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venerdì 9 novembre 2012

Arturo Minoliti - Deposizione del 15 luglio 1994 - Quarta parte

Segue dalla terza parte.

A.B.: Senta, vediamo se c'erano queste cose ora: se è vero che nella zona di San Casciano Val di Pesa, per più tempo, in più periodi dell'anno, gravitavano, sostavano dei circhi equestri?  
A.M.: Esattamente, sì.  
A.B.: Oh. Almeno questo.  
A.M.: Le posso indicare anche le date. 
A.B.: Eh.  
A.M.: E i luoghi.  
A.B.: Ecco.  
A.M.: Lei senz'altro...  
A.B.: Ecco, se me li dice. 
A.M.: Sono nel '79 e nel capoluogo, esattamente ai macelli, nell'80...  
A.B.: Ma quanti, quanti ne sono, ne sono passati?  
A.M.: Esattamente nel totale di sei, che va nel periodo dal '79 ali'83.  
A.B.: '83, oh, totale di sei: Circo Dercos eccetera, eccetera. Va bene.  
A.M.: Ma è vicino.  
A.B.: Sono tutti qua. Senta, volevo dire un'altra cosa, si fa agriturismo nella zona?  
A.M.: Ci sono delle attività di agriturismo, sì.  
A.B.: Parecchie?  
A.M.: Mah, non tante ma ce ne sono. Io almeno che ne conosco personalmente sono due o tre. 
A.B.: Ecco, normalmente, ci sono italiani o ci sono stranieri che vengono?  
A.M.: Mah, è mista. Il Chianti è una zona prediletta anche da stranieri, però non mi risulta che ci sia un fenomeno di una natura particolare.  
A.B.: Guardi, tutti dicono che in Toscana, specialmente nella zona del Chianti, è piena di stranieri.  
A.M.: Sì, questo è vero...  
A.B.: Oh, e allora veda, veda, ecco il sì, il no e il ni.  
A.M.: No, gli ho detto che praticamente vengono stranieri...  
A.B.: Oh, e allora, lo dicono tutti, è un fenomeno direi notissimo...  
P.M.: E allora cosa centra il Maresciallo di San Casciano?  
A.B.: Perché il Maresciallo di San Casciano questo fenomeno lo conosce.  
A.M.: No.  
A.B.: Perché è addirittura un maresciallo dei Carabinieri. E lo deve conoscere.  
Presidente: Non facciamo commenti, proseguiamo con le domande.  
A.M.: Per quanto riguarda l'autorità locale di Pubblica Sicurezza sono il Comando di Polizia Municipale, quindi le varie cedole per le persone che gravitano nel territorio vengono mandate al comando dei Vigili Urbani.  
A.B.: Lei sa benissimo che c'è una legge particolare anche sugli stranieri che, una legge che voi anche dovete far rispettare. La sa meglio di me. E allora, scusi? Senta, Maresciallo, volevo domandarle un'altra cosa: lei ricorda se furono sequestrate al signor Pacciani tante cose? Monili, perle, buccole, cose varie e anche delle giacche teatrali, costumi. E' vero questo?  
A.M.: Sì.  
A.B.: Ecco.  
A.M.: No, costumi no, delle giacche mi risulta.  
A.B.: Giacche, costumi da teatro, mi perdoni, io ci ho la mente sempre portata ad altre cose, capito? Teatro, capisce, circhi equestri.  
A.M.: Io ho notato, ho visto soltanto due giacche, molto appariscenti, due giacche...  
A.B.: Molto appariscenti, Quindi che lei né io porteremmo a giro, no?  
A.M.: Ma, io no personalmente, poi non so…  
A.B.: Ecco, e neppure io penso. Va bene, dico quindi sono giacche da teatro, giacche da circo equestre, giacche, vestimenti.  
Presidente: Va bene, sono quelle che sappiamo.  
A.B.: Sì, quelle che sappiamo.  
Presidente: Se volete vederle, ci sono.  
A.M.: Anche da persone che hanno un complesso musicale.  
A.B.: Oh, complesso musicale. Quindi, vede, sono delle divise, diciamo cosi, possono essere delle divise. Senta, lei sa che cosa disse in proposito il Pacciani su questa roba che fu trovata?  
P.M.: Non può rispondere; c'è il 62; vale sia per me che per lei.  
A.B.: Certamente. Lei sa se qualcuno, se qualcuno...  
P.M.: Un po' di equità.  
A.B.: Ha ragione, incasso il colpo.  
Presidente: Chi di spada ferisce, di spada perisce.  
A.B.: Ma Presidente, qua non si ferisce nessuno, qua...  
Presidente: Io non ero d'accordo tanto con questo 62, ma c'è.  
A.B.: Va bene. Senta, lei sa se qualcuno, qualcuno di questi circhi si... non so, qualcuno richiese, disse, domandò, denunziò il fatto che aveva perso qualcosa, oppure non lo sa?  
A.M.: Denunce agli atti non ne...  
A.B.: Non ne esistono.  
A.M.: Non ne esistono.  
A.B.: Senta, lei sa se dall'attività di indagine che fu effettuata - ne parla il dottor Perugini, ne parlano un po' tutti quelli della SAM; mi pare che uno di questi era anche firmato da lei - che era uso il signor Pacciani girare per queste discariche?  
A.M.: Ma, se mi rilegge l'atto, non mi risulta che io abbia mai fatto un'annotazione...  
A.B.: Firmato, lei non l'ha mai firmato? Io non ce l'ho sotto gli occhi, però mi sembrava che lei l'avesse pure firmato. Senta, un'ultima domanda, ed è questa: lei contò, memorizzando quello che c'era dentro la casa quando andò il 6, il 12/06, il 12/12/91, quanti mobili aveva il signor, dunque contò...  
A.M.: Quella del civico 28.  
A.B.: Li numerò, quella del civico, sì.  
A.M.: Dunque, posso dire, cioè io me la ricordo: c'era l'ingresso con la cucina, con un forno nella parete destra perpendicolare all'entrata; poi c'era il bagno, poi c'era la camera da letto; ricordo che c'era praticamente la finestra dalla parte opposta rispetto all'entrata; c'era il letto sulla destra, spostato dalla parete, messo in posizione mi sembra pressoché trasversale; c'era un altro mobile, un armadio, che non era posizionato lungo la parete, se ben ricordo... 
A.B.: Ecco, quindi lei ricorda questi cinque, sei mobili...  
A.M.: Lei consideri che è passato tanto tempo, poi di situazioni se ne sono riviste tante altre.  
A.B.: Se ne sono riviste. No, no, per la memorizzazione del, cioè lei andò lì soltanto per vedere che cosa era successo, quale mobile sarebbe stato spostato.  
A.M.: Bisogna dire anche che avevo, se la si può così chiamare, una pseudogiustificazione perché ogni tanto c'erano degli atti da notificare al signor Pacciani.  
A.B.: Degli atti da notificare al signor Pacciani. Senta, lei sa che avete fatto degli accertamenti sull'auto del signor Pacciani, che era stata acquistata nuova nel 19.. mi pare '82, se lo ricorda questo? 
A.M.: Non è un accertamento che ho fatto io...  
A.B.: Non l'ha fatto lei l'accertamento. Lei lo vedeva il signor Pacciani, dopo uscito, a giro per il paese?
A.M.: Dopo la sua scarcerazione? 
A.B.: Sì.  
A.M.: Sì l'ho visto in un paio di circostanze, non occasionali, però.  
A.B.: Non occasionali. Cioè l'andava lei a trovare.  
A.M.: Cioè nel senso che quando lei usciva c'era sempre un'attività di polizia...  
A.B.: E dove andava il signor Pacciani?  
A.M.: Ma lui l'ho sempre visto per, diciamo, la strada principale di San Casciano, via Machiavelli; una volta in Borgo Sacchiani. E ricordo che in quella circostanza incontrò, incrociò anche il Vanni...  
A.B.: Sì, ma questo non c'è dubbio.  
A.M.: E quindi, niente.  
A.B.: Lo incrociò e poi che fece?  
A.M.: Niente, poi, dopo, naturalmente, la mia era soltanto una presenza a supporto di operatori di polizia che stavano effettuando il loro lavoro.  
A.B.: Senta, quella macchina metallizzata, quella Argenta, era grigio chiara, com'era?  
A.M.: Era grigio metallizzato. Ora chiara non glielo posso dire...  
A.B.: Grigio metallizzato dell'Argenta, me lo ricordo, era chiarissimo.  
P.M.: Era metallizzata.  
A.B.: No, era un metallizzato chiarissimo, perché c'era...  
A.M.: È quello che stavo dicendo, perché all'epoca non esisteva ancora il color antracite, canna di fucile, non veniva ancora...  
A.B.: Non esisteva... oh, oh quindi...  
A.M.: Era un grigio metallizzato.  
A.B.: Quindi era chiara, benissimo...  
A.M.: Perché, per quanto riguarda la determinazione dei colori...  
A.B.: No, perché siccome ce la ricordiamo l'Argenta, infatti era Argenta, si chiamava Argenta anche per questo...  
P.M.: Non solo per questo.  
A.B.: Argentata...  
P.M.: Non solo per questo.  
A.B.: Molto, molto d'argento.  
Presidente: Non era solo metallizzata eh, era di tutti i colori.  
A.B.: Ma, certo, era metallizzata...  
Presidente: Ma non si chiamava Argenta perché era argentata, eh.  
A.B.: Sì, va bene. Ma io ricordo che le Argenta, signor Presidente, che poi non furono grandi macchine, perlomeno...  
Presidente: Sì, furono un fallimento.  
A.B.: Erano tutte quante metallizzate di un argento chiaro, molte erano argento chiaro...  
Presidente: Erano di vari colori, Avvocato.  
A.B.: Qualcuna era bianca, cioè non c'era ancora la canna di fucile, eccetera. Io non ho altre domande, grazie.  
P.M.: Ne avrei una sola.  
Presidente: C'è l'avvocato Fioravanti? No, come volete.  
A.F.: Faccia, faccia.  
P.M.: Una sola, Presidente, è questa: se il Maresciallo Minoliti sa qualcosa sui telefoni che erano nelle case del Pacciani. Ieri con l'ispettore Lamperi abbiamo appreso che nella piazza del Popolo fu installato un telefono nell'anno '83; ci ha parlato... domande fatte prima, ma comunque, divenne operativo nell'83, mi sembra di aver sentito dicembre. Comunque anno '83. Lei sa se c'era un telefono - e poi questo lo sappiamo dalle intercettazioni nella via Sonnino - sa quando è stato messo il telefono in via Sonnino?  
A.M.: Dunque, so che esiste in via Sonnino, al civico 30 non al 28, esiste un impianto telefonico con relativo apparecchio. Non vorrei sbagliarmi, ma ritengo che sia stato fatto successivamente alla...  
P.M.: Alla scarcerazione.  
A.M.: Alla scarcerazione. Però potrei anche sbagliarmi, non è un accertamento che ho fatto personalmente.
P.M.: Che ha fatto lei. Bene, non ho domande, grazie. 
Presidente: Avvocato Fioravanti, prego. 
A.F.: Maresciallo Minoliti, io volevo tornare un attimo al problema delle discariche. Ecco, vicino a Sant'Anna esiste una discarica, cioè nella zona di Sant'Anna?  
A.M.: Allora, ripeto, Avvocato, non è, almeno esiste un luogo che viene chiamato discarica perché è oggetto di deposito di rifiuti da parte di persone. E secondo quella che è la mia definizione, quale carabiniere, discarica è anche un luogo dove esiste anche soltanto due pezzi che sono nocivi per l'ambiente. Così come ce ne può essere una montagna. 
A.F.: Ma è grande come luogo?  
A.M.: Ripeto, successivamente alla data del mio arrivo a San Casciano, il luogo si presentava come un luogo occasionale di smaltimento, da parte di sconsiderati, di rifiuti. 
A.F.: Ecco, vicino a questa discarica di Sant'Anna, c'è per caso un maneggio? Maneggio, cavalli.  
A.M.: Allora, personalmente... di maneggi ce ne sono tanti. A Montefiridolfi, proprio vicino, no. Diciamo che sulla strada che da San Casciano porta a Mercatale, al bivio per Montefiridolfi, esiste un maneggio, però, insomma, abbastanza distante. 
A.F.: Quello che conosco io...  
A.M.: Saranno due o tre chilometri... 
A.F.: E vicino alla discarica di Sant'Anna esiste un maneggio, per caso, del signor Bini, di Mercatale?  
A.M.: Ed è quello che le stavo parlando io, non è vicino alla discarica di Sant'Anna... 
A.F.: Ma è sulla strada che porta alla discarica.  
A.M.: Il maneggio si trova esattamente all'inizio del bivio per Montefiridolfi, ed è distante dal luogo che viene definito come discarica, per quello che mi risulta, circa tre chilometri, forse anche qualcosa in più. 
A.F.: Cioè vicino a quel distributore di benzina?  
A.M.: Esattamente, il distributore di benzina si trova prima di imboccare il bivio per Montefiridolfi. 
A.F.: Ecco, senta un cosa, in merito, invece, al circo equestre, ai circhi equestri, per caso lei è mai venuto a conoscenza che a Mercatale sostava un circo equestre di nome Giro o Gira Catena? Che era il cognome del proprietario?  
A.M.: Allora, se lei per circo equestre intende proprio come circo equestre, le posso dire che effettivamente a Mercatale c'è stato un circo equestre nell'anno 1980. Unica circostanza in cui un circo equestre è stato posto in essere in via Coffi, di fronte alla scuola media. 
A.F.: Sì. Proprio lì dove veniva identificato mi sembra dall'imputato attuale in un interrogatorio con il dottor Vigna, presente anche lei. Ecco, è per caso arrestato oggi il proprietario di questo circo che lei sappia?  
P.M.: Chiedo scusa, ma la pertinenza della domanda dell'arresto del proprietario del circo, insomma, io mi oppongo alla domanda.  
Presidente: Bah, mi sembra assai leggerino, comunque vediamo se il Maresciallo lo sa, sentiamo un po'.  
A.M.: Non conosco nemmeno il nome. Se lei si riferisce a qualche altra circostanza è possibile. 
A.F.: Ecco, allora no, lasciamo stare. È comunque a Sollicciano, glielo posso dire io. 
Voce fuori microfono: Chissenefrega! 
A.F.: In merito alle figlie di Pacciani, ecco, lei ha fatto vari interventi presso le figlie per la questione garage.  
A.M.: Esattamente. 
A.F.: E mi può dire il motivo per cui iniziò questa questione, cioè di privare Pacciani di quel... dell'uso di quel garage?  
A.M.: Dunque, bisogna prima premettere che il garage è comunicante con l'abitazione di Piazza del Popolo 7 attraverso delle scale che portano all'ingresso dell'abitazione stessa, però... 
A.F.: Sì, questo la Corte l'ha visto anche...  
Presidente: Sì.  
A.M.: Quindi... 
A.F.: Ecco, c'è una porta, comunque che si chiude dall'interno dell'abitazione in quel garage. Non è solo scale e via.  
A.M.: No, c'è una porta. Non so se si può chiudere o meno perché non ho mai verificato, comunque esiste una porta. E ricordo la circostanza che le figlie lamentavano la continua presenza del genitore in quel garage, per cui loro volevano stare tranquille e richiedevano un interessamento perché loro non erano a conoscenza delle modalità di come potevano ovviare all'inconveniente. Avevano, dichiaravano sempre di voler stare tranquille e non gradivano la presenza e la visione del genitore. 
A.F.: Ecco, lei sa come è finita la questione in Pretura, a Firenze, per la disponibilità a Pacciani di quel garage?  
A.M.: Ma, io... 
A.F.: C'è stato un...  
A.M.: ...Non ho avuto atti... 
A.F.: Un articolo 700...  
A.M.: Non ho avuto atti ufficiali. So che l'abitazione è stata data alle figliole, con non so se l'uso del garage in disponibilità del signor Pacciani. Però non ho atti su cui ho potuto documentarmi. AW. Fioravanti: Beh, sono...  
A.M.: Si tratta di un processo civile che non era... 
A.F.: Sì, sì, un processo civile con una risoluzione. Ecco, ma il motivo dei suoi interventi, i motivi, il motivo base dei suoi interventi su questo garage, per impedire, o meglio per eseguire un ordine che voleva che Pacciani non ci stesse, era solo questo?  
A.M.: No, non si trattava nessun ordine, a tal proposito, anzi, posso dire che non avevo ricevuto nessuna disposizione in merito. Si trattava del mero compito di un comandante di stazione che deve salvaguardare, naturalmente, deve tutelare l'interesse delle parti che si trovano in discussione. Ripeto, si trattava di un contenzioso fra privati; il nostro buon ufficio viene richiesto molto spesso e noi interveniamo. A tal proposito posso anche rammentare che per accordo fra le parti io mi interessavo affinché l'amministrazione comunale ponesse in essere un qualche cosa, un tramezzo per poter dividere in maniera definitiva, senza nemmeno serrature, il garage dalle scale che portavano all'abitazione. La cosa non fu fatta perché poi si risolse in maniera diversa. 
A.F.: Ecco, lei partecipò ad un interrogatorio il 17 del mese di luglio '91 e sentì Locci Giovanni in merito ad una costruzione, o meglio ristrutturazione di una casa in via Scopeti, 1, località Tavarnuzze. Lei ricorda questo interrogatorio?  
A.M.: No. 
A.F.: Riguardava, per caso Vanni?  
A.M.: Ma, se è a mia firma... Avvocato, io non lo ricordo, perché di atti di Polizia Giudiziaria ne ho fatti tantissimi, quindi non so se c'è la mia firma lì. 
A.F.: Sì, sì. Minoliti. Minoliti Arturo. 
P.M.: Facciamoglielo vedere su…  
Presidente: È meglio forse se glielo fa vedere, effettivamente.  
A.M.: Alcuni li ho, altri...  
Presidente: Ecco, guardi pure questo verbale, Maresciallo. Lo legga bene. 
A.F.: Si legge male, ma comunque... Ecco, questo verbale di dichiarazioni rese da persona informata era soltanto per identificare Locci Giovanni, oppure per un altro motivo?  
A.M.: Il motivo era per assumere quante più notizie possibili su altre persone che ci interessavano. Tipo, nella circostanza, la persona indicata nel verbale. 
A.F.: Va bene. Lei ha fatto indagini sulla presenza di Faggi Giovanni in San Casciano?  
A.M.: No. 
A.F.: Sulla sua macchina Argenta?  
A.M.: Sulla sua macchina Argenta ho contribuito alle indagini che venivano fatte, naturalmente, da tutto il gruppo di lavoro. 
A.F.: Ecco, noi abbiamo sentito un teste ieri, che ha riferito di un Argenta, di una macchina a tre volumi...  
Presidente: Centotrentuno. 
A.F.: Centotrentuno, meglio. Ecco, si potrebbe sapere...  
Presidente: Centotrentadue. 
A.F.: Sì, centotrenta... sarebbe meglio fosse stata una centotrentadue, sarebbe. Ecco, mi potrebbe dire... però lei non è un tecnico, sicuramente, il fanalino interno alla macchina, la luce dov'è? Vicino allo specchietto? Ne parlava quel teste di questa luce vicino allo specchietto retrovisore.  
A.M.: Vede, Avvocato, per quanto può essere a mia conoscenza, generalmente la luce si trova in quella, nella posizione centrale, in alto, sempre sulle autovetture, al centro dell'autovettura. Se era collocato in maniera diversa, francamente non glielo posso e non glielo so dire. 
A.F.: Era una circostanza se aveva visto la macchina, ecco.  
Presidente: A seconda, perché poi il teste aveva parlato: centotrentuno, centotrentadue, ma tipo è... 
A.F.: No, la centotrentuno ce l'ha normale.  
Presidente: Tipo, tipo, tipo centotrentuno... 
A.F.: Sì, sì...  
Presidente: Mi pare non lo avesse... 
A.F.: Ma la centotrentadue, l'Argenta ce l'ha... 
Presidente: ... individuato esattamente. 
A.F.: ce l'ha appunto...  
Presidente: Aveva detto però che era una tre volumi, questo... 
A.F.: Tre volumi.  
Presidente: Tipo centotrentuno, centotrentadue, possiamo riguardare la vernalizzazione, o risentire. 
A.F.: Grazie, per ora nessun'altra domanda, grazie.  
Presidente: Possiamo licenziare il teste?  
A.B.: Signor Presidente, sì, senz'altro.  
Presidente: Grazie Maresciallo, buongiorno, può andare.  
A.B.: Signor Presidente, la difesa deve fare una richiesta: deve produrre ai sensi dell'articolo 234, in riferimento all'articolo 218 presupposti per l'esperimento giudiziale - è una cassetta dove sono riprodotte delle situazioni che sono state descritte da due o tre dei testimoni che si sono sentiti nelle udienze precedenti. Alcuni testimoni, lei ricorderà signor Presidente, la Corte ricorda, dicono di aver visto una torcia elettrica, una torcia, mentre loro facevano i fatti loro, questo un uomo e una donna, e dietro la torcia di avere intravisto, anzi visto bene, il volto del Pacciani. Un altro testimone avrebbe detto, addirittura, che il Pacciani, comunque una persona che poteva assomigliare al Pacciani, avrebbe abbracciato quasi per intero una Passat e avrebbe avuto in una mano una pistola, o qualcosa del genere, e nell'altra mano, l'altra mano era fasciata. Io produco questa cassetta se la Corte ritiene...  
Presidente: Chiede di produrre.  
A.B.: Chiedo di produrre. Se la Corte ritiene di potere farla visionare, perché all'esito di questo documento, essendo i presupposti dell'articolo 218 e quelli relativi a un fatto che si dovrebbe accertare, io chiedo di produrre, ai sensi dell'articolo 234 e 218 questa cassetta. L'articolo 218 è chiaro: "L'esperimento giudiziale è ammesso quando occorre accertare se un fatto sia, o possa essere avvenuto in un determinato modo". Mi pare che ai sensi anche dell'articolo 507 del Codice di procedura penale, 234 e 218 sia ammissibile questa prova per verificare, per verificare l'attendibilità di questi testimoni, e se fosse certo, se fosse possibile, se fosse stato possibile, sì che quel fatto...  
Presidente: Nella cassetta, da quello che lei dice, c'è un esperimento giudiziale fatto da voi.  
A.B.: Presidente, va be', ma si rifa...  
Presidente: Che dovrebbe riprodurre le modalità.  
A.B.: Presidente, se ritiene… Certamente questo non se ne tiene conto. E però se è possibile vedere - io non l'ho vista, me l'hanno portata stamattina, io non l'ho vista, quindi non lo so - però io chiedo questo esperimento giudiziario, io chiedo l'esperimento giudiziario.  
Presidente: Chi l'ha fatto?  
A.B.: Presidente, me l'ha portato un collega da Roma, il professor Bruno me l'ha fatto fare. Non lo so, Presidente. 
A.P.: Che rappresenta che cosa? Scusi? 
A.C.: Che oggetto…  
A.B.: Mi pare che sono stato abbastanza chiaro. 
A.P.: Può darsi che fossimo distratti…  
A.B.: Certamente, si tratta di una ripresa, penso cinematografica, all'interno di una macchina da una persona, da un operatore, il quale avrebbe dovuto vedere se si vedeva quello che c'era dentro. 
A.P.: Ho capito, grazie. Presidente fuori microfono: Perché in sostanza loro ti chiedono di fare l’esperimento per illustrarci l’indispoensabilità…  
A.B.: Di notte. Se la Corte non dovesse ritenere questa, io mi permetto, fra qualche minuto mi arriveranno le foto relative, fra qualche minuto, fra mezz'ora e produco eventualmente le foto. L'esperimento io lo chiedo. Presidente: Quindi intanto chiede l'esperimento giudiziale sulle situazioni in cui si sarebbe trovato lo Iandelli Luca?  
A.B.: Lo Iandelli Luca e quell'altra signora che ha visto gli occhi, si ricorda, così, gli occhi del Pacciani, ha riconosciuto gli occhi la signora oculista.  
P.M.: Presidente, se mi consente due parole.  
Presidente: Allora, il Pubblico Ministero.  
P.M.: Allora, andrei per ordine. Direi produzioni di esperimenti privati a questo punto non vedo proprio come si possano introdurre, quindi mi oppongo a queste produzioni sia fotografiche che filmate. Verrei invece alla richiesta di esperimento sulla quale direi questo: mi sembra che ogni mezzo di prova andava chiesto al momento opportuno nel caso in cui si dovesse, invece, valutare ex 507, mi sembra che si debba fare un giudizio sulla utilità o meno in questo momento di un esperimento giudiziale di questo tipo. Direi che la Corte ha già tutti gli elementi per valutare o meno l’attendibilità del teste e mi sembra che un esperimento in cui si dovrebbe far dei testi sentiti... in un esperimento in cui si dovrebbe riprendere, ricostruire una situazione raccontataci da una teste o da un altro teste in condizioni praticamente irripetibili. È oggi impossibile. Come si fa a ritrovare la situazione esatta di luce in cui si operò, o il teste ricorda siano avvenuti certi avvenimenti, riprodurlo oggi è praticamente impossibile. Ritengo quindi che la Corte abbia la possibilità di valutare le deposizioni dei testi al di là degli esperimenti. Mi oppongo perché, non solo, non è possibile rifarlo allo stesso modo, ma comunque sono richieste tardive.  
A.B.: Presidente, io insisto per il semplice motivo che questi due accertamenti hanno coinvolto tre, quattro, cinque persone, cinque persone in particolare lo Iandelli per i riflessi che ha avuto in ordine alla attendibilità di alcune dichiarazioni rese dallo zio, di altre dichiarazioni rese da un'altra persona; e per quanto riguarda quell'altro, io non ricordo esattamente i nomi - credo la Lapini - per quello che ha detto quel signore che è venuto che avrebbe visto addirittura la pila, e dietro la pila, la persona. Credo che le condizioni possano essere più che ripetibili...  
P.M.: Sì, no, non abbiamo la pila, perché lo sconosciuto...  
A.B.: Ne facciamo con facciamo con quaranta pile...  
P.M.: Chissà che pila aveva...  
A.B.: Facciamo con mille pile: pila piccola, pila grande, pila media.  
P.M.: L'esperimento, l'esperimento, l'esperimento va fatto con le stesse condizioni, siccome era...
Presidente: Va bene, comunque lei...  
P.M.: Io sono stato chiaro, mi oppongo.  
A.B.: Io insisto.  
A.C.: Le parti civili...  
Presidente: Signori avvocati di parte civile?  
A.C.: Le parti civili si oppongono all'acquisizione della prova che si vuol produrre, però sono remissive all'eventuale esperimento che la Corre voglia disporre.  
Presidente: Allora la Corte si ritira.

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