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sabato 24 ottobre 2009

Udienza del 20 maggio 1999 - 3

Quella che segue è una sintesi dell'udienza del 20 maggio 1999 relativa al Processo d'appello per i delitti del "mostro di Firenze" davanti alla prima sezione della Corte d'Assise d'Appello di Firenze.

Segue dalla parte 2
Procuratore Generale: Riguardando la consulenza Lotti, qua il migliore autore per questi reati, secondo me, è Lotti, perversione sessuale, istinti omosessuali, Lotti è mancino ma per certe cose usa ambedue le mani e c'è una cosa che mi allarma, il francese, una volta dice che è stato preso col destro e accoltellato col sinistro ma i periti dicono da destra a sinistra che fa proprio pensare ad un mancino. La consulenza dice, guardate che Lotti non è un mitomane, è vigile, lui sa come rispondere persino ai consulenti, valuta le risposte, si regola a seconda dei casi, è cosciente della sua posizione, in qualche momento, dice Lagazzi, rispondeva in modo palesemente e volutamente evasivo alle domande che gli facevamo e riferiva elementi che facevano parte soprattutto della sua storia personale. E' una persona che davanti a domande specifiche talvolta eludeva le stesse domande oppure si limitava a ribadire che su determinati argomenti non ha nulla di più da dire. Dice che pur essendo persona di risorse culturali e sociali limitate, era in grado di reggere validamente un colloquio con gli interlocutori, è l'atteggiamento di una persona molto attenta a quello che diceva, molto attenta a quello che non diceva. Tutto quello che anche indirettamente poteva in qualche modo portare nuove discussioni su questo argomento lui lo troncava. Si è atteggiato ad uomo mite, che subisce gli altri ma i consulenti non sono d'accordo su questa valutazione e questo è Lotti.
Sull'attendibilità di Lotti, sulla storia dei feticci per esempio, la partenza è amara, i feticci sono destinati alle figlie del Pacciani che se li devono mangiare, poi dice che a Scopeti e a Vicchio vengono sotterrati, lasciamo stare le considerazioni cinghiali o meno, non lo so, forse a Vicchio i cinghiali ci possono essere, a Scopeti credo di no, c'era la fotografia che ha fatto Filastò del cartello cinghiali. Ma io credo che anche un cane se passa sente a distanza gli odori... ...ma non è questo. La lettera che lui dice spedita a tale Manuela che è la collega di lavoro della Pia Rontini. Se partono a spedire questa lettera con qualchecosa dentro e tutto fa pensare che questa cosa sia un pezzettino di queste cose tirate via, come siu spiega col fatto che sono state nascoste? Evidentemente le hanno nascoste lì per non farsele trovare poi lo stesso Pacciani è andato a riprendersele e così via, e quindi per questa via salterebbe la storia del medico. La storia del medico viene anche raccontata in maniera nebulosa perchè l'aggancio col dottore viene dagli Scopeti, l'altra macchina ferma su per la via degli Scopeti che qualche volta si vuole appiccicare al medico e qualche volta al Faggi e non si capisce bene. Una macchina che probabilmente c'era perchè l'ha vista il teste James Taylor, l'ha vista la persona che era con lui l'avvocatessa Gracile, però nel racconto di Lotti questa macchina cambia. Prima l'aggancia al dottore che poi, visto al bar, viene a sapere che è quello che va a Mercatale a pigliarsi il materiale, che anche questa versione contrasta con il nasconderlo prima, col rischio di dover ritornare sul posto e qualche testimone dice che il Pacciani sul posto c'è tornato ma insomma, nasconderlo, ritornare oppure preparare la roba per una terza persona e andarsene via, io non ho trattato e non tratterò la questione che sta a cuore all'avvocato Filastò del serial killer, la scienza va avanti e acquisisce i risultati di quello che è la realltà di tutti i giorni; non s'è mai trovata una combriccola di tre persone, forse 4 che fanno lavori del genere, ma se fosse provato con una sentenza passata in giudicato, la scienza dovrebbe registrarlo e cominciare a scriverci articoli e articoli e piano piano entrerebbe nella letteratura scientifica. La perizia De Fazio, quando sono venuti a testimoniare in questo processo, incalzati, hanno detto che sono partiti per fare un lavoro. per dirigere le indagini, ora voi mi tirate fuori queste storie, noi dovremmo fare una nuova perizia, ma noi siamo partiti impostando il lavoro su una sola persona. A Scopeti ci siamo trovati in difficoltà perchè alcuni dettagli fanno persare che più persone abbiano commesso il duplice omicidio. In questo caso gli omicidi si presentano sempre uguali, la coppia in atteggiamento amoroso, la donna presa di mira, il maschio come elemento che impedisce questa attività e quindi viene tolto di mezzo nel più completo disinteresse, non c'è un contatto fisico con la vittima oltre questa cosa dell'asportazione, il consulente professor Bruno, sia più favorevole ma per questa strada non si arriva a nulla. Nell'immaginario collettivo ci si aspettava questo assassino intelligente, furbo, fortunato e poi è venuto fuori un uomo chiamato Pacciani e c'è stata la prima delusione, una prima sentenza l'ha riconosciuto colpevole un'altra no, è stata riformata ma è questa convinzione che c'era che ci fa vedere questa situazione sotto un certo aspetto impossibile però non è questa la strada che possiamo percorrere in un aula giudiziaria.
Segue...

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