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venerdì 4 settembre 2009

Il blocco Skizzen Brunnen

Il 2 giugno 1992, dalle ore 5,00 alle ore 13,00, venne eseguita una nuova perquisizione presso l'abitazione di Via Sonnino di Pietro Pacciani a Mercatale. "Su un ripiano dei mobile libreria dei salotto, viene sequestrato un portasapone di plastica recante la stampigliature "DEIS", contenente anellini e collanine, e, sempre nello stesso mobile, un blocco da disegno con copertina rossa e la dicitura "SKIZZEN BRUNNEN", con annotazioni all'interno di mano dello stesso Pacciani, datate 10 luglio 1980 e 13 luglio 1981. Vengono inoltre rinvenuta e sequestrati un dizionario tascabile italiano-tedesco e cartoline illustrate della Germania con scritte in tedesco. Il 13 giugno 1992 viene eseguita una perquisizione (presso l'abitazione di Pacciani n.d.r.) in piazza dei Popolo 7 e nella stanza adibita a salotto, vengono rinvenuti e sequestrati matite, pastelli da disegno, penne biro, una taglierina di marca tedesca, una serie di 10 foto a colori della città di Amsterdam, un foglio staccato dal blocco da disegno SKIZZEN BRUNNEN, con due annotazioni di pugno del Pacciani in data 15.7.80 e 13.7.1981, vi erano inoltre delle tracce di scritture latenti, lasciate da chi aveva vergato una qualche scrittura sul foglio o sui fogli sovrastanti, mentre sul cartoncino posto sul retro del blocco figurava scritta a matita una doppia cifra "424/4,60" che sembrava riferirsi a dati, come il prezzo o altro, apposti da chi aveva venduto il blocco. Poiché era risultato dalle indagini svolte che il Meyer Horst aveva frequentato una scuola di disegno e grafica ad Osnabruck e che, come era emerso dalle dichiarazioni dei congiunti, sentiti per rogatoria internazionale, in particolare da quelle della sorella Heidemarie, la giovane vittima era solita usare blocchi da disegno uguali a quello in sequestro, da lui acquistati nel negozio Prelle Shop di Osnabruck, veniva affidato al Gabinetto di Polizia Scientifica l'incarico di eseguire analisi grafiche comparative con le scritture dei due ragazzi uccisi e con quelle dei personale dei negozio Prelle.
Il 4 luglio 1992 il dirigente del Gabinetto dr. Donato depositava la relazione tecnica dalla quale emergeva che, mentre per i caratteri grafici evidenziati sul foglio da disegno, pur riscontrandosi analogie di tracciato e similitudini morfologiche, non poteva essere emesso un vero e proprio giudizio di attribuibilità al Meyer dei caratteri impressi per decalco su detto foglio, diversamente, per ciò che atteneva ai caratteri numerici impressi sul retro del blocco, si era riscontrata un'identità grafica degli elementi di scrittura che rapportavano dette cifre all'autografismo di due commesse dei negozio Prelle Shop, precisamente la cifra 424 a Klenner Lohmann Madane e la cifra 4,60 a Etgeton Stelimacher Annegret Magda".
Rif.1 - Sentenza della Corte di Assise dell'1 novembre 1994 contro Pietro Pacciani (testo in corsivo)

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