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mercoledì 4 febbraio 2015

De Fazio, Luberto, Beduschi, Galliani e Pierini - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 12 gennaio 1998 - Ottava parte

Segue dalla settima parte.

Giovanni Pierini: Allora, visto che qui parliamo di analisi di immagini, cioè di numeri crudalmente brutali e nella loro schematica nudità, rimaniamo fermi a quelli. Io posso dire che, sul radio della ragazza francese, appare una figura di lesività a forma triangolare che è stata misurata dal professor Maurri nei termini di millimetri 10x12x2; e dal sottoscritto, pulendo al calcolatore l'immagine, in millimetri 10x13x2. Quindi c'è una piccolissima differenza. Questa figura triangolare è una figura che si approfonda all'interno per circa 2 millimetri. Quindi, se guardiamo questa figura da un punto di vista tridimensionale si tratta di un tronco di piramide visto dal basso. D'accordo? Gli angoli alla base della piramide sono di 20 gradi, 20 gradi per quanto riguardano le mie misure verrebbero di 15,18-19, secondo le misure del professor Maurri. Quindi, entrambi comunque permettono di calcolare un angolo opposto al vertice sui 140 gradi, 37 e mezzo, 140 gradi. Questa è, diciamo, la caratteristica di profilo dell'immagine piana, così come si presenta sulla superficie dell'osso e che corrisponde alla base Poi, se immaginiamo adesso di guardare non l'osso dalla superficie esterna, ma trasversalmente, andiamo a vedere com'è fatta la piramide da un punto di vista di profondità. Sarebbe stato interessante, a questo pianto, calcolare bene anche gli angoli con cui scende questa figura all'interno dell'osso. Soltanto che, visto che la figura scende per soli 2e millimetri, un errore del 5% a cui facevo riferimento prima, toglie molto valore a questo tipo di misura. Però, si può vedere lo stesso che si tratta di angoli acuti. In teoria, a questo punto, noi ci saremmo dovuti aspettare, che cosa? Una piramide non più tronca, ma una piramide con un vertice finale che, essendo gli angoli in ingresso, la... dovrebbe essere di tipo ottuso. Però la piramide è tronca, per cui noi non sappiamo esattamente andare oltre, come una miniera in cui crolla una parete e non si sa che cosa c'è dopo. Perché il fondo è piatto di questa ferita? Ferita, di questa forma di lesività. Su 2 millimetri si può dire molto poco. Possono essere detriti del periostio, possono essere cose che si sono messe, contrapposte fra la punta e l'osso, per cui l'immagine si tronca. Oppure ci può essere qualche imperfezione nello strumento che ha agito, per cui, anziché avere una punta affilatissima, lì ha una punta un po' sbrecciata, qualcosa del genere, e si crea uno ostacolo. Teniamo presente che, nella relazione che noi abbiamo presentato, le figure sono ingrandite, ripulite e sembrano cose grosse; nella realtà pratica si tratta di una scheggina di un centimetro di altezza per 2 millimetri di profondità. Fare le misure lì è veramente una impresa complessa. Quindi io direi che ciò che ho potuto empiricamente vedere, adesso l'ho detto. Però non posso assolutamente dire se lo strumento che ha fatto questa impronta, che ha usato questo coltello, fosse dotato o meno di manico. Questo, assolutamente esula, diciamo, dalle... Anzi, direi anche dalle proposizioni scientifiche con cui mi sono messo all'opera.
Avvocato Filastò: Ho capito. E però, insomma, conclusivamente, questo tipo di impronta da lei verificata in questo modo, con queste caratteristiche e tutto il resto, è compatibile con quel tipo, con la ipotesi che lei, voi avete fatto circa il coltello che avrebbe provocato l'escissione pubica?
Giovanni Pierini: Dunque, sì. Qui la cosa è un po' complessa, perché noi abbiamo pensato: in base alla escissione pubica, il coltello doveva essere dotato di un tagliente molto robusto. Considerando anche tutta la dinamica... Poi, soprattutto nell'ultimo caso, occorre ricordare che le dinamiche di taglio sono state numerosissime. Poi, anche qui, nessuno può dire un coltello, più coltelli, non lo so. Come ricordava il professor De Fazio, bisogna stare attenti a non prendere un dato, in questo caso di tecnica di laboratorio e farne poi dopo una spiegazione di tipo generale. Per quanto riguarda il fatto della lesione a livello del radio, questo ci confortava nell'idea che si trattasse di un coltello particolarmente robusto. Su questo, diciamo, è l'elemento so cui siamo stati più d'accordo. Sicuramente di tipo speciale, non ordinario. Lo speciale ha portato a questa ipotesi che diceva il professor De Fazio anche prima, di dire in quali termini lo possiamo qualificare come speciale nella stesura. Senza, con questo, andare a dire noi possiamo provare che di questo, zac, è la figura dell'oggetto.
Avvocato Filastò: Benissimo voi avete parlato del progressivo miglioramento del buon uso e del minore spreco nell'uso all'arma da fuoco, con riferimento ai vari delitti. Ora questo è un discorso che per forza di cose, così, prevede una valutazione complessiva di tutti i delitti. Comunque, vorrei venisse precisato meglio in che senso, anche se degli accenni sono già stati fatti per la verità, però vorrei che venisse precisato un po' meglio in che senso. Con riferimento, in particolare, se questo discorso è stato fatto con riferimento alla zona del corpo attinta, oppure alla migliore mira, insomma, ecco.
Francesco De Fazio: Credo che la... 
(voce fuori microfono)
Francesco De Fazio: De Fazio sì. Che il problema che pone l'avvocato Filastò riflette quello che è stato per noi il problema di dire, di stabilire se la diversa tipologia di sparo rinviava necessariamente a più persone, o se la diversa tipologia di sparo era compatibile ugualmente con l’ipotesi - malgrado la diversa tipologia - di un'unica persona. E abbiamo detto che era compatibile con l'ipotesi... perché noi abbiamo una persona che sparava prima al torace, una persona che poi sparava al capo, una persona che a un certo punto ha ottimizzato le sue capacità di sparare man mano che sopravvenivano i delitti. Questo non toglie, visto che dobbiamo qui appunto dare quanto più possibile ima impostazione probatoria alla nostra perizia, che era stata fatta "ex ante" e nella quale interveniamo interrogati come testimoni "ex post"; cioè, "ex ante" è prima che ci fosse l'ipotesi processuali. Dobbiamo chiarire questo, che noi abbiamo riscontrato, nelle casistiche esaminate, lesioni da arma da fuoco che riguardavano settori della corporalità diversi di volta in volta, ma dobbiamo anche tener conto - e ne abbiamo certamente tenuto conto - che si trattava di bersagli fissi, si trattava di bersagli di persone che in qualche misura poteva muoversi, persona che in qualche misura poteva... Bene, malgrado questo siamo arrivati a dire che era compatibile con il fatto che lo sparatore fosse sempre la stessa persona. Ma vorrei che... Ho fatto un lungo discorso per sottolineare che questo è stato un percorso che è partito dalla possibilità che fossero più persone, in quanto gli spari erano diversi.
Avvocato Filastò: Sì, a parte l'unicità dell'arma e l'unicità degli stessi proiettili. E da questo punto di vista vi è mai capitato, in tutti i casi, con particolare riferimento poi al caso relativo ai tedeschi, di riscontrare una pausa nell'azione omicidiaria di arma da sparo? Vale a dire, colpi sparati in successione non rapida, ma pauseggiata? 
Perito: (voce fuori microfono) 
(voce fuori microfono) Microfono. 
Perito: Sì. Non vedo sulla base di quale elemento di giudizio, se non...
Avvocato Filastò: Collocazione dei bossoli... 
Perito: Come?
Avvocato Filastò: La collocazione dei bossoli, la... 
Perito: No, vede...
Avvocato Filastò: La continuità o meno degli obiettivi, per esempio sui corpi delle vittime, sulla carrozzeria delle macchine, e via, di questo genere. 
Perito: No, no. Comunque non mi risulta in quanto, adesso di anni ne sono passati, che ci sia alcun brano della relazione peritale dedicata a questo argomento. Cioè, se fra uno sparo e un altro, da parte dell'ipotetico stesso sparatore e nei riguardi della vittima ci fossero degli spazi. Perché vede, forse ... tutto questo al massimo in un'azione programmata prima. Cioè, se in un certo numero di autopsie si tenesse conto di questa possibilità, bene, forse in un'azione programmata prima dai periti, i quali sanno di operare indagini autoptiche, settorie, su persone che sono suscettibili di essere state uccise dalla stessa persona, si poteva fare, si sarebbe potuta forse fare da parte dei periti una valutazione seriata dei caratteri di maggiore o minore vitalità delle lesioni da arma da fuoco. Non siamo in grado di rispondere a questo suo quesito.
Avvocato Filastò: Da questo punto di vista è stata fatta, professore. 
Perito: Cioè, non credo... come?
Avvocato Filastò: Voglio dire, le lesioni da arma da fuoco sono quasi tutte, sono tutte vitali insomma. 
Perito: Ho capito. Le lesioni da arma da fuoco sono tutte vitali. Cioè, i periti che hanno fatto l'autopsia non ci hanno dato atto che sono stati esplosi dei colpi verso persone che non avevano più la circolazione sanguigna per intenderci.
Avvocato Filastò: Ecco. 
Perito: Però da questo ad una assegnazione dei gradi di vitalità, praticamente non viene mai fatto nell'autopsia, sennò dovrebbe venir fatto in funzione di un'ipotesi, di una preipotesi di serialità degli omicidi.
Avvocato Filastò: Comunque si parla spesso di colpi esplosi nella rapida successione. Questa è un'espressione direi quasi costante, comunque poi... 
Perito: Ma non in funzione del parametro della vitalità delle lesioni.
Avvocato Filastò: No, no. In funzione del... 
Perito: In funzione del setting. Cioè, se stiamo parlando di uno che ha parlato un altro e i colpi sono stati esplosi in rapida successione.
Avvocato Filastò: Sì Presidente, io vorrei che venisse mostrato, in particolare al professor Pierini, quel coltello sequestrato nel forno dell'imputato Mario Vanni, perché gli venisse rivolta quella domanda che ho già rivolto al professor Maurri circa la compatibilità eventuale di quell'oggetto rispetto alle sue valutazioni ricavate da quella analisi di immagini grafiche computerizzate.
Francesco De Fazio: Signor Presidente, posso? Signor Presidente, con tutto il dovuto rispetto alla Corte e la dovuta osservanza e rispetto delle norme di legge che hanno previsto... il Codice di procedura penale che ha previsto per il perito la figura di testimone, io mi permetto di far presente che se il perito deve testimoniare, è chiamato a testimoniare qual è la situazione di un fegato in un'autopsia, se è steatosico o meno, questa è una testimonianza. Se il perito viene chiamato a fare delle valutazioni come è avvenuto in questa udienza, da un punto di vista semantico, adesso non le serve di un giurista, il tema di testimonianza mi sta molto stretto. Se poi mi si chiede di valutare, in sede di testimonianza, cioè di fare una valutazione ex novo su un reperto, adesso io mi chiedo, e mi permetto di chiedere qual è l'interpretazione della testimonianza. Perché realmente trovo...
P.M.: Presidente, io sarei...
Francesco De Fazio: No, no, no. Chiedo scusa, signor Pubblico Ministero.
P.M.: No, no, io sarei proprio in linea con quello che sta dicendo il professor De Fazio. Come si può pretendere, mostrando un oggetto a questi signori oggi, i quali hanno fatto un lavoro completamente diverso, che ci possano dire qualcosa se non - mi scusi professore, non voglio usare il termine - delle chiacchiere. Cioè, come possono dare alla Corte e alla parte che ha fatto questa domanda, delle valutazioni che assolutamente sono impossibili oggi e non abbiamo alcun elemento per dire che quello che oggi ci possono loro riferire ha un valore nella nostra ricostruzione. Io apprezzo molto ciò che dice il professor De Fazio nel dirci: 'guardate, io teste di che cosa sono. Mi fate vedere qualcosa... Io sono stato perito di tutte altre cose. Le ferite le ho viste fino al punto che le ho viste, ho visto delle fotografie e ora mi fate delle domande sulla compatibilità dell'arma '. Quindi io mi oppongo alla domanda. Non tanto perché sia una domanda che non è proponibile, quanto è la risposta che non ha assolutamente alcuna possibilità di avere valore in questo processo. Mi oppongo.
Avvocato Filastò: Presidente...
Presidente: Io posso far presente solamente una cosa, che altre volte, ad altri periti, l'arma che è stata sequestrata al Vanni, che non è l'arma del delitto - perché almeno questo non lo possiamo dire ora come ora - e quindi se è compatibile, non compatibile con certi tipi di lesioni.
P.M.: Presidente, il perito Maurri ha fatto tutte le autopsie, ha visto tutte le ferite. Il professor De Fazio ci ha detto 'ho assistito' - se non sbaglio - 'all'ultima, ma fatta da altri'. Quindi è ben diverso fare la domanda al professor Maurri che farla ai signori. 
Presidente: Bene.
P.M.: Fra l'altro alcuni sono dei criminologi, degli psicologi insomma. 

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