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mercoledì 7 marzo 2012

Biagio Montalto - Deposizione del 22 aprile 1994 - Terza parte

Segue dalla seconda parte.

Il testo che segue contiene dettagli espliciti e raccapriccianti. Se ne sconsiglia la lettura a persone sensibili ed impressionabili.

A.B.: Chiedo scusa, la rivolgo al Pubblico Ministero, perché sono forse un po' stanco…
Presidente: La parola all'avvocato Bevacqua, le altre parti civili non hanno da fare altre domande? Bene. Prego avvocato Bevacqua.
A.B.: Non ho capito, il Pubblico Ministero ritiene che la pistola avrebbe sparato dalla sinistra o dalla destra?
P.M.: No, scusi, io non ritengo nulla, poi lo vediamo al momento opportuno. Io ho detto e ho chiesto al professore, i colpi tutti a sinistra, posizione prona, con colpi che Stefano Mele dice di aver sparato di qua ho chiesto sono incompatibili, lui giustamente mi ha detto sono incompatibili perché sono così. Mi sembra sia talmente chiaro…
A.B.: Che Stefano Mele dice di avere sparato dalla sinistra… dalla destra…
P.M.: Della macchina quindi rispetto alla donna… bene, sono assolutamente incompatibili con quello che dice Stefano Mele, è questa la… ma proprio completamente, come ci ha detto giustamente il professore, incompatibili al 100% anche perché, credo per la Corte sia ormai chiaro, i colpi sono in questa direzione, la donna sta così e Stefano Mele ha sparato da quest'altra parte.
A.B.: Si.
Pm: Bene? Quindi io ho solo detto questo. Volevo dire, e l'ho detto alla Corte, che in questo ci aiutano molto gli altri atti che ci sono, soprattutto la perizia balistica e altri documenti che esaminando il tutto danno delle spiegazioni un po' diverse, poi li vediamo man mano. Ora io volevo mettere bene in evidenza come tutti i colpi sono sul dorso da sinistra e come sono incompatibili gli spari da destra. Tutto qui. Non voglio fare altro.
A.B.: No, no grazie. Lei probabilmente non sa, o forse lo sa, che questi corpi furono trovati uno in un sedile e uno nell'altro sedile.
B.M.: Prendo atto ora.
A.B.: Lo sa o non lo sa?
B.M.: Prendo atto ora.
A.B.: Ah, quindi se sono stati uno in un sedile e uno nell'altro sedile, questi corpi, sono stati spostati.
B.M.: In rapporto a questa…
P.M.: “spostati” mi scusi eh, chiedo scusa, rispetto a quello che ci dice Stefano Mele. Spostati sennò rispetto a cosa?
A.B.: Dico, se dovevano stare uno sull'altro…
P.M.: No “dovevano”, chiedo scusa, Presidente è importante, “dovevano” perché lo dice Stefano Mele, noi stiamo ricostruendo come li abbiamo trovati, il “dovevano” è se noi crediamo a quello che dice Stefano Mele, io voglio dimostrare il contrario. Quindi non infiliamo nel processo ancora un dato che è spurio. Il “dovevano” signori… l'unico… io l'ho dimostrato finora, eravamo insieme, che i corpi non sono l'uno sull'altro quindi no… Noi abbiamo solo un dato che erano uno sull'altro, lo dice Stefano Mele.
A.B.: Ohooo.
P.M.: Io ho ad ora dimostrato, sperato di dimostrare alla Corte che questa versione dell'uno sull'altro non era compatibile e non è compatibile perché la donna ha i colpi da questa parte, ora non possiamo chiedere al professore, dice: guardi erano l’uno sull’altro… No.
A.B.: Allora non erano…
P.M.: Così non si può fare.
A.B.: Va bene.
P.M.: Bene?
A.B.: Non erano l'uno sull'altro…
P.M.: Non lo sappiamo, noi li abbiamo trovati uno accanto all'altro.
Presidente: Va bene, va bene, lasciamo parlare l'avvocato.
A.B.: Non sarebbero uno sull’altro però risulterebbe che questi colpi, almeno i fori di entrata di questi colpi, sono sulla parte posteriore di questa poveretta. Giusto? Pare che questa poveretta, quando fu trovata, fu trovata distesa…
P.M.: No, scusi eh… L’abbiamo mostrate ora le foto!
Presidente: Vogliamo rimostrargliele così finisce il chiasso signori?
P.M.: Ma non è distesa avvocato, scusi. Guardiamola insieme, l'ho mostrata due minuti fa, è seduta.
A.B.: O seduta.
P.M.: Ma non è distesa. E’ seduta.
Presidente: Semmai era l'uomo, vogliamo rimostrare…
P.M.: Scusi, l’ho mostrate 10 minuti fa che era seduta.
Presidente: Al solito non fotografate nulla.
P.M.: Sennò introduciamo degli elementi che confondono il teste.
A.B.: Si, va bene era…
Presidente: Si fa prima a rivedere questa fotografia.
A.B.: Era seduta.
Presidente: Anzi ci fa comodo, visto che…
A.B.: Siamo d'accordo, era seduta, quindi i fori di entrata…
Presidente: Vogliamo vedere anche l'uomo? Allora com’era? Così si fa prima.
P.M.: Ce n’è una.
A.B.: Ma è una accanto. L’uomo è accanto.
Presidente: Ohoo, bene?
A.B.: Ohoo.
P.M.: Sdraiata, seppure con la testa reclinata, è seduta.
A.B.: Esattamente. Allora la donna è seduta, va bene?
P.M.: Sì, quindi quanto meno la foto non corrisponde a ciò che dice Stefano Mele. Almeno questo.
A.B.: Stefano Mele dice tante cose…
P.M.: Bene, io questo voglio dimostrare.
A.B.: È certo che questi fori di entrata su questa poveretta sono sulla parte tergale, in particolare uno mi pare che sia sulla parte… sopra le natiche, diciamo così, o no?
B.M.: Si, al limite fra regione toracica e regione lombare, la regione renale e più all'interno, quasi all'altezza ma più all'esterno. Si.
A.B.: Lei ha detto, professore, che queste lesioni, questi fori si caratterizzano per il fatto che la pistola, l'arma sarebbe stata superiore a 40 cm di distanza, giusto?
B.M.: La distanza fra l'estremità dell'arma e il piano cutaneo, sì.
A.B.: Quindi vedendo la fotografia di questa donna è pressoché impossibile che quest'arma abbia potuto sparare in prossimità del corpo della donna con…
P.M.: Facciamo… forse professore se la guarda la foto… l’ha già vista vero?
B.M.: L'ho già vista.
A.B.: O si apre lo sportello e si spara…
B.M.: Ma scusate, ma questo si deriva da altre considerazioni che riguardano le sedi dei forami di ingresso.
A.B.: Esattamente.
B.M.: Questa posizione qui contrasta in maniera quasi totale con la ricostruzione delle ferite di ingresso. Ecco.
A.B.: Ohooo, cioè il fatto che questa donna…
Biagi: La donna nella posizione seduta ha le spalle coperte dal sedile.
A.B.: Esattamente.
Biagi: Il quale non risulta perforato da nessuna… Ecco.
A.B.: Quindi non possiamo ricostruire assolutamente, sulla base di quello che i Carabinieri andarono a vedere sul punto, dove la donna stesse. Se a destra, se a sinistra, se dietro o davanti. No, scusi, professore, o ci capiamo o non ci capiamo.
B.M.: Non ho capito infatti, non ho capito.
A.B.: Ecco, questo è il dato obiettivo…
B.M.: Obiettivo del sopralluogo.
A.B.: Del sopralluogo.
B.M.: Benissimo.
A.B.: Poi questo povero corpo viene portato via. Viene spogliato, vengono trovati questi buchi.
B.M.: Certo.
A.B.: Giusto?
B.M.: Sì.
A.B.: Da questi fori si ricava una certa traiettoria…
B.M.: Ma, direi, da questi fori si ricava una diversa posizione rispetto a questa.
A.B.: Ohooo, che non conosciamo.
B.M.: Che non conosciamo, certo.
A.B.: Quindi è un dato assolutamente incerto.
B.M.: Ma diversa da questa sicuramente.
A.B.: Comunque incerto.
B.M.: Diversa da questa.
A.B.: Certamente che è diversa da questa!
B.M.: Si, una posizione che può essere soltanto verosimilmente ricostruita ma, direi, non con molta accortezza in questa seduta perché siamo... voglio dire... sarebbe meglio rifletterci un po', ecco.
A.B.: Professore, la domanda che le faccio è questa…
B.M.: È soltanto l'orientamento che posso fornire qui in questa sede.
A.B.: Certo. Quello che abbia detto il Mele o che non abbia detto non mi interessa a questo punto, direi che questo cadavere, così come era stato posizionato da qualcuno evidentemente, non corrispondeva in alcun modo comunque a…
B.M.: …Alla posizione della donna nel momento in cui è stata ferita mortalmente.
A.B.: Ohooo. Quindi noi non conosciamo come la donna si trovasse quando era ancora viva e quando gli fu sparato.
B.M.: Ma infatti. Ma certo.
A.B.: Va bene? Non lo sappiamo.
B.M.: Non lo sappiamo ma l'abbiamo ricostruito con molta… ecco, si.
A.B.: Non sappiamo… o sappiamo o non lo sappiamo, perché, mi scusi, questa donna quando è stata uccisa poi è certo che è stata spostata da qualcuno…
B.M.: Sì.
A.B.: Quindi non sappiamo se è stata messa nel sedile davanti, nel sedile di dietro, se è stato spostato prima l'uomo, poi la donna, non sappiamo; sappiamo che questa donna è stata colpita dal di dietro, va bene? Quindi in una situazione topografica, se si può dire così, completamente diversa, opposta…
B.M.: Diversa da questa. No opposta, diversa.
A.B.: Diversa.
B.M.: Profondamente diversa.
A.B.: Però noi, ecco la domanda che le faccio è questa, non possiamo in alcun modo ricostruire la situazione, direi statica, in cui si trovava la donna nel momento in cui fu colpita.
B.M.: Ma perché non la possiamo ricostruire? L'abbiamo ricostruita fino ad ora.
A.B.: Dentro la macchina.
B.M.: Dentro la macchina, no con certezza ma con una ricostruzione verosimile nella misura in cui può essere ricostruita verosimilmente in questa sede, torno a dire, con l'impossibilità…
P.M.: Cioè lei dice che la può fare con calma se ha più dati? È questo che…
B.M.: Sì ma direi che non dovrebbe essee… tutto l'insieme dei dati, del sopralluogo, delle…
P.M.: Benissimo. Non lo può fare ora. Con i dati che ha…
B.M.: Però l'indirizzo è un po' questo.
Presidente: Bene.
A.B.: Le domando un'altra cosa: dentro la macchina vi sono due bossoli, bene? Giusto? Nella parte posteriore. Ci può essere stata una carambolata, come si dice, di bossoli? Nel senso che il bossolo viene espulso dalla pistola, batte da qualche parte e poi va a finire dalla parte opposta, è possibile o no?
B.M.: Si, non lo so.
A.B.: Dico, la macchina, la vettura è fatta…
B.M.: I capricci di movimento del bossolo sono veramente…
A.B.: Quindi non sa neanche lei questi movimenti del bossolo?
B.M.: No assolutamente no.
A.B.: Ohooo, benissimo.
B.M.: Assolutamente no.
A.B.: Questo volevo sapere io. Quindi lei non sa i movimenti dei bossoli però è certo che questi colpi sono stati inferti da una pistola, da un'arma che si muoveva oltre 40 cm in prossimità del corpo.
B.M.: Che era sì posizionata a distanza di…
A.B.: Sicuramente oltre 40 cm.
B.M.: Sempre con la sicurezza che si può attribuire a questi reperti, non c'è un meccanicismo di metodo, c'è soltanto una aderenza a quelle che sono i criteri medico-legali generali…
A.B.: Perché io credo che sia stato fatto anche un esame sul vestito della donna, per vedere se c'erano tracce di bruciature eccetera…
B.M.: Sì, ma quello si vedeva macroscopicamente, non esistevano aloni di nessun tipo.
A.B.: Quindi sicuramente oltre 40 cm.
B.M.: Siamo su quella distanza, ecco.
A.B.: Grazie.
P.M.: Presidente avrei un'ultima domanda, se mi consente.
Presidente: Prego.
P.M.: È questa, professor Montalto, lei giustamente ci ha detto che le foto ultime mostrate,con la donna seduta sul sedile davanti con la testa reclinata sono incompatibili con uno sparo che sia venuto mentre lei era seduta in quella posizione perché lei dice - non lo sapeva ma è vero – ‘il sedile non era forato’, è verissimo. Ora le chiedo, le ferite erano tali da provocare una morte istantanea nella posizione in cui era o una possibilità, sia pure remota, della donna che una volta colpita da un primo colpo, in una posizione, si è poi spostata e si è da sola accasciata e è andata a morire su quel sedile? Le dico questo perché negli atti, forse non gliel'ho detto finora, c'è una perizia comparativa, che ha tenuto presente il suo verbale di autopsia e ha dato come risposta, sulla base dei dati letti nel suo verbale, una risposta comparativa la quale ipotizza, sulla base di questi dati, che la donna sia stata… quei quattro colpi sì in rapida successione ma che le abbiano consentito di spostarsi da sola mentre era seduta davanti, dice questa perizia che è già negli atti, e che i colpi sono stati più d'uno, sono stati tutti mentre la donna era sul sedile davanti prona sull'uomo sulla sua destra e poi da sola, nel cercare di schivare, si è spostata e si è riseduta perché non è morta all'istante. Addirittura la perizia balistica del Colonnello Zuntini, fatta all'epoca, ipotizza addirittura che lo sparatore abbia prima sparato in una direzione e poi, sempre con la donna sull'uomo, pur la donna seduta sul sedile davanti a sinistra, abbia addirittura - lui sparatore - aperto lo sportello e sparato in varie direzioni. Tutto questo ha dei problemi con i bossoli che sono sul sedile di dietro però alla mia domanda - dopo tutta questa ricostruzione e questa ulteriore perizia che dice queste possibilità di movimento - è questa: se la donna non è morta sul colpo è possibile che si sia spostata da sola andando ad accasciarsi su quel sedile? Oppure le sue ferite danno la certezza che è morta dove ha ricevuto il colpo?
B.M.: Bene, diciamo che dei quattro colpi che sono stati esaminati fino ad ora uno solo è risultato quello decisivo. È quello, come ho detto poc'anzi, con effetti devastanti. Quindi il problema è quello di stabilire la ricostruzione cronologica di questi quattro colpi…
P.M.: La successione.
B.M.: E cioè la successione. Se questo colpo mortale devastante è stato inferto per primo è quasi sicuro che la donna ha vissuto, se si può dire, qualche secondo. La morte è stata pressoché istantanea. (…) ha determinato la rottura del cuore e dell'arteria polmonare, cioè una lesione che provoca un'emorragia fulminante.
P.M.: Bene. Altrimenti se noi non abbiamo questa possibilità hanno ragione quei periti che dicono: potrebbe essere anche avvenuto che la donna colpita prima da una parte si è poi i accasciata da sola…
B.M.: Si, questo nel caso in cui questo colpo devastante fosse l'ultimo.
P.M.: Bene.
B.M.: Però bisogna anche tener conto in una certa misura di quella che è stata la rapidissima successione dei colpi.
P.M.: Io le dico alt… sulla base dei suoi stessi dati…
B.M.: Ma sulla base soltanto di questi reperti si può dire soltanto questo.
P.M.: Bene, grazie. Non ho altre domande.
A.B.: Scusi , sul punto credo che possa interloquire, signor Presidente.
Presidente: Prego.
A.B.: Ecco, lei ha detto, Professore, che quel colpo è stato mortale, sopravvivenza pochissimi secondi. Giusto?
B.M.: Ma nemmeno. Forse quasi istantanea.
A.B.: Questo colpo è quello che lei identifica come quello superiore, sulla parte superiore, mi pare.
B.M.: Dunque è quello localizzato all'apice del triangolo che abbiamo visto nella figura.
A.B.: Quindi sulla spalla?
B.M.: No, sulla spalla è l'esterno…
A.B.: Dove? Dove? Me lo dica.
B.M.: È al centro fra la regione della spalla e la colonna vertebrale. L'abbiamo visto! L'abbiamo visto poc'anzi.
A.B.: Professore... l'abbiamo visto... Quindi è un colpo che è sicuramente inferto mentre questa poveretta sta di spalle?
B.M.: EH sì.
A.B.: Ohooo. Quindi se sta di spalle...
B.M.: Di spalle si, questo in rapporto alla posizione… rispetto al feritore? Oppure…
A.B.: Rispetto all'arma. È tangenziale all'arma.
B.M.: C'è l'obliquità avvocato. Da sinistra verso destra.
A.B.: Siamo d'accordo.
B.M.: Quindi l'arma non sta dietro le spalle ma sta legge… spostata verso il lato sinistro della vittima.
P.M.: Al fianco della vittima.
B.M.: È!
A.B.: Fianco della vittima.
B.M.: Beh, sì.
A.B.: Fianco della vittima.
B.M.: Quasi, quasi.
A.B.: Quindi quando arriva questo colpo, sia esso il primo, sia esso l'ultimo la donna muore.
B.M.: Sì. Sì.
A.B.: Quindi non si può muovere, non si può girare? Normalmente non si gira.
B.M.: Bisogna vedere che cosa… quali sono stati movimenti dell'altro.
A.B.: Del?
B.M.: Dell'altro. Dell'uomo che stava sotto.
A.B.: Dell’altro.
B.M.: È! Anche quello va tenuto in considerazione perché eventuali residui movimenti dell'altro può far spostare la donna.
A.B.: Quindi lei mi dà atto che non sappiamo nulla dei movimenti, dell'uno e dell'altro. Noi ipotizziamo…
P.M.: Non lo sappiamo di certo
A.B.: Come?
P.M.: Non lo sappiamo di certo.
B.M.: Fino ad ora è stato detto.
A.B.: Però sappiamo per certo che questa donna, l'ultimo colpo, il primo o il secondo…
B.M.: O il quarto...
A.B.: Il mortale è stato inferto mentre questa donna volge le spalle allo sparatore.
B.M.: Le spalle e spostato verso il fianco sinistro.
A.B.: Volgerebbe lei le spalle…
B.M.: Sì, sì, certo.
A.B.: Ohooo. Quindi quando viene colpita questa donna non avrebbe comunque, dopo questo colpo, la possibilità di muoversi?
B.M.: Certo.
A.B.: Grazie.
P.M.: Non ho nessun altra domanda, grazie.
Presidente: Può andare, Professore. Buonasera. Grazie.

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