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venerdì 15 ottobre 2010

Natale Mele - Deposizione dell' 8 luglio 1994 - Seconda parte

Segue dalla prima parte.

Presidente: Signori avvocati di parte civile avete delle domande? Prego avvocato Colao
Avvocato Colao: Signor Mele, suo padre per quanto lei possa ricordare, aveva ed ha un carattere mite o violento?
N.M.: Tranquillissimo.
A.C.: Prego?
N.M.: Tranquillissimo. Per quello che lo conosco io.
A.C.: Si, certo
N.M.: Perchè non ci sono mai stato insieme, capito?
A.C.: Si, ho capito.
N.M.: L'uniche volte che l'ho visto è perchè sono andato io a trovallo, con amici, con tanta gente.
A.C.: Si, la prima infanzia, lei, naturalmente, lei l'ha fatta insieme al babbo, fino a sei anni...
N.M.: Si pensa
A.C.: Quindi ha ricordo di questo che era un carattere mite?
N.M.: No non me lo ricordo i' mi' babbo.
A.C.: Ah non se lo ricorda.
N.M.: Non me lo ricordo proprio perchè gliel'ho detto, io la prima volta che l'ho visto, mi sembra d'averlo visto in carcere, quando era qui a Le Murate, prima, anche la mi' mamma me la ricordo poco, cioè mi ricordo una volta che s'andò a comprare della roba, così, alimentari, ma niente, non c'ero mai, ero sempre con la famiglia di sotto.
A.C.: Quindi lei non ha ricordo di scenate di gelosia?
N.M.: No, no.
A.C.: Che suo padre può aver fatto a sua madre o che magari si accompagnava con altri uomini?
N.M.: No,no, no,no.
A.C.: Ho capito, grazie. La ringrazio non ho altre domande.
N.M.: Prego.
Presidente: Altro. Signor Pubblico Ministero allora.
P.M.: Nessuna domanda grazie.
Presidente: Avvocato Bevacqua prego. Ah, diamo atto che è arrivato anche l'avvocato Fioravanti.
Avvocato Bevacqua: Senta, lei ricorda la sera di quel fatto, lo ricorda purtroppo sicuramente, quando lei uscì o fu portato fuori dalla macchina, lei dice oggi che avrebbe visto una lucina lontana, com'era scalzo o aveva le scarpe?
N.M.: Non lo so.
A.B.: Non si ricorda.
N.M.: Il trauma penso sia stato forte, non lo so.
A.B.: Certo. Immagino. No, no io non è che voglia scherzarci sopra. Senta, ricorda lei se arrivò vicino a una casa, bussò, aprì, suonò, cioè prima suonò, come arrivò a suonare? Se qualcuno...
N.M.: Non lo ricordo. Non ricordo se suonai o se urlai. Non me lo ricordo.
A.B.: O se urlò.
N.M.: So solo che mi aprirono e dissi che avevano ucciso la mi' mamma.
A.B.: Ecco, ma disse anche "ho il babbo ammalato a letto"? Se lo ricorda questo?
N.M.: No. L'ho letto ma non me lo ricordo d'averlo detto.
A.B.: Però evidentemente se l'ha letto è segno che lei l'ha anche detto.
N.M.: Ma a sei anni, magari, bho..
A.B.: Però il particolare è strano che lei sapesse che il babbo era ammalato.
N.M.: Come se qualcuno me l'avesse detto vuol dire lei?
A.B.: Vero? No, non lo so, penso.
N.M.: Io non me lo ricordo d'averlo detto.
A.B.: Benissimo. Senta, lei aveva i calzini...
N.M.: E non lo so, gliel'ho detto.
A.B.: Non ricorda nulla.
N.M.: Mi ricordo solo che uscii dalla macchina e cominciai a correre
A.B.: Ecco, senta una cosa, a casa sua...
N.M.: A casa mia dove?
A.B.: A casa sua quando era piccolo, a due anni, tre anni, un anno.
N.M.: Non lo so dove stavo. Perchè io sono nato alla Romola però non lo so a che età sono andato a Lastra a Signa.
A.B.: Va be' ma dico, c'era una persona che frequentava, viveva addirittura a casa sua, un certo Salvatore?
N.M.: No.
A.B.: Non se lo ricorda oppure..
N.M.: No, no proprio non lo ricordo. Niente.
A.B.: Ecco. Lei ricorda allora se suo padre le disse - guarda nell'occasione di questo omicidio ho visto Salvatore in mezzo alle canne - si ricorda?
N.M.: Quando me l'avrebbe detto?
A.B.: Non lo so. Lei ricorda questa circostanza?
N.M.: No. Mai parlato con mio padre di quest'affare.
A.B.: No che suo padre disse
N.M.: No, no un m'ha mai detto nulla. Gliel'ho detto, io mio padre la prima volta l'ho visto in carcere.
A.B.: Senta, la sua famiglia è tutta una famiglia composta di persone che derivano come nascita dalla Sardegna?
N.M.: Si.
A.B.: Tutti quanti dalla Sardegna.
N.M.: Cioè i' mi' babbo e la mi' mamma.
A.B.: Babbo, mamma, i parenti e gli amici, eh?
N.M.: E va be' i fratelli della mi' mamma, i Locci.
A.B.: Guardi, sono anch'io un isolano, non me ne vergogno, anzi, sono fiero di esserlo.
N.M.: So che so' sardi.
A.B.: Senta, volevo domandarle quindi lei era, in casa sua, se ricorda, gravitavano, cioè nel senso giravano, che frequentavano la sua casa se se lo ricorda.
N.M.: No.
A.B.: Non si ricorda nulla?
N.M.: No. Un n'ho mai visto nessuno io.
A.B.: Non ha mai visto nessuno?
N.M.: No.
A.B.: Senta lei sa di un biglietto che fu trovato, lei come si chiama di nome?
N.M.: Natale.
A.B.: Natale. A suo padre...
N.M.: Quello dell'82?
A.B.: Ecco... Si, si ricorda di questo biglietto?
N.M.: Non mi ricordo i' contenuto. So di' biglietto.
A.B.: Glielo posso leggere io. Vediamo se se lo ricorda.
N.M.: Certo.
A.B.: "Riferimento di Natale riguardo lo zio Pieto". Ecco, chi era lo zio Pieto? Quanti zii Pietri aveva lei?
N.M.: Io quanti zii Pietri c'ho? Uno.
A.B.: Uno che si chiamava? Come si chiama?
N.M.: Pietro Locci.
A.B.: Poi c'era Pietro Mucciarini? Che cos'era?
N.M.: Pietro Mucciarini, si, il panettiere. Piero. Piero.
A.B.: Piero. "che avesti fatto il nome doppo scontata la pena come risulta da esame ballistico dei colpi sparati" se lo ricorda questo foglio?
N.M.: No. Non l'ho mai visto.
A.B.: Certamente.
N.M.: Sapevo che c'era questo foglio tramite il giudice Rotella.
A.B.: Che fu trovato in tasca a suo padre nel 1982.
N.M.: Così diceva lui. Rotella, si.
A.B.: E se non si crede ai giudici, non è che Rotella si inventa...
N.M.: Certo, certo, no, è, un attimo, il giudice Rotella era convinto che i' mi' zio era i' mostro
A.B.: Va be' ma questo, lei mi dice ma se non si crede ai giudici...
P.M.: Però bisogna vedere se...
A.B.: Lui ha avuto solo la sfortuna che ancora non spara nessuno, solo questo, appena sparano lo buttano fuori. Va be' scusi Pubblico Ministero. Allora, il discorso è questo
P.M.: Non è proprio così se lei ci pensa, comunque dica quello che vuole
A.B.: Io ci penso, ci ho pensato tanto e ci sto pensando ancora.
Presidente: Signori non state a polemizzare non serve a niente.
A.B.: "Riferimento di Natale riguardo lo zio Pieto", questo documento, questo foglio, fu trovato nella tasca di suo padre, va bene?
N.M.: Si.
A.B.: Nel 1982. va bene?
N.M.: Si.
A.B.: E' da lì che nasce il collegamento dei bossoli che si va a vedere '68, '74, '80,'81, '82, eccetera eccetera. Lei ricorda di questa ciorcostanza. Le hanno aftto delle domande gli inquirenti sia esso il giudice Rotella, sia esso il dottor Canessa...
P.M.: Mai visto. Lo vedo oggi per la prima volta.
A.B.: Dottor Canessa, ho sbagliato.
P.M.: Cerchi un foglio in cui c'è il mio nome con il nome di questo signore e poi faccia la domanda!
A.B.: Ho sbagliato.
P.M.: Bene.
Presidente: Bene, bene, forza!
A.B.: Ho detto sia esso dottor Rotella, sia esso il dottor Canessa, allora se non è il dottor Canessa sia esso il dottor Fleury, sia esso il dottor Vigna, sia esso un Pubblico Ministero, sia esso un poliziotto, sia esso un maresciallo dei carabinieri, le hanno fatto delle domande sul punto?
N.M.: Su i' biglietto?
A.B.: Si
N.M.: M'hanno detto che avevano trovato il biglietto ma non m'hanno mai chiesto altro.Cioè m'hanno detto che avevano trovato un biglietto compromettente.
A.B.: Compromettente. Questo biglietto compromettente era compromettente perchè suo padre o chi l'aveva scritto, aveva detto "Riferimento di Natale riguardo lo zio Pieto" giusto?
N.M.: Non lo so.
A.B.: No, aspetti. Io le dico quello che è la frase
N.M.: Ah, si,si, si.
A.B.: "Riferimento di Natale riguardo lo zio Pieto"
N.M.: Si perchè io il biglietto non lo so, capito? Non l'ho mai visto.
A.B.: Le domando, le hanno fatto delle domande su questo punto, no?
N.M.: Si.
A.B.: Quale doveva essere il famoso riferimento, le hanno detto qual'era il riferimento? Le hanno domandato?
N.M.: No, no.
A.B.: E che cosa le hanno domandato?
N.M.: Niente, mi fecero, praticamente mi interrogarono e mi dissero che avevano arrestato i' mi' zii ma niente, che la prova era questo biglietto.
A.B.: Non era la prova era...
N.M.: A me mi dissero così. Che tramite questo biglietto...
A.B.: Si ma le domandarono quale fosse questo riferimento cui faceva...
N.M.: Non ricordo.
A.B.: Non lo ricorda?
N.M.: No.
A.B.: Non lo ricorda. Senta "..e che avesti fatto il nome doppo scontata la pena" non se lo ricorda questo? Di questo discorso?
N.M.: Come?
A.B.: Cioè che suo padre avrebbe scontato la pena, avrebbe fatto il nome del vero assassino dopo scontata la pena, glielo domandarono anche questo?
N.M.: No.
A.B.: Cosa le domandarono, scusi, io non capisco cosa le avrebbero...
P.M.: Presidente, scusi, ma io non vedo l'attinenza di domande fatte dal giudice al signor Natalino Mele su fatti che riguardano Piero Mucciarini nel processo odierno.
A.B.: Signor presidente qua la contestazione che mii viene mossa
Presidente: Qui la circostanza potrebbe essere, teoricamente, attinente.
P.M.: Be, io lo volevo solo far notare
A.B.: Siccome mi contestano anche il delitto del '68 ho diritto almeno di difendermi da questo?
P.M.: Certo.
Presidente: Andiamo avanti.
A.B.: "Che avesti fatto il nome doppo scontata la pena", lei non se lo ricorda questo?
N.M.: No.
A.B.: Ecco, le domandarono qualchecosa in ordine a queste risultanze balistiche, niente, che erano venute fuori? O no?
N.M.: Di mi' zio?
A.B.: Tutto quanto questo episodio
N.M.: No io so che i' mi' zio fu accusato perchè gli trovarono un trincetto, quello lì, che tra l'altro era quello che usava per intagliare il sughero, perchè lui...
A.B.: Il sughero. Ohooo, questo zio quale era?
N.M.: Zio Giovanni.

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