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giovedì 1 luglio 2010

8 settembre 1985 - Nadine Mauriot e Jean Michel Kraveichvili

Nella notte tra il 7 e l'8 settembre 1985 (perizia del medico legale Mauro Maurri ed equipe De Fazio) furono uccisi, in località Scopeti, nel comune di San Casciano Val di Pesa, all'altezza del numero civico 124, Nadine Jeanine Giselle Mauriot e Jean Michel Kraveichvili. I cadaveri furono scoperti nel primo pomeriggio del 9 settembre 1985 dal giovane Luca Santucci. Il luogo del delitto è costituito da una radura sopraelevata, a cui si accede tramite uno stradello sterrato. Gli inquirenti giunti in loco constatarono che sul posto si trovava un auto marca Wolkswagen modello Golf, bianca, parcheggiata vicino ad una tenda da campeggio di tipo canadese avente la copertura con materiale impermeabile argentato, alta da terra nella parte posteriore metri 1,40 e nella parte anteriore, ove vi è l'entrata principale con la cerniera, metri 1,10 ed una larghezza di metri 1,85. L'apertura secondaria rivolta verso il centro della piazzola, con la cerniera chiusa, presentava un taglio verticale di circa 40 cm. Sul terreno antistante l'entrata principale della tenda che dava su via degli Scopeti, fu localizzata una chiazza di sangue rappreso, un'altra chiazza di sangue fu trovata sull'esterno margine destro della radura in prossimità del cadavere dell'uomo. Furono inoltre trovate alcune tracce di sangue anche sul montante anteriore della portiera destra dell'autovettura. Furono repertati nove bossoli calibro 22 marca Winchester con il fondello percosso avente impressa la lettera "H": sei di fronte all'ingresso principale della tenda, due bossoli furono repertati sul lato destro della tenda ed un ultimo bossolo fu trovato all'interno della tenda stessa. Sul materasso all'interno della tenda fu rinvenuta la donna completamente nuda, in "posizione semifetale sul fianco sinistro", colpita da quattro colpi al volto da arma da fuoco, da un colpo al petto da arma da fuoco ed una ferita da arma da punta e taglio al collo, la zona del pube era stata escissa come anche il seno sinistro in modo irregolare e discontinuo. Il ragazzo giaceva nudo, "supino presso l'estremo margine destro della radura per chi vi accede, a distanza di circa 14 metri dal punto d'ingresso della tenda, con i piedi rivolti verso il bosco e d il capo verso la radura". Il ragazzo era stato attinto da quattro colpi d'arma da fuoco: "il primo ha interessato il labbro superiore, un secondo la mano sinistra, un terzo le ultime tre dita della mano sinistra, il quarto ha raggiunto il gomito destro". Furono inoltre repertate quattro ferite mortali da arma bianca sull'emitorace sinistro ed una ferita trapassante la regione del collo. Altre ferite furono provocate con arma bianca in regione dorsale, sull'addome e sugli arti superiori.
La perizia medico legale ricostruì come segue la dinamica del delitto. L'omicida giunge sulla radura, si avvicina alla tenda spara in rapida successione 5 colpi di arma da fuoco che forano la zanzariera grosso modo su una linea verticale, (il primo colpo dal basso verso l'altro si trova a 10 cm al di sopra della cerniera, l'ultimo foro è a 56 cm dalla cerniera inferiore). Apre quindi la cerniera e spara altri 4 colpi, il giovane francese si muove all'interno della tenda, si avvicina all'apertura e ne esce "sbilanciando l'omicida che sbarra l'apertura stessa e forse ne determina anche una caduta a terra a sedere, forse sulla sinistra per chi stia di fronte all'apertura anteriore della tenda, in modo che il ragazzo ha via libera per fuggire sulla destra". Il ragazzo tenta quindi la fuga verso il bosco ma viene inseguito dall'omicida che mette in tasca la pistola estrae il coltello e raggiunto il giovane lo finisce. L'omicida torna quindi alla tenda afferra il corpo della donna probabilmente per i piedi e lo trascina parzialmente fuori per praticare le mutilazioni. Ricolloca il cadavere della donna nella tenda e si occupa di occultare il cadavere dell'uomo con dei bidoni di vernice trovati in loco.
Il 10 settembre 1985 giunse presso la Procura di Firenze, all'attenzione del sostituto procuratore della Repubblica Silvia Della Monica, una busta contenente un lembo di pelle cm 2,8 x 2 e mm 2/3 di spessore, proveniente dalla vittima femminile dell'omicidio di Scopeti.
Rif.1 - Sentenza della Corte di Assise di Appello di Firenze contro Mario Vanni e Giancarlo Lotti del 24 marzo 1998
Rif.2 - Perizia medico legale del prof. Mauro Maurri
Una ricostruzione di questo duplice omicidio, molto interessante ed efficace e dagli intenti apprezzabili, è stata recentemente pubblicata dall'Avvocato Vieri Adriani sul suo sito personale.

4 commenti:

Omar Quatar ha detto...

scusa ma c'è un errore nel testo, mi pare; la perizia Maurri indica la notte tra 8 e 9 settembre (anche se con la strana espressione "nettamente prima" della mezzanotte)

Flanz ha detto...

Dalle risultanze del professor Introna, da quanto affermato recentemente dall'avvocato Vieri Adriani e da ciò che il buon senso consiglia son più disposto a credere siano stati uccisi nella notte tra il sabato e la domenica. Ciao.

Omar Quatar ha detto...

posso essere d'accordo, ma allora non conviene citare come fonte la perizia di Maurri, non ti pare?

Flanz ha detto...

La perizia Maurri contiene molti dettagli utili alla ricostruzione dell'omicicidio di Scopeti che altri documenti non forniscono. Ciao

 
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