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martedì 23 dicembre 2014

Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 22 dicembre 1997 - Prima parte

Presidente: Allora, Elisabetta, diamo atto del Vanni, sì sì, dal difensore Filastò, avvocato Filastò. Bagattini, per Faggi. Bertini, per Lotti.
Avvocato Gremigni: Gremigni per Zanobini.
Presidente: Non mi ricordo il suo nome, avvocato. Come si chiama lei? Non mi ricordo il suo nome.
Avvocato Gremigni: Gremigni.
Presidente: Gremigni. Oh, Gremigni.
Avvocato Gremigni: Gremigni, Presidente.
Presidente: Bene. Poi l'avvocato Corsi, assente. E poi l'avvocato Colao, per tutte le altre parti civili, per le parti civili. Allora, faccio presente che mi è pervenuta una lettera datata 26 novembre, che arriva anche dalla Corte di Appello, perché c'è stato un disguido, eccetera, che è indirizzata alla Procura della Repubblica di Firenze, di questa... di Firenze, sostituto procuratore dottor Paolo Canessa, e alla Corte di Assise di Firenze, al Presidente dottor F. Lombardo. Che non sono io, perché io mi chiamo diversamente. Ad ogni modo, è una lettera di un detenuto, Ricci Massimo, che è stato detenuto a Prato, e che fa alcune osservazioni. Se volete, la leggo, o ve la metto a disposizione? Per me, non si può leggere, perché è un linguaggio un po' strano. Ad ogni modo, io leggo. "Oggetto: in riferimento agli articoli 123 del Codice di procedura penale, C.p.p., dichiarazione e richiesta di persona detenuta. Nonché, in riferimento all'articolo 350 C.p.p., dichiarazione di spontanee". Poi, "Dichiarazione riguardante il processo contro i complici, cioè i compagni di merende dei mostri delle coppie di Firenze. Il sottoscritto Ricci Massimo, nato il XX/XX/XX a Xxxxxx, in atto detenuto presso la Casa Circondariale di Prato per altre cause, premesso. Il sottoscritto Ricci Massimo conferma, già nel passato, e più specificamente, nel mese di giugno '96, ha già riferito fatti sul mostro contro Pietro Pacciani. Già nel mese di gennaio '97 lo scrivente ha subito delle minacce". Ci sono molte sgrammaticature, però io lo leggo così come vengono. "Dette minacce erano dirette alla mia persona e sia a quella di mio figlio, Luca Ricci. E di tutto questo ne è a conoscenza il Procuratore... la Procura sopra intestata. Lo scrivente conferma che, di propria iniziativa e spontaneità, ha più volte riferito agli investigatori e agli inquirenti varie cose riguardanti i delitti sulle coppiette, contro Pietro Pacciani. Segnalo, con il presente atto, si conferma che io mi trovo presso questo carcere di Prato dal gennaio '97. Da circa tre mesi, da questa parte, ho più volte incontrato e parlato con Mario Vanni. Con quest'ultimo ho il divieto di incontro, che viene emesso dalla Autorità Giudiziaria. Quest'ultimo è uno dei cosiddetti complici del mostro delle coppiette e, attualmente, viene processato per quella accusa al mostro. Il sottoscritto conferma che dall'imputato Mario Vanni ha saputo varie cose. Lo stesso Mario Vanni mi ha più volte parlato, e moltissimi detenuti vi sono presenti e gli stessi possono confermare questi incontri tra lo scrivente con Mario Vanni. Il sottoscritto, da Mario Vanni ha saputo cose molto importanti, sia per quanto riguarda questo processo, sia soprattutto per quello, per il processo d'Appello su Pietro Pacciani. Il sottoscritto conferma ogni buona volontà di conferire con urgenza col sostituto procuratore dottor Paolo Canessa, il quale rappresenta 1'accusa. Nonché conferma ogni buona volontà di riferire di quanto è a mia conoscenza e di confermare ogni mia conoscenza. Alla Corte di Assise di Firenze chiede di essere convocato per un colloquio col Pubblico Ministero, dottor Paolo Canessa. Nonché di essere tradotto e convocato in questo processo, che avviene contro i mostri delle coppiette di Firenze. Visti gli articoli 192 e seguenti, C.p.p., valutazione della prova; visti gli articoli 201 ... e 212 C.p.p.: si chiede, in subordinazione" è scritto così "per la prova ogni confronto o dibattimentale o con l'imputato Mario Vanni, al fine della ricerca della verità. Si conferma che il sottoscritto è a conoscenza che nella IV Sezione dove è ristretto vi possono essere delle corrispondenze pervenute da Pietro Pacciani a Mario Vanni. Per quest'ultimo fatto si chiede al sostituto procuratore, dottor Paolo Canessa, eventualmente lo stesso decidesse di recarsi per il colloquio con lo scrivente, si avverte in via esecutiva di presentarsi assieme al capo della Questura, dottor Giuttari, con il quale ho già più volte riferito. Si chiede la presenza di quest'ultimo, in quanto dovranno effettuarsi delle perquisizioni in varie per le prove e conferma di quanto verrà riferito dallo stesso scrivente. Si conferma che lo scrivente fa tutto questo per dovere civile, e non per ricavarne dei vantaggi o altre fantasie. Si resta in attesa di un colloquio con il Pubblico Ministero Canessa, con ringraziamenti anticipati e si ringrazia con osservanza. Ossequi. Ricci Massimo". Questa è la lettera, viene allegata al verbale. Ne ho data lettura. Pubblico Ministero?
P.M.: Presidente, chiedo scusa, la lettera, come vede, è stata indirizzata anche al P.M.
Presidente: Ma è una lettera, come si chiama?, ricalcata, ecco, una lettera ricalcata, la copia ricalcata, sì, tipo carta carbone, sì. Comunque, è a vostra disposizione.
P.M.: Io ne ho fatto delle copie per le parti, comunque, Presidente, perché... almeno di quella che ho ricevuto io, che è identica. In fondo, la nota del carcere portava due indirizzi, effettivamente. Presidente, io, trattandosi di una cosa molto recente, ovviamente non mi sono recato a sentire il Ricci, il quale chiede di essere sentito in questa aula. Ho comunque delegato la Squadra Mobile e il Ricci è stato sentito dalla Squadra Mobile pochi giorni fa. E, su queste attività di riscontro, perché il Ricci ha poi indicato una serie di altre persone, io chiedo che, innanzitutto, la Corte valuti - ex articolo 493, III comma, del Codice di procedura - se non si tratta di fatti sopravvenuti. Per il quale è necessario provvedere a sentire queste persone e, quindi, queste persone, intendo ovviamente il responsabile della Sezione Omicidi della Squadra Mobile, dottor Vinci, che ha sentito il Ricci e che ha fatto i riscontri. E io ho preparato copia degli atti per le parti. E in quanto Ricci ha chiamato come persone a conoscenza di fatti, a suo giudizio importanti, a mio giudizio è bene che comunque siano fatti che sono noti a tutti, ha chiamato altri detenuti. E questi detenuti sono indicati in quell'interrogatorio del Ricci e nella nota della Squadra Mobile. Allora io, innanzitutto, ho fatto copie per tutte le parti, di queste atti. E ovviamente una copia anche per la Corte, affinché la Corte valuti - e le parti diano il proprio parere - ex articolo 493, III comma, se si tratta di fatti sopravvenuti per i quali non è stato possibile, ovviamente, indicare in anticipo da parte del P.M. la citazione. Per scrupolo io ho fatto una verifica di questo tipo. Guardando la lista testi indicata dal difensore di Vanni, ho visto che il difensore di Vanni era a conoscenza di una situazione relativa al Ricci, che riguardava una perizia psichiatrica e alla quale lo stesso Ricci sarebbe stato sottoposto nel corso di un procedimento. E, se non sbaglio, l'avvocato Filastò chiedeva l'acquisizione di questa perizia, o, comunque, che la Corte la conoscesse. Io mi sono procurato, presso la II Sezione del Tribunale, quella perizia: è nelle copie degli atti che io deposito per le parti. Dalle quali, per la verità, il Tribunale di Firenze ha disposto perizia. La quale ha concluso in data 26 giugno '97, in un procedimento che lo riguarda, che la condizione: "Non si ritiene che fosse o sia tale da escludere o far scemare grandemente la sua capacità di intendere e di volere; attualmente gli è consentito stare in giudizio". Allora, io faccio istanza ex 493, III comma Codice di procedura penale, di sentire preliminarmente il dottor Vinci, che ha avuto da me delega per verificare preliminarmente se questo Ricci è detenuto presso il carcere di Prato, se le persone indicate da lui sono persone che possono avere in qualche modo qualcosa da raccontare in questa Corte. I verbali di queste persone sono qua: io li deposito alla Corte e alle parti, insieme alla perizia che ho dato. E faccio istanza, ez 493, di sentire tutte queste persone. Mi sono permesso di indicare alla Casa Circondariale di Prato che, se la Corte ammetterà queste citazioni, di farli convocare per stamattina.
Presidente: Parti civili, avvocato Colao?
Avvocato Colao: Sono... siamo remissivi.
Presidente: Come?
Avvocato Colao: Siamo remissivi.
Presidente: Remissivi. Le altre parti, gli altri difensori? Avvocato Bertini?
Avvocato Bertini: Benissimo, Presidente.
Presidente: Avvocato... 
Avvocato: Remissivo.
Presidente: Avvocato Bagattini?
Avvocato Bagattini: Lo stesso.
Presidente: Come?
Avvocato Bagattini: Remissivo. 
Presidente: Remissivo. Ecco, avvocato Filastò?
Avvocato Filastò: Non posso dichiararmi né remissivo, né favorevole, né contrario, dato che non ho visto quegli atti. Che mi pare siano anche abbastanza numerosi.
P.M.: È parecchia carta: sono tre verbali. C'è la nota della Squadra Mobile.
Avvocato Filastò: Comunque, io rammento che questo signor Massimo Ricci, che mi pare faccia proprio paio con quell'altro signore, come si chiamava?, Cassina...
P.M.: Fassina.
Avvocato Filastò: Fassina, che è venuto qui a dirci che si era inventato qualche cosa per cercar di uscire di galera. Rappresenti un aspetto sgradevole di questo processo, che è molto serio, molto importante, con degli elementi di prova da valutare di grande serietà. E che, con questi signori, invece, si trascina nella cloaca del carcere. La quale cloaca, vero?, è suscettibile di qualsiasi cosa... Beato il signor Ricci, che dice ha parlato col signor Vanni, perché il suo difensore non riesce nemmeno a parlargli. Lui ci è riuscito: beato lui. Comunque, Presidente, a parte queste considerazioni che son fatte così, proprio a caldo, per esprimere così, un certo livello, anche un po' di fastidio personale, però, ovviamente, lascia il tempo che trova; quindi riservo di pronunciarmi dopo aver esaminato gli atti, per il che io chiedo un congruo termine per l'esame... Non mi sembra ... ... di pronunciarmi - perché potrei anche pronunciarmi - senza averli visti, senza averli letti, senza aver visto in che cosa si modifica una situazione, soprattutto senza aver letto questa perizia. Che mi risultava falsa a tamburo battente, durante un'udienza dibattimentale, nei confronti di questo Ricci. Per l'appunto, fortunatamente, mi trovavo lì in udienza, quella mattina: è per questo che ne ero a conoscenza. Altrimenti, non l'avrei nemmen saputo che questo signore era stato sottoposto a perizia psichiatrica. Comunque, niente, bisogna vederle le cose.
Presidente: Va bene, allora sospendiamo un'ora e diamo tempo all'avvocato.
Avvocato Bertini: Presidente, mi perdoni.
Presidente: Mi dica.
Avvocato Bertini: Prima che vi riuniate, io avevo un'altra istanza da fare. La posso fare adesso, se crede.
Presidente: La faccia adesso, sì.
Avvocato Bertini: Appunto. Il problema è questo: lo illustro brevemente. Credo che sia emerso nel corso del dibattimento un aspetto importante, che riguarda le dichiarazioni del Lotti, ed è un aspetto che è importante per me approfondire in riferimento, appunto, a quella che è la valutazione necessaria della attendibilità del Lotti. E quindi anche nel presupposto della ricerca della verità. Nella consulenza tecnica disposta dal Pubblico Ministero, l'indagine peritale dei dottori Fornari e Lagazzi, professori Fornari e Lagazzi, ha avuto come oggetto un ambito abbastanza ristretto e specifico che poi non coinvolge altri elementi della personalità del Lotti, che sono poi emersi in questo dibattimento, nel corso dell'istruttoria dibattimentale. Ovvero, uno degli aspetti principali di questo processo è verificare, se possibile, quali sono state le motivazioni che hanno indotto il Lotti a partecipare ai delitti per cui è processo; quindi, ad assecondare le richieste in tal senso avanzategli dai presunti compartecipi. Già nell'elaborato dei periti si evidenzia, appunto, una totale sottomissione del Lotti all'ambiente esterno. Si parla appunto di sottomissione culturale, sociale e personale, intellettuale, completa. Che, quindi, appunto, denota un aspetto della personalità molto particolare, che lo rende praticamente eterodipendente: questo è il termine che possiamo usare.
Presidente: Sarebbe?
Avvocato Bertini: Eterodipendente. Dico, se questo è effettivamente uno degli aspetti della sua personalità, ritengo che debba essere accertato ancora più profondamente, perché potrebbe essere, effettivamente, la chiave di volta per interpretare questo suo comportamento che, apparentemente, soltanto apparentemente, potrebbe non trovare spiegazione. A prescindere dal fatto che comunque . . . nessuno degli elementi di questo processo che in qualche modo sono emersi e che comunque possono convincere della verità delle sue dichiarazioni. Posto questo appunto, quindi che sia necessario accertare questo fatto, per me è importante e determinante, per cui chiedo appunto che la Corte voglia o disporre nuova perizia tesa ad accertare questo aspetto della personalità del Lotti; cioè appunto se questa sua eterodipendenza può essere tale da poter, appunto, aver provocato in lui questa assoggettazione nei confronti di chiunque altro. O comunque sia, in subordine mi va bene lo stesso, di poter risentire sotto questo aspetto specifico 1 professori Fornari e Lagazzi, che possono appunto riferire in ordine a questo aspetto della sua personalità. Aspetto che, ripeto, è emerso in parte dal loro elaborato perché, appunto, si parla in un certo periodo di questa sua influenzabilità, ecco, assoggettazione rispetto all'esterno. E anche perché appunto sono convinto che, in base anche, così, a conversazioni che ho avuto con periti psicologi, in base ad una corretta e più profonda lettura del test a cui è stato sottoposto il Lotti, si possa arrivare a queste conclusioni. Pertanto insisto perché o venga disposta una perizia su questo punto specifico, o comunque che vengano risentiti i testi già ammessi in questo processo, su questo aspetto particolare che ho evidenziato. Grazie. 

2 commenti:

Omar Quatar ha detto...

Flanz, puoi verificare la data?

Flanz ha detto...

Fatto. Grazie!

 
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