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mercoledì 29 gennaio 2014

Fernando Pucci - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 06 ottobre 1997 - Ottava parte

Segue dalla settima parte.

P.M.: A proposito del luogo in cui sarebbe stata trovata questa ragazza conosciuta da Pacciani e Vanni, lei dice: "Fu Lotti a dirmi che Pacciani e Vanni andavano a trovare quella ragazza, ma non mi disse come l'avevano conosciuta esattamente. Disse solo, Lotti, che l'avevano conosciuta in un bar, perché loro frequentavano solo bar per bere e mangiare."
Presidente: Fermiamoci qui.
P.M.: Si ricorda questa circostanza?
F.P.: Sì, ma io non andavo.
P.M.: Lei non andava. Vedi?
F.P.: Questo l'è vero.
P.M.: Andavano loro.
F.P.: Andavano loro e basta.
P.M.: Questo è vero.
F.P.: Capito? Questo l'è vero, perché andavano loro e basta a fare le merende. Sì.
Presidente: No, lasci stare le merende, lasci stare le merende.
P.M.: Presidente...
F.P.: Io non sono mai stato a far merenda con loro.
Presidente: Il Lotti, il Lotti... Gliela faccio io la domanda: il Lotti le ha parlato che avevano conosciuto questa ragazza a un bar e a quale bar?
F.P.: Sì, codesto sì.
Presidente: O no? Lo sappiamo che lei non c'è stato, sennò stava anche lei qui. Va bene?
F.P.: Sì. Questo me lo ha raccontato. Sì.
Presidente: Gliel'ha detto?
F.P.: Sì.
Presidente: E cosa le ha detto esattamente? Com'è che venne fuori...
F.P.: No, a me mi disse che questa ragazza l'hanno conosciuta, così, per andare a farci all'amore e basta. Ecco.
P.M.: Vede, allora gliel'ha detto.
F.P.: E fine. Eh. Va bene o no?
P.M.: Le disse così?
F.P.: A me mi disse a codesta maniera.
P.M.: Che l'avevano conosciuta in un bar.
F.P.: L'avevano conosciuta loro. Io no, perché non c'ero.
P.M.: Ho capito benissimo qual è il suo...
F.P.: Non andai, capito?
Presidente: E "loro" chi? Chi erano?
F.P.: Poi io smisi di andare con il Lotti - capito? – a giro.
Presidente: E "loro" chi? "Loro" chi?
F.P.: Lui e Pacciani e il Vanni.
Presidente: Lui, Pacciani e il Vanni.
F.P.: Tutti e due.
Presidente: "Lui", sarebbe il Lotti.
F.P.: Il Lotti, sì.
Presidente: Lotti, Pacciani e Vanni.
F.P.: Sì, eh. No, la un sta così?
P.M.: Ah, non lo deve chieder a me.
F.P.: Come no!
P.M.: Questo, io le dico cosa ha dichiarato.
F.P.: Io...
Presidente: Senta, lei...
F.P.: No, io gliel'ho detto.
Presidente: Senta, signor Pucci, non faccia domande ora lei, eh.
F.P.: Icché ho saputo, gliel'ho detto.
P.M.: Eh, ma io le dico cosa ha riferito lei di aver saputo dal Lotti, capisce?
Presidente: Lo ha detto già. Ora ha detto questo. Vediamo un po', passiamo oltre.
F.P.: E allora? Sennò qui...
P.M.: Lei dice che quella ragazza l'avevano ammazzata perché non voleva stare con loro.
F.P.: Ecco.
P.M.: Cosi le ha detto Lotti?
F.P.: Così gli ha detto, sì. Come non è vero?
P.M.: Io lo chiedo a lei.
F.P.: Eh, allora... E allora l'è inutile.
P.M.: Non è questione di essere utile, o inutile. Io la credo, però noi dobbiamo cercare di capire cosa ricorda lei, capisce?
F.P.: Sì, ma lei l'ha ragione. Però io, io non gli posso dire icché non mi ricordo.
P.M.: Benissimo.
F.P.: Qualche cosa mi posso ricordare. Capito?
P.M.: Senta una cosa: io le avevo fatto anche... Lasciamo ancora Vicchio, abbiamo capito che lei ricorda questo e comunque tiene a sottolineare che lei non c'era.
F.P.: Non c'ero no, non c'ero no.
P.M.: Io le chiedo: il Lotti, nei suoi racconti - lui Lotti - ha mai parlato del fatto che - lui Lotti - sapeva qualcosa anche dei precedenti omicidi, quello dei tedeschi? Che lui, Lotti, c'era stato?
F.P.: Mah, sì...
P.M.: Le ha detto così?
F.P.: Sì.
P.M.: Come le ha detto Lotti?
F.P.: Ora...
Avvocato Filastò: Ma la domanda così, io mi oppongo, ovviamente. Perché la domanda va formulata così: "Lotti le ha mai parlato dell'omicidio dei tedeschi?"
P.M.: Gliel'ho già fatta questa domanda, prima.
Presidente: Gliel'ha fatta così.
Avvocato Filastò: Come?
P.M.: Gliel'avevo fatta anche prima, questa domanda.
Avvocato Filastò: Se Lotti gli aveva mai parlato dell'omicidio dei tedeschi?
P.M.: Sì, esatto.
Avvocato Filastò: Bah, vedremo la registrazione. Io non mi ricordo di aver sentito una domanda del genere.
Presidente: No, la registrazione la vedrà. La domanda l'ha fatta anche ora in questi termini, scusi, eh.
Avvocato Filastò: No, non l'ha fatta in questi termini, Presidente. Ha detto: 'Lotti le ha detto di aver partecipato all'omicidio dei tedeschi, di essere stato presente?' È diversa la cosa.
P.M.: Si sta parlando di Lotti.
Presidente: Veramente non ha detto così. Comunque...
F.P.: Ma l'abbia pazienza. Ora...
Presidente: Allora, sull'omicidio dei tedeschi, sull'omicidio dei tedeschi, cosa sa lei?
F.P.: No, ma io di questo dei tedeschi non sapevo niente, io.
Presidente: Un momentino, un momentino...
F.P.: Ecco.
Presidente: Sull'omicidio dei tedeschi, cosa sa lei?
Avvocato Filastò: Oh, così, così.
F.P.: Niente, niente.  
Presidente: Niente. Allora, lei non sa nulla. E il Lotti cosa le ha detto su questo punto? Le ha detto qualche cosa sull'omicidio dei tedeschi, il Lotti?
F.P.: No, l'abbia pazienza un momento. Costì, come c'è scritto sul foglio?
Presidente: Scusi, eh...
F.P.: Perché io non me ne ricordo mica icché c'è scritto, costì.
Presidente: Cosa ha detto?
Avvocato Filastò: Ha chiesto come c'è scritto sul foglio. Perché per lui il punto di riferimento è il foglio scritto là, che ha il Pubblico Ministero.
F.P.: Appunto.
Avvocato Filastò: Ecco, appunto, giusto. È cosi, Pucci?
F.P.: Ma io... Ma io... Se...
Presidente: Allora, allora scusi, facciamo un'altra domanda...
F.P.: Sì, sì.
Presidente: Facciamo un'altra domanda. Lei, lei ha detto, all'inizio nel corso di questa deposizione, che lei ha detto sempre la verità.
F.P.: Sempre.
Presidente: Che dice la verità.
F.P.: Porca miseria! Eh, ci credo.
Presidente: Ecco. Quando fu interrogato dai Carabinieri, dalla Polizia, dal Pubblico Ministero, da chiunque sia, l'ha detta allora la verità?
F.P.: Sì, hai voglia se l'ho detta!
Presidente: Ecco. Allora vediamo un po' cosa disse allora.
P.M.: Lei dice: "Lotti mi diceva che" - riferito a Pacciani e Vanni - "avevano ammazzato anche quelli delle altre coppie degli anni precedenti."
F.P.: Sì.
P.M.: È così che le diceva Lotti?
F.P.: Sì.
Presidente: Voce, voce.
F.P.: Proprio così diceva.
Presidente: Oh.
Avvocato Filastò: Ora il Pubblico Ministero mi deve dire che, in precedenza, aveva formulato la domanda in questo modo: 'che cosa le ha riferito Lotti sugli omicidi precedenti ', era così la domanda?
Presidente: Sì, esatto.
Avvocato Filastò: No, non era così, Presidente. Mi dispiace.
F.P.: Ma lei la può continuare a leggere, perché io non me ne ricordo...
Avvocato Filastò: È una domanda molto suggestiva quella che è stata fatta...
P.M.: La domanda...
Avvocato Filastò: ... prima della contestazione. È una opposizione formale. Io mi oppongo a come viene condotto questo esame di questo testimone. Mi riservo di fare delle eccezioni formali.
Presidente: Bene. Lei, dopo, fa l'eccezione, farà le domande come crede lei.
Avvocato Filastò: Ma anche su... come?
Presidente: Benissimo. Le farà come vuole.
Avvocato Filastò: Certamente, Presidente. Ma anche su come si è diretto questo dibattimento...
Presidente: Bene, bene.
Avvocato Filastò: ... farò delle eccezioni.
Presidente: Sì, sì...
Avvocato Filastò: Ci può contare.
Presidente: Eh, ci sono le nullità, ci sono le impugnazioni, quello che volete.
Avvocato Filastò: Ci può contare. Comunque mi riservo di farlo, lo dico fin da ora.
Presidente: Ho capito.
Avvocato Filastò: Non è un modo...
P.M.: Presidente...
Avvocato Filastò: ... in cui è prescritto dal Codice, come si svolge questo esame.
P.M.: Presidente, volevo, in proposito, far presente questo...
Presidente: Ma non sta facendo le contestazioni e poi fa la domanda? Com'è che si svolge, me lo insegni lei, me lo insegni lei. Lo insegni lei alla Corte e a tutti gli avvocati...
Avvocato Filastò: Si fa la domanda e dopo si fa la contestazione.
Presidente: Eh!
Avvocato Filastò: E non si fa la domanda suggestiva che prevede quello che già è stato detto, quello che...
Presidente: Ma se lui ha detto già che non ricorda, come devo fare, allora? Lui non ricorda, allora gli si fa la domanda...
Avvocato Filastò: E come non ricorda, e perché non ricorda?
Presidente: Allora si fa la contestazione.
Avvocato Filastò: E perché non ricorda, Presidente? Questo è un testimone che sta riferendo su pagine e pagine di verbali che ha già fatto. E qui non ricorda niente. Ma come mai?
Presidente: Eh, appunto. Noi quando il teste non ricorda... Avvocato... 
(voci sovrapposte)
Avvocato Filastò: ... trovato in un certo posto, una sera, di aver sentito uno sparo e di essere scappato...
Presidente: Ora basta, ora basta.
Avvocato Filastò: ... e successivamente, poi, sulla base di queste letture che vengono fatte. E il teste dice sì...
Presidente: Va bene, abbiamo capito. Via, così si fa. Se a lei, per lei non è fatta regolare, fa le sue osservazioni, le sue impugnazioni, e vada avanti come vada. 
Avvocato Filastò: Ma certamente! 
Presidente: Si capisce.
Avvocato Filastò: È quello che sto facendo. 
Presidente: E allora? Non c'è bisogno di riscaldare, né di alzare l'atmosfera, perché non è proprio il caso.
Avvocato Filastò: (voce fuori microfono)
P.M.: Anche perché...
Avvocato Filastò: Ma io sto discutendo una questione, Presidente.
Presidente:  Eh, appunto.
Avvocato Filastò: E certo.
Presidente: Noi abbiamo un teste, un teste che, dice lui: 'io ora non mi ricordo nulla.' Benissimo. E questo viene verbalizzato e conservato. E il Pubblico Ministero, che ha avuto diverse dichiarazioni, gliele legge, ci contesta quello che ha dichiarato. E noi vogliamo sapere cosa ha detto: se è vero, non è vero, in che termini è vero. È questo che facciamo, che vogliamo sapere noi. E Allora...
P.M.: E mi sembra, che se non lo intimoriamo troppo...
Presidente: Lui potrà dire: 'non mi ricordo', oppure 'è vero'... Poi, sono valutazioni in sede di discussione, quando sarà in gioco di stabilire se quel teste ha detto la verità o non ha detto la verità, allora verrà fuori tutte le osservazioni dalle parti di tutti voialtri.
Avvocato Filastò: No...
P.M.: Anche perché sennò lo intimoriamo, Presidente, con questo modo di fare. Vorrei fare questa opposizione io.
Avvocato Filastò: Certo, lo intimoriamo.
Presidente: Sospendiamo 10 minuti.
P.M.: Bene, Presidente, grazie.
Avvocato Filastò: Poi dopo mi dà la parola, però, Presidente.
Presidente: No...
Avvocato Filastò: Perché devo chiarire meglio il mio pensiero.
Presidente: No, no.
F.P.: Mah, io... 

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