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giovedì 24 marzo 2011

Mostro di Firenze - Così l'avrei catturato se...

Autore: Il Randagio
Prima edizione: Editrice Italia Letteraria - 1989 - 128pp - brossura


Indice:
-Cap.1 La proposta
- Cap. 2 L'attesa
- Cap.3 Un incomprensibile silenzio
- Cap. 4 Arriva la libertà
- Cap. 5 Finalmente si è deciso
- Cap. 6 L'avventura comincia
- Cap. 7 Il dottor Lucca
- Cap. 8 Non si lascia niente al caso
- Cap. 9 Tutto è pronto
- Cap. 10 La caccia è aperta
- Cap. 11 Chi semina raccoglie
- Cap. 12 La conclusione a voi tutti!

Incipit:"Come al solito mi trovavo rinchiuso in una squallida cella di un carcere della Penisola. E come sempre da solo. Ma con una prospettiva certamente migliore rispetto a quella di pochi giorni prima. Infatti ero stato sottoposto al giudizio della Corte di Appello Penale avverso la sentenza di condanna emessa a suo tempo, nei miei riguardi, dal Tribunale Penale, a cui avevo giustamente, e con ragione, interposto appello. Il giudizio aveva modificato la condanna inflittami in prima istanza riducendo la pena da quattordici a sei anni concedendomi il beneficio degli arresti domiciliari a causa delle mie precarie condizioni di salute in cui versavo da parecchio tempo. Purtroppo in seguito ad un'altra con­danna a quattro mesi di reclusione passata in giudicato, non potei usufruire subito degli arresti domiciliari e grazie alla noncuranza e al lassismo di chi amministra la Giustizia venni così trasferito in un altro Istituto di Pena. Non me la presi più del dovuto perché ero in attesa che mi venisse applicata la fungibilità di pena ai quattro mesi di reclusione per una custodia carceraria cautelare espiata in precedenza e che per la quale ero stato assolto per non aver commesso il fatto. Stavo sfogliando il quotidiano locale quando un arti­colo concernente il "mostro di Firenze" attirò tutta la mia attenzione. Mi misi a leggere con vivo interesse l'articolo che descriveva, in sintesi, gli efferati delitti compiuti dal tristo figuro che, non appagato ancora dello scempio manifestato sulle vittime indifese, infieriva ulteriormente inviando ai familiari di quest'ultime lettere il cui contenuto era inconcepibile. In altri tempi e circostanze, leggendo i diversi articoli sui vari giornali che parlavano del "mostro di Firenze", mi era balenata l'idea e la voglia di rischiare di persona, proponendomi come esca, logicamente insieme ad una ragazza, per poterlo catturare per porre fine così ai suoi atroci delitti e al terrore che aveva diffuso tra la popolazione. Ma la mia precedente situazione giuridica non mi permetteva di poter interpellare qualcuno per essere ascoltato e creduto veramente nelle mie sane intenzioni perché avrebbero potuto benissimo interpretare il tutto come una puerile scusa per evadere con la eventuale complicità stupida. E così avevo dovuto rinun­ciare alla possibilità di contattare qualcuno per esporre quanto mi frullava nella testa per acciuffare quell'essere spregevole e disumano, essendo ben cosciente dei rischi a cui sarei andato incontro non escluso quello di morire. E così di volta in volta, quando sul giornale leggevo articoli sul mostro, la mia fantasia prendeva il sopravvento su di me e mi portava ad avanzare le ipotesi più assurde proprio per trovare la soluzione pratica e intrappolare il mostro. Insomma desideravo di poter dare un nome e un volto a chi aveva ingenerato paura all'intera città. Quasi inaspettatamente il tempo e i fatti erano cambiati per me perché avevano giocato a mio favore. Infatti, oggi come oggi, la mia situazione era totalmente cambiata in quanto stavo ormai per lasciare definitivamente il carcere e ritornare a godermi la tanto agognata "libertà", quantunque non si trattasse di una vera e propria libertà poiché dallo stato di detenzione passavo agli arresti domiciliari. Questa realtà voleva significare che i propositi di voler catturare il mostro potevano divenire una realtà operante. Ero sempre convinto e disposto a ingaggiare una vera e propria battaglia con il mostro. Da sempre il pericolo mi affascinava e l'avventura mi seduceva."

Grazie a Marco Randi.

2 commenti:

Trevanian ha detto...

So che il Randagio è il giornalista, deceduto qualche anno fa, Gennaro De Stefano. Si è occupato del caso del mostro svariate volte, ma non sapevo avesse anche scritto un libro. Sarebbe bello poterlo leggere, ho anche controllato su ebay, qualcuno ha Firenze ce l'ha, ma lo ha già venduto al miglior offerente per 113 euro.
Volevo farti i complimenti per il blog, non c'è un giorno che non lo guardi. Grazie.

Flanz ha detto...

113 euro è finita? Decisamente troppo, in realtà anche la base d'asta mi pareva esosa. Grazie per i complimenti. Ciao!

 
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