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giovedì 22 dicembre 2011

Ruggero Perugini - Deposizione del 15 giugno 1994 - Settima parte

Segue dalla sesta parte.

--Dopo la sospensione --
Presidente: Benissimo signori ricominciamo e allora sentiamo il dottor Perugini che è presente. Passiamo all'altro argomento allora Pubblico Ministero.
P.M.: Prima di passare all'esame di quanto è stato sequestrato in occasione della perquisizione 27 aprile R.P.: 8 maggio e delle successive, vedere un attimo se il dottor Perugini ha preparato quello schizzo…
Presidente: Ah, lo schizzo giusto.
P.M.: … che possiamo vedere, così ci può chiarire con riserva di farlo successivamente, presidente, con riserva di farlo fare con le misure idonee dalla polizia scientifica…
Presidente: Se siete d'accordo tutti lo facciamo fare.
P.M.: Penso la prossima udienza lo portiamo fatto con le misure fatte. Oggi ci dobbiamo accontentare della pazienza e dell'abilità come disegnatore oltre che come investigatore del dottor Perugini, il quale magari ci farà capire sommariamente i luoghi che ci ha indicato stamani. Soprattutto interessa al P.M. rispetto alla strada, alla via Sonnino, come si arriva a questa casa, quali tipi di percorsi bisogna fare, quali interruzioni innaturali o innaturali cioè porte o chiavistelli o cose del genere ci sono per arrivare alle abitazioni.
Presidente: Ci vuole un microfono, quel microfono non funziona?
P.M.: A vederlo sembra avveniristico, non lo so. Ecco, rispetto alla via Sonnino vedo è indicata in basso, partiamo da lì.
Presidente: Ecco, in basso c'è la via Sonnino.
R.P.: Allora questa è la via Sonnino, questo è lo scivolo.
P.M.: Lo scivolo che è in salita, perché mi pare…
R.P.: Qui di fronte c'è l'ingresso di una abitazione, qua c'è un piccolo slargo.
P.M.: Abitazione di terzi?
R.P.: Di terzi si, si gira a destra…
P.M.: E’ tutto aperto o ci sono dei…
R.P.: Fin qui è tutto aperto.
P.M.: Bene.
R.P.: Tutto aperto nel senso che è scoperto e…
P.M.: Non ci sono cancelli.
R.P.: No, no. Qui abitazione, qua c'è un muro, qua c'è una specie di, io lo chiamo, cunicolo, ma è un passaggio coperto ricavato nel corpo di questa palazzina, chiamiamolo così. Ecco qua si esce allo scoperto e si arriva a questa corte.
P.M.: E’ una corte comune?
R.P.: E’ una corte comune. Qua c'è l'abitazione dei vicini del Pacciani.
P.M.: Come entrano i vicini, scusi?
R.P.: Hanno una porta qui.
P.M.: Sul cortile.
R.P.: Hanno una porta qui, ma hanno portefinestre sull'orto.
P.M.: Bene.
R.P.: E qui c'è l'ingresso dell'abitazione di Pacciani, quella piccola.
P.M.: Là, quella 28.
R.P.: Ecco, la finestra, una delle finestre di questa abitazione è quella che dicevo affaccia sull'orto, tutte affacciano sull'orto, però una in particolare è quella da cui si poteva vedere nel filmato le tegole che arrivavano all'altezza della finestra. Queste sono tegole.
P.M.: Bene.
R.P.: Torniamo indietro, qua, ecco, qua c'è la porta, qua c'è quel famoso corridoio coperto.
P.M.: Ci sono interruzioni tipo porte, cancelli?
R.P.: Qua c'è un cancello.
P.M.: E’ il primo accesso?
R.P.: Un cancello che è normalmente chiuso a chiave.
P.M.: C'è una chiave.
R.P.: Sì, la chiave era nella casa di via, di piazza del Popolo. Questo corridoio, qua subito sulla sinistra c’è un bagnetto; si prosegue, si esce, si esce su questo spazio aperto; qua, questa è la strada, chiamiamola asfaltata, di cemento che porta alla porta del civico 30, l'abitazione più grande. Qua, immediatamente a sinistra di questo corridoio, c'è questo magazzino, quello soppalcato.
P.M.: Da cui si accede, mi scusi? Dall'aiuola?
R.P.: C'è una porta qua, si esce nel corridoio, poi si va all'aperto, si gira a sinistra e c'è questo magazzino con un soppalco superiore.
P.M.: Bene.
R.P.: Sulla sinistra c'è un'aiuola, questa è sempre la strada di cemento; qua c'è il limite corto ecco un lato corto dell'orto.
P.M.: Come è delimitato?
R.P.: Qua no, qua c'è un muretto basso, sopra c'erano dei vasi. Questo è l'angolo di cui parlavo, da cui c'è un accesso all'orto. Qua c'è il dialetto delimitato dai travetti di cemento.
P.M.: Quei disegni che lei fa con tutti i bucherelli sono travetti?
R.P.: Esatto.
P.M.: In terra, appoggiati in terra?
R.P.: In terra, sì, seminterrati. E qua a destra e a sinistra dell'orto, ci sono alcuni alberi da frutta, non ci sono alberi ornamentali.
P.M.: Acacie non ce ne sono?
R.P.: Noi, io mi intendo poco di alberi, però mi pare che ci fosse un vero, un diospero…
P.M.: Chiederemo alla corte di utilizzare il filmato, almeno insisteremo.
R.P.: Ecco, qui per esempio ci sono delle rose e delle viti, rette da paletti di cemento verticali della stessa natura di questi.
P.M.: Allora andando per ordine, dottore, i posti di avvistamento da dove si vedeva il Pacciani nell'orto…
R.P.: Qui.
P.M.: Sono lì, bene il punto che lei ha ricostruito attraverso…
Presidente: In corrispondenza di dove è scritto “albero pesco”, diciamo, per identificare il lato, sulla destra, diciamo..
R.P.: Qua c’è un muretto con una rete, qua è proprietà di altri, di un'altra famiglia; c'è una palazzina su due piani, il punto di osservazione era al secondo piano, secondo piano: sono piani bassissimi.
P.M.: Un po’ rialzato e dov’è che scavava, secondo questa ricostruzione?
R.P.: Allora deve tornare indietro, l'ho scritto: area in cui il Pacciani è stato fotografato. Qua.
P.M.: Bene, in quell'area lì.
R.P.: Questa area qui.
P.M.: E dove sono i paletti, così come ha ricostruito lei nella descrizione stamani, che sarebbero stati mossi, e dove?
R.P.: Io direi che si tratta dei primi paletti, questi qua.
P.M.: Ci ha spiegato perché stamattina.
R.P.: Si, perché si andava progressivamente.
P.M.: Bene.
R.P.: Ho dimenticato di dire che qui in prossimità dell'area di osservazione vicino c'era un albero da frutto, non so se un pesco, un albicocco o che - non una caccia - c'era un manufatto in, diciamo, una specie di cubo, cubo.
P.M.: Di cemento?
R.P.: Un muretto no, erano pezzi più svariati cementati insieme, c'era di tutto: mattoni, grosse, grosse pietre.
P.M.: Aveva una funzione?
R.P.: No a quanto abbiamo potuto vedere no, ecco.
P.M.: Non apparente almeno.
R.P.: Infatti lo smontammo, lo smontammo per capire che ci stava a fare, se c'era qualcosa dentro, se c'era qualcosa sotto, se servisse a delimitare qualcosa, magari era solo qualcosa che aveva fatto per sedercisi sopra, però…
P.M.: Non avete capito.
R.P.: Non aveva una funzione apparente.
P.M.: Bene, l'orto vero e proprio qual era allora?
R.P.: E’ questa area qui. Vede, qua c'è una rete metallica che delimita la proprietà del Pacciani, con una sorta di marciapiedino piastrellato e che è dei vicini, l'abitazione dei vicini.
P.M.: Senta una cosa, il lato più corto di questo orto quale lunghezza può avere quale larghezza ha? A occhio, poi lo misuriamo, per dare le dimensioni a noi, il lato lungo, se non sbaglio stamani ho sentito parlare di un 15 metri. Così ho sentito.
R.P.: Detto, sì, più o meno insomma… è un cinque metri… quattro metri.
P.M.: No per capire una sorta di scala che lei può aver fatto.
R.P.: Si un cinque, penso un 5 m, però, ecco non posso essere preciso, non sono molto abile nel calcolare…
P.M.: Ecco, questo orto comunque non ha alcun accesso tranne quello che c'ha fatto vedere lei con l'esterno? I confini sono, o lui stesso come abitazione o vicini…
R.P.: L’unico accesso è quello.
P.M.: Ecco quindi nessuna veduta sulla via Sonnino?
R.P.: No, è cieco.
P.M.: Benissimo, io allora, dottore, su questo…
R.P.: Per essere più precisi le abitazioni, diciamo più basse sono quelle, quella del Pacciani… Abbassi un attimo, per cortesia, no, mi scusi al contrario. Ecco, l'abitazione del Pacciani si estende per una parte in qua, poi c'è il magazzino...
P.M.: Magazzino legnaia dell'abitazione?
R.P.: No magazzino legnaia, magazzino e legnaia.
P.M.: Sì, dico, sono magazzino e legnaia dell'abitazione Pacciani.
R.P.: Dell'abitazione Pacciani.
P.M.: Quindi quel confine li dell'orto è con se stesso?
R.P.: Si questo è, diciamo, un altro sentierino che è fra le mura e la recinzione dell'orto.
P.M.: Bene.
E gira qua intorno. Qua se non vado errato - adesso però senza il filmato mi è difficile - si rientra nell'orto, perché qua poi riprende la rete dei vicini, quindi… credo che qua ci sia un'interruzione e si rientri nell'orto, però non sono sicuro…
P.M.: Presidente, se la corte è d'accordo, provvederà alla polizia giudiziaria a redigere uno schizzo con le misure di scala…
Presidente: Siete tutti d'accordo?
P.M.: Per la prossima udienza.
Presidente: Altrimenti nominiamo un perito.
P.M.: Altrimenti teniamo questa, presidente, io…
A.B.: Questa proprio…
P.M.: L’abbiamo già utilizzata…
R.P.: Le mie attività di disegnatore sono quelle che sono.
Presidente: ma comunque se facciamo redigere uno schizzo di scala…
A.B.: Uno schizzo presidente…
Presidente: Bene, uno schizzo in scala.
P.M.: Penso che possa essere più utile. Bene dottore potrebbe sintetizzare in questa perquisizione, al di là di questo proiettile che ci ha già spiegato come e quando è stato trovato, che cosa fu sequestrato innanzitutto? Durò alcuni giorni, ci ha già spiegato stamani come e vorrei sapere se nel verbale di sequestro, oltre il proiettile, avete evidenziato oggetti diversi che possono interessare l'indagine? Cosa ricorda almeno? Poi passiamo alle altre due perquisizioni.
R.P.: Allora vado a memoria. Notammo ecco, in quella perquisizione trovammo una certa quantità di denaro in BOT, mi pare, titoli e denaro liquido, poi c'era un libretto, però non ritenemmo di sequestrarlo, trovammo anche assegni…
P.M.: Non aveva attinenza con la vostra indagine?
R.P.: No, però prendemmo nota per fare accertamenti, perché…
P.M.: Sulla provenienza?
R.P.: Si perché era piuttosto…
P.M.: Notevole, ricorda grosso modo il totale?
R.P.: Ma mi pare che fossero intorno al 120/130 milioni.
P.M.: Bene andiamo avanti.
A.F.: Ma sono calcoli fatti da voi oppure?
P.M.: No c'è un verbale in cui sono elencati uno per uno i titoli e i contanti.
A.F.: Con gli interessi da calcolare?
P.M.: I verbali sono in atti, direi che non rileva ai fini….
R.P.: No comunque non ci mettemmo a sequestrare queste cose, prendemmo soltanto atto.
P.M.: È descritto nel verbale. Direi che al P.M. non interessa questo particolare quindi non ho domande. Dottore, andiamo avanti.
R.P.: Poi sequestrammo, io sequestrarli…
P.M.: I quadri.
R.P.: Dei quadri, sequestrargli i quadri di Pacciani, almeno i quadri firmati da Pacciani, va be’ essendo firmati ero tenuto… sequestrare i quadri in particolare perché uno aveva colpito la mia attenzione. Aveva colpito la mia attenzione in riferimento alle considerazioni che avevo, alle cose che mi erano venute in mente la volta scorsa su quell'altro quadro. Il quadro era stato dipinto in epoca successiva al 1985, adesso la data esatta non la ricordo ma mi pare che fosse il 1986 o il 1987, comunque dopo l’85 ed era una veduta del castello di Badia a Passignano. Veduta piuttosto ben fatta devo dire, che però era in un secondo piano dietro a sette alberi, mi pare fossero tipo pini marittimi…
P.M.: E furono…
R.P.: Ad ombrello, con chioma ad ombrello. Sette alberi che proiettavano una forma...
P.M.: Lunga anziché rotonda.
R.P.: Ecco ora il discorso…
P.M.: Va be’ le considerazioni le lasci fare, lei lo sequestrò.
R.P.: No, ma feci fare degli accertamenti sul terreno, cioè spedii, feci andare…
P.M.: Sul luogo apparentemente raffigurato?
R.P.: Esatto, mandai degli agenti a Badia a Passignano con l'incarico di rintracciare il posto in relazione alla raffigurazione del quadro.
P.M.: Alla raffigurazione. Va be’ il pittore però ci ha sempre il suo estro personale, no?
R.P.: Si questo è vero.
P.M.: Comunque…
R.P.: Però quelli non ritrovammo, ecco.
P.M.: Non c’era nemmeno un albero?
R.P.: No.
P.M.: Senta una cosa, sequestraste nient'altro? In quella…
R.P.: Si, sequestrammo altri quadri, perché questa attività pittorica… insomma volevamo… poi li facemmo radiografare.
P.M.: Per capire se c'era qualcosa anche…
R.P.: Esatto.
P.M.: Dottore, passiamo poi alle perquisizioni successive. Voi ne avete fatte altre due, esattamente una il 2 giugno e una il 13 giugno, ci vuole spiegare perché…
R.P.: Ah ecco scusi, termino, perché sequestrai anche un berretto con visiera mi pare di plastica, un berretto che era un berretto di quelli pubblicitari di una ditta di Calenzano, un biscottificio, mi pare, certo Belli, credo che facemmo accertamenti, anzi sicuramente abbiamo fatto accertamenti sull'epoca in cui e l'occasione in cui quel berretto fu fatto, la pubblicità fu fatta.
P.M.: Ricorda l'esito di questi accertamenti o ce lo deve dire…
R.P.: Non me lo ricordo, ma bisogna andare a guardare gli atti.
P.M.: Lo dirà qualche altro che ha provveduto a questi accertamenti.
R.P.: Lo feci perché era di Calenzano.
P.M.: A lei sembrò opportuno farli.
Segue...

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