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mercoledì 21 settembre 2011

Gino Bruni - Deposizione dell' 8 giugno 1994 - Seconda parte

Segue dalla prima parte.

Presidente: Senta, scusi ma qual’era il motivo perché ce l’aveva così tanto con lei?
P.M.: Non l’abbiamo capito.
G.B.: Per via della cesta
Presidente: Per via della cesta.
P.M.: Signor Bruni per carità!
G.B.: Gli aveo riportato via la cesta…
P.M.: Signor Bruni ci ha promesso di dire la verità… signor Bruni…
Presidente: Senta ma non le pare un po’, dice il Pubblico Ministero, eccessivo perché lei gli aveva ripreso una cesta per catturare i fagiani…
G.B.: Si perché gli aveo ripreso questa cesta che m’aveva rubato.
Presidente: Bene, questo è appurato ma non è che, dice il Pubblico Ministero, credo…
P.M.: Si, si.
Presidente: Non c’era mica dell’altro?
P.M.: Poi gli spiegherò perché ora volevo ce lo dicesse lui anziché contestarlo.
Presidente: Non è che le imputava anche qualche cos’altro forse anche di più personale, di più grave il Pacciani a lei? Giustamente, ingiustamente non lo so.
G.B.: Questo io…
Presidente: Le domando se lei lo sa. L’accusava anche di qualche cosa?
G.B.: Mai ma io ma lui non m’ha mai chiesto nulla, io non ci ho riparlato più perché mi disse mi voleva ammazzare…
P.M.: Signor Bruni ci pensi, a 84 anni deve dire la verità.
Presidente: Lei ci ha raccontato con grande precisione un sacco di particolari, un sacco di minacce…
P.M.: Anche troppi.
Presidente: Anche troppi, ma possibile che, uno può essere irascibile, iracondo eccetera ma possibile che uno ce l’avesse così con lei fino a ridurla in quello stato?
G.B.: Perché davanti… davanti non mi sentiva… si faceva due chiacchiere… da quel momento…
Presidente: Da quel momento no ma dice il Pubblico Ministero: Ma è sicuro che non l’accusasse anche di qualche cos’altro? Nei suoi confronti? Di avergli fatto un torto e quale?
P.M.: Proviamo in un altro modo.
G.B.: No mai.
P.M.: No, allora signor Bruni…
Presidente: Senta…
P.M.: Per caso lei non è che nella sua attività di guardiacaccia aveva trovato il Pacciani a cacciare e lui non era contento di questa…
A.B.: No questa domanda non l’accetto, mi scusi Presidente.
P.M.: Non l’accetti, io…
A.B.: No non l’accetto non la può fare non che non l’accetto, lei deve fare la domanda.
Presidente: Facciamo la domanda.
P.M.: L’aveva mai trovato Pacciani a cacciare?
Presidente: A cacciare di frodo l’aveva trovato in riserva il Pacciani?
G.B.: No.
Presidente: Mai?
G.B.: Mai.
P.M.: Aveva mai visto Pacciani con un fucile?
G.B.: E’ la verità, questa è la verità mai trovato.
Presidente: Con un fucile l’aveva mai visto?
G.B.: No
Presidente: No
G.B.: La sera quando andavo via a Dicomano a casa mia lui la notte poteva fare i’ su’ comodo…
P.M.: Eh… eh… eh…
Presidente: Perché lei la sera tornava a Dicomano e la notte…
P.M.: Beh no questo… questo… come mai signor Bruni fa questa distinzione? Che bisogno ce l’ha di dire… Sembra dire: Se ce l’aveva quando io non lo vedevo… Cosa vuol dire questa precisazione?
Presidente: Beh, lui dice così.
P.M.: E io volevo capire che ci spiegasse cosa vuol dire…
Presidente: La sera tornava a casa a Dicomano, dice lui, quindi…
P.M.: E quindi vuole dire che lei sapeva che cacciava di notte? Cosa vuol dire questo? Lo domando.
Presidente: Questo no, lui dice: se poi lui…
P.M.: Presidente me lo fa domandare?
Presidente: …ci aveva il fucile…
P.M.: Voglio sapere come mai fa una distinzione fra quando lui non c’era, cosa lo spinge a fare questa distinzione? Dice: quando io tornavo a Dicomano… Cosa vuol dire?
Presidente: No, no questa domanda non la… questa può portare fuori…
P.M.: Bene, bene, non c’è problema.
Presidente: E’ una domanda troppo generica, vaga…
P.M.: Siii, per carità, stiamo parlando di cose che non hanno interesse.
Presidente: Quindi, quello che lui ha detto è questo.
P.M.: Noi ne prendiamo atto.
Presidente: Dice: se poi ce l’aveva quando io non c’ero perché ero tornato a casa…
P.M.: Siii…
Presidente: Lei faceva servizio la notte in riserva qualche volta?
G.B.: No, ero una guardia volontaria, non mi davano niente… anche la notte… va bene ci avevo una gran passione io…
P.M.: Senta signor Bruni lei per quelle ferite alla testa e se non ho capito male al rene si è curato o furono cose che passarono da se in breve?
Presidente: Senta, lei per quelle ferite alla testa e per quella al rene guarì da se o fu curato?
G.B.: Son stato 26 giorni all’ospedale di Val di Sieve.
P.M.: All’ospedale? Addirittura?
Presidente: Val di Sieve.
P.M.: E disse cos’era successo?
Presidente: Lei lo disse cosa le era successo?
G.B.: Mah, io gli dissi… che io… e per con questo Pacciani se io lo denunziavo lui m’ammazzava… io anche a Val di Sieve gli dissi che ero cascato… in una balla… ero caduto…
Presidente: Quindi gli disse che era inciampato in una balla, era caduto perché aveva una paura matta del Pacciani che lo aveva minacciato di ucciderlo.
A.B.: Una balla?!
P.M.: Io ho qui la cartella clinica della Val di Sieve con il referto in cui lui dice appunto “caduta accidentale” e le offro alle parti e alla Corte, si parla proprio di “trauma cranico” e di “lesione renale”, un ex-cursus piuttosto lungo e grave, sono proprio quelle ferite lì, sono a disposizione e chiedo di produrle.
P.M.: Senta una cosa e quindi lei non denunciò questo fatto, com’erano andate le cose, perché aveva paura in quel momento?
Presidente: Quindi lei, dice il Pubblico Ministero, lo ha già detto veramente, non lo denunziò questo fatto, com’erano andati i fatti insomma perché aveva paura…
G.B.: Non l’ho denunziato per la mi’ famiglia anche...
Presidente: “Per la mi’ famiglia.”
P.M.: Proprio qui volevo arrivare
G.B.: Poi lui dice m’ammazza… a quello che mi fece…
P.M.: Senta una cosa signor Bruni…
G.B.: Io gli pigliavo la mia roba… che la vorrebbe pensare…
P.M.: Signor Bruni ma ai suoi familiari disse la verità o anche a loro disse che era cascato?
Presidente: Ai suoi familiari gliela disse la verità o gli disse…
G.B.: No l’hanno saputo ora, saputo ora, gli ho sempre detto di no io.
P.M.: Gliel’ha detto ora, ora quando signor Bruni?
Presidente: Quindi quando l’hanno saputo? Ora quando?
G.B.: Sarà una settimana…
Presidente: In questi giorni quindi.
G.B.: Gli ho sempre detto di no io.
P.M.: Signor Bruni la settimana scorsa sono venuti dei funzionari di Polizia a chiederle queste cose lei non le ha dette, come mai? Le ha dette solo spontaneamente due giorni fa, cos’è successo in questa settimana che le ha fatto cambiare idea?
Presidente: Senta, una settimana fa, dice il Pubblico Ministero, sono venuti dei funzionari di Polizia da lei ma lei queste cose non gliel’ha dette…
G.B.: Si, si, si…
Presidente: Le ha dette solo due giorni fa. Come mai, dice il Pubblico Ministero, prima non le ha dette si è deciso ora all’ultimo momento a dirle?
G.B.: Si son venuti ma siccome la signora Carrioli là, quella la entrò in casa mia, l’aveva in custodia la pistola, dice: «Te Bruni hai visto la pistola del Pacciani?»
P.M.: Si ma un attimo…
A.B.: Sentiamo che dice.
A.F.: La domanda!
P.M.: La domanda gliela vorrei fare io, se consentono poi questa domanda gliela vorrei fare io!
A.B.: Sentiamo quello che dice.
P.M.: Volevo sapere…
Presidente: Vogliamo far parlare il teste signori? State zitti voi così…
P.M.: La domanda era innanzitutto come mai prima l’ha detto e poi… prima non l’ha detto e ora poi l’ha detto, questa è la domanda.
Presidente: Ricominci da capo, perché prima non l’ha detto e poi l’ha detto, dice perché è venuta questa signora Carrioli, la chiama lui…
P.M.: Che lei conosce?
G.B.: Quando l’è entrata in casa mia la m’ha detto subito che io avevo visto la pistola del Pacciani, dunque a qui punto lì… io non l’ho mai vista e mai parlato con nessuno.
P.M.: E come mai però alla Polizia non ha raccontato i fatti che ha raccontato ieri l’altro?
Presidente: Ecco ma tutto questo non spiega…
P.M.: Non ha niente a che vedere con la pistola questo fatto.
Presidente: A parte la pistola, come mai lei prima non l’ha detto, tutta la faccenda del litigio con Pacciani…
P.M.: Dei leprotti insomma, particolari così…
Presidente: I leprotti, la cassetta rubata, eccetera, eccetera e invece l’ha detto ora? Due giorni fa? Perché prima tutta questa cosa…
G.B.: Io quando ho fatto il verbale l’ho detto.
P.M.: Due giorni fa.
Presidente: Il Pubblico Ministero dice che non l’ha raccontato subito una settimana fa…
P.M.: C’è un motivo? Io, no, no, no… Son decisioni sue, voglio vedere se c’è un motivo.
G.B.: L’ho saputo solamente quando è venuto… come si chiama? … Che è venuto a interrogammi… Come si chiama?
Presidente: Chi è venuto ad interrogarla? Non lo so.
P.M.: Non lo so, sentiamo da lui io non ne ho la più pallida idea.
Presidente: Poliziotti?
G.B.: Eh?
Presidente: Poliziotti? Gente della Polizia?
G.B.: Si.
Presidente: Comunque lei all’inizio non l’ha detto, l’ha detto solo due giorni fa.
G.B.: Allora lei la m’ha imputato così e allora io pe’ dirgli la verità a lui di questo…
P.M.: Si ma è una mezza verità così! Non si capisce qual è quella vera!
G.B.: …con questa pistola …io non l’ho vista per nulla mai…
Presidente: Quindi lei avrebbe mantenuto, diciamo, il silenzio su queste circostanze perché questa signora le avrebbe imputato, come dice lei, l’avrebbe accusato, non lo so…
G.B.: Accusato, insomma
Presidente: …d’aver visto la pistola del Pacciani.
G.B.: Io gliene dicevo tutto.
Presidente: Che non è assolutamente vero, lei ha detto.
P.M.: Però perché non ha detto allora se è andato da lui qualche funzionario di Polizia quello che si è deciso a dire la settimana dopo? Se la signora era già venuta, come dice lei…
Presidente: Ma, dice: se la signora era già venuta a dirle queste cose del Pacciani…
P.M.: Che l’avevano impressionato…
Presidente: …che motivo c’era che lei non dicesse alla Polizia che era venuta queste cose che dice ora e ha detto due giorni fa?
G.B.: No, io ero per confessare tutto i fatto di Pacciano che m’ha picchiato me, siccome lei appena l’entrò dentro mi accusa di io aveo visto la pistola di Pacciani, io gli dissi la verità…
Presidente: Signor Bruni ma questa.. la signora Carrioli venne dentro quando c’era la Polizia?
G.B.: Si.
Presidente: Ecco.
P.M.: E come mai allora non le disse queste cose? Come mai ha messo una settimana a ripensarci?
Presidente: Dice, siccome, signori la logica di quest’uomo è questa: siccome lei entrò dentro, dice, quando c’era la Polizia…
P.M.: Avrà bussato spero…
Presidente: Entra questa… viene fatta entrare e dice: Tu Pacciani ci hai detto della pistola e via dicendo… a questo punto io mi sono irrigidito e non ho più parlato.
A.B.: Ecco, mi scusi Presidente, chi è questa signora, mi perdoni, per capire noi…
P.M.: Dovrebbe essere la teste…
A.B.: La signora Cairoli quella che è venuta qui?
Presidente: Lui la chiama Carrioli ma è Cairoli.
A.B.: Ecco, è quella che non ha visto nulla.
Presidente: Certamente.
A.B.: E’ soltanto derelato anche lei perché lei avrebbe sentito dal marito.
P.M.: Forse la conosce lei questa signora, facciamo prima.
Presidente: La conosce questa signora Cairoli?
G.B.: Si è!
P.M.: Ah, la conosce.
Presidente: La conosce.
P.M.: Senta una cosa, è una signora…
Presidente: Quello che abbiamo sentito era il marito, vi ricordate no?
P.M.: Allora signor Bruni vediamo un’altra cosa, il Pacciani in un memoriale che ha inviato al dr Banci, nel corso delle indagini, al giudice del tribunale, dice, tra le tante cose…
A.B.: Scusi Presidente questo chi l’ha fatto?
P.M.: Il signor Pacciani.
A.B.: Ah Pacciani, si.
Presidente: E’ un memoriale del Pacciani…
P.M.: E’ in atti.
Presidente: Mandato al G.I.P.
P.M.: Fra le tante cose dice: “Sposai una donna seminferma di mente ma credendola onesta ma mi sbagliai appena sposata cominciò a farmi le corna, era incinta, la sorpresi in un capanno del fieno, allora eravamo contadini a Vicchio di Mugello in frazione Badia a Bovino, era disteso nel fieno con un guardiaboschi, certo Bruni di Dicomano, a lui gli diedi una palata nella schiena e gli rompei un rene, lei la perdonai.” Lei per l’appunto è andato in ospedale perché gli hanno rotto un rene, lei ci da una versione completamente dievrsa da quella che da Pacciani di quel rene.
Presidente: Senta, guardi però, dice il Pubblico Ministero, che il Pacciani da una versione…
P.M.: Non avendo mai sentito quel che dice oggi lui, è in epoca talmente lontana… non c’era contrasto.
Presidente: Dà una versione del tutto differente dei fatti e cioè ammette, è vero che gli ha dato una palata, non parla di forcato, parla di pala…
P.M.: “Gli rompei un rene”
Presidente: “Gli rompei un rene” quindi ammette di avergli fatto questa…
P.M.: Era proprio nella frazione Badia a Bovino.
Presidente: E si trattava di un fatto avvenuto in frazione Badia a Bovino dove lui stava…
P.M.: Stesso fatto, Presidente, Pacciani lo contesta alla moglie in una lettera che gli è sequestrata e che è in atti, è lo stesso identico caso, Pacciani lo dice due volte.
Presidente: Allora dice: Ma perché questo? Perché, dice, io sorpresi mia moglie, la Angiolina, stia a sentire, stesa in un capanno assieme ad un guardia, che poi sarebbe lei.
G.B.: Lui fa per scolparsi ma tutto quello che ho detto io è tutta verità.
P.M.: E’! Scolparsi, non l’ha ancora detto… Scolparsi di che?
G.B.: E’ tutta verità, lui fa per scolparsi, però io a su’ moglie mai parlato, mai.
P.M.: Di cosa si deve scolpare il Pacciani? Ancora questa cosa non l’aveva detta lei.
Presidente: Scolpare, scolpare del fatto di avergli fatto così male.
P.M.: Nessuno ne ha mai parlato, se non ce ne parlava oggi lui nessuno sapeva di questo fatto.
A.B.: Esisteva anche l’omicidio per causa d’onore.
Presidente: Va be’ signori, comunque, gli abbiamo contestato la versione del Pacciani, lui dice: Unnè vero nulla, la verità è quella che ho detto io.
P.M.: A me questo interessa. Senta una cosa…
G.B.: Mai parlato io…
Presidente: Mai parlato con l’Angiolina.
G.B.: Mai parlato.
Presidente: Prego.
P.M.: L’ultima domanda, lei conosce la signora… gliel’abbiamo già chiesta ma vorrei andare nel particolare, conosce la signora Consigli Emanuela? Che convive con il signor Cairoli ma non è Cairoli?
Presidente: Senta, allora diciamo se conosce il Cairoli…
P.M.: Prima se è quella signora di cui ha parlato lui.
Presidente: Dunque questa signora Cairoli chi sarebbe? Con chi sta? Con chi vive?
P.M.: Lui la conosce come Consigli no?
G.B.: Con Gianpavolo.
Presidente: Con Gianpaolo.
P.M.: Bene.
Presidente: Si chiama Gianpaolo il Cairoli?
P.M.: Come mai conosce questo signor Gianpaolo?
Presidente: Come mai lo conosce questo Gianpaolo, signor Bruni?
G.B.: Lo conosco perché i’ su’ babbo gli ha cominciato un podere lì… che io gli ho fatto due vigne a i’ su’ babbo…
Presidente: Ecco, al babbo del Gianpaolo…
G.B.: Poi dopo il babbo gli è morto, gli hanno diviso e a lui gli è toccato là.
Presidente: Quindi questo aveva una proprietà lì, che gli derivava dal padre, lei gli ha fatto due vigne, dice, due vigneti.
G.B.: «Guarda Bruni fammi questo lavoretto, fammi quest’altro» una degna persona, bravissimo.
P.M.: Una bravissima persona questo Gianpaolo.
Presidente: Lei andava per opra quindi lì?
G.B.: Passavo un’ora, due il giorno, sapevo di fargli piacere perché era tanto bravo quest’uomo.
P.M.: Una degnissima persona.
Presidente: Era tanto bravo.
P.M.: Con questo signor Cairoli si è mai fermato a fare due chiacchiere? A parlare?
Presidente: Ci parlava lei con questo Cairoli?
G.B.: Con Gianpaolo?
Presidente: Si.
G.B.: Buongiorno e buonasera passava di lì, io ci ho una baracchina lì
P.M.: Una baracchina?
G.B.: Di giorno quando piove io mi rifugio lì. Passava da quella strada: «Buongiorno Gino», «Buongiorno» e via.
P.M.: Si è mai fermato il signor Cairoli da questa baracchina un po’ più del buongiorno/buonasera a far qualche parola?
Presidente: Dico ma se lei lo conosceva e ci andava anche per opra, sia pure saltuariamente, dice il Pubblico Ministero, ma qualche volta a questa baracchina si sarà anche fermato a far due parole no?
P.M.: Oppure a fissare il lavoro, non so…
G.B.: A volte… una volta m’aiutò che non m’era andata in moto la macchina, mi pigiò, me la messe in discesa e ripartì, poi… Il piacere m’ha fatto quello lì, poi io con lui mai parlato.
Presidente: Mai parlato.
G.B.: Mai parlato.
P.M.: Mai parlato. Quindi, io le faccio l’ulteriore domanda, ha mai parlato lei nella baracchina, anziché col Cairoli con qualche altra persona del Pacciani?
Presidente: Senta ma in quella baracchina, allora Pubblico Ministero scusi facciamogli… Si fermavano altre persone oltre ai Cairoli?
G.B.: I cacciatori, il Presidente veniva a trovammi…
Presidente: Contadini…
G.B.: No gli è il Presidente della sezione.
Presidente: Il Presidente della sezione cacciatori.
G.B.: I cacciatori venivano a aiutammi a mettere… a fare un viottolo…
Presidente: Soprattutto cacciatori…
P.M.: Con questi cacciatori o Presidente, in tempi non molto lontani cioè due o tre anni fa, due anni fa, ha mai parlato così, discorsi sul Pacciani, dopo che il Pacciani era… il suo nome era venuto sui giornali?
Presidente: Senta ma con queste persone con cui lei ovviamente qualche discorso ce lo faceva no? Domanda il Pubblico Ministero, in tempi recenti, un paio d’anni fa per esempio, ha mai parlato del Pacciani quando… stia a sentire… quando il nome del Pacciani era sui giornali, sulle cronache perché se ne parlava nell’ambito dell’inchiesta, gli è mai venuto di…
G.B.: Mai parlato di queste cose, mai.
Presidente: Mai, anche così, per fare due chiacchiere…
G.B.: Eh?
Presidente: Due parole si fanno sempre, l’argomento del giorno…
G.B.: Va bene ma si parlava de…
P.M.: Del Pacciani mai insomma signor Bruni, nemmeno casualmente?
Presidente: Si parlava di…?
G.B.: Di fagiani, delle lepre, pe’ andà a mangià le lepre…
P.M.: Ma il Pacciani era un vostro ex-concittadino, va sui giornali e non ne parlate?
Presidente: Il Pubblico Ministero trova strano che essendo…
P.M.: Molto strano.
Presidente: …il Pacciani uno che voi avevate conosciuto, che ha abitato lì eccetera e che si trovava in quella situazione di cui tutti ne parlavano, voi non ne parlaste…
G.B.: No, mai parlato.
P.M.: Come mai era tabu in quel momento? Come mai signor Bruni?
G.B.: Mai parlato, m’ha dato tante di quelle palate! M’ha picchiato, se io sapessi qualcosa la si figuri se…
P.M.: No è proprio il contrario! Non mi figuro proprio niente io!
Presidente: Comunque lui dice: M’ha dato tante di quelle palate che se io sapessi qualcosa la si figuri se non lo direi.
P.M.: No, no proprio perché gli ha dato le palate!
Presidente: Ha detto così.
A.B.: Ora non gliele vuol dare le palate…
P.M.: Chi lo sa?
Presidente: Senta signor Bruni…
Presidente: Non ne avete parlato quindi?
G.B.: Mai, mai.

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