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martedì 6 marzo 2012

Biagio Montalto - Deposizione del 22 aprile 1994 - Seconda parte

Segue dalla prima parte.

Il testo che segue contiene dettagli espliciti e raccapriccianti. Se ne sconsiglia la lettura a persone sensibili ed impressionabili.

P.M.: E l'altra domanda riguardava la distanza, la possibile... Lei ha avuto la possibilità di dimostrare che erano colpi sparati da una distanza approssimativa o non ha avuto elementi per rispondere a questa domanda?
B.M.: No io gli elementi che posso dedurre dal verbale stesso sono quelli che mi indicano una distanza sicuramente superiore a 40 cm.
P.M.: Ci vuole spiegare come mai?
B.M.: Perché in corrispondenza dei reperti referentesi ai fori di ingresso sono mancati tutti quei reperti che caratterizzano i colpi in una stretta vicinanza; cioè intanto a partire dalla più stretta vicinanza l'alone di ustione che caratterizza il, diciamo, il colpo a bruciapelo; poi spostandoci progressivamente, l'alone di contusione che caratterizza l'azione di compressione dei gas; poi ancora spostandoci, l'alone di affumicatura e infine l'alone di tatuaggio. Quindi l'alone di tatuaggio scompare a 40 cm come distanza: bocca dell'arma dalla superficie cutanea;
P.M.: Il corpo fu presentato al lei con degli abiti?
B.M.: Sì, sì.
P.M.: Quindi su questo interferisce l'abito?
B.M.: Certo.
P.M.: Ci può dire qualcosa in proposito?
B.M.: Gli abiti hanno mostrato dei reperti…
P.M.: Su questa distanza ci possono dire qualcosa? A conferma o a…
B.M.: Si, confermano perché mancano anche lì, anche sugli abiti, aloni di qualsiasi tipo. Ecco.
P.M.: Bene.
B.M.: Ci sono soltanto le soluzioni di continuo dei vestiti che riguardano semplicemente l'azione del proiettile e basta.
P.M.: Professore, le mostrerei le foto che furono fatte nell’istituto prima dell'autopsia o dopo, mi sembra di capire dalle foto che sono prima, per vedere se lei ci ha qualcosa di nuovo o di diverso da spiegarci e se sono in linea, le foto, con il suo racconto.
Presidente: Prego di non fotografare.
P.M.: Andiamo lentamente, una alla volta, bisognerebbe che qualcuno… io non ce l'ho… o insieme leggiamo prima... chiedo scusa... leggiamo la didascalia.
Presidente: Se c'è un numero.
P.M.: Ah, c'è un numero, perfetto. Vogliamo ingrandire i colpi per consentire al professore di…
B.M.: Allora, questo reperto è il forame di ingresso referentesi alla faccia posteriore della spalla sinistra.
P.M.: È il forame di entrata?
B.M.: Prego?
P.M.: Forame di entrata, ovviamente.
B.M.: Sì, forame di ingresso.
P.M.: Di ingresso, si scusi, non avevo...
B.M.: E il proiettile corrispondente rimane ritenuto nel cavo particolare.
P.M.: Vogliamo andare avanti? No, no, scusi sulla stessa foto se si riesce a vedere qualche altra cosa. Quelle due… che io ora semplicemente chiamo macchie…
B.M.: Quella è una macchia, sì. È una macchia… c'è anche il… quella più alta, quella lì, quella è una macchia.
P.M.: Quella sotto?
B.M.: Quella che viene indicata ora.
P.M.: Scusi, possiamo indicare con la penna? Quale è la macchia e quale...
B.M.: Quella.
P.M.: Quella è sicuramente una macchia.
B.M.: Quella è una macchia.
P.M.: Andiamo avanti. Quell'altra?
B.M.: questa è un…
P.M.: No, no, scusi, sono due le macchie.
B.M.: Sì.
P.M.: Quella lì?
B.M.: Questo è un forame di ingresso.
P.M.: Quindi è il secondo di cui lei dice c'è un'uscita a…
B.M.: Si questo è l'uscita sulla linea alba, è quello che attraversa il pancreas, mi pare…
P.M.: Andiamo avanti, si vedono meglio. Andiamo a un'altra foto, professore, poi vediamo.
B.M.: Ecco.
P.M.: Per ora accontentiamoci che sono a sinistra. Ecco, qui vogliamo andare un po’…
B.M.: Allora l'abbiamo… si.
P.M.: Qui ne abbiamo un altro paio.
B.M.: Allora abbiamo quasi una disposizione dei punti di un triangolo, diciamo, se si riuniscono i reperti con delle linee viene fuori una figura triangolare. Ecco, allora quella più alta è quella che corrisponde al colpo mortale. È questa. Quella più bassa all'interno è quello che corrisponde al terzo colpo descritto durante..
P.M.: Bene, bene.
B.M.: E l'ultimo è il quarto colpo ed è quello che attraversa la struttura vertebrale e poi rimane, si ferma diciamo, nel sottocutaneo in corrispondenza con l'ottava costa di destra. Ecco.
P.M.: Vogliamo andare avanti con le foto grazie? La numero tre. È di nuovo, se non sbaglio, il primo foro.
B.M.: Sì, questo è sempre il forame di ingresso relativo alla faccia posteriore della spalla.
P.M.: Ecco, mi sembra che corrisponda esattamente a quello che diceva lei in merito all'affumicamento intorno, per cui…
B.M.: Non ci sono aloni, di nessun tipo, c'è soltanto l’orletto escoriativo sui margini della ferita che è dovuta all'azione compressiva del proiettile nell'ambito della penetrazione nei tessuti stessi.
P.M.: Vogliamo andare avanti?
B.M.: Completamente privo di alone. E così anche gli altri tre forami di ingresso.
P.M.: Vogliamo andare avanti ancora? Ecco, qui è di nuovo...
B.M.: Si notano, diciamo, in questi reperti, soprattutto quello di destra, si nota una svasatura del contorno… ecco, se si può… ecco, ingrandire ancor di più, questa svasatura la potete notare con una maggiore ampiezza dell’orletto escoriato sul contorno infero-laterale-esterno, il che dà un'informazione sul tipo di angolatura che il proiettile aveva rispetto al piano cutaneo…
P.M.: E ci vuole spiegare che angolazione è?
B.M.: Ecco, il punto è questo, quando il proiettile penetra in corrispondenza della cute formando, con la sua direzione è quella del piano cutaneo, un angolo acuto, bene, in quel punto viene a verificarsi un'azione di maggiore sfregamento, diciamo, del proiettile che dà luogo a questo reperto escoriato più largo. Nello stesso tempo c'è una maggiore svasatura del contorno.
P.M.: Ci vuole ripetere cosa vuol dire… scusi, che viene da sinistra? No, non ho capito.
B.M.: Sì, che viene da sinistra e che ci ha una direzione leggermente verso l'alto.
P.M.: Come quella della penna, come quella della penna
B.M.: Che ci ha questa direzione. Ecco.
P.M.: Questa esatta della penna.
B.M.: Sì, sì, questa esatta della penna. Si, proprio.
P.M.: Bene grazie. Andiamo avanti. Vorrei che lo ricordassimo tutti questa direzione perché è importante. Sul punto…
B.M.: Anche questo permette di fare le stesse considerazioni.
P.M.: Rimettiamo la penna, se ce aiuta. Chiedo scusa.
B.M.: Le stesse considerazioni. C'è un orletto escoriato e c'è al di sopra, nella parte superiore interna del contorno un altro reperto. Ecco. Ma l'alone escoriato più importante è quello il basso. È quello in basso.
P.M.: Quindi la penna la rimettiamo come prima, da sinistra, così.
B.M.: Ecco, sì.
P.M.: Grosso modo ovviamente, non pretendiamo di dare...
B.M.: Sì, sì.
P.M.: Bene, vogliamo andare avanti? Sono di fuoriuscita?
B.M.: Sono i fori di egresso. Sono i fori di egresso.
A.B.: Di ingresso?
B.M.: Egresso.
P.M.: Egresso.
Presidente: Egresso. Uscita, chiamiamoli, via.
P.M.: Noi siamo... Professore, ci deve perdonare, siamo meno perfetti, anch'io dico uscita…
B.M.: Di uscita, sì.
P.M.: Ci intendiamo meglio tutti se lei ci può venire incontro.
B.M.: Benissimo, benissimo.
P.M.: Ecco, allora vediamo.
B.M.: Questo reperto dovrebbe corrispondere a quello collegato con il tramite al reperto di ingresso descritto come secondo; perché prima si è descritto quello della spalla, il secondo reperto sulla faccia posteriore e corrisponde alle lesioni mortali.
P.M.: Andiamo all'altro dove c'è la freccia.
B.M.: Ecco, questo dovrebbe essere quello ritenuto, probabilmente. È la macchia ecchimotica… vediamo… qui dovrei leggere un po' il…
P.M.: No, perché, capisce, ci sono le frecce, noi deduciamo da profani che siano i fori, perché…
B.M.: Ecco, sono i fori ma qui…
P.M.: No, lo deduciamo perché poi ci sono altre macchie, volevo vedere se con lei…
B.M.: Ecco, questo non lo riconosco da cui per esempio.
P.M.: Possiamo ingrandire? Troppo difficile? Di più non riusciamo...
B.M.: C'è un'inclinazione tale che non mi permette di vedere bene i reperti.
P.M.: Possiamo vedere, chiedo all'operatore, se riusciamo a ingrandire gli altri fori? Quei due… o le altre macchie? Non sono fori per ora… Ecco, questo qui? Dove non c'è freccia, sembra più questo uno foro ma io…
B.M.: Ecco, questo probabilmente è il punto di uccisione da dove è stato e estratto il proiettile ritenuto sul piano sottocutaneo. Ecco.
P.M.: Ho capito.
B.M.: Non mi sembra. Non lo so, bisognerebbe riprendere… non so se è stato poi inciso… questo è stato inciso?
P.M.: Questo è quello che abbiamo, professore, abbiamo queste foto e abbiamo la sua relazione.
B.M.: Si e allora...
P.M.: Comunque noi ci accontentiamo di quello che ci ha già spiegato, volevo vedere se sulle foto eravamo in grado…
B.M.: Si ma allora possiamo… vediamo se si va avanti…
P.M.: Abbiamo altre foto? Chiedo scusa. Ecco, vediamo questo, professore, se…
B.M.: Questa si è già descritta, ed è il foro d'uscita.
P.M.: Questo è sicuramente il foro d'uscita.
B.M.: Il foro d'uscita, si.
P.M.: Di quello mortale. Ecco, qui forse si vedono meglio professore.
B.M.: Ecco, quella, vede, avevo ragione, è l'incisione da dove è stata estratto il proiettile che era rimasto…
P.M.: L’ha estratto lei? Cioè…
B.M.: Si è stato estratto…
P.M.: Si, si, si, insomma in sede autoptica.
B.M.: Sì, sì.
P.M.: Bene, l’altro? Dove c’è quella specie di centrimetro?
B.M.: Quello sì, quello è il foro di uscita…
P.M.: Bene, bene.
B.M.: … di uno dei due colpi, probabilmente quello della regione lombare che poi…
P.M.: Bene, vogliamo andare avanti? Se ci sono… E’ l’uomo, no grazie. Ce ne sono altre della donna? Bene, professore, chiedo scusa, vorrei tornare sulla seconda foto, una panoramica sul dorso dove il professore, quando abbiamo messo la penna, gli facevamo vedere che era obliqua… Rimettiamo la penna su uno di quei colpi dove… ecco, grosso modo… no, facciamo una panoramica. Ecco professore, ora tenendo presente quello che lei ci ha detto finora, questo corpo è in posizione prona e è, per quello che ne sappiamo, nella stessa posizione - ovviamente solamente per il fatto che è prono - in cui si trovava nell'auto quando, secondo quello che c'ha detto lo sparatore, la donna era sopra l'uomo in questa posizione. Ora, colui che dice di aver sparato dice di aver sparato dal finestrino destro tenendo presente il corpo, se fosse sull'auto, ha la testa rivolta verso il vetro posteriore dell'autovettura. Se lo sparatore, come ci dice ha spara… l’auto è messa nella stessa direzione… nella direzione opposta del corpo, cioè la testa è uguale… parte posteriore dell'auto… il finestrino sinistro a questo punto si trova, lei capisce, sulla destra di quel corpo, se è messo così. Bene? Mi segue?
B.M.: Ma lei parlava di destra però, finestrino destro, forse è stato un lapsus.
P.M.: Scusi, è secondo come è messa la macchina, a questo punto è il finestrino che si trova in questo modo sulla destra della donna…
B.M.: Benissimo allora sarebbe il finestrino anteriore o posteriore sinistro.
P.M.: Posteriore sinistro.
B.M.: Posteriore sinistro. Benissimo.
P.M.: Conviene con me che la direzione che dice lei è incompatibile con uno sparo di questo genere?
B.M.: Non solo è la direzione incompatibile ma anche la sede delle ferite di ingresso.
P.M.: Non ho altre domande, grazie.
A.S.F.: Signor Presidente.
A.B.: Non ho capito una cosa, perché vorrei capire…
A.S.F.: Scusami Bevacqua…
Presidente: Un momento, scusate. Prima le parti civili, allora avvocato Santoni prego.
A.S.F.: Il punto è certamente di grande importanza, professore…
A.S.F. (fuori microfono): Io non ho capito nulla, il Mele dice di aver sparato a destra, cerchiamo di capirlo.
A.S.F.: Professore.
Presidente: Prego.
A.S.F.: Prima lei ha parlato che una delle varianti dei parametri è la posizione della persona che spara e anche il Presidente ha sottolineato che l'altra variante è l'inclinazione e la posizione della persona che riceve i colpi. È evidente, questo per la giuria popolare, che se io cammino a testa bassa e un colpo mi attinge nella fronte parallelo al terreno, sul tavolo autoptico questo colpo sarà tirato dall'avanti all'indietro, dall'alto verso il basso, ovviamente. Sul tavolo sono così mentre il colpo in realtà era perfettamente parallelo. Ora lei mi dice che queste colpi certamente, ne abbiamo la descrizione dei tramiti, sono tirati dal basso verso l'alto, da sinistra verso destra. Sinceramente io non riesco… riesco a capire la posizione… che una certa posizione non è valida ma non mi è chiara la posizione della donna. Le domando, facendo ovviamente una griglia di ipotesi, perché non ci si può soffermare su una, ciascuna avrà una maggiore probabilità. È probabile o possibile, quindi con una terminologia medico-legale che va dalla certezza all'esclusione passando da ipotesi a probabilità, che la donna fosse in piedi, questa è la prima domanda, o che la donna fosse supina, spiegandolo così, sul corpo dell'uomo e quindi sarebbe, nella parte destra della macchina, l'uomo è sul seggiolino destro, quindi guardando ovviamente… bisogna intendersi, guardando dal retro la macchina, perché se la guardo da davanti l'uomo è… normalmente si dice seggiolino destro anteriore, sinistro anteriore rispetto al guidatore, il guidatore sta sul seggiolino sinistro anteriore… esattamente. Ecco, le due domande sono queste. I colpi dall’alto… dal basso… un lapsus proprio freudiano… dal basso verso l'alto sono compatibili con una persona che sta in piedi, una persona che è seduta, come nella posizione che mi sembra abbia visto la donna quando viene trovata, seduta al posto di guida dell'automobile o una persona che è sdraiata sopra il corpo dell'uomo che ha ribaltato il seggiolino destro anteriore, totalmente all'indietro, e c’è sopra. Ecco io vorrei sapere, secondo lei, la donna in piedi, la donna è seduta, la donna sdraiata, quale è più compatibile con l'inclinazione dei tramiti.
B.M.: Seduta in che posizione?
A.S.F.: Quando viene ritrovato il corpo…
B.M.: Ah, seduta quindi sul sedile anteriore sinistro.
A.S.F.: Anteriore sinistro.
B.M.:
A.S.F.: Oppure in piedi. Partendo dalla prima posizione, quella che abbiamo ipotizzato è in piedi…
B.M.: La posizione seduta sul sedile anteriore sinistro che credo che sia la meno verosimile.
A.S.F.: Benissimo.
B.M.: Perché la posizione in questo caso dell'emitorace sinistro e precisamente del settore in cui è caduto il maggior numero di colpi troverebbe in una posizione nettamente inferiore ad una eventuale – da ricostruire - posizione dell'aggressore e la posizione dell'arma, della mano armata, ecco.
A.S.F.: Si può dire: si esclude?
B.M.: Prego?
A.S.F.: Si può escludere addirittura, usare il termine: esclusione.
B.M.: Io non l'escluderei però la riterrei la meno verosimile.
A.S.F.: La meno verosimile.
B.M.: Le altre due situazione mi lasciano un po' interdetto, cioè non posso su due piedi dire… possono essere verosimili entrambe, verosimili e entrambe però con una certa differenziazione che ora, torno a dire, su due piedi mi riesce difficile spiegare. Direi che un margine di maggiore verosimiglianza lo attribuirei alla posizione supina sul corpo dell’altro, diciamo, ecco.
P.M.: Scusi se intervengo ma supina se so…
B.M.: Più che quella in piedi
P.M.: Professore mi scusi ma se sono po…
B.M.: O prona. Prona, scusi.
P.M.: Prona, perché supina son sparati dal didietro.
A.S.F.: Prona, prona, è un errore, supina è… Prona ovviamente.
Presidente: Prona, prona.
A.S.F.: Ci mancherebbe altro.
P.M.: Bene.
A.S.F.: Ovvio.
P.M.: Perfetto, perfetto. No, signori, in natura si può fare…
A.S.F.: No, no, io… è un errore, prono, ci mancherebbe altro. E’ sopra s’è detto, in fondo al… Certo.
A.B.: Ecco, io non ho capito una cosa.
A.S.F.: Grazie.
Segue...

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