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lunedì 7 marzo 2011

Mario Vanni - Deposizione del 26 maggio 1994 - Sesta parte

Segue dalla quinta parte
Presidente: Avvocati di parte civile? Avvocato pellegrini.
Avvocato Pellegrini: Ricorda, signor Vanni, di aver frequentato una prostituta che si chiamava Manfredi Gina?
M.V.: E un capisco di laggiù…
Presidente: L’avvocato le domanda se lei ricorda di aver frequentato una prostituta a nome Manfredi Gina
M.V.: No, niente.
A.P.: Una donna che stava a Rifredi
Presidente: Stava a Rifredi, a Firenze, a Rifredi.
M.V.:
Presidente: NO, dice di no.
M.V.: No.
A.P.: No. Non c’è mai andato accompagnato dal Nesi? Da questa donna?
M.V.: No, co’ i’ Nesi sono stato.
A.P.: Da una donna?
M.V.: Una volta ma non mica da codesta, io non so, alle Cascine, siccome ci avevo la moglie malata io, diobono, bisognava m’arrangiassi.
A.P.: Certo.
Presidente: Silenzio.
A.P.: Senta durante le vostre gite per fare merende od altro, una volta il Pacciani ebbe la disavventura…
Avvocato Bevacqua: La domanda! La domanda!
A.P.: … di uscire fuori
A.B.: La domanda!
A.P.: Eccola, arrivo, arrivo
A.B.: Lei è come il Pubblico Ministero, la domanda
Presidente: Facciamolo, facciamolo, facciamolo…
A.B.: La domanda. La domanda.
Presidente: Se non gliela fa fare
A.P.: Sto facendo la domanda, dammi il tempo.
P.M.: Se non lo fa parlare! E’ la seconda volta stamani che non ce lo consente!
Presidente: Piano, piano…
A.P.: Allora, il Pacciani è uscito di strada con la Cinquecento durante una vostra gita si o no?
A.P.: Si una volta si.
A.P.: Come l’ha rimessa in strada la Cinquecento?
M.V.: Come la s’è rimessa… La si ritirò su e la si rimise in i strada
A.P.: Con le mani?
M.V.: Si.
Presidente: A braccia?
M.V.: Si con le mani o co’ i’ che? Con le mani.
A.P.: Perfetto.
M.V.: Si.
A.P.: Quando s’andette a San Donato in Poggio alla festa… Sa un bicchiere di vino in più… delle volte…
A.P.: Senta dopo la scarcerazione del ’91 del Pacciani quante volte lei si è incontrato con Pacciani?
M.V.: L’ho incontrato una volta o due mi pare.
A.P.: Mhm, e lei s’incontrò in che località? Se lo ricorda?
M.V.: A San Casciano.
A.P.: A San Casciano. E quindi parlò con…
M.V.: A i’ Comune.
A.P.: Parlò con il Pacciani?
M.V.: Parlai… E ci si salutò così… e basta.
A.P.: E’ mai stato minacciato dal Pacciani lei?
M.V.: Mah, io gli dico una cosa, una volta per telefono e mi disse, dice: ti devo dare una lezione; O i che t’ho fatto io? Gli dissi. Questo fu la vigilia di Natale.
A.P.: Quale Natale?
M.V.: Si. L’anno di là, quand’era fori.
A.P.: E’.
M.V.: Bah, io un t’ho fatto nulla ma perché tu mi fai questi discorsi? E riabbassai il ricevitore, il coso, il telefono e chiuso.
A.P.: Non sarà questa minaccia che le ha messo paura?
M.V.: Mho…
A.P.: Risponda!
M.V.: Bah, anche per questo potrei un po’ di paura…
A.P.: Allora ce l’ha paura lei?
M.V.: Ce l’ho un po’ di paura per via di qui’ discorso ma prima no, quando s’eramo amici insieme io…
A.P.: Ora, ora! Infatti si sta parlando della… di oggi.
M.V.: Si.
A.P.: Quindi lei è stato minacciato e per questo ha avuto paura, è così?
M.V.: si.
A.P.: Ecco, è già qualcosa. La minaccia in cosa consisteva? Esattamente?
M.V.: La minaccia… Perché io ero da i’ maresciallo, no? Di San Casciano, in caserma, gli arrivò anche lui dice: tu hai chiacchierato un monte di me, di quella cosa… I che ho detto? Io non ho detto nulla, dico. Tu sei te che sbagli a dire a me che ti devo dare una lezione, di che la lezione? Io un n’ho fatto mai nulla.
A.P.: C’erano minacce anche in quella lettera che lei mostrò alla moglie del Pacciani?
M.V.: Nella lettera?
A.P.: Si.
M.V.: No non c’era minaccia. No.
A.P.: Non c’era minacce. E per telefono? Allora una volta gliele ha fatte in caserma questo discorso e una volta per telefono, ho capito bene?
M.V.: Si.
A.P.: quindi le minacce son state ripetute più volte?
M.V.: No una volta sola a telefono.
A.P.: E una volta in caserma?
M.V.:
A.P.: Voglio capire… lei ha detto che s’incontrò in caserma col Pacciani? Ho capito bene?
M.V.: Si, una volta lo trovai, ero lì ad aspettare, m’aveva chiamato il maresciallo…
A.P.: E una volta invece per telefono?
M.V.: Ma io non ci parlai con lui
Presidente: In quell’occasione non ci parlò con lui…
M.V.: Io non ci parlai con Pacciani.
A.P.: Allora dopo questo incontro in caserma c’è stata la telefonata di Natale?
M.V.: Benissimo.
A.P.: Ho capito, bene.

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