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giovedì 4 ottobre 2012

Ivo Longo - Deposizione del 13 luglio 1994 - Prima parte

Il signor Ivo Longo fu ascoltato il 13 luglio 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni.  

Presidente: Chi sentiamo adesso?  
P.M.: Longo Ivo, Presidente.  
Presidente: Si accomodi, prego. Sieda pure lì. Vuol dare le sue generalità, per cortesia? Complete.  
I.L.: Longo Ivo, nato a Xxxxxxx Xxxxxxx, XX/XX/XX.  
Presidente: Residente?  
I.L.: Residente a Xxxxxxxxx, via Xxxxxxxxxx. 
Presidente: Vuole leggere, per cortesia, la formula?  
I.L.: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto a mia conoscenza".  
Presidente: Lei non conosce, non ha legami con nessuna delle parti del processo.  
I.L.: No, assolutamente.  
P.M.: Bene. Signor Pubblico Ministero, prego.  
P.M.: Sì, volevo chiedere che professione fa il signor Longo.  
I.L.: Negoziante di articoli cinefotoottici.  
P.M.: A Firenze?  
I.L.: A Firenze, sì.  
P.M.: Senta signor Longo, lei...  
Presidente: Una domanda, scusi, signor Longo. Consente o no le riprese televisive?  
I.L.: Mah, preferirei di no. Preferisco di no.  
Presidente: No. Quindi non riprendete il signore in nessuna maniera. Non diffondete l'immagine. Chiaro? Prego.  
P.M.: Signor Longo, lei alcuni giorni fa si è presentato in Questura...  
I.L.: Sì.  
P.M.: ... previo appuntamento. Aveva fatto qualche telefonata e ha riferito delle cose che... relative al 1985, che lei ricorda. Vuole raccontare queste cose alla Corte?  
I.L.: Sì. Io tornavo la domenica del... credo che sia il 6 settembre, ora non ricordo... la domenica sera tornavo dal mare, da Grosseto, praticamente, per rientrare a Firenze.  
P.M.: Era l'8 settembre, eh.  
I.L.: L'8 settembre. Adesso il giorno, momentaneamente mi sfugge. Ad ogni modo era domenica. E, appena passato, diciamo, la...  
Presidente: Quindi era in macchina. Che tipo di macchina?  
I.L.: Ero in macchina. A quell'epoca, adesso ho cercato di ripensare, avrei dovuto avere o una Campagnola, o un GTV 2000, insomma una delle due. Ma penso sia la campagnola. La macchina con cui rientravo io da Grosseto.  
Presidente: Era solo?  
I.L.: Sì, ero solo. Normalmente vado con moglie e figli, ma a settembre il tempo non è più da estate piena, e vado da solo. Tornando e avendo, diciamo, superato l'ultima uscita della superstrada per San Casciano, l'ultima uscita della superstrada prima di Firenze, verso mezzanotte, mezzanotte e cinque, mezzanotte meno cinque, mi sono visto tagliare la strada da un'automobile che mi proveniva dalla destra che si... da una strada che si immette sulla superstrada e dovrebbe essere quella strada che viene da San Casciano e poi va nella Cassia. Questo non è che sia praticissimo di quelle zone, però quella strada la ricordo perché...  
Presidente: Sarebbe il raccordo che immette sulla superstrada.  
I.L.: Il raccordo che immette sulla superstrada. Esatto. Che sta tra l'uscita ultima, diciamo, di San casciano e l'ingresso a Firenze. E questa macchina praticamente si è immessa nella strada, ma senza poi, diciamo, mettersi nella sua carreggiata. Ma è venuta dritta dalla strada dove stava venendo, che viene dalla discesa, cioè sta salendo. Me la sono trovata praticamente sul davanti, quasi davanti affiancata sul lato destro mio, costringendomi praticamente, oltre a rallentare, a buttarmi tutto sulla sinistra. Dopo lampeggiamenti, segnali acustici e roba del genere, insomma questa persona seguitava ad andare per i fatti suoi, dritta, con la sua macchina. Poi, fatti altri due o trecento metri, si è leggermente spostato sulla destra. A questo punto io l'ho superato, se non altro per potergliene dire quattro. Invece, nonostante ripetuti, ripeto, suoni di clacson e lampeggiamenti, questa persona proprio non mi ha guardato nemmeno. Proseguiva dritto. Proseguiva lì sulla strada e aveva... perché il momento che l'ho affiancato, appunto, per girarmi per vedere chi fosse questa persona, aveva la luce dell'abitacolo accesa, un volto sudatissimo, proprio grondava sudore. Il che, insomma, la notte a mezzanotte non era nomale, e guidava come se fosse in stato di trance. Perché praticamente a me non mi ha né visto dietro, quando sopraggiungevo, né mi ha visto, né si è mosso quando io ero a fianco, e seguitava a guidare dritto. La descrizione me la sono ricordata su... Cioè, l'ho fatta subito, perché insomma ho avuto modo di essermi affiancato sulla... vicino alla macchina sua, ad una distanza di circa due metri, un metro e mezzo, due metri e mezzo. E sono stato, insomma, diverso tempo, per vedere se questa persona si rendeva conto che io… insomma mi aveva tagliato la strada e che c'ero io. Niente. Poi, l'ultima uscita da lì era solamente Firenze. Pertanto presumo che quella persona poi fosse uscita a Firenze e basta.  
Presidente: Lei lo ha superato.  
I.L.: Sì, poi l'ho superato, sì. Mi sono affiancato... non lo so, per la lunghezza di 50-100 metri.  
P.M.: Ce lo può descrivere? Lei lo ha riconosciuto in qualcuno lì per lì.  
I.L.: No, lì per lì non ho riconosciuto nessuno. Io posso descriverlo, perché era una persona di una cinquantacinquina d'anni, cinquantotto, cinquantacinque. Piuttosto robusta, con... Ecco, l’unica cosa che ho notato bene è che aveva questo collo piuttosto... diciamo basso, taurino e largo, una camicia a maniche corte, bianca. Ripeto, questo viso, fronte imperlata proprio di sudore, una cosa... insomma che non avevo mai visto; occhialini... occhiali, non occhialini: occhiali tipo vista, con montatura in oro, molto sottili. E la luce, appunto, accesa nel vano della vettura, e polsi piuttosto grandi, quasi il doppio dei miei e piuttosto... diciamo con... pelosini. Capelli brizzolati, a un 50 per cento. Non era né completamente bianco né nero; capelli corti tirati leggermente ali'indietro. Il viso, a questo ho fatto caso appunto, di viso era completamente rasato. Non aveva barba, non aveva... proprio...  
Presidente: Baffi, niente.  
I.L.: Né baffi, né barba. Una barba anche fatta, penso, recentemente.  
P.M.: Era solo?  
I.L.: Era solo, sì.  
P.M.: Lei, in questa persona ha poi ravvisato qualcuno? Successivamente.  
I.L.: Ma io, questa persona sapevo...  
P.M.: Come mai ha pensato di fare questo suo racconto alla Polizia?  
I.L.: Ci arrivo.  
P.M.: Lì per lì... ecco, lì per lì...  
I.L.: Lì per lì, praticamente, io me la sono presa con questa persona. Anzi, ho pensato che fosse un... chissà perché, insomma, un... non sono riuscito a dare altre spiegazioni. Siccome appunto ho visto una persona che era tra l'altro ben messa, rasata, questi occhialini, questa camicia pulita e questo volto sudato, mi ha dato l'impressione fosse - che so io? - un veterinario, un dottore che tornasse da qualche casa in campagna dopo aver fatto qualche parto a qualche animale. Insomma, pensavo che fosse una cosa del genere. Poi non ci ho pensato più per tutto il giorno, il giorno dopo, un paio di giorni... Non lo so. Poi mi è venuto in mente quando invece ho letto, ho ascoltato per radio - adesso non ricordo bene - la... diciamo dell'assassinio di questa coppia di francesi, avvenuta appunto domenica, allora mi è venuto in mente quel viso che io avevo visto. E, a quel punto io...  
P.M.: Quel viso le è rimasto in mente?
I.L.: Assolutamente, sì. Cioè, talmente in mente che io poi, parlandone con degli amici, con cui appunto si va al mare, feci anche a loro questa descrizione. Ci fu addirittura uno di loro che me lo confermava proprio ieri o ieri l'altro che ci siamo rivisti, che lui, dalla descrizione che gli avevo fatto io, appena ha visto le prime immagini, non so se su giornale, sul televisore, del signor Pacciani, lui ha detto, ‘io... quella persona è quella che tu praticamente hai visto’.  
P.M.: Sul suo racconto, questo.  
I.L.: Sì.  
P.M.: Ma lei che ha presente l'uomo visto allora, è il Pacciani... che ha visto?  
I.L.: Assolutamente si.  
I.L.: Non il Pacciani di adesso, perché adesso lo vedo insomma piuttosto grasso, capelli... cioè, piuttosto cicciottello in viso, capelli bianchi...  
P.M.: Però le sembianze sono quelle.  
I.L.: Assolutamente sì. E io l'ho riconosciuto, la prima volta che vidi a quell'epoca, ripeto, io ne parlai con degli amici, anche con qualche poliziotto che è cliente mio, così. Però nessuno diede peso a quello che dicevo io per il semplice fatto che, a quell'epoca, tutti stavano cercando altra gente. Non certamente il Pacciani.  
P.M.: Quindi lei disse 'non sarà quello'. Solo successivamente, quando ha visto...  
I.L.: No, io ero anche convinto, quando cercavano il Vinci, o altri nominativi, ero talmente convinto, insomma, che non poteva essere fisicamente la persona che avevo visto io, perché era ben diversa, che questa immagine me la sono tenuta sempre in testa. Cioè questa immagine non è che si sia cancellata, perché insomma mi aveva lasciato un pochino perplesso. Poi, il primo giorno... adesso non ricordo in che occasione, sicuramente per televisione, penso durante un trasferimento del Pacciani, forse la prima volta che lo facevano vedere per televisione, verso l'ora di pranzo, così... insomma, appena l'ho visto, l'ho riconosciuto al cento per cento, come quella persona che avevo visto quella notte, a mezzanotte, sulla superstrada.  
P.M.: Ecco. E come mai non pensò che poteva essere utile la sua deposizione allora?  
I.L.: Ma, per il semplice fatto... a parte il fatto che io lavoro. Non è che poi abbia tanto tempo...  
P.M.: Dice, l'hanno già preso, cioè...  
I.L.: Ecco, io ero convinto, dico, oramai sono sulla strada giusta. Molto probabilmente la cosa è fatta. Cioè, è inutile che io intervenga per confermare una cosa che oramai è già acclarata.  
P.M.: E come mai invece ora, dato che lei dice di averlo visto a mezzanotte, ha ritenuto opportuno... ?  
I.L.: Eh, per il semplice fatto che io non è che abbia seguito molto da vicino il caso. Anzi, dirò, lo leggo così, sporadicamente, quando gualche rivista pubblica gualche cosa. Però mi sembra di aver sentito, o per televisione o - adesso non ricordo - se letto, che appunto il Pacciani asserisce che quella sera, a quell'ora lui non era da quelle parti, ma era a una festa o roba del genere. A questo punto, insomma, mi sono sentito di intervenire perché, che sia o non sia lui, e questo a me interessa poco, ma lui a mezzanotte era sul raccordo della superstrada che va tra Siena e Firenze.  
P.M.: Io la ringrazio. Senta una cosa, lei ha detto aveva degli occhiali?  
I.L.: Non io.  
P.M.: No, no, il signor...  
I.L.: Sì, sì.  
P.M.: Presidente, sono stati sequestrati a Pacciani degli occhiali; c'è un fascicolo fotografico. Se lei crede, forse li mostrerei; c'è un paio di occhiali che assomigliano molto alla descrizione fatta dal teste.  
Presidente: Erano occhiali, lei ha detto, da vista, non da sole.  
I.L.: Erano occhiali da vista, montatura di occhiali da vista piuttosto grandini, tipo Ray-Ban. Solamente...
Presidente: Di montatura metallica?  
I.L.: Montatura metallica dorata.  
Presidente: Dorata.  
P.M.: È un suo ricordo così, generico, di questi occhiali? O è sicuro che aveva...  
I.L.: No, perché io ho avuto modo di vedere questa persona; ripeto, prima di vederla davanti, ho notato solamente questo collo, diciamo, basso e spalle grosse. Poi, nel momento del sorpasso, appunto visto che lui non mi degnava. .. non si girava o altro, cioè anche per mandarlo solamente a quel paese, insomma, avrei avuto piacere che si girasse. E sono stato lì 15, 20, 30 secondi in parallelo con la sua vettura. Appunto, allora a questo punto ho avuto modo dì vederlo bene.  
P.M.: E c'era la luce dell'abitacolo accesa?  
I.L.: La luce dell'abitacolo era accesa.  
P.M.: Senta, un'ultima cosa, signor Longo. Lei ha detto, almeno così... c'è una relazione della SAM, non so chi si è capito male o qual è la verità, che lei quella sera, se leggo male, aveva una Citroen DS. Per caso ha detto così alla Polizia?  
I.L.: Io a quell'epoca, ripeto, avevo tre automobili. Non so quella sera con quale ero andato al mare.  
P.M.: Bene. Quindi o una Citroen...  
I.L.: Avevo una Citroen DS, un'Alfa GTV tipo 2000 e una campagnola.  
P.M.: Va bene, io non ho altre domande, Presidente.  
Presidente: Vogliamo vedere quegli occhiali?  
P.M.: Esatto, Presidente. Il fascicolo non se ce l'ha lei, mi hanno detto.  
Presidente: No, veramente me l'ha preso lei.  
P.M.: Allora, se qualcuno ce lo sta... Ecco, grazie. Presidente, se vuol vedere lei: ci sono numerosi occhiali, vogliamo... ?  
Presidente: Vogliamo proiettarli, così li vediamo tutti?  
P.M.: Sì, grazie.  
Presidente: E così il teste ci dice...  
P.M.: Non sono mica stati mostrati a lei degli occhiali, vero? È la prima...?
 I.L.: No.  
P.M.: Ecco, benissimo.  
Presidente: Allora, guardiamo se lei riconosce non gli occhiali, il tipo.

(Proiezione delle foto)  

I.L.: No.  
Presidente: Ecco, ingrandiamoli possibilmente.  
I.L.: No, questi sono in osso, gli altri erano in metallo.  
Presidente: Ingrandiamoli, dunque.  
P.M.: Lei fa l'ottico vero? Ci ha detto.  
I.L.: Sì.  
Presidente: Lei fa l'ottico. Benissimo. Questa è la foto numero 1.  
I.L.: Cioè non sono ottico. Ho un negozio di ottica, poi ho un dipendente ottico. 
P.M.: Sì, sì.  
A.B.: Mancava l'ottico, per fare...  
P.M.: L'abbiamo scelto bene, eh?  
I.L.: No, questo no, assolutamente.  
Presidente: Quindi, questa è la foto numero 1: non è.  
I.L.: Questo no.  
Presidente: Questo fumé, è la foto numero 2, penso nemmeno.  
P.M.: Diamo, Presidente,... è un fascicolo che riguarda tutti occhiali sequestrati a Pacciani.  
I.L.: Questo è più simile. Però questo è...  
Presidente: Però sono occhiali da sole.  
I.L.: Da sole, quello invece era trasparente.  
Presidente: Trasparente. È sicuro che ci fossero le lenti?  
I.L.: No, no, lenti non ce n'erano. Cioè non ce n'erano da sole. Se poi fossero stati da vista o senza lenti, questo non lo so. Perché è difficile vedere: la lente è bianca, praticamente, poi.  
Presidente: La lente è bianca.  
I.L.: Questo assolutamente, potrebbe essere come tipo di montatura, però...  
Presidente: Come tipo di montatura, però sono occhiali da sole, lenti colorate.
I.L.: Non equivalente. Questo no.  
Presidente: Questo no.  
I.L.: No, no, assolutamente.  
Presidente: Il numero 4, vedo. Il numero 3 invece poteva essere, salvo che... 
I.L.: Al limite potrebbe essere stato anche questo, della stessa forma del Ray-Ban, ma senza lenti a specchio.  
Presidente: Questa è la numero 5.  
P.M.: Era un cultore di occhiali il Pacciani.  
I.L.: Questa no.  
Presidente: Questo nemmeno, il numero 6.  
I.L.: No, no.  
Presidente: Questo è un troncone di occhiale, il numero 7.
A.B. fuori microfono: …  
I.L.: No.  
Presidente: Questo è il numero 8. Questo è senza, praticamente...  
I.L.: Sì, ha il nylon sotto, ma questo aveva bisogno di portare le lenti, perché sennò diventa così come lo vediamo. No, no, assolutamente no.  
Presidente: Non ce n'è altri, vero?  
P.M.: No, Presidente.  
Presidente: Quindi, in quelle che le ha mostrato non li riconosce, non riconosce il tipo, o perlomeno nei Ray-Ban colorati...  
I.L.: Cioè almeno quello si avvicina di più; perché io ho notato che erano a forma Ray-Ban. Siccome ci sono anche molte molte imitazioni, però la forma era quella a goccia, classica dei Ray-Ban.  
Presidente: A goccia dei Ray-Ban. Però praticamente erano...  
I.L.: Senza lenti da sole.  
Presidente: Senza lenti da sole.  
P.M.: Con lenti trasparenti, insomma.  
I.L.: Sì, lenti bianche; o senza lenti, non lo so. So che la montatura c'era.  
Presidente: Lei è in grado di dire se... No, le ripeto la domanda: è in grado di dire se potevano anche essere senza lenti? Solo la montatura?  
I.L.: Non sono in grado di dirlo.  
Presidente: Non è in grado di dirlo: non lo può escludere, non è in grado...  
I.L.: Non lo posso escludere, però non lo posso neanche garantire.
Segue...

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