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martedì 3 febbraio 2015

De Fazio, Luberto, Beduschi, Galliani e Pierini - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 12 gennaio 1998 - Settima parte

Segue dalla sesta parte

Avvocato Filastò: Solo l'analisi delle immagini, certamente no. Ma lei, poco fa, ha detto che, quantomeno sotto il profilo di quello che avviene normalmente, l'esperienza medico legale, dice che se si fosse trattato - lei ha detto - di una azione tipo volontaria, non si sarebbe trattato soltanto di abrasione, ma ci sarebbe stata quantomeno una incisione della cute, rispetto a tante. No?
Giovanni Pierini: Vede, avvocato, l'esperienza medico legale, è la somma di tante cose. Se dalla somma di tante cose, lei vuole, diciamo, arrivare ad individuarne una, togliendola dalle altre, si arriva a delle conclusioni troppo diverse dai punti di partenza. Io posso dirle che l'analisi di immagine permette di varietare un modello che è quello, per esempio, della abduzione ulna sul radio come uscita e presenza della fora del filo di costa della lama opposto, sottoforma di abrazione. Poi non posso dirle se questo ci permette di decidere se prima è stato fatto un tentativo rispetto all'ipotesi che si tratti di una figura di uscita. Questo, assolutamente no, non è possibile farlo. Ed è metodologicamente scorretto farlo.
Avvocato Filastò: Beh, professore, abbia pazienza... 
Giovanni Pierini: No, metodologicamente nel senso...
Avvocato Filastò: No, voglio dire questo... 
Giovanni Pierini: ... che lei ha fatto delle domande...
Avvocato Filastò: Insomma, io ragiono anche in termini di buonsenso. Non so, se corretto, secondo lei, un ragionamento di questo genere. E dico questo, insomma, se qualcuno vuole provocare delle lesioni per fare tentativi, per circoscrivere una determinata area. Un po' come avviene, com'è avvenuto a suo tempo nel caso della Pettini, per esempio, no? Dove si sa che l'escissione non c'è stata, ma c'è stata, come dire, una forma di esordio in cui sono state circoscritte determinate aree, ma circoscritte in modo da ledere la cute, in un modo abbastanza evidente, sia pure superficiale. Ma evidente. Trattandosi in questo caso, non di una o di due, ma di quattro, cinque, sei anche - non ricordo esattamente il numero - lesioni, esattamente parallele l'una all'altra, eh, almeno una di esse avrebbe leso la cute, non sarebbe stata soltanto a livello di abrasione, ma avrebbe avuto questa caratteristica: di essere, in qualche modo, io penso cosi, ragiono così. Lei mi dice...
P.M.: La domanda, chiedo scusa.
Avvocato Filastò: La domanda è se questo tipo di ragionamento, il perito lo ritiene completamente da respingere, oppure non attendibile, quello che si vuole, insomma. Ecco, qual è il suo giudizio, rispetto a questa valutazione che io faccio. Dico, insemina...
Francesco De Fazio: Scusi, avvocato, noi non siamo mica .. . sulle sue valuta...
Avvocato Filastò: No, ma...
P.M.: Benissimo. Grazie, professore. Guardi, è arrivato lei a dire quello che avrei detto io.
Francesco De Fazio: Il mio collega, professor Bellini... ...abbia portato, abbia esordito, dicendo che sì tratta di realtà virtuali. Cioè, avrebbe dovuto dire: a corredo della nostra indagine, abbiamo utilizzato anche la valutazione elettronica di immagini. Ma questo non può essere... E ci ha comportato la possibilità, praticamente, di surrogare maggiormente l'ipotesi di una evoluzione nell'uso del coltello. Ma qui stiamo ragionando, avvocato mi consenta, come se la persona che ha operato queste...... del coltello, l'avesse fatto quasi sperimentalmente. Cioè... È chiaro che tutto questo avviene nella considerazione di un delitto, insomma, ecco. Di una... tanto più e a maggior ragione se, da parte di colui che l'ha commesso, esistevano motivazioni di carattere sadico sessuale. Cioè, motivazioni che richiedevano, attraverso quell'atto, un soddisfacimento della propria istintualità dei propri impulsi. E allora, a questo punto, l'unica cosa che possiamo dire è che il contributo dell'elaborazione elettronica delle immagini, è tale da avvalorare ulteriormente la possibilità che ad azionare l'uso dell'arma da taglio, sia stato, da punta e taglio, sia stata sempre la stessa persona, malgrado le differenti lesioni riscontrate in un caso rispetto all'altro. Cioè, servito il discorso per coprire il contrario: cioè quello che poteva ictu oculi apparire, le lesioni sono diverse da caso a caso, che si è trattato di azioni compiute da persone sempre diverse. Il nostro discorso è servito a coprire quella che se poteva sembrare una prima apparente verità. Però, pretendere di andare oltre, mi sembra che significherebbe forzare la possibilità del nostro discorso.
Avvocato Filastò: Sì, professore. Però io cercavo di arrivare un po' più in là, anche sulla base di quello che sono le vostre valutazioni contenute nella vostra relazione. In cui voi dite... poi, certamente qui cercar di avere la dimostrazione matematica, io so benissimo... Da un po' di tempo faccio processi, so benissimo che questo, in questo campo, in questo settore, è semplicemente assurdo. Anche se, voglio dire, talvolta può sembrare che si ricerchi qualcosa di questo genere, specialmente quando si producono esami computerizzati con certi valori numerici ben precisi, come anche è il vostro caso. Ciò non toglie che, appunto, al perito si chiede un giudizio globale, che può anche esser sbagliato, ovviamente. Questo lo sappiamo tutti. Semplicemente dire che dalla... questo problema che riguarda la stessa mano, voi siete passati anche ad una valutazione dell'arma. E valutazione dell'arma, descrizione dell'arma. Pagina 60, a conclusione del vostro elaborato, voi dite: "Il coltello dovrebbe quindi essere dotato di una lama robusta con doccia di rinforzo, avere due fili di taglio. Di cui, uno zigrinato tipo sub; e possedere caratteristiche di notevole robustezza. I dati sopraelencati indicano quindi come il coltello appartenga con grande verosimiglianza ad un modello sportivo, o comunque speciale.”
Francesco De Fazio: ... questa ipotesi.
Avvocato Filastò: Ecco, benissimo.
Francesco De Fazio: Cioè, noi... Questo, non è altro che una ipotesi che è supportata da questi elementi dell'analisi virtuale. È la stessa cosa, per fare un esempio, io mi sto occupando adesso di un caso, in cui si tratta di una persona investita da due autovetture in investimenti in temi diversi. La persona è deceduta. Ora il discorso è stabilire, attraverso i contributi della visibilità virtuale, per intenderci le case produttrici delle autovetture utilizzano manichini nello scontro fra una autovettura e un'altra, in rapporto... fanno sì che le vetture si scontrino per vedere qual è, per migliorare la tenuta dei loro materiali, le macchine... Ora, è chiaro che tutto questo non mi dà, non mi darà in questa perizia dei... mi darà degli orientamenti, non mi darà dei parametri... Non posso trasformarli in elementi probatori. E allora, la stessa cosa è qua. Qui, a un certo punto, alla fine ci spingiamo a dedurre, tenuto conto dei risultati delle indagini virtuali, quale potrebbe essere - ma uso il condizionale, oltre che il verbo potere, riferito alla possibilità - il tipo di arma. Ma andare oltre non ci è possibile, insomma, ecco. Perché significherebbe.. .
Avvocato Filastò: Sì, certo. Andare oltre nel senso di dire il coltello era questo, non si può fare.
Francesco De Fazio: Certo, certo.
Avvocato Filastò: Ma questo siamo perfettamente d'accordo.
Francesco De Fazio: Certo.
Avvocato Filastò: Volevo dire...
Francesco De Fazio: No, anche, anche... lì abbiamo precisato anche coltelli diversi, usati in modo tale, in modo tale da dar luogo lo stesso tipo di lesività che poi abbiamo teorizzato in base all'analisi virtuale.
Avvocato Filastò: Ma questo è meno verosimile, professore.
Francesco De Fazio: Certo, meno plausibile.
Avvocato Filastò: E meno plausibile. Questa è la cosa importante. E, all'interno di questa valutazione, volevo sapere dal professor Pierini, se era entrata in questa valutazione o in questa ipotesi di una certa arma, era entrata anche la valutazione della impronta ritenuta, trovata su una parte, mi pare... 
Giovanni Pierini: Sul radio...
Avvocato Filastò: Sul radio del giovane francese.
Giovanni Pierini: Esatto.
Avvocato Filastò: Che voi, lei ha rilevato come si tratti di una impronta a forma triangolare, se non sbaglio...
Giovanni Pierini: Sì.
Avvocato Filastò: Ecco, se vuole darci delle indicazioni su questo aspetto. È molto importante, anche per un'altra ragione, ecco. 
Giovanni Pierini: Allora, Pierini. Vuol sapere com'era, come appariva...
Avvocato Filastò: Sì, come appariva e quali... come appariva morfologicamente, questa impronta sul radio del giovane; se questa impronta è indicativa di una speciale , particolare forza, violenza della lezione, del colpo, per intendersi, se è compatibile questa violenza, questa forza, questa capacità di penetrazione, che arriva a lasciare una impronta su una parte ossea con uno strumento privo di manico...
P.M.: (voce fuori microfono)
Avvocato Filastò: Pubblico Ministero, purtroppo faccio questa domanda…
Giovanni Pierini: Chiede delle cose...
P.M.: No, rideva il professore. Sta dicendo: "mi chiede delle cose... non ridevo mica io.
Avvocato Filastò: No, perché voglio dire, insomma...
Francesco De Fazio: (voce fuori microfono)
Avvocato Filastò: Quello che dico io, poi può darsi che dica delle cose che non hanno senso. Ma, insomma...
P.M.: No, è la difficoltà di stabilirlo, penso io.
Avvocato Filastò: Ma si tratta di stabilirlo. Questo, me l'ha impedito... (voci fuori microfono)
Avvocato Filastò: Voglio dire, se io ho uno strumento che non ha manico...
P.M.: Non c'è da pretendere che...
Avvocato Filastò: ... oggettivamente penso che, quando do un colpo particolarmente violento, mi slitta la mano. Insomma, io sono del parere...
Giovanni Pierini: Posso rispondere...
Avvocato Filastò: E, fra le due ipotesi, preferirei avere in mano un coltello con il manico. È questo che dico io.
Giovanni Pierini: Posso soltanto dire una cosa all'avvocato?
Avvocato Filastò: Prego.
Giovanni Pierini: Intanto mi scuso perché il sorriso non voleva essere...
Avvocato Filastò: No, no, ma infatti...
Giovanni Pierini: ... un sorriso...
Avvocato Filastò: ... io non dico mica di lei, sa, professore...
Giovanni Pierini: ... di tipo...
Avvocato Filastò: Professore, non me n'ero nemmeno accorto che lei avesse sorriso.
Giovanni Pierini: Ecco, allora siccome ho sorriso anch'io, pensavo che si riferisse...
Avvocato Filastò: Io dicevo... No, no, era il Pubblico Ministero...
Giovanni Pierini: ... a questo fatto.
Avvocato Filastò: ... che si è messo a ridacchiare. Nemmeno sorridere, ridacchiare. PERITO Pierini G. : Io mi sono permesso di...
Avvocato Filastò: È una cosa peggiore...
Presidente: Va bene, va bene, lasciamo perdere...
P.M.: Lasciamo fare, sennò...
Giovanni Pierini: Io le chiedo scusa.
Avvocato Filastò: Quindi non era lei, professore. Non me n'ero nemmeno accorto.
Giovanni Pierini: Comunque, allora, visto che non se n'era accorto, ma l'avevo fatto, le chiedo scusa...
Avvocato Filastò: No, non mi permetterei mai di polemizzare... (voci sovrapposte)
Presidente: Facciamolo rispondere, il professore. Facciamolo rispondere.
Avvocato Filastò: Professore, io con lei non ho nessuna intenzione di polemizzare. Col Pubblico Ministero, sì. Sono qui apposta a polemizzare...
Giovanni Pierini: Allora...
Avvocato Filastò: ... con lui. È mesi che si va avanti in questo modo.
Giovanni Pierini: Allora, guardi, intanto invoco un precedente autorevole a questo sorriso, per cui lo prenda come una dimostrazione di stima.
Avvocato Filastò: Sì.
Giovanni Pierini: Dunque, per quanto riguarda quest'ultima parte, io non posso assolutamente rispondere se questo oggetto aveva o non aveva il manico, com'era fatto dietro, quale... eccetera. Perché? Perché l'analisi di immagini, ripeto, va a guardare una cosa che non è altro che ciò che rimane dopo che si è sviluppata una certa forza fisica su un substrato, in questo caso, di ... Se io faccio una punta in un tassello di legno con un chiodo, oppure con un chiodo con, diciamo, dietro di sé una astronave, io otterrò sempre una stessa figura di punta. Non potrò mai sapere esattamente cosa c'era. Perché, quello che c'era dietro, non lascia segnali di sé. Bene, questo è il punto., Poi, sul fatto che il buonsenso faccia pensare a una cosa o a un' altra, io così, per sdrammatizzare, ricorderei Folks che era un grande maestro della biologia che diceva sempre ai suoi ragazzi: 'guardate che, la cosa peggiore che può capitare ad uno scienziato è di avere, dall'esperimento il soddisfacimento delle proprie teorie. Perché spesso qui c'è qualcosa che inganna'. Allora, il buonsenso è un ottimo strumento, ma non è uno strumento analitico, perché non segue le leggi della logica, ma segue quelle della intuizione. E quindi...
Avvocato Filastò: È adduttivo, nel procedimento.
Giovanni Pierini: Lo prenderei un pochino così, con le pinse. Allora, visto...
Avvocato Filastò: Ma sgusciano, più che altro. 

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