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lunedì 24 febbraio 2014

Valdemaro Pucci - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 06 ottobre 1997 - Prima parte

V.P.: Signor Presidente, non vorrei essere ripreso dalla telecamera.
Presidente: Bene. Allora, il teste non vuol essere ripreso. Per cortesia, le telecamere, niente. Lei si chiama Pucci Valdemaro?
V.P.: Sì.
Presidente: Dov'è nato, dove risiede?
V.P.: Nato a Xxxx, il XX7XX7XX. Risiedo a Xxxxx. Devo leggere?
Presidente: Sì, legga quella formula sì.
V.P.: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.
Presidente: Prego, Pubblico Ministero.
P.M.: Sì, grazie, Presidente. Signor Pucci, lei che grado di parentela ha con Fernando?
V.P.: È mio fratello.
P.M.: È suo fratello. Convive con lei?
V.P.: No, signore, viene a mangiare a casa mia.
P.M.: Abita vicino a lei?
V.P.: Sì, a 50 metri.
P.M.: Senta, signor Pucci, lei ci può dire i vostri genitori quand'è che sono deceduti?
V.P.: Mio padre morì nel '44; mia mamma mi ricordo... nel '67, mi pare. 22 anni fa.
P.M.: Ecco, siccome è stato una curiosità lecita, penso, stamani e nelle udienze precedenti, lei ci sa dire quale fu la causa di morte della sua mamma? Che malattia aveva...
V.P.: Eh, una metastasi tumorale delle ossa. È andata in coma per tre giorni e poi è morta.
P.M.: È deceduta in casa, o in ospedale?
V.P.: Sissignore, a casa.
P.M.: E in coma, questo stato di coma, ce lo aveva in casa?
V.P.: Sissignore, sì.
P.M.: E Fernando ha detto non distingueva il giorno dalla notte.
V.P.: Eh, lo sa, quando sono in coma, le persone per un tumore...
P.M.: No, no, era
V.P.: L'era una donna che pativa tanto, poi cominciarono a fargli la morfina e ci si aveva un dottore, lì... Ma stiede tanto all'ospedale. Poi la rimandarono a casa per morire, insomma, ecco.
P.M.: Ricorda quanto è stata in ospedale?
V.P.: Quanto è stata?
P.M.: Sì, quanto, per quanto tempo,.
V.P.: Mi sembra un paio di mesi, un mese... Ma io non me lo ricordo questo...
P.M.: Ma non mi importa la precisione.
V.P.: No, proprio la precisione...
P.M.: Almeno a me non mi interessa. Lei ricorda...
V.P.: Sì, perché lei fu operata anche, prima. Prima 10 anni.
P.M.: Per questo male?
V.P.: Per questo male, sì. Gli levarono tutto sotto.
P.M.: Ho capito.
V.P.: Avanti otto anni. E poi andò in metastasi e...
P.M.: Ricorda se, anche prima di morire, era stata in ospedale? Sia quando fu operata, che quando morì, o no?
V.P.: Nossignore.
P.M.: Non lo ricorda.
V.P.: Quando, quando riammalò, ritornò all'ospedale.
P.M.: Ricorda a quale ospedale?
V.P.: A Careggi, l'andò.
P.M.: Mi scusi se le faccio la domanda. Ma è solo esclusivamente per chiarezza.
V.P.: Prego.
P.M.: Per caso sua mamma ha mai avuto problemi, per intenderci, come quelli di Fernando?
V.P.: No.
P.M.: Assolutamente.
V.P.: La mi mamma era... la più brava donna del mondo. Poi l'ha tirato su quattro figlioli con...
P.M.: Io gliel'ho voluto...
V.P.: Il più grande aveva 12 anni, e morì il mi' povero babbo, e...
P.M.: Molto chiaro.
V.P.: Di TBC. E la presi anch'io la TBC.
P.M.: Ho capito.
V.P.: Stiedi un po' all'ospedale e poi sono guarito, insomma.
P.M.: Senta un po'...
V.P.: La mi mamma era una donna che era rispettata da tutti, perché lavorava tanto e era bravissima, insomma.
P.M.: Comunque, interessava ora sapere delle sue malattie. Lei è stato molto chiaro. Può raccontare alla Corte come e quando è venuto a sapere dei racconti di Fernando relativamente ai delitti delle coppiette? Chi aveva... su quello che aveva riferito Fernando, come ve lo ha detto a voi, e quando?
V.P.: La prima volta che me lo disse, io l'accompa... Quando venne quei due signori per...
P.M.: Per portarlo
V.P.: Per portarlo giù... No, lo accompagnai io, dottore.
P.M.: Lo accompagnò lei.
V.P.: Sì.
P.M.: No, siccome sa...
V.P.: Sì, e stiedi fino a verso le 9, mi pare.
P.M.: Lo accompagnò lei. Erano i primi di gennaio del…
V.P.: La prima volta, sì.
P.M.: 2 gennaio.
V.P.: Ecco, la prima volta che lo...
P.M.: Lo accompagnò lei, non fu...
V.P.: Sissignore. Fui soltanto io ad accompagnarlo.
P.M.: Benissimo.
V.P.: E poi, quando... Io non sapevo perché lo avevano chiamato. Poi, quando... Perché dentro non fate entrare nessuno. Quando lo ripresi in macchina, gli dissi: 'ma icché t'hai fatto? Che c'è qualcosa di male?' 'Mah, io passai così dagli Scopeti, mi fermai per fare un bisogno con Giancarlo e ho visto, ho sentito delle voci, poi degli spari, poi sono andato via. Ma la voce la mi sembrava quella del Pacciani'. Ecco, la voce mia...
P.M.: Così...
V.P.: Mi disse così.
P.M.: Questa è la prima versione.
V.P.: Questa è la prima versione, sì.
P.M.: Poi le ha detto maggiori particolari?
V.P.: Poi mi diceva sempre qualcosa. Perché, lei lo sci…
P.M.: E bene... Io lo so e c'è nei verbali, però è bene che lei lo riferisca alla Corte.
V.P.: ... la gli diceva di non dire nulla a nessuno, lei.
P.M.: Questo, è vero.
V.P.: E non me lo diceva neanche a me.
P.M.: Poi...
V.P.: Lo sapete prima voi, che io. Io, troppo quando era a tavola, insistevo: 'Fernandino, o icché t'hai fatto, come l'è andata, icché tu hai visto...', e lui, un pochino rispondeva, così. E poi dopo, quando vedo che la cosa la cominciava un pochino... non c'è da insister tanto, perché lui piglia e batte ogni cosa in terra, capito? E allora aspettai, aspettai, aspettai. Poi, da ultimo, me lo disse.
P.M.: Come le disse? E quando fu...
V.P.: A tavola, me lo disse insieme alla mi' moglie. Io, quando, non me ne ricordo, avvocato. Mi disse: 'ho visto Mario che con un coltello tagliava la tenda. E il Pacciani a sparare'. Ecco, io so questo qui.
P.M.: Questo, le disse. Poi le ha riferito successivamente, o nella stessa circostanza - tant'è che lei, su questo, ha deposto - che Fernando ha anche riferito qualcosa sui fatti precedenti? Sul fatto che andavano a spiare coppie con il Lotti?
V.P.: No, questo no, non me lo diceva. Me lo ha detto un po' dopo, questo qui.
P.M.: Come gliel'ha detto?
V.P.: Anzi, gliel'ho detto io. 'O icché tu... l'ho saputo'.
P.M.: Glielo ha detto, nel senso glielo ha chiesto...
V.P.: Sì, gliel'ho chiesto, dico: 'come mai...', dice: 'si andava, mi portava Giancarlo'. Io sapevo che andava con Giancarlo, ma io credevo andesse a Firenze come gli uomini a volte vanno, no? Lui non ha moglie...
P.M.: Certo, prostitute. Normalissimo.
V.P.: Ecco. Non ha moglie, e... Io ero sicuro di questo qui. Ma che gli andesse a guardar le coppie, io...
P.M.: Glielo ha detto poi...
V.P.: Dopo...
P.M.: Glielo ha riferito lo stesso Fernando?
V.P.: ... me lo ha riferito... Sì, me lo ha riferito dopo Fernando.
P.M.: Che ci andava col Lotti o andava anche con gli altri?
V.P.: No, lui andava con il Lotti, mi diceva.
P.M.: Così le ha detto.
V.P.: Così mi ha detto, sì.
P.M.: E gli ha detto anche che era stato, sia alla piazzola di Vicchio, che a Montespertoli?
V.P.: Sì. Alla piazzola di Vicchio me lo disse... Perché da principio diceva di no. E poi, piano piano, insomma, gli feci dire... Ma mi disse: 'sì, sono stato una volta a Vicchio'. E poi andava anche, credo, in passato, quando gli dissi: 'ma anche a Montespertoli?', dice: 'sì, quando andavo alla festa di vino, ci si fermò a vedere questa... '
P.M.: A vedere? Una coppia che c'era lì?
V.P.: Una coppia che... Queste coppie, non lo so.
P.M.: Questo, lo ha già riferito nel verbale. Senta ancora una cosa: e questo fatto che faceva, in sostanza, questa attività col Lotti, a lei non gli era mai venuto un sospetto prima?
V.P.: No, signore, non mi era mai venuto punti sospetti. Proprio non ci pensavo nemmeno a questa cosa di "Mostro". Anzi, il Lotti, gli dissi anche: 'Fernando portalo...', sapevo che era solo, una volta per Natale, gli dissi: 'portalo a mangiar lì, è solo, sempre..', sa, lo portava a fare, a fare qualche girata in macchina. Lui la macchina non la manda. Io, sa, il Lotti lo conoscevo, ma non credevo fossero persone di questo calibro qui, ecco. Sennò non ce lo mandavo. Anzi, se davo retta alla mi' sorella, forse lei la non voleva che andesse a prostitute, capito? Però io dicevo: 'è un uomo, lasciamolo andare una volta ogni tanto, gli fa altro che bene', ecco. Per me.
P.M.: E questo fatto che a lei, suo fratello abbia, e poi anche agli inquirenti, abbia raccontato questa verità a pezzi...
V.P.: Eh, sa, è un tipo a quella maniera. E si vede che... Chi lo sa, questo non glielo posso dire, signor...
P.M.: È un tipo chiuso, che non racconta di queste cose? Del fatto che andava a prostitute, lo ha immaginato lei, o glielo raccontava...
V.P.: No, non me lo ha mai raccontato a me. Però...
P.M.: Non glielo ha mai raccontato.
V.P.: ... lo immaginavo, insomma.
P.M.: Si capiva.
V.P.: No, no, ma non me l'ha mai raccontato che andava...
P.M.: Ecco, il fatto...
V.P.: A volte, con questi ragazzi: 'ma sai, io vo, sai, eh..’, capito? Così lo diceva. Ma non personalmente a me.
P.M.: A lei non glielo ha mai detto.
V.P.: Mai confessato, no.
P.M.: Quindi, questi erano argomenti, in genere, di cui non parlavate.
V.P.: No, io non glielo dicevo, ma lo sapevo.
P.M.: Sì, sì. Senta...
V.P.: Però non glielo dicevo perché, sa, è una cosa un po' particolare. Dico, tanto...
P.M.: Personale.
V.P.: Bisogna che... Personale, sì.

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