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lunedì 1 febbraio 2016

Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 11 marzo 1998 - Prima parte

Presidente: Zanobini, chi c'è per Zanobini? 
(voce fuori microfono) 
Presidente: Già. Sì, sì, non c'è. Allora, ci siamo per la posizione delle parti; c'è l'avvocato Curandai per le parti civili. Allora, prego, avvocato Filastò. 
Avvocato Filastò: Grazie, Presidente. Si stava esaminando, Signori, quelli che vengono definiti dall'accusa, riscontri obiettivi e testimoniali e che la difesa, invece, vi dice mancati riscontri. Uno dei quali sarebbe, da un punto di vista oggettivo - sempre seguendo la esposizione che appartiene prima al dottor Giuttari, qui, a pagina 30 della sua deposizione, e poi al Pubblico Ministero - uno di questi riscontri sarebbe il taglio della tenda dei due francesi nella parte posteriore. In effetti il taglio c'è, quel taglio che si ipotizza essere stato fatto, in un primo tempo, con l'intenzione di introdursi da quel lato; intenzione frustrata dal fatto che, come sappiamo, quella tenda prevede, è composta di due teli, solamente il primo dei quali - quello esterno - è tagliato; il secondo, no., i E di questo taglio lo sanno tutti, ne hanno parlato tutti. Ne parlai persino io alla televisione, durante una trasmissione avvenuta alla fine del 1987, "L'Interno Giallo", quando ipotizzai, forse così un po' fantasticamente, che questo taglio della tenda fosse in qualche modo collegato ad un film, "Nightmare", dove appunto il mostro, quello che uccide delle coppie, taglia una tenda prima, un lenzuolo dopo, eccetera. Quindi, che lo dica il Lotti, lo dica il Pucci, non è certamente una di quelle cose che possano garantire della loro attendibilità. Ma, vista nel suo complesso tutta questa storia del taglio della tenda, della possibilità di vedere l'operazione da parte di Lotti, dal punto in cui si trovava - o ha detto di trovarsi, come io ritengo - e del Vanni che si introduce nella tenda dall'apertura praticata col taglio. Perché sono queste le prime dichiarazioni che fanno questi signori. E non sono dichiarazioni che poi possiamo dire: sono state corrette in un momento successivo, all'interno di una progressione, per cui queste persone correggono il tiro perché prima dicono poco e poi dicono di più. No, no. Correggono perché non sta in cielo e né in terra, questa introduzione del Vanni dall'apertura praticata col taglio. Perché lo abbiamo visto che non sta né in cielo e né in terra; e che questa introduzione da parte del Vanni, sarebbe avvenuta - dice ancora il signor Lotti - prima degli spari. A rischio di essere colpito da Pacciani che sta... da Pacciani o da quest'altra persona insomma, che sta sparando, in quel momento, dentro la tenda. Il bersaglio è la tenda; gli occupanti della tenda... uno entra dentro la tenda a rischio di fare una brutta fine, lui. Che tutto questo venga considerato un riscontro obiettivo è, secondo me, straordinario. Perché realmente, in realtà, tutto il complesso della questione del taglio della tenda diventa, è in realtà una smentita grave, una delle tante prove che Lotti racconta fandonie. Ancora, il quarto riscontro cosiddetto "obiettivo": questi due coltelli. Ma i due coltelli, suppongono, come abbiamo visto ieri, questa operazione compiuta da due persone, di escissione all'interno della tenda. E lì siamo, come abbiamo visto, alla vertigine della forzatura, alla totale inattendibilità, alla totale inverosimiglianza a termini di senso comune. E questo, invece, ci viene gabellato come una conferma obiettiva della veridicità delle dichiarazioni di Lotti. In realtà, l'ipotesi di un secondo coltello, affacciata nella sentenza di I Grado, come viene affacciata nella sentenza di I Grado? La sentenza di I Grado, il Giudice lì vede queste lesioni che sono intorno al seno e dice: ''probabilmente qui c'è due armi che agiscono'. La ragione è quella. Ma noi abbiamo visto, abbiamo constatato che, attraverso la perizia, attraverso le perizie, le osservazioni fatte da De Fazio e anche da Maurri, con la maggiore attendibilità possibile, queste graffiature che si trovano intorno al seno asportato dalla Nadine Mauriot non possono altro che essere messe in relazione con la zigrinatura di un coltello, tipo quello che vi ho mostrato, che voi mi avete cortesemente restituito - non so più che farmene, per dire la verità; mi fa un po' impressione quell'oggetto che taglia, fra l'altro, solamente a guardarlo - perché, cioè, come si dice, insomma: nel giro che viene fatto dalla mano, poi, a un certo punto, passa. . . la mano provoca una inversione, diciamo così, della parte del coltello che, in quella zona, finisce per andare ad incidere la cute con la costola. Costola che è zigrinata. E perché si dice questo? Si dice questo perché queste incisure, come risulta dalle foto che voi avete, sono esattamente parallele l'una all'altra e si trovano a esatta distanza l'una dall'altra. Quindi non può essere un atto volontario di chi ha fatto per prova, come si ipotizzava, queste incisure prima sul seno ; ma è un atto, sono segni che vengono lasciati in maniera meccanica da questa... Sennò, altrimenti, non troveremmo questa perfetta parallelità e questa perfetta corrispondenza dello spazio che esiste fra incisura e incisura. L'altra affermazione, dalla quale si ricava l'ipotesi di due coltelli, è che una di queste lesioni, la lesione al seno, appare come una lesione più netta rispetto a quella che riguarda il pube, dove i margini sembrano un po' più sfrangiati, al punto che si dice che il coltello potesse aver perso il filo. Allora dice: 'no, qui c'è due coltelli; uno con un filo più tagliente e un altro con un filo meno tagliente'. Questo perché lo si dice? Da parte... lo si ipotizza. Perché si parte dal presupposto che il primo taglio sia avvenuto al seno, quando il coltello era ancora affilato, e il secondo taglio sia avvenuto... O il contrario, ora non ricordo esattamente. Sono più sfrangiate quelle al seno. E' al contrario, sì. È vero, è così. È al contrario, proprio ho invertito 1'ordine. Dice, allora: il primo taglio avviene al seno e quindi lì c'è una maggiore... una minore, scusate, una minore taglienza della lama; e il secondo avviene al pube in cui, a un certo punto... Il primo avviene al pube, scusate, in cui invece il coltello è più affilato. E il presupposto è che prima si tagli il pube e poi si tagli il seno. Invece no: prima si taglia il seno e poi si taglia il pube, così dicono, così ipotizzano i periti. Ma perché? Io ve l'ho già detto ieri: . che è molto più probabile, viceversa, che la prima escissione sia avvenuta in rapporto al pube, come sempre era avvenuto prima. E che poi si sia escisso il seno. All'interno di quella ritualità che vi ho descritto, mi sembra che questa sia l'ipotesi più probabile. E allora si può anche capire che questo coltello che è già servito per uccidere il giovane francese, che poi è servito per escindere il pube e poi, al momento di escindere il seno, abbia perso in .parte - molto, direi, quasi impercettibilmente - la sua capacità di taglio. L'altro riscontro è Chiarappa e De Faveri. Ne abbiamo parlato ieri. E quindi, voglio dire, che a me, l'ipotesi più probabile, che quella sia una macchina qualsiasi. Che sta lì per cinque ore e mezzo per i fatti suoi. D'altra parte sappiamo che vicino c'è la festa degli Hare Krishna; che qualcuno sia andato alla festa, si sia soffermato prima, abbia lasciato poi, durante la festa, per lungo tempo, questa macchina in questo posto è più che possibile. Come si fa a dire che quella è la macchina di Lotti? Come si fa ad essere certi che quella è la macchina di Lotti, quando in definitiva, a guardare bene le cose, non sappiamo nemmeno se Lotti, in quel periodo di tempo... non sappiamo, non abbiamo la certezza che Lotti, in quel periodo di tempo, possedesse ancora la macchina 128 rossa. E questo lo dico per un motivo molto semplice. Eh. . . la certezza. Se poi il Pubblico Ministero vuole integrare la prova, lo può sempre fare. Lo ha fatto per il signor Faggi, lo può fare anche da questo punto di vista. Attualmente, con riferimento ai dati obiettivi, certificati da parte degli enti che sono chiamati a questo, non c'è questa prova certa. Perché? Perché questa macchina al Pubblico Registro Automobilistico risulta cancellata alla data dell'aprile del 198 6, i primi di aprile. Ed è la certificazione che, a quella data, viene fatta al Pubblico Registro Automobilistico. Ma l'esperienza ci dice che per arrivare a quella certificazione la trafila è abbastanza lunga. Bisogna portare la macchina al demolitore; il demolitore poi la demolisce e ti consegna la targa. Andando poi all'ufficio con la targa e con il libretto di circolazione e facendo una domanda apposita, poi dopo, passato un certo periodo di tempo - perché sono uffici che non lavorano per niente speditamente, forse qualcuno di voi l'avrà fatta questa esperienza - poi dopo si arriva alla cancellazione. Ma un tipo come Lotti, il quale non naviga nell'oro, prima di decidersi a buttar via la macchina l'avrà tenuta forse da qualche parte, in qualche garage chissà dove, o chissà per quanto tempo, per vedere se per caso c'era eventualmente un qualche possibile acquirente. A Lotti anche le 500.000 lire possono andare bene. Ecco perché dico il tempo, che è abbastanza ravvicinato fra il settembre dell'85 e l'aprile, primi di aprile del 1986, quando su quel registro si fa questa annotazione, mi lascia ipotizzare una cosa di questo genere. Allora, quale potrebbe essere il dato significativo dal quale ricavare la prova che Lotti ancora aveva quella macchina? Quando Lotti immatricola a suo nome la macchina successiva. E la macchina successiva è una 124. Ora, questa macchina successiva, immatricolata successivamente, a me non è stato possibile sapere quando il Lotti l'ha immatricolata. Ho atto fare un accertamento a Roma, perché al PRA di Firenze questo non risulta, non te lo fanno l'accertamento. E dal computer del PRA di Roma questa macchina 124, alla data di immatricolazione di Lotti, risulta "0000". Per qualche ragione questo dato non c'è. Probabilmente è sparito. Può capitare. Allora ho fatto fare delle ricerche alle varie compagnie di Assicurazione, per sapere quando il Lotti aveva assicurato sia la macchina 128 rossa, che quella successiva, questa 124. E non è stato possibile saper nulla, perché il Lotti le macchine non le assicurava. Mah! Così mi è stato detto da varie compagnie di Assicurazione. L'unica assicurata, di macchine di Lotti, risulta quella che ha avuto nel periodo di tempo in cui era sottoposto al Programma di Protezione. Beh, comunque, se queste cose... Naturalmente sono accertamenti fatti da chi, a un certo punto, non ha gli strumenti, tutti gli strumenti possibili. Se poi, invece, questa prova può essere integrata dal Pubblico Ministero, ne prendiamo atto. Ma, insomma, non è un prova, non è una prova. Non è nemmeno un indizio. Perché, anche ammesso, sarebbe di una ambiguità terribile. Voi fate un esperimento: andate in giro, come ho fatto io e guardatevi intorno. Guardate su un viale, da una parte, dovunque stiate camminando e dovunque vi troviate, andate a vedere e fate il conto di quante macchine bianche ci sono e di quante macchine rosse, rispetto al totale. Su 20 macchine ce n'è: dieci bianche, almeno sette rosse e tre di altro colore. Quindi, dire: c'è una macchina rossa di tipo sportivo, con una coda tronca non dice assolutamente niente. Non identifica per niente la macchina del Lotti. Forse il Lotti, se qualcuno avesse visto il Lotti sopra quella macchina, allora sì. Allora potremmo parlare di un benché minimo elemento che ha valore di indizio; ma in quel modo no. E comunque resta il fatto, con riferimento a questa circostanza, di quello che dicevo ieri: questa macchina, che sia del Lotti, sta lì che sosta per cinque ore e mezzo. 

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