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mercoledì 12 novembre 2014

Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 19 dicembre 1997 - Prima parte

Presidente: Il Vanni?  
P.M.: (voce fuori microfono)
Presidente: Bene.
Avvocato Filastò: Presidente...
Presidente: Dica.
Avvocato Filastò: Avvocato Filastò difensore di Vanni. Chiedo di fare queste produzioni: si tratta di 5 articoli di giornale. Il primo, datato 9 settembre '982, col titolo: "Per il 'mostro, pista importante. Ma il pericolo non è scomparso. Costernazione per la fuga di notizie". E gli altri che riguardano La Repubblica...
Presidente: Insomma, i giornali dell'epoca.
Avvocato Filastò: Come?
Presidente: I giornali dell'epoca.
Avvocato Filastò: Sì, sì. Paese Sera...
P.M.: Di che data, chiedo scusa?
Avvocato Filastò: Questi altri, la data di questi altri è il 23 giugno... 22 e 23 giugno del 1982. Il primo di questi giornali, che è La Città, fra l'altro avrei dovuto trovare La Nazione dell'8 settembre che per la prima volta porta questa notizia, ma sembra che in questa città sia impossibile fare una copia fotostatica di un giornale. La Nazione ha la macchina rotta, la Biblioteca Nazionale, idem. Insomma…
P.M.: 8 settembre? Chiedo scusa.
Avvocato Filastò: 8-9 settembre. Questa è del 9 settembre. È importante questa produzione, non per riferire notizie, o commenti da parte del cronista. Ma per identificare un fatto storico. E la data di questo fatto storico. Il fatto storico è quando, per la prima volta, sulla stampa appare il collegamento fra i cosiddetti delitti del "mostro" e la pistola calibro 22 che spara nel 1968. Cioè a dire quando, per la prima volta, compaiono notizie di stampa circa questo collegamento. Cioè a dire il collegamento esistente fra il delitto avvenuto a Lastra a Signa nell'agosto del 1968 e i successivi delitti. Collegamento dato da questa identità dell'arma.
Presidente: Di quando sono? 8 settembre...?
Avvocato Filastò: 9 settembre 1982. Questo articolo. Ora, questa produzione e questo, l'accertamento di questo fatto storico, sul quale poi, se è il caso, la Corte, ex articolo 507, anche eventualmente su istanza di questo difensore, farà gli approfondimenti necessari, è importante per... beh, insomma, mandare nella pattumiera delle informazioni fasulle, la testimonianza del signor Calamosca. Il quale, se ricorderete, dopo aver affermato che lui non ha rapporti con il Vinci a partire da una data di ferragosto del 1982, data in cui il Vinci viene arrestato presso la sua casa; da quel momento lui non ha più rapporti...
P.M.: (voce fuori microfono)
Avvocato Filastò: '82. Ferragosto 1982.
P.M.: (voce fuori microfono)
Avvocato Filastò: No...
Presidente: C'è scritto Calamosca. E dentro c'era?
Avvocato Filastò: Questo signor Calamosca, dopo aver affermato questo, che corrisponde, fra l'altro, a dei punti obiettivi, storici del processo, con riferimento alla data di arresto di Vinci, ci viene a dire che Vinci teneva il collegamento fra l'arma che aveva sparato nel 1968, nebulosamente, frammentariamente. Ha detto qualcosa di questo genere, e l'arma dei delitti del "mostro". Ora, se Vinci temeva davvero questo, una delle due: o Vinci è il "mostro di Firenze", beh, allora siamo tutti d'accordo; è morto, è a posto. Perché solo lui poteva fare quel collegamento. Solo s quella persona che aveva sparato nel 1968 e poi aveva sparato le volte successive. O non lo è, perché non lo è, perché in certi casi era in galera, povero Francesco Vinci. E allora il Calamosca racconta un sacco di bugie, perché il collegamento, ripeto, a livello di informazione pubblica, avviene soltanto a partire da questa data: 09/08, l'articolo de La Nazione che non sono riuscito a reperire, 9 settembre 1982. E il giornale, fra l'altro, qui la giornalista Franca Selvatici lamenta, oltretutto, la fuga di notizie. Cioè a dire, questa informazione della identità dell'arma che spara nel '68 e nei delitti successivi, era una informazione riservatissima rispetto alla quale ho una intervista del dottor Tricomi, il quale lamenta, dice: 'ma come mai c'è stata questa fuga'. E questo è uno. Gli altri articoli: "Forse ha un volto l'assassino dei fidanzati fiorentini". "La Polizia è sulla pista del maniaco che uccide". C'è, per esempio, in questo articolo di Giorgio Sgherri de L'Unità; "Prima di morire ha parlato Paolo Mainardi, il giovane di Montespertoli ucciso sabato notte assieme alla fidanzata Antonella Migliorini dal folle maniaco che ha già compiuto quattro stragi. Prima di spirare all'ospedale di Empoli ha detto qualcosa. Pare che abbia trovato la forza di fare un racconto confuso della terribile tragedia e tracciare una sommaria, e tracciare una sommaria descrizione dell'assassino". E così tutti gli altri articoli: "Prima di morire Paolo ha detto qualcosa? Ricostruito l'agguato del feroce maniaco...", eccetera eccetera. Sono tutti sullo stesso tono. Il 22 e il 23 giugno. E anche il 24 giugno del 1982. Ora, a questo difensore, il quale chiederà di approfondire il tema, ovviamente, anche eventualmente attraverso l'audizione di questi giornalisti, ma, eventualmente, anche la audizione dello stesso magistrato, questa informazione di stampa, come ho già avuto modo di riferire alla Corte, appartengono ad un escamotage. Però, da un punto di vista indagatorio particolarmente intelligente, del magistrato che, all'epoca, si occupava dell'inchiesta, vale a dire la dottoressa Silvia Della Monica. La quale pregò alcuni giornalisti di pubblicare questa falsa informazione. Perché sappiamo che il povero Mainardi, in conseguenza di un colpo di pistola, entrò quasi immediatamente in coma, non ebbe modo di dire assolutamente niente e poi morì all'ospedale senza aver mai ripreso conoscenza. Ma l'idea della dottoressa Della Monica era che, facendo pubblicar questa notizia da tutti i giornali che si occupavano del caso con questo rilievo, con questo risalto, si provocasse una qualche reazione dell'omicida. Ecco, il difensore, come ha già avuto modo di dire a questa Corte, ritiene che questa reazione ci sia stata. E che questa reazione sia avvenuta proprio direttamente nella persona, riguardo alla persona che sarebbe stata la prima destinataria delle informazioni eventualmente rese… Paolo Mainardi, vale a dire dell'autista dell'autoambulanza che aveva accompagnato il ragazzo in ospedale. Quindi, tutto questo per chiarire che la ipotesi del burlone, della burla giocata anche ad anni di distanza al povero signor Allegranti da parte di un bello spirito, il quale si prende gioco di lui, non si sa bene perché, è peregrina. Appartiene ad una di quelle alternative dialettiche che vengono proposte sul terreno di questo processo, nel momento in cui una circostanza è molto scomoda per l'accusa. Allora si fa balenare una certa ipotesi. Ecco, questa è la ragione per cui io chiedo la produzione di questi documenti, riservandomi, in esito naturalmente al dibattimento ex articolo 507, di chiedere che la Corte voglia svolgere gli accertamenti del caso, sia sul punto della prima circostanza che ho esposto, sia sul punto della seconda. Poi, Presidente...
Presidente: Su che punto, in particolare, avvocato?
Avvocato Filastò: Be', sul punto della effettiva...
Presidente: Della falsa notizia?
Avvocato Filastò: Della corrispondenza della falsa notizia non ad un errore dei giornalisti...
Presidente: No, no...
Avvocato Filastò: ... ma ad un obiettivo indagatorio ben preciso che apparteneva al magistrato che, a quell'epoca, conduceva le indagini.
Presidente: Di sentire la Della Monica, al limite.
Avvocato Filastò: Al limite, anche...
Presidente: Bene.
Avvocato Filastò: Che sarebbe, tra l'altro, la strada più diretta.
Presidente: Bene.
Avvocato Filastò: Però anche i giornalisti, eh, perché anche loro hanno...
Presidente: Il Pubblico Ministero?
P.M.: Presidente, confesso che in tanti anni non...
Presidente: No, aspettiamo una cosa. Sulla produzione...
P.M.: (voce fuori microfono)
Presidente: Benissimo.
P.M.: ... una produzione mia che è, diciamo... che serve... ... il motivo per cui non ho opposizione. Direi che, per quanto riguarda la produzione di giornali, se sia stato un escamotage del P.M., se sia stato un caso, i giornalisti... direi, sentiamo pure il magistrato. Tra l'altro, così, gli chiediamo anche contezza di quel verbale di sopralluogo per il quale il P.M. dice che aveva avuto notizia che il Mainardi era sul sedile davanti. Però volevo fare un attimo una produzione io, a questo scopo. Che così, direi, permette di risolvere non solo l'andamento dell'udienza odierna in cui ci sono i testi citati ex 507, ma consente anche di, secondo me, inquadrare bene quelle che sono le dichiarazioni dell'Allegranti e, direi, le valutazioni che la dialettica del difensore ha contrapposto a quella del P.M. Allora, mi sembra che la produzione tenga a dire: 'guardate, che l'Allegranti era l'unico che poteva aver saputo qualcosa dal Mainardi.' Come loro avranno già visto nell'ammettere ex 507 tutti i testi citati oggi, proprio la dottoressa Della Monica, la quale nel verbale di sopralluogo dice che aveva saputo dai testi e dagli ufficiali di P.G. che il Mainardi era sul sedile anteriore, e invece l'Allegranti è l'unico che dice era sul sedile posteriore, cosa fece, secondo me, molto correttamente e per fortuna della chiarezza dei fatti? Sentì proprio tutti quei testi che loro hanno oggi citato ex 507. Quelle testimonianze sono in verbali, appunto, della dottoressa Della Monica del giorno successivo all'omicidio. E tutti questi testi che hanno indicato loro nell'articolo ex 507, sono persone che sostengono, e spiegano perché, di essere arrivati prima dell'Allegranti e di aver visto il Mainardi sul sedile anteriore. Per fortuna sono quattro, cinque persone. Ma non è qui il numero cinque contano più di uno, no. Non è assolutamente questo. È un discorso che sono persone che sono arrivate prima, spiegano il come e il perché il Mainardi era sul sedile anteriore. E direi li sentiremo oggi e, comunque, ci sono anche i verbali. Io ne ho fatto copia per il difensore, avvocato Filastò. Li offro anche alla Corte, perché, dovendo sentire questi testi, potrebbe essere necessario anche alla Corte. Ma comunque al P.M. eventualmente adoprare i verbali di allora per eventuali ricordi dei testi, o comunque eventuali contestazioni. Io direi, però, che il dato fondamentale che tutte queste persone arrivate prima dell'Allegranti, spiegano perché sono arrivati prima, perché l'orario non è, secondo loro - ma lo dicevano già allora - quello delle 11.25. Ma siamo ben dopo la mezzanotte, in cui intervenne l'ambulanza. Ma sono persone che spiegano di aver visto prima dell'Allegranti il Mainardi. Allora, la tesi difensiva che l'Allegranti è l'unico che potrebbe essere stato destinatario o di minacce, o del messaggio che il "mostro" avrebbe chiamato lui, signori, è un discorso che è da valutare. Perché ci sono sette-otto persone che potrebbero essere state, a loro volta, oggetto di messaggi. Quindi, un "mostro" ipotetico che telefonava all'Allegranti, sapeva benissimo che lì c'era un 50 persone. Quindi, telefonando ad uno solo, lasciava il tempo che trova. 10 ce... e poi discussione, ma di fatto mi ha indotto il difensore a venire su questo argomento. Il discorso della burla, o quel che è, nei confronti dell'Allegranti, io credo di averlo dimostrato con le contestazioni che ho fatto all'Allegranti l'altro giorno. Quindi non ho nessun problema, anzi, sono remissivo alle produzioni, remissivo a sentire la dottoressa Della Monica. Ma comunque i fatti parlano da soli. E ci sono, per quello che riguarda il contesto di quel sopralluogo, degli atti: ben venga, eventualmente, la sua deposizione in quest'aula.
Presidente: Senta, sulla produzione di questi giornali, le altre parti che cosa dicono?
Avvocato Pellegrini: Remissivi, Presidente.
Avvocato: Remissivi.
Presidente: Anche della difesa? La Corte, ovviamente, su questa produzione, su queste istanze ex articolo... si riserva di provvedere quando poi sarà, a breve, quando poi faremo l'ordinanza per tutte le prove, diciamo, riservate. Allora, può venire il primo teste, ora.
Avvocato Filastò: Scusi Presidente, io, siccome per un teste ho bisogno di queste cose, volevo sapere se poi, questo libretto "Speranza di vita" di Alessandra Bartalesi, è stato acquisito oppure no.
Presidente: Come?
Avvocato Filastò: Volevo sapere...
Presidente: No, ci siamo riservati di provvedere, su questo punto.
Avvocato Filastò: Beh, io però, nell'esame della signora Bartalesi, ne farò menzione.
Presidente: Lo può utilizzare, come no.
Avvocato Filastò: Bene.
Presidente: Io credo non ci sia difficoltà a...
P.M.: Nessun problema. Non so la rilevanza, mi riservo l'opposizione al momento in cui...
Presidente: Appunto, eh.
P.M.: …sarà posta la domanda.
Avvocato Filastò: La rilevanza, la vedrà...
P.M.: Appunto.
Segue...

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