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mercoledì 3 giugno 2009

Udienza del 17 maggio 1999 - 08

Quella che segue è la trascrizione integrale dell'udienza del 17 maggio 1999 relativa al Processo d'appello per i delitti del "mostro di Firenze" davanti alla prima sezione della Corte d'Assise d'Appello di Firenze.

Segue dalla parte 07.
Relatore: Circa Vicchio di Mugello, e passiamo al successivo delitto, quello precedente, scusate, quello dell'84, il Lotti ha dichiarato che in quel posto ci andava perchè ci andava con una prostituta, quella Filippa Nicoletti, sempre, come ho detto prima, dopo aver mangiato, perchè i problemi di questa gente erano mangiare, bere e ubriacarsi, se ho ben capito e andare a vedere le coppiette. Dopo aver fatto la solita mangiata alla “Casa del prosciutto” era andato con la Filippa a far l'amore, di questo parleremo dopo, vi era tornato col Pucci per guardare coppiette, in questa occasione avevano visto questa Panda celestina, con all'interno la prossima povera Rontini e il suo fidanzato, innamorato. Rientrato a San Casciano aveva detto al Vanni quello che aveva visto, “guarda che lì, in quella piazzola c'è una pandina celeste, ci vanno questi due ragazzi a far l'amore”, il Vanni felicissimo di questa notizia ci era voluto subito andare ed era andato insieme al Lotti e li avevano visti ed è l'occasione che ho detto prima, nella quale pare li abbiano seguiti, la ragazza sarebbe entrata nel bar... ...successivamente, era andato lui, Lotti a fare un sopralluogo, giacchè Vanni e Pacciani lo avevano fatto per conto loro, ma gli avevano dato l'incarico, a lui Lotti, di controllare bene dall'alto se per caso si poteva vedere sotto dove parcheggiare la pandina e lui l'aveva fatto regolarmente, aveva visto che non si vedeva nulla. Il giorno prima del delitto, Pacciani e Vanni gli avevano detto del sopralluogo, che il posto era tranquillo, si erano dati appuntamento nel piazzone di San Casciano dove erano partiti. Il Pacciani e il Vanni nella Ford del Pacciani e lui dietro con la sua 128 rossa. Inutile che vi dica che in fase di indagini preliminari avverrà l'inverso, avverrà che lui fa strada e il Pacciani lo segue, in dibattimento invece Pacciani va avanti e lui segue... ...faccia quello che vuole, grazie signorina... Giunti sul posto il Pacciani aveva parcheggiato la sua macchina davanti...
Procuratore generale: Chiedo scusa, lei sta facendo una relazione così faticosa e quindi ci dispiace non sentirla.
Relatore: Grazie, grazie signor procuratore. Giunti sul posto il Pacciani aveva parcheggiato la macchina davanti alla Panda per impedire, immagino, che la Panda fuggisse, mentre lui, il Lotti era rimasto un po' prima, a guardare da una certa distanza, la certa distanza, che io ricordi diventa 4/5 metri. Questo poi diventa tutto materia di discussione, per guardare. La Panda era parcheggiata, come verrà accertato effettivamente, con la coda verso la collina e il muso verso la strada, che il Pacciani scende dalla macchina, va al finestrino e spara contro il vetro, nelle dichiarazioni che aveva reso in sede di indagini preliminari invece il Pacciani era sceso, aveva guardato, era tornato indietro, era andato alla sua macchina, aveva preso la pistola e aveva sparato; adesso invece va e spara subito. Dopo la sparatoria avevano aperto lo sportello e il Vanni aveva estratto la Rontini che era ancora viva, ancora viva perchè? Perchè? Il primo perchè, perchè strillava, dopo che l'ha detto due volte che strillava, dopodichè qualcuno gli ha fatto capire che non poteva strillare una ragazza con un proiettile nel cervello, allora non strillava più ma gemeva, qualche gemito lo aveva emesso. I periti diranno essere fisicamente possibile la cosa. Il Vanni aveva trascinato questa ragazza nel campo laterale, coltivato ad erba medica e l'aveva anche presa a coltellate ma lui non aveva visto niente, poi anche le escissioni, poiché si trovava in una posizione tale che non poteva vedere. Dirà in dibattimento, se ben ricordo, che avevano una luce che si illuminavano, perchè di notte non potevano veder bene, gli è stato chiesto: “questa luce un po' c'è un po' non c'è”, forse ce l'aveva in mano, “quale mano?”, “ma doveva tagliare?”, “forse la sinistra”, “ma aveva il caschetto è un...”, pagine lunghissime di verbale su questo argomento. Perchè le lucine, in questo processo non è l'unica lucina, c'è questa lucina, c'è la lucina del 127 e c'è una lucina dentro la tenda agli Scopeti, non c'è soltanto questa da ricordare. Per andar via, dopo avere commesso questi omicidi, il Pacciani e il Vanni innanzitutto si sono lavati le mani in un fiume, in realtà lì vicino vi è un fiume, non so che fiume ci sia ma c'è, so perchè so che c'è fisicamente, ma poi ne parlerà la Filippa, la quale la volta che andò per questa serata d'amore col Lotti si sciacquò, era estate e si rinfrescò i piedi in questo fiume. Per andar via Pacciani imboccò un'altra strada, che lui non conosceva ed è una strada bianca, una strada interpoderale bianca, sassosa, nella quale, dirà lui, che vi è una fonticina, dunque una fonte d'acqua e lui non vide nessuno. Racconta pure che nel percorrere questa strada, che poi alla fine li riporta nella statale, si fermarono, non ricorda lui se prima della fonticina o dopo, perchè andarono a piedi in un casolare di campagna dove Pacciani e il Vanni nascosero, verosimilmente, la pistola in un buco del muro. La Corte di Assise si da alla ricerca dei riscontri. Primo riscontro, secondo il primo giudice, sarebbe il fatto che il Lotti conosceva già il posto. Dice: "Lotti conosceva il posto perchè c'era andato con la Nicoletti a far l'amore, lo ha riconosciuto appena è andato lì con la Polizia, perchè lì c'è un palo della luce, insomma ha fatto dei riconoscimenti, quindi il Lotti è vero quello che ci ha raccontato". Secondo riscontro, dice che era già andato a vedere assieme al Pucci, a vedere una coppia a fare all'amore, il Pucci ha confermato questo fatto e cioè che davvero erano andati a vedere questa coppietta. Da ciò si deduce, il primo giudice, che quindi questo fatto riscontra le dichiarazioni del Lotti. Ancora, il Lotti ha affermato di aver parlato con Vanni di questa piazzola di Vicchio e il Vanni ha ammesso: "si me lo ha detto ma a me non me ne importava nulla", cioè ha ammesso d'aver saputo dal Lotti che una certa piazzola, vicino a Vicchio, vi era una coppietta che faceva l'amore, ma lui ha ascoltato il Lotti, glielo diceva e ha detto: "vabbe, non mi interessa la cosa". Dice la Corte di Assise che se davvero il Vanni fosse stato estraneo al duplice omicidio di Vicchio non avrebbe impedito al Lotti di parlarne al "Bar centrale" di San Casciano. Ulteriore riscontro è la certa presenza del Lotti, secondo sempre la Corte di Assise, sul luogo degli omicidi. Infatti, questo lo si deduce dal fatto che Lotti racconta con esattezza le modalità delle sparatorie, dice che ha sparato contro il vetro destro, questo è un punto sul quale si discuterà, perchè dice anche vetro destro, lo dice anche due volte ma dirà poi anche che ha sparato sul davanti, sul davanti sembra essere il parabrezza, eppoi l'avvocato Filastò che in Toscana non si dice parabrezza ma vetro, io non l'avevo mai sentito, ma lo dice lui. Insomma, comunque il Lotti ha detto che ha sparato contro il vetro. Così come ha detto il Lotti che la ragazza presa per i piedi una volta colpita venne estratta dalla macchina e trascinata per alcuni metri fino al campo e questo risulta vero perchè dalla perizia che è stata fatta sono risultati segni di graffi dei rovi, delle pietre di quanto stava in terra. Ancora il Lotti ha raccontato come vi stavo dicendo prima, che per fuggire il Pacciani scelse un'altra strada che a lui, Lotti, era ignota. Questa strada bianca di campagna, Lotti lo ha detto e non lo so, sarà vero, non sarà vero, non so se si possa controllare, la Corte di Assise lo trova un riscontro, ed è questo: quella sera, tra mezzanotte meno un quarto e mezzanotte, in quella strada si fermarono alla fonte d'acqua della quale ho parlato, i coniugi Caini, marito e moglie che avevano con loro ulteriori parenti. Costoro provenivano da una località del posto che si chiama Santa Margherita e dovevano rientrare a Fiesole, erano stati lì da un loro parente per una qualche festa, non mi ricordo quale e avevano deciso di prendere acqua in questa fonte, perchè l'acqua era buona. Quando stavano lì e stavano per riempire le taniche, le bottiglie di acqua, sentirono questo rumore di motori imballati, si direbbe, motori al massimo e si spaventarono pure, perchè si resero conto che in quella strada non si può correre, è pericolosissimo, anzi, ha detto, mi pare, la signora, "se li avessimo incrociati sarebbe di certo successo un incidente e anche grave" per cui si sono affacciati per guardare e sono passate davanti a loro due macchine. Due macchine che hanno le sembianze, almeno di quelle delle quali si parla, davanti ce n'era una con i fari rettangolari, bianca, forse era una Ford Fiesta, quella di dietro, dove c'era una sola persona, dirà la Corte di Assise ce ne dovevano essere due ma è possibile che Vanni si sia chinato per non farsi vedere da questi signori Caini. Quella indietro aveva la coda tronca, era rossa, procedevano entrambi con le luci basse e vicine l'una a l'altra. Questa circostanza delle luci basse effettivamente è stata riferita dal Lotti, il quale ha detto che lui stava dietro, era stato costretto a mettere solo i fanalini di posizione perchè il Pacciani che lo precedeva correva tanto che sollevava una nuvola di polvere così alta che lui non vedeva nulla, per cui aveva dovuto quasi spegnere i fari. Dirà la Corte di Assise che questo è un riscontro al racconto che aveva fatto il Lotti, che davvero per fuggire gli assassini percorsero questa strada bianca di campagna. D'altro canto, ulteriori, sesto riscontro, secondo la Corte di Assise, il Lotti ha riconosciuto la zona, quindi il posto, perchè la zona si è completamente cambiata perchè è andato lì con la Polizia e con l'unico magistrato della Procura ed è riuscito a riconoscere sia la piazzola, a parte il fatto che la piazzola c'è tanto di lapide per questi due disgraziati ammazzati, sia una casa di campagna, si chiama Schignano, 4 o 5, non ricordo come si chiama, dentro la quale ha indicato il Lotti, c'è tanto di fotografia, un buco nel muro, dice lì nascondevano la pistola. Naturalmente ci sono cose scomparse in questo processo, sono la pistola e le parti anatomiche tra le cose che non abbiamo. Infine è stato giudicato ulteriore riscontro, che io dico brevemente è quello attinente alla perfetta preparazione del delitto, cioè dice la Corte di Assise che abbiamo il riscontro che il delitto è stato accuratamente preparato perchè quella sera la Rontini Pia Gilda staccò dal lavoro di barista alle ore 20,00 anzichè alle 1,00 del mattino come ogni sera e se ne andò a casa ed era stanchissima e disse alla madre: "guarda io mangio poi vado a letto perchè proprio non sto in piedi", ma essendo ancora caldo, tempo buono, la madre le disse: “ma vai a fare una girata, a respirare un po', che stai di molto meglio, invece che andare a letto”, insistette tanto la mamma che la ragazza uscì, naturalmente andò a cercare il suo fidanzato con il quale andò nella piazzola. Dice la Corte di Assise di Firenze, ecco questa sarebbe la dimostrazione del fatto che il delitto è stato programmato bene, dirà il difensore, che dimostra esattamente l'inverso, che la povera Rontini e il fidanzato sono morti per caso, perchè se questa ragazza non ascoltava la madre stava a letto e almeno lì il fidanzato non moriva.

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