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sabato 24 aprile 2010

Udienza del 20 maggio 1999 - 15

Quella che segue è una sintesi dell'udienza del 20 maggio 1999 relativa al Processo d'appello per i delitti del "mostro di Firenze" davanti alla prima sezione della Corte d'Assise d'Appello di Firenze.

Segue dalla parte 14
Avvocato Rosso: Però allora da questo punto di vista certe sue riottosità sono assolutamente neutre, non si può sostenere che la vaghezza di alcune dichiarazioni stiano nel senso di impossibilità, di egli Lotti, di dare riscontri certi e definitivi, perchè se questo soggeto fosse soggetto imbeccato, tra virgolette, fosse soggetto eterodiretto, fosse soggetto che si limitasse a confermare quanto, con nella migliore delle ipotesi, una ingenuità investigativa altri proponessero a lui come domanda, allora avremmo in questo caso si elementi di certezza nelle risposte, in questo caso si la capacità di uniformarsi fino in fondo a quanto voluto dall'inquisitore o dall'interrogante e così non è Lotti, è confuso in alcuni passaggi in un senso e nell'altro ma vi sono una serie di elementi che riscontrano le dichiarazioni di questo signore. Io non voglio ripercorrerli tutti perchè nonostante quella operazione intellettuale, con lo scrupolo che gli è tipico, li ha già ripercorsi tutti il procuratore generale dando atto di come vi siano tanti e tanti tasselli che stanno lì a dire della presenza di questo signore, non solo nel luogo del delitto o quantomeno in alcune occasioni nei luoghi dei delitti, ma a dire del riferimento di costui di cose vere. Vi sono soggetti esterni, vi sono soggetti terzi, vi sono Ghiribelli, vi è Galli, vi sono tutti quanti gli altri testi che sono stati ricordati dai difensori di parte civile che mi hanno preceduto. Questo è un salto di qualità nel processo, vi è un salto di qualità perchè quella chiamata di correo una volta corroborata di quegli elementi di riscontro diventa prova e sulla prova non si discute non abbiamo cioè un arricchimento di un materiale indiziario ma abbiamo il realizzarsi, all'interno del processo, di un elemento probatorio che è definitivo in punto di responsabilità. Sotto questo profilo mi pare che aldilà di alcuni passaggi, probabilmente non fino in fondo esternati dall'estensore, la sentenza di primo grado abbia un impianto certamente convincente ma che l'operazione intellettuale sia un'oprazione che non convince, viene dalle stesse conclusioni. Cioè loro dovrebbero emettere una sentenza, o comunque questo vi è richiesto, che a distanza di così tanti anni da quei drammatici fatti che hanno visto quelle povere vittime scannate da parte di alcuno io ritengo anche da parte degli imputati di questo processo si dica: "si, sono sostanzialmente loro, il gruppo è questo", il processo Pacciani ha avuto quel destino il Lotti è colpevole ma non è attendibile nel momento in cui chiama in causa altre persone, ora noi dovremmo immaginare una situazione nella quale, un contesto sociale, parentale, così ristretto, perchè questo è dato pacifico nel processo, emerge anche dagli accertamenti di natura psichiatrica voluti dalla pubblica accusa, un contesto così ristretto come quello che sta intorno al Lotti, in un contesto del genere, egli Lotti, abbia indicato alcuni personaggi anzichè altri. Dovremmo cioè immaginare che in un'attività calunniosa Lotti non abbia indicato i reali coautori dei fatti reati ma nell'ambito della rosa dei suoi conoscenti, quelle pochissime persone che evidentemente rimanevano ed erano estranee ai delitti. Perchè? Quale indicatore vi è in questa causa che consente solo di fare una ipotesi del genere, quale elemento che consenta di ricostruire un Lotti persona in grado di elaborare grandi fantasie, un Lotti avvezzo alla calunnia, un Lotti che avesse elementi di risentimento forte in danno del Vanni tale da accusare di condotte poste in essere da altre persone da lui conosciute. Io credo che tutti questi siano elementi che possono invogliare, solleticare, stuzzicare la curiosità intellettuale di alcuno ma non siano elementi che consentano e creino una giusta griglia con la quale avvicinarsi al processo. Il processo è dato dalla sentenza, dagli atti di gravame e da uno studio attento degli atti di causa che sono gli atti contenuti nel fascicolo del dibattimento e allora quella è una sentenza logica, è una sentenza probabilmente che in punto di motivaziona va rimpinguata. E' una sentenza che ha dato dei passaggi scontati perchè, come sempre accade, il processo è stato assai articolato, che si è dilungato per oltre 50 udienze, mi pare di ricordare e dunque poi dei passaggi si perdono ma rimangono ovviamente nella memoria dei protagonisi, che sono qui a farne fedele testimonianza. E' una sentenza che risponde alle resultanze, è una sentenza che non costruisce sugli imputati un vestito partendo dal tipo di autore o partendo dal punto della compatibilità, da questo punto di vista forse nel processo Pacciani vi erano indicazioni molto più illegittime, tra virgolette, di quanto non vi siano in questo processo. Nessuno dipinge Vanni, nessuno dipinge Lotti, Lotti e Vanni sono individuati come gli autori di questi fatti sulla base della lettura di una serie di elementi che sono quelli già contenuti nella sentenza e rassegnati nella lunga requisitoria del procuratore generale. A voi non è richiesta un'operazione intellettuale, a voi è richiesta una sentenza quale la società deve attenderla, affermazione di verità e di giustizia, questo è il contenuto del giuramento dei giudici popolari. Io credo che una sentenza secondo verità e giustizia non possa che essere una sentenza di conferma di un lavoro scrupoloso, di un lavoro certamente complesso ma non difficile come quello dei giudici di primo grado e pur possibile che quella sentenza lasci adito a critiche sotto il profilo della ricostruzione soprattutto in punto di riporto del pensiero giuridico di lettura e griglia interpretativa delle prove ma ve ne possono ovviamente i giudici di appello integrare quelle lacune riproporre quel ragionamento, rendere più intensa, qualora lo ritenessero, quella lettura, nulla togliendo però a quell'operazione di verità che è il risultato del processo. Mi riporto alle conclusioni scritte. Grazie.
Presidente: Grazie avvocato.
Segue...

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