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mercoledì 13 maggio 2009

Perizia su Giancarlo Lotti

Il 16 settembre del 1996, la Procura della Repubblica chiese ai professori Marco Lagazzi e Ugo Fornari, una consulenza tecnica per cogliere al meglio il profilo psicologico di Giancarlo Lotti. Quelli che seguono sono alcuni stralci della perizia. "A me sarebbe piaciuto andare con le ragazze, ma sono stato troppo chiuso e non mi sono mai osato. Le donne le ho avute perchè le pagavo; con le altre avevo paura, non avevo confidenza. Poi non ero tanto sicuro io. Ricordo che tra i 12 e i 14 anni qualcuna mi ha dato uno schiaffo, perchè io l'avevo toccata. Da ragazzo mi masturbavo e così ho continuato fino a 20 anni. Una volta, a 12 anni, mi hanno trovato a letto con una ragazza della mia età; non si faceva niente, ma mia madre mi ha sgridato molto e mi ha picchiato. Non mi sono mai sposato, perchè io ho un carattere che la Filippa mi ha detto che non si poteva stare insieme. Io ho fatto molte cose per lei. Abbiamo incominciato a frequentarci nel 1981, quando Salvatore (Indovino ndr) era in carcere. Adesso sarà un anno e mezzo che non la vedo più e non ho più sue notizie. Prima ci si vedeva di frequente, poi lei se ne è andata via da S.Casciano e allora io non potevo più andarla a trovare, anche perchè ne aveva un altro. Però lei veniva a trovarmi e stava da me anche qualche giorno. Poi c'era il problema dei soldi; come facevo a sposarmi senza soldi e con un lavoro che un pò c'era e un pò non c'era? Sono stato un pò sfortunato. Io però ero proprio innamorato di questa donna. L'amore, con la Filippa, ne ho fatto anche troppo. Anche lei si è innamorata di me. Fu l'uomo con cui lei viveva e che poi è stato un periodo in carcere (4 mesi) che la faceva prostituire. Poi nell'85-'86 Filippa è tornata ad Arezzo e io l'andavo a trovare 1-2 volte al mese." Delle donne che aveva frequentato a Firenze diceva: "E' sempre stata solo una cosa passeggera, solo uno sfogo. Ultimamente cambiavo, ma dall'81 a qualche anno fa ne ho frequentato sempre e solo una, che conoscevo da tanti anni e che era pulita. Quando ho conosciuto Gabriella lei aveva uno insieme; io non è che ci andassi molto volentieri, perchè in casa c'erano la mamma e il suo uomo e a me la cosa dava fastidio. Poi costava cara e allora la vedevo poche volte. Io le ero affezionato, ma lei mi sfruttava un pò troppo. Lei diceva che mi voleva bene, ma non era vero, perchè mi sfruttava. Io avevo già tante spese, perchè dovevo mantenere me e la macchina. Alessandra era la nipote del Vanni; la conobbi per caso; fu il Vanni a presentarmela. Lei aveva il fidanzato. Ame piaceva abbastanza, ma non ne ero assolutamente innamorato. Abbiamo cominciato ad uscire binsieme e poi siamo andati a letto. Lei si era ammalata a 20 anni e era finita su una carrozzella. Dopo qualche anno si è rimessa a camminare, ma quando si usciva insieme mi toccava reggerla. Fumava tantissimo e parlava un pò troppo. Era molto ingrassata per tutte le medicine che prendeva. Alessandra si era affezionata a me. Adesso è tornato il suo fidanzato d è dal '95 che non la vedo più. Era lei che veniva a cercarmi, non io.(...) Le donne mi sono sempre piaciute. Però non mi è stato mai possibile averne una per me; mi è dispiaciuto. Sono anche stato invidioso di chi poteva più di me, ma non potevo farci niente. Con la macchina le cose sono un pò cambiate, perchè potevo andare in giro, ma continuavo a non avere soldi. Poi ricordo una cosa brutta, di una donna che voleva spogliarmi e saltarmi addosso. Io non ho fatto niente, perchè non eravamo soli; era presente anche Paola (la ragazza che in quel periodo mi piaceva e che mi ha aiutato a prendere la patente), che mi ha detto: come, fai così? Allora non sei un uomo! Io sono rimasto impressionato da questa faccenda. Col passare degli anni, si rimane bloccati e non si fa più nulla. A me è andata male. Il fatto è che io non ho più una grande considerazione delle donne, per tutto quello che mi è successo. Forse è dopo la faccenda di mia madre e di mia sorella che io evito le donne. Ora come ora è troppo tardi. Non mi metterò mai più con una donna. Le donne ti possono fregare. (...) Tante volte, quando ero bevuto, non riuscivo ad avere erezione. La stessa cosa quando ero emozionato o stanco o bloccato come da Gabriella, perchè in casa c'era sempre qualcuno. Così anche con le prostitute che si mettevano subito nude e volevano fare subito in fretta e a me non mi riusciva. Se invece c'era un pò di atmosfera, andava bene. Io non riesco a farlo alla svelta. Per esempio, una volta mi sono fermato con Gabriella su di una piazzola lungo una strada; in quel momento passarono i vigili; lei non se ne accorse, ma io si; mi bloccai e feci finta di leggere il giornale; poi l'ho fatto e non ci fu problema. Qualche volta, se ero molto eccitato, venivo subito. Ora è parecchio tempo che non faccio più nulla. Con la Filippa sono stato più soddisfatto che con altre donne. Anche con lei una volta è successo in autostrada, in macchina, che la portavo dalle sue figliole ad Alessandria; lei ha incominciato a tastarmi e l'abbiamo fatto. La Gabriella di Firenze mi diceva bravo, bravo che invece non era vero. Bravo fino a un certo punto, ma non come diceva lei, (...) praticamente, non sono mai stato capace di far godere una donna.(...) Io non ho mai fatto il guardone; la cosa non mi ha mai interessato. (...) Io sono calmo e tranquillo se nessuno mi dà fastidio; però quando mi arrabbio, mi arrabbio; se vengono a stuzzicarmi, io reagisco. Non ho mai avuto paura di nessuno: se devo farmi le mie ragioni me le faccio. A San Casciano mi dicevano che ero troppo buono, ma invece io sopporto un pò e poi basta. (...) Talvolta col vino andavo troppo in là; 2 o 3 volte la settimana. Sono arrivato anche a bere più di un litro per pasto; un pò a cena e un pò dopo cena con gli amici. Non ho mai bevuto a digiuno. Anche se bevevo parecchio, mangiavo molto. C'è stato un periodo che bevevo ma mangiavo poco e allora ho dovuto smettere, perchè poi ci rimettevo in salute.(...) Pacciani l'ho conosciuto nell'80 circa, dopo Vanni. Io lo frequentavo poco; non mi era simpatico. Mario invece lo andava a trovare anche a casa. Allora Pacciani abitava in una frazione di Montefiridolfi; lì io l'ho conosciuto, casualmente, attraverso Mario Vanni che era il postino di zona. Pacciani era uno che avevabla voce un pò alta e un pò prepotente. Poi aveva fatto delle cose brutte con le figlie e la moglie; sicchè non c'era da fidarsi mica tanto. Non mi andava proprio bene frequentarlo. Voleva essere superiore agli altri. Con Mario c'era confidenza, era educato e mi dava anche i soldi per la benzina, quando si faceva portare da qualche parte. Con Pacciani, invece, non c'era confidenza; non mi andava. Non potevo parlare tranquillamente con lui, per cui preferivo stare zitto. Quando si giocava a carte, voleva vincere sempre. Quando si andava fuori, Pacciani non pagava mai; o pagava Mario o pagavo io. I soldi li aveva, ma li teneva stretti. Ad andare con lui, anche quando si facevano le merende insieme, non mi andava mica tanto bene. Come faceva Vanni a sopportarlo, non lo so proprio. Pacciani ha cercato di coinvolgermi, per farmi star zitto, nel senso che ha continuato a portarmi con sè dopo l'82. La prima volta (1982) non sapevo mica cosa si andasse a fare. Non è mica stata una cosa molto bella. Non mi piacque niente vedere le armi e me ne tornai in macchina. Allora Pacciani ha incominciato a minacciarmi: ormai ero dentro e dovevo andare avanti. Io avevo paura che Pacciani, se dicevo di no, mi poteva fare qualcosa di male. Era un violento, suvvia, diciamolo. Pacciani comandava anche Vanni. Adesso io più che arrabbiato con Pacciani, sono preoccupato, perchè non so come finirà questa storia. Pacciani è uno che ha detto che nemmeno mi conosce; io invece lo conosco benissimo e se dirà contro di me, saprò bene io come difendermi. Inoltre Pacciani è uno che sa e che, se verrà condannato, verranno fuori altri nomi. Se non dicevo nulla, ero bell'è che dentro. Mi hanno messo davanti a dei contrasti e io ho dovuto ammettere qualche cosa, altrimenti me ne sarei andato in carcere".
Rif.1 - Compagni di sangue pag.221

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