lunedì 20 aprile 2026

Il mostro di Firenze - La prima indagine


DISPONIBILE DAL 13 MAGGIO 
 
Autore: Francesco Cappelletti


Prima edizione: 2026, 260pp, brossurato, Euro 15,00
 
Presentazione: Direttamente dagli atti dell'epoca, tutta la prima indagine sul "mostro di Firenze". Stefano Mele, Francesco Vinci, Piero Mucciarini, Giovanni Mele, Salvatore Vinci e tutti coloro che a vario titolo sono divenute comparse in una vicenda di cui tutt'oggi si fa fatica a delineare i contorni.
 
Seguo la vicenda del cosiddetto "Mostro di Firenze" dal settembre 2008. Ho raccolto verbali, perizie, rapporti giudiziari, quotidiani, testimonianze nel tentativo di fare ordine in un'indagine che ha frugato nella vita di centinaia di persone per perdersi in vicoli ciechi, rivoli superflui, piste tanto suggestive quanto futili.
Nelle pagine che ho scritto non troverete il nome del mostro, ma spero di delineare i profili di chi non può esserlo in alcun modo. 
Si tratta di un libro in fieri, in divenire, perchè conto di aggiornarlo, integrarlo, correggerlo ogni qualvolta emergeranno nuovi elementi. Il libro sarà disponibile su Amazon ma anche nelle librerie delle catene Mondadori, Feltrinelli, IBS.
 

martedì 24 febbraio 2026

Francesco Cappelletti


Vivo e lavoro a Firenze. Nel 2012 con l'avvocato Vieri Adriani e Salvatore Maugeri ho scritto e pubblicato "Delitto degli Scopeti - Giustizia mancata" (Ibiskos Ulivieri). Dal 2008 collaboro al blog "Insufficienza di prove", che si occupa della vicenda del cosiddetto 'Mostro di Firenze' e dal 2018 realizzo approfondimenti che pubblico su Youtube sul canale "Flanz Vinci".
Con slancio del tutto superfluo ho sostenuto la pista sarda, la colpevolezza di Pacciani, il coinvolgimento del gastroenterologo umbro, per poi convincermi che presumibilmente le indagini neppure lo hanno sfiorato il più crudele assassino di tutti i tempi.
Diciassette anni ormai che seguo questa brutta storiaccia coltivando, senza alcun risultato apprezzabile, perplessità, indignazione, insofferenza ed irritazione. 
Mollo non appena mi rassegno. 
F. 

Contatti: insufficienzadiprove@gmail.com
 
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03-2026 - Il bel paese e i suoi mostri - Alibi festival - Perugia
01-2026 - Prefazione per "S'intrigu Sa morte stràna de Barbarina Steri" di Bettina Ferretti, Youcanprint
01-2026 - Il mostro-mente, trauma e narrazione - Convegno - Perugia  
01-2026 - Il mostro di Firenze - La verità nascosta con Pino Rinaldi - Massarosa (LU) 
11-2025 - Mostro di Firenze e Serial Killer VII edizione - webinar Nerocrime  
11-2025 - Criminis - Casale Monferrato (AL)
10-2025 - La notte del mistero - Florence international radio 
10-2025 - Il mostro di Firenze - Telegram, Toscana TV 
10-2025 - Pacciani e le altre piste per arrivare al Mostro - F n.43, 28 ottobre 2025 - Cairo editore
10-2025 - Prefazione e revisione per "Storia delle merende infamidi Nino Filastò, III edizione - Maschietto editore
10-2025 - "Nella mente del mostrologo" - il Venerdì di Repubblica n.1960
10-2025 - Il mostro di Firenze podcast - Edoardo Orlandi - One podcast 
10-2025 - Analisi Criminale - Il mostro di Firenze. La pista sarda - Nerocrime/Ecampus webinar 
09-2025 - Festival Open, Parma - Il Mostro. La nuova serie Netflix
09-2025 - Il mostro di Firenze. La verità nascosta -  di Pino Rinaldi e Nunziato Torrisi - Capitolo XVII

09-2025 - Consulente storico per "Il mostro" di Stefano Sollima - Netflix

07-2025 - Dentro l'incubo. Nuove ombre sul mostro di Firenze con Roberta Bruzzone, Armando Palmegiani, Fabiola Giusti

07-2025 - I venerdì neri di neroCrime

05-2025 - Mostro di Firenze book festival - Pescia

02-2025 - La 'mostrologia', l'effetto collaterale del pluriomicida - La Regione

01-2025 - Conferenza stampa per la richiesta di revisione della sentenza contro Mario Vanni

 12-2024 - DarkSide - Storia Segreta d'Italia - Mostro di Firenze: tutto da rifare!


11-2024 - Il mostro di Firenze, delitti, indagini, processi - Convegno AIGA Prato

11-2024 - Mostro di Firenze - Conferenza teatrale con Pino Rinaldi - Teatro Manzoni Massarosa

11-2024 - Consulente tecnico di parte per gli avvocati Valter Biscotti e Antonio Mazzeo

10-2024 - Analisi criminale - Webinar Ecampus/Nerocrime 

09-2024 - Mostro di Firenze e crimini seriali - Webinar Ecampus/Nerocrime 

09-2024 - I misteri del mostro di Firenze, la scoperta di un DNA ignoto, ora si potranno riaprire le indagini? - Alò TV

06-2024 - Mostro di Firenze: "Il mostro è libero" - Le Murate (FI) 

06-2024 - Mostri senza nome: Il mostro di Gabriella Caltabellotta - Sky Crime

05-2024 - Mostro di Firenze book festival - Pescia 

05-2024 - Il mostrologo di Firenze - La Lettura/Corriere della Sera - 12 maggio 2024

04-2024 - Presentazione: "Nessuno Voci nella storia del mostro di Firenze" - Calenzano

03-2024 - Cronologia essenziale degli eventi relativi alla vicenda del cosiddetto “Mostro di Firenze” in "Nessuno. Voci nella storia del Mostro di Firenze"

11-2023 - “Zodiac e il Mostro di Firenze: la teoria dell’acqua” - Lucky Red podcast

11-2023 - Mostro di Firenze e crimini seriali - Webinar Ecampus/Nerocrime 

10-2023 - Conferenza stampa per Nadine e Jean Michel

06-2023 - La svolta: sulle tracce del mostro - La Limonaia di Villa Strozzi 

05-2023 -  Il mostro di Firenze - “L’ombra del mostro da Firenze a Perugia” - Atlantide (La7)

05-2023 - Mostro di Firenze book festival - Pescia

09-2023 - Il mostro di Firenze a Storie - (Rai 2)

08-2023 - Per i familiari e gli amici delle vittime è ancora una vicenda dolorosissima - TG2 (Rai 2)

08-2023 -  Un vecchio baule e dei fotogrammi dimenticati - TG2 (Rai 2)

08-2023 - Il faro - Atlante - Treccani

01-2023 -  Mostro di Firenze: "La notte non finisce mai" - Siena

09-2022 - Mostro di Firenze e crimini seriali - Webinar Ecampus/Nerocrime

05-2022 - Mostro di Firenze - Giancarlo Lotti, un anomalo collaboratore di giustizia

04-2022 - Il mostro di Firenze è ancora vivo. In rete - Venerdì di Repubblica 

02-2022 - Nessuno, il Mostro di Firenze - Il Podcast - Ep.10 - Signa ‘68 (Sulla scena del crimine)

01-2022 -  Mostro di Firenze - Salvatore Vinci: "Vi sembro un mostro?"

12-2021 - "I misteri" della morte di Pietro Pacciani

12-2021 - Il mostro di Firenze - Quel silenzio che non tace: bugie e verità - (Rai 2) DOCU

11-2021 - Enigma - "Il caso Gabriella Caltabellotta" - (Tele Iride)

11-2021 - Mostro di Firenze e crimini seriali - Webinar Ecampus/Nerocrime

10-2021 - Mostro di Firenze - Gabriella Ghiribelli: i festini, le sedute spiritiche, l'auto di Lotti a Scopeti

07/2021 - Mostro di Firenze: un mistero lungo 50 anni - Carmignano 

04-2021 - Il mostro di Firenze - Un caso aperto - Atlantide (La7)

04-2021 - Mostro di Firenze e crimini seriali - Webinar Ecampus/Nerocrime

02-2021 - Pietro Pacciani: una biografia attraverso i suoi memoriali

01-2021 - La notte del mistero - Mostro di Firenze - Storia di un legionario

01-2021 - Mario Spezi e l'accusa di concorso esterno nell'omicidio di Francesco Narducci 

12-2020 - Il giornale - I misteri del Mostro di Firenze: "Se ne parlerà per sempre"

12-2020 - Miriam, Elisabetta, Gabriella: morti collaterali?

10-2020 - Mostro di Firenze - Scopeti, la lapide profanata (Toscana TV) 

09-2020 - Mostro di Firenze - 35 anni fa il mostro a Scopeti (Toscana TV)

09-2020 - Mostro di Firenze, 35 anni di misteri. L’impronta dimenticata agli Scopeti (La Nazione)

08-2020 - Il mostro di Firenze - Crime investigation - DOCU

07-2020 - Mostro di Firenze: un mistero lungo 50 anni - 2duerighe

06-2020 - Le mondane uccise a Firenze dal 1982 al 1984

05-2020 - Il patrimonio di Pietro Pacciani

05-2020 - Mostro di Firenze e crimini seriali - Webinar Ecampus/Nerocrime

02-2020 - Convegno A.I.G.A. - Il mostro di Firenze, 50 anni di indagini e di storia (Firenze)

02-2020 - La notte non finisce mai, viaggio intorno al mostro di Firenze - Caffè letterario Le Murate (Firenze)

11-2019 - Fuori Fake - La fake news sul mostro di Firenze (White radio)

10-2019 - Il legionario ed il mostro di Firenze 

10-2019 - Elisabetta Ciabani, come un suicidio

06-2019 - Mostro di Firenze - La lettera anonima e la ricevuta della P.I.C. di Salvatore Vinci (White radio)

09-2017 -  Serial Killer e mostro di Firenze - Convegno Ecampus (Roma)

09-2016 - Mostro di Firenze - Al di là di ogni ragionevole dubbio - Runa edizioni 09-2016 - Mostro di Firenze - Al di là di ogni ragionevole dubbio - Sugar Pulp Festival - Padova

05-2016 - Mostro di Firenze - Al di là di ogni ragionevole dubbio - Enigma edizioni

06-2014 -  Convegno OPHIR - Il mostro di Firenze (Firenze)

06-2013 - Delitti e misteri (Rivista) - Una condanna di gruppo per un killer solitario

04-2013 - Convegno OPHIR - Il mostro di Firenze (Firenze)

10-2012 - Delitto degli Scopeti - Giustizia mancata - Edizioni Ibiskos Ulivieri

04-2011 - Il mostro di Firenze. Uno, qualcuno, centomila - Sangel Edizioni

12-2009 - "Il mostro di Firenze? È on line" - Corriere della sera

11-2008 - Insufficienza di prove blog

lunedì 2 febbraio 2026

Firenze. Ciak, si uccide - "Il mostro" sul grande e piccolo schermo


Autore: 
Massimo Moscati


Prima edizione: 2026, 280pp, brossurato,  ‎Shatter edizioni

Presentazione: "Nel 1968, nelle campagne intorno a Firenze, un uomo e una donna furono assassinati in un’auto da un killer misterioso che la stampa avrebbe ribattezzato “Mostro di Firenze”. Quell’omicidio fu seguito da una lunga scia di sangue: tra il 1968 e il 1985 almeno sedici persone, perlopiù giovani coppie appartate, furono uccise con modalità sempre più efferate, fino alle mutilazioni introdotte a partire dal 1974. Il marito di una delle prime vittime scontò 14 anni di carcere, ma i delitti continuarono anche durante la sua detenzione. Nel 1994 un contadino, Pietro Pacciani, fu condannato per sette duplici omicidi, ma la sentenza venne annullata e, in attesa di un nuovo processo, la procura ipotizzò l’esistenza di un gruppo di complici, i cosiddetti “compagni di merende”. Pacciani morì prima di essere giudicato nuovamente; due suoi presunti sodali furono infine condannati, senza però chiarire mai del tutto la vicenda. Negli anni più piste sono state riaperte. Il fascino oscuro del “Mostro di Firenze” risiede proprio in questa irresolutezza: un assassino con una firma atroce, legami con vecchi crimini, allusioni a perversioni sessuali, e sullo sfondo una città che diventa essa stessa parte del racconto. Non c’è una soluzione definitiva, nessun investigatore capace di chiudere il caso: ancora oggi l’identità del serial killer rimane ignota. Raccontare questa vicenda significava anche confrontarsi con la sua scarna trasposizione cinematografica: appena cinque film, due serie televisive (Sky nel 2009, Netflix nel 2025) e, tra essi, solo l’opera di Cesare Ferrario realmente incentrata sul tema (e per questo qui intervistato). Da qui la scelta di partire dal caso fiorentino per allargare lo sguardo: non soltanto cinema, ma una riflessione sociologica più ampia sul “mito” dei serial killer. Indubbiamente, la decisione di Stefano Sollima di dirigere la miniserie Il Mostro ha ispirato la realizzazione di questo saggio."

 


lunedì 19 gennaio 2026

S'intrigu. Sa morte stràna de Barbarina Steri


Autore: Bettina Ferretti


Prima edizione: 2026, 378pp, brossurato,  ‎Youcanprint

Presentazione: "Sardegna campidanese 1959. Manca poco a Natale. Sotto il Monte Linas l'inverno arriva senza proclami. Il vento soffia a raffiche irregolari. In paese le donne si muovono veloci per le vie, hanno i loro panni da portare a lavare appena fuori dal centro abitato. I comignoli dei camini sbuffano aria fuligginosa sui tetti di Villacidro. Barbarina ha le guance rosse tra il freddo e l'emozione, e lo sguardo cupo e abbassato di chi vive nel terrore. Il cuore le batte forte e le conferisce un'aria di apparente onnipotenza. Sono gli ultimi 43 giorni di una vita che altri hanno deciso per lei. Un suicidio dalle tinte fosche, archiviato come tale forse troppo frettolosamente. Quella di Barbarina Steri è una vicenda che molti anni dopo tornerà sulle vette della cronaca nera per cercare di districare un mistero lontano nei tempi e nei luoghi. Tante vite strappate, un uomo ambiguo, una pistola, indagini che durano più di 25 anni, un processo, una morte funzionale. La narrazione che ritorna prepotente con nuove sfumature e la sensazione che ci sia ancora qualcosa di irrisolto, come tutte le vicende che si incontrano con il mistero del Mostro di Firenze."
 


giovedì 1 gennaio 2026

Il mostro di Firenze - La prima indagine - L'indice

PREMESSA    

14 Settembre 1974 - Fontanine di Rabatta - Stefania Pettini e Pasquale Gentilcore    
La scena del crimine    
La dinamica    
Le indagini    
La stampa

6 Giugno 1981 – Mosciano di Scandicci - Carmela De Nuccio e Giovanni Foggi    
La scena del crimine    
La dinamica    
La stampa    
Le indagini

22 ottobre 1981 – Travalle di Calenzano - Susanna Cambi e Stefano Baldi    
La scena del crimine    
La dinamica    
Le indagini    
La stampa    
Il falso medico    

19 giugno 1982 – Baccaiano - Antonella Migliorini e Paolo Mainardi    
La scena del crimine    
La dinamica    
Le indagini    
Telefonate anonime    
La stampa    
Il collegamento

21/22 agosto 1968 – Castelletti di Signa - Barbara Locci e Antonio Lo Bianco
22 agosto 1968    
La scena del crimine    
La dinamica    
Le indagini    
23 agosto 1968    
24 agosto 1968    
Natalino Mele    
Il processo a Stefano Mele    
La stampa    
Francesco Vinci    
I Mele    
I Vinci    
Claudio Conticelli    
Alessandrina    
La pistola di Antonio Lo Bianco    
Claudio Di Biasi    
Ulteriori accertamenti    
Un nuovo Giudice Istruttore

9 settembre 1983 – Giogoli - Horst-Wilhelm Friedrich Meyer e Uwe Jens Rusch    

La scena del crimine    
La dinamica    
Le indagini    
La stampa    
Perquisizioni    
Antonio e Francesco Vinci    
Iolanda    
Il duplice omicidio di Lucca    
Un appunto sospetto    
Giovanni Mele e Piero Mucciarini

29 luglio 1984 – “La Boschetta”, Vicchio di Mugello - Pia Rontini e Claudio Stefanacci
La scena del crimine    
La dinamica    
La stampa    
Le indagini    
Baldo Bardazzi    
L’Equipe di Modena    
Stefano Mele    
La Squadra antimostro    
Liberi i due cognati    
Salvatore Vinci – Lo straccio    
Francesco Vinci libero    
Uno strano suicidio    
Indagini a Villacidro    
Giuseppe Vargiu    
Ancora Stefano Mele    
Ada Pierini    

6/7 Settembre 1985 – Scopeti - Nadine Mauriot e Jean Michel Kraveichvili    
La scena del crimine    
La dinamica    
Indagini    
La lettera alla Dott.ssa Silvia Della Monica    
La taglia    
In me la notte non finisce mai    
Medici sospetti    
Le lettere ai magistrati    
Il fazzolettino e i guanti    
La stampa    
Salvatore e Barbarina – indagini dal 1985

Il ritratto del cacciatore    
Il mostro al cinema    
Il rapporto Torrisi    
Il mercato delle foto    
La videocassetta    
Telefono Giallo    
Salvatore Vinci    
Il processo    
F.B.I.    
La sentenza ordinanza    
Un nuovo mostro

14 Settembre 1974 - Fontanine di Rabatta - Stefania Pettini e Pasquale Gentilcore

14 Settembre 1974 - Fontanine di Rabatta - Stefania Pettini e Pasquale Gentilcore

Borgo San Lorenzo, periferia nord di Firenze, 14 settembre 1974. È un sabato sera come tanti, Pasquale Gentilcore, 19 anni (nato ad Arezzo il 24 luglio 1955), e Stefania Pettini, 18 anni (nata a Vicchio il 3 giugno 1956), dopo una settimana di lavoro, decidono di trascorrere insieme la serata. Tra alti e bassi, i ragazzi si frequentano da due anni  (“circa due anni e mezzo” secondo la cugina Tiziana Bonini), senza ancora avere ufficializzato la loro relazione. 
Pasquale abita con i genitori (Vincenzo e Santità Caruso) e la sorella più piccola (Maria Cristina, 17 anni) in via Ciancola n.17 a Molino del Piano, una frazione del comune di Pontassieve. È stato assunto come barista presso la sede fiorentina di La Fondiaria Assicurazioni (piazza della Libertà n.6 a Firenze), ma da qualche mese è impiegato al centralino telefonico. 
Stefania è figlia unica e abita con i genitori (Andrea e Bruna Bonini) a Vicchio, in frazione Pesciola n.30. Ha frequentato l’Istituto L.Tornabuoni a Borgo San Lorenzo e, da luglio , è segretaria d’azienda presso il maglificio Magif, in via Stradivari n.12 sempre a Firenze. Precedentemente ha lavorato presso la ditta New Flex e a Barberino di Mugello all’Autotrasporti Cammelli.

Alle 20:45 Pasquale prende l’auto del padre, una Fiat 127 blu, e accompagna la sorella al Teen Club, la discoteca in via 1° Maggio a Borgo San Lorenzo. Promette a Maria Cristina di tornare a prenderla a mezzanotte e si reca a Pesciola per incontrare la fidanzata. 
Francesca B., dalla finestra della propria abitazione, verso le 21:15, vede transitare l’autovettura guidata da Pasquale Gentilcore con a bordo la fidanzata, “senza notare che altri mezzi la seguissero (…) notava che il passaggio a livello era stato, intanto chiuso dal casellante: la macchina aveva oltrepassato il detto passaggio a livello che è a circa 50 metri dall’abitazione dell’Alessandra B., prospicente alla stessa, e distante circa 350 metri dall’abitazione della Stefania”.
Stefania esce di casa verso le 21:45. I due ragazzi si appartano con l’auto non lontano dal paese, nella zona di Rabatta, in un tratturo che diparte dalla strada che conduce a Sagginale. 
A mezzanotte, Maria Cristina è già fuori dal Teen Club in attesa del fratello. Lo aspetta per ben due ore, poi, non vedendolo arrivare, decide di rientrare a casa con un amico di Pasquale (Alberto Bagiardi ndr).
Anche Bruna Bonini sta aspettando. Aspetta Stefania. Sono le tre di notte quando, preoccupata, decide di svegliare Gino Chini, un cognato (ha sposato una sorella del marito), per chiedergli di accompagnarla a cercare la figlia. Ai due si unisce anche Carla Bartoletti, una cugina di Stefania. I tre si recano prima al Policlinico, al Teen-club, quindi alla Misericordia di Borgo San Lorenzo. Le ricerche si rivelano vane e i due rientrano nella speranza di trovare Stefania a casa, ma della ragazza non c’è traccia .
Bruna non si dà pace e, insieme allo zio di Stefania, decide di andare a Molino del Piano, a casa dei genitori di Pasquale. Ma neanche Pasquale è rientrato a casa.
La mattina del 15 settembre, Pietro Landi, un contadino la cui abitazione sorge nel campo denominato Le Fontanine di Rabatta, al confine tra i comuni di Borgo San Lorenzo e Vicchio, esce di casa per andare a lavorare in vigna. Sono circa le 7:40 quando scorge una Fiat 127 blu e due cadaveri. In preda al panico, il contadino corre in cerca di aiuto e si imbatte in Gioacchino Maniscalchi, un vicino di casa, a cui racconta subito della macabra scoperta. I due uomini si precipitano presso l’abitazione di Aldo Fusi che dispone di un telefono. In casa c’è anche il figlio di Aldo, Francesco, che decide di prendere l’auto e raggiungere la Caserma dei carabinieri di Borgo San Lorenzo . 
È il maresciallo Michele Falcone che, dopo aver raccolto, quella stessa mattina, la denuncia della scomparsa dei figli da parte di Andrea Pettini e Vincenzo Gentilcore, riconosce i due cadaveri rinvenuti a Le Fontaine di Rabatta.
 
La scena del crimine
Il rapporto giudiziario del 18 settembre 1974 e la perizia tecnico balistica del 18 ottobre 1974 forniscono una fotografia molto chiara della scena del crimine.
Una Fiat 127 blu, targata FI 598299, è parcheggiata col cofano rivolto verso via Ponte d'Annibale a ridosso di un traliccio, in una zona isolata, pianeggiante e aperta. La portiera lato guidatore è chiusa con la sicura e il finestrino frantumato. La maggior parte dei frammenti di vetro sono sparsi all’esterno dell’autovettura, prova del fatto che il vetro è stato rotto dall’interno . Frammenti di vetro sono presenti anche sopra e sotto il sedile del guidatore, sopra il sedile reclinato del passeggero  e sopra i tappetini. 
La portiera lato passeggero è spalancata.
Un mangianastri marca Silvano gira a vuoto sul pianale anteriore, davanti al sedile reclinato e sporco di sangue. È imbrattato di sangue anche il sedile del guidatore che presenta, inoltre, due fori e una lacerazione da taglio. Uno specchietto retrovisore divelto giace a terra.
Vicino alla pedaliera ci sono due paia di scarpe, entrambe rosse, con dei fazzolettini di carta usati al loro interno. Sotto al sedile reclinato, invece, viene rinvenuto un reggiseno, sempre di colore rosso.
Sui sedili posteriori ci sono “due cuscini e (…) la maglietta del ragazzo” color crema. 
Tra gli oggetti ritrovati all’interno della Fiat 127 spuntano: la carta d’identità e il portafoglio di Pasquale Gentilcore con 33.800 lire, alcune fotografie del ragazzo insieme a Stefania Pettini, la ricevuta di una raccomandata intestata alla SAI di Pontassieve, un’agenda con annotazioni relative all’uso dell’autovettura.
Nel cassettino di legno situato vicino al cambio, invece, vengono trovati alcuni fazzolettini di carta, tre piccole batterie per pila, una piccola “superpila lucciola”, alcuni tamponcini alla lavanda, sei preservativi Settebello ancora sigillati, una busta da lettera intestata a Gentilcore Maria Cristina, un cacciavite arrugginito, una busta in plastica vuota, una matita, dello spago.
Nella tasca posteriore del coprisedile anteriore sinistro c’è il libretto di circolazione dell’autovettura. Sul tappetino posteriore giace una busta in plastica verde contenente: un calzascarpe, un pettine, due penne, alcune fotografie di Pasquale Gentilcore con la fidanzata Stefania Pettini, un taccuino senza copertina su cui sono annotati dei conteggi, i documenti assicurativi dell’autovettura, una piccola agenda con copertina rossa che riporta nominativi e numeri di telefono. Accanto alla busta in plastica c’è una fedina in metallo bianco presumibilmente da donna.
Il cadavere del ragazzo, che indossa solo slip e calzini, è al posto di guida. La testa è reclinata e poggia sul bordo inferiore del finestrino frantumato. La vittima ha una catenina d’oro al collo e un orologio Sanyo al polso sinistro. 
Il corpo completamente nudo della ragazza, invece, è riverso a terra, fuori dalla macchina. È in posizione supina, con la testa sotto il tubo di scappamento. Gli arti superiori e inferiori sono divaricati, e un tralcio di vite spunta dalla vagina. Anche il cadavere della ragazza ha una collanina al collo e un orologio al polso sinistro. All’altezza della mano sinistra parte una scia rossa che termina in una chiazza di sangue raggrumato, a circa 20 cm dalla ruota posteriore lato passeggero. 
A 3,50 metri circa dalla ruota, sotto una vite, giacciono un paio di jeans da uomo, un paio di pantaloni verdi da donna, una camicetta verde scuro, un foglio di carta con l’intestazione Lavanova Lavanderia e Tintoria Vicchio Mugello, e un paio di mutandine blu strappate e macchiate di sangue. Un lembo di stoffa delle mutandine viene trovato a circa 8 metri dalla ruota anteriore lato passeggero. 
Una camicia da uomo viene ritrovata tra la vite e la Fiat 127.
“Accanto allo sportello di guida” viene “rinvenuto un giubbetto di colore bleu”: è di Pasquale Gentilcore. 
Giuseppe Alessandri, nel suo libro La leggenda del Vampa (Loggia dei Lanzi, novembre 1995) riporta: “In mezzo all’erba fu trovato anche un bottone strappato, rivestito di cuoio, di quelli tipici delle giacche da cacciatore”. Lo stesso ritrovamento viene segnalato da Mario Spezi nel suo libro Il mostro di Firenze (Sonzogno, aprile 1983).
Negli atti a mia disposizione non c’è traccia di questo bottone.
Infine, la sera stessa del 15 settembre, intorno alle 18:30, grazie a una segnalazione anonima, in un campo di granturco distante circa 250 /3005 metri dalla Fiat 127, sul lato destro della strada che da Rabatta conduce a Sagginale, “a circa 5 metri dal ciglio stradale”, viene ritrovata la borsa di Stefania Pettini, (la borsa “non presenta alcuna traccia di sangue o tracce comunque rilevabili”). Al suo interno ci sono un pullover bianco, due fazzolettini, un accendino, un pettinino, una scatoletta porta trucco, un porta appunti in plastica con sei fogli, l’abbonamento ferroviario, il foglio rosa custodito dentro un portapatente, la carta d’identità, una cartolina di Vespignano (Vicchio Firenze), trentacinque fotografie della vittima insieme ad alcuni amici, una busta con una lettera per Pasquale Gentilcore, un biglietto ATAF  e un’agendina del 1974 con alcune riflessioni della ragazza:
Lunedì 1° aprile 1974: “Con Pasquale non andiamo più d’accordo, ma lo amo”.
Venerdì 28 giugno: “Facciamo le corna ma per ora con Pasquale vado d’accordo anche se ha sempre in mente quello che io gli ho fatto cioè…. Stefano (?) che io non ricordo assolutamente anzi più ci ripenso e tutto mi sembra un brutto sogno e non so come abbia fatto a --- a un …. Che non se lo merita e lunedì abbiamo parlato e gli ho raccontato di mio padre… e anche lui mi ha raccontato di sé e dei suoi parenti”.
Sabato 17 agosto: “Che schifo al mare. Quante cose sono successe”).
All’interno della borsa c’è anche una tessera della FGCI del 1973. L’affermazione riportata in più testi secondo la quale Stefania Pettini era simpatizzante e attivista del PCI è stata categoricamente smentita da Tiziana Bonini, cugina e amica della ragazza, attraverso il suo legale Vieri Adriani.
Nessuna traccia, invece, del portafoglio della vittima, che, secondo la deposizione della madre nel processo contro Pietro Pacciani, doveva trovarsi all’interno della borsa. Il 27 aprile 1994 Bruna Bonini dichiara che all’interno del portafoglio della figlia c’erano poche decine di migliaia di lire, una catenina d’argento, alcuni anellini a fascetta in argento e un orologio in acciaio, quello stesso orologio che viene rinvenuto al polso del cadavere.

Come riportato nel rapporto della Polizia Giudiziaria, non furono rilevate impronte “né le prime (e neppure le successive) ricerche consentirono di rinvenire i mezzi con cui fu commesso il delitto nonostante l’impiego di unità cinofile fatte intervenire sul posto dal Comando Gruppo CC di Firenze”.
Sul luogo intervenne il medico condotto della frazione di Ronta, il Dott. Luigi Mercatali, che si occupò della descrizione e ricognizione dei cadaveri.
I corpi di Pasquale Gentilcore e Stefania Pettini furono poi trasportati su un’ambulanza della Misericordia a Careggi, presso l’istituto di medicina legale di Firenze. L’esame medico-legale dei Dott. Mauro Maurri e Dott. Giovanni Marello rivelò su entrambe le vittime molteplici ferite di arma da fuoco. 
Inizialmente gli inquirenti ipotizzarono che la morte dei due ragazzi fosse stata causata da numerosi colpi inferti con un “cacciavite aut punteruolo”.
Le risultanze emerse dagli accertamenti della medicina legale, però, spinsero il Maresciallo Falcone, insieme al personale della Caserma di Borgo San Lorenzo, a ritornare sul luogo del duplice omicidio, dove furono rinvenuti cinque bossoli di cartucce calibro 22, Long Rifle, marca Winchester (con la lettera H impressa sul fondello) “a sinistra dell’autovettura 127, all’altezza della ruota posteriore sinistra su un’area di circa un metro quadro”. L’auto, però, era già stata rimossa e la presunta posizione dei bossoli fu ritenuta alquanto anomala.

Il perito tecnico-balistico Innocenzo Zuntini, “pochi giorni dopo” aver ricevuto l’incarico dal Magistrato (12 ottobre 1974), si recò nuovamente a Rabatta sul luogo del delitto, alla ricerca di altri bossoli, “avvalendosi anche di un rilevatore magnetico”, ma senza risultato.
“La descrizione delle lesioni riportate all’esame esterno è parzialmente discordante rispetto a quanto riportato nel verbale di autopsia”. Pasquale Gentilcore fu raggiunto da almeno cinque proiettili che colpirono il braccio sinistro, l’emitorace sinistro (attinti cuore e polmoni), la regione lombare, la regione inguinale sinistra, la zona ombelicale, da sinistra a destra. L’aggressore infierì sul cadavere con due colpi di arma bianca che penetrarono di 10 cm l’emitorace destro. Le “ferite da arma bianca sul cadavere dell’uomo non risultavano vitali”.
Stefania Pettini, invece, fu raggiunta da tre proiettili non mortali: uno colpì la guida di scorrimento del sedile, frazionandosi in tre parti che ferirono la ragazza al fianco destro; due colpi invece lesero il ginocchio destro. La vittima fu poi pugnalata novantasei volte alla parte anteriore del corpo con un’arma monotagliente. Alcune lesioni alla regione toracica furono inferte con estrema violenza e presentavano segni di vitalità; altre, più superficiali e meno infiltrate, erano distribuite sulla zona toracica, addominale e sugli arti inferiori.
Il corpo della ragazza riportava anche una ferita da taglio, da sinistra verso destra, dalla mandibola al labbro inferiore, una ferita che interessava la regione auricolare e temporale destra, nonché tre ferite alla regione latero-cervicale destra.
Non furono rilevati elementi utili a presumere violenza sessuale, né tracce di sperma “negli orifizi né sul corpo della donna (e neppure nei suoi indumenti)”.
Furono rinvenuti otto proiettili di piombo con ramatura esterna, sei estratti in sede di esame autoptico sui due lesi, di cui 4 interi, parzialmente deformati, 1 aperto e schiacciato ed 1 ridotto ad 1/3 del suo volume. Altri 2 proiettili furono rinvenuti nell’imbottitura dello schienale del sedile di guida7.

I funerali di Stefania e Pasquale si tennero nel pomeriggio del 18 settembre 1974 presso la Pieve di San Lorenzo. A officiarli don Ridolfo Cinelli, il vicario foraneo di Borgo San Lorenzo, assistito dal parroco di Vitignano (la parrocchia della ragazza) don Primo Grandi e dal parroco di San Miniato in Pagnolle (la parrocchia di Pasquale) don Lorenzo Staderini. Le salme furono inumate presso il cimitero comunale di Borgo San Lorenzo in due loculi sovrapposti.
“Qualche mese dopo il delitto”  i genitori di Stefania e Pasquale fecero installare sul luogo del duplice omicidio una lapide in pietra con la scritta: “Pasquale e Stefania qui trucidati il 15-9-1974”.  
Nel giugno del 2021 un gruppo di studiosi della storia del mostro di Firenze guidati dal documentarista Angelo Marotta predispose il restauro della lapide e l’installazione di una teca in policarbonato a protezione del cippo commemorativo. 

giovedì 13 novembre 2025

La controteoria dell'acqua. Perché Zodiac non è il Mostro di Firenze e viceversa




Autore: 
Maurizio Maglia 

Prima edizione: 2025, 208pp, brossurato,  Editoriale Jouvence

Presentazione: "Fine anni Sessanta. Un assassino seriale terrorizza la baia di San Francisco. Uccide, poi rivendica i suoi delitti con frasi sibilline e crittogrammi che recapita ai giornali. Si firma Zodiac. Non verrà mai individuato ed entrerà nella leggenda. Oggi, in Italia, sui social e nei podcast, si è diffusa la convinzione che l’assassino californiano sia la medesima persona che anni più tardi insanguinerà le campagne toscane: Zodiac sarebbe anche il Mostro di Firenze. E secondo alcuni avrebbe pure un nome e un cognome, da dare in pasto alle procure, passando per il “tribunale” del web. Questo libro, smontandola pezzo per pezzo, racconta come è nata, cosa dice e dove vuole arrivare la cosiddetta Teoria dell’acqua, un mosaico suggestivo ma fragile, costruito su coincidenze apparenti e inferenze illogiche, che pretende di collegare gli Stati Uniti alla Toscana per creare a tavolino un improbabile “killer dei due mondi”."
 


Mostro di Firenze: Enciclopedia di un enigma



Autore: Rino Casazza 

Prima edizione: 2025, 332pp, brossurato,  ‎Algama

Presentazione: "La vicenda del Mostro di Firenze costituisce la più lunga inchiesta giudiziaria del nostro Paese: una serie di duplici delitti dal 1968 al 1985, una sentenza finale che lascia casi irrisolti e non convince nemmeno gli stessi magistrati. Tanto che, a quasi 60 anni dai primi omicidi, si indaga ancora. Dal 2017, Rino Casazza ha approfondito, con articoli e interviste, tutte le piste formulate in decenni per scovare il vero colpevole. Il risultato è in questo libro, che offre alla schiera degli appassionati, ma anche ai neofiti che desiderino avvicinarsi al cold case più famoso e complesso della storia italiana, un utile prontuario. La prima parte è dedicata al racconto delle circostanze di tutti gli otto duplici omicidi del Mostro di Firenze, e alla ricostruzione, quasi sempre controversa, della loro dinamica.
La seconda parte è un excursus nella ramificata gamma di teorie, con i loro pro e i loro contro, sull'identità del (o dei) "serial killer delle coppiette"."
 


domenica 2 novembre 2025

Uno sciagurato riscatto: La triste epopea del Mostro di Firenze



Autore:
 Antonio Segnini

Prima edizione: 2025, 469pp, brossurato,  ‎210

Presentazione: "Quello del Mostro di Firenze è un mistero che pare non debba finire mai. Ne abbiamo sì una ricostruzione processuale, ma confusa, incompleta e insoddisfacente, con al centro una banda di pensionati di paese davvero poco credibile. Ancora peggio la successiva pista dei "mandanti" che avrebbe dovuto integrarla e che invece si è rivelata un fallimento totale. Tutto ciò ha favorito il sorgere di fantasiose ipotesi alternative, nonché il recupero di sterili indagini ormai archiviate.
Con il saggio “Quando sei con me il Mostro non c’è”, pubblicato nel 2023, Antonio Segnini ha cercato di riportare la vicenda alle sue dimensioni naturali, quelle di un feroce serial killer nostrano, nato dalle ceneri di un delitto passionale, che uccideva per rabbia e divertimento.
La proposta del saggio viene sviluppata in questo romanzo, nel quale, con un pizzico di fantasia mai troppo lontana dagli elementi reali, viene dato corpo alle vicende e ai personaggi del giallo. In questo modo viene messa alla prova la soluzione tracciata dal saggio. "
 


martedì 23 settembre 2025

Il mostro di Firenze. La verità nascosta



Autori:
 Pino Rinaldi, Nunziato Torrisi

Prima edizione: 2025, 292pp, brossurato,  ‎Ugo Mursia editore

Presentazione: "Dopo l’ultimo duplice delitto, quello del 1985, non c’è stato anno che, per qualche ragione, la vicenda del Mostro di Firenze non sia tornata a far parlare di sé, riempiendo le pagine di giornali e i palinsesti televisivi. Teorie «rivoluzionarie», piste e nomi nuovi prospettano qualcosa di decisamente diverso in riferimento alle sentenze definitive che portarono alla condanna dei Compagni di merende, sin dall’inizio criticate e messe seriamente in discussione. Va ricordato, oltretutto, che ben tre duplici delitti ancora oggi rimangono irrisolti. E allora chi è il vero Mostro di Firenze, se non sono stati Pacciani, Vanni e Lotti a commettere quei terribili delitti? Il giornalista Pino Rinaldi e l’ex Maggiore dei Carabinieri Nunziato Torrisi riportano alla luce la cosiddetta «pista sarda»: un’indagine dettagliata, documentata e mai smentita nei fatti, eppure inspiegabilmente abbandonata."