
«Per quanto mi riguarda non posso che confermare ciò che ho dichiarato. In realtà è possibile che di questa visita al mago si sia parlato nel corso degli anni anche in epoca più recente ma non sono assolutamente in grado di individuare alcun con testo di riferimento. Lo considero solamente come un aneddoto che mio marito ebbe a riferirmi. Gli ho dato rilievo, come risulta dalla conversazione telefonica, per il fatto che erano stati in casa sequestrati dei libri attinenti a materie tipo l’astrologia e simili».
La Bagnoli dichiarava che il mago, di cui, sul momento non ricordava il nome, si chiamava proprio Indovino, come le veniva detto dai PM, ricordando esattamente quel nome così particolare per averlo fatto suo marito al tempo del suo racconto. Ne riparlarono anche dopo la perquisizione ed egli, a suo dire, le confermò che lui c’era stato una volta soltanto e che si era trattato di una goliardata, tanto per divertirsi. Lui non le aveva parlato della presenza di donne nel corso di quella sera ta e lei si era fatta l’idea, dai discorsi del marito, che era più che altro una questione a livello di seduta spiritica o simili, cui sì erano recati per curiosità.
La Bagnoli dichiarava poi di non avere altri elementi da fornire sui contatti dei marito a San Casciano ed in particolare sui suoi rapporti con Calamandrei anche perché rammentava che all’epoca in cui quest’ultimo ebbe un’operazione al fegato, negli anni '90, chiamava il marito che sostanzialmente si negava in quanto non lo voleva vedere, e lei era rimasta sorpresa di tale comportamento. All’epoca non era emerso ancora nulla circa i sospetti su un coinvolgimento di Calamandrei nelle vicende di San Casciano o, forse, si era nei momento in cui egli le disse che Mariella aveva iniziato ad accusare il marito. Lei gli diceva che sicuramente il suo amico lo chiamava perché aveva piacere di parlargli, ma lui le faceva presente che preferiva non incontrano per non dover stare ad ascoltare tutte le sue lamentele. Da quello che capì il marito considerava in quel momento il Calamandrei un depresso ai quale non dare ascolto.
Quanto alle accuse di Mariella al marito, della quale ella effettivamente le parlò, probabilmente già in quel periodo, ricordava che in un primo tempo le disse che sicuramente era una vendetta della moglie nell’ambito della separazione; successivamente le disse che Mariella era diventata matta o qualcosa del genere. I suoi contatti con la Ciulli erano stati piuttosto sporadici. L’aveva rivista nel 2000 al matrimonio della figlia e nell’occasione le parve provata. Dopo la separazione ebbe modo di vederla soltanto una volta essendo capitata al negozio in Via Pindemonte, dopo il 1990, facendo riferimento all’età dei suoi figli, nel senso che si era recata per comprare del materiale per qualche lavoretto scolastico.
Mariella viveva in Via San Niccolò dopo che si era definitivamente separata dal Calamandrei perché la convivenza si era rivelata ormai impossibile. Era al lavoro in negozio e non le parve affatto disturbata, comunque non entrarono in discorsi più particolareggiati. A quel punto il P.M. mostrava l’album fotografico n. 4 del 2003 in atti e la Bagnoli riconosceva la foto del marito, quelle di Francesco Calamandrei, mentre relativamente alle foto del Narducci, Lotti, Vanni e Pacciani dichiarava di averle viste solo sul giornale. Poi precisava che, dopo la perquisizione, le capitò di leggere un articolo nel quale il giornalista Mario Spezi diceva di essere amico sia di Calamandrei che di Sertoli e di avere le foto in cui queste persone erano ritratte insieme; lei ne chiese conto al marito ed egli lo escluse. Nell’occasione, poiché già si parlava della vicenda di Narducci, e poiché egli aveva avuto una costante frequentazione dell’ambiente perugino avendo fondato, col Prof. Lisi, una associazione di dermatologia tosco umbra, gli chiese se per caso avesse conosciuto Narducci. Egli le rispose di non sapere assolutamente chi fosse. Della vicenda della serata del marito e gli altri dal mago Indovino ne aveva parlato solo con i suoi genitori e con il suo amico Maurizio Cianferoni, Maresciallo dei Carabinieri al Galluzzo."
Rif.1 - Sentenza del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze contro Francesco Calamandrei del 21 maggio 2008
Nella foto l'abitazione dove viveva Salvatore Indovino
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