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sabato 13 novembre 2010

Udienza del 21 maggio 1999 - 11

Quella che segue è una sintesi dell'udienza del 21 maggio 1999 relativa al Processo d'appello per i delitti del "mostro di Firenze" davanti alla prima sezione della Corte d'Assise d'Appello di Firenze.

Avvocato Mazzeo: Allora incidente probatorio, qui è importante, veramente, vol.II, a domanda del povero avvocato Santoni Franchetti, che domanda: "Cosa fa Pacciani? A chi spara per primo?", allora, sono arrivati sulla piazzola di Vicchio, c'è la Panda di questi due poveri ragazzi, lasciamo perdere le situazioni che ci sarebbe anche da dire preliminari, prima Vanni, Pacciani scende, vede questi due in macchina, addirittura vede la ragazza che si solleva e lo guarda, poi questi due poveretti restano lì buoni, buoni, non fanno nulla perchè danno il tempo a Pacciani di ritornare alla sua macchina, prendere da sotto il sedile la pistola, ritornare di nuvo lì e spararli, cioè, anche questo è fuori dalla grazia di Dio, comunque stiamo sempre all'episodio di "come fu uccisa", domanda che si fa al dichiarante il quale dice che era presente, "come fu uccisa". Cosa fa Pacciani? A chi spara per primo? "Mah" dice Lotti "spara all'uomo", siamo all'incidente probatorio eh? Avvocato Santoni Franchetti: "Ma il Pacciani sparò anche alla donna?" prima che il Vanni poi agisse col coltello, dice: "No, sparò all'uomo e basta" e due. Insiste l'avvocato: "E alla donna quando spararono?", "No, la donna la portarono fuori", nella versione del Lotti la donna la portarono fuori quando era ancora viva? E noi sappiamo in modo assolutamente puntuale dalle risultanze processuali, perizie medico-legali eccetera, eccetera che la povera ragazza fu colpita alla testa da un colpo di pistola che le lasciò qualche secondo di vita ancora, quindi fu estratta esanime dalla macchina, ma questo particolare, questa è una mia induzione, può spiegare la storia degli strilli, perchè il Lotti, anche qui correzioni poi successive della versione dovute a contestazione, parla originariamente di strilli, poi s'è detto lui parla male l'italiano eccetera, eccetera, strillare significa gemeva, poi gemeva significa sospirava, poi non si sa più che significa ma in realtà c'è una coerenza in questo, se nella sua costruzione mentale la povera Pia Rontini fu estratta dalla macchina viva, perchè a lei non era ancora stato sparato, era ben plausibile che strillasse mentre la tiravano dalla macchina, doveva strillare, e quindi dice "No sparò all'uomo e basta", "No la donna la portarono fuori",  non gli spararono la portarono fuori, Avvocato Santoni Franchetti: "Quindi lei non ricorda se spararono alla donna?", "No, no alla donna no". Alla donna no, tre no. Incidente probatorio, volume II, pagina 30. Avvocato Pellegrini: "Alla Pia fu sparato un colpo di pistola? Due colpi o nessun colpo?" e qui siamo alla classica domanda succestiva che sarebbe, anzi no, che è proibita, ma nessuno gliel'ha proibita, lasciamo stare, Lotti: "No alla ragazza no. Come sparato alla ragazza?", Come sparato alla ragazza? Come? "No". Pagina 55. Avvocato Pellegrini: "Non fu colpita lla testa con un colpo di pistola?", seconda domanda suggestiva, assolutamente intollerabile, "No, sparò all'uomo"; Avvocato Pellegrini, terza: "Non ci fu nessun colpo di pistola verso la ragazza?" pagina 55, volume II, incidente probatorio, per l'ennesima volta Lotti: "No" e ripeto, questo fatto della prima versione della ragazza che viene estratta viva dalla macchina perchè nessuno le ha sparato, è assolutamente assonante con il fatto che la ragazza strillasse nella mente del Lotti, ecco perchè lui parla di strilli, che non ci potevano essere, ci poteva essere qualche vago sospiro, peraltro come sia stato possibile sia stato percepito poi ci arriveremo, è già stato autorevolmente sottolineato, ma al dibattimento Lotti cambia versione su come fu uccisa Pia Rontini. Siamo ora al dibattimento, udienza del 28 novembre del 1997, fascicolo 55, pagina 47 e seguenti, domanda dell'avvocato Bertini: "Ha avuto l'impressione che avesse colpito ambedue i ragazzi?", qui, anche qui, eh?  Mah, non so... Lotti: "Mah..." cioè è un'ancora, come dire, è una cima che si lancia al naufrago, "Mah, di colpi n'è partiti diversi, li avrà presi di certo tutti e due", bene, allora per sei volte, alcuni mesi, prima ha detto: No, Mai, Giammai, anzi l'hanno portata via, poi qui comincia  a dire: "Mah, n'è partiti diversi può darsi che qualcuno abbia colpito anche la ragazza". Insiste l'avvocato Bertini: "Quando fu trascinata fuori era ancora viva la ragazza?", "Ehh", dice, "l'aveva ferita, non era proprio morta in quel momento lì", pagina 47, "Non l'era proprio morta", sarebbe interessante, nessuno gliel'ha chiesto: Che vuol dire per lei non era ancora morta? sarebbe stato utile capire fino in fondo in questo mutamento di prospettiva la ragazza che prima viene estratta integra e viva e strilla, come dice lui, poi la ragazza che forse sarà stata colpita anche lei da qualche colpo di pistola, quindi "non l'era proprio morta" e poi la ragazza che è decisamente morta. E gli chiede questo difensore, all'udienza del 9 dicembre 1997, fascicolo 62, pagina 42, "In che modo insomma fu uccisa la ragazza?", perchè è questo il senso della cosa, no? Tu sei il confidente dichiarante, sei l'accusato testimone, sei il chiamante in correità per delitti di questo impegno di questa gravita è quindi dicci almeno com'è stata uccisa la ragazza, sennò non c'eri, sennò non c'eri! Sennò non c'eri! Udite la risposta, Lotti: "Da principio con la pistola", come se fosse immaginabile un seguito, "Da principio con la pistola" poi, ancora, pagina 47, "Gli hanno sparato e hanno preso anche lei", finalmente si son decisi a sparare e a prendere anche lei, ce n'è voluta eh, però! Anche questo è un tipico esempio, aggiungo io, di aggiustamento, no?  Di aggiustamento non spontaneo, oltretutto qui non sono neanche ammissibili, neanche in teoria, gli aggiustamenti, ma che persona sei che sei lì a vedere questa cosa, questo scempio e non sai neanche come vengono ammazzate queste persone?  Perchè la stessa cosa succede con il povero Stefanacci, aggiustamento impudico, mi viene 'sta parola, impudico, che viene esposto impudicamente all'intelligenza di chi ascolta e per di più straprovocato da contestazioni, domande suggestive eccetera, eccetera. Non dimentichiamo mai e questo è un dato di fatto, scevro da ogni intento polemico, perchè siamo in appello qui bisogna ragionare con maggior, se necessario, con maggior puntualità e freddezza. Non dimentichiamo che il Lotti non ha mai fatto un giorno di carcere, è un caso unico nella storia giudiziaria, credo non solo italiana, per fatti di questo genere, un reo confesso e che è stato tenuto nella bambagia tutto questo tempo, quindi non esposto a contatti con nessuno se non con chi lo custodiva ovviamente con chi era autorizzato a parlare con lui. Chiudo la parentesi, scevra da ogni impegno polemico. E quindi sulle correzioni del narrante abbiamo parlato. Andiamo a vedere come fu ucciso Claudio Stefanacci secondo il dovizioso racconto del Lotti, notate che io sto parlando della sentenza di primo grado, perchè questi dati, questa versione, poi viene fatta propria dal giudice di primo grado, cioè il quale non ravvisa nessun contrasto, nessuna contraddizione, nessuna inverosimiglianza, nessuna falsità oggettiva, nessuna ridicolaggine nei racconti del Lotti ma lo prende per buono, anzi gli trova un sacco di riscontri che poi andremo ad esaminare. Ora, il racconto del Lotti ripreso dalla sentenza di primo grado con riferimento alle modalità di uccisione del povero Claudio Stefanacci, stando al racconto del Lotti, il povero Claudio Stefanacci, pagina 85/86 della sentenza, sarebbe stato ucciso da Pacciani a colpi di pistola, perchè l'ha detto, no? Fu ucciso con la pistola, invece la perizia medico legale riportata anche in brani nella sentenza dice che Stefanacci Claudio era stato "attinto da 3 colpi d'arma da fuoco, all'orecchio sinistro, all'emitorace sinistro e all'ipocondrio sinsitro, ma era stato attinto anche da ben 10 coltellate variamente distribuite sul corpo" lo trovano, il poveretto, nel sedile posteriore della macchina, pagina 78 della sentenza, "Il suo cadavere era all'interno dell'auto", pagina 77 della sentenza. Dieci coltellate signori della Corte, all'interno stretto dell'auto, ora di queste 10 coltellate non c'è traccia in nessun racconto del Lotti, neanche in seguito alle contestazioni più virulente, questo parla mai di 10 coltellate ma riuscite ad immaginare quanto tempo ci vuole per infliggere 10 coltellate all'interno di un auto a una persona giovane ancora viva? Provate a fare uno sforzo, 10! Non solo non parla delle 10 coltellate il Lotti ma non parla, e qui sarebbe stato molto più plausibile, di lamenti, urla, strilli, grida, da parte del ragazzo però, che ha fatto lui in tutto quel tempo lì? Non vede le coltellate, non sente le urla di un poveretto che viene finito con 10 coltellate? Non parla mai, pur avendo descritto tutte le fasi dell'aggressione, secondo il suo racconto e lo riporto virgolettato perchè lo riporta la sentenza  a pagina 85/86, sapete come dice? L'azione omicida sarebbe iniziata con gli spari e dice così, testuale: "Sparava Pietro dalla parte di là, sparava sul vetro...", attenzione altra falsità, "...sul vetro sul davanti", non è vero, "Vanni era un pò più indietro del Pacciani, aperto lo sportello dalla parte di là, Mario rira la donna a terra, l'ha trascinata verso il prato, ho visto Mario colpirla sul davanti col coltello" e il ragazzo? Questa è l'azione dell'omicidio, l'azione omicidiaria è questa, le vittime sono due non è una sola. Del ragazzo non si parla mai. Nella mente evidentemente del Lotti il ragazzo è morto con quei tre colpi di pistola e non è vero perchè ce lo dicono i periti medico-legali e li riporta anche la sentenza perchè dice: "per uccidere l'assassino avrebbe dovuto introdursi nell'auto trattenervisi per un tempo non trascurabile, e quindi vibrò 10 coltellate che", pagina 78 della sentenza, "i precedenti colpi di pistola non lo avevano raggiunto in parti vitali", pagina 98/99 della sentenza, questo spiega le 10 coltellate. Era una vittima, una disgraziata vittima, ben viva quella che andò a colpire con 10 coltellate l'assassino dentro la macchina e questa scompare completamente dal ra.. Ora, Lotti non sa come sono stati uccisi Pia Rontini e Claudio Stefanacci, questa è la conclusione, non lo sa, non lo sa! E se non lo sa le conclusioni traetele voi, perchè non solo non lo sa perchè il suo racconto è inverosimile e pieno di contraddizioni non spontanee ma provocate da contestazioni ma non lo sa perchè il suo racconto contrasta in modo insuperabile con le risultanze processuali, la perizia medico-legale, le 10 coltellate al ragazzo, va bene? I lamenti del ragazzo che non sente nessuno, questo è stato lì e morì zitto, poveretto, con la bocca tappata. Quindi lui non lo sa non solo perchè è inverosimile il suo racconto, questo voglio dire, ma perchè è in contrasto con i dati emergenti di natura medico legale, scientifica, perchè non si può obliterare in un racconto di un duplice omicidio l'assassinio prima con tre colpi di pistola di un ragazzo che non lo attingono in parti vitali, tant'è che sorge la necessità di finirlo con10 coltellate, non si può obliterare questo dato in un racconto di un duplice omicidio, se il narrante lo oblitera è perchè il narrante non si può credere a questo punto. Sempre con riferimento all'intrinseca attendibilità del racconto del Lotti in base ai criteri di buon senso comune che sono quelli della coerenza, della costanza, della verosimiglianza, della spontaneità.

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