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martedì 22 novembre 2011

Marretti Carla - Deposizione del 15 giugno 1994

Carla Marretti fu ascoltata il 15 giugno 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni.

Presidente: Chi sentiamo signor Pubblico Ministero?
P.M.: Sentiamo la signora Marretti Carla.
Presidente: La signora Marretti Carla, signora prego, si accomodi, buongiorno signora si accomodi prego, consente la ripresa televisiva?
C.M.: No, se possibile no.
Presidente: E quindi non inquadrate la signora, vuol dare le sue generalità signora?
C.M.: Io sono nata a San Casciano il xx.xx del ’xx.
Presidente: Risiede?
C.M.: A San Casciano.
Presidente: Vuole leggere quella formula per cortesia?
C.M.: Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.
Presidente: Benissimo, vuole rispondere per cortesia alle domande del Pubblico Ministero e poi a quelle dei difensori?
C.M.: Si.
Presidente: Prego.
P.M.: Signora mi scusi lei nel settembre ’85 dove abitava?
C.M.: A San Casciano.
P.M.: Lei conosce Nesi Lorenzo?
C.M.: Io lo conosco ma non molto bene.
P.M.: E’ mai stata con la sua famiglia, cioè con suo marito, all’epoca e col Nesi Lorenzo e la famiglia di Nesi Lorenzo a fare visite in campagna ad amici?
C.M.: Si.
P.M.: Ricorda una di queste gite in località Madonna dei Fornelli?
C.M.: Si.
P.M.: La sa localizzare nel tempo nel 1985 se c’è stata?
C.M.: Si fu una domenica.
P.M.: Ricorda quale domenica?
C.M.: L’8 settembre.
P.M.: la domenica… Come mai lo ricorda?
C.M.: Lo ricordo perché andammo lassù da questi nostri amici e niente… fu… fu…
P.M.: Questi amici chi erano signora scusi?
C.M.: Erano Massoli Pasquale e Rossi Carla.
P.M.: Lei in macchina con chi era?
C.M.: Io ero in macchina con il signor Nesi…
P.M.: Lorenzo?
C.M.: Si Lorenz che…
P.M.: E suo marito.
C.M.: E mio marito.
Presidente: Che è il teste precedente.
C.M.: Passò lui a prenderci la mattina a casa nostra.
P.M.: E la sera vi riaccompagnò lui?
C.M.: Si a casa.
P.M.: Senta a noi interessa un attimo, se lei lo ricorda, il viaggio di ritorno quella sera, lo ricorda?
C.M.: Non molto bene per l’esattezza.
P.M.: lei era in macchina del Nesi Lorenzo?
C.M.: Si io ero dietro.
P.M.: Con i bambini, con l’altra signora…
C.M.: No con il mio bambino.
P.M.: Col suo bambino. Non ricorda a che ora siete tornati? A che ora siete partiti da Madonna dei Fornelli grosso modo?
C.M.: Dunque a che ora siamo partiti non lo ricordo.
P.M.: A che ore siete tornati a casa?
C.M.: Eh l’ora… saranno state le nove e mezzo/le dieci.
P.M.: Un’ora di questo tipo, come mai pensa ad un orario di questo tipo?
C.M.: Perché da Madonna dei Fornelli siamo partiti sul tardi, mi ricordo che era abbastanza buio…
P.M.: Già alla partenza era abbastanza buio.
C.M.: Beh ora non lo ricordo bene.
P.M.: Comunque tornaste a buio, ricorda se faceste l’autostrada da Madonna dei Fornelli a Firenze?
C.M.: Non lo saprei dire.
P.M.: Il ritorno verso casa? Se passaste da Certosa?
C.M.: Nemmeno questo.
P.M.: Non ricorda. E l’ultimo tratto verso San Casciano ricorda da dov’è passata? Se passaste dalla strada degli Scopeti lo ricorda?
C.M.: Penso di si.
P.M.: Come mai, se lo ricorda…
C.M.: Perché noi che abitiamo a San Casciano passiamo molto spesso dagli Scopeti perché è più breve per andare a casa.
P.M.: Ecco ma dopo nei giorni successivi seppe che lì era avvenuto…
C.M.: Si infatti dopo nei giorni successivi, saputo di questo che era successo, con mio marito dicemmo: guarda siamo passati proprio di lì.
P.M.: Io non ho altre domande grazie
Presidente: Signori avvocati di parte civile?
A.P.: Niente grazie.
Presidente: Signori avvocati della difesa.
A.B.: Signora che macchina era quella con la quale vi siete recati da questi suoi amici?
C.M.: La macchina con cui siamo andati mi sembra fosse stata una Ritmo bianca.
A.B.: Questa Ritmo bianca di chi era?
C.M.: Del signor Nesi… non mi ricordo il nome.
A.B.: Siete andati, vi ha preso lui…
C.M.: Si la mattina è passato, siamo andati con lui e poi ci ha riaccompagnato a casa la sera.
A.B.: Vi ha riaccompagnato lui a casa la sera?
C.M.: Si.
A.B.: Ecco, lei era con suo marito, con…
C.M.: E con il mio bambino.
A.B.: Con il suo bambino e c’erano altra gente oltre lei?
C.M.: Mi sembra che ci fosse stata in macchina la moglie del signor Nesi.
A.B.: E nessun’altro?
C.M.: Ma non sono sicura.
A.B.: La moglie e poi nessun’altro?
C.M.: No.
A.B.: Ecco senta signora… benissimo e ci eravate stati qualche altra volta anche da questi signori?
C.M.: Da Massoli Pasquale?
A.B.: Si.
C.M.: Si qualche altra volta.
A.B.: Senta signora e eravate andati con la vostra macchina o con la macchina degli altri amici?
C.M.: Le altre volte con la nostra macchina.
A.B.: le altre volte con la vostra macchina.
C.M.: Si.
A.B.: Questa volta invece con la macchina del signor… La ringrazio.
C.M.: Non so per quale motivo non…
A.B.: Si certo io lo so, grazie.
Presidente: Prego avvocato Fioravanti.
A.F.: Signora lei come conosceva il Nesi Lorenzo?
C.M.: Io non lo conoscevo per niente infatti era se non la prima volta che lo vedevo perché non lo conoscevo.
A.F.: Ecco senta signora, lei dice che non ricorda se siete venuti in autostrada da Roncobilaccio alla Certosa…
C.M.: No.
A.F.: Ecco come… ma si ricorda perché invece di andare sulla superstrada siete andati per Tavarnuzze?
C.M.: L’ho detto prima.
A.F.: O se siete andati per Tavarnuzze.
C.M.: Perché è più breve per noi, per noi che abitiamo a San Casciano è più breve passare da gli Scopeti, noi li chiamiamo gli Scopeti quella strada, è più breve.
A.F.: Ma lei che zona abita di San Casciano? Abitava?
C.M.: Io abito a San Casciano.
A.F.: San Casciano… che zona? San Casciano…
C.M.: San Casciano zona Decimo.
A.F.: Scollinato? Dopo la Fiat?
C.M.: Ehmm… vicino, si, è una zona un po’ fuori.
A.F.: Quindi proprio all’imbocco… cioè all’uscita della strada che viene dalla superstrada?
C.M.: No un po’ dopo, cioè io abito a San Casciano però a un chilometro e mezzo dal paese, abito un attimino fuori dal paese.
A.F.: Si ma verso Chiesanuova?
C.M.: Nooo.
A.F.: Ecco lei sa che da Chiesanuova a San Casciano sono tre chilometri e otto?
C.M.: Si.
A.F.: Quasi quattro chilometri.
C.M.: Si.
A.F.: Mentre tutta la strada che viene dalla superstrada sono quattro chilometri.
C.M.: Questo non glielo so dire se sono quattro chilometri…
A.F.: Lei mi ha detto che è la strada più breve quella degli Scopeti per arrivare a San Casciano…
C.M.: Venendo da Firenze si.
A.F.: Da quale zona di Firenze signora? Se lei viene da Firenze-Scandicci si…
C.M.: Mah senta noi… noi quella strada degli Scopeti la facevamo molto spesso perché se dobbiamo andare a Firenze evitiamo di passare dalla superstrada e passiamo dagli Scopeti, passiamo sempre da lì, molto spesso.
A.F.: Ecco, arrivando all’uscita della Certosa, se siete usciti da quella strada lì, lei per andare agli Scopeti deve fare una…
A.F.: Se siete usciti da quella strada lì lei per andare agli Scopeti deve fare una…
C.M.: Siamo passati dal Galluzzo, da Tavarnuzze e poi abbiamo preso dal ponte in su per gli Scopeti.
A.F.: Siete passati da Galuzzo?
C.M.: Io… quella sera non me lo ricordo se siamo passati dal Galluzzo…
Presidente: Signora lei, capito, non deve pensare… lei deve ricostruire quella sera, se lei poi è abituata a passare dal Galluzzo questo è un altro discorso. Quella sera ricorda da dove siete passati?
C.M.: Se siamo passati
Presidente: Se siete passati dall’autostrada e usciti a Certosa…
C.M.: Eh senz’altro, per andare agli Scopeti si.
Presidente: Lei non deve dire quello che fa usualmente o che era abituata, se quella sera ricorda o se non lo ricorda…
A.F.: Lei quindi venendo dal Galluzzo, come ha detto, ha detto venendo dal Galluzzo…
Presidente: Venendo dal Galluzzo usualmente avvocato.
P.M.: No eheee avvocato via facciamo le cose in modo…
Presidente: Io l’ho richiamata.
A.F.: Sta dicendo questo, io mi sono…
Presidente: Avvocato via…
P.M.: Siamo tutti in grado di capire
Presidente: Lei… Pubblico Ministero per favore.
A.F.: Ad eccezione di me.
Presidente: Sta dicendo semplicemente che normalmente venendo da Firenze si passa per il Galluzzo, io invece ho invitato la signora a ricordare quella sera…
C.M.: Ho capito.
P.M.: La signora ci ha già spiegato perché ricorda…
A.F.: Ma la signora spiegherà… sta spiegando a me perché io non ho capito niente ancora quindi…
Presidente: Abbiamo capito benissimo.
A.F.: Forse sono duro di testa, stava spiegando a me non al Pubblico Ministero che ha capito. Ecco signora lei mi deve dire preciso, quando porta a dormire suo figlio la sera? In genere?
Presidente: Signori per favore fate silenzio, non voglio sentire brusii. Signora la domanda la può sorprendere ma è una domanda che l’avvocato fa per motivi che evidentemente ritiene validi.
C.M.: Allora adesso che ha tredici anni…
A.F.: No, no
Presidente: No signora.
A.F.: A quattro anni e mezzo signora.
C.M.: A quattro anni e mezzo andava presto a dormire, alle dieci, forse quella sera dormiva, dormiva in macchina con me.
A.F.: Ecco quando siete partiti da Roncobilaccio, da quel vostro amico, lei ha detto che era buio…
C.M.: Senz’altro sarà stato quasi buio, non mi posso ricordare esattamente.
A.F.: Grazie.
Presidente: Altre domande signori?
P.M.: Nessuna il P.M. grazie.
Presidente: Possiamo licenziare la teste, può andare signora.
C.M.: Grazie.
Presidente: Lei però non ricorda che la superstrada fosse chiusa?
C.M.: No.
Presidente: Non è in grado di ricordare. No, va bene, non è in grado di ricordarlo, buongiorno signora.

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