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lunedì 2 febbraio 2015

De Fazio, Luberto, Beduschi, Galliani e Pierini - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 12 gennaio 1998 - Sesta parte

Segue dalla quinta parte

Avvocato Filastò: Sì. Dunque, la stessa... Se poi volesse, lei professore, illustrare un po' meglio quelle che... illustrare, perché sono un po' per... ai miei occhi, e credo anche agli occhi di molti Giudici della Corte, non chiarissimi, come sono stati ottenuti questi parametri numerici che lei indica e che vengono, nel suo elaborato, delle analisi digitale delle immagini, e che viene indicato, secondo queste sigle, sert, eccetera, che cosa c'è ? 
Giovanni Pierini: Allora, l'analisi di immagini è un processo virtuale, questa è una cosa molto importante da definire prima di tutto. Cioè, si tratta di attribuire ad ogni punto di un'immagine, una fotografia, come nel gioco da battaglia navale, alcuni parametri numerici. Uno di questi identifica la posizione del punto. Immaginiamo la foto del volto di una persona: gli occhi si troveranno, all'interno del riquadro della fotografia, in una certa posizione che si può definire con un sistema di assi cartesiani, ics ed ipsilon. Cioè, distanza da un bordo, distanza dall'altro bordo. Non occorre fare la distanza da tutti e quattro, ne bastano due. Così come per identificare, appunto, la nave nella battaglia navale, basta dare la posizione, A2-P4.
Avvocato Filastò: Verticale e orizzontale.
Giovanni Pierini: Verticale e orizzontale, benissimo. Poi, a questo parametro, che identifica un punto dell'immagine, se ne può attribuire un altro sul valore di "scala di grigio". Cosa significa? Significa colore, semplicemente. Si chiama "scala di grigio" in termine convenzionale perché poi nel computer, essendo il colore non percepito come dall'occhio umano, ma un valore numerico, si oscilla fra zero e uno. E quindi si parla di "scala di grigio" anche trattando del colore. Quindi, dell'intensità dell...
Avvocato Filastò: Questo ha a che fare con la profondità? 
Giovanni Pierini: No, questo ha a che fare con il valore di luminosità dell'immagine.
Avvocato Filastò: Sì. Ma corrispondente sul piano... scendendo dal terreno virtuale a quello reale...
Giovanni Pierini: Dipende da quan... diciamo, da come viene impostata l'analisi. Se io do ad un valore di rosso, un corrispondente valore di grigio, successivamente posso dire che quel grigio, mi corrisponde a quel rosso, altrimenti il calcolatore non sa assolutamente nulla, non è un cervello pensante.
Avvocato Filastò: Certo. Sì, questo l'ho capito, ma mi faccia capire a che cosa serve un'analisi di questo genere sul colore.
Giovanni Pierini: L'analisi sul colore serve perché attribuendo, per esempio, al rosso un certo tono di grigio, al giallo un certo tono di grigio, abbiamo potuto misurare quello di cui parlavamo prima, cioè, che la quota di superficie muscolare esposta, rispetto ai brandelli di tessuto adiposo che rimanevano, era pressoché costante.
Avvocato Filastò: Ho capito. Benissimo. Grazie. Ora ho capito, molto chiaro. E questi... e questi valori, insomma, no, che voi avete, con procedimento di questo genere, sia pure a livello virtuale, ricavato dalla comparazione dì queste immagini, nei quattro... nelle quattro lesioni che lei ha esaminato sono sovrapponibili, equivalente, paritetici...
Giovanni Pierini: Allora, devo dire nessuno dei tre. Perché? Sovrapponibili no perché, abbiamo detto, c'è un fatto evolutivo.
Avvocato Filastò: Certo. 
Giovanni Pierini: Infatti, la proiezione sulle ics alimenta leggermente, quindi non sono sovrapponibili. Non sono equivalenti. Perché, ovviamente, per essere equivalenti due figure geometriche devono avere figura leggermente diversa quanto a perimetro, ma identica area. Devo dire che queste figure hanno invece una cosa caratteristica. Cioè, hanno un centro comune...
Avvocato Filastò: Sì.
Giovanni Pierini: ... intorno al quale si muove un perimetro che, con alcune oscillazioni, si mantiene lungo una certa fascia.
Avvocato Filastò: Difatti... 
Giovanni Pierini: L'afferenza fra un caso e l'altro con andamento evolutivo. Quindi, significa che, sostanzialmente, sono tre figure... sono quattro figure che, da un punto di vista geometrico, si chiamano figure sghembe, perché non sono delle figure perfette, un cerchio, un'ellisse, un quadrato, un triangolo, eccetera, però sono figure che hanno alcuni punti in comune. Cioè, il fatto di essere tutte riconducibile geometricamente, matematicamente ad un'ellisse. Sul perché dell'ellisse è stato detto prima, spero di essere stato abbastanza chiaro.
Avvocato Filastò: Certo. Paragonabili, allora. ’
Giovanni Pierini: Paragonabili, esatto.
Avvocato Filastò: Sono para...
Giovanni Pierini: Infatti si parla di figure congruenti, geometricamente, ma non sovrapponibili o equivalenti.
Avvocato Filastò: Ecco, sotto questo profilo lei ha rilevato un parametro costante per quello che riguarda la profondità?
Giovanni Pierini: Il parametro costante... il parametro costante direi di no, perché la figura umana è diversa da un caso all'altro. Se tutti i parametri di profondità fossero stati costanti, considerando che le ragazze hanno... avevano una struttura fisica sicuramente non identica l'una all'altra, avremmo avuto percentuali di tessuto muscolare esposto diverse. D'accordo?
Avvocato Filastò: Sì, ora però io... 
Giovanni Pierini: Mentre invece quello che noi abbiamo rilevato è semplicemente che la percentuale di tessuto esposto, eh, muscolare, rispetto all'adiposo che è stato escisso insieme alla parte dell'epidermide, è in analogia fra un caso e l'altro.
Avvocato Filastò: Ecco, lei ha usato questa espressione, vorrei sapere se la conferma: "La profondità di discesa del coltello durante l'escissione è uniforme." 
Giovanni Pierini: Esatto, cioè, non costante, è uniforme. Se si segue quella necessità di separare l'adiposo dal muscolare.
Avvocato Filastò: Benissimo. E poi l'ultimo elemento. Ha rilevato un angolo di incisura che si colloca sempre, come è stato detto prima... 
Giovanni Pierini: Fra ore 10 e ore 11.
Avvocato Filastò: Fra le ore 10 e le 11. La conclusione sua è che si tratti della stessa mano? 
Giovanni Pierini: Di un modo molto simile, in tutti i casi, di tagliare.
Avvocato Filastò: A suo tempo lei parlò proprio di stessa mano, ma comunque... Ora, passando dalla mano al coltello, qui noi si tratta di esaminare in particolare la lesione al seno, che riguarda il caso del 1985, vale a dire, l'omicidio della coppia dei francesi. Qui sono state fatte due ipotesi da parte vostra. Una prima ipotesi... con riferimento a che cosa? Si osserva, l'abbiamo osservato anche noi attraverso quello foto, in una certa zona, immaginando idealmente un cerchio come la figura geometrica formata dalla lesione, attraverso la quale si arriva all'escissione del seno, si nota parallelamente alla lesione, diciamo così, principale, una serie, cinque, sei piccole lesioni più superficiali che si accompagnano, si collocano parallelamente rispetto alla lesione principale. Questo è il dato, lei ce lo conferma, rispetto al quale, se non ho capito male, sono state fatte due ipotesi. La prima è che queste lesioni superficiali, parallele, diverse rispetto alla lesione principale, siano segni di attacco. Vale a dire, come delle prove fatte dall'operatore. La seconda è che il coltello usato fosse dotato di un doppio filo di lama. Cioè, uno liscio e uno zigrinato. In modo che, compiendosi questo movimento circolare intorno al seno, a un certo punto, per una flessione dell'ulna, il coltello avesse sostanzialmente leso la cute non più attraverso il filo della lama, ma attraverso questo dorso zigrinato, lasciando queste feritine parallele, come si è detto prima. Il quale, fra l'altro, se non sbaglio, misurate proprio da lei, queste ferite dovrebbero essere perfettamente parallele l'una all'altra e perfettamente equidistanti l'una dall'altra. Quindi, con riferimento a queste due ipotesi, lei quale ritiene la più probabile?
Giovanni Pierini: Allora, guardando come sono distanti le abrasioni, che poi di abrasioni si tratta... 
Avvocato Filastò: Sì. 
Giovanni Pierini: ... se noi avessimo avuto a che fare con non una abrasione, ma con una incisione della cute e quindi con una forza lesiva tagliente applicata alla cute di notevole entità, tale da vincere la esistenza della stesa e dar luogo alla soluzione di continuo, potrebbe essere molto importante dividere le due cose. Invece, noi ci troviamo in una situazione in cui una abrasione, che nei fenomeni poi post-mortali di evaporazione dell'acqua dell'epidermide ha un suo modo di seccarsi, di asciugarsi. Si dice pergamenarsi, proprio perché la cute poi presenta quell'aspetto. E l'abrasione sappiamo che non va a incidere il derma. Allora, le distanze che noi possiamo reperire, sono distanze che sono viziate dal fatto che, a differenza di una incisione che arriva fino al derma, l'abrasione ha una certa mobilità. Nel senso cioè che le distanze fra un punto e l'altro non sono fissate dall'incisione nel derma che crea una soluzione di non ritorno, per quanto riguarda ai rapporti di distanza. Le cose possono cambiare anche notevolmente. Tenendo conto poi che le misure vengono effettuate su base millimetrica. Se andiamo a ripercorrere qual è l'oggetto che noi andiamo a misurare, ci accorgiamo che con un righello da un millimetro, se lei misura una distanza, mettiamo, di 11 millimetri, cosa ottiene? ottiene un errore del 5% Ovvero, non si fa altro che dividere il grado di precisione dello strumento di misura per la misura effettivamente effettuata e si moltiplica, appunto, per cento. Allora, il 5% di errore sulle distanze delle linee di abrasione, considerando l'evaporazione postmortale, comporta una previsione sul fatto che siano alla stessa distanza. Mentre invece permette di dire abbastanza con certezza che l'andamento è parallelo, perché il parallelismo non cambia, mentre invece potrebbe essere viziata da un errore diciamo di misura l'effettiva distanza. Allora noi infatti abbiamo detto: profilo probabilmente zìgrinato del coltello. Ma abbiamo detto anche a pagina 59: detti meccanismi possono essere amplificati dalla perdita al filo di taglio dovuta alla precedente colluttazione. Cioè, noi non sappiamo se lo strumento tagliente era in perfette condizioni d'uso, oppure se avesse mai potuto subire delle alterazioni. In questo caso, il profilo di abrasione, potrebbe essere stato dato non tanto da un tagliente zigrinato, perché così fatto dalla ditta produttrice; ma potrebbe essere dato anche da vizi, o nella regolarità del filo di lama.
Avvocato Filastò: Sì...
Giovanni Pierini: E questo, ovviamente, non possiamo saperlo. Perché, com'è stato detto all'inizio della nostra discussione, noi non andiamo a fare l'identikit e a dire: 'ah, è stato questo'; diciamo qual è il profilo dell'arma che può aver... Ma per profilo si intende quali sono le forze fisiche che hanno lasciato un segno di sé visibile. Non possiamo ricostruire dall'analisi elettronica di immagini, che le ripeto, è una indagine di tipo virtuale, la concretezza di un oggetto.
Avvocato Filastò: Sì, ma io, la mia domanda però era, come dire, preliminare, rispetto a questo esame di dettaglio che lei fa all'interno della stessa ipotesi. Perché le ipotesi sono due. Io, fra l'altro, la prima la faccio così, perché è stata in qualche modo ritenuta, persino all'interno di un giudicato, ma mi sembra... va be', comunque... che qualcuno, che l'operatore, prima di tagliare definitivamente, abbia fatto dei tentativi, delle prove. Vale a dire, una azione di tipo volontario, che avrebbe determinato queste abrasioni. E l'altra ipotesi, invece, depresse queste abrasioni determinate dal fatto che, voltando l'arma, necessariamente nel momento di fare il giro, si sia trovata a contatto con la cute. Non più la lama, bensì la costola del coltello. Costola del coltello che, come lei dice, potrebbe essere stata o zigrinata perché così si trovava l'arma originariamente uscita dalle mani del produttore, oppure che si trovava in qualche modo questo tipo di abrasioni, con questo tipo di seghettatura, determinata dall'usura per esempio, o da quello che si vuole, insomma, ecco. Ma la domanda sul maggiore o minore livello di probabilità, riguarda il primo quesito. Cioè a dire, è più probabile con un reiterato tentativo volontario prima di compiere questa escissione globale, oppure è più probabile la seconda ipotesi? Vale a dire abrasioni determinate da una particolare conformazione della costola del coltello?
Giovanni Pierini: Avvocato, l'analisi di immagini non permette di alzare la macchina del tempo e di andare a vedere che cosa nella realtà è successo. Cioè, l'analisi dell'immagine non permette di fabbricare ipotesi. Permette soltanto di, fatta una ipotesi,.vedere se questa sta in piedi. Quindi, io posso dirle che, per quanto riguarda la ipotesi del tentativo di esperienza medico-legale, suggerirebbe che i tentativi arrivino all'incisione del derma; ma suggerisce l'esperienza medico legale in generale. Per quanto riguarda, invece, la seconda ipotesi, è compatibile con un movimento che noi abbiamo ipotizzato a pagina 58, che è quello di abduzione dell'ulna sul radio, eccetera, eccetera...
Avvocato Filastò: Esattamente, certo. Che provoca un cambiamento di inclinazione del tagliente della lama, che viene ad essere maggiormente premuto sulla cute, appoggiato sul margine, a filo seghettato, il quale può produrre una citata...
Giovanni Pierini: Certo. Però l'analisi di immagine non mi dice cosa è prevalente statisticamente delle due cose. Perché si fa capo a due ipotesi in partenza diversa. 

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