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martedì 28 luglio 2009

Udienza del 19 maggio 1999 - 3

Quella che segue è una sintesi dell'udienza del 19 maggio 1999 relativa al Processo d'appello per i delitti del "mostro di Firenze" davanti alla prima sezione della Corte d'Assise d'Appello di Firenze.

Segue dalla parte 2
Procuratore Generale: -Quando arrivarono la macchina di Pacciani era dietro il muro della villa e lui fermò la sua prima della piazzola, "ormai la si conosce la mi' macchina era sulla strada, poi ci si ferma e vidi loro che erano lassù, vicino alla macchina, vicino insomma alla tenda, io vo su e lui, Pucci, rimane un pò più in giù eppoi sento tagliare la tenda, lì sul davanti che viene dalla strada andando in su... dalla strada, no, c'era... dove c'era la tenda sento tagliare la tenda, io ero un pò più distante, non ero proprio vicino lì", continua dicendo che a tagliare la tenda era Vanni, con un coltello di quelli normali, non tanto grande, tipo quelli di cucina e spiega a richiesta del PM che gli ha chiesto: "ma di cucina?", "mha, di cucina, bisogna vedere di che dimensioni sono!". "Poi si sente entrare dentro", dice Lotti e all'avvocato Santoni Franchetti risponde: "entrò da dietro, sento dei lamenti e basta, e tagliare roba...". "Sentì spari? Anche più di due o più?", "Anche più di due o più". Vide uscire una persona dalla tenda e poi vide Pietro, che lui chiama Piero tante volte, dare dietro a questa persona, sente sparare e poi non sente più nulla e si disse che non l'aveva preso. "Vidi che l'aveva preso qui al collo, poi scappa e si lascia, insomma, andò via eppoi cominciò a sparare", quindi esce dalla tenda, spara, insegue il povero francese, lo acchiappa, si lascia, andò via il francese eppoi riprende la sparatoria. I colpi sono 1 o 2, da 3 a 4. Su domanda del PM, lui vide che lo prese per il collo mentre il ragazzo era in piedi, "poi si sarà disivincolato per andare via e a quel punto ho sentito che gli sparava". Il PM chiede: "Ma hai sentito sparare?", "Si, s'è svincolato, s'è liberato e ho sentito che sparava". Chiede il PM: "Aveva sentito spari anche in precedenza?", "No, no, sentivo andando via, dietro dalla tenda e andò fuori" ed il PM: "Cioè gli spari li sentì quando questo usciva dalla tenda?" e Lotti: "Si, dopo che l'aveva preso, ho sentito degli spari e che andava via". Su questo punto noi sappiamo che s'è sparato davanti alla tenda, sul punto ci ritorna l'avvocato Santoni: "E Pacciani gli sparò al ragazzo sulla porta?", che per Lotti (il ragazzo) era vestito, "No, gli dette dietro e poi lo prese per il braccio e cominciò a sparare" e poco avanti "sparava correndo", per la verità Lotti non dice "sparava correndo", ma risponde "si" a una domanda che gli ha fatto l'avvocato. Sulla storia del "nudo o vestito" obbietta Lotti: "come si fa a vedere bene?". Sempre rispondendo a Santoni: "No io sparare alla donna non l'ho sentito sparare alla donna", dice di non aver visto luce nella tenda, tenda che era bianca, (in realtà era celeste n.d.r.) ma dice anche che non era vicina, non poteva vedere, prima aveva detto da 3 a 4 metri. L'avvocato Santoni insiste: "Lei non ha visto colpi sparati contro la tenda? Non li ha sentiti?", risponde Lotti: "Io ho sentito gli spari quando è fuori, quando c'era quell'altro, il ragazzo che scappava". Continua poi dicendo che nell'andar via aveva visto un'altra macchina allontanarsi piano, piano, questa macchina dopo Scopeti la rivede al bar ed il conducente chiama lui, cioè Pacciani, però ho scritto "Pacciani ?" perchè lui dice: "chiama lui" e insomma questo conducente sarebbe il famoso medico, un dottore. Su questa storia del dottore o medico l'unica cosa certa è che non si tratti del veterinario Berchielli. Nell'incidente probatorio gli viene chiesto: "E il Pucci?", "Pucci era più dietro non era proprio vicino", "Vanni e Pacciani che cosa fecero?", "Loro dopo vennero verso la loro macchina, poi non lo so", "Pacciani e Vanni vi videro? Dissero qualcosa?", "No", rispose Lotti e il PM: "Vi minacciarono, vi videro?", "Si, ma a me non mi dissero mica nulla", poi "No, mi fecero un discorso: tu hai portato una persona, dico: è un amico, così, non è che...", Pietro allora si arrabbiò, insomma dissero che dovevano stare zitti. Fernando voleva andare dai Carabinieri ma lui non volle. Finite le domande del PM su domanda dell'avvocato Colao, in contrasto con quanto dichiarato in un precedente interrogatorio del 6 marzo '96 dice che "il francese venne colpito con un pugno e non con un coltello", dice Lotti: "gli ha strizzato il collo così e poi gli avrà dato due colpi nello stomaco con le mani". A Scopeti ha visto nascondere la roba, non sa cosa fosse, "vidi uno dietro abbassarsi giù e mettere questa cosa dentro, però non so se era quelli della donna o no". Sempre a domanda dell'avvocato Colao: "Non ho visto trincetti in casa del Vanni", c'è stata tutta una serie di domande in dibattimento se quella impronta (dell'arma bianca) poteva identificare l'arma ma non mi sembra si sia arrivati a nessuna conclusione. Riguardo la 128, questa è stata vista da una coppia nel pomeriggio, i Faveri/Chiarappa. C'è una discordanza tra i due coniugi, la signora dice di essere arrivata per andare a questa Villa Rufo verso le 15,00 e di aver notato questa 128 ferma in maniera tale da impedire, da rendere più difficoltosa, la manovra a U, proprio perchè era un pò obliquo questo cancello. Il marito, che era quello che guidava, di questa difficoltà non si è avveduto. Il marito vede viceversa questa macchina e qui c'è stata una grossa sfortuna, perchè aveva comprato un teleobbiettivo, non aveva o aveva finito la pellicola, altrimenti probabilmente avremmo nelle carte di questo processo una fotografia. Il marito nota l'auto con il teleobbiettivo, attorno alle quattro e mezzo, poi parte, va a Firenze, torna e questa volta risente della difficoltà per fare la manovra, ci dice erano tra le 6,30 e le 7,00 e quindi dico la 128 è fondamentale in dibattimento. L'avvocato Curandai chiede al Lotti: "Prima di raggiungere Firenze lei e Pucci vi siete fermati agli Scopeti?" e Lotti risponde di si, "verso le 3,00 o più tardi, prima di quell'ora un lo so", "Quanto tempo vi siete intrattenuti?", almeno due ore secondo i Favero/Chiarappa, "Insomma a parlare lì il tempo passava, un so di preciso quanto", "più o meno se lo ricorda?", "Un ora o più, unnè che abbia guardato bene l'orologio". Poco dopo fa domande l'avvocato Bertini, Lotti dice che lui la tenda l'ha vista la prima volta quel giorno stesso, la sera dell'omicidio, successivamente dice di averla vista anche mentre andava a Firenze con Pucci, si fermarono a parlare e dice Lotti nel parlare: "parlai di questo fatto qui che gli avevo detto che la sera c'era questo, lui non ci credeva e su questo che dico ora e così il tempo passò, può darsi che sia passato anche un'ora o più".
Segue...

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