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venerdì 6 marzo 2015

Ruggero Perugini - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 16 gennaio 1998 - Terza parte

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giovedì 5 marzo 2015

Ruggero Perugini - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 16 gennaio 1998 - Seconda parte

Segue dalla prima parte.

Ruggero Perugini: E, non so se il professor De Fazio abbia illustrato grossomodo il dato, comunque cosa interessava sapere? Nell'individuazione, sulla base dell'esame di una scena del crimine, se l'assassino che aveva commesso quel delitto è uno psicotico, interessava sapere se quel tipo di personalità, ecco, nel suo comportamento, nella sua vita quotidiana potesse tradire, potesse avere certe costanti di comportamento. Allora, lo psicotico normalmente uccide, non sceglie la vittima, la vittima è vittima del caso: è la persona che apre la porta a quello che passa per la strada. E, in genere, vive vicino al luogo in cui commette il delitto, o lavora vicino al luogo in cui commette il delitto. È una persona che ha allucinazioni, visioni. Tanto, se vuole, ho vasta casistica di riferimento.
Avvocato Filastò: Certo.
Ruggero Perugini: Lo psicopatico, invece, anche con uno psicopatico non c'è la conoscenza della vittima, però la vittima normalmente è persona che viene scelta in relazione a determinate caratteristiche che possono essere ambientali, fisiche, possono ricordare una persona conosciuta dall'assassino. In genere lo psicopatico impiega molto tempo nella scelta delle vittime, quindi viaggia, quindi avrà una macchina con elevato chilometraggio; in genere seleziona, fa i sopralluoghi, seleziona i luoghi dove scaricherà il cadavere. In genere, questo tipo di delitti, i delitti commessi dallo psicopatico, sono connotati da quello che poi in soldoni si chiama ritualità. Eh, qua dovrei fare un attimino...
Avvocato Filastò: Sì.
Ruggero Perugini: Un attimino una distinzione. Si parla spesso di modus operandi, e si sente parlare spesso anche di firma, d'autore. Nei delitti commessi da psicopatici molto spesso c'è una firma. Che cos'è il modus operandi? Che cos'è la firma? Il "modus operandi" è quel complesso di comportamenti che sono finalizzati al raggiungimento di un risultato. Cioè la persona che vuole andare a rubare in una casa, piglia una scala, la poggia a una finestra, rompe il vetro, entra dentro, ruba e poi se ne riscende per la scala. Il modus operandi può cambiare, perché quella persona potrà imparare a fare una chiave falsa, o troverà per motivi di opportunità più comodo entrare da una porta invece che da una finestra. La "firma", invece, è il complesso di quei comportamenti che non sono finalizzati alla commissione del delitto e, pur tuttavia, vengono posti in atto. Le faccio un caso. Non c'è bisogno... Cioè un assassino pugile, strangolando, colpendo con un colpo contundente, con una pistola, con un coltello, strozzando con le mani: tutti questi modi sono funzionali all'uccisione della vittima. Certamente l'asportazione di una parte del corpo, l'asportazione di indumenti, raccolta di souvenir, la posizionatura del cadavere in atteggiamenti suggestivi, che so?, la legatura dei polsi di un morto: sono tutti comportamenti che non sono finalizzati alla commissione del delitto. Ma per l'autore possono essere importanti. Quindi, tradiscono una sua precisa fantasia. Ecco, quando si parla di delitto rituale, la ritualità è data non dai comportamenti che appartengono al mondo del modus operandi, ma a quelli che appartengono al mondo della sua precisa fantasia.
Avvocato Filastò: E quello che, con riferimento proprio a questo surplus rispetto alla funzionalità del comportamento, si definisce con un termine che credo sia soltanto inglese: overkilling?
Ruggero Perugini: Prego? Overkilling?
Avvocato Filastò: È quello...
Ruggero Perugini: No.
Avvocato Filastò: L'overkilling è qualcosa di diverso ancora?
Ruggero Perugini: Sono stato preso in giro, durante una testimonianza, perché mi son servito di questo termine.
Avvocato Filastò: Eh, va be', ma non c'è altro che questo.
Ruggero Perugini: Le spiego. Esatto.
Avvocato Filastò: Purtroppo, non esiste...
Ruggero Perugini: Il problema è che è difficilmente traducibile. L'"overkilling", significa un eccesso di violenza rispetto al...
Avvocato Filastò: Alla necessità.
Ruggero Perugini: Esatto. Però, vede, non ha nulla a che vedere con la firma.
Avvocato Filastò: Certo.
Ruggero Perugini: E non ha nulla a che vedere con il modus operandi.
Avvocato Filastò: Con il modus operandi.
Ruggero Perugini: Voglio dire, 1'overkilling significa che magari l'assassino sfoga la sua tensione, molto spesso ci troviamo, spesso, nel caso degli psicotici, di fronte a un assassino che ha paura della vittima, è uno che uccide perché è incapace di interagire normalmente con altri esseri umani. E allora sfoga questa sua paura in un eccesso di violenza. Quindi, invece di dargli due coltellate, gliene dà duecento. Oppure... ecco.
Avvocato Filastò: Benissimo. Allora, scendendo ora sul terreno concreto, lei ha esaminato tutti i delitti, diciamo cosi, della serie che ci riguarda.
Ruggero Perugini: Sì.
Avvocato Filastò: A partire dal 1968?
Ruggero Perugini: A partire dal 1968.
Avvocato Filastò: Dal 1968.
Ruggero Perugini: Diciamo, tutti quelli...
Avvocato Filastò: Sulla base di un collegamento fra questi delitti? E quale era, questo collegamento?
Ruggero Perugini: Il collegamento fra questi delitti: il collegamento oggettivo, ecco. Perché vede, vede avvocato che c'è un dato che è importante e bisogna che io lo dica. Tutto ciò che è ipotesi, tutto ciò che è perizia, tutto ciò che è esperienza: ogni caso è un mondo a sé stante. La ricostruzione di una serie di omicidi è importante, la possibilità di attribuirla alla stessa mano per il semplice motivo che, esattamente come per tutte le attività, chi uccide, più uccide, e meno errori commette, più si specializza, diciamo, impara a non commetterne più. E quindi, la ricostruzione della serie. Però, la ricostruzione della serie, deve essere fatta sulla base di dati oggettivi. In questo caso, avevamo l'esistenza di un'arma che veniva usata. A parte altri particolari, come le amputazioni postmortali, e come la scelta della coppia, come la scelta di certe circostanze di tempo, di luogo, ecco. Però, diciamo, il dato oggettivo, certo, era l'uso della Beretta calibro 22 di quel tipo, con quei segni, quei marchi che si venivano ad accertare sul bossolo e sui proiettili. Quindi, quello era un dato inconfutabile.
Avvocato Filastò: Certo. Lei, fra l'altro, e faccio riferimento a un suo interrogato.. .a un suo esame reso nel corso del processo Pacciani, ha parlato, sia pure, immagino, impropriamente, di questo uso della stessa arma come di una firma. Ora, io volevo chiederle questo. Questo uso che lei fa di questo termine - firma - ha...
Ruggero Perugini: Non ha riferimento con questa definizione.
Avvocato Filastò: No no, a quel concetto che abbiamo esposto prima...
Ruggero Perugini: Sì.
Avvocato Filastò: E' un'altra cosa. Le chiedevo se per caso aveva a che fare con una scelta di carattere volontario da parte di chi usava quella stessa arma; nel senso che ci fosse come, voi intravedeste, lei ha intravisto nell'uso della stessa arma, una scelta volontaria nel senso di qualcuno che usava quell'arma non perché se la ritrovava soltanto quella fra le mani, ma perché voleva usarla.
Ruggero Perugini: Fra le molte...
Avvocato Filastò: E, in qualche modo, firmare. Ecco io, senza che lei abbia detto que...
Ruggero Perugini: In quel senso.
Avvocato Filastò: Intendiamoci.
Ruggero Perugini: In quel senso, sì.
Avvocato Filastò: Però, quell'uso di questo termine mi suggeriva un'idea di questo genere.
Ruggero Perugini: In quel senso, sì.
Avvocato Filastò: In questo senso, sì.
Ruggero Perugini: Ma anche perché, voglio dire, usare la stessa arma può essere...
Avvocato Filastò: Per così lungo tempo, fra l'altro.
Ruggero Perugini: E per lungo tempo. Voglio dire, l'assassino, il killer della malavita organizzata insomma, usa un'arma e poi se ne disfa, insomma, voglio dire.
Avvocato Filastò: Certo.
Ruggero Perugini: Normalmente. Perché quell'arma è un biglietto da visita, un documento di identità che aiuta gli investigatori ad attribuirgli, nel caso la usasse in altri omicidi, attribuirgli tutti quelli, tutti gli omicidi. Quindi, no?, ha un interesse... Quindi l'impiego della stessa arma per tutti i delitti significa che l'assassino ci si trova bene, che quell'arma fa parte del suo kit per uccidere. Ed è oltretutto, la mancanza dell'arma dalla scena del delitto, è uno dei dati più caratteristici dell'assassino psicopatico, quello organizzato così come lo definiscono gli americani.
Avvocato Filastò: Ecco, dottor Perugini, lei ha fatto delle valutazioni, ha esaminato anche casi similari.
Ruggero Perugini: Sì.
Avvocato Filastò: E la casistica italiana in particolare, non solo toscana.
Ruggero Perugini: Mah, io ho fatto. . .ho fatto una serie di, di... Vede, avvocato, noi ci trovavamo di fronte a delitti che il movente era di difficile accertabilità, o comunque non particolarmente razionale. Cioè delitti in cui l'assassino non conosce la vittima. Io personalmente devo dire che non avevo mai avuto esperienza di questo tipo di delitti, quindi era più che ovvio che cercassi di documentarmi prima di iniziare un'indagine. Però, il dato di realtà era quello che ci ha sempre preoccupato di più, è stato quello che ci ha sempre preoccupato di più. Quindi, al di là di tutte le congetture, le analisi, il supporto cognitivo a livello universitario o meno, che noi abbiamo avuto, sa, e questa è una cosa che sostengono giustamente anche gli americani, quello che conta sono i risultati oggettivi dell'indagini. Cioè diecimila bellissime convincenti teorie, di fronte al dato concreto, se sono in contraddizione, non hanno evidentemente di che essere prese in considerazione. Cioè quello che conta è l'indagine convenzionale, così come viene sviluppata.
Avvocato Filastò: Comunque, ecco, entrando un po' più sul concreto, sulla concretezza delle nostre indagini.
Ruggero Perugini: Sì.
Avvocato Filastò: Con riferimento a questi delitti e lasciando da parte quello del '68.
Ruggero Perugini: Sì.
Avvocato Filastò: Il quale ha avuto una storia a sé, tutta particolare. A partire, dicevo, dal '74, voi faceste anche indagini di tipo vittimologiche? Vale a dire, che riguardavano in particolare le vittime, alla ricerca di possibili legami, rapporti fra le vittime e un eventuale omicida: faceste questi accertamenti, mi immagino.
Ruggero Perugini: Sì. Dunque, la vittimologia è probabilmente la parte, quella con cui inizia un'indagine.
Avvocato Filastò: Certo.
Ruggero Perugini: È interessante... è importante conoscere chi sono le vittime, e quindi il mondo che le circonda, e anche le caratteristiche se si vuole, il carattere, il temperamento della vittima, per vedere come potrebbe reagire, quale potrà essere l'interazione con l'eventuale aggressore. Ecco, in questo caso, il dato oggettivo molto importante è che la vittima era la coppia. Il fuoco dell'attenzione dell'assassino a noi parve concentrarsi sulla donna, nel senso che l'uomo veniva eliminato come un ostacolo. Ma poi era la donna quella che interessava all'assassino. Però, la donna inserita in una situazione di coppia. Questo ci sembrava abbastanza indicativo di un'esigenza dell'assassino e lasciava supporre l'esistenza di una fantasia precisa ricollegata all'elemento coppia. Quindi ci andammo a guardare tutte, tutte le possibili indagini che avevano...su casi che avevano riguardato coppie. Mi ricordo che studiammo a fondo i delitti di...dei Berkovitz: sono a San...New Jersey, New York. C'era un altro assassino che prendeva a bersaglio le coppie e...
Avvocato Filastò: (voce sovrapposta)
Ruggero Perugini: Ma mai scoperto. Chiamato l'assassino di mezzanotte, del plenilunio. Non so, cioè, avevamo un certo tipo... Però notammo anche che era diverso il comportamento ostentato dall'assassino autore dei delitti del "mostro di Firenze" da quelli commessi da questi autori. E quindi, dopo averli studiati, io personalmente decisi che non avevo tratto nessun riferimento, nessun riferimento utile.
Avvocato Filastò: Ma con riferimento alla casistica italiana non trovaste precedenti.
Ruggero Perugini: No.
Avvocato Filastò: Salvo uno, ovviamente: quello che riguardava Pacciani, nel 1951.
Ruggero Perugini: Diciamo che nella casistica italiana non trovammo precedenti di coppie prese a bersaglio in termini così precisi, così seriali.
Avvocato Filastò: Precisi, cioè a dire, c'è anche...
Ruggero Perugini: C'è stato anche un altro omicidio di una coppia a Lucca negli anni...
Avvocato Filastò: A Lucca.
Ruggero Perugini: Con arma diversa, però.
Avvocato Filastò: Nel 1984 il 23 gennaio.
Ruggero Perugini: Certo, adesso insomma, cioè, voglio dire, ci siamo occupati anche di un omicidio, un duplice omicidio commesso in Francia.
Avvocato Filastò: Sì, andaste anche in Francia.
Ruggero Perugini: Andammo anche in Francia. Insomma, io chiesi ai colleghi tedeschi, britannici, americani, russi, di fornirmi se avevano dati sull'argomento. Mi incontrai con loro anche a Kansas City nel '90, per vedere che cosa ci potesse. . .quale suggerimento pratico potesse essere tratto per le indagini.
Avvocato Filastò: Comunque, cercando di ricavare dalla serie alcuni elementi comuni, uno di questi le apparve quello - glielo chiedo questo anche perché...
Ruggero Perugini: Sì. 
Segue...

mercoledì 4 marzo 2015

Ruggero Perugini - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 16 gennaio 1998 - Prima parte

Presidente: Allora, abbiamo il...come si chiama? Perugini, il dottor Perugini. Buongiorno. Lei è Perugini Ruggero?
Ruggero Perugini: Sì, signor Presidente.
Presidente: Dia le sue generalità alla signorina, per cortesia.
Ruggero Perugini: Ruggero Perugini, nato a Roma il 2 settembre '46. Residente a Firenze.
Presidente: Legga, sì.
Ruggero Perugini: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
Presidente: Prego, avvocato Filastò.
Avvocato Filastò: Grazie. Dottor Pellegrinir buongiorno.
Ruggero Perugini: Buongiorno, avvocato.
Avvocato Filastò: Prima di tutto se vuole illustrarci le sue qualità professionali, nel senso del suo ruolo all'interno della Polizia di Firenze. Tutto quello che ci può essere utile da questo punto di vista.
Ruggero Perugini: Va bene. Io sono primo dirigente della Polizia di Stato. Attualmente in servizio a Roma presso la Direzione Centrale della Criminalpol, servizio di Polizia Scientifica. Il mio attuale incarico è dirigente della Divisione Indagini Medico Legali Biologiche e supervisore della unità di analisi dei crimini violenti. Sono stato a Firenze dal 1979 al 1992, anno in cui poi sono stato mandato a Washington presso l'FBI come ufficiale di collegamento della Direzione Investigativa Antimafia.
Avvocato Filastò: Dunque, ha detto dal 1979 al 1992.
Ruggero Perugini: '92.
Avvocato Filastò: '92. E, senta, quale incarico lei ha rivestito a Firenze?
Ruggero Perugini: A Firenze...
Avvocato Filastò: In questo periodo di tempo dal '69 al '92.
Ruggero Perugini: Si, a Firenze ho rivestito diversi incarichi. Diciamo, dal '79 io fui assegnato... io venivo dalla Squadra Mobile di Torino. Fui mandato all'Ufficio Stranieri e mi occupai come vicedirigente dell'Ufficio Stranieri di una Squadra investigativa, nell'ambito stranieri. Poi fui assegnato all'ufficio di prevenzione territoriale. E infine, nel dicembre '85, fui mandato alla Squadra Mobile a dirigere la Sezione Omicidi. E questo è un incarico che ho ricoperto fino a che non me ne sono andato da Firenze.
Avvocato Filastò: All'interno della Squadra Mobile, credo, venne costituito un nucleo speciale che riguardava i delitti del cosiddetto "mostro di Firenze": quale ruolo lei ha avuto nella costituzione e nella attività di questo nucleo speciale.
Ruggero Perugini: Nella costituzione di questa squadra, nella Squadra Antimostro, io non ho avuto alcun ruolo. Fu costituita nell'84, dopo l'omicidio di Vicchio. E non ho avuto alcun ruolo, perché io sono entrato a far parte della Squadra Mobile di Firenze alla fine dell'85. Come dirigente della Sezione Omicidi avevo, ho avuto, da quel momento in poi, anche l'incarico di sovraintendere alle attività della Squadra Antimostro.
Avvocato Filastò: Quindi lei ha svolto, nei confronti, in rapporto a questa Squadra, un ruolo dirigenziale.
Ruggero Perugini: Esatto.
Avvocato Filastò: E quindi lei si è occupato delle indagini relative ai delitti del cosiddetto “mostro”, da quando, fino a quando? Per quale periodo di tempo?
Ruggero Perugini: Sì. Diciamo, quindi dagli inizi del '96...
Avvocato Filastò: Dell'96.
Ruggero Perugini: Dell'86 fino al luglio 1992. Cui fui trasferito alla DIA.
Avvocato Filastò: Al luglio del '92. E, nel corso di questa sua attività, lei naturalmente ha esaminato tutti gli atti che riguardavano tutti i delitti.
Ruggero Perugini: Ho esaminato tutti gli atti che riguardavano tutti i delitti. E naturalmente tutti...
Avvocato Filastò: Tutti gli elaborati.
Ruggero Perugini: Tutti gli elaborati, certo.
Avvocato Filastò: Con particolare riferimento all'elaborato della équipe del professor De Fazio, lei lo ha esaminato?
Ruggero Perugini: Certamente. Be', l'elaborato che il professor De Fazio, adesso se non sbaglio è datato...
Avvocato Filastò: Sono due, fra l'altro.
Ruggero Perugini: Sì, io... comunque diciamo, il primo è datato 1986, se non sbaglio. Ho esaminato quello, ho esaminato quello che fu fatto dal The...Science Unit di Quantico nell'89, se non sbaglio il giugno '89.
Avvocato Filastò: È datato 2 agosto 1989. Se vuole, glielo mostro. Cioè, dire se è questo di cui lei sta parlando.
Ruggero Perugini: Sì, se me lo mostra, mi fa piacere. Sono passati alcuni anni, quindi posso essere impreciso sulle date. Sì, l'elaborato però è fatto a giugno dell'89. Me lo ricordavo bene. È stato inviato ad agosto...
Avvocato Filastò: Chiaramente era la lettera...
Ruggero Perugini: Sì. No, glielo dico perché io, subito dopo, partii per Quantico per seguire l'accademia dell'FBI.
Avvocato Filastò: Cioè, proprio quella scuola che fa parte, od è collaterale a questa unità investigativa della scienza compartimentale che può essere.
Ruggero Perugini: No, no.
Avvocato Filastò: No.
Ruggero Perugini: Diciamo, è una... l'Accademia di Quantico addestra, nel suo ambito, funzionari di Polizia con una certa intensa attività investigativa, provenienti da tutti gli Stati di America. E da alcuni Stati esteri. Nell'ambito di questi studi, di questo, ognuno ha la facoltà di scegliere i corsi che preferisce. E io, naturalmente, visto che avevo anche un interesse professionale, scelsi anche il corso che riguardava quel tipo di insegnamenti che vengono, che sono stati elaborati negli Stati Uniti fin dalla fine degli anni '80.
Avvocato Filastò: Vale a dire, con particolare riferimento agli omicidi seriali.
Ruggero Perugini: Con particolare riferimento agli omicidi a tutti i crimini di carattere violento: dagli incendi, alle violenze carnali, agli abusi sui minori...
Avvocato Filastò: Senta, ma questo suo... Al momento in cui lei, come dirigente della Squadra Mobile, comincia ad occuparsi dei delitti del cosiddetto "mostro", lei fa, si documenta, ovviamente.
Ruggero Perugini: È chiaro, è chiaro...
Avvocato Filastò: Non solo sugli atti, ma anche con riferimento alla letteratura criminologica sul tema.
Ruggero Perugini: Sì, quando io sono partito per gli Stati Uniti d'America, avevo già sviluppato certi argomenti. Cioè, io ho iniziato molto prima a studiare quel fenomeno molto prima che fossi coniato dal collega Resvert, il termine serial killer. Quello era un interesse criminologico che poi vi si focalizza, in quanto mi trovavo ad avere per le mani un caso d'interesse che io dovevo risolvere. Che è una cosa molto diversa ad affrontare uno studio delle cose. A titolo puramente accademico ed avere il problema di risolvere un caso.
Avvocato Filastò: Certo. Quindi ha anche intensificato, ovviamente, questa sua frequentazione di questa letteratura, al momento in cui si è presentato il caso concreto. È esatto?
Ruggero Perugini: Diciamo che ho seguito anche casi... in diretta ho seguito anche casi raccolti nella letteratura, nella vita operativa statunitense, ma non solo quelli, insomma. Voglio dire, questo tipo di fenomeno è vecchio quanto il mondo; non è stato inventato quando è stata inventata l'unità di analisi comportamentale.
Avvocato Filastò: Certo.
Ruggero Perugini: Soltanto, quello che mi interessava, era il metodo, il metodo e i risultati ai quali erano arrivati. E la probabilità, importabilità del loro metodo, applicabilità del loro metodo a quella che era una realtà culturalmente diversa, come quella italiana.
Avvocato Filastò: Ecco, quasi una domanda che ha più il sapore della curiosità che altro. L'elaborazione sul problema - sto parlando del problema del serial killer negli Stati Uniti - ha...io ho letto da qualche parte che ha anche, è stata sollecitata da una proliferazione straordinaria sui delitti di questo genere, in quel Paese. Io ho letto una statistica per cui nel 1985, addirittura, ce ne sarebbero stati quattro o cinque...
Ruggero Perugini: '84.
Avvocato Filastò: Come?
Ruggero Perugini: '84.
Avvocato Filastò: Nell'84, cinquemila vittime da serial Killer.
Ruggero Perugini: No...
Avvocato Filastò: O forse più, addirittura. Non lo so...
Ruggero Perugini: No, mi permetta, così...
Avvocato Filastò: No, no, appunto, una domanda per rammentarmi meglio questo dato.
Ruggero Perugini: Un minimo riferimento storico. Quando nasce questa unità di scienze comportamentali, è già attiva di fatto, viene costituita nel 1984 sotto l'egida del MCAVC, che praticamente è un gruppo d'analisi per il crimine violento e che ha già raccolto delle statistiche. Il dato che preoccupava gli americani era che nel 1966, a fronte di una... Le do dei dati che possono essere inesatti, ma nell'ordine delle decine. Comunque, diciamo, di fronte a circa 9600 omicidi consumati nell'anno, negli Stati Uniti d'America, c'era una soluzione, una percentuale di casi risolti nell'ordine - altissimo - del 92%, cose del genere. Nel 1984 invece, di fronte a 24000 circa omicidi, la percentuale di casi risolti era calata di molto, intorno al 67%. Quella fascia di delitti irrisolti, si ipotizzò potessero essere stati commessi da autori che non conoscevano le loro vittime, cioè i delitti cosiddetti a movente... in cui manca il nesso di conoscenza fra assassino e vittima. Di lì, ecco, quello fu il pretesto per la creazione di questa unità. Già nel... già prima, ho parlato prima di Resvert che è uno dei padri fondatori di questa...di... Aveva iniziato a fare delle interviste con assassini condannati, da Satana Manson a...insomma, assassini e violentatori seriali. Per vedere se nei comportamenti, prima, durante e dopo la commissione del delitto, ci fossero delle costanti che potessero consentire di teorizzare un particolare tipo di personalità e utilizzare questo dato nella soluzione di casi simili. E di lì nasce tutta una teoria, insomma, se crede la espongo.
Avvocato Filastò: Beh, sì, dal punto di vista proprio del mettere sul terreno - siccome il mio scopo è quello di interrogare...
Ruggero Perugini: Certo.
Avvocato Filastò: ...un funzionario il quale si è occupato di questi delitti per moltissimi anni.
Ruggero Perugini: Sì.
Avvocato Filastò: Ecco, il mio scopo era quello di intravedere quali erano i criteri, anche di carattere metodologico, rispetto ai quali lei aveva approfondito le sue indagini. Quindi, se hanno attinenza con i criteri, con i meccanismi di approfondimento di indagini da lei usati nel corso della sua attività, forse è utile che lei esponga questo punto di vista. Brevemente.
Ruggero Perugini: Allora, cercherò di essere sintetico.
Avvocato Filastò: Certo.
Ruggero Perugini: Perché l'argomento è piuttosto vasto. Quel tipo di attività, quel tipo di studi che furono portati avanti dagli americani e furono portati avanti con il loro senso pragmatico; cioè a noi - questo è il ragionamento di fondo - a noi non interessa sapere se una persona che commette un certo tipo di omicidi di notte ha, così, visioni... Ci interessa sapere, di lui, qualcosa che può tornarci utile per intercettarlo, per individuarlo, per, al limite, ridurre il numero dei potenziali sospetti, che in questi casi è sempre elevatissimo, a una quantità investigabile. Così loro fecero una suddivisione fra assassini organizzati e assassini disorganizzati. Io adesso mi servirò di una terminologia che non mi è propria, io sono un funzionario di Polizia, questi sono termini mutuati dalla scienza psichiatrica, ma che probabilmente la scienza psichiatrica contesterebbe. Però loro fanno una differenza tra l'assassino organizzato, cioè lo psicopatico, e l'assassino disorganizzato, cioè psicotico.
Avvocato Filastò: Sì sì, ma è la stessa distinzione che è stata fatta qui dall'équipe De Fazio, quindi è veramente in chiave, certo. 

martedì 3 marzo 2015

Giuseppe Paride Rizzi - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 16 gennaio 1998

Presidente: Avvocato, ha la rinuncia del Vanni?
Avvocato Filastò: Sì, Presidente. Volevo precisare questo, perché è una rinuncia che riguarda soltanto l'udienza di oggi. Questo perché, quando l'ho visto, ieri l'altro, mi pare - oggi è il 16 - ieri l'altro, l'ho trovato abbastanza male, insomma, questa persona. Cioè, senza che io abbia nessuna documentazione a proposito, perché lì all'ospedale...
Presidente: Non si sente... Si sente poco bene il microfono.
Avvocato Filastò: Dicevo, Presidente...
Presidente: Eh.
Avvocato Filastò: ...che la rinuncia riguarda solamente l'udienza del 16. Per questo motivo, perché, quando io ho visto il signor Vanni all'ospedale di Ponte a Niccheri, l'ho trovato male. Nel senso che...
Presidente: Va be', si è saputo... Scusi, prendiamo atto delle posizioni delle parti, sennò...
Avvocato Filastò: Sì.
Presidente: Allora, ...c'è. Allora, Vanni rinunciante a comparire, c'è l'avvocato Filastò. Bagattini, per Faggi. Corsi, chi c'è? L'avvocato... chiedo scusa. Lei come si chiama? 
Avvocato Cei: Filippo Cei, in sostituzione dell'avvocato Bertini.
Presidente: Benissimo. E Lotti. Poi abbiamo 1'avvocato Curandai per le parti civili; e poi l'avvocato Voena. L'avvocato Curandai mi sostituisce anche tutte le altre parti mancanti, le altre parti civili mancanti. Bene. Avvocato Filastò, può continuare. Grazie.
Avvocato Filastò: Ecco, volevo dire che, nel momento in cui ho visto Vanni all'ospedale, l'ho trovato in condizioni deficitarie. Nel senso che, a parte che non ho nessuna documentazione, perché sono in corso gli accertamenti. E d'altra parte bisognerebbe facessi una istanza apposita, e la farò, per avere la cartella clinica e tutto il resto. Sembrerebbe che, dopo aver avuto già un ictus in carcere, gliene sia arrivato un altro. Fatto sta che questa persona non parla. Nel senso che prova ad articolare delle parole; poi si inceppava e balbettava. Dubito che capisca qualsiasi cosa. Insomma, io ci ho fatto mettere una firma in fondo a questo scritto stilato da me. Però senza avere per niente... anzi, avendo l'impressione contraria, la sicurezza che si sia reso conto di che cosa si tratta. Ora, dà questo punto di vista, fargli firmare come avevo fatto prima una rinuncia più ampia alla comparizione al processo, mi è sembrato in qualche modo anticipare dei tempi. Insomma, qualche cosa che travalicasse anche la sua volontà, per quello che potevo riscontrare io, sotto il profilo della volontà di una persona che, come dicevo prima, non si esprime. A questo punto, per come l'ho visto io, proprio incapace di parlare. Ha provato tre o quattro volte a farmi dei discorsi, su una mela, su un armadietto, su cose di questo genere qui. Senza che si riuscisse a trarre un ragno da un buco. Quindi, io la rinuncia per oggi c'è; per il resto io credo che la Corte dovrà accertarsene d'ufficio. Di quali siano le sue condizioni, e eventualmente raccogliere in un modo che travalichi la responsabilità di questo difensore, la volontà di Vanni se partecipare al processo oppure no. Certo, ora come ora, lui è ricoverato all'ospedale con una...in seguito a gualche cosa che non si sa bene cosa sia. Io credo sia gualche cosa che riguarda la testa. Di straforo ho saputo dalla cartella clinica che lui è già portatore di una forma degenerativa di tipo encefalopatico. Questo è quanto.
Presidente: Bene.
Avvocato Filastò: Ripeto, per il prosieguo delle udienze, converrà, previa iniziativa autonoma di ufficio, come riterrà. Riservandomi io, naturalmente, ai sensi dell'articolo 507 e anche della necessità apparsa durante il dibattimento, di formulare più ampiamente, sulla base di una documentazione clinica che, in questo momento, ancora non ho, una istanza di perizia, anche ai fini dell'articolo 70 del Codice di procedura penale.
Presidente: Pubblico Ministero, volevo sapere io: l'altro giorno io ho parlato... Anzi, informo questo: quando siamo entrati, la Corte aveva già rinviato il processo, abbiamo saputo che il Vanni non c'era più a casa. Questo mi ha preoccupato un pochettino, perché insomma, con tutte le complicanze che c'era... E allora ho telefonato personalmente al magistrato dei Carabinieri di San Casciano, come Presidente della Corte, che mi informasse di questa situazione. Che era successo e cosa non era successo. Allora, lui è andato a Ponte a Niccheri, ha telefonato, gli avevamo dato il telefono della Camera di Consiglio, ha telefonato dicendo: 'è ricoverato, sta facendo accertamenti. Può darsi che lo rimandano via...' Poi, dice: 'lo hanno ricoverato...', eccetera. 'Domani mattina' - dice lui - 'faccio avere una relazione dettagliata, sia a lei, sia al Pubblico Ministero'. Io non ho ricevuto nulla. Non so se il Pubblico Ministero ha ricevuto qualche cosa.
P.M.: Presidente, io ho una relazione non dettagliata. Che, per la verità, è indirizzata, prima alla Corte di Assise II Sezione, e, per conoscenza, al P.M. In questa relazione si dà... è datata 13/01/98, si dà contezza dei fatti molto succintamente di quello che è avvenuto nella giornata del 13/01/98. Poi, vi è un certificato medico datato 13/01/98, che a momenti leggo. Io, comunque, ho autonomamente richiesto ai Carabinieri di informarmi in merito a quello che era successo in quella giornata, il perché non...insomma, questioni amministrative, quello che riguardava il piantonamento. E per questo aspetto non ho ancora alcuna risposta dei Carabinieri. Ho invece quella che è diretta anche a loro, che, sostanzialmente, oggi interessa nella parte in cui c'è questo certificato medico. E allora, nel certificato medico che, ripeto, è datato 13/01/98 ed è fatto dal...dunque, Ospedale Santa Annunziata, Accettazione Pronto Soccorso: "Si dà atto che il 13/01/98 il Vanni Mario viene ricoverato perché affetto da periodi di assenza in soggetto..."
Presidente: Ah, sì. Questo qui, sì, lo abbiamo ricevuto anche noi la mattina successiva.
P.M.: Ecco. Bene. Io ho solo questo.
Presidente: La mattina successiva...
P.M.: Però...
Presidente: La mattina successiva abbiamo avuto questo certificato medico con la nota...
P.M.: E' la stessa che ho io. Sì, sì.
Presidente: ...un fax...ecco, sì, questo lo abbiamo ricevuto.
P.M.: Quindi...
Presidente: E sulla base, poi, di questa documentazione, dal momento che c'era il ricovero in atto, abbiamo avallato questa situazione. Nel senso che abbiamo spostato gli arresti domiciliari da San Casciano, lì all'ospedale. Fino a quando il ricovero è necessario. Tutto qui.
P.M.: Allora…
Presidente: Bene.
P.M.: ...Presidente, se questi sono i dati di fatto. E per mettere a conoscenza tutte le parti del contenuto di questo certificato, obiettivamente nel certificato si dice: "Periodi di assenza in soggetto con atrofia cerebrale, cortico, sottocorticale", qualcosa del genere, "Diabete Mellito." E allora io dico: se il difensore, mi sembra abbia impostato il problema, se problema è, sotto il profilo: "Ci pensi d'ufficio la Corte a verificare questa situazione", io dico e faccio una vera e propria istanza alla Corte, perché su questa situazione diciamo dello stato di salute del signor Vanni, già da oggi si cominci a cercare, da parte della Corte - e questa è la mia istanza - di verificare effettivamente qual è lo stato di salute. Perché, ai fini dell'andamento del processo, penso sia indispensabile; sia verificare eventualmente cosa possa accadere in futuro per lo stato di salute di questo signore; sia verificare se è una cosa transitoria che permetta al Vanni di essere presente nelle prossime udienze, o di rinunciare -quello che vorrà lui - coscientemente. Quindi chiedo che la Corte disponga un accertamento medico legale e specialistico. Quindi, forse, sarebbe bene di nominare, oltre al medico legale, un neurologo che verifichi in tempi più brevi possibili, l'attuale stato di salute del Vanni. Anche al fine di, eventualmente, vedere se può con coscienza rinunciare, o decidere se essere presente, o meno, a questo dibattimento. L'istanza è quindi di un accertamento medico legale collegiale sullo stato di salute attuale del Vanni, al fine di verificare se può correttamente essere in giudizio, o comunque coscientemente rinunciare ad essere presente. Questa, è l'istanza. Penso che sia indispensabile nominare, oltre un medico legale, un neurologo. Perché, da quello che mi sembra di capire da questo certificato, il problema è dì questo tipo.
Presidente: Le altre parti, su questo punto? 
Avvocato Curandai: Presidente, le altre parti, ovviamente, si associano alla richiesta del signor Pubblico Ministero. Sottolineando che la consulenza, anzi, la perizia medico-legale, dovrà avere lo scopo principale di accertare l'abolizione parziale o totale, eventualmente, delle facoltà intellettive o volitive del signor Mario Vanni. Io credo che il problema riguardi le future udienze, perché, per l'udienza odierna, non ci sono problemi. C'è una rinuncia a comparire.
Presidente: Sì, sì, ma non è per oggi, non è per oggi, 
Avvocato Curandai: Bene. Ecco.
Presidente: Quindi... 
Avvocato Curandai: Il problema è guesto, e soprattutto il problema è quello della rapidità. Sappiamo per esperienza che, questo tipo di ricerca, di esame medico-legale, si può fare anche in tempi abbastanza brevi, insomma, ecco. Questo è importante per il futuro immediato iter di questo processo. Grazie.
Presidente: Le altre parti hanno da fare osservazioni?
Avvocato Filastò: (voce fuori microfono)
Presidente: Dica, avvocato.
Avvocato Filastò: Io mi associo.
Presidente: Ah, ecco, benissimo. Allora noi ci si ritirerà un attimo per questa istanza. Continuiamo, facciamo l'udienza e poi andiamo a sciogliere, a provvedere su questa istanza del Pubblico Ministero. Allora, i testi, avvocato Fenies, chi c'era, il suo? 
Avvocato Fenies: Rizzi, signor Presidente.
Presidente: Bene. Rizzi Giuseppe. Come si chiama lei?
Giuseppe Paride Rizzi: Rizzi Giuseppe Paride.
Presidente: Giuseppe...?
Giuseppe Paride Rizzi: Paride.
Presidente: Paride. Quando è nato e dove è nato.
Giuseppe Paride Rizzi: XX/XX/XX a Xxxxxxx
Presidente: Residente?
Giuseppe Paride Rizzi: Xxxxxxxx
Presidente: Legga quel foglio che ora le viene passato.
Giuseppe Paride Rizzi: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
Presidente: Prego. Bene, prego, avvocato Bagattini.
Avvocato Bagattini: Grazie, signor Presidente. Signor Rizzi, lei ha mai posseduto una FIAT Argenta 2500 di cilindrata Diesel?
Giuseppe Paride Rizzi: Sì.
Avvocato Bagattini: E si ricorda di che colore fosse quest'auto?
Giuseppe Paride Rizzi: Non ho capito.
Avvocato Bagattini: Il colore di quest'auto, si ricorda quale fosse?
Giuseppe Paride Rizzi: Grigio chiaro metallizzato.
Avvocato Bagattini: Grigio chiaro metallizzato. Fino a che periodo lei ha posseduto e ha tenuto questa macchina?
Giuseppe Paride Rizzi: Febbraio-marzo '87.
Avvocato Bagattini: E allorquando, la vendette a qualcuno?
Giuseppe Paride Rizzi: L'ho venduta a il Faggi, Faggi Giovanni.
Avvocato Bagattini: Giovanni Faggi di Calenzano. Il suo ricordo è, ha detto, febbraio-marzo 1987.
Giuseppe Paride Rizzi: Sì.
Avvocato Bagattini: Come può essere, a distanza di 11 anni, di un fatto così preciso...
Giuseppe Paride Rizzi: Io ho controllato il libretto della macchina che ho comprato successivamente. L'ho comprata un mese dopo...
Avvocato Bagattini: Che macchina era questa?
Giuseppe Paride Rizzi: Una FIAT Uno.
Avvocato Bagattini: Che comprò subito dopo la vendita di questa...
Giuseppe Paride Rizzi: Sì, il tempo di arrivare... circa un mese... 
Avvocato Bagattini: Ha controllato anche recentemente la data?
Giuseppe Paride Rizzi: Sì, sì.
Avvocato Bagattini: Il libretto di circolazione ce l'ha con sé?
Giuseppe Paride Rizzi: Sì.
Avvocato Bagattini: Lo può esibire, per cortesia?
Presidente: E' del 1 aprile '87... 1 aprile '87, una FIAT auto... come si chiama?
Avvocato Bagattini: La Uno, FIAT Uno.
Presidente: FIAT... qui non c'è scritto Uno, ma in ogni modo... È del 1 aprile '87.
Avvocato Bagattini: E cioè, lei signor Rizzi, dalla lettura del libretto di circolazione dell'auto successivamente acquistata, trova conferma della data della vendita dell'auto.
Giuseppe Paride Rizzi: Sì, sì. Circa un mese, un mese e mezzo dopo.
Avvocato Bagattini: Ho capito. Senta, tramite chi fu venduta guesta FIAT Argenta?
Giuseppe Paride Rizzi: Tramite il genero del Faggi, perché fa il meccanico accanto a mio cugino.
Avvocato Bagattini: Allora, il genero del Faggi che si chiama? Se lo ricorda?
Giuseppe Paride Rizzi: Mazzini.
Avvocato Bagattini: Mazzini. Il suo cugino si chiama?
Giuseppe Paride Rizzi: Fiorucci Stefano.
Avvocato Bagattini: Fiorucci. Lei, in questa occasione, immagino che abbia conosciuto il signor Faggi.
Giuseppe Paride Rizzi: Il signor Faggi l'ho visto una volta, quando...gli ho dato la macchina, lui mi ha dato l'assegno.
Avvocato Bagattini: Ho capito. Si ricorda il prezzo di vendita di quest'auto?
Giuseppe Paride Rizzi: Sui tre milioni e mezzo, intorno... circa.
Avvocato Bagattini: Successivamente lei, prima, o successivamente, lei ha intrattenuto qualche rapporto col signor Faggi?
Giuseppe Paride Rizzi: No, io mai...
Avvocato Bagattini: Quindi, soltanto... 
Giuseppe Paride Rizzi: Io lo conosco tramite il mio cugino che c'ha il suo genero accanto.
Avvocato Bagattini: Ho capito. Successivamente lei lo ha visto, il signor Faggi?
Giuseppe Paride Rizzi: Non mi ricordo.
Avvocato Bagattini: Senta, su questi fatti sui quali io le sto facendo queste domande, si ricorda se è stato sentito anche dalla Polizia Giudiziaria?
Giuseppe Paride Rizzi: Io?
Avvocato Bagattini: Sì.
Giuseppe Paride Rizzi: Sono stato chiamato dal dottor Vinci.
Avvocato Bagattini: Lei è stato sentito il 6 giugno 1996.
Giuseppe Paride Rizzi: Sì.
Avvocato Bagattini: Non ci sono altre domande. Grazie, Presidente.
Presidente: (voce fuori microfono)
P.M.: Nessuna domanda, grazie.
Presidente: Le altre parti? Senta, ma lei, Faggi, non lo conosceva prima di questo qui?
Giuseppe Paride Rizzi: No---
Presidente: Non lo ha mai conosciuto. Lo ha conosciuto in questa occasione della...della macchina.
Giuseppe Paride Rizzi: Sì.
Presidente: Non è che ha prestato a lui questa macchina precedentemente...
Giuseppe Paride Rizzi: No, no.
Presidente: Bene. Allora può andare. Grazie.
Giuseppe Paride Rizzi: Buongiorno. Arrivederci.
Presidente: Aspetti. Aspetti un attimo, aspetti un attimo.
Avvocato Bagattini: Volevo dire, prima della vendita di quest'auto - mi riferisco all'Argenta - questa macchina era nella sua esclusiva disponibilità, ce l'aveva lei.
Giuseppe Paride Rizzi: Sì, sì, l'avevo io.
P.M.: Chiedo scusa, allora. Possiamo chiedere da quando ce l'aveva lei?
Giuseppe Paride Rizzi: Un tre anni l'ho tenuta io, questa macchina. Due o tre anni.
P.M.: Quindi '83. Un anno così.
Giuseppe Paride Rizzi: Ora, di preciso...
P.M.: '84...
Giuseppe Paride Rizzi: Ora, di preciso, non mi ricordo.
P.M.: Non si ricorda. L'aveva comprata nuova?
Giuseppe Paride Rizzi: No, l'ho comprata usata dalla FIAT a Novoli.
P.M.: Bene, grazie, nessun'altra domanda.
Presidente: Può andare, grazie.

lunedì 2 marzo 2015

Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 13 gennaio 1998

Presidente: Ha altri testi?
Avvocato: Presidente...
Presidente: C'era Rizzi... Si rinuncia allora a Rizzi.
Avvocato: Ci doveva essere il dottor Perugini...
Presidente: Rinuncia. Allora, Rizzi rinuncia. E anche Lombardi Giorgio?
Avvocato Bagattini: A Lombardi sicuramente si rinuncia.
Avvocato: Rinunciamo a Lombardi Giorgio, signor Presidente.
Presidente: Quindi voi avete finito, vero?
Avvocato Bagattini: Poi ci rimarrebbe Rizzi, forse, ecco, ma...
Presidente: Bisogna farlo venire.
Avvocato Bagattini: Sì, ci lasci un attimino riflettere. In ogni caso, se anche decidessimo di portarlo, addirittura più breve di questo stamattina, quindi ci bastano veramente cinque minuti.
Presidente: Allora rinuncia. Quest'altro no. Allora Lombardi sì. Lombardi Giorgio. Prego, avvocato.
Avvocato Filastò: Presidente, io ho citato il dottor Perugini, e questa è la ricevuta di ritorno firmata, da qualcuno che non si sa bene chi sia: dottor Perugini, presso il Ministero degli Interni, Criminalpol, piazza Viminale, Roma. Eccola qui. E il dottor Perugini, con il dottor Perugini ho parlato personalmente, perché mi ha chiamato lui in studio venerdì scorso, mi pare venerdì o giovedì scorso, come ho già riferito alla Corte, e mi ha detto che aveva dei problemi per lunedì e allora sono rimasto d'accordo che sarebbe venuto oggi, martedì. Ora, dicono che non c'è. Questa è la cartolina e la mia conversazione telefonica con la quale io stabilivo con lui che venisse stamattina alle 13.00. Beh, insomma...
Presidente: Facciamo una cosa. Noi nel frattempo ci ritiriamo per provvedere su quell'istanza sua. Aspettiamo un attimo, vediamo se...
Avvocato Filastò: Se per caso...
Presidente: ... lei può entrare in contatto con questa persona.
Avvocato Filastò: Mi sembra strano, perché voglio dire, al telefono era proprio...
Presidente: Eh.
Avvocato Filastò: Mi ha garantito che veniva martedì 13. Presidente...
Presidente: ... anche lui un cenno, qualcosa, se veniva, non veniva, visto che è della nostra amministrazione.
P.M.: No, non c'è...
Presidente: La cortesia non si fa più.
Avvocato Filastò: Presidente, un'ultima cosa. Io ho rinunciato al teste professor Pacini, anche perché ho saputo dal professore Franco Pacini, che lui, per rispondere ai quesiti che gli avrei posto con riferimento alla questione delle fasi lunari in determinate date, cioè via, le condizioni di visibilità, avrebbe affidato l'incarico ad un dot... al dottor Forti del suo... dell'istituto Osservatorio Astrofisico d'Arcetri, il quale avrebbe fatto determinate ricerche, consegnandoli in questo senso una relazione. Allora ho detto: professore, è inutile che lei venga. Mi faccia avere la relazione...
Presidente: Aspetti un secondo, avvocato, aspetti. Ah, ecco, sarebbe il direttore dell'Osservatorio di Arcetri?
Avvocato Filastò: Sì, sì, è il direttore. Io l'ho indicato...
Presidente: Perché qui non c'è scritto il nominativo.
Avvocato Filastò: No, io non lo sapevo. Quando ho preparato la lista non lo sapevo come si chiamava. Ma è il direttore dell'Osservatorio Astrofisico di Arcetri. E allora, molto cortesemente, il dottor Pacini mi ha spedito questa lettera, che io vorrei produrre. Una lettera a me indirizzata, in cui si dice: "Egregio avvocato, rispondo con questa lettera ai quesiti che lei mi posto con lettera del 5 gennaio, in ordine alle fasi e all'orario di levata e tramonto della luna in specifiche date e che avrebbero dovuto essere oggetto di testimonianza presso la Corte di Assise. La ringrazio per avermi autorizzato con la sua telefonata di venerdì a inviarle queste informazioni per lettera invece che comparire personalmente”. E allora, qui nella lettera il professore spiega che i calcoli si riferiscono alla posizione geografica di Firenze; che valgono con ottima approssimazione anche per le località vicine. Che i calcoli presuppongono un orizzonte piano; che è ovvio che la presenza di colline può alterare i risultati, sia nel senso di far sorgere la lune un po' più tardi, sia nel senso di farla sorgere un po' prima, ove l'osservazione si trovi in posizione più alta. Che viene fornita anche la direzione Azimut del sorgere e del tramontare della luna; che la fase lunare viene data come frazione di disco illuminato. Che 1,00 rappresenta la luna piena, 000 la luna nuova. Tale informazione è riferita sempre alle ore 24.00, viene fornita anche quando la luna alla stessa ora è già tramontata nel cielo di Firenze. Cioè a dire, rispetto... viene fornita l'informazione sulla fase lunare, anche quando, riguardo all'ora che viene indicata, vale a dire le ore 24.00, perché il punto di riferimento è sempre le ore 24.00 di un certo giorno. Anche quando la luna è già tramontata, nell'elaborato si indica lo stesso la fase lunare. Le ore citate sono quelle corrispondenti alle ore legali, nei casi in cui questa avrebbe dovuto essere in vigore. Tutto ciò premesso riferisco il risultato ottenuto dal dottor Forti. E quindi comincia, 14 settembre '74, la luna sorge alle 04.43 e tramonta alle 18.12. La frazione luminare è disco, alle ore 24 e 003 e così via. Fino...
Presidente: Va be'.
Avvocato Filastò: Fino all'85, in cui io avevo chiesto al professore di darmi indicazione per il giorno 7 settembre, 8 settembre e 9 settembre.
Presidente: I giorni che ci interessano.
Avvocato Filastò: Fra l'altro ho appreso da questa comunicazione, la storia del novilunio è una storia giornalistica. Perché in realtà mai è stato novilunio, sempre piccole parte di luna: 0,26 in generale, 0,22, 0,03 in un caso, 0,11, 0,3 fino allo 0,37 o 27 dei giorni 8 e 9 settembre. Ha niente in contrario il Pubblico Ministero?
P.M.: No. Io, magari potessi averne copia, mi riserverei.
Avvocato Filastò: Benissimo.
P.M.: Produrrei il documento e basta.
Avvocato Filastò: Io la copia non l'ho fatta.
P.M.: La faccio io...
Avvocato Filastò: Bene.
Presidente: Va bene.
P.M.: Grazie.
Avvocato Filastò: E questo. . .
Presidente: E questa è la citazione del Perugini.
Avvocato Filastò: Questa è la citazione. E' il...
Presidente: La cartolina.
Avvocato Filastò: La cartolina.
Presidente: Sull'acquisizione di questo documento cosa dice il Pubblico Ministero?
P.M.: Cortesemente lo vorrei vedere.
Presidente: Allora, sospendiamo un attimo.
P.M.: Alla prossima udienza, oppure se... Non credo sia lì il problema.
Presidente: Va bene. Ora sospendiamo, dobbiamo fare un provvedimento su quell'istanza che ha fatto l'avvocato e poi si vedrà. Se è possibile rintracciare il Perugini telefonicamente.
Avvocato Filastò: (voce fuori microfono)
Presidente: Eh. Sospendiamo per mezzora intanto.
P.M.: Bene. Grazie, Presidente. 

« DOPO LA SOSPENSIONE »

Presidente: Noi abbiamo fatto un provvedimento, già trasmesso via fax alla Studio di Medicina Legale per un accertamento medico sul Pacciani... Vanni, per sapere cosa ha, cosa non ha, se necessita di ricovero. L'ordinanza è questa. Bene? Allora, per quanto riguarda il Perugini che non è venuto, siccome noi non possiamo stare qui, eccetera, è stato... la Corte ha fatto un'istanza di differimento' a venerdì 16 ore 09.00. Il provvedimento è questo : "La Corte di Assise di Firenze, provvedendo in relazione alla mancata comparizione del teste Perugini Eugenio indotto dalla difesa dell'imputato Vanni. Rilevato che il teste è stato ritualmente citato dal difensore per l'udienza odierna e che non è pervenuta alcune giustificazione in relazione alla mancata comparizione; Rilevato che appare necessario provvedere a nuova citazione a mezzo di P.G. stante l'urgenza. Per questi motivi dispone la citazione a mezzo di P.G. del testimone Ruggero Perugini per l'udienza del 16 gennaio '98 ore 09.00, con severa diffida a comparire e con l’avvertimento che, in caso di mancata comparizione, sarà disposto l'accompagnamento ai sensi dell'articolo 133 C.p.p., con riserva di ogni altro provvedimento".
Avvocato Filastò: Presidente, per la precisione e proprio perché non risulti, o non appaia che questa mancata comparizione di stamani del dottor Perugini dipende da una sua trascurazione, cioè a dire del teste, io avvocato Filastò intendo precisare questo, che c'è stato evidentemente un equivoco. Quando ho parlato al telefono col dottor Perugini, il dottor Perugini mi chiari le difficoltà che aveva sotto il profilo del suo ufficio, perché è funzionario della Criminalpol, per quella settimana. E io direi, stupidamente a questo punto, riflettendoci, siccome la conversazione avveniva venerdì, intesi quella settimana lì, quella cui si stava parlando. Evidentemente il dottor Perugini invece si riferiva alla settimana successiva. Fu per quello che gli dissi: 'allora martedì lei può? ' E lui mi rispose martedì sì. E così restammo d'accordo per martedì. Adesso ho appreso, ho capito, ricostruendo anche la conversazione, che il povero dottor Perugini aveva interpretato come martedì della settimana successiva.
Presidente: Va bene, ma comunque nulla...
Avvocato Filastò: Facendomi presente le sue difficoltà.
Presidente: ... nessun problema pratico.
Avvocato Filastò: Invece in realtà è frutto di un equivoco nel quale fra l'altro sono incorso piuttosto io che il funzionario.
Presidente: Bene.
Avvocato Bertini: Presidente, mi perdoni.
Presidente: Dica.
Avvocato Bertini: Io venerdì 16 ho udienza dedicata al Tribunale della Libertà di Bologna, alle 09.00. Non posso essere... Posso sentire...
Presidente: Venga qualcuno avvocato, perché noi non possiamo più questo processo procrastinarlo più, eh, bisogna...
Avvocato Bertini: Porterò qualcuno che mi sostituisca, Presidente, vediamo un po' di far così.
Presidente: Mandi qualcuno, sennò dobbiamo chiamare un... allertare quelli lì disponibili, di quelli di ufficio, come si chiamano. Lei mandi un suo collega, tanto è una posizione che...
Avvocato Bertini: SI, sì. 
Presidente: ... il Lotti...
Avvocato Bertini: Certo Presidente.
Presidente: Va bene? Cioè a noi ci occorre materialmente l'avvocato, va bene? Si incarica lei di mandarmi un altro allora venerdì?
Avvocato Bertini: Evidentemente mi informo e, nel caso in cui non ci riesca, e quindi bisogna allertare il Consiglio dell'Ordine probabilmente per un difensore di ufficio.
Presidente: No, ma lei ce n'ha uno suo, o no?
Avvocato Bertini: Io ne ho uno mio, non so se può per venerdì 16. Io oggi glielo chiedo. C'è l'avvocato Cartelli.
Presidente: Mandi la signorina. O lui, o un altro... e siamo sicuri che compare, perché deve venire veramente, non è che dice che è disponibile e basta.
Avvocato Bertini: Sì, sì.
Presidente: Va bene. Allora rinvia l'udienza al venerdì 16, ore 09.00.
P.M.: Chiedo scusa Presidente.
Presidente: Dica.
P.M.: C'era quella riserva di parere del P.M. circa l'istanza relativa all'ammissione del documento relativo ad Arcetri, per intendersi. Allora, io ho visto il documento...
Presidente: Ah, si, quello di prima, sì, quella di prima.
P.M.: Ho visto il documento e ho fatto presente già all'avvocato Filastò che sarei dell'opinione di rivolgermi alla Corte, affinché sia citato il redattore di questo documento, cioè il dottor Giuseppe Forti, non acconsentendo alla produzione del solo documento. Quindi chiedo che...
Presidente: Si può acquisire intanto il documento?
P.M.: Sì, però…
Presidente: E poi... 507.
P.M.: Ma se non ho capito male, qui era una citazione che aveva già fatto il difensore, non dovrebbe essere un 507.
Presidente: Lo facciamo venire venerdì.
Avvocato Filastò: Presidente, va bene, lo...
Presidente: Lo citi per venerdì.
Avvocato Filastò: Va bene.
P.M.: Bene. Se credono può incaricarsi... se la Corte fa un provvedimento glielo notifichiamo, sennò il difensore. Come credono.
Presidente: No, credo, se è a Firenze si può fare una telefonata.
Avvocato Filastò: Ci penso io.
Presidente: Bene, per venerdì.
P.M.: Bene. Il dottor... Nulla, la copia di queste due ordinanze, sia per la citazione...
Presidente: Sì.
P.M.: Bene, grazie.
Presidente: Allora si conferma l'udienza del 16 gennaio, ore 09.00.
P.M.: Grazie.
Presidente: L'udienza è tolta. Grazie.
 
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