mercoledì 22 maggio 2013

Valeriano Raspollini - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 30 giugno 1997 - Seconda parte

Segue dalla prima parte.

P.M.: C'è effettivamente un verbale del giorno 10.
V.R.: C'è un verbale. Il verbale, se ho una buona memoria, deve essere molto corto, perché c'è stata una circostanza che è stata curiosa. Dunque io, quando mi sono presentato, ho spiegato...
P.M.: È andato anche lei dai Carabinieri?
V.R.: Sono andato anch'io.
P.M.: Lei non fu sentito, però.
V.R.: Sì.
P.M.: Ah, anche lei.
V.R.: Ho parlato essenzialmente io.
P.M.: Ho capito.
V.R.: Ho spiegato le ragioni per cui avevamo deciso che quel frammento poteva essere utile. E se a loro poteva interessare. Finché, essendo un frammento, voi vi rendete conto, estremamente marginale, perché di macchine bianche ce ne sono una quantità infinita e di persone a bordo che possono fare manovre anche in una situazione del genere, possono essercene altrettante. Poteva trattarsi di una coppia che si era appartata.
P.M.: Appartata.
V.R.: Ma comunque ho spiegato, ho fornito quasi delle istruzioni per l'uso, in un certo senso. Ho spiegato che probabilmente se rintracciavano quella macchina, anche se non erano a bordo le persone responsabili dei delitti, potevano essere comunque dei testimoni formidabili, perché si trovavano ad essere presenti in un momento significativo in un luogo dove era stato commesso un crimine.
P.M.: Ho capito. E cosa successe? Dice, perché questo verbale fu breve? Non...
V.R.: Glielo spiego. Ho anche spiegato che mi ricordo testualmente...
P.M.: Questo avviene nella Stazione Carabinieri di San Casciano.
V.R.: Siamo nella Stazione Carabinieri di San Casciano, ci sono molte persone e siamo tutti in piedi. E le persone che mi ascoltano io non saprei identificarle, perché la maggioranza di queste persone non le avevo mai viste.
P.M.: I Carabinieri, erano. Insomma, qualcuno della Stazione.
V.R.: Assolutamente.
P.M.: Non erano altri testimoni, erano...
V.R.: Non erano quelli di San Casciano.
P.M.: Non erano i Carabinieri di San Casciano.
V.R.: Io non ho riconosciuto nessuno di quelli di San Casciano.
P.M.: Va bene.
V.R.: O non ho ricordanza che sia cosi.
P.M.: Bene.
V.R.: E quindi ho spiegato che, secondo me, c'era un problema, visto che dai mezzi di informazione sembrava che, per le indagini relative a questa vicenda, i dati fossero così marginali e così ristretti, anche poter fare una indagine eventualmente con estrema rapidità sui sospetti che avevano una macchina di colore bianco, mi sembrava, secondo il mio immaginario, una...
P.M.: Un elemento utile...
V.R.: ... attitudine logica.
P.M.: Certo.
V.R.: E ho anche spiegato che effettivamente, di fronte a queste circostanze, una delle questioni che caratterizza l'intelligenza, è proprio far fronte con rapidità a situazioni impreviste.
P.M.: Va bene, certo. Senta una cosa: e invece...
V.R.: Io ho avuto...
P.M.: Ecco, perché...
V.R.: Ho avuto l'impressione allora che le persone mi abbiano ascoltato. Non a caso uno di questi ha preso, ha iniziato a verbalizzare. Ha chiesto le generalità, i dati sommari, come si fa in queste circostanze. Ha iniziato a dattiloscrivere. E quando ha scritto la frase "Macchina di colore bianco", si è interrotto, ha alzato gli occhi verso di noi e ha chiesto: 'numero di targa'. E lì francamente mi sono un po' sconcertato, anche perché...
P.M.: Eh, la capisco.
V.R.: ... lei deve capire...
P.M.: Lei deve capire anche il carabiniere. Comunque...
V.R.: Senz'altro. Io attribuisco questo...
P.M.: ... noi sappiamo chi è.
V.R.: Attribuisco questo anche al fatto che una giornata stressante, comportasse anche questa possibilità. Però...
P.M.: Loro pensavano sarebbe stato più facile, no?
V.R.: Probabilmente. Io debbo dirle che l'idea però di essere con una signora americana che si era prestata gentilmente a questo tipo di operazione, ecco, certo lì mi sono sentito in un certo imbarazzo. Perché sa com'è, stranieri che vengono da Paesi dove pretendono di avere una cultura più funzionale della nostra, insomma... E lei allora è stata molto parca di parole, in questo senso. Abbiamo lasciato che la cosa finisse in quel modo e pensavamo che qualcuno avesse fatto una verifica di questa storia. E devo dire che per 11 anni io non ho mai saputo più niente, fin tante che un giorno...
P.M.: Eh, perché la verifica poi è diversa. Quindi sa, una macchina bianca, deve anche capire...
V.R.: Certo. Un giorno è apparso, dopo aver telefonato a casa mia, il dottor Lamperi, con...
P.M.: Va bene. Quello è successivo, ci sono i verbali. Senta una cosa, quindi il...
V.R.: Se mi consente dottore...
P.M.: Prego, prego, se è utile al...
V.R.: Sì.
P.M.: Certo.
V.R.: Sì. Allora, quando è arrivato il dottor Lamperi...
P.M.: Della Questura?
V.R.: Uno della Questura...
P.M.: Per la Corte.
V.R.: ... con due dei suoi assistenti, io, mi dispiace, i nomi non li ricordo.
P.M.: Va bene, un ispettore, non ha importanza ci sono, penso, dei verbali, sì.
V.R.: Benissimo. Mi ha mostrato la fotografia della macchina, del frontale della macchina di Pacciani. E se ricordo...
P.M.: A lei?
V.R.: A me, sì.
P.M.: C'era la signora Sharon?
V.R.: No.
P.M.: No, era solo lei.
V.R.: Con la signora Sharon è successo successivamente. Ma, io mi riferisco, per quanto compete me.
P.M.: Certo.
V.R.: E ricordo che su quel frontale c'era un fregio rosso trasversale, molto evidente, ricordava un po' le decorazioni dei diplomatici dell'America Centrale. E, ecco, questo - devo dire, per la conoscenza che ho della capacità percettiva di Sharon - se lo avesse visto lo avrebbe probabilmente notato.
P.M.: Sì.
V.R.: Posso anche precisare. Noi siamo persone anche abbastanza addestrate alla percezione, alla codifica dei segni. E la signora, per esempio, un giorno stavo passando per via Condotta, era nel mese di febbraio, le otto di sera, soltanto passando ha visto in una vetrina c'era un libro scritto dall'ex ministro Paolucci dedicato a Donatello, e mi ha detto, soltanto con un colpo d'occhio, che quella copertina, di quel libro - parlo solo di quella copertina di quel libro - aveva una dominante magenta. E quindi capisce che non...
P.M.: È una signora che ricorda bene i colori.
V.R.: Esatto.
P.M.: Va bene, ho capito tutto. Non ho altre domande, grazie.
V.R.: La ringrazio.
Presidente: I difensori? Nessuna domanda. Può andare, grazie. Ah, e allora?!
Avvocato: No, siamo di parte civile, signor Presidente.
Presidente: Appunto.
Avvocato: L'unica domanda è questa: se ricorda, se la signora Sharon le disse qualche cosa a proposito del numero delle portiere di quest'auto.
V.R.: Delle portiere?
Avvocato: Sì.
V.R.: No/ questo dettaglio non saprei dirglielo. Anche perché, nella descrizione lei mi aveva parlato di una percezione della macchina frontale, quindi, lei capisce che non era facile percepire dettagli sulle portiere.
Avvocato: Prego. Ho finito.
P.M.: Presidente, se è possibile interrompere cinque minuti. Faccio presente che alcuni testi, per necessità, erano stati convocati per oggi pomeriggio, e lei mi ha detto oggi pomeriggio no, quindi li convocherei domani mattina. Se ho capito bene.
Presidente: Se fosse possibile di andare avanti il più possibile stamattina.
P.M.: Sì, sì, stamani quelli che ci sono li sentiamo.
Presidente: Va bene.
P.M.: Grazie.
Presidente: Sospendiamo dieci minuti.
P.M.: Grazie. Presidente, se non ne arrivano altri, c'è un teste soltanto, complesso, ma un teste, quindi.

martedì 21 maggio 2013

Valeriano Raspollini - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 30 giugno 1997 - Prima parte

P.M.: Allora sentirei Raspollini Valeriano.
V.R.: Buongiorno.
Presidente: Buongiorno a lei. Come si chiama?
V.R.: Valeriano Raspollini.
Presidente: Nato?
V.R.: Il XX/XX/XX.
Presidente: Risiede dove?
V.R.: Risiedo a Xxxxxxx, in via Xxxxxxx.
Presidente: Bene.
V.R.: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
Presidente: Senta, vuole essere ripreso dalle telecamere, oppure ha difficoltà?
V.R.: Mi è indifferente.
Presidente: Va bene. Prego, Pubblico Ministero.
P.M.: Sì, grazie Presidente. Signor Raspollini, può spiegare alla Corte qual è la sua professione?
V.R.: Sì, io faccio un mestiere difficile, nel senso che cerco di rendere culturalmente accettabile a chi non lo desidera l'arte moderna. Mi occupo di arte moderna, sono un esperto di arte contemporanea.
P.M.: Ho capito, grazie. Lei abitava dove ha detto, cioè in via Xxxxxxxxx, anche nel 1985?
V.R.: Esattamente.
P.M.: Senta, la signora Sharon...
V.R.: Sharon Daliana.
P.M.: ... Daliana è Statman, dico bene?
V.R.: Statman, sì.
P.M.: Abitava con lei all'epoca?
V.R.: No.
P.M.: No.
V.R.: Noi siamo soltanto amici da moltissimi anni.
P.M.: Ho capito.
V.R.: La signora è sposata con un mio amico d'infanzia e che risiede a New York.
P.M.: Ho capito. Senta, lei ricorda se quella domenica la signora Sharon era venuta da lei?
V.R.: Dunque, la sequenza è questa: la domenica io ho fatto un viaggio in Umbria con la signora Daliana. Siamo partiti la mattina e abbiamo passato la giornata a Panicale. Panicale è un paesino medioevale integro, relativamente integro, non contaminato da orpelli...
P.M.: Va bene, insomma, andaste a Panicale.
V.R.: Abbiamo passato la giornata visitando gli affreschi: ce ne sono bellissimi del Perugino.
P.M.: Purtroppo oggi ci occupiamo di tutt'altre cose.
V.R.: Questo... Lei mi ha chiesto di questa giornata e io le fo la sequenza.
P.M.: Si.
V.R.: Poi abbiamo cenato a Panicale da amici della signora e poi siamo rientrati verso... Passando da San Casciano io mi sono fermato a casa mia e la signora ha continuato per Firenze, passando dalla via Scopeti.
P.M.: Quindi è tornata via da sola.
V.R.: Sì.
P.M.: Bene.
V.R.: Io, dunque, non sono un teste oculare.
P.M.: Benissimo, era quello che volevo cercare di farle dire, ce l'ha detto.
V.R.: Prego.
P.M.: Quindi lei ha soltanto sentito il racconto della signora Sharon e poi, sulla base di quel discorso, siete andati dai Carabinieri. Grossomodo è questo il. . . Non lo voglio dire io, ecco.
V.R.: No, no. Dunque, la sequenza del giorno successivo è stata questa: abbiamo saputo del delitto e quando ne ho parlato con Sharon, avevo bene in mente che lei era passata di lì intorno alla mezzanotte. La cosa era curiosa, da questo punto di vista, per una concomitanza di circostanze. Se posso avere dell'acqua, per gentilezza, un istante, perché...
Presidente: Ora gliela portano, eh.
V.R.: Grazie. Comunque posso continuare.
P.M.: Prego. Racconti pure lei, così ci riusciamo a capire.
V.R.: Benissimo. Dunque, parlando con Sharon...
P.M.: Il giorno dopo, cioè il giorno dopo che fu scoperto il fatto.
V.R.: Già conosciuto attraverso i mezzi d'informazione, la vicenda di cui ci stiamo occupando...
P.M.: Sì.
V.R.: Lei mi ha detto che passando aveva notato una macchina di colore bianco, di cilindrata media, con due o più persone a bordo; e nel momento in cui stava passando, questa macchina ha avuto un comportamento fortemente anomalo. E quindi era il gesto che era determinante, in quel caso; il gesto era un gesto che lo si può attribuire però a tantissime possibilità. Potevano in effetti essere...
P.M.: Questo le disse la Sharon.
V.R.: No.
P.M.: Ah.
V.R.: Lei mi disse soltanto del gesto.
P.M.: Allora vediamo il gesto, poi vediamo dopo a cosa attribuirlo.
V.R.: Benissimo. Il gesto, dunque, era quello di queste due o più persone a bordo, che hanno abbassato o spento i fari e hanno cercato di non immettersi, come era logico, nella via degli Scopeti. Secondo me, secondo...
P.M.: Al di là sul secondo, mi scusi, ci può dire se la signora Sharon le ha descritto in che punto era questa macchina che fece questa strana manovra? Lasciamo la strana, per ora, poi l'interpretazione...
V.R.: Certamente.
P.M.: A noi interessa focalizzare se la signora Sharon le ha detto dov'era questa macchina e dove fece questa manovra.
V.R.: Dunque, la signora Sharon... Io ho spiegato dove era il luogo, perché lo conosco benissimo, perché ci passo ogni giorno per andare a Firenze, perché io ho vissuto da ragazzino a Sant'Andrea e quindi sono zone che conosco...
P.M.: Lo conosce bene.
V.R.: Quindi, ho spiegato qual era la piazzola dove era successo questo evento e lei credo che abbia capito, e in effetti per tantissimo tempo io so, adesso lei dopo la visita, recente... Ma questo lo vediamo dopo. Lei sostiene che questa macchina era dall'altra parte della strada. Io avevo capito...
P.M.: Dalla parte opposta della piazzola.
V.R.: Esatto, esatto. Io avevo capito che questa macchina usciva direttamente dal bosco, dalla piazzola.
P.M.: Ho capito. La signora, invece, disse subito che era di fronte.
V.R.: No, non lo disse subito.
P.M.: Chiedo scusa, allora. Lo sentiremo direttamente dalla signora. Perfetto. Disse qualche altra cosa? Lei disse che era una macchina bianca...
V.R.: Una macchina bianca con queste due o più persone a bordo; questo gesto. Naturalmente, prima di decidere di andare a denunciare questa storia...
P.M.: Il racconto glielo fece di persona?
V.R.: Sì, sì. Ho chiamato la signora, è venuta a San Casciano, è stata gentilissima. Abbiamo pensato se era possibile identificare qualche altro elemento nella sua percezione, che lei deve immaginare era molto rapida: un frammento nella notte. Non è stato possibile identificare né lettere o cifre della targa, né frammenti di qualsiasi altro genere. Intendo dire sigle, stemmi, qualsiasi altra cosa che potesse fare identificare che tipo di macchina era. E tanto meno era possibile, secondo la signora, identificare la struttura fisica delle persone che erano a bordo. Quindi, perché decidere di fare comunque questa testimonianza?
P.M.: Ci andaste dai Carabinieri?
V.R.: Ci siamo andati.
P.M.: Ricorda quando?
V.R.: Esattamente: il martedì successivo, che sarebbe... Dunque, il delitto era della domenica, il lunedì è il giorno in cui è stato conosciuto; il martedì era il giorno in cui la signora è venuta; abbiamo fatto questa analisi per vedere se era possibile aggiungere qualche elemento, e poi... Grazie. Poi, dunque, siamo andati dai Carabinieri. Dai Carabinieri...

lunedì 20 maggio 2013

Vittorio Chiarappa - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 30 giugno 1997

P.M.: Sentiamo il signor Chiarappa Vittorio.
Presidente: È Chiarappa Vittorio?
V.C.: Chiarappa Vittorio, sì.
Presidente: Dove è nato?
V.C.: A Xxxxxxx, il XX/XX/XX.
Presidente: Risiede?
V.C.: In Xxxxxx.
Presidente: È il marito di quella signora che è uscita poc'anzi?
V.C.: Sì.
Presidente: Bene. Legga quella formula lì davanti a lei.
V.C.: "Consapevole della responsabilità..." (voce fuori microfono) Ad alta voce.
Presidente: Ad alta voce.
V.C.: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
Presidente: Prego, Pubblico Ministero.
P.M.: Sì, grazie, Presidente. Signor Chiarappa, può spiegare innanzitutto alla Corte qual è la sua professione?
V.C.: La mia professione è musicista, insegno al Conservatorio Cherubini.
P.M.: Senta signor Chiarappa, lei ricorda di aver passato la domenica da qualche parte il giorno prima dell'omicidio degli Scopeti? E se lo ricorda, perché?
V.C.: Sì, me lo ricordo perfettamente per due motivi. Perché quella domenica andammo a trovare dei nostri amici che hanno la villa proprio di fronte alla... questo è un motivo. Dei carissimi amici. Poi, l'altro motivo è che lo stesso giorno scesi a Firenze per fare un necrologio per la morte di F.F., un grande musicista. Mi ricordo esattamente. Il terzo motivo è che comprai, e portai dai miei amici perché siamo tutti e due appassionati, un teleobiettivo, e giocammo tutto il pomeriggio con questo teleobiettivo, facendo diverse inquadrature.
P.M.: Non fece delle foto.
V.C.: Peccato no, peccato no. Sarebbe stato...
P.M.: Eh, più utile anche per noi.
V.C.: Sì.
P.M.: D'altronde... Però c'è il suo ricordo.
V.C.: Sì.
P.M.: Ce lo vuole spiegare...
V.C.: Sì, il ricordo è questo, che...
P.M.: ... cosa vide e cosa fece.
V.C.: Ecco, il ricordo è questo, che con il teleobiettivo, appunto...
P.M.: Mi perdoni, scusi. Se risaliamo a quando voi veniste da Firenze, se ricorda: venivate da Firenze?, mi scusi.
V.C.: Sì, venivamo da Firenze...
Presidente: Ah, scusi. Vuole essere ripreso dalle telecamere?
V.C.: Come?
Presidente: Vuole essere ripreso dalle telecamere?
V.C.: No, assolutamente; no.
Presidente: Sì o no?
V.C.: No.
P.M.: Assolutamente no, ha detto.
V.C.: Non ho nessuna...
Presidente: Ah, va bene.
V.C.: Dunque, andammo, credo il pomeriggio verso le, abbastanza presto, da questi nostri amici e...
P.M.: Venivate da Firenze?
V.C.: Venivamo da Firenze, sì.
P.M.: In macchina.
V.C.: In macchina, sì.
P.M.: Guidava lei?
V.C.: Guidavo io, sì, sì.
P.M.: Bene.
V.C.: E per entrare nella villa, nel vialetto, si deve... qui c'è la strada degli Scopeti che porta poi a San Casciano...
P.M.: Sì, sì.
V.C.: Si deve fare una curva, una specie di curva, e poi rientrare nel vialetto.
P.M.: Cioè allargare un po'.
V.C.: Allargare, sì.
P.M.: Come mai, perché è stretta?
V.C.: Perché è stretta.
P.M.: Altrimenti non ci si riesce?
V.C.: Altrimenti non ci si riesce.
P.M.: Ho capito.
V.C.: Ora, andando non mi .sono accorto di niente, cioè ho fatto bene la manovra e tutto; poi dopo, col tempo, giocando appunto con il teleobiettivo vidi - e purtroppo non ho scattato una fotografia, perché mi è sembrato molto banale - vidi una macchina parcheggiata proprio nello spazio dove serve per fare la curva e rientrare nel vialetto, una macchina con un signore appoggiato. E fino a lì niente di eccezionale. Poi, dovendo ritornare a Firenze per fare questo necrologio, uscendo dal vialetto per ritornare sulla strada dovevo ancora allargarmi, e c'era sempre questa macchina.
P.M.: La macchina che lei aveva visto col teleobiettivo?
V.C.: La macchina...
P.M.: Invece non ricorda di averla vista quando siete arrivati.
V.C.: No, questo no.
P.M.: Lei non lo ricorda.
V.C.: Questo non lo ricordo.
P.M.: Bene.
V.C.: Ritornando dopo aver fatto il necrologio, quindi domenica... ritornando, e ho provato un senso di fastidio, perché dovendo allargarmi per rientrare il vialetto, c'era ancora questa macchina. Allora ho dovuto...
P.M.: Era solo in questa occasione, quando è tornato dopo il necrologio?
V.C.: Sì, sì, solo.
P.M.: È andato lei soltanto.
V.C.: Io soltanto, sì. Perché mia moglie era rimasta nella villa.
P.M.: Lei ricorda le caratteristiche di questa macchina?
V.C.: Sì, le caratteristiche sì. Una macchina rossa, sbiadita, rossa, con... adesso è passato il tempo, ma il finale non era rotondo ma tronco.
P.M.: Lei, venendo da Firenze, vedeva il cofano o questa coda? La macchina era posizionata...
V.C.: La macchina... No, no. Io ho visto il dietro della macchina.
P.M.: Bene. Quindi aveva il fronte vero San Casciano, per intendersi.
V.C.: Il fronte della macchina era verso San Casciano, sì. Posizionata in quella maniera.
P.M.: Bene.
V.C.: Poi, appoggiato alla macchina, questo signore che non ho visto perché era di spalle. Questo non l'ho potuto vedere.
P.M.: La persona che lei ha visto, ricorda di averla vista quando ha visto col teleobiettivo, o anche quando è passato e ha fatto la curva?
V.C.: Soprattutto col teleobiettivo, l'ho vista. Poi anche facendo la curva, stava sempre lì, appoggiata alla macchina, che guardava.
P.M.: Lei ha visto una persona sola.
V.C.: Sì, una persona sola.
P.M.: Di questa persona non ha altre caratteristiche nella sua memoria.
V.C.: No, mi ricordo un persona ben piantata. Una persona che era appoggiata alla macchina e guardava nella direzione dove poi...
P.M.: Lei può, compatibilmente con il suo ricordo, indicare gli orari di quando usava il teleobiettivo e quando l'ha visto...
V.C.: Dunque, saranno state... Sì, il pomeriggio, perché... Le quattro, le cinque, sì.
P.M.: Quanto tempo le è stato necessario per andare a Firenze a fare il necrologio? Se lo ricorda, ovviamente.
V.C.: Mah, il tempo... Avrò impiegato a fare il necrologio, poi era domenica, quindi sarò stato a Firenze un'ora, un'ora e mezza, due ore. Un'ora, due ore.
P.M.: Se le mostriamo, signor Chiarappa, le foto aeree di quel posto, lei è in grado di indicarci la sua manovra e le posizioni?
V.C.: Sì, sì, sì. Questo sì.
P.M.: Vogliamo riprovare con quella foto più chiara? Se non le dispiace, signor Chiarappa, se lei si avvicina a quel signor che ha la foto - se lei riconosce la foto, ovviamente - la guarda un attimo. Sì, magari se va direttamente alla foto originale, magari se la guarda con calma e poi...
V.C.: Ecco sì, questo è lo spiazzale. Si deve, con la macchina, entrare qui.
P.M.: Ecco, allora se ora può parlare a voce alta, se c'è un microfono. Prego, prego, rimanendo lì, c'è un microfono.
V.C.: No, no. È esattamente la foto della... Ecco, qui c'è lo spiazzale dove ci si deve allargare per poi entrare in questo vialetto. Questo è il vialetto della casa dei miei amici. E la macchina era posizionata qui.
P.M.: Ci può indicare dov'è, in quella foto, Firenze e dov'è San Casciano?
V.C.: San Casciano è da questa parte.
P.M.: Bene.
V.C.: E Firenze è da qui. E poi qui c'era l'altro vialetto per entrare anche da... Ma noi soprattutto qui, si entrava qui. Allora, per poter fare manovra, anche facendo attenzione alle macchine, ci si doveva per forza allargare su questo spiazzale. Allora, da qui poi fare attenzione e entrare dentro.
P.M.: Lei, quella manovra l'aveva fatta altre volte?
V.C.: Sì, sì, molto spesso, perché erano, appunto, dei carissimi amici e quindi ci frequentavamo molto.
P.M.: Non ho altre domande, grazie Presidente.
Presidente: Parti civili?
Avvocato: No, grazie.
Presidente: Niente. Difensori?
Avvocato Pepi: Avvocato Pepi. Una sola domanda, che è una precisazione: la stessa già fatta a sua moglie.
V.C.: Sì.
Avvocato Pepi: Signor Chiarappa, quindi questa macchina lei l'ha vista presente sul posto anche quando voi siete andati via dai vostri amici. Era sempre lì.
V.C.: Sì, era sempre lì.
Avvocato Pepi: Che ore erano più o meno, se lo ricorda?
V.C.: Le sette, sette e mezza, otto.
Avvocato Pepi: Bene.
V.C.: All'incirca.
Avvocato Pepi: Grazie.
V.C.: Prego.
Avvocato: Un'altra sola domanda: se ha visto altre auto in quella spiazzata.
V.C.: No, no, soltanto questa macchina.
Presidente: Pubblico Ministero?
P.M.: Ancora una domanda, chiedo scusa. Quando siete andati via, la persona c'era ancora, se lei lo ricorda, o c'era solo la macchina?
V.C.: Ecco, questo non posso dirlo perché non mi ricordo, anche perché era un po' buio, non ho fatto bene attenzione. Della macchina sì, perché con i fari, dovendo fare manovra, la macchina me la ricordo, perché la persona non mi ricordo se c ' era.
P.M.: Non ho altre domande, grazie.
Presidente: Senta, lei quando ha detto che la prima volta che è arrivato non si è accorto della macchina. Quindi la manovra l'ha fatta tranquillamente.
V.C.: Sì.
Presidente: La manovra di conversione a sinistra.
V.C.: Sì, sì, credo.
Presidente: L'ha fatta tranquillamente.
V.C.: È passato un po' di tempo, quindi non ricordo esattamente.
Presidente: Mentre la seconda... Come?
V.C.: Non ricordo esattamente adesso, ma credo di averla fatta tranquillamente. Poi mi ha dato fastidio dovendo andare a Firenze, ritornando, che c'era questa macchina.
Presidente: La seconda volta, nel ritornare, nell'immettersi sulla stessa strada che porta alla villa, ha avuto difficoltà a fare la manovra o no?
V.C.: Ho avuto difficoltà, difatti sono andato avanti, ho fatto marcia indietro per poi... Allora ho pensato: la domenica la gente si mette qui, va be'. Tutti abbiamo diritto.
Presidente: Come mai non ha preso la stradina più avanti?
V.C.: Perché non c'è stradina più avanti. Lei dice i viali?
Presidente: Sì, la strada lì.
P.M.: (voce fuori microfono)
Presidente: Sono due strade.
V.C.: Quell'altra non si fa mai, quell'altra non si faceva mai.
Presidente: Non la facevate mai.
V.C.: No.
Presidente: Cioè vuol dire...
V.C.: Perché la prima stradina è quella che porta direttamente alla villa; l'altra si deve fare un giro per poi ritornare alla villa.
Presidente: Ah, ritornare su.
V.C.: Sì.
Presidente: Ho capito, va bene. Bene, se non ci sono altre domande, può andare.
P.M.: Sì, scusi.
Presidente: Sì.
P.M.: Scusi Presidente, proprio per chiarezza. Se lei è in grado di poter indicare approssimativamente l'orario in cui lei - se non ho capito male - tornando da Firenze dopo aver fatto il necrologio, ha avuto questa difficoltà. Che ore potrebbero essere state? Perché lei dice: "la prima volta non ricordo se c'era la macchina; la seconda volta, tornando da Firenze, ho avuto questa difficoltà".
V.C.: Saranno state... Dunque, siamo andati verso le sette e mezzo, otto, le sei e mezza.
P.M.: Ecco.
V.C.: Dalle cinque...
P.M.: Non ho altre domande, grazie.
V.C.: Sei, sei e mezza, ecco.
P.M.: Perfetto.
Presidente: Può andare, grazie.
V.C.: Grazie.
P.M.: Ah, chiedo scusa. Approfitto un attimo, Presidente, della presenza del signor Chiarappa per chiedere una cosa. Il proprietario della casa da cui andavate si chiama Rufo Giancarlo?
V.C.: Si chiamava, perché...
P.M.: È deceduto.
V.C.: È deceduto, sì.
P.M.: Volevo...
V.C.: Sì.
P.M.: Nessun'altra domanda, grazie.
Presidente: Bene.
P.M.: Presidente, questa domanda era per introdurre, e io avevo citato per oggi il teste, appunto, Rufo Giancarlo...
Presidente: Rufo Giancarlo, deceduto. Va bene.
P.M.: ... che fu sentito dai Carabinieri addirittura il giorno 10 settembre dell'85 e fu lui che indicò ai Carabinieri, il giorno dopo l'omicidio, della visita di questi due amici. Quindi vorrei che fosse acquisito, a questo punto, il verbale di quella deposizione e che io produco alla Corte, essendo oggi impossibile ripeterla.

venerdì 17 maggio 2013

Marcella De Faveri - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 30 giugno 1997 - Seconda parte

Segue dalla prima parte

M.D.F.: Allora, noi si veniva da qua, da Firenze e dovevamo entrare in questa strada, per cui normalmente ci si allargava alla piazzola qua, per far manovra. Ovviamente una macchina qui, vedendo la manovra, ci si accorgeva appunto della scomodità. Per cui si notava che non era possibile, insomma, noi dovevamo fare questa inversione.
Presidente: Signora, se può segnare sulla fotografia, cosi, con una X possibilmente, dov'era la macchina che impediva il passaggio.
M.D.F.: Faccio sulla foto?
Presidente: Sì.
P.M.: Sì, sì.
Presidente: Ecco.
M.D.F.: Si vede?
Presidente: Sì, sì, si vede, si vedrà anche nella proiezione.
P.M.: E la casa dei vostri amici, signora, dov'è?
M.D.F.: È in fondo a questa strada, qui sul poggio.
P.M.: Ci sono altre foto che...
Presidente: Sì, sì.
P.M.: ... sono già in atti, ma io le ho rimesse tutte insieme, per cui si...
M.D.F.: È in alto rispetto alla strada.
P.M.: (voce fuori microfono)
Presidente: Ecco la casa degli amici, sì, sì. Amici suoi.
M.D.F.: Ecco. Qui non capisco niente. Allora, questa è la strada... Ah, ecco, no allora è questa la casa. No, è questa.
P.M.: (voce fuori microfono)
Presidente: Signora, si è ricordata o no?
M.D.F.: È lo stesso, per cui la casa è questa.
Presidente: Noi abbiamo capito e non ci siamo mai stati, pensi un po'.
M.D.F.: Allora, venendo da qui, si girava nella piazzola e sopra c'era la casa, questa.
P.M.: Bene, Presidente, non ho altre domande.
Presidente: Bene. Può tornare a sedere signora.
Avvocato Pellegrini: Avvocato Pellegrini, parte civile.
Presidente: Prego, avvocato.
Avvocato Pellegrini: Signora, le chiedo di focalizzare bene la sua attenzione, il suo ricordo sulle figure, che lei ha visto di spalle...
M.D.F.: Sì.
Avvocato Pellegrini: . . . delle due persone che erano appoggiate alla macchina.
M.D.F.: Sì.
Avvocato Pellegrini: Di una, lei ci ha detto: contadino classico toscano, tozzo. Ecco, ci dovrebbe dire, quindi immagino l'altezza, quale potrebbe essere?
M.D.F.:Non era basso, però per tozzo intendo senza collo, quelle teste...
Avvocato Pellegrini: Squadrate.
M.D.F.: ... squadrate, che vanno direttamente alle spalle. Non basso comunque.
Avvocato Pellegrini: Non basso.
M.D.F.: Non bassissimo insomma.
Avvocato Pellegrini: Un'altezza media.
M.D.F.: Altezza media.
Avvocato Pellegrini: L'età che poteva... lei avrà visto i capelli, se erano neri, bianchi?
M.D.F.: Sì, i capelli erano dritti, grigi, grigiastri insomma.
Avvocato Pellegrini: Bene. E questo è quello più tozzo.
M.D.F.: Sì.
Avvocato Pellegrini: Poi lei ha parlato di persona un po' più snella.
M.D.F.: Sì.
Avvocato Pellegrini: Più alta o semplicemente più snella?
M.D.F.: Più snella, però non con la forma senza collo.
Avvocato Pellegrini: Sì, sì, sì. Quindi è persona più longilinea?
M.D.F.: Più longilinea, sì.
Avvocato Pellegrini: Ecco. E questa persona più longilinea, più alta del prima o analoga, secondo quello che lei ricorda, che ha visualizzato?
M.D.F.: Non posso dirlo perché, intanto era quasi seduto sul cofano, per cui non lo so.
Avvocato Pellegrini: Già.
M.D.F.: E poi, a parità di altezza, il longilineo sembra più alto, a meno che non siano vicini. Non so dirlo ecco.
Avvocato Pellegrini: Ho capito. E circa l'età, anche apparente di...
M.D.F.: Non giovane. Anche lui capelli... un po' di meno, ì cioè meno capelli e...
Avvocato Pellegrini: Brizzolati.
M.D.F.: Sì, insomma, colore indefinibile ecco.
Avvocato Pellegrini: No, no, d'accordo, dica lei se non è un colore indefinibile.
M.D.F.: Sì...
Avvocato Pellegrini: Nel senso biondiccio, rossiccio...
M.D.F.: Era... No, sul rossiccio no. Il bianco o grigio che deriva da un ex biondo piuttosto che da un nero.
Avvocato Pellegrini: Ho capito.
M.D.F.: Non so come chiamarlo.
Avvocato Pellegrini: Ho capito.
M.D.F.: Sabbia, ma...
Avvocato Pellegrini: Stoppa.
M.D.F.: No...
Avvocato Pellegrini: Va bene.
(voce fuori microfono)
Avvocato Pellegrini: Va bene, crediamo di aver capito.
M.D.F.: Non come i miei, ma forse poteva essere un biondo, un ex biondo, ecco.
Avvocato Pellegrini: Un ex biondo, ho capito. E l'abbigliamento di queste persone?
M.D.F.: Non mi...
Avvocato Pellegrini: Che cosa ricorda?
M.D.F.: Non me lo ricordo bene.
Avvocato Pellegrini: Camicia, casacche...
M.D.F.: Non ricordo.
Avvocato Pellegrini: Non ricorda. Bene, grazie. Non ho altro.
PRESIDENTE: Le altri parti civili? 
Avvocato: No.
Presidente: Nessuna. Allora, avvocato Pepi.
Avvocato Pepi: Avvocato Pepi. Soltanto, signora, una precisazione che mi interessa da quello che lei ha dichiarato.
M.D.F.: Sì.
Avvocato Pepi: Quindi, lei mi conferma che quest'auto rossa che lei ha visto, tronca di dietro, sarebbe stata presente alla piazzola degli Scopeti dal momento in cui voi siete arrivati, quindi dalle 15.30, fino alle 20.00.
M.D.F.: Sì, sino alle 20.00, sì.
Avvocato Pepi: Bene, grazie. 
Avvocato: ... domande, signor Presidente. Lei, signora, ha visto soltanto quell'auto?
M.D.F.: Sì. 
Avvocato: Grazie.
Presidente: Senta signora, lei dice, poi, che è andata lì dai suoi amici, Rufo, e poi ha guardato con... come si chiama, col teleobiettivo.
M.D.F.: Sì.
Presidente: La macchina l'ha guardata?
M.D.F.: Sì.
Presidente: Quelle persone erano sempre lì, oppure non si vedevano?
M.D.F.: No, io poi non le ho più viste quelle persone. C'era la macchina. Ma ritornando indietro, io persone non ne ho viste.
Presidente: Lei a che ora è andata via, poi, dal Rufo?
M.D.F.: Sette e mezza, otto.
Presidente: La macchina c'era o no?
M.D.F.: Sì, c'era.
Presidente: Era sempre lì.
M.D.F.: Sì, però non ho visto più nessuno.
Presidente: Ma era sempre la stessa macchina o una macchina simile?
M.D.F.: Cioè, era sempre lo stesso colore, nella stessa posizione. Io non ho guardato la targa se era uguale.
Presidente: Ho capito, ma lei ha parlato di una macchina che sembrava senza bagagliaio... S
M.D.F.: Sì, sì, la macchina...
Presidente: ... era quella lì.
M.D.F.: Sì.
Presidente: Va bene. Non c'erano persone a bordo né vicino.
M.D.F.: No, non c'erano persone, no. Non le ho viste, per lo meno. Anche perché, tornando indietro, non c'è il problema della manovra, per cui...
Presidente: Si, sì.
M.D.F.: Ho visto sempre quella macchina.
Presidente: E per uscire non avevate i problemi che avevate per entrare.
M.D.F.: No.
Presidente: No?
M.D.F.: No, perché ci si allarga sulla sinistra e si riesce a entrare. Dovevamo tornare a Firenze...
Presidente: No, sulla destra.
M.D.F.: Sì.
Presidente: Dovevate fare la manovra inversa a quella che avete fatto prima.
M.D.F.: Sì. Però, mentre prima bisogna allargarsi molto per imboccare, ci si allarga dal cancello...
Presidente: Ah, dal cancello.
M.D.F.: ... perché ingombrava di meno nell'uscita, insomma.
Presidente: Va bene. 
Avvocato Bertini: Presidente...
Presidente: Avvocato Bertini? 
Avvocato Bertini: Sì, una sola domanda, signora. Lei ha detto che ha avuto dei dubbi per parecchio tempo sul fatto che potesse essere o bianca o rossa, la macchina.
M.D.F.: Sì.  
Avvocato Bertini: Lo conferma questo fatto?
M.D.F.: Come?  
Avvocato Bertini: Conferma il fatto che ha avuto dei dubbi sul fatto che fosse bianca o rossa?
M.D.F.: I dubbi, quando ho fatto la dichiarazione, avevo dei dubbi. Poi ho fatto proprio mente locale e io, purtroppo, ho una memoria visiva molto per i colori. 
Avvocato Bertini: Comunque, ecco, la cosa che ricorda maggiormente è che aveva la coda tronca, quello sì.
M.D.F.: Sì. E poi, facendo mente locale, sono sicura al 90% fosse rossa. 
Avvocato Bertini: Grazie.
Presidente: Bene, può andare, signora. Buongiorno.
P.M.: Buongiorno e grazie, signora.

giovedì 16 maggio 2013

Marcella De Faveri - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 30 giugno 1997 - Prima parte

Presidente: Bene, un altro teste può entrare.
P.M.: Sì, Presidente, grazie. Sentiamo De Faveri Marcella.
M.D.F.: Buongiorno.
Presidente: Come si chiama lei signora?
M.D.F.: De Faveri Marcella.
Presidente: Dove è nata, quando è nata, dove risiede?
M.D.F.: Sono nata a Xxxxxxx Xxxxxxx, XX/XX/XX e risiedo a Xxxxxxx, via Xxxxxxx. “Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di guanto è a mia conoscenza.”
Presidente: Risponda alle domande del Pubblico Ministero e poi dei difensori. Senta, vuole essere ripresa dalla televisione, o no?
M.D.F.: No.
Presidente: No. Bene. Allora niente telecamere. Pubblico Ministero, prego.
P.M.: Grazie, Presidente. Signora, può innanzitutto spiegare alla Corte qual è la sua professione?
M.D.F.: Sono insegnante. 
P.M.: Senta signora, lei ricorda di essere stata in giorni vicino all'omicidio di Scopeti in quella zona a trovare qualcuno?
M.D.F.: Sì, era il giorno... era una domenica, ero andata a trovare degli amici che stanno lì agli Scopeti, nella villa di fronte dove poi è successo.
P.M.: Si ricorda come si chiamano questi amici?
M.D.F.: Sì, Rufo.
P.M.: Era la domenica prima che fosse scoperto l'omicidio?
M.D.F.: Sì. Io l'ho saputo alla televisione il lunedì, quando...
P.M.: Quindi era la domenica 8?
M.D.F.: La domenica 8, sì.
P.M.: Lei questa visita a questi amici Rufo l'ha fatta nel pomeriggio o la mattina?
M.D.F.: Siamo arrivati verso le tre.
P.M.: Di pomeriggio.
M.D.F.: Di pomeriggio, sì.
P.M.: "Siamo", nel senso con suo marito?
M.D.F.: Con mio marito sì.
P.M.: Suo marito si chiama, scusi?
M.D.F.: Chiarappa Vittorio.
P.M.: Ci può raccontare questa visita, il momento in cui siete arrivati, avete visto qualcosa?
M.D.F.: Sì. Allora, noi siamo arrivati, c'è un problema per entrare nella villa di questi amici perché praticamente bisogna allargarsi sulla destra per poter entrare nel cancello e c'è una specie di piazzola e c'era una macchina ferma. Per cui abbiamo commentato in maniera un po' sfavorevole insomma, questo fatto di avere una macchina che ci impediva di fare la manovra. Mentre mio marito cercava di entrare, io ho guardato...
P.M.: Chiedo scusa. Voi venivate da...
M.D.F.: Noi venivamo da Firenze.
P.M.: E per andare nella casa del Rufo voltavate a sinistra o a destra?
M.D.F.: A sinistra. Normalmente nella piazzola ci si allarga perché praticamente si ritorna... il viale è parallelo alla strada, per cui bisogna allargarsi per entrare.
P.M.: Allargare sulla destra...
M.D.F.: Sulla destra.
P.M.: ... chiedo scusa, verso la piazzola e poi girare...
M.D.F.: E girare e praticamente tornare indietro.
P.M.: Una specie di U.
M.D.F.: Una specie di U.
P.M.: Benissimo. Lei ricorda questa manovra...
M.D.F.: Sì, che è stata più difficoltosa del solito proprio perché c'era una macchina ferma.
P.M.: Guidava suo marito ha detto.
M.D.F.: Guidava mio marito, per cui lui era impegnato nella manovra e io ho guardato chi era, insomma. E ho visto che c'era una macchina ferma con due signori. Allora, il muso della macchina, questa, era verso diciamo San Casciano. Uno era appoggiato sul cofano, al cofano, per cui dava le spalle, e l'altro guardava sulla parte destra, verso il bosco, appoggiato alla macchina, per cui io non ho visto in faccia questa gente.
P.M.: Vuole andare avanti nel racconto?
M.D.F.: Sì. Poi siamo arrivati a casa di questi amici. Mio marito aveva comprato un teleobiettivo alla macchina...
P.M.: Alla macchina fotografica?
M.D.F.: Sì, alla macchina fotografica. Il ricordo è che giocavano con questa cosa, 'guarda come si vede bene', così e...
P.M.: Giocavano con il...
M.D.F.: Con il teleobiettivo. 'Guarda come si vede bene da lontano, da vicino...'
P.M.: Con il signor Rufo.
M.D.F.: Con il signor Rufo. A un certo punto ho detto: 'voglio vedere anch'io'. Guardando in fondo vedo bene la macchina. Ecco, rivedo la macchina.
P.M.: L'automobile.
M.D.F.: L'automobile ferma. Ecco, poi...
P.M.: Dalla casa del Rufo, questo.
M.D.F.: Dalla casa del Rufo, sì. Poi mi ricordo che mio marito ha dovuto ritornare a Firenze per fare un necrologio, sarà andato via verso le quattro e mezza. Nel ritorno commenta che ancora c'era questa macchina che impediva la manovra. Da lì poi siamo andati via verso le otto circa e la macchina era ancora lì.
P.M.: Lei ricorda qualcosa di più specifico sul tipo di macchina e sulle caratteristiche fisiche di queste due persone? A suo tempo, quando si presentò, almeno sembra che avesse i ricordi uh po' più particolari. Vogliamo vedere se li ricorda ancora?
M.D.F.: Sì, allora, in effetti ce li ho più sulle persone che non sulla macchina perché di macchine non me ne intendo, non le riconosco. Mentre delle persone: uno era, non so...
P.M.: Lei li ha visti da dietro, ha detto.
M.D.F.: Da dietro. Per cui dal dietro, uno era, come si può dire, un po' il contadino classico toscano, con la testa quadrata, quasi senza collo, un po' tozzo, un po' robusto e l'altro più slanciato ecco.
P.M.: Più magro.
M.D.F.: Più magro, ecco, basta, non...
P.M.: Lei ha detto anche qualcosa sul colore dell'auto e anche sulle caratteristiche. 
M.D.F.: Ecco. La caratteristica è che era una macchina senza. . . come si dice dietro?
P.M.: Il baule, era...
M.D.F.: Insomma,. quelle che...
P.M.: Lei ha detto era tronca dietro.
M.D.F.: Sì, più o meno ecco. Secondo me sono tutte uguali, per cui non posso essere più precisa.
P.M.: Comunque lei ha avuto l'impressione che non avesse il baule.
M.D.F.: Sì.
P.M.: E sul colore?
M.D.F.: Sul colore...
P.M.: Se lo ricorda.
M.D.F.: Quando sono venuta da lei avevo un dubbio se rossa o bianca. Poi ho Fatto mente locale, cioè proprio di cercare di… e quasi sicuramente era rossa. Perché io guardavo poi molto di più la gente che c'era che non la macchina, anche perché non... ripeto, conosco la 500 e la Volkswagen, riconosco, le altre sono tutte uguali.
P.M.: Le fu mostrata anche una foto, non da me, penso in Questura, della macchina, lo ricorda? Di una macchina.
M.D.F.:Sì, sì.
P.M.: Senta, se io le mostro ora la foto di quei posti presa dall'aereo, mi può vedere se descrive la manovra?
M.D.F.:Sì.
P.M.: Eh, grazie. Se riusciamo a mostrarle, sennò le foto sono state ingrandite, io le produco Presidente. Sono quelle fatte, dopo il fatto, dall'aereo. Sono abbastanza chiare per quanto riguarda i luoghi e quindi le produco. Sono diverse foto fatte all'epoca. Nel caso non fosse possibile vederle con questi visori, chiedo di mostrarle direttamente le foto alle parti e alla teste. Si vede male, obiettivamente non si vede i colori.
M.D.F.: Non è splendida.
Presidente: L'altro giorno si vide bene.
P.M.: Presidente, siccome le foto in realtà sono molto chiare, se lei consente, dopo che le ha viste la Corte, mostrerei proprio le foto alla teste.
Presidente: Sì, sì, si può fare anche questo. Però l'altro giorno si vide bene.
P.M.: Io, Presidente... C'è qualcosa al proiettore evidentemente. (voci fuori microfono)
M.D.F.: Se io riconosco il cancello, che in questo momento non riconosco...
P.M.: Possiamo far vedere intanto le foto alla teste, Presidente?
M.D.F.: Ah ecco, qui sì, vedo la strada. Allora...
P.M.: Possiamo avvicinarci...
Presidente: Vada lì. Il microfono ce l'ha.
P.M.: Sul visore è difficile, quindi io pensavo se era possibile intanto mostrare la foto alla Corte...
Presidente: Sì.
M.D.F.: Allora, noi si veniva da qui, per entrare in questo... Allora, noi si veniva da Firenze. Per entrare in questo cancello, che è qui, bisognava allargare in questa piazzola e tornare. C'era una macchina lì, per cui diventa difficile e ci si accorge proprio che esiste una macchina. Da qui si allarga qui e praticamente si torna indietro. Cioè, qui forse è più chiara. La strada...
Presidente: (voce fuori microfono)
M.D.F.: Era... qui. Dove c'è lo slargo, dove noi si veniva, si allargava qui e si tornava indietro. Con una macchina qui questa manovra non si può fare.
Presidente: Io l'ho vista, però la deve vedere... gli avvocati, la difesa, eccetera. Se potete metterla comunque al video, al proiettore.
P.M.: Noi ci riproviamo, Presidente.
Presidente: Eh.
P.M.: Vuole riprovare?
Presidente: L'altra volta che avete fatto col computer voi?
P.M.: Sì. Proviamo anche quello, Presidente.
Presidente: Il computer mi sembra che sia più chiaro.
P.M.: Proviamo anche col computer, le proviamo in tutte e due i modi.
Presidente: No, così non è chiara. Là, col computer forse è meglio.
M.D.F.: Sì, però ora che ho visto la fotografia lo posso fare. Ora che l'ho vista.
P.M.: Sì, solo abbiamo...
M.D.F.: Ah, già, è vero.
P.M.: Non è possibile mettere più a fuoco.
Presidente: Sta migliorando.
P.M.: È una questione di colori...
Presidente: Eccolo qua, ora si vede bene. Ma che effetti di sera.
P.M.: Ne abbiamo due a posta, uno compensa l'altro.
Presidente: Guarda lì.
M.D.F.: Sì, ora funziona.
Presidente: Ora funziona, ora vede benissimo signora.
M.D.F.: Sì.
Presidente: Faccia una cosa: vada di là col microfono e ci indichi col dito dov'era la macchina, qual era la stradina che dovevate imboccare. Con una penna, possibilmente con una penna che non...
P.M.: Se lo fa sulla foto direttamente dov'è l'operatore forse...
Presidente: Indicategli come deve fare.