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giovedì 3 novembre 2011

Ruggero Perugini - Deposizione del 13 giugno 1994 - Decima parte

Segue dalla nona parte.
Presidente: Bene, introduciamo di nuovo il teste: dottor Perugini. Bene allora la parola era all’avvocato Bevacqua, vero? Avvocato Fioravanti prego.
A.F.:
Presidente: Abbiamo problemi di microfono… abbiate fede.. Ah c’è qualche piccolo problema di microfono… Io ce l’ho… Guardi lei Filippo, guardate l’altro, guardate se funziona l’altro. Ecco quindi vanno bene sia il microfono dell’avvocato Fioravanti che quello dell’avvocato Bevacqua, va bene superato questo inconveniente tecnico… va bene, speriamo meglio, allora avvocato Fioravanti prego.
A.F.: Dottor Perugini io vorrei sapere se nella perquisizione del 1990, di cui non c’è traccia negli atti, furono rinvenuti quegli oggetti di cui ai verbali delle perquisizioni…
P.M.: Allora c’è traccia?! Se c’è i verbali c’è traccia di questa perquisizione.
A.F.: Ho detto…
P.M.: Dice della perquisizione di cui non c’è traccia…
Presidente: Avvocato…
A.F.: Io sono sfortunato…
Presidente: Lei ponga la domanda in maniera precisa.
A.F.: Sono sfortunato.
P.M.: Nella perquisizione di cui...
Presidente: Fu fatta una perquisizione di cui non fu fatto verbale?
P.M.: Altrimenti non si capisce.
A.F.: Il dottor Perugini questa mattina, io voglio precisarlo, ha parlato di una perquisizione nel 1990, su quella sua dichiarazione fatta io chiedo se i verbali del 1992, maggio/giugno, rispondono e riportano quegli oggetti sequestrati poi nel 1992 e visti anche nel 1990. Visti...Da voi.
R.P.: Mi può ripetere qual è l’oggetto della domanda? Se quegli oggetti… Quali oggetti?
A.F.: Di cui ai verbali del maggio e giugno ’92… blocco Skizzen…
R.P.: Ah ecco!
A.F.: Portasapone, poi altri oggetti di bigiotteria sono stati individuati prima che venisse fatto quel verbale, cioè in un altro anno, nel ’90. Questa è la domanda
R.P.: Allora nel 1990 la nostra attenzione si focalizzò su tutti gli oggetti presenti in casa di Pacciani. Io non ho memoria di aver prestato a questi oggetti poi successivamente notammo, io notai, nel dicembre ’91, nell’ambito di una perquisizione con più ampio obbiettivo, però debbo onestamente dire che non ho memoria certa di averli… cioè non richiamarono la mia attenzione. Per essere onesto e corretto debbo dire che non… può darsi anche che mi siano passati per le mani ma non ci feci attenzione. Non particolarmente. Ma in realtà su quegli oggetti, che io invece notai nel dicembre ’91, che notai nell’aprile/maggio ’92, che sequestrai il 2 giugno e il 13 giugno ’92, nel ’90 non richiamarono la mia attenzione.
A.F.: Vorrei sapere un’altra cosa…
R.P.: Quindi non ne rammento l’ubicazione… non… ecco… Certamente avvocato la quantità di oggetti, la quantità di carte, la quantità di cose che erano presenti nelle tre abitazioni e tre pertinenze di Pacciani erano di tale mole per cui, per quanto io abbia una discreta memoria, mi è difficile oggi ricordare tutto. Se non c’è traccia negli atti della perquisizione del 1990 vuol dire che in quella circostanza non furono presi in considerazione.
A.F.: Dunque la perquisizione… tutte le perquisizioni e tutti gli interventi della Polizia e dei Carabinieri furono fatti da determinate persone: tutta la squadra della SAM…
R.P.: Si.
A.F.: C’è qualcuno della squadra SAM che era stato designato a perquisire, ad intervenire che ad un certo punto non è intervenuto?
R.P.: In che senso?
A.F.: Cioè voi eravate dottor Perugini, Riccardo Lamperi, ispettore, Assistente Alessandro Venturini, Mario Spina, Callisto Di Genova, Paolo De Simone, Nunziatina Mantini, Paola Baghino, Lidia Scirocchi, Gianpiero Mella, Giuseppe Pizzo, Capitano Scriccia, Arturo Minoliti, Maresciallo, Pietro Frillici.
R.P.: Allora, faccio delle precisazioni. Innanzitutto l’elenco di persone che lei ha finora detto non sono soltanto coloro che eseguirono la perquisizione, quelli che eseguirono le perquisizioni sono ben individuati: Pizzo e Colagiacomo nonché l’agente di Polizia Scirocchi, l’agente di Polizia Nunzia Mantini, l’agente di Polizia Paola Baghino avevano diverse funzioni che erano quelle di osservazione e di intercettazione, quindi non comparvero nelle perquisizioni; l’agente di Polizia Scirocchi comparve, partecipò alla perquisizione del 1990 essendo membro effettivo della SAM, in organico alla SAM, tutti gli altri che ho detto prima no. Per quanto riguarda i Carabinieri anche loro, quelli che lei ha citato, parteciparono alla perquisizione di cui lei fa riferimento e che certamente è quella dal 27 aprile all’8 maggio, se non sbaglio…
A.F.: Si è questa.
R.P.: Perfetto, allora alla perquisizione dell’11 giugno 1990 partecipano oltre me l’ispettore Sirico, partecipano gli altri allora in forza alla SAM, non partecipa per esempio l’ispettore Lamperi che ancora non era in forza alla SAM, partecipa il capitano Scriccia del ROS e partecipa il maresciallo Frillici del ROS, questi sono i nomi che lei troverà. Nel dicembre 1991 alla perquisizione partecipano soltanto gli esponenti della SAM quindi oltre me ci sta l’Ispettore Lamperi che nel frattempo è stato assunto in forza e ci stanno gli altri che lei ha indicato. In tutte le altre perquisizioni ad esclusione di quelli che le ho detto prima, tutti quanti hanno partecipato. Premetto che tanto nel ’90, quanto nel ’91, quanto nel ’92 le perquisizioni vengono condotte secondo un determinato criterio, io non ho capito la sua domanda, cosa mi era ad evidenziare, ma le anticipo subito che noi cercammo tutti insieme per luoghi, ognuno, ci fu una divisione di incarichi che io feci prima della perquisizione attribuendo ad ognuno il compito di cercare determinate cose, chi doveva ricercare documenti, chi doveva cercare elementi o oggetti d’altra natura, metalli e così via.
A.F.: C’è qualcuno che doveva cercare metalli e che non è stato poi chiamato alla perquisizione perché si è rifiutato?
R.P.: Qualcuno che doveva cercare?
A.F.: Metalli.
R.P.: E che non è stato chiamato? Nessuno si è mai rifiutato.
A.F.: Rifiutato, prendo atto della risposta. Un’altra cosa, nel 1991, 6 dicembre…
R.P.: Si.
A.F.: Mentre eravamo in attesa dell’uscita di Pacciani dal carcere…
R.P.: Ricordiamo entrambi.
A.F.: Beffando anche l’avvocato Fioravanti perché altra strada… E’ stato bloccato Pacciani all’uscita, tornato in cella insieme a voi è stato perquisito, Pacciani nella persona e la cella, sono stati portati via svariati materiali di cui al verbale, c’è un verbale di perquisizione…
R.P.: Esatto.
A.F.: Parte di questi materiali circa 8 o 10 giorni dopo… poi le posso dire anche… furono restituiti a Pacciani?
R.P.: Allora mi permetta di fare alcuni aggiustamenti alla sua versione.
A.B.: Lei deve fare solo le risposte.
R.P.: Si…
Presidente: Signori per favore non sottilizziamo!
R.P.: Io rispondo facendo gli aggiustamenti nel senso che non tornammo in cella con il Pacciani, il Pacciani lo aspettammo all’uscita, il Pacciani aveva con se un sacco, un sacco grande e uno piccolo di effetti personali e di carte, ci fidammo del fatto che gli agenti di custodia ci avevano detto che la cella era totalmente vuota e pulita, la perquisizione quindi avvenne prima dell’uscita nella stanzina che è prima dell’uscita, in quella circostanza e questo anche per memoria dell’imputato, non sequestrammo riviste, che non c’erano, a parte una pagina di rivista che era quella riproducente una donna con il seno e la vagina sottolineati, ma sequestrammo soltanto documentazione, c’erano memoriali, c’erano disegni, c’era carta scritta da lui, articoli di giornale fra cui quello di cui ho parlato prima. Per quanto riguarda la seconda parte della sua domanda e cioè se successivamente fu restituito di quella roba parte al Pacciani dico no. Al Pacciani, nei giorni succesivi, io, perché lo andai a trovare nella sua casa di Via Sonnino, 30, su sua richiesta portai una foto della scientifica, una riproduzione del quadro “Sogno di fatascienza” e alcune fotocopie di disegni e poesie che gli avevamo nella circostanza sequestrato. Fotocopie di disegni e poesie.
A.F.: Ecco per caso dopo che lei da solo tornò da Pacciani…
R.P.: Si.
A.F.: …e Pacciani dice perché mezz’ora dopo c’era anche il sottoscritto, di avergli riportato un pacco di giornali legati con uno spago, avendogli detto ci può accendere il fuoco… ecco vorrei sapere se questo risponde a verità.
R.P.: E’ falso e le dico anche una cosa, le riviste pornografiche che noi abbiamo discusso questa mattina le trovammo in casa di Pacciani esattamente nel mese di giugno… l’11 giugno 1990, in quel cassetto di cui parlavo, epoca in cui Pacciani era ancora in carcere, quelle riviste furono sequestrate. Per quanto riguarda i giornali, ecco adesso che lei mi ci ha fatto pensare, nel 1990 fra i sacchi di cose che lui deteneva ed esattamente nello sgabuzzino alla sinistra del corridoio, c’erano numerosissimi giornali, la ricerca fu fatta, lei rammenterà che la lettera alla dottoressa Silvia Della Monica fu scritto l’indirizzo con pagine… con lettere ritagliate da riviste e giornali, fu controllato il materiale, i quotidiani e le riviste furono controllate in quella circostanza e notammo che da alcuni… credo che sia citato negli atti, che da alcuni giornali, alcune edizioni degli anni passati mancavano degli articoli di giornale, cercammo che cosa riguardassero questi articoli di giornale e scoprimmo che l’argomento era sempre il… diciamo l’assassino delle coppiette, noi non abbiamo mai portato al Pacciani dei giornali per accendere il fuoco né per altri motivi, mi risulta invece che lui li abbia ancora trovati in casa e qualche tempo dopo la scarcerazione, quando già si era insediato in Via Sonnino, prese contatti con Don Cuba, Don Cubattoli, perché glieli venisse a portare via insieme ad altre cose: fiaschi, pezzi di una motoretta… Questa è la mia memoria.
A.F.: Erano soltanto damigiane oppure erano anche altri materiali quelli che…
R.P.: Credo che fossero anche altri… fossero… adesso non ricordo comunque voglio dire la cosa è… ha la rilevanza che ha, comunque lui parlando con Don Cuba gli chiese che gli portasse via un po’ di roba.
A.F.: Ecco, un po’ di roba è un po’ generico, comunque…
R.P.: Lo chieda al suo assistito…
P.M.: O a Don Cuba.
R.P.: O a Don Cuba, non c’è problemi è contattabile, è vivo.
A.F.: Ecco, lei ha mai usato il metodo, me ne guardi bene dal fare offese assolutamente…
R.P.: Per carità.
A.F.: Ha mai usato il metodo di cercare il mostro o la direzione del mostro tramite qualche mago? O maga?
R.P.: Dio me ne scampi. Questa è un’indagine in cui non c’è spazio per maghi e stregoni avvocato…
A.F.: Mai col pendolino?
R.P.: Grazie a Dio… E’ un… Non ne faccio un mio vanto ma vede essendo alla SAM, avendo quindi la triste esperienza di essere funestato pressoché quotidianamente da segnalazioni di arcana provenienza, comprese quelle che ci annunciavano prossime uccisioni del mostro… sono molto lieto di dire che non ci hanno mai azzeccato ma anche, a prescindere da questo, questa è un’investigazione che è stata condotta con i metodi convenzionali e i metodi convenzionali non lasciano spazio a interventi di altra natura.
A.F.: Senta una cosa…
R.P.: E poi…
A.F.: Ah, scusi…
R.P.: Scusi, che poi il suo assistito possa credere in determinate entità beh quello è un altro discorso.
A.F.: No, no, no sono io non è il mio assistito.
R.P.: Ho capito.
A.F.: Sono io che sono un tutt’uno col mio assistito in quanto parte processuale.
R.P.: Va bene, no niente maghi in questa inchiesta.
A.F.: No, sono io, non le riporto le voci controllate abbastanza bene di virgolettati di giornali abbastanza seri comunque…
R.P.: Di giornali?
A.F.: Queste sono considerazioni.
R.P.: Di giornali?
A.F.: Sono considerazioni, si.
R.P.: Se avessi dovuto formarmi un’opinione su quanto scrivono i giornali…
A.F.: Sono cose che servono.

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