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giovedì 5 aprile 2012

Pietro Frillici - Deposizione del 27 aprile 1994

L'ex Maresciallo dei Carabinieri Pietro Frillici fu ascoltato il 27 aprile 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni.
P.M.: Io, se la Corte mi consente, vorrei introdurre un altro teste. Per capire perché mi interessa questo teste oggi, devo spiegare che a questo punto il P.M. intende focalizzare quali sono le residenze anagrafiche del signor Pacciani Pietro nel Mugello, indipendentemente dagli anni; perché dalla semplice anagrafe, cioè, sarebbe lo storico anagrafico se parliamo in termini amministrativi oggi, ma comunque dai certificati dei vari comuni anagrafici abbiamo ricostruito nei dettagli i suoi spostamenti. Vorrei, ecco, inquadrarlo un attimo. È per la Corte a disposizione, io credo che non si legga bene. Però qui c'è una ricostruzione delle residenze anagrafiche di Pacciani Pietro nel Mugello. Sono dal ‘40 al ‘65, comune di Vicchio. Poi chiedo scusa, al 22/12/70 in comune di Vicchio, perché il 22/12/70 va a stare a Rufina poi nelle ‘73, 17/04, fa a San Casciano. Vorrei un attimo sulla carta, perché è il teste che io chiamo sull'argomento ricostruirvi questi luoghi. Li vorrei ricostruire sempre da epoca remota, dal ‘40, con il teste, il Maresciallo Frillici dei Carabinieri che ha fatto questi accertamenti, indicato nella mia lista come ufficiale di Polizia giudiziaria, perché voi sapete oggi che in quel luogo, Mugello, sono sicuramente avvenuti un omicidio nel 74, e ve l'abbiamo descritto; un omicidio nell'84, e dello descriveremo; un omicidio del ‘51. Quello del ‘74 avvenuto in questi luoghi noi sappiamo - ve l'ho messo in evidenza, ve lo ridico ma ricordiamocelo - che è stato commesso e con un'arma e con un coltello. Importantissimo. È stato commesso, oggi sappiamo, da persona che, salvo prova contraria, ha portato via il portafoglio, con poche lire sembra di capire. Lasciamolo lì, questo dato. Vorrei, sempre per descrivere i luoghi, tornare un attimo a cose sicure invece. Nel 1951 in un angolo territoriale che, sappiamo a questo punto, di sette/dieci chilometri, viene commesso un altro omicidio, prima, sicuramente da Pacciani, sicuramente con un coltello, sicuramente fu portato via un portafoglio. Voi avete la sentenza. Quel portafoglio fu portato via, dentro c'erano cinquecento lire. La Corte di allora da atto di come, pur essendo modesta alla cifra rapportata ai giorni nostri, era modesta anche allora. È un dato che io metto lì. Vorrei però che la Corte, leggendo quella sentenza del 1951 - di cui io poi col tempo vi fornirò ulteriori dettagli, ma la sentenza e già lì - tenesse presente un'altra cosa: portafoglio, luogo, ma soprattutto che il signor Pacciani Pietro confesso suo malgrado, perché è la Bugli Miranda che lo fa diventare confesso - lui aveva nascosto il cadavere, ci torneremo - il signor Pacciani Pietro confesso dice: “Io ho colpito l'uomo con un coltello”. La Corte ricostruisce 20 coltellate. Vorrei che la Corte, leggendo già da oggi quella sentenza, tenesse ben presente - la sentenza è li - che si dà atto nella sentenza che le 20 coltellate furono dirette alcune al cuore, molte al viso. La sentenza è lì
A.B.: Mi oppongo, mi oppongo.
Presidente: Ma tutto questo cosa c'entra col teste?
A.B.: Signor Presidente, questa non è una richiesta di prove...
Presidente: Avvocato... Cosa c'entra con il teste che dobbiamo introdurre?
P.M.: È il teste che vi vuol dimostrare dove abitava questo signore e perché io introduco il teste.
Presidente: Allora sentiamo le teste.
P.M.: Bene, benissimo.
A.B.: Ecco, sentiamo il teste. Perché sennò qua si fa un'accusa continua.
P.M.: No, non si fa un'accusa. Qui si sta...
A.B.: È una requisitoria costante contro Pacciani...
Presidente: Avvocato Bevacqua…
A.B.: Scusi, pubblico ministero.
P.M.: No, mi scusi, se io non dico perché mi serve il teste, loro il teste non me lo ammettono.
Presidente: Bene.
A.B.: ... opposizione, assolutamente, questo sì.
Presidente: Però magari le introduzione vanno bene, chiunque ne faccia, purché non siano troppo dettagliate, capito?
P.M.: Bene, bene, però la sentenza è lì. Io allora vi invito a leggerla in questi particolari, già da ora, così capirete il teste.
Presidente: Benissimo.
P.M.: Mi scusi, ma ritengo che se io induco un teste su una circostanza devo spiegare perché mi interessa questa circostanza. I particolari se li veda la Corte.
Presidente: Benissimo.
P.M.: Il Maresciallo Pietro Frillici, grazie.
Presidente: Magari più succintamente.
P.M.: Succintamente.
Presidente: Bene.
P.M.: Mi interessa... solo in dieci, cinque minuti. Io sono telegrafico.
Presidente: Perfetto. Allora sentiamo il teste. Si accomodi, prego. E allora il suo nome.
P.F.: Sono Frillici Pietro, nato a Xxxxxxxxx, il xx xxxxxx 19xx. Maresciallo Maggiore dei carabinieri in servizio presso la sezione anticrimine di Firenze.
Presidente: Vuole leggere quella formula, Maresciallo, per cortesia?
P.F.: Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.
P.M.: Se permette, Presidente.
Presidente: Prego.
P.M.: Sarò velocissimo. Vorrei che Maresciallo ci indicasse solo dove sono i luoghi dove abitava Pacciani nel Mugello. Cronologicamente, dall'accertamento che lei ha fatto, all'anagrafe dei singoli comuni. Se ce lo può fare cronologico; cioè il primo accertamento che abbiamo, se non sbaglio, è del ‘40 poi se ci vuol dire il luogo, indicarlo sulla carta, e così via fino all'ultimo conosciuto. Non ho altre domande.
P.F.: Per le date posso avvalermi di questo?
P.M.: Sì, e poi indica dove, di dove si tra... del punto, grazie. Il microfono se può, Maresciallo, se ce la fa. Sennò se ce la indica, lei...
Presidente: Si vorrebbe...
P.M.: ... dal microfono, e poi l'operatore la sottolinea lui. Lei deve dire...
Presidente: Qui ci vorrebbe, pubblico ministero, dobbiamo pensarci, la scientifica ce l'ha, un puntatore laser, di quelli che normalmente usano nelle proiezioni.
P.M.: Provvediamo. Per ora, se consente, facciamo con un volgarissimo pennarello. Domani mi faccio dare il puntatore.
Presidente: Ma il teste, capito?
P.M.: Sì, ci deve solo dire il luogo che lui ha accertato e poi...
Presidente: Vediamo se qualcuno ce lo fornisce.
P.M.: Senz'altro, noi proviamo per domani. Per oggi, se consente, facciamo con mezzi più artigianali. A noi ci interessa il dato di fatto, non vogliamo assolutamente annoiare la Corte su cose che...
Presidente: No, ma sarebbe oltremodo utile.
P.M.: Benissimo, lo facciamo. Vediamo se ora riusciamo a dimostrare dove abitava questo signore. Allora, in primo luogo, Maresciallo, qual è? Se l'operatore lo sottolinea, dopo che l'abbiamo trovato.
P.F.: Si tratta di Ampinana Fornace 298, così è contraddistinta dal numero civico, e qui ci troviamo nel luglio del 1940 come prima residenza anagrafica che rileviamo. Poi abbiamo...
P.M.: Scusi eh, nel ‘40?
P.F.: Sì.
P.M.: Poi?
P.F.: Poi abbiamo la località...
Presidente: Scusi, Maresciallo, forse se parla leggermente più distante, grazie.
P.F.: Ah, ecco, prego.
Presidente: Il luogo qual è che non abbiamo capito?
P.F.: Ampinana.
Presidente: Ampinana, eh?
P.F.: Ampinana; è indicato come Ampinana Fornace.
P.M.: Sì, abbiamo scritto Ampiana, probabilmente è Ampinana. Bene.
P.F.: Poi abbiamo la località Paterno. Qui abbiamo due variazioni anagrafiche: una del 18 ottobre ‘45, la prima, e del 1 luglio ‘51. In questa località esistono anche due numeri civici riferiti alle abitazioni 223 e 17.
P.M.: Quindi nel ‘51, io non voglio fare deduzioni, ma nel ‘51 a abitava a Paterno. Lei sa quanto è Paterno da Tassinaia?
P.F.: Paterno da Tassinaia...
P.M.: C'è mai stato là?
P.F.: Io non ci sono stato.
P.M.: Bene, allora andiamo... lasciamo perdere, grazie. Andiamo avanti.
P.F.: Poi abbiamo un periodo che va dal 19 ottobre 1960, e questa località si chiama Rossoio Chiesa. Rossoio Chiesa.
P.M.: Rossoio.
P.F.: Numero 20.
P.M.: Siamo sempre in zona sembra di vedere dalla carta?
P.F.: Sì.
P.M.: Bene, andiamo avanti.
P.F.: Poi abbiamo località Mulinaccio Pontecellatico, e siamo dal 7 luglio ‘64.
P.M.: Bene, grazie. Andiamo avanti.
P.F.: Successivamente, dal...
P.M.: Siamo nel ‘64, vero?
P.F.: Sì, questo è quello dell'anagrafe. Esattamente dal 12 gennaio ‘65 abbiamo una variazione anagrafica, località Bovino Partichi, numero 24.
P.M.: Lo vogliamo inquadrare, l'abbiamo già segnato prima. È quello di cui ci parlava il Maresciallo Falcone.
Presidente: Bovino? Lì c'è scritto Badia Bovino.
P.F.: Badia, Badia sì. Partichi.
Presidente: È la stessa cosa.
P.M.: È la stessa cosa, bene.
P.F.: Siamo di fronte a poderi, località…
P.M.: Vogliamo andare avanti, cioè la successiva variazione anagrafica.
P.F.: Abbiamo una successiva variazione anagrafica che è del 22 dicembre ‘70 per...
P.M.: 22 dicembre ‘70, quindi fine ‘70 inizi ‘71.
P.F.: Sì, un'emigrazione per Rufina.
P.M.: Per Rufina. A Rufina avete accertato dove risiedeva?
P.F.: Sì, esattamente in località Casini. È un podere di proprietà di tale Lotti.
P.M.: La vogliamo sottolineare? Casini, scusi?
P.F.: Sì.
P.M.: No, Rufina no. Casini, grazie.
P.F.: Casini.
P.M.: Sottolineiamo Casini, grazie. Bene.
P.F.: Siamo nel comune di...
P.M.: Fino a che epoca, anagraficamente, rimane a Casini?
P.F.: Ci risulta fino al ‘73, e poi emigra per San Casciano.
P.M.: Nel ‘73. Ricorda il giorno? Quello che era sull’anagrafe ovviamente.
P.F.: Dovrei consultare.
Presidente: Consulti, consulti.
P.M.: Sull’appunto che abbiamo dato e il 17/04/73.
Presidente: Consulti pure.
P.F.: Esatto, 17/04/1973.
P.M.: Bene, grazie.
Presidente: Data?
P.F.: ’73.
Presidente: ’73.
P.M.: ’73.
P.F.: San Casciano Val di Pesa.
P.M.: Oh, scusi, ci sa indicare Casini, questa località dove lui abita, da Badia Bovino o da Vicchio quanto, può essere - se lei l’ha calcolato, se lei l'ha fatto - in chilometri?
P.F.: Ma io veramente in chilometri non l'ho fatto per arrivare... insomma, però non so, abbastanza.
P.M.: Bene.
P.F.: Cioè ritengo siano abbastanza.
P.M.: È quella strada lì, insomma. Bene, lo faremo suo tempo. Un'ultima domanda: ha per caso fatto accertamenti se al di là delle residenze anagrafiche abbiamo qualche elemento per dire se lavorava in Mugello o in altri luoghi?
P.F.: Sì. Dunque, molte residenze anagrafiche coincidono anche con i luoghi di lavoro.
P.M.: Benissimo.
P.F.: Poi abbiamo...
P.M.: Perché coincidono con i luoghi di lavoro?
P.F.: Perché è il podere, c'è la residenza, e quindi.
P.M.: È il podere, benissimo. Andiamo avanti.
P.F.: Poi ce ne sono altri come, cioè altri diversi, secondo me sono quelli dove lavorava in località Cintoia. E sempre quando stava a Casini, però ecco è il podere...
P.M.: Cintoia. Vogliamo segnare Cintoia in un altro colore? Perché è un luogo di lavoro, e non è residenza. Bene.
P.F.: Sì, il podere. Poi sempre questo proprietario, il signor Lotti, disponeva...
P.M.: Lotti, scusi, e il proprietario di Cintoia, per cui...
P.F.: Esatto, esatto. E Lotti praticamente disponeva anche di altre proprietà, sembrerebbe che disponesse di altre proprietà in località Toiano, che è... ovviamente si ritorna...
P.M.: Sono dei poderi.
P.F.: Sì, dei poderi.
P.M.: Noi non sappiamo altro.
P.F.: Sì, sì, questo è stato...
P.M.: Non ho altre domande, grazie.
P.F.: Questi sono gli anni che ho ricostruito.
Presidente: Signori avvocati di parte civile?
A.B.: Si, Presidente.
Presidente: Avvocato Bevacqua per la difesa.
A.B.: Grazie. Senta, Maresciallo, lei ha fatto soltanto questa indagine relativa ai luoghi in cui lui si trovava nei vari anni, oppure ha anche accertato se dove si trovava questo signore anche lavorava?
P.F.: No, io ho fatto questi... queste situazioni riferite ai luoghi, e contemporaneamente penso anche che lavorava lì ecco, insomma.
A.B.: E che lavoro faceva, scusi?
P.F.: Il bracciante agricolo.
A.B.: Il bracciante agricolo, cioè conduceva questo terreno.
P.F.: Conduceva a mezzadria o a...
A.B.: A mezzadria...
P.F.: Cioè...
A.B.: Era solo lui che lavorava questo?
P.F.: Il nucleo familiare, ecco.
A.B.: Che era composto da...?
P.F.: Dalla moglie e poi in un primo tempo credo che ci sia stato il suocero, non lo so, credo.
A.B.: Senta, sa se a un certo punto ha avuto una bambina lui, nel 1966, ‘67?
P.F.: Sì, la nascita delle figliole adesso non lo so. Comunque...
A.B.: Era di quel periodo lì.
P.F.: Queste bambine nelle ‘70 qualcuna era già a Bovino.
A.B.: Quindi era praticamente lui che conduceva materialmente tutto il podere?
P.F.: Sì, aveva il podere e l'attività agricola.
A.B.: Ecco, lei è stato anche dal Lotti, da questo signor Lotti dove...?
P.F.: No, è deceduto il signor Lotti.
A.B.: Vabbè, ora è stato no, sarà al cimitero. Ma dico, è stato dopo, è stato nel 1971, sa se lui stava a condurre un terreno del Lotti, un podere del Lotti?
P.F.: Io so che quando si trovava a Casini conduceva questo podere del Lotti.
A.B.: Podere del Lotti.
P.F.: Podere del Lotti.
A.B.: Ecco, sa se in questo podere vi fossero anche delle vaccine, cioè buoi, maiali, altra... animali, insomma, da stalla?
P.F.: Questo non lo so. Io ritengo che il mezzadro faccia queste attività.
A.B.: Faccia queste attività. Lei non lo sa, ma dico lei sa che normalmente per accudire questi animali bisogna stargli, come si dice in gergo toscano, molto dietro?
P.F.: Sì, certamente perché insomma se il bestiame...
A.B.: Il bestiame bisogna accudirlo.
P.F.: Il bestiame richiede, immagino che richieda...
A.B.: Quotidianamente, non c'è né domenica, né sabato, nè lunedì, mi pare, no?
P.F.: Questo non lo so.
P.M.: È un Maresciallo dei Carabinieri!
A.B.: No, no, no, i Marescialli sanno tutto.
P.M.: Bene, si. Abbiamo un altro teste…
A.B.: No, ma dico, ma sa che c'è questa...
P.F.: Sì, ma immagino che abbiano anche, si abbia anche della libertà, voglio dire uno si...
A.B.: Sì, la libertà ce l'aveva, certo, la libertà.
P.F.: Si concede della libertà, del riposo doveroso.
A.B.: No, io soltanto questo. Grazie.
P.F.: Prego.
Presidente: Nessun'altra domanda? Possiamo licenziare il teste? Può andare, grazie, Maresciallo, buongiorno.
P.F.: Grazie.

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