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mercoledì 28 dicembre 2011

Baldo Bardazzi - Verbale del 01 agosto 1984

Il primo agosto 1984 Baldo Bardazzi si recò presso la stazione dei carabinieri di Borgo S. Lorenzo per rilasciare le dichiarazioni che seguono.

"Sono titolare di un esercizio pubblico, Bar ed alimentari sito in borgo San Lorenzo loc. “La Torre” lungo la SS 551 “Traversa del Mugello” e denominato “Bar La Torre”. Mi presento spontaneamente dopo aver già verbalmente sommariamente raccontato all'ufficio i fatti in quanto ho notato una serie di circostanze che ipoteticamente potrebbero avere rilievo ai fini della indagine in relazione al duplice omicidio Stefanacci-Rontini. In data 29 luglio domenica, verso le 16,45, poco prima o poco dopo, si presentavano nel mio bar due giovani, che io conoscevo solo di vista, nel senso che non erano facce nuove e già altre volte erano stati nel mio locale, che poi riconobbi il lunedì pomeriggio leggendo il giornale e vedendo le foto come due ragazzi trucidati dal cosiddetto mostro. Sono sicuro che si tratta dei due ragazzi riconosciuti anche da mio padre e da mia sorella, che erano come nel bar. I due ragazzi, entrati nel bar, ordinarono due panini e da bere e si misero a consumarli nei tavolini dentro il bar. Il ragazzo prese un panino con arista e funghetti: fui io stesso a consigliarlo a prendere la arista; la ragazza prese un panino con cozze e una coca cola. Il ragazzo prese una birra. Non ricordo come erano vestiti i ragazzi. Sono certo comunque che gli stessi si comportavano del tutto normalmente e non c'era nulla in loro che potesse attirare l'attenzione, nel senso che non erano vestiti in modo appariscente, estroso o scollacciato, non si davano ad effusioni ne erano particolarmente riderecci. Si comportavano cioè del tutto normalmente. Subito dopo l’arrivo dei ragazzi, a distanza di forse un minuto, arrivò nel bar un individuo solo, mai visto prima. Ho notato questa persona in primo luogo perché era molto ben vestita, tanto che pensai, anche per il suo comportamento iniziale, che potesse essere della Finanza, in secondo luogo per come guardava i ragazzi. si trattava di un uomo dell'età di circa 50 anni, alto circa 175 (era certamente più alto di me che sono 1,68) o anche di più; di corporatura robusta, con la faccia abbastanza piena, i lineamenti irregolari, occhi marroni, naso normale, fronte ampia e stempiata, capelli molto corti biondi sul rossiccio, nessun segno particolare né in faccia né altrove, guance non incavate, senza occhiali, zigomi non sporgenti, mento non pronunciato, in ottime condizioni fisiche, senza barba, né baffi, né basette, senza occhiali, non è abbronzato. L'individuo di cui sto dicendo aveva un completo, pantaloni e giacca, di colore beige chiaro, camicia celestina, cravatta scura, scarpe scure, portava la mano sinistra, mi pare all'anulare, un anello vistoso forse con uno stemma o su quel tipo, grosso, mi pare quadrato. Le sue mani erano grandi e grosse proporzionate alla corporatura. Solo per dare un'idea sul volto di questa persona posso dire che somiglia moltissimo ad una persona che io conosco abbastanza bene e che si chiama Vignini, non ricordo il nome, che è un infermiere di Luco, abita in viale della Resistenza a Borgo S. Lorenzo ed ha una Fiat 127 bianca. Naturalmente sto dicendo ciò solo per dare delle indicazioni sul volto di questa persona che, di certo non era il Vignini, che io conosco bene. La somiglianza col Vignini, fu notata anche da mio padre, da mia sorella e dalla mia nipotina, tutti nel locale. Rispetto al Vignini questo individuo era un po' più robusto (il Vignini ha più pancia) ed era rossiccio, di colorito roseo, (il Vignini è più moro) aveva i capelli più corti rispetto al di Vignini. L'espressione di questo individuo era però diversa in quanto questi era di faccia burbero, come incazzato. L'ufficio dà atto che in base alle descrizioni del Baldazzi, viene gradualmente effettuato un approssimativo identichit che l'interessato dichiara essere abbastanza somigliante, anzi quasi preciso, salvo che per l'espressione, in quanto quella dello sconosciuto era un ho più truce, del tipo di persona a cui girano le scatole. Come già detto sia io che mio padre abbiamo notato questa persona in quanto ci sembrò un finanziere o qualcosa di simile, tanto che mio padre, come ovvio, mi disse di fare attenzione a fare tutto regolare, cioè gli scontrini ecc.. Inoltre, poiché da tempo gestiamo questo bar ci siamo abituati, allenati del tutto naturalmente a dare una occhiata attenta ai clienti. Questo individuo ordinò una birra a mia sorella, pagò, ed uscì fuori dal locale per sedersi in un tavolino antistante. Dalla sua posizione, attraverso la porta aperta, guardava i ragazzi, dico meglio addirittura li scrutava con intensità, amarezza, rabbia, continuità. Sono sicuro di quello che dico e non sono stato suggestionato dall'aver letto sul giornale ciò che è accaduto in quanto ho notato ciò quella stessa domenica, prima che succedesse il fatto commentando la particolarità e stranezza dell'episodio con mio padre e mia nipote. Appena entrato l'individuo nell'uscire fuori con la birra, volgendo uno sguardo in direzione dei ragazzi, ebbe come un moto di stizza o di rabbia, cioè contrasse degli occhi digrignano con la bocca mostrando appena i denti. Quando l'individuo si portò fuori continuò ad avere questo stesso modo di stizza più volte. Ricordo perfettamente che aveva la mano destra davanti la bocca, come se volesse coprire il movimento che faceva con la bocca. Almeno a mio giudizio non poteva essere assolutamente un tic, sia perché guardava intensamente, con profondità e coprendo gli occhi, sia perché lo faceva in direzione dei ragazzi, mentre non lo fece chiedendo la birra, pagando, o quando restituì il bicchiere, sia perché sono sicuro che non era un gesto meccanico ma proprio motivato. L'individuo non smise mai di guardare i ragazzi, addirittura girava il collo a tal fine. Nell'immediatezza del fatto sia io che mio padre (Baldazzi Piero) che mia nipote (Santi Sabrina di anni 12) notammo quanto sopra, tanto che mio padre fece una battuta a me dicendomi qualcosa tipo: “ ma non gli verrà un torcicollo”. Ricordo che la Sabrina disse qualcosa tipo: “ ma è sempre in quella maniera?”, intendendo che li guardava sempre. Meravigliati da questo fatto ed anche preoccupati che l'individuo potesse guardare in teoria qualcosa che non andava nel locale o nei ragazzi, proprio al fine di controllare come mai e perché scrutava in quel modo, mio padre, al quale io feci appositamente un panino, se ne andò fuori, vicino allo sconosciuto, sedendosi a mangiare il panino. I ragazzi restarono nel locale circa mezz'ora, poco più, poco meno; lo sconosciuto non smise mai di guardarli e di ripetere continuamente il gesto detto del ghigno di cui sopra. Durante tale periodo lo sconosciuto bevve lentamente un bicchiere di birra. Quando i ragazzi si alzarono per andarsene lo sconosciuto improvvisamente, con gesto repentino, buttò giù di colpo, in un solo sorso, la metà di birra che gli era rimasta, si avvicinò al bar restituendo il bicchiere e la bottiglia e andò subito via, a distanza di pochissimi secondi rispetto ai ragazzi. Ricordo che notai appunto il fatto che lo sconosciuto impiegò quasi mezz'ora a bere mezzo bicchiere di birra e poi invece beve l'altra metà d'un colpo appena vide alzarsi ragazzi ricordo che proprio in relazione a tale fatto commentare con mio padre che era strano. Ovviamente, pur meravigliandoci, non facemmo poi altri commenti, ne pensammo null'altro di particolare, sia perché non avevamo ulteriori elementi di sospetto, sia perché ci capita spesso di servire clienti un po' strani. Non ho sentito la voce di questo individuo che ha solo ordinato una birra a mia sorella (la quale mi ha riferito di non aver notato accenti particolari e che da quelle due sole parole che disse le sembrò poter essere toscano, della zona meglio) e non ha detto nessun altra cosa. Anche quando mio padre ebbe a sedersi vicino a lui, proprio per cercare di scambiare due chiacchiere, sia perché incuriosito dal suo atteggiamento, sia per il pensiero iniziale che potesse essere della Finanza, lo sconosciuto non disse nemmeno una parola. Nel piazzale antistante il locale di regola i clienti posteggiano la macchina. Ed infatti anche due ragazzi avevano posteggiato la loro auto, che io vidi, e che era una Panda chiara. Lo sconosciuto invece non posteggiò la macchina nel piazzale. Il mio bar si trova sulla destra e vi sono vicino poche abitazioni il cui conduttori certamente io conosco. Escludo quindi che potesse essere del posto ed escludo che potesse essere venuto a piedi in quanto il mio bar e sulla strada fuori dal paese, tra l'altro a quell'ora non passa alcun pullman di linea. Sono altresì certo che lo sconosciuto non ebbe a posteggiare l'auto fuori, nel piazzale antistante il bar, in quanto ricordo che vi era solo la Panda dei due ragazzi, almeno all'inizio quando arrivarono loro e lo sconosciuto. Solo successivamente arrivarono altre macchine. A mio avviso lo sconosciuto, verosimilmente in macchina, ebbe a posteggiare l'auto nella stradina laterale che fiancheggia il mio locale dalla parte sinistra in direzione Firenze cioè in faccia alla Samoa. Ciò dico in quanto con molta probabilità avrei notato io, un mio padre, un'autovettura sconosciuta che fosse posteggiata lì davanti o anche di fronte, ovvero sulla sinistro sulla destra, anche a una certa distanza, purché in faccia al locale. Non so dire se lo sconosciuto, uscendo dal locale si sia diretto verso destra o verso sinistra, in quanto io sono rimasto dentro, mio padre era rientrato nel bar, mia sorella era stata sempre dietro il bancone e mia nipote era dentro. Ovviamente nessuno di noi badò più allo sconosciuto, ne pensò di controllare verso dove si dirigesse o dove avesse l'auto, che a mio giudizio era vicina, in quanto egli entrò nel locale immediatamente dopo i ragazzi. Al momento ritengo che non vi sia null'altro da aggiungere e mi impegno sia a comunicare qualunque altra circostanza di rilievo mi venisse in mente, sia ad avvisare subito voi carabinieri qualora dovessi rivedere questa persona."

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