ha visto la coppiettina. Ne ha parlato col Vanni e col... col Vanni. Il Vanni, che lei dice, non lo so, lei dice che era implicato in altri episodi di omicidio, il Vanni vuol fare il sopralluogo, e lei dice che è andato per conto suo a fare il sopralluogo...
Giancarlo Lotti: Col Pacciani c'è andato.
Presidente: ... ma anche lei va a fare il sopralluogo. Vedi quante cose... lei ci va, perché ci va? Perché ha interesse anche lei a andare. Dica la verità a questo punto, su, eh.
Giancarlo Lotti: Sì.
Presidente: Non è che l'hanno trascinato per le corde o l'hanno ricattato, come dice lei. Questo non sta né in piedi né in terra. Lei c'è andato perché ci voleva andare. S'era fatto convincere, non so, per delle ragioni sue. Però lei è andato. Lei mi sa dire della fontanina, mi sa dire che quella fontanina portava più acqua o meno acqua...
Giancarlo Lotti: No, io ho detto c'era una fontanina, non ho detto che buttava acqua...
Presidente: Io, ripeto, io seguo le sue dichiarazioni. Non lo so.
Giancarlo Lotti: Sì.
Presidente: Voglio sapere da lei. 
(voce fuori microfono)
Avvocato Bertini: Presidente, non era la fon... è il fiume che portava più acqua, eh.
Presidente: Ah, va be', insomma, va be'.
Avvocato Bertini:
Perché era estate.
Avvocato Curandai: Va bene, Presidente, non mettiamo troppa carne al fuoco.
Presidente: Bene. Okay può continuare.
Avvocato Curandai: Allora, io vorrei concludere il mio controesame, cortesemente, ecco.
Presidente: Sì, Sì.
Avvocato Curandai: Lei ha parlato di una certa Manuela a cui avrebbe spedito, insieme al Vanni, una lettera, dopo l'omicidio di Vicchio, vero?
Giancarlo Lotti: Per me l'era diretta a lei, poi...
Avvocato Curandai: Sì. 
Giancarlo Lotti: ... di questo io un ho visto nessuna lettera...
Avvocato Curandai: Questa Manuela dove lavorava?
Giancarlo Lotti: In un bar...
Avvocato Curandai: In un bar.
Giancarlo Lotti: ... in un bar lì, vicino a Vicchio.
Avvocato Curandai: Ecco, ci potrebbe specificare in quale bar?
Giancarlo Lotti: Come fo a dillo? Io... un c'è mica il bar... come fo a...
Avvocato Curandai: Io le ho chiesto se è possibile. Se non è possibile mi dice di no.
Giancarlo Lotti: Appena si vien via c'è questo bar all'angolo lì.
Avvocato Curandai: All'angolo dove? No, perché io...
Giancarlo Lotti: Lì, appena si risorte di laggiù dal ponticino della bottega...
Avvocato Curandai: Sì.
Giancarlo Lotti: Si fa un po', un lo so quanti... qualche chilometro, un lo so di preciso quanti. E c'è questo bar.
Avvocato Curandai: E c'è questo bar.
Presidente: Ma al centro dell'abitato di Vicchio o una frazioncina, un casolare così?
Giancarlo Lotti: No, è una frazioncina così, lì. Un è proprio... coso.
Avvocato Curandai: Non è vicino alla...
Giancarlo Lotti: C'è un bar però un è proprio nel paesino. Io ho visto questo bar, il paesino un l'ho visto proprio...
Presidente: Un paesino, non lo so, un gruppo di case. Ci sarà un bar dove ci sarà...
Giancarlo Lotti: Sì, delle case vicino c'erano, al bar lì.
Presidente: Un bar non si inette mica dove c'è la campagna.
Avvocato Curandai: È il bar vicino... C'è una stazione vicino? C'è una stazione vicino?
Presidente: Più in là, sì.
Avvocato Curandai: Ecco, va bene, è quello, sì, sì. Bene. Allora, ora le faccio... Ecco, per quanto riguarda questa domanda, lei può benissimo attendere un attimo perché probabilmente subito non ricorderà, è una domanda un po' particolare. All'epoca dei fatti, il Pacciani, se lei ricorda, cerchi magari... attenda prima di rispondere, ha mai indossato una camicia scozzese celestina? Ecco, cerchi di ricordare.
Giancarlo Lotti: Ma questo...
Avvocato Curandai: Eh, se ricorda.
Presidente: Sa cos'è la camicia scozzese?
Avvocato Curandai: Sì, celestina.
Giancarlo Lotti: Ma io un me ne ricordo... per di' la verità, un mi ricordo come l'era vestito.
Avvocato Curandai: E una camicia a fondo rosa, l'ha mai indossata in quel periodo il Pacciani?
Giancarlo Lotti: Un saprei. Un potrei dirlo preciso, perché un...
Avvocato Curandai: Non può dirlo con certezza. Sarebbe strano se se lo ricordasse, bisogna dare atto di questo.
Giancarlo Lotti: Eh, lo so. Però un me ne ricordo preciso se gl'aveva queste due camicie o no.
Avvocato Curandai: Senta una cosa ancora, il Pacciani, negli anni '79-'80 - quindi siamo fine anni '70, '79-'80 - prima di questi fatti, le avevano mai proposto di andare a fare una gita a Vicchio?
Giancarlo Lotti: Un saprei. No, all'ora l'avevo conosciuto da poco, sicché un era... un è che...
Avvocato Curandai: Allora, lei davanti al Procuratore della Repubblica, ha dichiarato: "Ricordo che" — siamo negli anni '79—'80 - "il Pacciani mi disse se qualche volta avessi avuto piacere ad andare con lui a Vicchio a fare una girata. Dove lui aveva abitato prima di essere venuto ad abitare a Sant'Anna." Conferma questo che aveva già dichiarato un anno fa? Durante l'interrogatorio del 6 marzo.
Giancarlo Lotti: Ma, può darsi me l'abbi parlato, però preciso un mi ricordo se... qualcosa m'aveva detto.
Avvocato Curandai: Va be'.
Giancarlo Lotti: Però, preciso, no quelle... credo un ci sia andato.
Avvocato Curandai: Ah, poi lei non c'è andato.
Giancarlo Lotti: No.
Avvocato Curandai: L'aveva invitato.
Giancarlo Lotti: Questo discorso m'è venuto in mente... Sì, questo me l'ha detto, però io un ci son mai andato, in quell'epoca lì.
Avvocato Curandai: Ho capito, quello è un altro discorso. L'invito ci fu, l'invito ci fu però.
Giancarlo Lotti: L'invito sì, me ne ricordo, sì, l'invito, sì.
Avvocato Curandai: Bene.
Giancarlo Lotti: Però io ho escluso, un sono andato a quella... negli anni lì.
Avvocato Curandai: Va bene. Ora passiamo a un altro scenario, a un altro delitto. Senta, mi vuole descrivere un po' più precisamente, un po' più dettagliatamente i movimenti che fece il Pacciani quella sera del delitto dei due ragazzi tedeschi? Cioè, lei ha detto: 'iniziò a sparare dalla parte destra della macchina'. Poi, cosa fece?
Giancarlo Lotti: Sì, aspetti un momento...
Avvocato Curandai: Sì.
Presidente: Lei voleva precisare una cosa che ha detto ieri...
Giancarlo Lotti: No, ieri un mi son precisato per bene.
Presidente: Riguardo al delitto di Giogoli?
Giancarlo Lotti: Sì.
Presidente: Eh, cosa voleva dire?
Giancarlo Lotti: Io avevo detto diverso a quello, invece...
Presidente: Non lo so, cosa... dica cosa è, cosa vuol dire ora.
Giancarlo Lotti: Gli ho visti da una parte, no agli sportelli davanti, dove c'è la guida, dalla parte di dietro...
Presidente: No, parli al microfono perché non si sente.
Giancarlo Lotti: Ah, scusi, eh. Dalla parte di... io son qui, no, che qui c'è la guida. Io avevo detto così, invece, ero un po' offuscato io nel parlare, no, invece, nelle parte di dietro...
Presidente: Lei ha detto esattamente ieri, parola più parola meno, ha detto: 'uno era sulla destra un po' rigirato', così, ha fatto il verso, 'l'altro era sull'altra parte verso il volante, davanti'. Questo ha detto lei.
Giancarlo Lotti: Invece, no... No, m'ero espresso male ieri, io. Invece, eran di dietro dallo sportello. Di dietro...
Presidente: Dietro dietro.
Giancarlo Lotti: Dietro dietro, sì.
Presidente: Lei parla delle due persone morte?
Giancarlo Lotti: Sì, sì, sì. Ieri dissi sul davanti, invece no. Io son qui, nella parte di dietro loro. Di dietro, la metà del...
Presidente: Lei quando dice: 'io son qui', lei, quando rigira... Perché lei ieri ha detto: prima ha sparato dalla destra, poi ha dato la pistola a Pacciani è andato alla sinistra e ha sparato. Poi lei è andato dal lato dove Pacciani ha aperto la porta?
Giancarlo Lotti: Però son dalla parte sempre della metà del furgone, di dietro.
Presidente: Sì, ho capito. Lei è andato da quell'altra parte, dalla parte sinistra del furgone, ha aperto...
Giancarlo Lotti: No, da quell'altra parte c'è andato il Pacciani.
Presidente: E lei da dove è entrato, dove ha visto lei?
Giancarlo Lotti: Quando hanno aperto lo sportello ho visto dalla parte di dietro erano. Non davanti.
Presidente: Quale sportello ha aperto?
Giancarlo Lotti: Quello metà.
Presidente: Quello a metà.
Giancarlo Lotti: Metà del...
Presidente: Fiancata destra o fiancata sinistra?
Giancarlo Lotti: No, fiancata dove c'è uno sportello. No gli sportelli davanti, quelli sono esclu...
Presidente: Sì, ho capito.
Giancarlo Lotti: Io mi sono espreso male ieri. Sono di dietro...
Presidente: Ecco, lo sportello chi lo ha aperto, Pacciani?
Avvocato Curandai: C'è uno sportello solo, Presidente. Quello dietro.
Presidente: Facciamolo parlare, mi scusi, eh. Io devo sapere anche se uno dice la verità, avvocato...
Avvocato Curandai: Certo, certo.
Presidente: ... non venga a dire... Lo so anch'io che c'è uno sportello solo. Eh, scusi, eh.
Avvocato Curandai: Quello grande si apre...
Presidente: Allora, questo sportello chi l'ha aperto?
Giancarlo Lotti: Dopo che hanno sparato definitivamente tutto, hanno aperto gli sportelli...
Presidente: Gli sportelli, quindi, lato sinistro.
Giancarlo Lotti: Sì.
Presidente: E allora?
Giancarlo Lotti: Dalla parte di dietro...
Presidente: Sì.
Giancarlo Lotti: ... un erano sulla guida loro, quei due, davanti...
Presidente: Esatto, erano sulla parte del pianale di dietro.
Giancarlo Lotti: Del pianale dove dormivan lì.
Presidente: E uno era più dietro.
Giancarlo Lotti: Uno gl'era un po' più indietro, in qua, e uno un po' appoggiato verso la parte sinistra...
Presidente: Ho capito, va bene. 

lunedì 14 aprile 2014

Giancarlo Lotti - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 28 novembre 1997 - Quarta parte

Segue dalla terza parte

Presidente: E lei dove si collocò?
Giancarlo Lotti: Ma io ero quasi vicino alla strada. Perché la piazzetta l'è a 4-5 metri, non... Un metro più o meno, non è che sia stato di molto distante, io.
Presidente: C'era la macchina celestina, la Panda celeste. Poi c'era la macchina del Vanni e Pacciani. E lei dov'era?
Giancarlo Lotti: Ma io ero un po' più... verso la strada. Però non proprio vicino alla strada. Un pochino...
Presidente: Vedeva bene, comunque? Vedeva bene?
Giancarlo Lotti: No, io stavo un pochin distante, perché sai, la paura che avevo addosso, non è da starci vicino...
Presidente: A che distanza era dalla macchina? Dalla macchina del Pacciani o quella del...
Giancarlo Lotti: La mia, io?
Presidente: No, lei, lei. Non la sua macchina. Alla macchina quella ferma.
Giancarlo Lotti: Eh, quante sarà stato? Pochissimo. Un pezzetto così. Un metro, massimo.
Presidente: No, lei, lei come persona, lei si ferma, a un certo momento. Perché lei cosa andò a fare?
Giancarlo Lotti: No, io mi fermai lì e loro andettan dentro e portonno la macchina... Poi...
Presidente: Io volevo sapere a che distanza osservava la scena, lei?
Giancarlo Lotti: Io ero un po' più distante. Per non esser proprio lì che un pigliassin me.
Presidente: Appunto, ma siccome lei ha detto una distanza... ieri sera ha detto: 'da qui al fondo della stanza'. È così?
Giancarlo Lotti: No
Presidente: Meno, dieci metri, cinque metri, due metri, dieci passi.
Giancarlo Lotti: No, ma questo è il fatto della macchina degli Scopeti, la distanza. Questa è un'altra distanza, è diversa.
Presidente: Sì, a Vicchio, appunto, questa... ho capito, ma siccome ieri lei, per dare l'idea della distanza, ha fatto riferimento all'ampiezza di quest'aula, va bene? Ora, io le ricordo a lei, siccome lei dice: ' è distante', bene; vogliamo sapere in metri, in passi quant'è la distanza.
Giancarlo Lotti: Sarà stato un quattro o cinque metri, di preciso un… 
Presidente: Ecco, questo... Ma è una cosa che ha detto già all'incidente probatorio.
Giancarlo Lotti: Quattro o cinque metri son pochini, 'un è che...
Presidente: Prego, avvocato.
Avvocato Curandai: Bene. Allora, scusi, signor Lotti, dunque, dopo il delitto di Vicchio, ecco, siamo subito dopo il delitto, il Pacciani a che velocità procedeva? Piano, sostenuta, la velocità, andava forte, pianino?
Giancarlo Lotti: Era una strada un po' sterrata, però io la strada... la conosceva solamente lui, io un...
Avvocato Curandai: Sì. Lui la conosceva bene la strada?
Giancarlo Lotti: Io sono andato dietro a lui, un so, dietro al Pacciani.
Avvocato Curandai: Ecco, ma veniva sollevata della polvere, molta polvere? La velocità com'era, veloce o no?
Giancarlo Lotti: Io un ho guardato, perché, sai, in quei momenti lì impaurito com'ero un ho mica guardato se l'era veloce o a 40 o a 50. Quello...
Avvocato Curandai: Comunque veniva sollevata molta polvere, lei ha detto.
Giancarlo Lotti: Lui andava un pochino più forte di me.
Avvocato Curandai: Ecco, lui andava più forte di lei. Bene. E il Pacciani le dette l'impressione, oppure no, che conoscesse quella zona? Andò davanti per questo, forse.
Giancarlo Lotti: Per me sì, perché io un la conoscevo di certo. Io un la conoscevo di sicuro.
Avvocato Curandai: Ecco, lei...
Giancarlo Lotti: Poi se...
Avvocato Curandai: Si.
Giancarlo Lotti: ... s'è passato dove c'era una fonticina, una fonte, c'è un ponticino...
Avvocato Curandai: Sì, siete passati anche di lì.
Giancarlo Lotti: ... poi si passa di lì. E c'è una fonticina dalla parte destra andando per questa strada.
Avvocato Curandai: Sì.
Giancarlo Lotti: E poi si proseguì. Poi s'arrivò a questo posto in do' c'è questo casolare. Poi con la macchina proprio qui un ci siamo andati. C'è un tratto, sarà stato un 50 metri, che un si poteva entra' perché c'era delle buche grosse e allora con la macchina non si poteva entrare.
Presidente: Ecco, una cosa sola, scusi avvocato, per puntualizzare.
Avvocato Curandai: Prego, Presidente.
Presidente: Lei a questo casolare ci siete andati dopo essere passati dalla fonticina? O prima di passare la fonticina?
Giancarlo Lotti: Dalla fonticina e poi questo casolare. O prima, sa la strada un la conoscevo.
Presidente: Ho capito, però, siccome lei ricorda la fonticina, ha detto cose che... si ricorda anche che portava più acqua, meno acqua e tutte queste cose qui, vuol dire che la conosceva bene questa fonticina. Ora dice che ha passato la fonticina e poi ha parlato del casolare dove andava a nascondere non so che cosa. Ecco, volevo sapere io, al casolare ci siete passati prima di andare alla fonticina, passare davanti alla fonticina, o dopo?
Giancarlo Lotti: Questo come fo a giudicano, non lo so mica.
Presidente: Eh, no, lo sa lei, non lo so mica io, se lei dice: 'passato'...
Avvocato Curandai: Presidente, l'ha già detto prima.
Presidente: Cioè?
Avvocato Curandai: L'ha già detto prima. Ha già detto prima...
Presidente: Sì, questo lo so, lo so, ma io volevo richiamare, puntualizzare meglio questo.
Giancarlo Lotti: Poi la strada non lo so se s'è ripresa così o s'è ripresa in un altro modo. Un m'orizzonto su questo fatto qui. L'è quello.
Presidente: Un'altra cosa. Quando siete tornati lì a San Casciano, siete passati per Dicomano?
Giancarlo Lotti: La sapevan loro. Può darsi sia stato Dicomano, un son sicuro se siamo passati di là.
Presidente: Ma non c'era anda...
Giancarlo Lotti: Perché gl'hanno preso un'altra strada giù...
Presidente: Ma lei conosceva quella zona? C'andò con la Nicoletti... 
Giancarlo Lotti: Lo so ma...
Presidente: ... prima, poi c'è andato con Fernando, dopo.
Giancarlo Lotti: Un l'ho fatta tutta la strada... Ma quella strada lassù, io un l'avevo mai fatta.
Presidente: Non l'aveva mai fatta.
Giancarlo Lotti: No, l'ho fatta quando c'era loro.
Presidente: No, dico, Dicomano... lo sa i paesi dove sono? Non siamo mica nel mondo della...
Giancarlo Lotti: Lo so, ma i paesi li conosco lì, per bene, non è che...
Presidente: Va bene.
Avvocato Curandai: Va bene.
Presidente: Comunque, avremo modo di chiarire dopo, va'.
Avvocato Curandai: Allora, un'altra domanda. Dunque, lei... Il Pacciani le ha mai parlato di un certo Bini Roberto? Bini Roberto di Vicchio. Le ha accennato qualcosa? Bini Roberto.
Giancarlo Lotti: Mah, io non saprei...
Avvocato Curandai: Cerchi di ricordare con calma, tanto...
Giancarlo Lotti: Io questo nome, un lo so, questo nome se me l'ha detto o no. Un son sicuro.
Avvocato Curandai: Va bene.
Giancarlo Lotti: No, se le cose me le ricordo per bene le dico, ma ora...
Avvocato Curandai: Si, sì...
Presidente: Ma è quello che deve dire.
Avvocato Curandai: ... se non se lo ricorda, pazienza, non ci sono problemi. Dunque, io vorrei sapere per quale motivo lei, una volta, cioè, prima del duplice omicidio di Vicchio, fosse tornato a Vicchio da solo. Come mai andò da solo a Vicchio?
Giancarlo Lotti: Sono andato per vede' se si vedeva bene la piazzola. Però di sopra non si vede la piazzola. Dalla strada, in do' c'è la casa del contadino.
Presidente: Scusi, avvocato, cos'è questo?
Avvocato Curandai: Dunque, questo... Dunque, lei una prima volta con chi andò a Vicchio? Prima dell'omicidio. Una prima volta.
Giancarlo Lotti: La prima volta con la Filippa.
Avvocato Curandai: Con la Filippa.
Presidente: La Filippa.
Giancarlo Lotti: La seco...
Avvocato Curandai: Ecco, una seconda volta?
Giancarlo Lotti: Con i' Pucci.
Avvocato Curandai: Ecco, attenzione, perché lei... 
P.M.: Poi ha detto c'è andato una volta da solo.
Avvocato Curandai: Sì, lei c'è andato...
Presidente: Poi c'è andato da solo.
Avvocato Curandai: Lei c'è andato una volta da solo.
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Curandai: Le risulta di aver dichiarato questo alla Poli alla... 
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Curandai: Ecco, c'è andato una volta da solo. Perché ci andò una volta da solo a Vicchio, prima dell'omicidio?
Giancarlo Lotti: C'andai per vede' se vedevo la te... la piazzola.
Avvocato Curandai: Era un'iniziativa sua?
Giancarlo Lotti: No, questa era un'iniziativa mia. Un c'era altri con me. Ero da me solo.
Avvocato Curandai: Per vedere la piazzola?
Giancarlo Lotti: Per vedella dalla parte di sopra. 
(voce fuori microfono) Dall'alto.
Giancarlo Lotti: Dall'altro in do' c'è la casa. Però di sopra non si vede.
Avvocato Curandai: Quindi, per guardare.
Giancarlo Lotti: Sì. Mica che sia andato giù, laggiù, no.
Avvocato Curandai: Ecco, ma ci vuol spiegare perché?
Presidente: Dove passa la... Dove passa la linea lì sopra il colle. Da lì... da lì voleva guardare?
Giancarlo Lotti: Ma di lassù non si vede.
Presidente: Non si vedeva la piazzola.
Giancarlo Lotti: No, perché è distante, c'è appena un pochino di bosco, da lassù dal contadino, però non si... 
P.M.: La strada...
Presidente: Sì, sì, ho capito, sì, sì.
Avvocato Curandai: Per vedere se era coperto, se si vedeva meglio?
Giancarlo Lotti: No, invece di lassù un si vedeva bene.
Avvocato Curandai: Ecco, di lassù non si vedeva meglio, ecco.
Giancarlo Lotti: Perché, il bosco... c'è un po' di coso lontano, sicché un è che ...
Presidente: Lei passò attraverso, si dice, una specie di tratturo, cioè, terreno incolto.
Giancarlo Lotti: Tra... come sarebbe, un lo capisco. 
P.M.: Un viottolo, via, diciamo...
Presidente: Un vio... voglio dire, per arrivare a sopra la piazzola, lei la macchina dove la lasciò?
Giancarlo Lotti: No, io passai di lì e girai. Guardai un momento...
Presidente: Girò su... girò di su, no?
Giancarlo Lotti: No, ma lì un c'è un viottolo, c'è una strada che c'è il contadino, si sale su.
Presidente: Eh, appunto, lei la macchina la lasciò sulla strada e poi a piedi arrivò lì sopra alla...
Giancarlo Lotti: Però un ci stetti tanto, ci stetti un pochino.
Presidente: Ho capito, però ci andò a piedi.
Giancarlo Lotti: Sì.
Presidente: Percorse un po'...
Giancarlo Lotti: La lasciai da una parte lì, perché lì c'è il contadino, un c'è posto in do' arrivare proprio al bosco lì. E basta. Poi, laggiù un ci sono andato io.
Presidente: Guardò dall'alto.
Giancarlo Lotti: Dall'alto lassù è un po' ... al tetto, però non si vede la piazzola.
Avvocato Curandai: Va bene.