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mercoledì 26 febbraio 2014

Valdemaro Pucci - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 06 ottobre 1997 - Terza parte

Segue dalla seconda parte.

Presidente: Avvocato Curandai.
Avvocato Curandai: Sì, signor Pucci - avvocato Curandai di parte civile - mi risulta che il Pacciani fosse vostro cliente.
V.P.: No, signore, questo no, ha sbagliato. Pacciani, gli racconto subito la storia. Venne a Montefiri...
Avvocato Curandai: Ecco, sì.
V.P.: Posso?
Avvocato Curandai: Ecco, grazie.
V.P.: Venne a Montefiridolfi. . . Io, come le ripeto, c'ho un negozio di generi alimentari.
Avvocato Curandai: Sì, un cliente vostro.
V.P.: E dicevano che aveva bisogno, perché aveva due bambine... Io le racconto subito come la sta.
Avvocato Curandai: Sì, sì.
V.P.: E gli dissi... Ma io, se è quando arrivò subito, o dopo, io non... Sa, sarà stato dopo un mese, dopo due mesi, cose così. Ma in negozio mio ci veniva poco. E gli dissi: 'guarda, c'ho da...'
Avvocato Curandai: Ah ecco, ci veniva.
V.P.: Sì, qualche volta ci veniva, sì. Sì, ma dopo questo fatto che le racconto, non c'è più ritornato.
Avvocato Curandai: Grazie.
V.P.: Lo chiamai per zappar l'orto, perché diceva voleva guadagnare qualcosa in più per... Ora io c'ho moglie, la lascio a casa, lì. La sera, torno a casa e mi dice: 'Senti, Valdemaro, io quell'uomo accanto non ce lo voglio, perché mi fa degli scherzi un po' a bischero. E birre ne ha bevute quattro o cinque, sicché...'Birre ne ha bevute quattro o cinque..', gli chiedeva la birra, ha capito, signore.
Avvocato Curandai: Certo, certo.
V.P.: Io, la mattina, quando questo uomo ritornò, mi disse: 'non ho finito ancora'. 'No', dico, 'senti, per me t'hai bell' e finito'. Dice: 'come?' 'No, no, tu mi dici icché tu hai da avere, io e te più lontano si sta e meglio è'. Ecco, il coso, a me...
Avvocato Curandai: Mi sembra di aver capito che molestava la signora.
V.P.: Ecco, bravo signore.
Avvocato Curandai: Parliamoci chiaro e tondo.
V.P.: Sì. Non che gli abbia dato delle toccate, o così. Ma con la voce. Ha capito?
Presidente: Altre domande?
Avvocato Filastò: Avvocato Filastò, difensore di Vanni. A proposito di questo episodio che lei ha raccontato ora...
V.P.: Sissignore.
Avvocato Filastò: ... di aver fatto questo, dato questo lavoro a Pacciani, lei si rammenta quando è avvenuto questo?
V.P.: Eh, dopo poco venne lassù, dottore, io 'un me lo ricordo quando. Sono cose lunghe, ha capito? Lavoro, gli dissi: 'zappami l'orto'. E voleva guadagnare in più qualche cosa, dicevano che ne aveva bisogno. Però fu un giorno solo, ha capito, dottore?
Avvocato Filastò: Che lei sappia - per averlo sentito dire in paese - di queste domande di fare l'amore di questo genere, saltuario, dalle varie persone lì di Montefiridolfi, il Pacciani aveva fatto questa offerta anche a qualcun altro?
V.P.: Ora, codesto non lo so, dottore.
Avvocato Filastò: Non lo sa.
V.P.: Io qualche lavorino in qua e in là, l'ha fatto di certo, per arrotondare un po' lo stipendio, ha capito?
Avvocato Filastò: Senta, quando poi suo fratello si decise a raccontargli quello che aveva visto, lei si rammenta con precisione che ha detto: 'ho visto Mario che con un coltello tagliava la tenda?'
V.P.: Sissignore, proprio la precisione così.
Avvocato Filastò: Proprio queste parole?
V.P.: Sì: 'ho visto che Mario aveva il coltello in mano a tagliare la tenda e il Pacciani con la pistola sparare'.
Avvocato Filastò: Va bene, grazie.
V.P.: Prego, dottore.
Avvocato Filastò: Senta, questo fatto di buttare tutto in terra, ogni tanto, suo fratello...
V.P.: Scusi, non ho capito. Questo?
Avvocato Filastò: Suo fratello, ogni tanto ha queste crisi, buttare le cose in terra, avvengono spesso?
V.P.: Sì. Ha qualche... se tu lo fai arrabbiare molto, ecco, succede queste cose qui. Ma ogni tanto, non tutti i giorni.
Avvocato Filastò: Non tutti i giorni.
V.P.: Poteva succedere una volta all'anno, due volte, tre volte. Basta sapere quando si arriva al punto e allora io lo vedo. Ora si è molto calmato, ora. A me non me lo ha mai fatto. Però alla mi', moglie molte volte, la insiste, e allora è successo questo.
Avvocato Filastò: Ah, piglia il piatto e lo butta in terra.
V.P.: Prego?
Avvocato Filastò: Prende i piatti e li butta in terra.
V.P.: Sì, prende il piatto del mangiare e lo butta in terra e va via.
Avvocato Filastò: E va via.
V.P.: E smette di mangiare. A me mi dispiace, ha capito? Poi vo a richiamarlo, insomma, vo a rimetterlo un pochino...
Avvocato Filastò: Non ho altre domande.
P.M.: Scusi, solo per precisare. Questo avviene se qualcuno, lei ha detto, lo fa arrabbiare in una discussione, o gli prende così di suo...
V.P.: No, no.
P.M.: ... sul più bello?
V.P.: Bisogna un pochino metterlo...
P.M.: Contraddirlo, contrastarlo. 
V.P.: ... in moto e insistere in una cosa che non te la vuole dire, e allora dopo... Io vedo, ora, di già - sa ho cinquantadue anni anch'io - ora vedo di già che quando si arriva a un certo punto qui bisogna smettere, gli dico: 'Paola, basta, via, lascia fare'.
P.M.: Non sono crisi che gli prendono così...
V.P.: Nossignore.
P.M.: Solo esclusivamente perché c'è una possibile discussione.
V.P.: Sissignore, sì. Quando vuoi la sua opinione, lui... come quando è a tavola e non gli piace una cosa, dice che 'un gli piace, 'un gli piace, 'un gli piace, e bisogna mettergli un altro po' di roba, così...
P.M.: Nessun'altra...
V.P.: ... e non dirgli niente.
P.M.: Nessun'altra domanda, grazie.
Presidente: Senta, io volevo tornare un po' sulla storia della imbiancatura della casa del Vanni.
V.P.: Prego.
Presidente: Lei ha detto che suo fratello le parlò – Fernando - le ha parlato in due occasioni di questa storia degli Scopeti. .
V.P.: Sì, la prima volta me lo disse...
Presidente: In macchina, tornando lì dall'interrogatorio, eccetera.
V.P.: Sì, sì.
Presidente: Poi, un'altra volta a casa mentre mangiavate.
V.P.: Mentre s'era a mangiare ci disse proprio icché...
Presidente: Che era successo, eccetera, eccetera. Poi ha detto che il Fernando era stato a imbiancare la cucina, la casa del Vanni in un paio di occasioni.
V.P.: Sì, un paio di occasioni c'è stato.
Presidente: Sicuramente prima che andasse in pensione e forse anche dopo.
V.P.: Io penso di sì, dottore. Ma non posso insistere.
Presidente: No, no, io solamente voglio sapere una cosa. Non le è venuto il dubbio, a lei: come mai lui che ha visto quel delitto, secondo lui, poi è andato a imbiancare la casa? E' possibile che sia andato a imbiancare la casa dopo che il Vanni è andato in pensione?
V.P.: Sì, questo io il dubbio ce l'ho sempre avuto, se l'è andato dopo il delitto, anche.
Presidente: E il delitto è dell'85.
V.P.: A me me lo disse... ora, me lo ha detto ora, Fernando.
Presidente: Il delitto ci fu nell'85 e in pensione è andato nell' 87.
V.P.: Ho capito.
Presidente: Ecco.
V.P.: Sì, sì.
Presidente: Lei può ricordare meglio o no? O è come prima?
V.P.: Io, dottore, quando è andato a imbiancargli la casa o prima o dopo... Insomma, è andato a imbiancargli la casa al Vanni.
Presidente: Sì, sì.
V.P.: Un paio di volte di certo.
Presidente: Un paio di volte.
V.P.: Ma, se è stato prima di andare in pensione o dopo di andare in pensione non me lo ricordo. Altro che una volta mi disse: 'dal Vanni 'un ci ritorno', questo me lo ricordo bene, perché gli dissi: 'Vanni ti voleva a imbiancare la casa', 'no, no dal Vanni 'un ci ritorno'. Ma io, dopo...
Presidente: Senta, e il lavoro che fece... che trovaste al Lotti, lo trovò lei o lo trovò Fernando?
V.P.: No, lo trovai io, dottore.
Presidente: In che epoca è venuto questo lavoro?
V.P.: E chi se lo ricorda, dottore. Io...
Presidente: Approssimativamente. Intanto, facciamo una cosa, abbiamo l'85, prima o dopo l'85?
V.P.: Ma sarà dopo di certo.
Presidente: Dopo di certo.
V.P.: Mah, mi pare a me, dottore. Ma 'un me lo posso ricordare.
Presidente: No mi pare, lei deve dire che cosa si ricorda.
V.P.: Dottore, io 'un glielo posso... io 'un glielo posso giurare, questa cosa qui. Perché io... e mi disse Fernando: 'guarda se tu gli trovi un lavoro, è senza fare nulla'. Sa, l'85... e questa è una cosa che si può accertare, si va a sentire il datore di lavoro, perché l'aveva...
Presidente: E chi era?
V.P.: Era uno di Mercatale.
Presidente: C'è sempre?
V.P.: Sì, è una ditta di muratori.
Presidente: Come si chiama?
V.P.: Si chiama Betti.
Presidente: Betti?
V.P.: Betti, mah, Betti.
Presidente: Un muratore di Mercatale: Betti.
V.P.: Betti. B come...
Presidente: Betti, come Bologna.
V.P.: Come Bologna, sissignore.
Presidente: Betti.
V.P.: Era andato a lavorare lì, ce lo tenne... non lo so quanto ce lo tenne. Poi lo mandò via perché si vede...
Presidente: Non gli piaceva. Non rendeva. Non lo so.
V.P.: Si vede che 'un rendeva. 'Un faceva il su' dovere.
Presidente: Va bene.
V.P.: È una cosa che ci si pole accertare, codesto nome. L'avrà...
P.M.: Presidente, vorrei ritornare un attimo su quella risposta che ha dato a lei il signor Pucci, cioè, sul fatto che Fernando, dopo aver imbiancato una volta disse: 'no, non ci voglio più tornare'.
V.P.: No, sì, codesto me l'ha detto, dottore, sì. Che 'non ci voglio più tornare' me lo disse dopo un po' di tempo e gli dissi: 'guarda, Mario voleva...', 'io? Io da Mario 'un ci ritorno'. 'Ma, fai come tu voi', gli dissi io. Perché gli si era detto anche noi, eh, di non andare tanto a giro a imbiancare. Noi, insomma, tutti insieme...
P.M.: Ma perché non voleva proprio andare da Mario non lo capì?
V.P.: Eh, non si capì. Come si fa a capire certe cose.
P.M.: Sì, ho capito, però... se questo fatto che da Mario a imbiancare non voleva tornare è avvenuto dopo l'omicidio dell'85...
V.P.: Sarà avvenuto dopo l'omicidio di certo. L'85, '97, io, dottore. .. Le son cose, ha capito, non le posso...
P.M.: Però lei ricorda che Fernando non voleva andare.
V.P.: No, 'un ci volle andare più. No, dottore.
P.M.: Bene, grazie. Non ho altre domande.
Presidente: Altre domande? Niente. Può andare, grazie.
V.P.: Grazie, signori.
Presidente: Senta, il nome di Betti non se lo ricorda? Scusi un attimo, il nome di Betti se lo ricorda?
V.P.: Nossignore, io so che la ditta Betti, l'è una ditta di muratura a Mercatale Val di Pesa.
Presidente: Dove stava questa ditta?
V.P.: A Mercatale.
Presidente: La via la sa? Dove era questa ditta.
V.P.: Nossignore, non lo so.
Presidente: No.
V.P.: Betti... Ora c'è Betti Alessandro, che l'è il figlio, però prima l'era il padre, ma ora 'un me lo ricordo, io, come si chiamava.
P.M.: È sempre vivo questo padre?
V.P.: Sissignore, l'era il babbo e poi il figliolo che ora l'ha la ditta lui.
Presidente: Se il Lotti vuol precisare spontaneamente, se crede, chi è questa ditta, farebbe piacere.
P.M.: O se ci può dire quando ci andò.
Presidente: O quando ciandò. Facciamo prima. Visto che già oggi ha voluto parlare.
Giancarlo Lotti: Ci sono andato da questa ditta, però non mi ricordo, la ditta... 
Presidente: Come?
Giancarlo Lotti: ... come si chiama.
Presidente: E quando ci andò?
Giancarlo Lotti: Un certo Betti Mario. Betti Mario, Betti... Mario, sì.
Presidente: E quando ci andò a lavorare lì?
Giancarlo Lotti: Mah, l'anno ora 'un me ne ricordo, come fo a dirlo...
Presidente: Va be', allora siamo punto e da capo.
Giancarlo Lotti: Sì, eh, lo so, ma se me ne ricordassi di preciso...
P.M.: Lo accerteremo.
Presidente: Va bene. Insomma, sappiamo che Betti Alessandro è il figlio e Betti padre, non sappiamo come.
P.M.: Mario.
Giancarlo Lotti: (voce fuori microfono)
V.P.: Ora però la ditta è Betti Alessandro.
Presidente: Bene. Presso tale muratore Betti Mario. Bene. Non ci sono domande, può andare, grazie.
Giancarlo Lotti: Signor Presidente, era Betti Mario e il figlio Alessandro. Me li ricordo così, poi...
Presidente: Sì, sì. Ce l'ha detto anche il Pubblico Ministero. Betti Mario.
Giancarlo Lotti: Betti Mario, mi ricordo per bene.
Presidente: Che aveva un figlio che si chiamava Alessandro.
Giancarlo Lotti: Poi, il periodo 'un lo so quanto ci sono stato a lavorare.
Presidente: Va be', ora vedremo. Ci sono altre domande?
P.M.: Nessuna.
Presidente: Cioè, altri testi? No.
P.M.: Nessun teste.
Presidente: Allora, si rinvia a mercoledì mattina...
P.M.: Presidente, con un'accordo - come le avevo accennato - con i difensori del Faggi, ci saremmo appunto messi d'accordo che verranno sentiti, anche se il P.M. non ha terminato, alcuni dei testi della difesa Faggi. Io ripeterò la citazione sicuramente per quel teste Calamosca, ammesso dalla Corte, che per oggi non è stato trovato.
Presidente: Va bene, se si trova il Calamosca si sente, sennò si sentono i testi dell'altro avvocato? Va bene così?
P.M.: Bene.
Presidente: Chi sono? Ah, Faggi, Lombardi, Faggi e Iazzini. I familiari. Beh, facciamo le nove e mezzo. Troppo tardi? Allora, rinviamo a mercoledì alle ore 9.30, va bene?
P.M.: Bene, Presidente, grazie.
Presidente: Nuovo accompagnamento del Vanni, cioè nuova traduzione.

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