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lunedì 20 dicembre 2010

Romano Pierini - Deposizione del 25 maggio 1994 - Seconda parte

Segue dalla prima parte.

Presidente: : Signori avvocati di parte civile niente.
Avvocato Bevacqua: : Signor Presidente io devo fare un’istanza piuttosto antipatica ma la devo fare. Mi dispiace per gli uomini di legge, perché gli uomini di legge sono, cioè…
Presidente: idente: : Avvocato non ci…
A.B.: Gli ufficiali di Polizia Giudiziaria che sono stati citati tutti come testimoni in questo processo e sono sempre nell’aula.
Presidente: Io non li vedo avvocato.
A.B.: E io li vedo. Li vedo e li rivedo.
Presidente: Allora diciamo che…
A.B.: E sono, dico quali sono: Ruggero Perugini, Riccardo Lamperi, Alessandro Venturini, Mario Spina, Callisto Di Genova, Paolo De Simone, Nunziatina Mantini, Paola Baghino, Livia Scirocchi, Giampero Mella, Giuseppe Pizzo, Enrico Colagiacomo, il Capitano Paolo Scriccia, Arturo Minoliti, Pietro Frillici.
Presidente: Eh si. Lei ha perfettamente ragione.
P.M.: Sono tutti questi elencati nell’aula?
Avvocato Fioravanti: Si.
A.B.: Io ho detto queste persone non dovrebbero stare in aula.
P.M.: Se ce n’è…
A.B.: Non lo so se ci sono o non ci sono.
P.M.: Ah, ecco, perfetto!
Presidente: Ci sono o non ci sono? Io, perdoni ma non li vedo.
A.B.: Io li conosco, li stimo moltissimo ma purtroppo non ci possono stare.
Presidente: Va bene, certamente. Se ci sono e non ci devono stare
P.M.: Lo sanno.
Presidente: Lo sanno, quindi se non lo ricordano glielo ricordiamo
A.B.: Dall’inizio speravo che non ci stessero ma…
Presidente: Avvocato lei me lo doveva segnalare prima.
A.B.: No deve dare atto il signor Pubblico Ministero
P.M.: Per una persona me l’ha detto e non c’è! Gli altri sono stati avvertiti.
Presidente: E allora io ovviamente non posso che ricordare l’obbligo
P.M.: Ce ne sono due soli di quell’elenco, stiamo pure tutti tranquilli.
Presidente: A futura memoria non c’è nessuna malizia
P.M.: Benissimo. Di quindici ce ne sono due soli, però ci sono in questo momento, ora non ci sono più…
Presidente: Non ci sono più e non ci devono essere.
A.B.: Pubblico Ministero mi deve dare atto della mia lealtà io…
P.M.: E la persona che c’era infatti, appena l’ha ricordato a quella persona, a cui era stato detto ma…
Presidente: Benissimo. Torniamo al teste.
A.B.: Allora senta signor Bend... Band… Signor? Lei si chiama…
Presidente: Perini
R.P.: Pierini
A.B.: Bandinelli è la moglie. Senta che lavoro fa lei? Mi scusi.
R.P.: Sono operaio.
A.B.: Operaio di che cosa?
R.P.: Sono una cantina vinicola abbastanza…
A.B.: Famosa.
R.P.: Famosa.
Presidente: Può dirci anche il nome tanto…
R.P.: Marchesi Antinori
A.B.: Ah, allora!
Presidente: Le cantine Antinori. Giustamente famose. Tutti le conosciamo.
A.B.: No, io, ecco, le volevo domandare come ha fatto lei, com’è stato, si è recato lei da qualcuno? E’ andato lei da qualcuno a dire queste cose oppure è stato qualcuno a venire da lei?
R.P.: No, no, voce così n’essere a i’ barre, nella piazza, nì posto di lavoro a volte…
A.B.: La voce di che?
R.P.: Eh?
A.B.: Ci sono voci e voci. Dico, no? Volevo domandare è andato lei spontanemante…
R.P.: No, no, no.
A.B.: Dal maresciallo a dire queste cose? O è venuto il maresciallo da lei?
R.P.: A dire icchè?
A.B.: A domandargli di queste cose.
R.P.: No, no voci così di gente comune.
Presidente: : Forse non ha capito la domanda. Signori silenzio.
A.B.: E’ andato lei a dire a qualcuno di questo episodio che le era accaduto o è stato qualcuno a domandare a lei: Ma le è mai accaduto un episodio del genere?
R.P.: Ma il fatto accaduto degli Scopeti?
Presidente: Si.
R.P.: Ah, la dice?
A.B.: Si.
R.P.: No, no son stato chiamato.
A.B.: Da chi è stato chiamato?
R.P.: Dai Carabinieri.
A.B.: Ecco, ma come l’hanno chiamato? Così?
R.P.: Eh?
Presidente: Come l’hanno… Perché l’hanno chiamato?
A.B.: Non guardi! Guardi me, guardi me io son… non sono bello ma insomma… Abbia pazienza. Guardi me, che cosa, che cosa le hanno detto?
R.P.: Mi hanno chiamato e hanno fatto delle domande.
A.B.: Che domande? Ce lo dica, tanto qua…
R.P.: Si, dì Pacciani…
A.B.: E che cosa le hanno domandato?
R.P.: Eh?
A.B.: Che cosa le hanno domandato?
R.P.: M’hanno domandato se avevo visto Pacciani, qui e là e…
A.B.: Qui e là dove? Che cosa le hanno domandato esattamente?
R.P.: Eh?
A.B.: Che cosa le hanno domandato? Se aveva visto Pacciani dove?
R.P.: M’hanno domandato dove avevo visto Pacciani durante…
A.B.: Perché loro sapevano che aveva visto Pacciani?
R.P.: Eh?
A.B.: Loro sapevano che aveva visto Pacciani?
R.P.: No l’hanno saputo quando l’hanno domandato.
A.B.: Quindi loro non lo sapevano.
R.P.: No.
A.B.: Loro non lo sapevano che lei aveva visto Pacciani?
R.P.: No.
A.B.: Non lo sapevano. Però, dice, vediamo, lui evidentemente, zac, si va e lei lo sa. Aveva visto Pacciani.
R.P.: Si.
A.B.: Ohoo e lei l’ha visto una notte Pacciani.
R.P.: Si, di sera.
A.B.: Una sera o di notte?
R.P.: Si dopo cena verso le 9:00 e mezza.
A.B.: Lei ha detto mezzanotte.
Presidente: No, avvocato!
P.M.: Non l’ha detto avvocato.
A.B.: No, non lo so, di notte? No ho sbagliato io è un’altra cosa. Va be’ ma arriviamo anche a questo.
Presidente: Verso le 9:00, dopo le 9:00.
A.B.: Scusi, che era? Estate? Inverno?
R.P.: No, no gli era stagione bona. Estate.
A.B.: Estate. E lei aveva il finestrino aperto? Chiuso? Macchina scoperta? Coperta?
R.P.: No il finestrino sarà stato giù, insomma a metà, un me lo ricordo, è passato vent’anni.
A.B.: Vent’anni.
R.P.: Si insomma sedici anni. Se è successo nel ’79!
A.B.: ‘78/’79…
R.P.: ‘78/’79.
A.B.: Senta e lei cosa ha visto? Lei era in intimità… Ora ci deve dire tutto dell’intimità, abbia pazienza, tanto, tanto… E l’intimità com’era lei? Dov’era messo? In macchina…
R.P.: S’era lì in macchina, gli era un quarto d’ora…
A.B.: E, si, do… qua… Quando lei ha visto questo lumicino, perché lei ha visto un lumicino no? Ha avuto paura del lumicino? O no?
R.P.: Si.
A.B.: Vede il lumicino che lo illumina, il lumicino lo illumina… Ecco, illumina lei? Illumina la sua ragazza che poi diventa moglie? Era sopra di qualcuno? Lei era sotto? Eravate insieme? Eravate abbracciati? Eravate così a parlare?
R.P.: S’era lì in macchina, ora non me lo ricordo, lì in intimità, s’era di certo.
A.B.: In intimità.
Presidente: Stavate facendo all’amore insomma.
R.P.: Ehh bravo!
A.B.: Ohoo
Presidente: Bravo…
A.B.: Stava facendo all’amore. Bravo lei che faceva all’amore!
Presidente: Silenzio, silenzio per favore. Silenzio.
A.B.: Lei stava facendo all’amore giusto? Ohooo e l’amore normale o l’amore…
P.M.: Presidente io faccio l’opposto delle contestazioni che mi sono state fatte fin’ora. Non lo so…
A.B.: Io voglio sapere come lui ha fatto a vedere. E quindi voglio sapere com’era, dov’era, in che posizione si trovava lui e si trovava la sua fidanzata. Mi pare che questo teste…
Presidente: Va bene. Grosso modo naturalmente. I particolari li eviti.
A.B.: Grosso modo se se lo ricorda. Era in eh?? Oppure era ancora in atteggiamento
R.P.: No s’era in atteggiamento…
P.M.: Presidente, rimaniamo almeno nel decente
Presidente: Be’, va be’, per favore, per favore! Smettiamola.
R.P.: Il teste dovrà…
Presidente: Pubblico Ministero lasciamo fare le domande semmai ci penso io. Allora, l’avvocato vuol sapere se lei, mentre stava facendo all’amore, era comunque in posizione tale… Comunque se poteva vedere chi le proiettava questa luce addosso.
R.P.: Si ero lì, sarò stato lì…
A.B.: Sarà stato o era?
Presidente: Che macchina aveva?
R.P.: No ero ma ora la posizione…
A.B.: Era di sopra? Di sotto?
R.P.: Di so… No sarò stato di sopra!
A.B.: Sarà stato di sopra. Ohooo!
R.P.: Ero di sopra.
A.B.: Quindi finalmente un fatto normale. Va bene? Lei era di sopra giusto?
Presidente: Scusate un momento è stato domandato al teste che macchina era la sua? Se la ricorda?
R.P.: Un me lo ricordo perché la cambiai, prima avevo la Cinquecento prima, prima…
A.B.: Ah! Sarà difficile…
R.P.: Nel ’79 forse avevo la Centoventisette. Allora.
A.B.: Color bianco, pisello, com’era?
R.P.: Se avevo la centoventisette mia si era bianca. Invece se gli era quella della mi’ ragazza gli era gialla.
A.B.: Gialla. Allora…
Presidente: Era sempre una 127?
R.P.: Si.Si.
A.B.: Quindi lei era di sopra alla ragazza. Questa luce, questo lumino, questa… Dove lo vide lei? Lei era così… E faceva…
R.P.: Alzo la testa e…
A.B.: Alza la testa?
R.P.: Si.
A.B.: Si è girato dal finestrino e si vede davanti a lei che cosa?
R.P.: La lampadina.
A.B.: La lampadina. Ohooo, vede la lampadina, quindi vede una luce che l’abbaglia, che fa lei in quel momento?
R.P.: Icche fo?
A.B.: Eh..
R.P.: Vo via, l’ho detto dianzi.
A.B.: Quindi lei vede una luce?
R.P.: Si vedo una luce e vedo un signore
A.B.: E come fa a vedere il signore con la luce davanti?
R.P.: Bene!
A.B.: Bene come? Che giorno era?
R.P.: Insomma bene, gli era lì di notte ma vidi, fisicamente, insomma.
A.B.: Come?
R.P.: Fisicamente. Da i’ fisico.
A.B.: E dal fisico che vuol dire?
R.P.: Dalla statura.
A.B.: Scusi, la teneva in bocca la lampadina? Dove la teneva?
R.P.: L’avrà avuta in mano.
A.B.: L’ha vista la mano lei?
R.P.: Eh?
A.B.: L’ha vista la mano lei?
R.P.: Si.
A.B.: Ha visto la mano e la faccia a che distanza l’aveva dalla mano?
R.P.: Dalla mano? La faccia dalla mano?
A.B.: E’!
R.P.: A quaranta centimetri.
A.B.: Quaranta centimetri lei vede la pila, la mano e la faccia di questo signore? E lo riconosce?
R.P.: Mah, si, fisicamente.
A.B.: Fisicamente che vuol dire?
R.P.: A i’ fisico, alla statura!
A.B.: Alla statura e al fisico.
R.P.: Si. A i’ fisico della persona.
A.B.: Con la pila in mano?
R.P.: Si, con la pila.
A.B.: Con la luce in faccia?
P.M.: Ha detto di si già tre volte Presidente! Tre volte ha detto di si.
Presidente: Silenzio, silenzio, Pubblico Ministero lasciamo che il difensore faccia le domande.
A.B.: Voglio capire, voglio capire! Mentre lei sta facendo l’amore si vede una luce
R.P.: No ma io vedo…
A.B.: Stava facendo l’amore, lei stava di sopra, vede una luce
R.P.: Si.
A.B.: Ha paura, vede il braccio, la luce è qua, la distanza, la faccia e lei riconosce Pacciani di notte?
R.P.: Alzo il capo e io vedo
A.B.: Alza il capo?
R.P.: Si. La testa.
A.B.: E lei riconosce…
R.P.: Io…
A.B.: Va be’ faremo un esperimento sul punto, Presidente.
P.M.: Va be’ l’ho faremo.
R.P.: Per quanto che abbia potuto constatare si.
A.B.: Che significa “per quanto ha potuto constatare”? Me lo spieghi.
P.M.: Presidente, mi scusi…
Presidente: No, no, no Pubblico Ministero lasciamo la difesa che faccia le domande.
A.B.: Come mi spiega, come ha fatto a constatarlo? Quando l’ha constatato?
R.P.: Subito, quando…
A.B.: Subito quando?
R.P.: Alzo la testa, vedo la lampadina, alzo il capo e vedo…
A.B.: Alza il capo e che fa?
R.P.: E vedo l’omo, insomma, vedo la persona.
A.B.: Vede la persona? E la lampadina resta lì?
R.P.: La lampadina non me lo ricordo se
A.B.: No lei se lo deve ricordare perché se vede la faccia si deve ricordare dov’è andata a finire la lampadina.
R.P.: Si, la lampadina proiettava verso la macchina
A.B.: Verso la macchina, quindi anche verso di lei?
R.P.: Certo.
A.B.: Ma lei lo sa… L’ha mai vista una lampadina di notte? L’ha mai vista una persona di notte con la lampadina? Che tiene la lampadina e un altro che è illuminato… Ha mai visto quell’altro che è illuminato che riesce a riconoscere quello che tiene la lampadina? L’ha mai visto lei?
R.P.: Cosa?
A.B.: Dico, si è mai reso conto che è impossibile? No, dico, lei se lo deve ricordare perché qua c’è una persona che rischia tanto, capisce?
R.P.: Si, si.
Presidente: Avvocato, avvocato.
P.M.: Ora mi sembra…
Presidente: Ora lasciamo stare perché cosa rischia Pacciani non si sa.
A.B.: Voglio sapere come ha fatto, mi scusi Presidente
Presidente: Insomma… Ha capito il senso? Dice l’avvocato se lei aveva la lampadina piantata in faccia e quindi era abbagliato…
P.M.: Ha detto era a tre metri eh, non dimentichiamocelo.
R.P.: L’avrà abbassata la lampadina quando ho alzato il capo l’avrà abbassato la lampadina!
A.B.: L’avrà abbassata o l’ha abbassata?
R.P.: L’ha abbassata, io…
A.B.: E dove l’ha messa? Lei si ricorda tutto, mi deve dire dove ha messo la lampadina.
R.P.: Non lo so, l’avrà messa fuori, l’avrà messa…
R.P.: L’ha messa o l’avrà messa? Lei deve ricordare un fatto. Perché noi da questo fatto che lei ricorda dobbiamo trarre delle conclusioni che sono importanti. Va bene?
R.P.: Mhmm.
A.B.: Capisce che cosa? Ecco…
P.M.: Non so se è un’intimidazione al teste…
Presidente: Nooo
P.M.: Va bene.
A.B.: Sono importanti.
Presidente: Non forziamo la situazione.
P.M.: Non forziamo, esatto.
Presidente: Il teste… Lei deve stare assolutamente tranquillo comunque.
R.P.: Si, si io son tranquillo.
Presidente: Se lei dice la verità poi che sia verosimile o non verosimile lo giudicheremo noi. Lei deve dire la verità. Stia tranquillo non le succederà assolutamente nulla.
A.B.: Ha capito cosa voglio dire io? Mi sembra un po’ difficile così.
R.P.: No, io…
A.B.: Lei ha detto che questa lampadina scendeva in giù. Giusto? Quindi andava a finire dove? Nella portiera?
R.P.: Alla portiera, certo.
A.B.: La portiera non illumina. Non illumina né custodisce.
R.P.: Si.
A.B.: Né regge o governa nessuno. O no?
R.P.: Si, allora avevo già alzato il capo e avevo visto la figura della persona.
A.B.: Quindi aveva intravisto una sagoma?
R.P.: Si.
A.B.: Quindi una sagoma.
R.P.: Si.
A.B.: Ohoo, quindi non le fattezze? Capisce?
R.P.: Per conto mio…
A.B.: No. Ma lei aveva visto una sagoma o non aveva visto una sagoma?
R.P.: Si. Da prima ho visto la sagoma.
A.B.: Da prima. Vediamo da prima. Lei vede la sagoma e che fa? Ha paura, si toglie da quella posizione gradevolissima per lei?
R.P.: Si.
A.B.: E anche per la sua partner? Di sopra?
R.P.: Si.
A.B.: E che fa?
R.P.: Alzo la testa e poi… E poi l’ho detto, vo via.
A.B.: Lei dov’era sul sedile anteriore di guida o sul sedile a lato?
R.P.: Sul sedile non di guida, sul sedile destro.
A.B.: E allora che fa lei? Si toglie da lì, si alza, non so come faccia, va be’ si alza e poi che fa? La prima cosa che fa, che fa?
R.P.: La prima cosa che fo metto in moto la macchina e vo via.
A.B.: Allora lei, aspetti un attimo, mi scusi, mi scusi, lei vede questa pila, vede questa luce, la prima cosa che fa… E’ giusto?
R.P.: Si.
A.B.: Quindi non ha neanche il tempo di vedere altro che una sagoma? Si vede una luce, o no?
R.P.: Io ho visto…
A.B.: Si o no?
R.P.: Si ho visto la luce, ho visto la sagoma…
A.B.: Una sagoma lei vede, cioè immagina di aver visto una sagoma perché c’è una luce
R.P.: Si ma la luce poi la fu abbassata, io alzai il capo e…
A.B.: Allora lei che fece? Allora lei aspetta che la luce si abbassa e non ha detto prima che scappava? Che guidava? Che andava via?
R.P.: Si eppoi andai via.
A.B.: Insomma lei l’ha vista o non l’ha vista questa persona?
R.P.: Si l’ho vista.
A.B.: Ha visto una sagoma.
R.P.: Si.
A.B.: Una sagoma.
R.P.: Si.
A.B.: Dopo di che si alza da lì e va, dove va?
R.P.: Quando vo via di lì?
A.B.: Si alza da sopra la sua dolce fanciulla, oggi signora, e che fa?
R.P.: Vado dalla parte della guida,metto in moto la macchina e vo via.
A.B.: E va via.
R.P.: Si.
A.B.: E ‘sta luce dov’è andata a finire?
R.P.: La luce poi ndo’ gli’è andata a finire…
A.B.: Cioè lei la luce lei la vede un attimo e poi non la vede più?
R.P.: No io poi vo via.
A.B.: Quindi lei vede la luce soltanto nel momento in cui lei si accorge di qualche cosa di strano, perché la luce mentre sta facendo all’amore, diciamo la verità, vede questa luce, ha paura, forse la sua donna non capisce che cosa c’è, lei piglia, si rimette, non so come faccia perché l’ha ci deve essere stato un gran canaio, prima di arrivare alla fine, si va via e chiuso e non vede più la luce?
R.P.: Andato via di lì un vedo più nulla.

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