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martedì 21 aprile 2009

Fernando Pucci - Seconda parte

Segue dalla prima parte.
Si rese necessaria una nuova convocazione, Pucci Fernando fu sentito il 9 febbraio 1996 presso gli uffici della Procura di Firenze, alla presenta di Michele Giuttari, il poliziotto Fausto Vinci ed il PM Paolo Canessa. In quell'occasione dichiarò che quella domenica si era recato a Firenze oltre che con Giancarlo Lotti anche con Mario Vanni. Lui e Giancarlo, avevano avuto separatamente rapporti sessuali con Gabriella Ghiribelli che aveva invece rifiutato Mario Vanni, questi "è un soggetto parecchio strano... era uno che con le donne combinava poco... guardava e basta... voleva usare un vibratore e si eccitava così. Quel giorno Vanni, dopo il rifiuto di Gabriella, era incazzato fradicio, tanto che se ne è andato via da solo e non ci ha aspettati." Avevano quindi cenato a Firenze e mentre tornavano a San Casciano si erano fermati alla piazzola degli Scopeti dove erano stati minacciati verbalmente da Pietro Pacciani e Mario Vanni. "Io rimasi sconvolto e tutte le volte che mi è capitato di passare per quella strada mi è tornata la paura. Ora che mi viene chiesto se io abbia visto anche qualche altra cosa per rimanere così spaventato, voglio dire, liberandomi di un peso, che ho assistito a tutta la scena e che ho visto sparare. La cosa è avvenuta così. Quando i due ci hanno minacciato io volevo andare via. Lotti però disse: «Andiamo, andiamo a vedere come va a finire!». Si aspettò qualche minuto e poi, senza farci vedere, piano piano si tornò sul posto dalla parte della macchina. Girammo un pò tra le frasche. Poco dopo vedemmo questa scena: uno dei due, quello più alto, cioè Vanni, andò dietro la parte posteriore della tenda e con quel coltellaccio da cucina che aveva in mano tagliò il tessuto. Ricordo ancora il rumore che fece come di tela strappata. Il gesto che io vidi mi sembrò come fatto dal basso verso l'alto. A questo punto l'uomo uscì fuori dalla tenda, dalla parte anteriore scappando verso il bosco, cioè dalla parte opposta della strada. L'altro, che aveva la pistola, cioè il Pacciani, gli sparò e gli andò dietro, mentre quello scappava, continuando a sparare. Nello stesso tempo, Vanni si introdusse nella tenda. A quel punto, spaventatissimi, siamo andati via e non ricordo di aver visto altro. Non ho visto Vanni uscire dalla tenda, nè ho avuto modo di vedere il Pacciani tornare indietro dal bosco. Quando siamo risaliti in auto, Lotti disse: «Li hanno già ammazzati». Si tornò a San Casciano terrorizzati. Il Lotti disse di non andare dai carabinieri. Io da solo non me la sentii di andare perchè avevo una paura tremenda. Quella notte non chiusi occhio. Ero terrorizzato. Poco tempo dopo Vanni venne da me e facendomi vedere un coltello mi disse «Ammazzo qualcuno». Mi sembrava ubriaco e ebbi l'impressione che fosse venuto proprio per me, per mettermi paura. Insomma ero davvero terrorizzato da Vanni e da Pacciani. Ricordo che una volta, ai tempi del processo del Pacciani, un mio paesano mi disse di andare a vedere, però io avevo talmente paura che lui mi rivedesse che preferii non andare perchè mi conosceva." Il PM chiese quindi se fosse mai stato a Vicchio a guardare le coppiette. Pucci rispose: "Ci sono stato una sola volta. Me ne ricordo perchè pochi giorni dopo ammazzarono una coppietta in macchina e Lotti mi disse: «Guarda, hanno ammazzato quelli che si è visto noi!». Me lo disse la domenica mattina quando si era lì davanti al bar di San Casciano." In merito a chi scegliesse le piazzole dove spiare le giovani coppie riferì: "Era sempre il Lotti che li sapeva e che mi diceva di andare con lui in un determinato posto perchè lì c'era una coppia da spiare. Questo è avvenuto anche quando siamo andati quella volta che ho detto a Vicchio. So, per avermelo detto il Lotti, che lui andava a fare all'amore con la Filippa sia alla piazzola di Vicchio che a quella degli Scopeti." Sull'aver spiato le coppie assieme a Vanni e Pacciani dichiarò: "Lotti mi diceva che lui ci andava e che era stato anche nella piazzola degli Scopeti con Pacciani e Vanni. Io con quei due non ci sono mai voluto andare perchè erano due violenti e si ubriacavano diventando ancor peggio." Relativamente alla sua frequentazione di Salvatore Indovino disse: "L'ho conosciuto solo di vista. Era stato con la Filippa prima che quesa si mettesse con Lotti. So che vicino alla sua casa abitava una donna che Vanni e Pacciani frequentavano, ma non so come si chiami. Ma a quanto ne so io Vanni con le donne non faceva nulla. Guardava e basta." Intorno alle 18,45 dell'11 febbraio 1996, venne organizzato un confronto tra Giancarlo Lotti e Fernando Pucci. I due confermarono quanto emerso precedentemente.
Il 18 aprile Fernando Pucci fu nuovamente interrogato. Dichiarò d'aver assistito solo al delitto avvenuto a Scopeti; a Vicchio vi era stato alcuni giorni prima del delitto per spiare i due giovani appartati. Sulle ragioni per cui i ragazzi di Vicchio fossero stati uccisi dichiarò: "Giancarlo mi disse che lei non aveva voluto fare l'amore col Pacciani e col Vanni. Una sera ho incontrato a San Casciano Lotti, Vanni e Pacciani, e Giancarlo mi chiese se volevo andare con loro a dare una lezioncina a quella lì di Vicchio. Ho rifiutato." Aggiunse: "Io credetti al Lotti, cioè che Pacciani e Vanni avrebbero ammazzato la coppia appartata nella Panda perchè sapevo che Pacciani e Vanni era gente che ammazzava; me lo aveva detto il Lotti e si capiva anche dai discorsi che facevano loro che avevano ammazzato. Lotti mi diceva che avevano ammazzato anche quelli delle altre coppie degli anni precedenti. Mi disse che avevano ammazzato anche i due tedeschi e che era stato presente anche lui. In un'altra occasione mi disse che avevano ammazzato anche la coppia dell'anno prima, a Montespertoli. Ma io non c'ero. Era il Lotti che tanto tempo prima dell'omicidio di Vicchio me lo diceva ma non mi diceva mai i nomi di quelli che avevano ammazzato. Diceva però sempre che era stato presente anche lui. Una volta mi disse: «Hanno morto anche quelli a Calenzano»; di questo caso non mi disse se c'era anche lui."Fu ascoltato il 6 ottobre 1997, come "teste alfa", durante il processo ai presunti complici del "mostro di Firenze.
Fu nuovamente sentito il 3 giugno 2003 dall'Ispettore Castelli e dal Dott. Giuttari in merito alla sua frequentazione del bar di San Casciano. Fernando Pucci confermò la frequentazione del bar il sabato pomeriggio. Gli fu mostrato un album di fotografie. Relativamente alla foto ritraente Francesco Narducci riferì: "la persona della foto numero 1 l'ho vista al bar. Era magro, era un tipo finocchino. L'ho visto che chiacchierava con Giancarlo (Lotti n.d.r.) ma Giancarlo non mi ha mai spiegato nulla. La persona della foto 3 è la stessa della precedente ma io ho un ricordo più preciso di quella guardando la numero uno. Posso dire anche che tra tutte le persone da me riconosciute nelle foto quella delle foto 1 e 3 (Francesco Narducci n.d.r.) la vedevo insieme a quella della foto 36. (...) Ricordo bene che l'omone nella foto 36, era sempre con la persona della foto 1 e 3 che ho definito finocchino."
Il 4 agosto 2003 riferì d'aver sentito parlare Giancarlo Lotti del fatto che andavano in una villa vicina a fare sesso, ma aggiunse di non conoscere la villa. Confermò i riconoscimenti delle persone precedentemente effettuati, riconobbe nella foto n.15 Candido Veronica, nota come Marisa di Massa, riferendo sul suo conto: "...era una specie di troia perchè partecipava ai festini"; riconobbe nella foto n.13 il farmacista Calamandrei, affermando che era del gruppo e che lo aveva visto parlare al bar con la Marisa.

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