martedì 10 novembre 2009

Francesco De Felice

Muratore, nel 1968 risiedeva con la moglie Sorrentino Maria ed i figli a Sant'Angelo a Lecore. Fu sentito in merito al delitto di Barbara Locci ed Antonio Lo Bianco. Quello che segue è il rapporto redatto dai Carabinieri di Firenze il 21 settembre 1968: "Alle ore 2 del giorno 22 agosto 1968 squilla il campanello del muratore De Felice Francesco, posta in Campi Bisenzio, frazione S. Angelo a Lecore, Via Vingone numero 154. Nonostante l'ora tarda il De Felice è sveglio, così pure la di lui moglie, ed ha la luce della sua camera da letto accesa perchè un suo figliolo ha chiesto dell'acqua da bere. Il muratore istintivamente, anche perchè non aspetta nessuno, guarda l'orologio e vede che sono le ore 02,00 precise. Anzichè aprire la porta com'è suo intento, il De Felice s'affaccia alla finestra e nota che davanti all'uscio vi è un ragazzino (Natalino Mele ndr) che appena lo scorge gli dice «Aprimi la porta perchè ho sonno, ed ho il babbo ammalato a letto. Dopo mi accompagni a casa perchè c'è la mi' mamma e lo zio che sono morti in macchina» (...) Il De Felice precisa anche che quando si è affacciato alla finestra non ha visto altre persone all'infuori di Natalino". De Felice pensò ad un incidente stradale e svegliato un vicino, Marcello Manetti, che disponeva di un'auto, percorse la strada indicata dal piccolo Natalino Mele. Dopo alcune centinaia di metri dovettero fermarsi poichè la strada non asfaltata non gli consentiva di proseguire. Tornarono indietro e chiamarono i carabinieri di San Piero a Ponti che, arrivati sul posto, prelevarono il bambino e giunti ad una cinquantina di metri da Via di Castelletti trovarono una Giulietta bianca targata Arezzo al cui interno giacevano i cadaveri di Barbara Locci e Antonio Lo Bianco.
Francesco De Felice è deceduto il 24 dicembre 1985, investito, davanti casa, da un'Alfetta 1800, di proprietà di Aldemilio Bartalesi di 30 anni. Travolto dall'auto fu trascinato per una quindicina di metri per poi finire nel fossato che costeggia la carreggiata. Morì prima di arrivare al Pronto Soccorso.
Rif.1 - Storia delle merende infami pag.99
Rif.2 - La Nazione Firenze - 28 dicembre 1985 pag.1

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