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martedì 8 marzo 2011

Mario Vanni - Deposizione del 26 maggio 1994 - Settima parte

Segue dalla sesta parte.  
Presidente: Prego signori difensori dell’imputato.
Avvocato Bevacqua: Grazie. Senta signor Vanni lei quante volte è stato interrogato dalla Polizia e dai Carabinieri?
M.V.: Come?
A.B.: Quante volte è stato interrogato…
M.V.: Diverse volte
A.B.: Diverse volte
M.V.: Anche da i’ maresciallo
A.B.: E’ vero che una volta l’hanno pure fermato dicendogli di scegliersi un avvocato?
M.V.: Si e lo presi.
A.B.: Ecco e perché lo fermarono?
M.V.: Eh?
A.B.: E perché lo fermarono? Lei era soltanto un testimone?
M.V.: Eh mi forzarono qui dall’avvocato, io lo feci.
A.B.: Eh lo forzarono ma perché? Che cosa chiedevano?
M.V.: Eh?
A.B.: Che cosa le chiedevano?
M.V.: Bah mi disseno che mi ci voleva l’avvocato, io lo presi. E che aveo a fare? Capito?
A.B.: E perché? Per quale motivo? Di che cosa lo accusavano?
M.V.: Eh accusavano… Diceano di queste merende, di queste bevute insieme… Bah… Di queste scarrozzerie… Su e giù… io…
A.B.: Senta una cosa, lei ricorda quando il signor Pacciani, dal giornale almeno, fu arrestato? Si ricorda? L’ultima volta?
M.V.: Si eh…
A.B.: Cioè la penultima volta, quando fu arrestato per le figlie, se lo ricorda?
M.V.: E lo lessi su i’ giornale!
A.B.: Ecco, quanto tempo prima era morto Simonetti?
M.V.: Come?
A.B.: Simonetta sa quando è morto? Il maresciallo Simonetta…
M.V.: E sarà una diecina d’anni.
A.B.: Quindi sarà morto nel…
M.V.: Io non posso precisare avvocato
A.B.: ’85… ’86?
M.V.: Si ma io non posso precisare avvocato, io…
A.B.: perché lei dice che quest’arma che aveva avvolta in uno straccio bianco lei l’avrebbe cominciata a vedere, questa è la dichiarazione che ha letto anche il signor pubblico ministero: “Se ben ricordo l’ho cominciata a vedere dopo la morte del maresciallo Simonetti”
M.V.: Mah, io la senta, io non ho visto nulla.
A.B.: L’ha detto lei.
M.V.: Ho visto che c’era un rinvolto ma io non so che c’era.
A.B.: Lei ha firmato questo interrogatorio, questo l’ha firmato, va bene? Giusto, se lo ricorda questo?
M.V.: Avrò firmato di certo.
A.B.: L’ha firmato di certo. Senta invece quella persona di cui parla il signor Pubblco Ministero, che sarebbe questo Nesi Lorenzo
M.V.: Nesi?
A.B.: Nesi. Lo conosce Nesi?
M.V.: Nesi Renzo, si. Di San Casciano.
A.B.: Questa persona non ha voluto firmare l’interrogatorio, forse il Pubblico Ministero poi ce lo spiegherà perché, non lo so…
P.M.: Io lo devo spiegare? Lo chieda al Nesi!
A.B.: Però…
P.M.: Ci mancherebbe lo debba spiegare il Pubblico Ministero!
Presidente: Semmai, signori, se avete problemi facciamo tornare il Nesi e facciamo un confronto
A.B.: Certo, certo.
P.M.: E io perché lo devo spiegare?
A.B.: No
P.M.: E’ stato qui…
A.B.: Si da atto che a questo punto il testimone rifiuta di sottoscrivere il verbale
P.M.: Lo chieda al Nesi è già stato…
A.B.: Non credevo che stamattina ci fosse…
Presidente: Il Nesi ce lo aveva già detto, forza!
P.M.: Ohoooo
A.B.: Allora, senta volevo domandarle, lei conosce Andriaccio?
M.V.: Come?
A.B.: Andriaccio, lo conosce?
Presidente: Andriaccio, un signore chiamato Andriaccio.
M.V.: Non lo conosco.
A.B.: Lei non lo conosce.
M.V.: Io non lo conosco questo.
A.B.: Non lo… Lo ha visto mai con il Pacciani?
M.V.: No io non l’ho mai visto.
A.B.: Non l’ha mai visto.
M.V.: Non lo conosco, non lo so, quello che ho conosciuto l’ho detto.
A.B.: Quello che ha conosciuto l’ha detto
M.V.: Quelli di paese l’ho detto…
A.B.: Ecco, si ricorda se questa lettera che le ha mandato Pacciani dal carcere, quindi doveva passare sicuramente censura e tutto, va bene? O no?
M.V.: Si.
P.M.: Non era sottoposto a censura.
A.B.: Questo non lo so. Si ricorda se in questa lettera che non esiste più, quindi non so perché si discute del senso di questa lettera…
Presidente: Perché c’era, esisteva
M.V.: I che c’era scritto?
A.B.: Esisteva certo! No ma io sto domandando a lui, siccome…
Presidente: E non c’è più.
A.B.: …Sembra ci sia chi sa che cosa, si ricorda se il signor Pacciani lamentava il fatto che la moglie, le figlie non gli scrivevano? Oppure no?
M.V.: Si,si.
A.B.: Si ricorda lei?
M.V.: Si, si, diceva: le figliole m’hanno rovinato io non ho fatto nulla e purtroppo mi trovo, dice, in carcere. Anzi mi disse, dice: Riscrivimi; Ma io un ne scrissi nulla. La presi e la buttai via dopo, questa lettera.
A.B.: Quindi il contenuto di questa lettera era una lamentela del signor Pacciani il quale a torto o a ragione…
M.V.: Si perché a me non m’interessava
A.B.: Non me ne importa nulla
M.V.: A me non m’interessava.
A.B.: Ecco, voleva che la moglie e le figlie gli parlassero, gli scrivessero, si facessero vive, nonostante quello che era successo, ah? Era così il contenuto?
M.V.: Si.
A.B.: Era questo il contenuto. Senta lei fu sentito in contraddittorio cioè in contrasto con il signor Ricci…
M.V.: Ricci.
A.B.: …davanti al Pubblico Ministero
M.V.: Walter si.
A.B.: Walter Ricci e disse questo, se conferma questa circostanza: “Viene chiesto al Ricci se mai abbia parlato con il Vanni di armi in possesso del Pacciani…”
M.V.: Mah…
A.B.: “…ed il Ricci risponde…”
M.V.: Io non la sento…
A.B.: Non mi sente?
M.V.: Io non ho…
A.B.: Aspetti, faccia finire.
M.V.: Si, si, a voglia lei!
A.B.: “Effettivamente ho chiesto al Vanni” è questo che dice il Ricci, “se aveva mai visto il fucile che aveva in casa il Pacciani ed il Vanni mi ha detto di si."
M.V.: Del fucile!
A.B.: Se lo ricorda questo?
M.V.: Ci aveva un fucile, io non lo so.
A.B.: Quindi il Ricci le contestava che lei gli aveva detto che lui aveva un fucile
M.V.: E’!
A.B.: Ohoo, “…di questo abbiamo parlato sabato scorso ed è stata l’ultima volta che ci siamo visti prima d’ora”, se lo ricorda?
M.V.: Mhmm
A.B.: Si o no?
M.V.:
A.B.: Senta ma mi dice un po’ quante volte lei è stato avvicinato, fermato, chiamato dai carabinieri o dalla Polizia?
M.V.: Si, si.
A.B.: Quante volte?
M.V.: Eh diverse volte…
A.B.: Diverse volte
M.V.: Parecchie volte
A.B.: Parecchie volte.
M.V.: Però io non ho fatto nulla
A.B.: Benissimo grazie non ho altre domande
M.V.: Non ho fatto nulla di male
Segue...

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