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martedì 2 febbraio 2016

Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 11 marzo 1998 - Seconda parte

Segue dalla prima parte

Avvocato Filastò: L'ultimo riscontro obiettivo, secondo il dottor Giuttari, sarebbe la posizione del cadavere del giovane francese trovato con i piedi sollevati da terra di 50 centimetri. Perché sarebbe questo un riscontro obiettivo non lo sappiamo, perché il Pubblico Ministero, quando ne incominciava a parlare il dottor Giuttari, lo ha interrotto invitandolo a parlare d'altro. E mi pare che avesse anche ragione, perché sostanzialmente non capisco che razza di riscontro sia, non sono riuscito a capirlo. Maria Grazia Frigo. Maria Grazia Frigo - lo vedremo un po' meglio occupandocene più approfonditamente, con riferimento al delitto di Vicchio - dovrebbe essere una testimone di ferro che chiarisce come la macchina del Lotti e la macchina di Pacciani erano lì in quei paraggi, vedremo dove e tutto il resto, quel giorno. La Maria Grazia Frigo... Va be', a parte che esordisce affermando: "Sono ossessionata" - a pagina 12 del suo verbale dibattimentale - "Sono ossessionata da otto anni da un episodio che mi è capitato", e ripeto: "Ossessionata". E che l'ossessione non è mai un indizio di serenità di spirito di un testimone, è un aspetto psicologico che non conferma l'attendibilità di una testimone, tutt'altro. Ma questa testimone, a guardar bene, e il di lei marito, hanno visto in una posizione, che poi vedremo non collima affatto né col delitto, né con l'ipotesi di una fuga dal luogo del delitto - lo vedremo meglio dopo esaminando anche sulla carta la situazione dei luoghi - questa testimone vede, prima, un'autovettura, che lei in un primo momento dice era di un certo colore: rossa; poi dice che è bianca. E poi spiega perché aveva detto rossa, perché ha detto poi bianca e chi le ha fatto cambiare il colore della vettura. Insomma, riferisce - poi lo avete a verbale di dibattimento - una circostanza molto sgradevole, in cui si avverte come da parte degli inquirenti si è intervenuti sulla prova e la si è modificata. Perché è una cosa. . . Appena uno si accorge di una cosa di questo genere, prende subito il testimone, quello che ha detto e tutto il resto e lo butta nella spazzatura. Perché quando c'è la prova provata, detta al dibattimento, di una contaminazione della prova in questo senso, è evidente: non ci si può più fidare di questa persona. Ma a tutto concedere, se voi guardate la testimonianza della Frigo, voi vedete che lei vede una certa macchina che va in su e ci riconosce dentro Pacciani. Va be', poi vedremo come, in che modo, a che distanza e tutto il resto; a che distanza di tempo avviene questo riconoscimento, e via di questo passo. Poi dopo, passato un chilometro e passa, nell'atto di prendere una certa stradetta laterale che conduce verso una casa colonica, tanto che lei ritiene che si tratti di un contadino - non solo lei, ma anche il marito ritengono si tratti di un contadino - vede una macchina rossa. Quindi due macchine che non sono appaiate come quelle che vedranno dopo a distanza... che vedranno dopo. Chissà se poi le vedono nello stesso giorno, fra l'altro, eh. Perché il dato cronologico qui è importantissimo ed è incertissimo. Vedono i testi Caini e l'altra, come si chiama? 
(voce fuori microfono) 
Avvocato Filastò: Martelli, che invece vedono due macchine appaiate. Queste non sono appaiate, sono a distanza: una va in un posto, un'altra va in un altro. Ma la cosa importante che dice la Frigo è questa: sulla macchina bianca c'è solo il guidatore. E da qui non si scappa. A tutto concedere, ammettendo che davvero su quella macchina ci sia il Pacciani, non c'è nessun altro che lui su quella macchina. E Vanni che ha fatto? È tornato a piedi? Noi sappiamo, nella ricostruzione che ci dà il Lotti, che sulla macchina dovremmo trovarci il Vanni, no? Perché lui non dice che: il Vanni è tornato con me. Senza contare che anche sulla macchina rossa c'è un solo guidatore, c'è solamente il guidatore, il guidatore e basta. Dice: ma l'osservazione disattenta... Disattenta? Accidenti! Questa signora, quando descrive questo guidatore, si espone al punto di dire che, addirittura, evidentemente si era fatto i capelli di fresco, che doveva essere andato dal parrucchiere quel giorno stesso, che nei paesi i parrucchieri sono aperti anche il sabato e la domenica. . . Veramente non solo nei paesi, anche nelle città, a quanto mi risulta. E dà una descrizione così particolareggiata di questa persona e tutto il resto, lo sguardo... E non si accorge, dobbiamo dire che non si è accorta che accanto c'era un altro? Ma nemmeno per idea. È una situazione perfettamente equivalente a quella della coppia De Faveri e Chiarappa, in cui il marito vede una sola persona e quindi non c'è versi: c'è una sola persona. Del resto una sola persona, ammesso che queste due macchine siano poi quelle che vedranno la coppia Caini-Martelli, anche la coppia Caini-Martelli, c'è una sola persona. Allora voi dovete registrare subito che, a tutto concedere, considerando la tesi più favorevole all'accusa, a Vicchio Vanni non c'era. E qui, come vi dicevo alla fine della discussione di ieri, cessa l'avvocato Filastò e subentra il terzo difensore di Vanni, per quelle ragioni che vi ho detto. Io, come dicevo prima, tutto questo, alla ipotesi della coppia criminale Pacciani-Lotti non ci credo affatto. Cioè, io sono convinto che non sia così. Convinzione assoluta. Credo di avervi indicato tutta una serie di dati, anche soprattutto di carattere scientifico, tratti da quegli studi fatti da De Fazio, dall'equipe De Fazio, dottor Nocentini, lo stesso Perugini. Per cui, l'ipotesi anche della coppia, oltre la coppia proprio non si può andare, diventa... Parlare invece di tre-quattro persone, gli "amici di merende", per piacere, no, non ne parliamo più. Non possiamo parlarne. Poi vedremo meglio approfondendo altri aspetti. Ma, insomma, non è possibile. La coppia, la coppia omosessuale; il Pacciani che ha questo rapporto omosessuale con Lotti, rispetto al quale c'è questo rapporto di sudditanza, succube. Come ce lo descrive in quel momento lì lui, quando va a casa e questo lo violenta. . . Mah, insomma... Che questi, ci siano queste due perversioni che, per uno scherzo della sorte, a San Casciano-Mercatale, si sono incontrate... Non ci credo affatto. Ma siccome io faccio il difensore di Vanni, mi preme Vanni. Lui è il mio paziente e le cure che gli devo prestare sono tutte quelle che posso prestargli. Tutte, nessuna esclusa. E c'è bisogno della chemioterapia? Chemioterapia anche? La chemioterapia a Vanni, qualsiasi cosa. Ne ha diritto. E allora devo parlarne. E ne parlo, prima di tutto, affrontando il tema, anche qui come ho fatto prima, guardando obiettivamente tutto il processo, affrontando la consulenza tecnica di Lagazzi e Fornari. Beh, intanto, prima di cominciare ad approfondire questo argomento, io vi devo dire che il Pubblico Ministero si è accontentato dell'esame psichiatrico di Lotti. Io vi ho detto che questo non basta, non bastava. E la lettura della consulenza e le precisazioni al dibattimento dei professori Lagazzi e Fornari mi hanno confortato in questa convinzione. Ed è una convinzione che è all'origine anche del Pubblico Ministero, il quale sente la necessità di approfondire l'aspetto psichiatrico e psicologico di Lotti. E io domando... Perché è una necessità, ovviamente nascente dall'esame, dalla constatazione, da tutto quel che riguarda i delitti. Le loro connotazioni di carattere obiettivo, il loro aspetto fondamentale di delitti aventi natura sessuale. E quindi, ovviamente, il Pubblico Ministero dice: 'beh, siccome qui si fa riferimento ad una persona che potrebbe essere impotente, prima di tutto accertino i periti se Lotti è impotente'. Sono delitti straordinari per tempi, per modalità di esecuzione, certamente riconducibili a quel concetto tecnico, giusto, di perversione, così come ho cercato con molta modestia di delinearvi e come invece vi hanno delineato, attraverso materiali che sono attendibilissimi e seri, i periti che hanno fatto lo studio sui casi considerati per intero, tutti, a partire dal 1968. Ecco, io mi chiedo: se questo era l'impegno del Pubblico Ministero di approfondire quest'argomento nei confronti di Lotti, per quale ragione questo non lo ha fatto nei confronti di Vanni? Io mi sono sentito dire, quando ho fatto una richiesta di perizia psichiatrica, dice: 'no, non ci interessa, non possiamo farla', addirittura. Ma come no? Ma come no! Lo scopo della perizia su Lotti lo dicono i quesiti e il primo è: "Se è impotente". Eh, va be', perché? Perché i delitti hanno questa componente patologica psicosessuale, in cui si intravede prima di tutto una situazione di, come dire, di distacco, di freddezza, quello che vi ho descritto. Assenza di sperma, le persone tagliate, spogliate... Le donne spogliate a punta di coltello. E tutto il resto. Quindi, da questo punto di vista qui, abbiamo a che fare con una persona il cui impulso sessuale è men che mediocre, da questo punto di vista. E che proprio per questa ragione - perché mediocre dal punto di vista di normalità, di rapporto sessuale normale - e proprio per questa ragione, sublima, trasferisce sadicamente in quei comportamenti perversi che noi sappiamo. E poi il Pubblico Ministero, al secondo quesito che pone ai signori Lagazzi e Fornari, chiede la causa di questa impotenza. Eh, vuol dire approfondire tutto questo. E poi, alla fine, perché non ci siano dubbi, il terzo quesito recita testualmente: "Quale ruolo la stessa” - vale a dire impotenza -"abbia esercitato nella dinamica dei reati, per cui il medesimo è indagato." Secondo me, questo è un quesito mal posto, tautologico come di più non potrebbe essere-, però corrispondente analogico rispetto a quella indagine che questo difensore di Vanni vi ha chiesto di fare su Vanni. Valutiamo se anche questo signore aveva, ha delle tare di carattere psicosessuale. Il Pubblico Ministero dice: 'no, a me non mi interessa, non l'ho voluta fare la consulenza su Vanni, son fatti miei'. No, fatti suoi entro certi limiti, perché quando si imposta un'accusa si imposta da tutti i punti di vista. Voglio dire, gli imputati sono due, se si fa un accertamento su uno, va fatto anche sull'altro. Poi, il difensore, qui, aprendo una polemica con l'altro difensore, chiede la perizia - come è previsto dal Codice, in questo senso - e c'è l'opposizione del Pubblico Ministero, opposizione delle parti civili, la ordinanza della Corte che respinge l'istanza. E l'obiezione che ho sentito fare dal Pubblico Ministero, rispetto a questa iniziativa del difensore, dice: perché non l'ha fatta il difensore la consulenza, non l'ha fatta fare il difensore la consulenza? E glielo dico subito perché. La ragione si chiama in francese, "faute d'argent”, va bene? Mancanza di danaro, son cose che costano. E quest'uomo un po' di soldi da parte ce l'aveva, ma l'iniziativa di una parte civile glieli ha bloccati tutti o quasi. La seconda ragione voi la conoscete: il contrasto fra i difensori. Io sono tornato il 30 settembre e ho trovato un Vanni cambiato rispetto al primo. L'avevo già visto molto male prima, ci ragionavo malissimo prima, non riuscivo proprio a ricavarne niente dai colloqui che avevo con lui in carcere. Quando l'ho ritrovato il 30 settembre l'ho trovato diverso, proprio, ridotto una larva. Proprio non c'era verso... ma ancora oggi; forse da quando è tornato a casa, dopo... insomma, che ha avuto quel colpo, poi ha ripreso un po'. Ora, stamattina si è sentito male, tutta la notte, che non respirava e tutto il resto. Insomma, questo poveromo, proprio è ridotto male. E vi dirò… vi dirò che quando che quando avevo ricevuto quel teleqramma suo, questa richiesta di ritornare, sono andato a trovarlo a Prato con l'intenzione di dirgli che non accettavo. Che non accettavo. Lui il suo difensore l'aveva e fine del discorso. M'ha fatto una tale compassione che ho detto: va bene, sia, allora torno. Sperando, fra l'altro, di affiancarmi con il collega, perché questa è una delle ragioni - l'assenza del collega - per cui io parlo del processo nel senso in cui sto parlando ora, sennò io non avrei parlato in quel senso di etti sto parlando in questo momento. E l'unica cosa che lui ha continuato a dire, beh, da questo punto di vista: 'no, no, io non sono matto, io sono innocente e basta'. 

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