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venerdì 31 gennaio 2014

Fernando Pucci - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 06 ottobre 1997 - Decima parte

La lettura di questo post è riservata ai Sostenitori di  
Insufficienza di prove.




I motivi di questa scelta
Da oggi, ogni settimana, almeno un post sarà destinato ai soli Sostenitori di Insufficienza di prove.
È una scelta che ho rimandato finchè ho potuto ma adesso si tratta di decidere se proseguire con un post al giorno dal lunedì al venerdì, come ho fatto negli ultimi quattro anni, o interrompere la pubblicazione di qualsivoglia contenuto su Insufficienza di prove. È una scelta impegnativa che però mi trovo costretto a fare, dato il crescente impegno e gli inevitabili costi da sostenere. Lo dico da un pò di tempo: il momento non è dei migliori ma per andare avanti serve davvero ben poco e se anche solo un terzo di coloro che seguono Insufficienza di prove mi sosterrà in questa impresa, nei prossimi mesi tutto il processo a Mario Vanni e Giancarlo Lotti verrà pubblicato su queste pagine. Diversamente, con estremo dispiacere, io mi fermo qua.

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Grazie per l'attenzione e a presto!
Flanz

I numeri di Insufficienza di prove (al 17 aprile 2013)
-1240 posts;
-1300 articoli nell'emeroteca più completa sulla vicenda;
-568 schede con tutti i protagonisti;
-73 interviste ai principali protagonisti della vicenda;
-85 video sul canale Youtube;
-1 post ogni giorno dal lunedì al venerdì;
-Trascrizioni complete e fedeli delle principali udienze sul caso;
-Aggiornamenti e news;
-Oltre 60.000 visitatori annui;

giovedì 30 gennaio 2014

Fernando Pucci - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 06 ottobre 1997 - Nona parte

 

















Segue dall'ottava parte.

« DOPO LA SOSPENSIONE »

Presidente: Antonio, l'avvocato Filastò?
(voce fuori microfono)
Presidente: Senta la scorta, per cortesia, potete interpellare il Vanni se è calmo, se vuole rientrare. Se è calmo. Pubblico Ministero, ormai che ci siamo, il difensore è arrivato. Ecco, lei, mi sembra di aver capito, che c'ha anche la registrazione di questo...
P.M.: Dunque, c'è...
Presidente: ... esame del teste.
P.M.: Chiedo scusa, eh. C'è la registrazione senz'altro del sopralluogo a Scopeti che abbiamo fatto, dove praticamente nel corso del sopralluogo ha detto le stesse cose che ha detto oggi, rispetto all'episodio di Scopeti nel quale lui era presente. Per quello che riguarda le altre testimonianze, vorrei essere sicuro di quel che dico...
Presidente: No, appunto. Questo lo possiamo vedere e eventualmente si possono produrre e riascoltare.
P.M.: Magari, magari le avessi tutte. Sicuramente quella di Scopeti ce l'ho, perché ricordo di averla fatta come sopralluogo. Delle altre... di Lotti le abbiamo fatte tutte; di Pucci, in fondo, furono solo due...
Presidente: Sì, sì.
P.M.: Presidente, se le abbiamo, stia tranquillo, è mio interesse fornirle.
Presidente: No, per evitare, per sapere come si è espresso all'origine, diciamo.
P.M.: Sicuramente. Volevo far presente alla Corte - l'ho già detto - che sono tutti fatti di cui il Lotti non aveva mai parlato, quindi nessuno li sapeva così come li raccontò il signor Pucci.
Presidente: Signor Vanni, cosa c'ha? Cosa c'è? Cosa dice, lei?
M.V.: Sono sordo, io, la scusi.
Presidente: Lei parlava con quel signore dietro a lei, che cos'è?
M.V.: Posso parlare?
Presidente: No, no. Stava parlando: cosa diceva?
M.V.: Sì, non ho finito, la m'ha detto, la m'ha fatto portar via.
Presidente: Appunto.
M.V.: Volevo parlare con Canessa.
Presidente: Ma Canessa non gli posso autorizzare... Canessa, quando è al carcere, lei chiede il colloquio e il Canessa verrà a parlar con lei.
P.M.: Senz'altro..
Presidente: Non può parlare in aula, capito?
M.V.: Ma la scusi, posso parlare...
Presidente: Ora il Pubblico Ministero lo sa, che deve venire a parlar con lei, e ci verrà.
M.V.: Posso parlare da il banco?
Presidente: Come?
M.V.: Posso parlare da il banco senza andare là?
Presidente: Me lo ha detto già. Va be', mi dica, cosa vuol dire? Che non riguardi personalmente Canessa, che riguardi il processo, non Canessa. Mi dica.
M.V.: Come io non ho diritto a parlare?
Avvocato Filastò: Sì... via, dica icché la vuol dire, Vanni, su.
M.V.: Sì, lo dico.
Avvocato Filastò: Con calma, con calma.
M.V.: Dico con calma che io voglio...
Presidente: Calma, calma, si metta a sedere e stia calmo.
M.V.: Io voglio tutte le lettere che avete voi in Corte di Assise. Voglio la libertà per andare alla banca e alla posta.
Presidente: Ecco.
M.V.: Poi, ci sarà il Signore che punirà il signor Canessa con un malaccio inguaribile...
Presidente: Va bene, va be'. No, no... No, questo non lo può fare, eh.
P.M.: E io chiedo che venga espulso, Presidente.
Presidente: Basta, basta.
P.M.: Fra l'altro, dobbiamo sentire un teste importante. Sa, le minacce a me è acqua calda...
Presidente: Allora? Non si fanno minacce, non si fanno minacce. L'ultima volta... Dirò subito, è stato ammonito, è stato allontanato, poi sarà espulso dall'aula e non ci mette più piede!
P.M.: Presidente, ha commesso un reato, secondo me.
Presidente: Fino a quando...
M.V.: (voce fuori microfono) ... ritorneremo!
Presidente: Basta, basta! Portatelo fuori, vai. Via, via!
P.M.: Grazie, Presidente.
Presidente: No, no, Vanni, fuori fuori!
M.V.: (voce fuori microfono)
Presidente: Bene.
M.V.: (voce fuori microfono)
Presidente: È registrato, Pubblico Ministero. Quello che ha detto è registrato, quindi lei può chiedere la copia del verbale e far quel che crede.
P.M.: Sì, senz'altro, Presidente.
Presidente: Sì, sì.
P.M.: Perché io faccio presente che il clima, per sentire un teste così difficile, tra una minaccia dietro l'altra del Vanni... Interpretazioni...
Presidente: Va bene, ora si capisce che la...
Avvocato Filastò: No, la minaccia...
Presidente: ... è anche comprensibile.
Avvocato Filastò: La minaccia è nei suoi confronti, Pubblico Ministero.
P.M.: No, il teste ha qualche difficoltà, lo abbiamo già capito. Non so se è il clima migliore...
Presidente: Senta, aspetti un po'. Si sente di deporre ancora, o si...
F.P.: Porca miseria, hai voglia!
Presidente: Va bene? È stato impressionato da questo?
F.P.: No, no... Sì... 
Avvocato Filastò: Mi sembra proprio di no.
F.P.: Ma che scherza davvero!
Presidente: No. Bene a saperlo, perché sennò...
F.P.: No, no.
Presidente: Pubblico Ministero, può riprendere il discorso.
F.P.: Io non ho paura di nulla.
P.M.: Vorrei, Presidente, che lei - ora che il teste è così determinato e lucido - richiedesse nuovamente al teste se quello che ha detto alla Polizia e al P.M. è la verità.
Presidente: Sì, gliel'ha fatta lei la domanda.
F.P.: Sì.
Presidente: No?
P.M.: È la verità.
F.P.: Sì, sì.
P.M.: E allora, oggi, le cose che non ricorda, come mai non le ricorda?
F.P.: Mah... Dianzi di che si parlava?
P.M.: Va be', ora questo lo vediamo.
F.P.: Ecco, sì.
P.M.: Io avrei solo due domande.
Presidente: Bene.
P.M.: Vorrei chiedergli questo, lei ha già risposto in parte. Vorrei chiederle ancora se ricorda: il Lotti le ha mai parlato dell'omicidio che loro hanno fatto a Montespertoli?
F.P.: Sì.
P.M.: Cosa le ha detto?
F.P.: Boh, icché mi disse...
P.M.: Chi lo aveva fatto?
F.P.: Madonna ora, io non me lo ricordo.
P.M.: Chi erano le persone?
F.P.: Madonna, l'è un casino...
P.M.: Erano le stesse persone, o erano...
Presidente: Parli un po' forte, perché non si sente. "È un casino", non vuol dire nulla.
F.P.: Come?
Presidente: Lei ha detto: "è un casino".
P.M.: Lei c'era a Montespertoli, quando avvenne 1'omicidio?
F.P.: No, non c'ero.
P.M.: E chi c'era? Cosa le disse il Lotti: chi c'era?
F.P.: Ma lui mi pare che abbia detto: lui...
P.M.: Lui?
F.P.: ... e il Pacciani?
P.M.: Non me lo chieda a me. Il Vanni c'era?
F.P.: Il Vanni, credo ci fosse stato anche il Vanni, sì.
P.M.: Dell'omicidio di Calenzano le ha detto qualcosa, il Lotti?
F.P.: No, questo no.
P.M.: Io le contesto che lei ha detto: "Una volta Lotti mi disse: 'hanno morto anche quelli di Calenzano'.”
F.P.: Ah, sì, sì, sì. Ora sì, me lo ricordo. Sì.
P.M.: Senta un po', relativamente a "quelli di Calenzano", il Lotti le ha riferito che a Calenzano loro conoscevano una persona che stava lì?
F.P.: Sì.
P.M.: E chi era questa persona, cosa le hanno detto?
F.P.: Sì, ma io questa persona...
P.M.: L'ha vista da qualche parte, questa persona?
F.P.: No.
P.M.: Lei ha dichiarato di averla vista una volta a San Casciano e di averla vista in televisione quando ha deposto al processo Pacciani. È così? Lo ha detto lei, eh.
F.P.: Sì, e difatti... Ma questa persona, io...
P.M.: Lei ha dichiarato...
Presidente: Pubblico Ministero, lui avrebbe? Cosa avrebbe fatto?
P.M.: La prima cosa che dice è: "Lotti mi ha detto che loro" - riferendosi alle tre persone di cui si sta parlando: Lotti, Pacciani e Vanni - lui dice: "'hanno morto anche quelli di Calenzano."
Presidente: "Hanno morto", sì.
P.M.: E lui oggi ci ha detto: 'sì, mi ha detto così.’
Presidente: No, parlo della quarta persona.
P.M.: La quarta persona, io gli chiedo e gli ho chiesto: "Lei, questa quarta persona sa chi è? Lotti le ha detto chi è?" Lui ha riferito, e glielo stavo contestando, che questa quarta persona...
Presidente: Mi dica un po'.
P.M.: Dice: "Quello di Calenzano" - ha fatto il discorso che è la quarta presente - "l'ho visto una volta a San Casciano. Ma io non lo conosco. Era tanto tempo fa. Era nella piazza dell'orologio con gli altri tre. "
F.P.: Sì, l'ho visto, l'ho visto così, di faccia, ma conoscere... Capito?
P.M.: Lei lo ha visto di faccia.
F.P.: Sì.
P.M.: E poi dice...
Presidente: No, no, su questo punto: come fa a dire "quello di San Casciano", era quello che ha fatto il delitto di Calenzano? Com'è, spieghi un po'?
F.P.: Come?
Presidente: Quello che ha visto a San Casciano era quello di Calenzano. La quarta persona. Come fa a dire questo? Chi glielo ha detto? Siccome lei non lo conosceva questo signore, chi glielo ha detto che era lui quello d Calenzano?
F.P.: Mah, mi sembra il Lotti.
P.M.: Ha sempre riferito che glielo aveva detto Lotti, infatti.
F.P.: Come?
Presidente: Lì, a San Casciano.
F.P.: A San Casciano.
Presidente: Dove lo ha visto, al bar? Dove lo ha visto, dove lo ha visto?
F.P.: Lì al bar, a San Casciano.
Presidente: Quando si è parlato del processo, l'altro processo. È venuto al processo, lei?
F.P.: No. Non ci sono mai stato.
Presidente: Non ci è venuto.
F.P.: È la prima volta che vengo qui.
Segue...

mercoledì 29 gennaio 2014

Fernando Pucci - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 06 ottobre 1997 - Ottava parte

Segue dalla settima parte.

P.M.: A proposito del luogo in cui sarebbe stata trovata questa ragazza conosciuta da Pacciani e Vanni, lei dice: "Fu Lotti a dirmi che Pacciani e Vanni andavano a trovare quella ragazza, ma non mi disse come l'avevano conosciuta esattamente. Disse solo, Lotti, che l'avevano conosciuta in un bar, perché loro frequentavano solo bar per bere e mangiare."
Presidente: Fermiamoci qui.
P.M.: Si ricorda questa circostanza?
F.P.: Sì, ma io non andavo.
P.M.: Lei non andava. Vedi?
F.P.: Questo l'è vero.
P.M.: Andavano loro.
F.P.: Andavano loro e basta.
P.M.: Questo è vero.
F.P.: Capito? Questo l'è vero, perché andavano loro e basta a fare le merende. Sì.
Presidente: No, lasci stare le merende, lasci stare le merende.
P.M.: Presidente...
F.P.: Io non sono mai stato a far merenda con loro.
Presidente: Il Lotti, il Lotti... Gliela faccio io la domanda: il Lotti le ha parlato che avevano conosciuto questa ragazza a un bar e a quale bar?
F.P.: Sì, codesto sì.
Presidente: O no? Lo sappiamo che lei non c'è stato, sennò stava anche lei qui. Va bene?
F.P.: Sì. Questo me lo ha raccontato. Sì.
Presidente: Gliel'ha detto?
F.P.: Sì.
Presidente: E cosa le ha detto esattamente? Com'è che venne fuori...
F.P.: No, a me mi disse che questa ragazza l'hanno conosciuta, così, per andare a farci all'amore e basta. Ecco.
P.M.: Vede, allora gliel'ha detto.
F.P.: E fine. Eh. Va bene o no?
P.M.: Le disse così?
F.P.: A me mi disse a codesta maniera.
P.M.: Che l'avevano conosciuta in un bar.
F.P.: L'avevano conosciuta loro. Io no, perché non c'ero.
P.M.: Ho capito benissimo qual è il suo...
F.P.: Non andai, capito?
Presidente: E "loro" chi? Chi erano?
F.P.: Poi io smisi di andare con il Lotti - capito? – a giro.
Presidente: E "loro" chi? "Loro" chi?
F.P.: Lui e Pacciani e il Vanni.
Presidente: Lui, Pacciani e il Vanni.
F.P.: Tutti e due.
Presidente: "Lui", sarebbe il Lotti.
F.P.: Il Lotti, sì.
Presidente: Lotti, Pacciani e Vanni.
F.P.: Sì, eh. No, la un sta così?
P.M.: Ah, non lo deve chieder a me.
F.P.: Come no!
P.M.: Questo, io le dico cosa ha dichiarato.
F.P.: Io...
Presidente: Senta, lei...
F.P.: No, io gliel'ho detto.
Presidente: Senta, signor Pucci, non faccia domande ora lei, eh.
F.P.: Icché ho saputo, gliel'ho detto.
P.M.: Eh, ma io le dico cosa ha riferito lei di aver saputo dal Lotti, capisce?
Presidente: Lo ha detto già. Ora ha detto questo. Vediamo un po', passiamo oltre.
F.P.: E allora? Sennò qui...
P.M.: Lei dice che quella ragazza l'avevano ammazzata perché non voleva stare con loro.
F.P.: Ecco.
P.M.: Cosi le ha detto Lotti?
F.P.: Così gli ha detto, sì. Come non è vero?
P.M.: Io lo chiedo a lei.
F.P.: Eh, allora... E allora l'è inutile.
P.M.: Non è questione di essere utile, o inutile. Io la credo, però noi dobbiamo cercare di capire cosa ricorda lei, capisce?
F.P.: Sì, ma lei l'ha ragione. Però io, io non gli posso dire icché non mi ricordo.
P.M.: Benissimo.
F.P.: Qualche cosa mi posso ricordare. Capito?
P.M.: Senta una cosa: io le avevo fatto anche... Lasciamo ancora Vicchio, abbiamo capito che lei ricorda questo e comunque tiene a sottolineare che lei non c'era.
F.P.: Non c'ero no, non c'ero no.
P.M.: Io le chiedo: il Lotti, nei suoi racconti - lui Lotti - ha mai parlato del fatto che - lui Lotti - sapeva qualcosa anche dei precedenti omicidi, quello dei tedeschi? Che lui, Lotti, c'era stato?
F.P.: Mah, sì...
P.M.: Le ha detto così?
F.P.: Sì.
P.M.: Come le ha detto Lotti?
F.P.: Ora...
Avvocato Filastò: Ma la domanda così, io mi oppongo, ovviamente. Perché la domanda va formulata così: "Lotti le ha mai parlato dell'omicidio dei tedeschi?"
P.M.: Gliel'ho già fatta questa domanda, prima.
Presidente: Gliel'ha fatta così.
Avvocato Filastò: Come?
P.M.: Gliel'avevo fatta anche prima, questa domanda.
Avvocato Filastò: Se Lotti gli aveva mai parlato dell'omicidio dei tedeschi?
P.M.: Sì, esatto.
Avvocato Filastò: Bah, vedremo la registrazione. Io non mi ricordo di aver sentito una domanda del genere.
Presidente: No, la registrazione la vedrà. La domanda l'ha fatta anche ora in questi termini, scusi, eh.
Avvocato Filastò: No, non l'ha fatta in questi termini, Presidente. Ha detto: 'Lotti le ha detto di aver partecipato all'omicidio dei tedeschi, di essere stato presente?' È diversa la cosa.
P.M.: Si sta parlando di Lotti.
Presidente: Veramente non ha detto così. Comunque...
F.P.: Ma l'abbia pazienza. Ora...
Presidente: Allora, sull'omicidio dei tedeschi, sull'omicidio dei tedeschi, cosa sa lei?
F.P.: No, ma io di questo dei tedeschi non sapevo niente, io.
Presidente: Un momentino, un momentino...
F.P.: Ecco.
Presidente: Sull'omicidio dei tedeschi, cosa sa lei?
Avvocato Filastò: Oh, così, così.
F.P.: Niente, niente.  
Presidente: Niente. Allora, lei non sa nulla. E il Lotti cosa le ha detto su questo punto? Le ha detto qualche cosa sull'omicidio dei tedeschi, il Lotti?
F.P.: No, l'abbia pazienza un momento. Costì, come c'è scritto sul foglio?
Presidente: Scusi, eh...
F.P.: Perché io non me ne ricordo mica icché c'è scritto, costì.
Presidente: Cosa ha detto?
Avvocato Filastò: Ha chiesto come c'è scritto sul foglio. Perché per lui il punto di riferimento è il foglio scritto là, che ha il Pubblico Ministero.
F.P.: Appunto.
Avvocato Filastò: Ecco, appunto, giusto. È cosi, Pucci?
F.P.: Ma io... Ma io... Se...
Presidente: Allora, allora scusi, facciamo un'altra domanda...
F.P.: Sì, sì.
Presidente: Facciamo un'altra domanda. Lei, lei ha detto, all'inizio nel corso di questa deposizione, che lei ha detto sempre la verità.
F.P.: Sempre.
Presidente: Che dice la verità.
F.P.: Porca miseria! Eh, ci credo.
Presidente: Ecco. Quando fu interrogato dai Carabinieri, dalla Polizia, dal Pubblico Ministero, da chiunque sia, l'ha detta allora la verità?
F.P.: Sì, hai voglia se l'ho detta!
Presidente: Ecco. Allora vediamo un po' cosa disse allora.
P.M.: Lei dice: "Lotti mi diceva che" - riferito a Pacciani e Vanni - "avevano ammazzato anche quelli delle altre coppie degli anni precedenti."
F.P.: Sì.
P.M.: È così che le diceva Lotti?
F.P.: Sì.
Presidente: Voce, voce.
F.P.: Proprio così diceva.
Presidente: Oh.
Avvocato Filastò: Ora il Pubblico Ministero mi deve dire che, in precedenza, aveva formulato la domanda in questo modo: 'che cosa le ha riferito Lotti sugli omicidi precedenti ', era così la domanda?
Presidente: Sì, esatto.
Avvocato Filastò: No, non era così, Presidente. Mi dispiace.
F.P.: Ma lei la può continuare a leggere, perché io non me ne ricordo...
Avvocato Filastò: È una domanda molto suggestiva quella che è stata fatta...
P.M.: La domanda...
Avvocato Filastò: ... prima della contestazione. È una opposizione formale. Io mi oppongo a come viene condotto questo esame di questo testimone. Mi riservo di fare delle eccezioni formali.
Presidente: Bene. Lei, dopo, fa l'eccezione, farà le domande come crede lei.
Avvocato Filastò: Ma anche su... come?
Presidente: Benissimo. Le farà come vuole.
Avvocato Filastò: Certamente, Presidente. Ma anche su come si è diretto questo dibattimento...
Presidente: Bene, bene.
Avvocato Filastò: ... farò delle eccezioni.
Presidente: Sì, sì...
Avvocato Filastò: Ci può contare.
Presidente: Eh, ci sono le nullità, ci sono le impugnazioni, quello che volete.
Avvocato Filastò: Ci può contare. Comunque mi riservo di farlo, lo dico fin da ora.
Presidente: Ho capito.
Avvocato Filastò: Non è un modo...
P.M.: Presidente...
Avvocato Filastò: ... in cui è prescritto dal Codice, come si svolge questo esame.
P.M.: Presidente, volevo, in proposito, far presente questo...
Presidente: Ma non sta facendo le contestazioni e poi fa la domanda? Com'è che si svolge, me lo insegni lei, me lo insegni lei. Lo insegni lei alla Corte e a tutti gli avvocati...
Avvocato Filastò: Si fa la domanda e dopo si fa la contestazione.
Presidente: Eh!
Avvocato Filastò: E non si fa la domanda suggestiva che prevede quello che già è stato detto, quello che...
Presidente: Ma se lui ha detto già che non ricorda, come devo fare, allora? Lui non ricorda, allora gli si fa la domanda...
Avvocato Filastò: E come non ricorda, e perché non ricorda?
Presidente: Allora si fa la contestazione.
Avvocato Filastò: E perché non ricorda, Presidente? Questo è un testimone che sta riferendo su pagine e pagine di verbali che ha già fatto. E qui non ricorda niente. Ma come mai?
Presidente: Eh, appunto. Noi quando il teste non ricorda... Avvocato... 
(voci sovrapposte)
Avvocato Filastò: ... trovato in un certo posto, una sera, di aver sentito uno sparo e di essere scappato...
Presidente: Ora basta, ora basta.
Avvocato Filastò: ... e successivamente, poi, sulla base di queste letture che vengono fatte. E il teste dice sì...
Presidente: Va bene, abbiamo capito. Via, così si fa. Se a lei, per lei non è fatta regolare, fa le sue osservazioni, le sue impugnazioni, e vada avanti come vada. 
Avvocato Filastò: Ma certamente! 
Presidente: Si capisce.
Avvocato Filastò: È quello che sto facendo. 
Presidente: E allora? Non c'è bisogno di riscaldare, né di alzare l'atmosfera, perché non è proprio il caso.
Avvocato Filastò: (voce fuori microfono)
P.M.: Anche perché...
Avvocato Filastò: Ma io sto discutendo una questione, Presidente.
Presidente:  Eh, appunto.
Avvocato Filastò: E certo.
Presidente: Noi abbiamo un teste, un teste che, dice lui: 'io ora non mi ricordo nulla.' Benissimo. E questo viene verbalizzato e conservato. E il Pubblico Ministero, che ha avuto diverse dichiarazioni, gliele legge, ci contesta quello che ha dichiarato. E noi vogliamo sapere cosa ha detto: se è vero, non è vero, in che termini è vero. È questo che facciamo, che vogliamo sapere noi. E Allora...
P.M.: E mi sembra, che se non lo intimoriamo troppo...
Presidente: Lui potrà dire: 'non mi ricordo', oppure 'è vero'... Poi, sono valutazioni in sede di discussione, quando sarà in gioco di stabilire se quel teste ha detto la verità o non ha detto la verità, allora verrà fuori tutte le osservazioni dalle parti di tutti voialtri.
Avvocato Filastò: No...
P.M.: Anche perché sennò lo intimoriamo, Presidente, con questo modo di fare. Vorrei fare questa opposizione io.
Avvocato Filastò: Certo, lo intimoriamo.
Presidente: Sospendiamo 10 minuti.
P.M.: Bene, Presidente, grazie.
Avvocato Filastò: Poi dopo mi dà la parola, però, Presidente.
Presidente: No...
Avvocato Filastò: Perché devo chiarire meglio il mio pensiero.
Presidente: No, no.
F.P.: Mah, io... 

martedì 28 gennaio 2014

Fernando Pucci - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 06 ottobre 1997 - Settima parte

Segue dalla sesta parte

Presidente: Allora, Pubblico Ministero, per cortesia, vuol rileggere il punto della storia del Vanni e del Lotti quando...
P.M.: Allora, la domanda è questa: lei sa se Pacciani e Vanni, nei giorni precedenti l'omicidio di Vicchio, erano stati a vedere il posto? Lotti le ha mai fatto un racconto simile?
F.P.: Ma no...
P.M.: Non riguarda lei.
F.P.: Non è possibile.
P.M.: Non è possibile che lo abbia detto lei? Lei ha detto questo: "Il Lotti mi disse solo che Pacciani e Vanni la avrebbero ammazzata" - addirittura lei sa il motivo - "perché la ragazza non voleva fare l'amore con loro."
Avvocato Filastò: Questa è una circostanza completamente nuova che non ha formato oggetto precedente...
P.M.: Ha ragione, chiedo scusa...
Presidente: Bene, bene...
Avvocato Filastò: ... di nessuna affermazione del teste. E quindi non si era formata... 
(voci sovrapposte)
P.M.: Ha perfettamente ragione.
Avvocato Filastò: No, ma questa è una cosa molto grave...
Presidente: Va be'
P.M.: Presidente...
Avvocato Filastò: Perché qui si sta discutendo di un ergastolo ad un imputato, eh. Questo signore rischia l'ergastolo, mica sei mesi di galera con la condizionale, eh.
P.M.: Presidente...
Presidente: Bene. Pubblico Ministero.
P.M.: ... ho letto il rigo prima, tutto qua.
Presidente: Esatto, ha sbagliato.
P.M.: Lo conosce anche l'avvocato, eh?
Presidente: Bene. Ma siamo calmi, perché non c'è motivo di allarmarsi.
F.P.: No, no, poverino, quello... Io, io si può fare anche le due, tanto, se 'un mi ricordo delle cose...
Presidente: Bene.
F.P.: 'Un mi ricordo nemmeno icché mangiai ieri sera, la si figuri un pochino. Ecco. Sicché...
Presidente: Pubblico Ministero, vuole rileggere, per cortesia?
P.M.: Volevo rifare la domanda, così forse è meglio.
Presidente: Eh, rifaccia la domanda.
P.M.: Le chiedo, lei sa se Lotti, Pacciani, o Vanni, nei giorni precedenti l'omicidio di Vicchio erano stati sul posto a vedere la coppia che poi fu ammazzata? Il Lotti le ha mai raccontato...
F.P.: Mah, io no, 'un me lo ricordo se me l'ha raccontato o no, ecco.
P.M.: Non se lo ricorda.
F.P.: No.
P.M.: Lei si ricorda se il Lotti le ha raccontato perché fu uccisa quella ragazza?
F.P.: Io...
P.M.: Lei si
Avvocato Filastò: Abbia pazienza, signor Pucci, bisognerebbe che lei dicesse...
F.P.: Sì, porca miseria, ha' voglia!
Avvocato Filastò: ... o sì, o no. Perché se lei bofonchia...
F.P.: Io... La senta, io 'un mi ricordo nemmeno icché mangiai ieri sera, la si figuri se mi ricordo di un anno fa. Ecco.
Avvocato Filastò: Va bene. Però questa domanda, il Pubblico Ministero...
F.P.: Mi scusi, 'un me lo posso ricordare, abbia pazienza.
Avvocato Filastò: Ma lei deve rispondere sì, o no. Perché se lei fa "uhm, uhm", a verbale non risulta nulla, capisce? Ecco.
P.M.: Poi gli facciamo le contestazioni.
Avvocato Filastò: Sì, o no, signor Lotti
F.P.: No, 'un me lo ricordo.
Avvocato Filastò: ...alla domanda che gli ha fatto... No, benissimo.
P.M.: Non ricorda. Lei ha detto non ricorda.
F.P.: Eh.
P.M.: Lei ricorda se il Lotti le ha raccontato di aver saputo dove lavorava e che mestiere faceva la ragazza? Dove lavorava la ragazza?
F.P.: No. No, no.
Presidente: Parli forte: "No."
F.P.: No.
Presidente: Eh, bravo.
P.M.: Lei ricorda se il Lotti le ha detto che Pacciani e Vanni volevano far l'amore con quella ragazza e lei non voleva e per questo l'hanno ammazzata? 
F.P.: O, non me lo ricordo nemmen codesto. Gliel'ho detto, non me lo ricordo. È inutile... Eh.
P.M.: Signor Pucci, però le volevo far presente che queste cose le ha dichiarate lei e nessuno...
F.P.: Sì, ma la senta, io non mi ricordo nemmeno icché ho mangiato ieri sera a cena, sicché...
P.M.: Di questo sono pienamente convinto, se lei lo dice. Però, questi racconti qua li ha fatti lei, capisce, Pucci?
F.P.: Sì, ma io non me lo ricordo icché dissi.
P.M.: Non ricorda cosa disse il Lotti?
F.P.: No, non me lo ricordo.
P.M.: Bene.
F.P.: Bah, come si fa?
P.M.: Le dice, però, e questo glielo contesto per bene. Le viene chiesto la stessa domanda: "Se Pucci conosce il motivo per il quale Vanni e Pacciani volessero ammazzare i due giovani." Lei dice che: "Il Lotti ha raccontato qualche cosa in proposito." E lei dice: "Li hanno ammazzati, perché anche loro volevano fare l'amore con quella figliola. Aggiungo che il Lotti mi disse che Pacciani e Vanni avrebbero ucciso quella ragazza ancor prima che fosse commesso l'omicidio." Cioè, il Lotti glielo anticipò. È così?
F.P.: Mah...
P.M.: Queste cose però le ha dette lei, signor Pucci.
F.P.: Sì, ma...
P.M.: Non lo ricorda.
F.P.: Eh, non me ne ricordo.
P.M.: Lei dice, le viene chiesto: "Non so dire come Pacciani e Vanni conoscessero la ragazza uccisa a Vicchio. Il Lotti mi disse solo che Pacciani e Vanni l'avrebbero ammazzata perché non voleva fare l'amore con loro." Capisce, signor Pucci, sono tutte cose che nessuno conosce; Lotti non le ha mai dette e...
Presidente: Va bene. Commenti no, però. Domandiamo a lui...
P.M.: No, faccio per far ricordare al teste...
Presidente: Eh, lo so.
P.M.: ... come mai le ha dette.
Presidente: Non se lo ricorda.
M.V.: Signor Presidente...
Presidente: Non se lo ricorda.
F.P.: Non me lo ricordo.
Presidente: Non se lo ricorda.
P.M.: Lei dice ancora: "Lotti mi diceva che era Pacciani che aveva conosciuto la ragazza per primo."
Avvocato Filastò: Presidente, qui Vanni dice che lui, sennò salta il banco, vuole la parola. Che vuole che le dica.
Presidente: Signor Vanni, è inutile che si arrabbi, perché non c'è motivi di arrabbiarsi. Stiamo accertando la verità.
M.V.: Ma posso parlare con il signor Canessa?
Presidente: Ma lasci star Canessa, perché ora non ci può parlare. Allora... Dopo, dopo parlerà quando sarà in carcere.
M.V.: ... me ne rammento.
Presidente: Se continua a disturbare, lo mando via. Capito?
M.V.: E la mi mandi via!
Presidente: E allora vada via, vai. Via...
M.V.: Vo via anche subito.
Presidente: Bene. Accompagnatelo fuori.
M.V.: No, prima ci parlo, e poi vo via.
Presidente: Portatelo fuori, portatelo fuori. Si calmi un pochettino e poi ritorna, se vuol tornare.
M.V.: Bella Giustizia l'è questa. Nemmeno in Cina.
Presidente: Eh, lo so. Lo ha detto anche l'altro giorno che nemmeno in Cina.
P.M.: Vorrei contestare ancora...
Presidente: Bene.
P.M.: . . . una circostanza riferita da Pucci, che è la seguente. Lei dice: "Lotti mi diceva che era Pacciani che aveva conosciuto la ragazza per primo, ma non mi disse come. Aggiungeva che Pacciani e Vanni andavano a Vicchio a trovarla, ma lei non cedeva alle loro proposte e per questo la volevano ammazzare". Lotti le ha fatto questi discorsi a lei?
F.P.: Io...
Presidente: Voce, voce.
F.P.: Mah, può darsi che mi abbia fatto questi discorsi, ma io...
P.M.: "Può darsi", è già diverso dal "non ricordo", capisce?
P.M.: Non me ne ricordo. Non mi ricordo di nulla...
P.M.: E come mai, quando lo ha raccontato, se lo ricordava? Che motivo ha oggi? Ha paura di qualcosa?
F.P.: No, non è questione della paura. Non mi ricordo nemmeno icché mangiai ieri sera a cena, glielo dico un'altra volta.
P.M.: Questo, ce lo ha già detto.
F.P.: Bah.
Avvocato Filastò: Questo è la quarta volta che il Pubblico Ministero chiede al testimone se ha paura. E il testimone gli risponde di no.
F.P.: Per me la può essere anche la quinta. Io...
Avvocato Filastò: Se dobbiamo continuare fino a tutta la mattinata...
Presidente: Avvocato, sono domande possibili che vanno fatte.
Avvocato Filastò: È la quarta volta...
(voci sovrapposte)
F.P.: Va bene, sì, sì...
Avvocato Filastò: Basta, tre volte chiedere se ha paura, per sentirsi rispondere. .. Tre volte sono sufficienti?
Presidente: Allora...
Avvocato Filastò: Quattro sono sufficienti? Ce ne vuole una quinta, ancora?
Presidente: È un teste particolare, che va usato un particolare modo di interrogare. Eh, santo cielo!
P.M.: A proposito del posto...
Presidente: L'essenziale è che dica la verità. Tutto qui. Poi, come ci si arrivi, non importa.
P.M.: A proposito del posto dove era stata conosciuta la ragazza...
Avvocato Filastò: ... qual è la verità, però, Presidente. Capito? Per dire: "Importante è che dica la verità, come ci si arriva non importa", bisogna, prima di tutto, come ci si arriva, lo prescrive il Codice, in ogni caso...
Avvocato: Presidente, mi perdoni...
Avvocato Filastò: ... e poi...
Presidente: Ma non certo per via illegale. Questo volevo dire, no? Ci vuole un po' di pazienza, in questo senso.
Avvocato Filastò: ... non è la verità.
Presidente: E allora, e allora!
Avvocato: Presidente, non si può intimorire il teste...
Presidente: No. No, no, avvocato, per cortesia, non cominciate anche voi a fare... Perché... Avvocato: No, sto dicendo questo: che...
Presidente: Nessuno sta intimorendo il teste.
Avvocato: Il tono dell'avvocato Filastò e le continue interruzioni rischiano di intimorire il teste. C'è il pericolo di intimorire il teste, ecco. Lasciamolo un po' tranquillamente rispondere alle domande, senza interrompere con quel tono di voce da intimorimento.
Presidente: Ho capito, avvocato. Grazie. Basta. L'unica cosa che voglio dire, Pubblico Ministero, delle volte si accavallano due, tre...
P.M.: Ma infatti ho cercato...
Presidente: ... circostanze insieme. Allora, è bene che ogni circostanza: la contestazione e la risposta; la contestazione e la risposta.
P.M.: È quella che stiamo...
Presidente: Sennò si fanno troppi discorsi e lui ha difficoltà a ricordarsi.
P.M.: Può darsi che sia questo il motivo. E infatti ho cercato...
Presidente: Eh, vediamo un po' se...
P.M.: ... almeno credo, di cambiare metodo.
Presidente: Bene.

lunedì 27 gennaio 2014

Fernando Pucci - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 06 ottobre 1997 - Sesta parte

Segue dalla quinta parte.

P.M.: Va bene. lei dice ancora, relativamente a quell'episodio: "Quando noi eravamo, ci eravamo avvicinati a vedere i due ragazzi che facevano l'amore in macchina era tardettino", lei dice. "Non so che ora fosse esattamente, non avevamo luci per illuminarli. Vedemmo con la luce naturale. Dopo l'omicidio, fu lo stesso Lotti che mi disse che lui era stato presente all'omicidio." - lui Lotti.
F.P.: Lui, ma io no.
P.M.: "E aveva visto ammazzare i due giovani."
F.P.: Ecco.
P.M.: "Mi disse che a commettere l'omicidio erano stati Pacciani e Vanni." Le disse così?
F.P.: Sì.
M.V.: 'Un è vero nulla.
F.P.: Ma come non è vero nulla?
Presidente: Aspetti, cosa gli ha detto il Lotti a lei?
P.M.: Chi aveva fatto quell'omicidio?
F.P.: Come mi disse, 'un me ne ricordo.
M.V.: 'Un ho paura di nessuno.
P.M.: Lei aggiunse: "Mi disse che era andato, Lotti, con la sua macchina; mentre Pacciani e Vanni erano andati con la macchina del Pacciani."
M.V.: Sono innocente. Io 'un ho fatto nulla. 'Un sono stati buoni di trovare il "Mostro"...
Presidente: Signor Vanni, quando vuol parlare, parla con me. E non faccia commenti, perché si sentono.
P.M.: Senta, le faccio ancora qualche domanda. Lei, poi, con il Lotti, ha parlato di altri omicidi? Degli altri omicidi del "Mostro"? Con il Lotti.
F.P.: (espressione di diniego) Ma io... Ma che c'è mica scritto, costì?
P.M.: Eh
F.P.: No, lo voglio sapere, perché vu' scrivete un monte di robe, io 'un me lo ricordo...
P.M.: Noi, queste robe, per fortuna le abbiamo anche registrate. Quindi...
F.P.: Abbia pazienza... 'Un mi posso ricordare di ogni cosa.
P.M.: No, ma lei non si deve ricordare cosa c'è scritto qui, capito, signor Pucci?
F.P.: Ecco...
P.M.: Lei si deve ricordare se questi discorsi li ha fatti e se sono veri.
F.P.: Ma io non me lo ricordo.
P.M.: Però, vede, se non se lo ricorda ora, è un fatto; se non se lo ricordava nemmeno prima, è un altro.
F.P.: Eh, non è possibile...
P.M.: Ecco.
F.P.: ... non me ne ricordavo nemmeno prima, sicché... Ora, che vuole, è da tanto tempo che... Chi se ne ricorda! Bah...
P.M.: Ho capito.
F.P.: ... 'un è possibile, eh. Gli è inutile... eh.
P.M.: Senta un po', io le contesto che lei invece ha dichiarato qualcosa in più. Lei ha detto che il Lotti gli ha riferito che avevano fatto anche un omicidio a Montespertoli.
F.P.: Ma io a Montespertoli ci andavo quando c'era la festa dell'uva, la festa del vino, e basta.
P.M.: Ci è andato anche a spiare coppie?
F.P.: No, io 'un sono andato.
P.M.: No, va bene. Lei, così ha detto...
F.P.: No, no...
P.M.: Così ha detto. Ora...
F.P.: Io, con il Lotti, ci andavo alla festa del vino e quando c'era la festa dell'uva, insomma...
P.M.: Signor Pucci, io ho l'impressione che lei, in questo momento, ci sia qualche motivo. Sarà il ricordo, o sarà qualche altro...
F.P.: No, no...
P.M.: ... motivo. Però io gliele devo contestare, eh?
F.P.: Sì, sì, ma lei... Bah, io...
P.M.: Riguardo all'episodio di Vicchio, lei ha raccontato un sacco di altri particolari, eh, che nessuno sapeva quindi... li ha raccontati lei. Io glieli leggo, perché...
F.P.: Sì, sì, la può leggere, ha' voglia!
P.M.: . . . sono particolari completamente sconosciuti che lei racconta. Allora dobbiamo vedere come mai lei, l'anno scorso, esattamente nel '96, li ha raccontati e oggi non li ricorda. Io glieli contesto. Sono esattamente questi, dopo che lei dice che: "Mi disse che lui era andato con la sua macchina, " - Lotti - "mentre Pacciani e Vanni erano andati con la loro." Lei aggiunge: "Lei mi chiede, a questo punto, se io credetti al ' racconto di Lotti." Lei dice: "Io ci crederti sì, ma non ricordo se mi disse com'era avvenuto l'omicidio." Poi dice: "Il Lotti non mi disse se erano già stati prima a ; spiare la coppia, né mi disse come gli avevano ammazzati. Io gli chiesi se era andato dai Carabinieri, dopo aver assistito all'omicidio. Lui mi disse che aveva paura. Io gli chiesi perché era andato con loro la sera dell'omicidio di Vicchio, e lui mi disse solo che era andato a vedere cosa facevano." Questo, è il suo racconto. Poi...
F.P.: Lui solo. Io no.
P.M.: Questo lo abbiamo capito. E io non vorrei che ora...
F.P.: Non andai io con il Lotti, sicché...
P.M.: Va bene. Lei è stato solo nell'85.
Presidente:  È andato lì per vedere.
F.P.: Lui, io no. Non andai insieme io.
Presidente: Cosa gli disse il Lotti? Cosa gli ha detto il Lotti a lei?
F.P.: Come?
Presidente: Cosa gli ha detto il Lotti, che era andato per vedere?
F.P.: Lui era andato per vedere, sì, e basta.
Presidente: Lei ha detto: 'lui sì e io no', questo voleva dire?
F.P.: Io no, 'un c'andai, perché quel giorno 'un c'ero nemmeno, sicché.
P.M.: Lei aggiunge - e glielo contesto - esattamente: "Lotti mi ha però detto che, nei giorni precedenti l'omicidio di Vicchio, avevano seguito i due giovani, loro. Per la precisione mi disse che, nelle sere precedenti a quella in cui io e Lotti andammo a guardare la coppia di Vicchio, Pacciani e Vanni erano stati a vedere come potevano fare per ammazzarli. Mi disse che li avevano seguiti per strada, avendo così scoperto..."
Presidente: Piano, piano, Pubblico Ministero. Piano, piano.
P.M.: "Avendo così scoperto dove facevano l'amore quei ragazzi." Le viene chiesto se conosce il motivo per il quale Vanni e Pacciani volessero ammazzare i due giovani. Lei dice: "Che, successivamente..."
Avvocato Filastò: Cos'è, è una contestazione, oppure è una lettura...
P.M.: La contestazione è già stata fatta.
Avvocato Filastò: ... di un fatto nuovo...
M.V.: Bravo, avvocato.
(voci sovrapposte)
Avvocato Filastò: Vanni, non ci si metta anche lei...
Presidente: Andiamo sul primo punto, sul primo punto.
F.P.: Sicché gli è tutto vero, io ho visto tutto, ha capito?
Presidente: Signor Pucci, non parli con la Corte, perché non...
F.P.: Le un sono bugie, queste, glielo dico io.
Presidente: Oh, senta un po', allora cos'è... Non sono bugie. Allora, cos'è vero?
F.P.: Come?
Presidente: Il Pubblico Ministero gli ha letto quello che dichiarò l'anno scorso a lui, allo stesso Pubblico Ministero.
P.M.: Prima, alla Polizia e poi...
Presidente: Prima, alla Polizia e poi a lui. Noi non abbiamo verbali, ecco perché non lo sappiamo.
F.P.: Sì, ecco.
Presidente: Ecco.
F.P.: Poi, se c'è critto, gli è vero.
Presidente: Ecco. Si dice in quei verbali che il Vanni e il... Come si chiama...
F.P.: Lotti.
Presidente: ... il Pacciani, erano andati per fare un sopralluogo, per vedere, verificare. Ecco, cosa c'è di vero in questa storia? Lo dica. E' come dice il Pubblico Ministero, o c'è qualcosa di diverso?
F.P.: No, ma io... Io 'un c'ero quel giorno, io non andai insieme, ecco perché...
Presidente: Ma quello che gli ha detto... Ho capito che lei non c'era. Ma per quello che gli ha detto il Lotti, perché lo ha saputo dal Lotti. E' così, o no?
F.P.: Sì, io l'ho saputo dal Lotti.
Presidente: E cosa gli ha detto il Lotti?
P.M.: Cosa ha saputo dal Lotti? Perché lei ha raccontato tante cose che nessuno sapeva - le faccio presente - quindi, tutte le cose che sono scritte in questo verbale, che io poi le leggo come contestazione, le ha raccontate lei e nessuno le sapeva. Non le aveva dette nemmeno Lotti. Capisce? Quindi lei come...
F.P.: Ma allora la mi legga, perché io non me ne ricordo mica.
Presidente: Pubblico Ministero, parli piano, per cortesia...
F.P.: Abbia pazienza, sennò io...
Presidente: Con lui va parlato piano.
F.P.: ... 'un me lo posso ricordare.
Presidente: Piano, piano, perché non...
P.M.: Ha ragione, Presidente.
Presidente: Eh..
P.M.: Forse può essere che...
Presidente: Vede, che ha difficoltà poi a rendersi conto di tutto.
F.P.: No, vu' mi fate dire le cose che 'un le stanno bene, abbia pazienza... Io...
Presidente: No, no, ma nessuno le fa dire niente. Per carità!
F.P.: Io...
Avvocato Filastò: Ma il testimone non si dovrebbe mica rendere conto di nulla, sa, Presidente. Dovrebbe raccontare quello che sa. Senza rendersi conto di nulla.
F.P.: Va bene, ma io... Io 'un mi ricordo nemmeno icché mangiai ieri sera, la si figuri se mi ricordo dell'anno scorso...
(voci sovrapposte)
Avvocato Filastò: ... questo signore, finora.
Presidente: Pubblico Ministero...
Avvocato Filastò: E io chiederei che il testimone venisse interrogato sulle cose che sa.
Presidente: Eh, appunto.
Avvocato Filastò: Non sulle cose che sono scritte, come dice lui.
P.M.: No, Presidente...
Presidente: E noi non gli abbiamo fatto la domanda apposta.
P.M.: La verità è che gli si contesta quello che ha già detto. Quindi, il difensore,. ..
Presidente: Ora dice che non si ricorda. Gli si contesta quello che ha detto e lui deve confermare o dire...
Avvocato Filastò: Le contestazioni...
(voci sovrapposte)
Avvocato Filastò: Io insisto - avvocato Filastò, difensore di Vanni - perché a testimone vengano fatte contestazioni su punti specifici.
Presidente: Benissimo.
Avvocato Filastò: Di contrasto rispetto a quello che sta dicendo ora...
Presidente: O non sta facendo questo, il Pubblico Ministero.
Avvocato Filastò: ... e non letture fiume dei verbali com'è stato fatto finora.
Presidente: Bene. Facciamo la lettura più...
Avvocato Filastò: Al termine delle quali il testimone dice: 'si, allora se c'è scritto, è così.' Questo interrogatorio sta andando avanti così, questo esame, finora.
Presidente: Allora, facciamo contestazioni più brevi, punti, circostanze più precise e basta. Comunque, l'interrogatorio sta venendo nella forma in cui prevede la legge. Mi scusi, eh, avvocato.
F.P.: Sì, sì...
Avvocato Filastò: No, secondo me, no, Presidente.
Presidente: E va bene. Lei poi farà le sue osservazioni, le commenterà, impugnerà...
F.P.: Per me la può fare le osservazioni che la vuole. Se 'un me lo ricordo, io...
Presidente: Un momentino. Lei risponda alle domande e basta, eh. Che non faccia commenti, per cortesia.
F.P.: No, no, per carità di Dio!

venerdì 24 gennaio 2014

Fernando Pucci - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 06 ottobre 1997 - Quinta parte

La lettura di questo post è riservata ai Sostenitori di  
Insufficienza di prove.




I motivi di questa scelta
Da oggi, ogni settimana, almeno un post sarà destinato ai soli Sostenitori di Insufficienza di prove.
È una scelta che ho rimandato finchè ho potuto ma adesso si tratta di decidere se proseguire con un post al giorno dal lunedì al venerdì, come ho fatto negli ultimi quattro anni, o interrompere la pubblicazione di qualsivoglia contenuto su Insufficienza di prove. È una scelta impegnativa che però mi trovo costretto a fare, dato il crescente impegno e gli inevitabili costi da sostenere. Lo dico da un pò di tempo: il momento non è dei migliori ma per andare avanti serve davvero ben poco e se anche solo un terzo di coloro che seguono Insufficienza di prove mi sosterrà in questa impresa, nei prossimi mesi tutto il processo a Mario Vanni e Giancarlo Lotti verrà pubblicato su queste pagine. Diversamente, con estremo dispiacere, io mi fermo qua.

Come diventare sostenitore:
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In base all'entità del contributo fornirò l'accesso a tutti i posts per 1 mese, 6 mesi, un anno. La gestione delle donazioni verrà gestita da Daniele, un mostrologo che probabilmente già conoscete se avete acquistato un libro sul "mostro di Firenze" su Ebay o avete partecipato alla presentazione di uno degli ultimi libri usciti sull'argomento.
Grazie per l'attenzione e a presto!
Flanz

I numeri di Insufficienza di prove (al 17 aprile 2013)
-1240 posts;
-1300 articoli nell'emeroteca più completa sulla vicenda;
-568 schede con tutti i protagonisti;
-73 interviste ai principali protagonisti della vicenda;
-85 video sul canale Youtube;
-1 post ogni giorno dal lunedì al venerdì;
-Trascrizioni complete e fedeli delle principali udienze sul caso;
-Aggiornamenti e news;
-Oltre 60.000 visitatori annui;

giovedì 23 gennaio 2014

Fernando Pucci - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 06 ottobre 1997 - Quarta parte

Segue dalla terza parte.

P.M.: Dopo che vi eravate allontanati, lei cosa fece?
F.P.: Io... io montai in macchina, si montò in macchina e si venne via, eh.
P.M.: Lei ricorda se invece Lotti tornò su a vedere e lei rimase da solo alla macchina? Così ha dichiarato lei e così dichiara il Lotti.
F.P.: Sì. Lui ritornò a vedere, ma io aspettai in macchina, ecco.
Presidente: Quindi, lei tornò alla macchina insieme al Lotti.
F.P.: Sì.
Presidente: E poi lui tornò un'altra volta alla piazzola.
F.P.: Sì, tornò a vedere là. Ritornò là.
Presidente: E lei è rimasto in macchina.
F.P.: Io lo aspettai in macchina.
Presidente: Lì in macchina. E davanti alla macchina c'era qualche altra macchina?
F.P.: No.
Presidente: Non c'era nessun'altra macchina.
F.P.: No, no.
Presidente: Non c'era nessun'altra macchina.
F.P.: C'era solamente quella del Lotti e basta.
P.M.: Senta ancora una cosa...
Presidente: Non ha visto dopo nessun'altra macchina.
F.P.: No.
Presidente: Bene.
P.M.: Lei ricorda di aver detto - e questo glielo contesto - che, il periodo in cui lei restò alla macchina, il Lotti tornò su, fu piuttosto lungo? Lei ricorda quanto... lei addirittura ha detto, glielo leggo, stette circa una mezzora. Ora, una mezzora è un... Cioè, lei dice che Lotti tornò lassù a guardare, dopo che vi avevano mandato via.
F.P.: Sì.
P.M.: Lei, invece, ha visto la scena nel modo che ci ha descritto, spaventati. E lei è rimasto vicino alla macchina.
F.P.: Alla macchina, io.
P.M.: Lei dice che la macchina era chiusa. E lei non potè entrare... 
F.P.: No, lo aspettai lì, alla macchina.
P.M.: Ecco, aspettò fuori.
F.P.: Sì.
P.M.: E non guardò lassù... 
F.P.: No, no, non guardai.
P.M.: Sentì se c'erano delle grida?
F.P.: Mah, io... codesto non me lo ricordo, perché...
P.M.: Lei vide cosa avvenne alla tenda? Se il Vanni entrò dentro la tenda, o meno?
F.P.: No, codesto non lo vidi.
P.M.: Ecco, lei dice però - e questo glielo contesto...
F.P.: Sentii il rumore e basta, ecco, io.
P.M.: Però lei poi dice di aver visto il Vanni entrare dentro la tenda dal dietro, da dove aveva aperto. È così?
F.P.: Può darsi.
P.M.: No, "può darsi", è...
F.P.: Se c'è scritto...
P.M.: Lei così ha detto, però a noi interessa sapere se lei lo ricorda, se è così.
F.P.: Io, io... 'un me lo ricordo, perché...
P.M.: Ma lei ha ancora paura di quell'episodio?
F.P.: Ero talmente impaurito... ha capito, non... E di molte cose 'un me le ricordo, ecco.
P.M.: Ma ha paura anche ora?
F.P.: Come?
P.M.: Ha ancora paura?
F.P.: No, mah, paura... Ora...
P.M.: Senta una cosa, allora veniamo a quando Lotti torna. Lei è lì che aspetta in macchina. Dopo, dice lei nel verbale, dopo una mezzora, dopo un certo tempo, Lotti tornò.
F.P.: Sì.
P.M.: Saliste in macchina...
F.P.: Si salì in macchina e poi si tornò a San Casciano.
P.M.: Lei, ha detto prima, che lei voleva andare dai Carabinieri. Come mai non ci è andato?
F.P.: Sì, quando si arrivò a San Casciano.
Presidente: Pubblico Ministero, se può puntualizzare...
F.P.: E lui disse: 'no, io 'un vengo.' E allora... Se... andar solo mi sembrava una cosa... Ha capito?
Presidente: Bene. Senta, torniamo un po' indietro. Lei ha detto poc'anzi, ha detto ora ora, che il Lotti tornò indietro per osservare.
F.P.: Sì.
Presidente: E poi è ritornato.
F.P.: Sì, e poi ritornò alla macchina.
Presidente: Alla macchina. Lei lo ha aspettato in macchina.
F.P.: Sì.
Presidente: Ecco, quanto tempo sarà passato?
F.P.: Sarà passato un... non lo so, una mezzoretta.
Presidente: Mezzoretta?
F.P.: Sì.
Presidente: Lo sa che mezzora è tanta, eh.
F.P.: Una mezzoretta sarà passata.
Presidente: C'ha l'orologio, lei?
F.P.: Io, icché fece là 'un lo so, ecco.
Presidente: Senta, lei lo porta l'orologio?
F.P.: 'Un lo vidi. Sì, sì, lo porto, ha' voglia!
Presidente: Ce l'ha l'orologio. È passata una mezzoretta.
F.P.: Sì.
Presidente: E cosa disse quando tornò?
F.P.: Dissi: 'andiamo via..'
Presidente: No...
P.M.: No, cosa disse il Lotti.
Presidente: Il Lotti, a lei, cosa gli ha detto? 'Ho visto qui, ho visto là...', che è successo, non disse nulla?
F.P.: Mah, io... io, a me, 'un...
P.M.: Senta, signor Pucci... 
F.P.: Non mi seppe dire...
P.M.: ... io le faccio presente che lei ha dichiarato: "Quando siamo risaliti in macchina, il Lotti disse: 'li hanno già ammazzati'."
F.P.: Ah, sì, sì, ecco.
P.M.: Disse così?
F.P.: Sì. Proprio a codesta maniera.
P.M.: Quindi lei voleva andare dai Carabinieri per questo...
F.P.: Io volevo andare dai Carabinieri per questo fatto. Dice lui: 'no, io non vengo', e allora 'un andai.
P.M.: Perché non ci andò da solo, lei? 
F.P.: Mah... Feci lo sbaglio lì, ecco, a non andare da solo. Glielo dico proprio... Ecco.
P.M.: Aveva paura di loro perché lo avevano minacciato?
F.P.: Sì, eh, se l'era la paura, chi lo sa? Sa...
P.M.: Aveva paura che non la credessero, non lo so.
F.P.: Ecco. Può essere stato anche quello lì, perché io dissi: 'se ho a andar solo, mi sembra una cosa...' non so, capito?
P.M.: Senta ancora una cosa, ma lei...
F.P.: Non andai solo.
P.M.: ... l'episodio... Ecco, a che ora tornaste quella sera?
F.P.: ora, l'ora...
P.M.: Quando tornaste...
F.P.: L'ora non me lo ricordo.
P.M.: Era notte?
F.P.: Di notte, sì. Ma...
P.M.: Lei ha dichiarato: "Erano circa le una quando tornai a casa."
F.P.: Sì. Ecco, sì, quell'ora lì forse sarà stata, così...
P.M.: Era molto tardi, quindi.
Presidente: Quando andaste lì, quando andaste al posto, lì agli Scopeti, che ora era, grossomodo?
P.M.: Presidente... Scusi, eh, io ora ho chiesto quando vennero via.
Presidente: Ah, ah.
F.P.: Quando si venne via?
P.M.: Eh, lei ricorda, dice il Presidente, invece, quando andaste lì e vi fermaste a Scopeti, da dove venivate? Venivate da Firenze?
F.P.: Da Firenze, si veniva noi.
P.M.: Quindi eravate stati da quella Gabriella.
F.P.: Sì, noi si eramo stati... sì...
P.M.: E vi eravate trattenuti anche a cena dalla Gabriella?
F.P.: Ma no.
P.M.: Lei, così ha dichiarato, che avevate fatto tardi perché avevate mangiato e cenato dalla Gabriella.
F.P.: Sì, ma che c'è scritto lì?
P.M.: Lo ha dichiarato lei, lo ha dichiarato lei. C'è scritto qui, perché lo ha dichiarato lei.
F.P.: Allora, se c'è scritto costì, vuol dire che va bene.
P.M.: Ho capito, però vede, quello che è scritto qui, sono cose che ha detto lei.
F.P.: Ma che vuole, gli è passato un monte di tempo, 'un me ne ricordo, 'un me ne ricordo...
P.M.: Però, se così ha detto, vuol dire che…
F.P.: Capito? Non è possibile.
P.M.: Va bene. Era buio quando arrivaste lì.
F.P.: Sì.
P.M.: Quando Eh. Senta solo una cosa, lei ricorda se successivamente il giorno dopo con il Lotti ne avete parlato al bar che eravate stati lì la sera, e se c'era qualcuno?
F.P.: Ma io...
P.M.: Nel bar, eh?
F.P.: 'Un me lo ricordo, codesto.
P.M.: Non si ricorda.
F.P.: No.
P.M.: Allora io le leggo quello che ha dichiarato e vediamo... Dunque, lei dice...
Presidente: Pubblico Ministero, punto per punto, eh, senza fare grandi discorsi. Va bene?
P.M.: Presidente, punto per punto.
Presidente: Sì, sì.
P.M.: Il punto è questo, del racconto relativo al fatto del bar, lo fa in due verbali diversi. In uno dice, relativamente al racconto che avrebbero fatto al bar. Lei dice: "Non ricordo le persone che si trovavano al Bar Centrale, quando raccontammo l'accaduto. Ricordo solamente che vi era il proprietario." Da questo racconto che poi lei fa ancora più particolareggiato, sembra che l'abbiate fatto al bar. E, effettivamente, qualcuno del bar lo dice. Quindi... E ora le leggo il punto esatto. Lei dice ancora: "Ricordo perfettamente che, il giorno successivo a questo episodio, ho sentito parlare in paese del duplice omicidio. È stato proprio qualche giorno dopo l'omicidio. Io e Lotti abbiamo parlato del fatto al bar di San Casciano, anche con persone che erano presenti nel bar medesimo. Mi viene chiesto di indicare le persone che possono aver sentito i nostri discorsi, ma io non ricordo i nomi. Ricordo che c'era il titolare di un negozio di mobili che si trova nella piazza Perozzi di San Casciano, poco oltre il tabaccaio, e il negozio di spezie. E c'era anche un'orefice di nome Giovanni."
F.P.: Sì.
P.M.: Questo orefice poi lo ha raccontato in questo dibattimento. È così?
F.P.: Sì, è così.
P.M.: Allora ne parlaste, al bar.
F.P.: Sì, davvero.
P.M.: Eh?
F.P.: Sì.
P.M.: Lei però dice ancora... La domanda è questa: ne parlò anche con i suoi familiari, o no? All'epoca, eh, non ora. In casa, lo raccontò questo fatto...
F.P.: Si, eh...
P.M.: Quando lo ha raccontato ai suoi familiari?
F.P.: Eh, ma... gli è parecchio. Insomma, ora non me lo ricordo nemmeno, ecco.
P.M.: Ma lo ha raccontato dopo che era stato sentito dalla Polizia?
F.P.: Dopo, sì. 
Segue...

mercoledì 22 gennaio 2014

Fernando Pucci - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 06 ottobre 1997 - Terza parte

Segue dalla seconda parte.

Presidente: Ho capito, ho capito. Avvocato, ora facciamo raccontare un po' meglio com'è andata la storia degli Scopeti. Racconti un po' meglio com'è andata la storia degli Scopeti.
F.P.: Io...
Presidente: Lei è subito arrivato agli spari.
F.P.: Io...
Presidente: Prima di arrivare agli spari, penso che sia accaduto qualche altra cosa. Veda un po'...
F.P.: Io gliel'ho detto. Si andò a vedere, ma non proprio lì. Capito? Si arrivò a una certa distanza e poi si vide che 'un l'era...
P.M.: Cosa vedeste?
F.P.: Eh, noi si vide, si vide la macchina e la tenda lì, c'era... capito?
P.M.: Quindi andaste a una distanza che vi consentiva di vedere la macchina e la tenda.
F.P.: Sì.
P.M.: Cosa successe? Queste due persone cosa facevano?
F.P.: Successe che io...
Presidente: Racconti... Scusi...
Avvocato Filastò: Quali due persone? Non ha parlato di due persone.
Presidente: Pubblico Ministero, scusi, Pubblico Ministero... Innanzitutto chi ha visto lei?
F.P.: Come?
Presidente: Ha visto qualcuno o no?
F.P.: Sì, eh.
Presidente: Quando arrivò, vide la macchina e la tenda. Ha visto qualche persona vicino alla tenda, vicino alla macchina? Insomma, c'era qualcuno, o no?
F.P.: Sì, io gli ho visti, li vidi io, proprio.
Presidente: E chi ha visto?
F.P.: Tutti e due, lui e...
P.M.: Lui chi? 
F.P.: Il Vanni e il Lotti... E il Pacciani.
M.V.: Non è vero nulla...
F.P.: Ma come non è vero nulla!
M.V.: Tu sei un falso.
F.P.: No, è vero.
Presidente: No, no. Ora signor Vanni...
F.P.: Guardi, che gli è vero, eh.
Presidente: Signor Vanni, signor Vanni...
F.P.: Io ho detto la verità.
Presidente: Lei ha tutto il diritto di dire tutto quel che vuole...
M.V.: No, perché lui mi accusa...
Presidente: Ora sentiremo se dice la verità, o no. Siamo qui apposta.
M.V.: È un pazzo, gli è. Va messo in manicomio.
Presidente: Bene...
F.P.: No, no, gli è vero
Presidente: Ora stia calmo, ora stia calmo, sennò va fuori.
P.M.: Presidente, io chiedo che venga allontanato, perché è il momento...
Presidente: Ora lo abbiamo ammonito. Se continua lo allontaniamo, eh. Va bene?
F.P.: Guardi, gli è vero, eh.
Presidente: Sì, va bene. Ora spieghi un po' com'è andata la cosa, per bene.
F.P.: Io ho visto tutto, vidi tutto quella sera.
Presidente: Bene.
F.P.: Tutto.
P.M.: Vuole raccontare allora cosa vide?
Presidente: E lo racconti.
P.M.: Ce lo racconti per benino. Cosa facevano? Lei dice: vide. Erano, c'era il Lotti che era insieme a lei, c'erano Pacciani e Vanni. Cosa facevano?
F.P.: Io... Io sentii fare "fu...", come uno strappo a una tenda, ha capito?
P.M.: E con cosa fu fatto questo strappo? Lo vide...
F.P.: Con un coltello.
P.M.: Chi ce l'aveva in mano il coltello?
F.P.: Lui, il Vanni.
P.M.: Se lo ricorda com'era questo coltello?
F.P.: Ma io, il coltello, non me lo ricordo.
P.M.: Se era grande o piccolo?
F.P.: L'era il lume di luna, ma sa, con la paura e con tutto, insomma...
P.M.: Era grande, o piccolo, questo coltello?
F.P.: Non me lo ricordo.
P.M.: Non se lo ricorda.
F.P.: Ha capito, io...
P.M.: Lei vide, sentì e vide che apriva una tenda, il Vanni. L'altro, cosa faceva?
F.P.: La pistola.
P.M.: Ce l'aveva il Pacciani?
F.P.: Sì. L'aveva lui, la pistola.
Presidente: E dove stava, rispetto alla tenda?
F.P.: Come?
Presidente: Stavano tutti e due insieme, uno di qua e uno di là, come stavano?
F.P.: Uno di qua e uno di là, dalla tenda, c'erano.
Presidente: Uno di qua e uno di là.
F.P.: Sì. Uno, era di dietro alla tenda; uno, era davanti.
P.M.: Chi era dietro, scusi?
F.P.: Il Vanni.
P.M.: E aprì la tenda dal dietro. E Pacciani era davanti.
F.P.: Davanti.
Presidente: Cosa intende per davanti, lei?
F.P.: Come?
Presidente: Cosa vuol dire davanti, cosa vuol dire?
F.P.: Davanti, ha visto, dove si apre la tenda per entrare dentro.
Presidente: Bene.
F.P.: Capito?
Presidente: Okay.
P.M.: E cosa successe dopo che aprì la tenda dal dietro?
F.P.: Io ho visto...
P.M.: C'era qualcuno dentro la tenda?
F.P.: Mah, lì dentro non vidi nessuno.
P.M.: Vide se qualcuno scappava dalla tenda? 
F.P.: No... non vidi nessuno. Perché...
P.M.: Vide se il Pacciani sparava nei confronti di qualcuno? Lei ha detto lo vide, sentì sparare e vide che aveva una pistola.
F.P.: Sì. Ma dopo noi si venne via. Ha capito? E...
P.M.: Lei ha raccontato, e io glielo faccio presente come contestazione, che, quando aprì - poi le leggo il verbale - la tenda, il Vanni, dal dietro, col coltello, dalla tenda uscì un ragazzo, un uomo, qualcuno e Pacciani gli andò dietro sparandogli. È così?
F.P.: Mah, codesto non me lo ricordo. Sa...
P.M.: Lei così ha dichiarato.
Presidente: Leggiamo cosa ha dichiarato, va....
F.P.: Come?
Presidente: Ora lei alla polizia, al Pubblico Ministero
P.M.: Al Pubblico Ministero.
Presidente: ... ha detto una cosa diversa su questo punto.
F.P.: Sì. Sì, sì, ma...
Presidente: Aspetti, aspetti. Ora glielo legge, vediamo se lei se lo ricorda. E sennò dice: 'non è vero, è vero...', quello che sa. Va bene?
F.P.: Sì, sì.
P.M.: Lei, questo racconto che ha fatto ora, lo ha fatto in questo modo: "Si fermò la macchina quasi all'imbocco dello stradello che porta alla piazzola sul lato dello stradello in direzione San Casciano."
Presidente: Legga piano, Pubblico Ministero, legga piano.
P.M.: Sì, Presidente, grazie.
Presidente: Per lui, eh, non per noi.
P.M.: Certo. Quindi, lasciaste la macchina allo stradello, lei ha detto...
F.P.: Sì, vicino alla stradina, sì.
P.M.: Poi lei dice: "Si scese piano piano, come si faceva sempre in questi casi. Vidi subito una tenda di colore sul grigio."
F.P.: Sì.
P.M.: Era grigia questa tenda.
F.P.: Sissignore.
P.M.: "E accanto, poco discosto, un po' prima della tenda, una macchina di colore chiaro", lei dice.
F.P.: Chiaro. Ma il colore non me lo ricordo.
P.M.: Non se lo ricorda. Era una macchina chiara.
F.P.: Chiara, una macchina chiara, ecco, di colore. Sì, 1'era.
P.M.: Lei ha detto: "La visibilità non era male, perché c'era la luna crescente."
F.P.: La luna... sissignore, sì.
P.M.: "Quella buona perché nascano i funghi."
F.P.: Sì.
P.M.: È così?
F.P.: Sì, sì.
P.M.: La luna c'era. "Appena ci si avvicinò vedemmo due persone tra la macchina che ho detto e la tenda."
F.P.: Sì.
P.M.: "Uno, era più basso e tarchiato, e l'altro era più alto."
F.P.: Sì.
P.M.: "Quello tarchiato aveva in mano una pistola; quello più alto aveva in mano un coltello da cucina."
F.P.: Sì.
P.M.: È così?
F.P.: Sì.
P.M.: "Quello tarchiato ci vide e ci disse subito dietro: 'vi ammazzo, vi ammazzo, andate via'."
F.P.: Sì.
P.M.: "Noi si girò le spalle e si scappò."
F.P.: Si scappò, sì.
P.M.: "Quando si fu tornati all'altezza della macchina, ero parecchio impaurito. Uno dei due mi parve Vanni. Anzi, era sicuramente il Vanni."
F.P.: Sì.
P.M.: "Quello tarchiato con la pistola..."
Avvocato Filastò: Questa contestazione sta durando troppo, Presidente.
Presidente: Va be'...
Avvocato Filastò: Perché la contestazione si fa su un fatto determinato. Ora qui si sta passando ad una fase successiva.
Presidente: Va bene. Pubblico Ministero, lo facciamo punto per punto.
Avvocato Filastò: Quindi, il Pubblico Ministero la smette.
Presidente: Punto per punto. Bene.
P.M.: "Lo riconobbi come il Pacciani." Questo, è il racconto che ha fatto finora. Io ora volevo fargli presente che, invece, lei ha raccontato un fatto più specifico dopo che fu aperta la tenda, dopo che il Vanni aprì la tenda.
F.P.: Sì.
P.M.: Lei dice addirittura: "Ricordo ancora il rumore..." - questo glielo contesto - lei dice: "... che ha fatto, che fece come di tela strappata."
F.P.: Sì.
P.M.: È così. Allora io le dico: per quanto riguarda cosa successe dopo, lei dice: "A questo punto, l'uomo uscì fuori dalla tenda dalla parte anteriore, scappando verso il bosco. Cioè dalla parte opposta alla strada."
F.P.: Sì, dalla parte opposta.
P.M.: Cioè verso il bosco.
F.P.: Sì.
P.M.: "L'altro, che aveva la pistola, cioè il Pacciani, andò verso il bosco."
F.P.: Sì.
P.M.: Allora, lo ha visto.
Presidente: Allora, signor Pucci, lo ha visto quest'uomo uscire dalla tenda, o no?
F.P.: No, non me lo ricordo, ecco, se l'ho visto o no.
Presidente: Ecco, il Pubblico Ministero le sta dicendo che lei, alla Polizia, ha detto...
P.M.: Al P.M., Presidente.
Presidente: Al P.M. ha detto che, un uomo uscì dalla tenda e andò via, scappò. Questo, dice il Pubblico Ministero.
F.P.: Ah, sì, sì. Ecco, ora sì...
Presidente: Allora dichiarò questo. È vero o non è vero di quest'uomo che scappò dalla tenda?
F.P.: Gli è vero, si, è vero.
Presidente: È vero? 
F.P.: È vero, sì.
Presidente: Oh.
F.P.: Io gli dico... vidi tutto, tutto ogni cosa.
Presidente: Appunto, quello ci deve dire a noi, quello ci deve dire.
F.P.: La ci può credere, perché io... io le bugie non le ho mai dette a nessuno. Sicché...
Presidente: Ora, questo non lo so. Comunque ora vediamo se le dice qui le bugie.
F.P.: E non ho mai fatto del male a nessuno. Intendiamoci.
Presidente: Ecco, ora che si ricorda... Senta, signor Pucci, ora che si ricorda che è uscito quest'uomo dalla tenda, che successe?
F.P.: Mah... quest'uomo poi gli scappò verso il bosco. Poi, noi si venne via, perché si era impauriti anche noi, ha capito?
Presidente: Ma quelli che erano, il Vanni e il Pacciani che erano lì, che hanno fatto loro? Quando quest'uomo è scappato, li ha visti, o no?
F.P.: Sì, li ho visti.
Presidente:  E cosa hanno fatto loro?
F.P.: Ma io sentii dire che: 'andate via, sennò vi si ammazza anche voi', e basta. Noi si scappò.
M.V.: Non è vero nulla.
Presidente: Un momento...
M.V.: È un pazzo e un bugiardo.
F.P.: Gli è vero, gli è vero. Gli è vero, vai. Eh... Glielo dico io, l'è vero. Ho visto ogni cosa, vidi ogni cosa, ecco.
P.M.: Senta, ancora, lei dice avete avuto paura perché vi hanno minacciato dopo questo episodio e siete... vi siete allontanati.
F.P.: Sì. 
 
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