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venerdì 28 febbraio 2014

Stefania Faggi - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 08 ottobre 1997 - Seconda parte

Segue dalla prima parte.

Avvocato Fenies: Senta, posto che forse su questa circostanza potrà essere più precisa sua sorella, lei ricorda a grandi linee se suo padre ha posseduto macchine sportive?
S.F.: No.
Avvocato Fenies: Se le auto avute da suo padre erano chiare, scure, insomma tendenzialmente...?
S.F.: L'ha avute chiare e scure. Ora... vari colori...
Avvocato Fenies: Senta, era solito prendere in prestito automobili da altre persone?
S.F.: No, no. Assolutamente.
Avvocato Fenies: Era abbastanza preciso nella macchina, con le macchine, meticoloso?
S.F.: Precisissimo, pignolo perché per carattere e poi perché viaggiando tanto, la macchina doveva essere in ordine sempre.
Avvocato Fenies: Quindi, che lei sappia, non vi sono stati mai periodi in cui lui ha avuto la disponibilità di più di un'automobile.
S.F.: No, no.
Avvocato Fenies: Senta, e voi gliele prestavate le vostre?
S.F.: No, perché io ho sempre avuto macchine piccoline e vecchie. Cioè, andando a giro lui per lavoro con i campioni, non era possibile. Potrà essere successo qualche volta, la domenica mattina per andare in campagna che... ma poche volte.
Avvocato Fenies: Che macchine prestava?
S.F.: Io ho avuto 500 familiare.
Presidente: Senta che lavoro faceva suo babbo? Siccome andava, faceva tardi, usciva sempre fuori. Che lavoro faceva il suo babbo?
S.F.: Il rappresentante di pavimenti e rivestimenti.
Presidente: Pavimenti e rivestimenti.
S.F.: Sì.
Avvocato Fenies: Senta, un'ultima domanda. È mai capitato in famiglia di commentare i fatti del "Mostro di Firenze"?
S.F.: Si saranno commentati senz'altro come in tutte le case, penso, di Calenzano quando è successo lì in paese. Ma, normalmente io non ricordo niente di particolare.
Avvocato Fenies: Ne parlava anche suo padre in maniera normale?
S.F.: Sì, ma... Sì, penso di sì, ma normalmente, nulla di... così, come si può fare quando in un paese succede una cosa simile.
Avvocato Fenies: Si commenta un fatto di cronaca?
S.F.: Certamente.
Avvocato Fenies: Bene, io non ho altre domande. Grazie.
Presidente: Pubblico Ministero.
P.M.: Grazie, Presidente. Signora, lei ha detto di che anno è, il suo anno di nascita?
S.F.: 'XX.
Presidente: Microfono.
P.M.: Quindi, del millenovecento... Ai tempi dell'omicidio di Calenzano, che fu nell'81, lei che età aveva?
S.F.: ... sette. ..
P.M.: Il calcolo lo facciamo anche noi. Se lei ricorda cosa faceva, studiava?
S.F.: No, no. Ho sempre lavorato nella ditta dove lavoro ora, ero operaia, facevo una vita normale come tutti i ragazzi. Ero... normalmente.
P.M.: Quindi, aveva più di 20 anni? Scusi, avevo fatto male il calcolo.
S.F.: Sì.
P.M.: Sì.
S.F.: 25.
P.M.: 25 anni, era abbastanza... e abitava con suo padre, con la sua famiglia?
S.F.: Sì.
P.M.: Senta, lei ha saputo o è mai stata, per curiosità o per caso nei pressi o sul luogo dove è avvenuto l'omicidio? Lo sa dov'è?
S.F.: Sì.
P.M.: Il punto esatto, la zona?
S.F.: Sì, sì, la zona sì. Perché è lì, magari ci sarò stata... lì, a Travalle, perché in bicicletta, una giratina...
P.M.: Ecco, lei dice lì a Travalle. Rispetto a casa sua, dove abitava all'epoca, cosa c'erano delle stradine di campagna, una strada comunale per andarci?
S.F.: Sì, da Calenzano c'è la strada normale... 
P.M.: Mi riferisco da casa sua, dove abitavate all'epoca.
S.F.: Da casa mia? Da casa mia c'erano strade, non lo so, ora, tuttora, l'è tanto che non ci sono passata, ma strade non asfaltate per andare nei campi. E forse all'epoca era agibile, una passerella sul fiume.
P.M.: Grossomodo da casa sua al luogo dell'omicidio, che distanza ci può essere?
S.F.: Non lo so quanto ci sarà, boh. Sarà, in linea d'aria, un chilometro, ma esattamente non glielo so dire.
P.M.: Ci si andava... c'era una strada per andarci in macchina? Lei ha detto c'era un ponticino. O per andare lì, bisognava andarci a piedi?
S.F.: No.
P.M.: Da casa sua, dico.
S.F.: Da casa mia, gliel'ho detto, fino a un certo punto le strade... cioè, sono asfaltate. Poi erano strade di campagna, strade che c'erano e ci sono i campi. Poi c'è la strada comunale... Per queste strade di campagna, per attraversare il fiume c'era, perché ora non so bene, perché credo che sia andata giù una parte e non ci si possa più passare a piedi.
P.M.: All'epoca ci si passava. Senta ancora una cosa.
Presidente: Questa passerella serviva anche per le macchine?
S.F.: No, no.
Presidente: Ah, per le persone.
S.F.: A piedi, al limite in bicicletta.
Presidente: E per andare in macchina?
S.F.: Per andare in macchina la strada comunale.
Presidente: C'è un ponte regolare.
S.F.: Eh?
Presidente: C'era un ponte regolare?
S.F.: Sì, sì. Certamente.
Presidente: Bene.
S.F.: Bisogna...
P.M.: Quel ponte che c'è ancora.
S.F.: Sì, sì. Il ponte c'è ancora...
P.M.: Noi, non è che siamo pratici. Se ce lo... 
S.F.: Io, come posso dirvi?, da Calenzano scendendo giù per via Puccini si taglia per il Mulino - si dice così noi - e di lì, passato il ponte sulla Marina poi, sulla destra si va su verso Travalle.
P.M.: Senta, io le faccio una domanda, lei deve cercare di ritornare a quando aveva 25 anni e alla zona. Lei aveva mai sentito dire o comunque le era capitato di intuire in qualche modo che in quella zona dove è avvenuto l'omicidio, ci si fermavan le macchine, le coppiette o quando avvenne l'omicidio lei disse: oh, caspita, lì è...
S.F.: No, no, perché...
P.M.: Per sentito dire, tra amici, che era una zona dove si fermavano coppie?
S.F.: No. Questo non lo so.
P.M.: Non lo sa. Senta ancora una cosa, lei ricorda nell'81 che lavoro faceva?
S.F.: Ero operaia come sono oggi.
P.M.: Lì a Calenzano?
S.F.: A Calenzano nella solita ditta dove lavoro oggi.
P.M.: E abitava coi suoi?
S.F.: Sì.
P.M.: Io le faccio una domanda che ovviamente richiamo il suo ricordo: lei ricorda come seppe dell'omicidio, che era avvenuto lì?
S.F.: Dai giornali il giorno dopo, come tutti penso.
P.M.: E ci andò sul posto il giorno dopo?
S.F.: No, davvero!
P.M.: Senta, tornerei a una domanda che le è stata già fatta. Quando lei risponde a domande del suo difensore e anche del Presidente, se non ho capito male, lei dice: 'mio padre poi faceva un lavoro per cui, a volte tornava la sera, alle sei, alle otto; quando andava più lontano, tornava anche più tardi'.
S.F.: No.
P.M.: Mi spieghi.
S.F.: Allora, premetto, ho detto: poteva tornare alle sei, alle otto, alle otto e mezzo. Però, non più tardi di quest'ora.
P.M.: Ma le è mai... sì, suo padre andava anche fuori Firenze?
S.F.: Sì. Ecco, allora quando...
P.M.: Quando andava fuori Firenze...?
S.F.: Quando andava fuori Firenze, poteva rimanere non so, per esempio in Liguria, io ricordo della Liguria, e poteva star fuori una notte, due, ma rare volte.
P.M.: Ecco, allora la domanda è questa: al massimo stava, per quel che ricorda lei, un paio di giorni fuori?
S.F.: Sì, sì.
P.M.: Il posto più lontano dove andava, era la Liguria?
S.F.: Sì, la zona... non... ha sempre avuto, per un certo periodo di tempo, è andato fino a Ventimiglia e poi fino ai confini con il Lazio. Ma non sempre...
P.M.: Non oltre queste zone.
S.F.: Sì, non oltre queste zone.
P.M.: Quando faceva, per lavoro, queste zone e stava via più giorni, quindi rientrava la sera, rientrava di giorno? Cioè, era possibile, era un tipo metodico o rientrava quando aveva finito?
S.F.: Rientrava quando aveva finito però quando rientrava che era stato fuori un paio di giorni, non rientrava mai tardi. Ora non mi posso ricordare le ore.
P.M.: Rientrava quando aveva fatto.
S.F.: Sì, certo ma saranno state le sei. Chiaramente era stanco dopo.
P.M.: Va be', insomma, capisce che quando uno è fuori, c'è code sull'autostrada, non so... È difficile poter dire...
S.F.: Non posso specificare le ore.
P.M.: Non lo sa, benissimo. Poi lei a una domanda del difensore, sempre che le chiedeva quando andava alla Casa del Popolo, come c'andava, lei dice: 'usciva a piedi perché è lì vicino'. Poi ha detto per tre volte, dice: 'rarissimamente, rarissimamente, rarissimamente'. Cosa vuol dire?
S.F.: Rarissimamente...
P.M.: Rarissimamente andava in auto?
S.F.: ...usciva...
P.M.: Andava da qualche altra parte.
S.F.: In settimana. Non posso sapere esattamente se una volta usciva... Gliel'ho detto: rarissimamente o per ragioni di lavoro, perché succede...
P.M.: Qualche cliente dopo cena è capitato?
S.F.: Qualche cosa, ma rarissime volte.
P.M.: No, no. Dato che lei ci ha detto: rarissimamente.
S.F.: Sì, sì.
P.M.: Cioè, lei ha ricordo di aver sentito dire che doveva andare a far visita, o si tratteneva, o rarissimamente andava fuori e diceva che andava dai clienti.
S.F.: Io, nella mia mente ricordo fino a che partiva a piedi verso...
P.M.: Sì, ma a me interessava cercare di capire cosa voleva dire lei dato che l'ha detto tre volte, con quel "rarissimamente".
S.F.: Quello che le ho detto.
P.M.: Che qualche volta, rarissimamente, andava fuori in auto. Se la domanda era a piedi, andava fuori... E lei non sa dove andava, è questo il concetto, non lo diceva a voi.
S.F.: Ce l'avrà anche detto, ma ora, tutte le volte che non so, un babbo esce, io figlia specialmente, cioè una persona che...
P.M.: Non glielo chiedeva.
S.F.: No. (voce fuori microfono) qualche volta...
Presidente: Il Pubblico Ministero vuol sapere se qualche volta, o rarissime volte come dice lei, è uscito in macchina. Tutto qui.
S.F.: Mi sembra d'averlo già detto. Ho detto di sì.
P.M.: Nessun'altra domanda. Grazie.
Segue...

giovedì 27 febbraio 2014

Stefania Faggi - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 08 ottobre 1997 - Prima parte

Presidente: (voce fuori microfono)
P.M.: Presidente, forse il microfono.
Presidente: Allora, mi è stata recapitata una busta chiusa con la' missiva del dottor Genovese, il quale dice così : "Avendo appreso che è stata revocata la mia nomina a componente aggiunto della Corte, sarò stamani in udienza nella II Sezione penale. Saluto i colleghi, i Giudici Popolari, auguro a tutti buon lavoro.” Quindi, praticamente io non ho documento ufficiale della revoca del dottor... Lo so che è una questione formale, ma voi capite in caso di necessità, io devo avere la notizia proprio da chi l'ha revocata, al Presidente della Corte d'Appello. Io sospenderei un attimo l'udienza. Facciamo un fax alla Corte, c'arriva il provvedimento e riprendiamo.
P.M.: Bene, Presidente.
Presidente: Senza aprire . l'udienza perché non voglio incasinare il collegio del... E' un'informazione e basta. Va bene? 
(voce fuori microfono) Bene. 

« DOPO LA SOSPENSIONE »

PRESIDENTE: Allora, preliminarmente informo che son stati acquisiti i provvedimenti con i quali è stato revocato il dottor Genovese a componente aggiunto della Corte. Provvedimento del Presidente della Corte di Appello il quale dice così, leggo il dispositivo : "Visti i provvedimenti ... decreti richiamati nell'articolo Legge 28/07/73, dispone che ove vengano meno le esigenze legate alla lunga durata ... giudizio, nel quale si prevede ... il Presidente del Tribunale di Firenze possa assegnare ad altro servizio i Magistrati di cui sopra" - fa riferimento alla parte motiva al dottor Genovese e al dottor Alfonte che compone l'altra Corte di Assise. Il Presidente del Tribunale, 6 ottobre, ha emesso i seguenti provvedimenti: "Il Presidente, in considerazione della necessità di comporre d'urgenza un collegio della II Sezione Penale per l'accensione del processo, ... con inizio 8 ottobre '97, ottenuta l'autorizzazione in tal senso dal Presidente della Corte di Appello di Firenze in data 4 ottobre '97, revoca l'affiliazione del dottor ... Genovese da componente ... della II Corte di Assise che sta celebrando il processo a carico di Vanni Mario più tre e rassegna nuovamente la II Sezione penale del processo ... ed altri." I provvedimenti vengono allegati al verbale. Allora, presente Vanni. Vanni c'è. L'avvocato Filastò. C'è l'avvocato Lena e Fenies per Faggi. Lotti con Bertini. Ah, c'è anche... va be', l'altro è fuori... per... lei chi è, avvocato? 
Avvocato Benigni: Benigni, sostituisco l'avvocato Zanobini.
Presidente: Bene. Per Corsi. Poi, abbiamo l'avvocato Pellegrini, Colao. Mancano alcuni? Curandai che sostituisce tutti gli altri. Va bene? Allora, su accordo delle parti, abbiamo detto che l'udienza scorsa si poteva procedere all'esame di alcuni testi della difesa del Faggi. Vero?
P.M.: Sì, Presidente. Preliminarmente, scusi Presidente, il P.M. si era impegnato nella udienza scorsa a produrre i verbali delle dichiarazioni rese da Pucci Fernando nel corso delle indagini e usati i verbali per le contestazioni sia del P.M. che delle altre parti. Poi, ho altresì reperito il verbale di sopralluogo e la cassetta relativa al sopralluogo e la relativa trascrizione delle dichiarazioni rese durante il sopralluogo. Ci sono anche dei fascicoli fotografici di cui ho però copia perché erano già stati...
Presidente: Son prodotti, son prodotti.
P.M.: Ho preso il sopralluogo sia di Lotti che di Pucci, il giorno del sopralluogo a Scopeti. Comunque io ho fatto le copie delle fotografie...
Presidente: Sì, va bene. Si possono verificare là.
P.M.: ... per completezza. Io, quindi faccio questa produzione. Volevo produrre e non so se queste sono già state acquisite al dibattimento, le due relazioni dei consulenti tecnici che sono stati sentiti nella udienza scorsa. Ci sono...
Presidente: Ci sono, ci sono.
P.M.: Benissimo.
Presidente: Quella del professor Fornari e 1'altro, no?
P.M.: Benissimo. Allora soltanto i verbali, c'è un indice nell'ultima pagina, c'è anche la cassetta, comunque è già trascritta, ho dato incarico a un consulente tecnico.
Presidente: Bene. Allora possiamo... sull'accordo delle parti, vengono acquisiti appunto i documenti di cui ha parlato il Pubblico Ministero.
Avvocato Fenies: Allora, ci sarebbe anche...
Presidente: Avvocato Fenies.
Avvocato Fenies: Sì, una richiesta di produzione documentale anche da parte della difesa di Faggi. Con il consenso delle altre parti, vorremmo chiedere di essere ammessi alla produzione di alcuni documenti: si tratta di fotocopie di bolli e assicurazioni raccolte in ordine cronologico secondo un indice j che la Corte...
Presidente: Sì, sì.
Avvocato Fenies: ... potrà apprezzare, relative alle autovetture possedute da Giovanni Faggi dal 1985 al 1995.
Presidente: Io credo che si possono acquisire...
P.M.: Sì, Presidente.
Presidente: ... se non ci sono opposizioni.
P.M.: Sì, no, io ho dato ovviamente il consenso e non ho nessun motivo di ritirarlo. Faccio presente che il primo documento che viene prodotto, riguarda un'auto, è relativo al 198 6; l'ultimo riguarda auto addirittura del 1996. Direi che...
Presidente: Quelle non servono. Ci serve l'81.
P.M.: E, direi che...
Presidente: Ci serve 1/81, a noi.
P.M.: Eh, e qui non c'è nessuna produzione relativa all'81 e all'85.
Presidente: L'81 è quello che interessa noi.
P.M.: Quindi, io non ho nessun motivo per oppormi. Però, sono assolutamente ininfluenti ai fini della prova che ha fornito il P.M… Se c'è una prova diversa sul '96, io non ho interesse a contrastarla, ma mi sembra assolutamente superflua...
Presidente: Di questo lei ha ragione.
P.M.: Il primo documento che viene prodotto è del 1986.
Presidente: Va bene, avvocato. Lo può produrre anche dopo, non c'è problema. Però, l'81...
Avvocato Fenies: Si tratta comunque, della scadenza del contratto di assicurazione del luglio '86, significa che è stata stipulata un anno precedente...
P.M.: Lo so, ci sono anche le polizze semestrali, se c'è... Comunque, non ho opposizione. Dico se sono, come sembra apparentemente, non influenti - io dico inutili, ma non influenti - non vedo perché la Corte debba prendere questi documenti. Poi, se c'è da dare una prova sul '96, io mi metto da una parte...
Presidente: Allora, a questo punto si fa la formale produzione. La Corte deve decidere su queste situazioni.
Avvocato Fenies: La difesa insiste per la produzione. La Corte, ne farà l'uso che crederà, il Pubblico Ministero... Prendo atto delle considerazioni del Pubblico Ministero e insisto per la produzione.
Presidente: Allora, la Corte si ritira... Le altre parti cosa dicono? 
Avvocato: Remissivi.
Presidente: Remissivi. L'avvocato Filastò?
Avvocato Filastò: Io, Presidente, nessun...
Presidente: Bertini?
Avvocato Filastò: Anzi, no, io chiedo che vengan acquisiti. 
Avvocato: Favorevole.
Avvocato Filastò: Favorevole.
Presidente: Bertini? Va beh, lei è una questione a sé, ma comunque... Va beh, anche lei interessa. No, no. Confondevo con Corsi.
Avvocato Bertini: (voce fuori microfono)
Presidente: Remissivo anche lei? Va be', allora andiamo di là e si guardano. 

« DOPO LA SOSPENSIONE »

Presidente: Allora: "La Corte provvedendo sulla richiesta di produzione della difesa del Faggi, sul quale si sono dichiarati favorevoli o remissivi gli altri difensori, parzialmente d'accordo il Pubblico Ministero, ritenuto che appaiono rilevanti i documenti di cui al numero 1 e al numero 2, nonché al numero 11, quelli che attengono la Peugeot 504, tanto per intendersi, ammette le suddette produzioni restituendo gli altri documenti alla difesa.11 Ora lo teniamo noi, poi lo alleghiamo ai verbali. Bene, può venire il primo teste.
Avvocato Fenies: Sì,
Presidente: Faggi Stefania.
Presidente: Faggi?
Avvocato Fenies: Stefania. 
Avvocato: Presidente, chiedo scusa. Tutti i testi non desidererebbero essere ripresi dalle telecamere. ?
S.F.: Non vorrei essere ripresa dalle telecamere.
Presidente: Lei è Faggi Stefania?
S.F.: Sì.
Presidente: Allora, la teste non vuole essere ripresa. Per cortesia niente telecamere, per lei. Per lo meno in volto. Dov'è nata lei?
S.F.: A Xxxxxx.
Presidente: Quando?
S.F.: Il XX/XX/XX
(voce fuori microfono) Legga la formula.
S.F.: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.”
Presidente: Senta, lei è parente di Faggi Giovanni?
S.F.: Sono figlia.
Presidente: Figlia. Per legge, lei ha la facoltà di non deporre. Vuol deporre?
S.F.: Sì, voglio deporre.
Presidente: Si assume tutte le responsabilità connesse alle deposizioni false e reticenti. Io 1'avverto di questo.
S.F.: Sì.
Presidente: Va bene.
S.F.: Sì, sì, voglio testimoniare.
Presidente: Vuole testimoniare. Bene. Avvocato Fenies.
Avvocato Fenies: Dunque, signora Faggi, lei ha vissuto con suo padre, Giovanni Faggi fino a che anno?
S.F.: Fino al '90. Il 20 di gennaio mi sono sposata e sono uscita di casa.
Avvocato Fenies: Senta, saprebbe descriverci un po' le abitudini di suo padre, in casa, in famiglia, cioè era un uomo abitudinario, metodico, persona pignola?
S.F.: Sì.
Avvocato Fenies: Ecco, quant'altro possa così, riuscire a chiarire alla Corte la persona di suo padre.
S.F.: Sì, era molto preciso, molto pignolo sia nel suo lavoro e nella vita di tutti i giorni.
Avvocato Fenies: Era un abitudinario nelle ore del mangiare, dell'uscire?
S.F.: Mah, il mangiare, essendo sempre fuori per lavoro, non lo so. Nell'uscire... nel lavoro no, perché qualche mattina poteva uscire alle sei perché doveva andare lontano oppure alle otto.
Avvocato Fenies: La sera a che ora rientrava, signora?
S.F.: Stesso discorso: poteva tornare alle sei, oppure tornare alle otto, otto e mezzo. Chiaramente, se faceva una zona più lontana, rientrava anche più tardi.
Avvocato Fenies: Senta, diciamo, nell'ordinario usciva dopo cena o non usciva?
S.F.: Sì, usciva dopo le... abitualmente dopo le nove e mezzo, perché essendo fuori, chiaramente lo chiamavano dalle nove, le nove e mezzo. E poi andava alla Casa del Popolo.
Avvocato Fenies: Quindi, riceveva telefonate tra le nove e le nove e mezzo...
S.F.: Sì.
Avvocato Fenies: ... di lavoro?
S.F.: Sì, di lavoro. Sì. perché prima non, a volte non c'era e allora più o meno, l'orario era quello.
Avvocato Fenies: Senta, e quindi diciamo d'abitudine, usciva verso le nove e mezzo?
S.F.: Sì, le nove e mezzo. Sì.
Avvocato Fenies: Senta, usciva a piedi o in macchina?
S.F.: A piedi. A piedi perché il circolino è lì vicino, a cinque minuti nemmeno.
Avvocato Fenies: Dove andava?
S.F.: Alla Casa del Popolo di Calenzano.
Avvocato Fenies: Quindi, usciva sempre a piedi la sera.
S.F.: Sempre a piedi? Rarissimamente, rarissimamente ma sempre a piedi.
Avvocato Fenies: Senta e andava alla Casa del Popolo, ha detto?
S.F.: Sì, sì.
Avvocato Fenies: E rientrava poi, a che ora a casa?
S.F.: Le undici, le undici e mezzo.
Avvocato Fenies: Questo sempre di norma succedeva?
S.F.: Sì. Cioè, che io mi ricordi. Ora, qualche sera potrà fare anche mezzanotte, ma di solito l'era l'undici, undici e mezzo.
Avvocato Fenies: Queste circostanze lei le ha apprezzate direttamente, perché come diceva è stata in casa fino al '90.
S.F.: Sì.
Avvocato Fenies: Senta una cosa, che lei sappia usava bere alcoolici, liquori, ammazzacaffè...?
S.F.: No, no. Prendeva caffè, andando alla Casa del Popolo prendeva un caffè, ma io non l'ho mai visto bere superalcolici. Potrà essere successo, un so, in occasione di una festa, di Natale, Pasqua, magari dice: 'ho mangiato un pochino di più, prendo...' Ma, no assolutamente. 

mercoledì 26 febbraio 2014

Valdemaro Pucci - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 06 ottobre 1997 - Terza parte

Segue dalla seconda parte.

Presidente: Avvocato Curandai.
Avvocato Curandai: Sì, signor Pucci - avvocato Curandai di parte civile - mi risulta che il Pacciani fosse vostro cliente.
V.P.: No, signore, questo no, ha sbagliato. Pacciani, gli racconto subito la storia. Venne a Montefiri...
Avvocato Curandai: Ecco, sì.
V.P.: Posso?
Avvocato Curandai: Ecco, grazie.
V.P.: Venne a Montefiridolfi. . . Io, come le ripeto, c'ho un negozio di generi alimentari.
Avvocato Curandai: Sì, un cliente vostro.
V.P.: E dicevano che aveva bisogno, perché aveva due bambine... Io le racconto subito come la sta.
Avvocato Curandai: Sì, sì.
V.P.: E gli dissi... Ma io, se è quando arrivò subito, o dopo, io non... Sa, sarà stato dopo un mese, dopo due mesi, cose così. Ma in negozio mio ci veniva poco. E gli dissi: 'guarda, c'ho da...'
Avvocato Curandai: Ah ecco, ci veniva.
V.P.: Sì, qualche volta ci veniva, sì. Sì, ma dopo questo fatto che le racconto, non c'è più ritornato.
Avvocato Curandai: Grazie.
V.P.: Lo chiamai per zappar l'orto, perché diceva voleva guadagnare qualcosa in più per... Ora io c'ho moglie, la lascio a casa, lì. La sera, torno a casa e mi dice: 'Senti, Valdemaro, io quell'uomo accanto non ce lo voglio, perché mi fa degli scherzi un po' a bischero. E birre ne ha bevute quattro o cinque, sicché...'Birre ne ha bevute quattro o cinque..', gli chiedeva la birra, ha capito, signore.
Avvocato Curandai: Certo, certo.
V.P.: Io, la mattina, quando questo uomo ritornò, mi disse: 'non ho finito ancora'. 'No', dico, 'senti, per me t'hai bell' e finito'. Dice: 'come?' 'No, no, tu mi dici icché tu hai da avere, io e te più lontano si sta e meglio è'. Ecco, il coso, a me...
Avvocato Curandai: Mi sembra di aver capito che molestava la signora.
V.P.: Ecco, bravo signore.
Avvocato Curandai: Parliamoci chiaro e tondo.
V.P.: Sì. Non che gli abbia dato delle toccate, o così. Ma con la voce. Ha capito?
Presidente: Altre domande?
Avvocato Filastò: Avvocato Filastò, difensore di Vanni. A proposito di questo episodio che lei ha raccontato ora...
V.P.: Sissignore.
Avvocato Filastò: ... di aver fatto questo, dato questo lavoro a Pacciani, lei si rammenta quando è avvenuto questo?
V.P.: Eh, dopo poco venne lassù, dottore, io 'un me lo ricordo quando. Sono cose lunghe, ha capito? Lavoro, gli dissi: 'zappami l'orto'. E voleva guadagnare in più qualche cosa, dicevano che ne aveva bisogno. Però fu un giorno solo, ha capito, dottore?
Avvocato Filastò: Che lei sappia - per averlo sentito dire in paese - di queste domande di fare l'amore di questo genere, saltuario, dalle varie persone lì di Montefiridolfi, il Pacciani aveva fatto questa offerta anche a qualcun altro?
V.P.: Ora, codesto non lo so, dottore.
Avvocato Filastò: Non lo sa.
V.P.: Io qualche lavorino in qua e in là, l'ha fatto di certo, per arrotondare un po' lo stipendio, ha capito?
Avvocato Filastò: Senta, quando poi suo fratello si decise a raccontargli quello che aveva visto, lei si rammenta con precisione che ha detto: 'ho visto Mario che con un coltello tagliava la tenda?'
V.P.: Sissignore, proprio la precisione così.
Avvocato Filastò: Proprio queste parole?
V.P.: Sì: 'ho visto che Mario aveva il coltello in mano a tagliare la tenda e il Pacciani con la pistola sparare'.
Avvocato Filastò: Va bene, grazie.
V.P.: Prego, dottore.
Avvocato Filastò: Senta, questo fatto di buttare tutto in terra, ogni tanto, suo fratello...
V.P.: Scusi, non ho capito. Questo?
Avvocato Filastò: Suo fratello, ogni tanto ha queste crisi, buttare le cose in terra, avvengono spesso?
V.P.: Sì. Ha qualche... se tu lo fai arrabbiare molto, ecco, succede queste cose qui. Ma ogni tanto, non tutti i giorni.
Avvocato Filastò: Non tutti i giorni.
V.P.: Poteva succedere una volta all'anno, due volte, tre volte. Basta sapere quando si arriva al punto e allora io lo vedo. Ora si è molto calmato, ora. A me non me lo ha mai fatto. Però alla mi', moglie molte volte, la insiste, e allora è successo questo.
Avvocato Filastò: Ah, piglia il piatto e lo butta in terra.
V.P.: Prego?
Avvocato Filastò: Prende i piatti e li butta in terra.
V.P.: Sì, prende il piatto del mangiare e lo butta in terra e va via.
Avvocato Filastò: E va via.
V.P.: E smette di mangiare. A me mi dispiace, ha capito? Poi vo a richiamarlo, insomma, vo a rimetterlo un pochino...
Avvocato Filastò: Non ho altre domande.
P.M.: Scusi, solo per precisare. Questo avviene se qualcuno, lei ha detto, lo fa arrabbiare in una discussione, o gli prende così di suo...
V.P.: No, no.
P.M.: ... sul più bello?
V.P.: Bisogna un pochino metterlo...
P.M.: Contraddirlo, contrastarlo. 
V.P.: ... in moto e insistere in una cosa che non te la vuole dire, e allora dopo... Io vedo, ora, di già - sa ho cinquantadue anni anch'io - ora vedo di già che quando si arriva a un certo punto qui bisogna smettere, gli dico: 'Paola, basta, via, lascia fare'.
P.M.: Non sono crisi che gli prendono così...
V.P.: Nossignore.
P.M.: Solo esclusivamente perché c'è una possibile discussione.
V.P.: Sissignore, sì. Quando vuoi la sua opinione, lui... come quando è a tavola e non gli piace una cosa, dice che 'un gli piace, 'un gli piace, 'un gli piace, e bisogna mettergli un altro po' di roba, così...
P.M.: Nessun'altra...
V.P.: ... e non dirgli niente.
P.M.: Nessun'altra domanda, grazie.
Presidente: Senta, io volevo tornare un po' sulla storia della imbiancatura della casa del Vanni.
V.P.: Prego.
Presidente: Lei ha detto che suo fratello le parlò – Fernando - le ha parlato in due occasioni di questa storia degli Scopeti. .
V.P.: Sì, la prima volta me lo disse...
Presidente: In macchina, tornando lì dall'interrogatorio, eccetera.
V.P.: Sì, sì.
Presidente: Poi, un'altra volta a casa mentre mangiavate.
V.P.: Mentre s'era a mangiare ci disse proprio icché...
Presidente: Che era successo, eccetera, eccetera. Poi ha detto che il Fernando era stato a imbiancare la cucina, la casa del Vanni in un paio di occasioni.
V.P.: Sì, un paio di occasioni c'è stato.
Presidente: Sicuramente prima che andasse in pensione e forse anche dopo.
V.P.: Io penso di sì, dottore. Ma non posso insistere.
Presidente: No, no, io solamente voglio sapere una cosa. Non le è venuto il dubbio, a lei: come mai lui che ha visto quel delitto, secondo lui, poi è andato a imbiancare la casa? E' possibile che sia andato a imbiancare la casa dopo che il Vanni è andato in pensione?
V.P.: Sì, questo io il dubbio ce l'ho sempre avuto, se l'è andato dopo il delitto, anche.
Presidente: E il delitto è dell'85.
V.P.: A me me lo disse... ora, me lo ha detto ora, Fernando.
Presidente: Il delitto ci fu nell'85 e in pensione è andato nell' 87.
V.P.: Ho capito.
Presidente: Ecco.
V.P.: Sì, sì.
Presidente: Lei può ricordare meglio o no? O è come prima?
V.P.: Io, dottore, quando è andato a imbiancargli la casa o prima o dopo... Insomma, è andato a imbiancargli la casa al Vanni.
Presidente: Sì, sì.
V.P.: Un paio di volte di certo.
Presidente: Un paio di volte.
V.P.: Ma, se è stato prima di andare in pensione o dopo di andare in pensione non me lo ricordo. Altro che una volta mi disse: 'dal Vanni 'un ci ritorno', questo me lo ricordo bene, perché gli dissi: 'Vanni ti voleva a imbiancare la casa', 'no, no dal Vanni 'un ci ritorno'. Ma io, dopo...
Presidente: Senta, e il lavoro che fece... che trovaste al Lotti, lo trovò lei o lo trovò Fernando?
V.P.: No, lo trovai io, dottore.
Presidente: In che epoca è venuto questo lavoro?
V.P.: E chi se lo ricorda, dottore. Io...
Presidente: Approssimativamente. Intanto, facciamo una cosa, abbiamo l'85, prima o dopo l'85?
V.P.: Ma sarà dopo di certo.
Presidente: Dopo di certo.
V.P.: Mah, mi pare a me, dottore. Ma 'un me lo posso ricordare.
Presidente: No mi pare, lei deve dire che cosa si ricorda.
V.P.: Dottore, io 'un glielo posso... io 'un glielo posso giurare, questa cosa qui. Perché io... e mi disse Fernando: 'guarda se tu gli trovi un lavoro, è senza fare nulla'. Sa, l'85... e questa è una cosa che si può accertare, si va a sentire il datore di lavoro, perché l'aveva...
Presidente: E chi era?
V.P.: Era uno di Mercatale.
Presidente: C'è sempre?
V.P.: Sì, è una ditta di muratori.
Presidente: Come si chiama?
V.P.: Si chiama Betti.
Presidente: Betti?
V.P.: Betti, mah, Betti.
Presidente: Un muratore di Mercatale: Betti.
V.P.: Betti. B come...
Presidente: Betti, come Bologna.
V.P.: Come Bologna, sissignore.
Presidente: Betti.
V.P.: Era andato a lavorare lì, ce lo tenne... non lo so quanto ce lo tenne. Poi lo mandò via perché si vede...
Presidente: Non gli piaceva. Non rendeva. Non lo so.
V.P.: Si vede che 'un rendeva. 'Un faceva il su' dovere.
Presidente: Va bene.
V.P.: È una cosa che ci si pole accertare, codesto nome. L'avrà...
P.M.: Presidente, vorrei ritornare un attimo su quella risposta che ha dato a lei il signor Pucci, cioè, sul fatto che Fernando, dopo aver imbiancato una volta disse: 'no, non ci voglio più tornare'.
V.P.: No, sì, codesto me l'ha detto, dottore, sì. Che 'non ci voglio più tornare' me lo disse dopo un po' di tempo e gli dissi: 'guarda, Mario voleva...', 'io? Io da Mario 'un ci ritorno'. 'Ma, fai come tu voi', gli dissi io. Perché gli si era detto anche noi, eh, di non andare tanto a giro a imbiancare. Noi, insomma, tutti insieme...
P.M.: Ma perché non voleva proprio andare da Mario non lo capì?
V.P.: Eh, non si capì. Come si fa a capire certe cose.
P.M.: Sì, ho capito, però... se questo fatto che da Mario a imbiancare non voleva tornare è avvenuto dopo l'omicidio dell'85...
V.P.: Sarà avvenuto dopo l'omicidio di certo. L'85, '97, io, dottore. .. Le son cose, ha capito, non le posso...
P.M.: Però lei ricorda che Fernando non voleva andare.
V.P.: No, 'un ci volle andare più. No, dottore.
P.M.: Bene, grazie. Non ho altre domande.
Presidente: Altre domande? Niente. Può andare, grazie.
V.P.: Grazie, signori.
Presidente: Senta, il nome di Betti non se lo ricorda? Scusi un attimo, il nome di Betti se lo ricorda?
V.P.: Nossignore, io so che la ditta Betti, l'è una ditta di muratura a Mercatale Val di Pesa.
Presidente: Dove stava questa ditta?
V.P.: A Mercatale.
Presidente: La via la sa? Dove era questa ditta.
V.P.: Nossignore, non lo so.
Presidente: No.
V.P.: Betti... Ora c'è Betti Alessandro, che l'è il figlio, però prima l'era il padre, ma ora 'un me lo ricordo, io, come si chiamava.
P.M.: È sempre vivo questo padre?
V.P.: Sissignore, l'era il babbo e poi il figliolo che ora l'ha la ditta lui.
Presidente: Se il Lotti vuol precisare spontaneamente, se crede, chi è questa ditta, farebbe piacere.
P.M.: O se ci può dire quando ci andò.
Presidente: O quando ciandò. Facciamo prima. Visto che già oggi ha voluto parlare.
Giancarlo Lotti: Ci sono andato da questa ditta, però non mi ricordo, la ditta... 
Presidente: Come?
Giancarlo Lotti: ... come si chiama.
Presidente: E quando ci andò?
Giancarlo Lotti: Un certo Betti Mario. Betti Mario, Betti... Mario, sì.
Presidente: E quando ci andò a lavorare lì?
Giancarlo Lotti: Mah, l'anno ora 'un me ne ricordo, come fo a dirlo...
Presidente: Va be', allora siamo punto e da capo.
Giancarlo Lotti: Sì, eh, lo so, ma se me ne ricordassi di preciso...
P.M.: Lo accerteremo.
Presidente: Va bene. Insomma, sappiamo che Betti Alessandro è il figlio e Betti padre, non sappiamo come.
P.M.: Mario.
Giancarlo Lotti: (voce fuori microfono)
V.P.: Ora però la ditta è Betti Alessandro.
Presidente: Bene. Presso tale muratore Betti Mario. Bene. Non ci sono domande, può andare, grazie.
Giancarlo Lotti: Signor Presidente, era Betti Mario e il figlio Alessandro. Me li ricordo così, poi...
Presidente: Sì, sì. Ce l'ha detto anche il Pubblico Ministero. Betti Mario.
Giancarlo Lotti: Betti Mario, mi ricordo per bene.
Presidente: Che aveva un figlio che si chiamava Alessandro.
Giancarlo Lotti: Poi, il periodo 'un lo so quanto ci sono stato a lavorare.
Presidente: Va be', ora vedremo. Ci sono altre domande?
P.M.: Nessuna.
Presidente: Cioè, altri testi? No.
P.M.: Nessun teste.
Presidente: Allora, si rinvia a mercoledì mattina...
P.M.: Presidente, con un'accordo - come le avevo accennato - con i difensori del Faggi, ci saremmo appunto messi d'accordo che verranno sentiti, anche se il P.M. non ha terminato, alcuni dei testi della difesa Faggi. Io ripeterò la citazione sicuramente per quel teste Calamosca, ammesso dalla Corte, che per oggi non è stato trovato.
Presidente: Va bene, se si trova il Calamosca si sente, sennò si sentono i testi dell'altro avvocato? Va bene così?
P.M.: Bene.
Presidente: Chi sono? Ah, Faggi, Lombardi, Faggi e Iazzini. I familiari. Beh, facciamo le nove e mezzo. Troppo tardi? Allora, rinviamo a mercoledì alle ore 9.30, va bene?
P.M.: Bene, Presidente, grazie.
Presidente: Nuovo accompagnamento del Vanni, cioè nuova traduzione.

martedì 25 febbraio 2014

Valdemaro Pucci - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 06 ottobre 1997 - Seconda parte

Segue dalla prima parte.

P.M.: Senta, quando c'era il processo Pacciani, processo che è stato trasmesso anche in televisione, è mai capitato di fare commenti, o parlarne con...
V.P.: Sì. No, parlarne no, perché lui non ne voleva parlare di queste cose.
P.M.: Non ne voleva parlare.
V.P.: No. Solamente una volta, la mi' moglie, così in scherzo, a volte la gli faceva degli scherzi, la gli disse: 'qualche volta ti arrestano anche te'. Prese il piatto, lo batté in terra e andette via. E noi si rimase un po' male di questo fatto. Ma non ci si pensava, dottore, a queste cose. Chi pensa che sia stato impelagato in queste cose qui? Che andava a vedere, che aveva visto bene, chi lo pensava?
P.M.: Cioè, a lei sembrò strano che rompesse il piatto a questo...
V.P.: Sì, mi sembrò strano, ma non ci pensavo, dottore. A volte la lo fa confondere, a volte non gli piace qualche cosa. Capito? E allora piglia e si alza, di molte volte, così. Questi scatti ce li ha, però, noi si sa, da piccino che, insomma, si sa che è così, bisogna saperlo pigliare...
P.M.: Vi ha mai espresso qualche parere sulla persona del Pacciani?
V.P.: No.
P.M.: Ha mai detto: 'è un tipo...'
V.P.: No, quello no. Non me lo ha mai detto. Non ne voleva parlare di queste cose. Forse si voleva tenere questa cosa chiusa, se era capitato... Questo...
P.M.: Senta un po' signor Valdemaro, le faccio una domanda difficile.
V.P.: Sì.
P.M.: Ma lei aveva intuito qualcosa, che avesse qualche mistero, suo fratello...
V.P.: Nossignore. No, no, non ci pensavo, dottore, a queste cose qui. Io, proprio a queste cose qui, non ci andavo neanche pensandoci. L'è una cosa tanto grande, che... che non ci pensavo nemmeno.
P.M.: Certo. Questo fatto che ruppe questo piatto e voi poi avete pensato questo, lo sa collocare nel tempo? Era quando... una volta che c'era il processo in televisione, o...?
V.P.: C'era qualcosa in televisione, ma io non glielo so dire, dottore, quando.
P.M.: E come mai sua sorella gli disse: 'qualche volta arrestano anche te'? Così, scherzando...
V.P.: No, la mi' moglie, la...
P.M.: Sua, scusi, sua moglie.
V.P.: Sì, la mi' moglie. Ma la glielo diceva così, per ischerzo, qualche cosa, a volte, capito? Glieli fa gli scherzi la mi' moglie, perché la c'ha confidenza e...
P.M.: Perché sapeva sua moglie che lui aveva un po' frequentato Pacciani e Vanni, o...
V.P.: No, no, non frequentava Pacciani e Vanni, veramente. Non... Lui non ha mai...
P.M.: Poi, a quell'epoca, si parlava solo di Pacciani, per la verità.
V.P.: Prego?
P.M.: A quell'epoca, per la verità, il processo era solo a Pacciani.
V.P.: Sì sì...
P.M.: Sbaglio io a farle una domanda di questo genere.
V.P.: Sì, sissignore. Ma non aveva frequentato né Pacciani, né Vanni, che io sappia. Nella mia cosa...
P.M.: Perché, per quel che sa lei, frequentava Lotti.
V.P.: Sì, sì. Lotti, sì lo frequentava.
P.M.: Lei sa...
V.P.: Come le ripeto, lo invitai anche a mangiare a casa.
P.M.: Lei sa a quanto risale questa frequenza nel tempo? Prima degli omicidi...
V.P.: Eh, dottore, io non me lo ricordo io, questo costì. Sa, frequentava il Lotti, poi smise per una certa cosa che lo sa anche lei, mi sembra.
P.M.: Sì, ce la dice anche a noi, come la sa lei?
V.P.: Sì, sì.
P.M.: Cioè, secondo lei, perché smise?
V.P.: Io, quando...
P.M.: Lui oggi ci ha raccontato, diciamo, più versioni, come fa lui. Il motivo...
V.P.: Smise, perché Fernando è così, però ci vuole bene a noi. Sa, si accudisce, insomma. E a volte risponde male...
P.M.: Cioè, ora lei ci sta spiegando il perché sa lei che smise.
V.P.: Sì. Io, a me mi ha racco... Mi ha raccontato, mi disse, mi disse così. Io gli dissi, il Lotti cominciò a venire un pochino in negozio a fare un pochina di spesa, no? Io c'ho un negozio di generi alimentari. E, una volta, non ci aveva soldi e mi disse: 'mi cambi un assegno?' Dico: 'va bene, ti cambio un assegno'. Gli cambiai l'assegno, fece la spesa e pagò. Questo assegno io lo misi in banca come...
P.M.: E è venuto protestato.
V.P.: E è venuto... No, non glielo feci protestare, le dico la verità, dottore. Mi dispiacque... Anzi, gli telefonai in banca e gli dissi: 'guardi, la 'un lo protesti, perché anche lui l'è un disgraziato.', dissi, icché tu vuoi protestare... E glielo dissi al mi’ fratello dopo un po' di tempo, dopo, quando mi capitò l'occasione. Perché io tentai, tentai di poter riavere questi soldi da...
P.M.: Da Lotti.
V.P.: ... da Lotti. Poi vedevo che non mi guardava più, insomma, anche se lo incontravo a San Casciano, andava in qua e là, dissi: 'ma lasciamolo fare'. E gli dissi: 'begli amici tu hai, Fernando. Guarda icché t'ha fatto, si è invitato anche a mangiare...', ecco. Poi...
P.M.: Ma lei ricorda se invece... questo episodio mi sembra lei lo abbia collocato nel tempo negli anni '90, dico bene?
V.P.: Non lo so, dottore. C'ho l'assegno qui, si guarda la data...
P.M.: Sì, ora lo vediamo.
V.P.: La guarda la data, dopo un mesetto, la potrà fare il conto.
P.M.: Benissimo, ora guardiamo. Siamo nel '90... '91, per l'esattezza.
V.P.: Ecco, sì, sì.
P.M.: Invece, Giancarlo, scusi, Fernando, ci ha raccontato che lui, dopo l'omicidio, cioè nell'85 - risulta dai verbali, così ha dichiarato - che la domenica dopo, erano d'accordo che si trovavano al solito posto, dopo l'omicidio dell'85. Il Lotti non andò all'appuntamento e lui non lo volle più vedere. Così dice Fernando.
V.P.: Io so questo: andava fuori col Lotti. Poi...
P.M.: Lei ricorda che, da un certo periodo in poi, dopo l'omicidio, la domenica non veniva più Giancarlo a prenderlo?
V.P.: Sì, questo, questo sì. Che 'un... Il Lotti, dopo io stiedi tanto senza vederlo. Poi capitò questa, questa...
P.M.: Quindi, lei ricorda che fra l'85 e, quantomeno a questo episodio, non è più venuto la domenica a prenderlo?
V.P.: Eh, non me ne ricordo dottore, questo...
P.M.: Però ricorda che...
V.P.: Perché dimolte volte, non lo diceva nemmeno Fernando, capito? Se andava via o no.
P.M.: Ma lei ha ricordo che, per un certo periodo, non venne più prima dell'omicidio...
V.P.: Sì.
P.M.: Prima, mi scusi, dell'episodio dell'assegno.
V.P.: Mi sembra di sì. Io so che questo Lotti dopo venne... Ma io l'ho invitato a mangiare, non mi ricordo quando. Per un Natale, ma quando il Natale di che anno non me lo ricordo. Perché gli dissi a Fernando, era solo: 'invitalo a mangiare a Natale', gli dissi.
P.M.: Ma era dopo l'omicidio di Scopeti, questo Natale?
V.P.: Eh, non me lo ricordo, dottore.
P.M.: Non se lo ricorda. Potrebbe essere stato prima?
V.P.: No, io penso di no. Poi, l'assegno fu nel '91, ha detto, vero, dottore?
P.M.: A leggere, se lei lo ha bancato, come si suol dire, in quelle date lì...
V.P.: Sì, dopo tre o quattro giorni, lo banco, io.
P.M.: Io leggo qui novembre '91.
V.P.: Ecco. E allora sarà stato... L'omicidio fu nell'86, ha detto?
P.M.: '85.
V.P.: '85, io dico si vedeva anche dopo.
P.M.: Ho capito. Senta, lei ricorda - così ci ha raccontato, mi sembra, sua sorella - di un lavoro che lei avrebbe trovato, o qualcuno avrebbe trovato al Lotti, su, diciamo, interessamento di Fernando?
V.P.: Sì. Di Fernando, sì.
P.M.: Questo lo...
V.P.: Gli trovai un lavoro di manovale, lì a Mercatale. Ma però ce lo tennero poco, insomma, ecco.
P.M.: Ce lo tennero poco perché...
V.P.: Non era... si vede non faceva il suo dovere.
P.M.: Lei ricorda questo episodio del lavoro, lo sa collocare nel tempo? Prima dell'omicidio dell'85...
V.P.: Dottore, non glielo posso dire, codesto, io. No me lo ricordo io queste cose costì.
P.M.: Va bene.
V.P.: Sono cose banali che io non ci ho...
P.M.: Certo. Allora le chiedo un'altra...
V.P.: Non le ho messe a fuoco, ha capito?
P.M.: ...cosa banale, per vedere se lei è in grado di ricordare qualcosa. Se non la ricorda, ovviamente, dice come sta dicendo ora: "Non l'ho messo a fuoco".
V.P.: Certo.
P.M.: Lei sa se fra i lavori che faceva a parenti e conoscenti, Fernando ha anche imbiancato casa del Vanni?
V.P.: Sissignore. Qualche volta...
P.M.: Lo sa direttamente dal Vanni, dal Lotti, o solo da Fernando?
V.P.: No, no, perché a me mi telefonava a me il Vanni. E mi diceva: 'digli a Fernando c'ho da imbiancare', e poi si mettevano d'accordo fra sé. Io glielo dicevo e...
P.M.: Ecco. È avvenuto più volte? Ha imbiancato casa più volte?
V.P.: Ma non lo so. Mi sembra due volte, dottore, ma non me lo ricordo.
P.M.: Senta, lei, prima che le faccia domande specifiche, è in grado di collocare nel tempo quando sono state queste imbiancature?
V.P.: No. Non glielo posso dire.
P.M.: Quindi, se io le chiedo prima che andasse in pensine, dopo che è andato in pensione Vanni, sono difficili per lei da ricordare, o ha qualche aggancio preciso?
V.P.: No, gli è stato anche prima di andare in pensione, sì. E dopo che è andato in pensione.
P.M.: È andato due volte.
V.P.: Sì, due o tre volte. Io, dottore, non glielo posso dire quando...
P.M.: Perché Fernando, stamani ha detto che, dopo l'omicidio dell'85, anzi, stamani, poco fa, pochi minuti fa, ha detto Fernando, a mia contestazione, perché così aveva detto durante le indagini, dice: 'no, dopo l'omicidio Vanni non l'ho più voluto vedere'.
V.P.: E mi sembra anche a me che gli abbia detto dopo. Non me lo ricordo io, dottore. Queste cose costì io non gliele posso dire, se è andato prima o dopo.
P.M.: Va bene.
V.P.: È andato a imbiancare al Vanni, è andato perché lo chiamava. E lui era amico e diceva, gli stava postino lì, a Montefiridolfi... Ha capito?
P.M.: Lo ha... Ho capito. Lo ha detto anche a lei suo fratello che, dopo l'omicidio dell'85 e dopo quello che era successo, non aveva più voluto vedere...
V.P.: Mi sembra che mi abbai detto qualcosa: 'non ci ritorno dal Vanni', ma io non collocavo, queste cose non le collocavo con queste cose qui. Capito?
P.M.: Non ho altre domande. Grazie.

lunedì 24 febbraio 2014

Valdemaro Pucci - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 06 ottobre 1997 - Prima parte

V.P.: Signor Presidente, non vorrei essere ripreso dalla telecamera.
Presidente: Bene. Allora, il teste non vuol essere ripreso. Per cortesia, le telecamere, niente. Lei si chiama Pucci Valdemaro?
V.P.: Sì.
Presidente: Dov'è nato, dove risiede?
V.P.: Nato a Xxxx, il XX7XX7XX. Risiedo a Xxxxx. Devo leggere?
Presidente: Sì, legga quella formula sì.
V.P.: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.
Presidente: Prego, Pubblico Ministero.
P.M.: Sì, grazie, Presidente. Signor Pucci, lei che grado di parentela ha con Fernando?
V.P.: È mio fratello.
P.M.: È suo fratello. Convive con lei?
V.P.: No, signore, viene a mangiare a casa mia.
P.M.: Abita vicino a lei?
V.P.: Sì, a 50 metri.
P.M.: Senta, signor Pucci, lei ci può dire i vostri genitori quand'è che sono deceduti?
V.P.: Mio padre morì nel '44; mia mamma mi ricordo... nel '67, mi pare. 22 anni fa.
P.M.: Ecco, siccome è stato una curiosità lecita, penso, stamani e nelle udienze precedenti, lei ci sa dire quale fu la causa di morte della sua mamma? Che malattia aveva...
V.P.: Eh, una metastasi tumorale delle ossa. È andata in coma per tre giorni e poi è morta.
P.M.: È deceduta in casa, o in ospedale?
V.P.: Sissignore, a casa.
P.M.: E in coma, questo stato di coma, ce lo aveva in casa?
V.P.: Sissignore, sì.
P.M.: E Fernando ha detto non distingueva il giorno dalla notte.
V.P.: Eh, lo sa, quando sono in coma, le persone per un tumore...
P.M.: No, no, era
V.P.: L'era una donna che pativa tanto, poi cominciarono a fargli la morfina e ci si aveva un dottore, lì... Ma stiede tanto all'ospedale. Poi la rimandarono a casa per morire, insomma, ecco.
P.M.: Ricorda quanto è stata in ospedale?
V.P.: Quanto è stata?
P.M.: Sì, quanto, per quanto tempo,.
V.P.: Mi sembra un paio di mesi, un mese... Ma io non me lo ricordo questo...
P.M.: Ma non mi importa la precisione.
V.P.: No, proprio la precisione...
P.M.: Almeno a me non mi interessa. Lei ricorda...
V.P.: Sì, perché lei fu operata anche, prima. Prima 10 anni.
P.M.: Per questo male?
V.P.: Per questo male, sì. Gli levarono tutto sotto.
P.M.: Ho capito.
V.P.: Avanti otto anni. E poi andò in metastasi e...
P.M.: Ricorda se, anche prima di morire, era stata in ospedale? Sia quando fu operata, che quando morì, o no?
V.P.: Nossignore.
P.M.: Non lo ricorda.
V.P.: Quando, quando riammalò, ritornò all'ospedale.
P.M.: Ricorda a quale ospedale?
V.P.: A Careggi, l'andò.
P.M.: Mi scusi se le faccio la domanda. Ma è solo esclusivamente per chiarezza.
V.P.: Prego.
P.M.: Per caso sua mamma ha mai avuto problemi, per intenderci, come quelli di Fernando?
V.P.: No.
P.M.: Assolutamente.
V.P.: La mi mamma era... la più brava donna del mondo. Poi l'ha tirato su quattro figlioli con...
P.M.: Io gliel'ho voluto...
V.P.: Il più grande aveva 12 anni, e morì il mi' povero babbo, e...
P.M.: Molto chiaro.
V.P.: Di TBC. E la presi anch'io la TBC.
P.M.: Ho capito.
V.P.: Stiedi un po' all'ospedale e poi sono guarito, insomma.
P.M.: Senta un po'...
V.P.: La mi mamma era una donna che era rispettata da tutti, perché lavorava tanto e era bravissima, insomma.
P.M.: Comunque, interessava ora sapere delle sue malattie. Lei è stato molto chiaro. Può raccontare alla Corte come e quando è venuto a sapere dei racconti di Fernando relativamente ai delitti delle coppiette? Chi aveva... su quello che aveva riferito Fernando, come ve lo ha detto a voi, e quando?
V.P.: La prima volta che me lo disse, io l'accompa... Quando venne quei due signori per...
P.M.: Per portarlo
V.P.: Per portarlo giù... No, lo accompagnai io, dottore.
P.M.: Lo accompagnò lei.
V.P.: Sì.
P.M.: No, siccome sa...
V.P.: Sì, e stiedi fino a verso le 9, mi pare.
P.M.: Lo accompagnò lei. Erano i primi di gennaio del…
V.P.: La prima volta, sì.
P.M.: 2 gennaio.
V.P.: Ecco, la prima volta che lo...
P.M.: Lo accompagnò lei, non fu...
V.P.: Sissignore. Fui soltanto io ad accompagnarlo.
P.M.: Benissimo.
V.P.: E poi, quando... Io non sapevo perché lo avevano chiamato. Poi, quando... Perché dentro non fate entrare nessuno. Quando lo ripresi in macchina, gli dissi: 'ma icché t'hai fatto? Che c'è qualcosa di male?' 'Mah, io passai così dagli Scopeti, mi fermai per fare un bisogno con Giancarlo e ho visto, ho sentito delle voci, poi degli spari, poi sono andato via. Ma la voce la mi sembrava quella del Pacciani'. Ecco, la voce mia...
P.M.: Così...
V.P.: Mi disse così.
P.M.: Questa è la prima versione.
V.P.: Questa è la prima versione, sì.
P.M.: Poi le ha detto maggiori particolari?
V.P.: Poi mi diceva sempre qualcosa. Perché, lei lo sci…
P.M.: E bene... Io lo so e c'è nei verbali, però è bene che lei lo riferisca alla Corte.
V.P.: ... la gli diceva di non dire nulla a nessuno, lei.
P.M.: Questo, è vero.
V.P.: E non me lo diceva neanche a me.
P.M.: Poi...
V.P.: Lo sapete prima voi, che io. Io, troppo quando era a tavola, insistevo: 'Fernandino, o icché t'hai fatto, come l'è andata, icché tu hai visto...', e lui, un pochino rispondeva, così. E poi dopo, quando vedo che la cosa la cominciava un pochino... non c'è da insister tanto, perché lui piglia e batte ogni cosa in terra, capito? E allora aspettai, aspettai, aspettai. Poi, da ultimo, me lo disse.
P.M.: Come le disse? E quando fu...
V.P.: A tavola, me lo disse insieme alla mi' moglie. Io, quando, non me ne ricordo, avvocato. Mi disse: 'ho visto Mario che con un coltello tagliava la tenda. E il Pacciani a sparare'. Ecco, io so questo qui.
P.M.: Questo, le disse. Poi le ha riferito successivamente, o nella stessa circostanza - tant'è che lei, su questo, ha deposto - che Fernando ha anche riferito qualcosa sui fatti precedenti? Sul fatto che andavano a spiare coppie con il Lotti?
V.P.: No, questo no, non me lo diceva. Me lo ha detto un po' dopo, questo qui.
P.M.: Come gliel'ha detto?
V.P.: Anzi, gliel'ho detto io. 'O icché tu... l'ho saputo'.
P.M.: Glielo ha detto, nel senso glielo ha chiesto...
V.P.: Sì, gliel'ho chiesto, dico: 'come mai...', dice: 'si andava, mi portava Giancarlo'. Io sapevo che andava con Giancarlo, ma io credevo andesse a Firenze come gli uomini a volte vanno, no? Lui non ha moglie...
P.M.: Certo, prostitute. Normalissimo.
V.P.: Ecco. Non ha moglie, e... Io ero sicuro di questo qui. Ma che gli andesse a guardar le coppie, io...
P.M.: Glielo ha detto poi...
V.P.: Dopo...
P.M.: Glielo ha riferito lo stesso Fernando?
V.P.: ... me lo ha riferito... Sì, me lo ha riferito dopo Fernando.
P.M.: Che ci andava col Lotti o andava anche con gli altri?
V.P.: No, lui andava con il Lotti, mi diceva.
P.M.: Così le ha detto.
V.P.: Così mi ha detto, sì.
P.M.: E gli ha detto anche che era stato, sia alla piazzola di Vicchio, che a Montespertoli?
V.P.: Sì. Alla piazzola di Vicchio me lo disse... Perché da principio diceva di no. E poi, piano piano, insomma, gli feci dire... Ma mi disse: 'sì, sono stato una volta a Vicchio'. E poi andava anche, credo, in passato, quando gli dissi: 'ma anche a Montespertoli?', dice: 'sì, quando andavo alla festa di vino, ci si fermò a vedere questa... '
P.M.: A vedere? Una coppia che c'era lì?
V.P.: Una coppia che... Queste coppie, non lo so.
P.M.: Questo, lo ha già riferito nel verbale. Senta ancora una cosa: e questo fatto che faceva, in sostanza, questa attività col Lotti, a lei non gli era mai venuto un sospetto prima?
V.P.: No, signore, non mi era mai venuto punti sospetti. Proprio non ci pensavo nemmeno a questa cosa di "Mostro". Anzi, il Lotti, gli dissi anche: 'Fernando portalo...', sapevo che era solo, una volta per Natale, gli dissi: 'portalo a mangiar lì, è solo, sempre..', sa, lo portava a fare, a fare qualche girata in macchina. Lui la macchina non la manda. Io, sa, il Lotti lo conoscevo, ma non credevo fossero persone di questo calibro qui, ecco. Sennò non ce lo mandavo. Anzi, se davo retta alla mi' sorella, forse lei la non voleva che andesse a prostitute, capito? Però io dicevo: 'è un uomo, lasciamolo andare una volta ogni tanto, gli fa altro che bene', ecco. Per me.
P.M.: E questo fatto che a lei, suo fratello abbia, e poi anche agli inquirenti, abbia raccontato questa verità a pezzi...
V.P.: Eh, sa, è un tipo a quella maniera. E si vede che... Chi lo sa, questo non glielo posso dire, signor...
P.M.: È un tipo chiuso, che non racconta di queste cose? Del fatto che andava a prostitute, lo ha immaginato lei, o glielo raccontava...
V.P.: No, non me lo ha mai raccontato a me. Però...
P.M.: Non glielo ha mai raccontato.
V.P.: ... lo immaginavo, insomma.
P.M.: Si capiva.
V.P.: No, no, ma non me l'ha mai raccontato che andava...
P.M.: Ecco, il fatto...
V.P.: A volte, con questi ragazzi: 'ma sai, io vo, sai, eh..’, capito? Così lo diceva. Ma non personalmente a me.
P.M.: A lei non glielo ha mai detto.
V.P.: Mai confessato, no.
P.M.: Quindi, questi erano argomenti, in genere, di cui non parlavate.
V.P.: No, io non glielo dicevo, ma lo sapevo.
P.M.: Sì, sì. Senta...
V.P.: Però non glielo dicevo perché, sa, è una cosa un po' particolare. Dico, tanto...
P.M.: Personale.
V.P.: Bisogna che... Personale, sì.

venerdì 21 febbraio 2014

Fernando Pucci - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 06 ottobre 1997 - Venticinquesima parte

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È una scelta che ho rimandato finchè ho potuto ma adesso si tratta di decidere se proseguire con un post al giorno dal lunedì al venerdì, come ho fatto negli ultimi quattro anni, o interrompere la pubblicazione di qualsivoglia contenuto su Insufficienza di prove. È una scelta impegnativa che però mi trovo costretto a fare, dato il crescente impegno e gli inevitabili costi da sostenere. Lo dico da un pò di tempo: il momento non è dei migliori ma per andare avanti serve davvero ben poco e se anche solo un terzo di coloro che seguono Insufficienza di prove mi sosterrà in questa impresa, nei prossimi mesi tutto il processo a Mario Vanni e Giancarlo Lotti verrà pubblicato su queste pagine. Diversamente, con estremo dispiacere, io mi fermo qua.

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giovedì 20 febbraio 2014

Fernando Pucci - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 06 ottobre 1997 - Ventiquattresima parte

Segue dalla ventitreesima parte.

Avvocato Filastò: Signor Pucci, ci vuole descrivere un po' meglio da che punto e come, lei ha visto questa coppia che stava nella tenda a far l'amore dentro la tenda?
F.P.: Eh, ma noi s'andò vicino lì.
Avvocato Filastò: Sì.
F.P.: A vedere.
Avvocato Filastò: Sì.
F.P.: Capito?
Avvocato Filastò: Sì, no, ma come? Vicino dove? Per esempio, guardando dalla parte posteriore della tenda...
F.P.: Ora 'un so se mi spiego, dopo sentito lo sparo?
Avvocato Filastò: No, no. Pomeriggio, prima.
F.P.: Ah, nel pomeriggio?
Avvocato Filastò: Sì.
F.P.: Sì guardò questa coppia...
Avvocato Filastò: Nella tenda.
F.P.: Nella tenda.
Avvocato Filastò: Sì, ma ci descriva come. Perché, guardare una coppia dentro la tenda, insomma, bisogna che ci sia un'apertura.
F.P.: Noi, per curiosità, visto che s'eramo curiosi di andare a vedere.
Avvocato Filastò: No, no.
Presidente: Ho capito, ma come ha fatto a vedere se la tenda era chiusa, era aperta. Era aperta, era chiusa, com'era?
F.P.: Era aperta la tenda, davanti.
Avvocato Filastò: Ah, dal davanti.
F.P.: Sì.
Presidente: Ovvia.
Avvocato Filastò: Quindi, vi siete piazzati davanti a guardare questi due che facevano l'amore.
F.P.: Sì, davanti. Sì.
Avvocato Filastò: E questi due cos'hanno detto?
F.P.: Nulla.
Avvocato Filastò: Nulla.
F.P.: No. 'un ci dissero nulla.
Avvocato Filastò: Non so, gli faceva piacere esser visti da voi?
F.P.: No, no. S'andò lì da noi, insomma, lì a vedere,'a curiosare.
Avvocato Filastò: La tenda era aperta.
F.P.: Con la tenda aperta.
Avvocato Filastò: E voi davanti a guardare. 
F.P.: Sì.
Avvocato Filastò: E questi dentro a far l'amore.
F.P.: A fare all'amore.
Avvocato Filastò: Sì.
Presidente: Ma vi videro loro?
F.P.: Come?
Presidente: Loro due, v'hanno visto a voi?
F.P.: No. Noi 'un ci videro. 
(voce fuori microfono)
Avvocato Filastò: E come mai non v'hanno visto, scusi?
F.P.: Eh?
Avvocato Filastò: Come mai non v'hanno visto?
F.P.: Perché se 1'erano appiccicati insieme, facevano l'amore. Come facevano a vederci? Non pensavan mica a noi.
Avvocato Filastò: Ma veder due persone che sono davanti alla tenda e la tenda aperta...
F.P.: Sì.
Avvocato Filastò: ... ci state dieci minuti...
F.P.: Sì, ma noi 'un ci videro.
Avvocato Filastò: Come non la videro?
F.P.: No.
Avvocato Filastò: Ma perché c'era qualche cosa che vi nascondeva.
F.P.: Ma guarda un pochino!
Avvocato Filastò: No, non faccia lo spiritoso.
F.P.: Non ci videro noi. Loro facevan all'amore e basta.
Presidente: Va bene, va bene. Altre domande?
F.P.: Senza, senza... 'Un ci crede! Oh ragazzi, 'un si fida! 
(voce fuori microfono)
F.P.: Come? L'è vero.
Avvocato Filastò: Sì, sì. C'è poco da fidarsi.
Presidente: Va bene. Ora, i commenti no.
F.P.: Come no?
Presidente: No, no. Silenzio.
Avvocato Filastò: Senta il Vanni, a proposito di Pacciani, le ha mai detto nulla a proposito di Pacciani e di una pistola?
F.P.: Che? La...?
Presidente: Il Vanni gli ha mai parlato della pistola del Pacciani?
F.P.: No.
Avvocato Filastò: Ne è sicuro?
F.P.: No.
Avvocato Filastò: Allora, le contesto che lei ha dichiarato il giorno 23 gennaio del '96: "Ne abbiamo parlato a San Casciano, era presente anche il Vanni. Quest'ultimo" - vale a dire il Vanni - "disse che il Pacciani aveva una pistola."
F.P.: Io, che il Pacciani l'aveva la pistola, lo seppi dopo, quando andarono i Carabinieri, insomma la Polizia, a guardare a casa sua. Allora lo seppi, quando fecero il coso...
Avvocato Filastò: Quindi, non l'ha sentito dire dal Vanni questa cosa.
F.P.: No.
Avvocato Filastò: Bisognerebbe capire perché l'ha detta qui. Più precisamente disse: "Attento che il Pacciani ha una pistola."
F.P.: Il Lotti me lo disse.
Avvocato Filastò: Qui ha detto lo disse il Vanni.
F.P.: Il Vanni, sì.
Avvocato Filastò: Ah, ora l'ha detto il Vanni.
F.P.: Sì.
Avvocato Filastò: Senta, 9 febbraio del '96...
F.P.: Mi fa diventa' grullo!
Avvocato Filastò: Lei ha fatto questa dichiarazione, gliela leggo. Lei mi deve dire se...
F.P.: La legga.
Avvocato Filastò: ... risponde alla verità oppure no. Stia a sentire bene come gliela leggo e com'è questa dichiarazione.
F.P.: Via, la legga.
Avvocato Filastò: 9 febbraio del '96.
F.P.: Ma io la data...
Avvocato Filastò: No, va beh.
F.P.: ... non mi interessa.
Avvocato Filastò: Lo devo dire io per il verbale. "L'altro che aveva la pistola, cioè il Pacciani, gli sparò e gli andò dietro mentre quello scappava continuando a sparare." Si sta parlando del ragazzo che scappa, scalzo...
F.P.: Sì, sì.
Avvocato Filastò: ... e nudo, vestito, insomma scappa.
F.P.: Sì.
Avvocato Filastò: "Nello stesso tempo, il Vanni si introdusse nella tenda dal lato posteriore attraverso l'apertura che aveva praticato." A parte come è descritto qui, ma comunque, lei vede il Vanni che si introduce nella tenda passando da quel taglio che aveva fatto lui col coltello.
F.P.: Sissignore. Sì.
Avvocato Filastò: È sicuro di questo?
F.P.: Sì, son sicurissimo.
Avvocato Filastò: Lo conferma?
F.P.: Porca miseria!
Presidente: L'ha detto anche prima.
P.M.: È tutto il giorno che lo dice.
F.P.: È andato a vedere... è tutto il giorno che glielo dico, ragazzi!
Presidente: Allora, senta a me. Ha finito, avvocato?
Avvocato Filastò: Sì, sì, ho finito.
Presidente: Bene. Allora, su questo punto...
F.P.: Non lo so, io!
Presidente: Scusi, eh. Su questo punto lei ha detto, sulla storia della tenda, il taglio della tenda...
Mario Vanni: (voce fuori microfono)
Avvocato Filastò: ... non ci può passare lei perché sono due teli. Uno non è tagliato.
Mario Vanni: (voce fuori microfono)
Avvocato Filastò: Lo so che non è vero.
F.P.: Come 'un è vero?
Presidente: Allora...
Avvocato Filastò: Certo che 'un è vero.
F.P.: Ho visto tutti, io vidi tutto!
Presidente: Signor Pucci, signor Pucci, ora parli con me. Lasci stare l'avvocato.
F.P.: 'Un ci si ragiona con quell'omo.
Presidente: Allora, io le riassumo quello che ha detto.
F.P.: Sì.
Presidente: Ha detto che ha visto il Vanni tagliare la tenda...
F.P.: Sì.
Presidente: ... con un gesto dal basso verso l'alto.
F.P.: Sì, sì.
Presidente: Senza coltello, non ha visto col coltello.
F.P.: No, col coltello 'un l'ho visto, io.
Presidente: Ora, lei non ha visto il coltello.
F.P.: No.
Presidente: Non ha visto cos'aveva in mano: una scimitarra, un machete, che so io?
F.P.: Sì, sì.
Presidente: Non so cosa avesse. Va bene? Dico io a lei: dal punto in cui lei guardava, vedeva il dietro della tenda, lei, o no?
F.P.: Come?
Presidente: Lei, quando si è affacciato alla piazzola e ha visto la tenda, ha visto il Vanni vicino la tenda, il dietro della tenda, dove poi il Vanni ha tagliato, lo vedeva o no?
F.P.: Sì, appena appena, perché l'era un po' messa...
P.M.: Obliqua.
F.P.: Ecco, sì.
Presidente: Obliqua.
F.P.: Obliqua.
Presidente: Ecco.
F.P.: Eh!
Presidente: Lei non ha visto il taglio fatto... L'ha visto il taglio...
F.P.: No, sentii il rumore, io, e basta.
Presidente: Ecco. Lei dice che ha visto introdursi il Vanni nella tenda.
F.P.: Sì.
Presidente: Ma come faceva, allora, a vedere che il Vanni è entrato nella tenda, oppure non è passato dietro la tenda? Capito?
F.P.: Sì, ho capito.
Presidente: Ecco.
F.P.: Allora...
Presidente: Lei non...
Avvocato Filastò: No, no. Io mi oppongo a questo tipo di domanda, Presidente.
Presidente: No, no, no. Scusi, io devo chiarire, abbia pazienza. 
(voci sovrapposte)
Avvocato Filastò: ... al teste che è...
Presidente: A parte che posso anche suggerire...
Avvocato Filastò: Questa è la verità.
Presidente: Bene.
Avvocato Filastò: Bene. 
(voci sovrapposte)
Presidente: ... si possono fare anche domande suggestive in sede di interrogatorio.
Avvocato Filastò: Bene, ma certamente.
Presidente: E allora, quindi, per cortesia stia al suo posto. Allora, io sto solamente chiarendo cosa...
Avvocato Filastò: ... di fare.
Presidente: ... io sto solamente chiarendo il senso delle sue domande.
Avvocato Filastò: Opposizione formale e credo di avere il diritto di farla.
Presidente: Benissimo. Però faccia parlare, non si accavalli con le mie domande. Sto solamente chiarendo - questo è l'interesse del Presidente della Corte - come ha fatto quella risposta. Cosa ha visto e cosa non ha visto. Allora, lei il dietro della tenda non lo vedeva.
F.P.: No.
Presidente: Non lo vedeva. Quindi, lei non ha visto dove il Vanni ha tagliato.
F.P.: No.
Presidente: In che punto ha tagliato.
F.P.: No.
Presidente: Ha detto solamente: ha fatto un gesto dal basso in alto.
F.P.: Sì, io ho sentito il rumore e basta. 
Segue...
 
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