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mercoledì 2 novembre 2011

Ruggero Perugini - Deposizione del 13 giugno 1994 - Nona parte

Segue dall'ottava parte.
Presidente: Signori avvocati di parte civile, avvocato Colao.
A.C.: Dottore scusi, può precisarci di che colore era la Ford Fiesta del Pacciani?
R.P.: Un bianco… un bianco sporco, un bianco, bianco con, mi pare, delle… non conosco il termine tecnico, delle strisce di diverso colore…
P.M.: Modanature
R.P.: Modanature ecco…
A.C.: E le modanature di colore erano?
R.P.: Non me lo ricordo.
P.M.: Va beh è in sequestro la possiamo vedere…
R.P.: Comunque c’è la foto.
A.C.: Appunto, non bianche, forse di colore diverso…
R.P.: Mi sembra di ricordare che fossero di colore diverso ma se dovessi impegnarmici qualcosa no, credo che fossero di colore diverso, mi sembra un beige o un marroncino, insomma un colore diverso.
A.C.: E si notavano? Erano appariscenti?
R.P.: Lei mi chiede qualcosa a distanza di anni…
A.C.: Scusi dottore, faccio un’altra domanda.
R.P.: Probabilmente si notano perché…
A.C.: Lei ha detto che acquisì successivamente al primo sequestro anche altri capi di sequestro, fra questi il quadro se non sbaglio, no?
R.P.: Si.
A.C.: Lei naturalmente esaminò il quadro?
R.P.: Si.
A.C.: Sennò non l’avrebbe fatto sottoporre a sequestro chiedendo al P.M. di sequestrarlo, no? Quindi lo riteneva utile ai fatti oggetto dell’imputazione?
R.P.: Si ritenevo che fosse importante, ritengo che sia…
A.C.: In basso fra i due fiori ci sono delle croci, queste crocette sono evidenti o no? E quante sono?
R.P.: Sono…
A.F.: Fiori, croci…
P.M.: Va be’ è in sequestro il quadro…
A.F.: Che dice questo? Che dice?
Presidente: Scusate, avvocato Colao abbiamo il quadro di cui parleremo direi al momento opportuno, lo portiamo in aula, lo mettiamo su quel cavalletto e ce lo guardiamo.
A.C.: La domanda mi sembrava… poiché è oggetto dell’imputazione e poiché questo quadro diciamo porta una data, no?
R.P.: Si
A.C.: Ecco, che data porta?
R.P.: 10 aprile 1985.
A.C.: 10 aprile 1985 il che vuol dire che è antecedente all’omicidio dei francesi?
R.P.: Si
A.C.: Di pochi mesi no? Se è avvenuto poi nel settembre dell’85…
R.P.: Si.
A.C.: Bene, allora lei si ricorda quante crocette c’erano o no?
R.P.: Sei.
A.C.: Sei crocette. E che supposizione… cioè…
A.F.: Ma stiamo scherzando?
A.C.: Erano sei croci, belle chiare, nitidi? Nitide?
R.P.: Una se non ricordo male era nascosta in mezzo alle foglie o i rametti di quelle due piantine… una o due erano nascoste, si riconoscono facilmente si, fatte a penna.
A.C.: Va bene grazie.
R.P.: Con penna.
A.C.: Mi scusi ancora, lei ha detto che sequestrò anche una fotografia del Pacciani che aveva una pistole machine…
R.P.: Si era una foto semi-bruciata
A.C.: Semi-bruciata e naturalmente… cioè a che cosa fu ricollegata questa foto? Perché è chiaro, non poteva girare andando a caccia con una pistole machine…
R.P.: Mah a me… cioè io… mi serviva per capire che il Pacciani aveva in passato maneggiato armi quando era giovane, d’altronde Pacciani è stato partigiano, ha avuto anche, per quel che mi risulta, salvò anche la vita del suo primo avvocato quindi…
A.C.: E accertò anche in che zona il Pacciani aveva svolto questa sua attività di partigiano?
R.P.: Montegiovi, quelle zone lì, Montegiovi, Mugello insomma per quanto rammento ma lui potrebbe essere molto più preciso di me, credo che abbia fatto anche dei…
A.C.: Senta scusi, un’ultima domanda, lei si ricorda se fra gli atti trovò un foglio scritto di mano… si ricorda se c’era un foglio scritto di pungo del Pacciani con la parola Repubblica con una “B”?
R.P.: Ah, più d’uno, più d’uno, si, più d’uno, quasi sempre era scritta con una “B”.
A.C.: Grazie non ho altre domande.
R.P.: Prego.
Presidente: Avvocato Santoni Franchetti.
A.S.F.: Presidente chiedo scusa io dovrei fare una domanda alla Corte, dire… All’udienza del 23 maggio il Pubblico Ministero interruppe, l’interpagina 88, l’interrogatorio del dottor Perugini dicendo: “Certe domande di sintesi le faremo successivamente dopo aver sentito le testimonianze, vorrei distinguere i due momenti”, ecco questa difesa di parte civile si riserverebbe quindi di fare certe domande, non lo dissi l’altra volta… ho saputo ora dal Pubblico Ministero che mercoledì vi sarà un altro interrogatorio di questo teste alla fine dell’ultimo interrogatorio, ecco questa era una premessa che volevamo fare…
A.B.: Ma qual è il teste?
A.S.F.: Perugini!
A.B.: Eh?
A.S.F.: Il dottor Perugini le faremo certe domande, di sintesi, alla fine ripigliando proprio quello che il P.M. aveva detto il 23 maggio, soltanto alcune precisazioni oggi. Lei ha rinvenuto una rivista che si chiama Eros Catastrofico, qualche cosa del genere, non so se era una rivista o il titolo di un articolo…
R.P.: No… no… E’ il titolo… era il titolo di un gruppo di articoli di foto.
A.S.F.: Di quand’è questo materiale? Era datato?
R.P.: Era del ’78, si la domanda è… si era del ’78.
A.S.F.: Del ’78 si ricorda che fosse… ha trovato anche materiale vario di carattere omosessuale o comunque non particolarmente ed esclusivamente eterosessuale?
R.P.: No, no, no, no tutto materiale pornografico rigorosamente eterosessuale.
A.S.F.: Rigorosamente eterosessuale, nemmeno a carattere misto?
R.P.: No.
A.S.F.: Benissimo, nessun’altra domanda Presidente.
Presidente: Altre domande avvocati di parte civile? Prego signori.
A.B.: Signor Presidente chiedevo cortesemente di sapere l’orientamento della Corte in ordine ai lavori, cioè se si va avanti…
Presidente: Si, si.
A.B.: Stasera?
Presidente: Certo, certo, oggi pomeriggio…
A.B.: Ecco perché io avrei da parlare per tre ore col dottor Perugini quindi…
Presidente: Me lo immagino. Il Pacciani magari vogliamo fargli… sono l’una e quaranta… il Pacciani voleva dire qualche cosa, in maniera naturalmente giusta, vero?
P.P.: Mi scusi signor Presidente, volevo precisare qui biglietto si riferisce al chilometraggio San Casc… Mercatale/Vicchio, era un’annotazione che mi fece fare l’ex maresciallo dei Carabinieri Francesco Simonetti per vedere il chilometraggio che erano… perché me lo domandò… disse: - Quanti chilometri sono a andà là? Ho paura non mi basti la benzina - Mah - dissi, - E un lo so mica quanti chilometri sono, si fa presto a vedere, annota il contachilometri - e annotai il contachilometri della su’ macchina, questa Cinquecento, mi ci portò. S’andò a una festa a trovare la mi’ sorella, l’è là sposata, non mi ricordo se era il compleanno dei mi’ nipoti, insomma un affare di’ genere, e mi ricordo, ora se non sbaglio, insomma se la mi’ mente mi tradisce, 148 chilometri andata e ritorno, poi in fondo si trovò anche il distributore, tutto qui. Ora si fa un romanzo, non so perché… il fatto dei giornali, come dice il signor dottor Perugini e son giornali che gli avevo in cella ma dei ragazzi, compagni mia di sventura, che erano in cella mia, s’era sei/sette persone… andai via io, loro andaron via prima di me, questi giornali venivan messi in uno stipetto per levarne un foglio il giorno… riviste pornografiche, giornali li comprava questi ragazzi, eran giovani, giusto… E si mettean ni secchio della spazzatura che non s’attaccasse la mondizza, diciamo così, con rispetto parlando, e io venni via presi la mi’ roba, il signor dottor Perugini e venne lassù a trovarmi, buongiorno, buonasera, insomma si stette un po’ a parlare insieme e mi portò questi giornali, dice: - Lei… questi li abbiamo trovati in cella sua, la gli aveva lasciati – No guardi – dissi io – non sono miei questi, la mi’ roba l’ho presa -  -  E gli potrebban servire pe’ accende’ i’ foco – Questo si dico – e lo ringraziai pure. Senza nessuna malizia, funno buttati in cantina e ripresi alla perquisizione dopo due/tre giorni seguenti, tutto questo. Questa è la verità, io ho detto tutte le parole sacrosante, è la verità, se c’è una parola che non corrisponde a quello che ho detto io pago 100.000 lire ogni parola. Questa è la verità giurata davanti alla giustizia, davanti a Dio!
P.M.: Son soldi eh Pacciani!
Presidente: Senta, ma lei non voleva il gratuito patrocinio? E allora come fa a pagare 100.000 lire ogni parola?
P.P.: Come?
Presidente: Quindi aldilà di questo…
P.P.: No, no… qua… no, noi si parla di quello che ho detto, corrisponde a tutta la verità.
R.P.: Posso dire una cosa?
P.P.: Mi scusi, mi scusi signor Presidente.
R.P.: Scusi signor Pacciani, i suoi ricordi sono evidentemente sbagliati ma in ogni caso del fatto che le cose non siano andate così abbiamo anche altri elementi di prova…
Presidente: Va bene, comunque questo lo diremo poi noi.
A.F.: Poi li vediamo insieme agli avvocati questi elementi!
Presidente: Senta Pacciani, semmai lei rifletta sul fatto che sembra che questo appunto “Vicchio/Mercatale” sia stato fatto un paio di volte, non una volta sola, in due luoghi diversi.
P.P.: Quello e l’avrò appuntato dopo che mi ricordavo ma quello… i’ primo, noi si tratta d’i’ primo, mi sembra 148 chilometri, poi, ha capito, la mente sfugge a volte, l’avrò segnato così ma quello… il primo è che conta.
R.P.: Signor Presidente mi consente un’osservazione? Perché a questo punto debbo dirlo. I nostri incontri, Pacciani, sono intercettati, ciò che io ho detto a lei e ciò che lei ha detto a me è conservato su una cassetta…
Presidente: Che noi abbiamo.
A.F.: Anche quelli degli avvocati sono intercettate
A.B.: Chi le ordina le intercettazioni scusi?
A.F.: Anche quelli degli avvocati sono intercettate
A.B.: Le ordina lei le intercettazioni.
R.P.: Quindi chiedo che queste… No, il P.M. Quindi chiedo che queste cassette siano sentite per verificare la falsità delle affermazioni di Pacciani.
Presidente: Va bene
R.P.: E poi mi consenta avvocato, io questo voglio dirlo, come investigatore accetto qualsiasi tipo di osservazione, commento e critica alla mia capacità professionale ma per quanto riguarda la mia integrità professionale e l’integrità degli accertamenti condotti da me e dai miei uomini non accetto questo tipo di osservazioni quindi mi consenta, mi consenta… la prego di credermi è estremamente… io ho 20 anni di professione, anzi fra un po’ siamo per i 23, di professione alle spalle, non ho mai avuto da… non ho mai avuto una lagnanza, per quanto riguarda i testimoni che si sono avvicendati qui se c’è qualche dubbio sulla correttezza con la quale sono stati condotti gli interrogatori basta chiederli sul punto, però sulla mia correttezza professionale non accetto osservazioni, illazioni e dubbi.
Presidente: Va bene…
R.P.: Mia e dei miei uomini.
A.B.: Allora dato che lei mi ha chiamato in causa io le ricordo quello che le contestai a suo tempo quando lei disse al Pubblico Ministero il quale in quella occasione e soltanto allora mandò l’informazione di garanzia che addirittura quella lettera anonima, quella del 1985, indicava Pacciani come assassino! L’ha scritto lei esattamente a pagina 11, quindi questa è una correttezza che lei se la deve ricordare!
Presidente: Signori basta, basta, basta. Non ammetto litigi in aula. L’udienza è sospesa e rinviata in prosecuzione alle ore… facciamo le 15 e 30. Va bene signori? A quel punto la difesa farà le domande che crede al teste.

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