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mercoledì 24 settembre 2014

Alberto Corsi - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 11 dicembre 1997 - Dodicesima parte

Segue dall'undicesima parte.

P.M.: Senta ancora una cosa, e sia Lotti che Vanni – nel corso dell'interrogatorio durante le indagini - hanno riferito che hanno parlato a lei, in condizioni diverse, con dovizie particolari di cui si è parlato anche in questo dibattimento, di una lettera che ha ricevuto. Avrebbe ricevuto il Vanni dal Pacciani, nel quale, abbiamo saputo in questo dibattimento, da alcune dichiarazioni di diversi testi, un certo contenuto minaccioso. Di questa lettera, sia Lotti che Vanni, dicono hanno dato notizia a lei e lei si sarebbe prodigato in consigli. Lei di questa lettera...
Alberto Corsi: Non è vero quello che dice il Lotti, perché l'ho seguito anch'io il processo. Non è vero quello che dice il Lotti, questo è falso. Comunque di questa lettera riconfermo che nella maniera più categorica, Vanni non me ne ha mai parlato, né di lettera, né di minacce.
P.M.: Però io le volevo far presente che lo stesso Vanni ha ammesso di avergliene parlato.
Alberto Corsi: Eh, bontà sua poveretto. Poi si vedrà perché.
P.M.: Eh?
Alberto Corsi: Si vedrà perché, forse gli conviene dire così.
P.M.: Sì, ho capito...
Alberto Corsi: Come, no? Me lo chiede a me, io non lo so. Questo lo chieda al Vanni, questo io non lo so.
P.M.: Non mi hanno concesso... va be', non ha importanza.
Alberto Corsi: Appunto.
P.M.: Io le chiedo soltanto, facendole presente questo, lei dice bontà sua... eccetera. Lei, le richiedo, lei dice: 'il Vanni... il Lotti dice il falso', quindi anche il Vanni dice il falso. Lei di...
Alberto Corsi: No, no, un momento dottore. Io ho seguito il processo...
P.M.: Io le chiedo...
Alberto Corsi: La giuria ha seguito il processo. Il Lotti non ha detto che m'ha fatto vedere la lettera, lo dice lei ora questo. Il Lotti presume, pensa, intuisce che m'abbia fatto vedere la lettera.
Presidente: La domanda è se lei ha visto la lettera.
P.M.: Capito? È diversa la domanda.
Presidente: ... di cui parla il Lotti.
Alberto Corsi: Non l'ho mai vista.
Presidente: Lotti parla di una lettera, glielo dico io. Parla di una lettera che il Vanni avrebbe ricevuto dal Pacciani. Lui non ha letto la lettera.
Alberto Corsi: Sì, io...
Presidente: Lui avrebbe detto: 'va' da chi se ne intende, valla a far vedere a chi se ne intende', riferisce lui, il Lotti. Ora il Pubblico Ministero vuol sapere da lei se lei ha visto una lettera che il Vanni...
Alberto Corsi: Signor Presidente, escludo nella maniera più categorica di aver visto una lettera e che il Vanni mi abbia parlato di questa lettera. Questo nella maniera più categorica, una volta per sempre, come ho già ribadito ottobre '95...
Presidente: Stia tranquillo, non si agiti.
Alberto Corsi: Dottore, l'è due anni che sono sotto pressione.
Presidente: Lo so.
Alberto Corsi: Un pochino mi faccia sfogare anche. 
(voci sovrapposte)
Alberto Corsi: Non nei vostri confronti, né nei confronti del dottor Canessa. E con me il dottor Canessa è stata una persone squisita, perché venne a farmi la perquisizione, c'avevo tre bambini in casa, insomma, si mise a parlare con loro. Questo io voglio...
Presidente: Il dovere è dovere.
Alberto Corsi: Appunto.
Presidente: Prego, Pubblico Ministero.
P.M.: Sì. Dal momento che lei dice: 'conosco gli atti e mi sono documentato ', lei ha visto che con limature diverse, io non voglio mettere le parole, il Vanni riferisce lo stesso argomento. Io le chiedo, alle dichiarazioni che fa Vanni, lei cosa risponde: non è vero nemmeno ciò che dice Vanni?
Alberto Corsi: Alle dichiarazioni che fa il Vanni credo che ci sia stato qualche cattivo consigliere - non mi riferisco alla Procura - che gliele ha fatte fare. Qualche cattivo consigliere gli ha fatto fare queste dichiarazioni. Il cattivo consigliere può essere un detenuto, compagno di cella del Vanni...
P.M.: Ma lei lo sa questo qui, o è una sua supposizione?
Alberto Corsi: È una mia supposizione.
P.M.: Ah, bene, bene. Siccome lei dice...
Presidente: Va be'.
P.M.: ... cattivo consigliere, detenuto... è una sua...
Alberto Corsi: Poi ve lo spiegherà l'avvocato Zanobini.
Presidente: Scusi, avvocato Corsi, è arrivata l'acqua. Per cortesia, portategli un po' d'acqua.
Alberto Corsi: Grazie, grazie.
Presidente: Stiamo calmi, non c'è bisogno di adirarsi.
Alberto Corsi: Domando scusa. Sono io che...
P.M.: Prego, prego.
Presidente: Insomma, io capisco perché... sa.
P.M.: Non è mica semplice dover stare due anni a aspettare di poter chiarire questo, ce ne rendiamo tutti conto.
Presidente: Prego, Pubblico Ministero.
P.M.: Io vorrei, così allentiamo un attimo l'argomento.
Alberto Corsi: No, no, vi domando scusa. Ma però non ho mica detto tanto, ho avuto un tono bruttino, da sancascianese. 
(voci sovrapposte)
Presidente: No, ma nulla di preoccupante. Stia tranquillo, non è stato nulla di preoccupante. Più che altro è stato per prevenire, anche per la sua… diventa rosso, la sua pressione che sale.
P.M.: Ad esempio...
Presidente: Non so se ha problemi di pressione, però.
P.M.: Ad esempio - come contestazione ovviamente - vorrei leggere il passo che il Vanni nelle sue dichiarazioni, queste sono verbalizzate, dice: "È vero che l'avvocato Co...". Prima spiega la lettera. Vanni a domanda dice: “È vero che l'avvocato Corsi lesse la lettera. Io la stavo leggendo lì in paese, o al Bar Italia in piazza. È capitato il Corsi che, visto che avevo ricevuto la lettera, mi chiese di leggerla. La lesse e poi mi consigliò di strapparla e io dopo la strappai e la buttai via”.
Presidente: Questa è la versione del Vanni. Lei dice che non è vero nulla.
P.M.: Questa è la versione...
Alberto Corsi: Dottore, io se vedo uno leggere una lettera, anche se vedo mia moglie, non le chiedo di farmi vedere la lettere come dice il Vanni. Insomma, codesto l'ha detto il Vanni, va bene, ma io non lo chiederei nemmeno a mia moglie di farmi vedere una lettera che riceve.
P.M.: Sì, però il contesto è che gliela fanno, secondo il contesto ricostruito...
Alberto Corsi: Contesto, però gl'è ricostruito codesto, non è proprio... codesto l'è la trascrizione.
P.M.: Me la lasci...
Alberto Corsi: Lo so, dovrebbe leggere la trascrizione. Codesta è la trascrizione, dovrebbe leggere... Perché sono preparatissimo anch'io in questo processo, come lei.
P.M.: Ma io guardi...
Presidente: Avremo la trascrizione, non si preoccupi.
P.M.: Non si preoccupi.
Alberto Corsi: Sta parlando riassunto, codesto è riassunto. Bisognerebbe leggere l'altro.
P.M.: Sì, mi scusi.
Alberto Corsi: Io c'ho il mio avvocato che mi brontola sempre, comunque chiedo scusa anche a lui.
P.M.: Il concetto è che, al di là del pezzetto che io le ho letto, il contesto generale è che nei colloqui, così come ricostruiti in quest'aula, e la forma di ricostruzione sono i testi che abbiamo sentito, perché sono più d'uno che ne hanno parlato: ne ha parlato il Nesi; ne ha parlato la Bartalesi; ne ha parlato il Lotti; indirettamente, perché solo attraverso i verbali, ne ha parlato il Vanni. Capisce che il contesto in cui sarebbe stata a lei mostrata è un contesto ben specifico. Allora, al di là di...
Alberto Corsi: Scusi, dottore, non ho capitò. Il Nesi ha detto che mi è stato mostrato una lettera?
P.M.: No, mi scusi.
Alberto Corsi: Ah, no...
P.M.: La ricostruzione del contenuto di questa lettera è una ricostruzione che è stata fatta attraverso più testi. Allora, quando io le ho detto, guardi Vanni parla della lettera, le volevo dire, non è una lettera generica, ma è questa lettera qua. Lei dice: 'non mi ha fatto vedere nessun tipo di lettera'.
Alberto Corsi: Nessuna lettera, dottore, le dico nella maniera più categorica. Il Vanni non mi ha mai fatto vedere una lettera. Non solo non me l'ha fatta vedere, non me ne ha mai parlato perché non doveva venire a parlarmene a me, c'aveva già un suo avvocato quando ricevè la lettera. Perché la lettera voi avete accertato che è del novembre '91, questa lettera.
P.M.: Benissimo.
Alberto Corsi: Più o meno.
P.M.: Non glielo so dire...
Alberto Corsi: Prima che il Vanni uscisse. Sì, dagli atti risulta.
P.M.: No, mi scusi. Nessuno l'ha vista, quindi questa lettera agli atti non c'è.
Alberto Corsi: No, lasciai a un certo Ricci, che ha una memoria da Pico della Mirandola, il quale dice che era settembre del '91. La ce l'ha, no, nessuno l'ha vista.
P.M.: No, mi scusi, mi scusi, avvocato Corsi. Un attimino. Lei fa il suo mestiere, è giusto.
Alberto Corsi: No, io fo il mestiere qui. Il mio mestiere lo prendo in un altro modo.
P.M.: Tenga presente che se io le faccio delle contestazioni non può dire il Ricci dice il giusto, con la data e tutti...
Alberto Corsi: Dottore, l'è lei che mi nomina codeste persone. Io le rispondo su queste persone.
P.M.: Io il Ricci non gliel'ho nominato, quindi...
Presidente: Senta avvocato Corsi, lei faccia una cortesia, risponda alle domande e…
Alberto Corsi: Faccia le domande.
Presidente: No, non polemizzi, non polemizzi.
P.M.: Comunque è molto chiaro il discorso...
Presidente: Se vuole può anche non rispondere, può fare quello che crede.
P.M.: ... il discorso dell'avvocato Corsi. 'Non ne so niente'. Quindi io non ho motivo di insistere. Era solo per chiarimento e perché un aspetto di questo genere l'ha tirato fuori lo stesso Corsi. Lei ci può spiegare qualcosa di più, indipendentemente da quello che dirà, sicuramente in modo diverso e meglio, o non so come, il suo difensore, rispetto a questo sospetto che lei dice è stato mal consigliato il Vanni, o è una sua...
Alberto Corsi: È una mia supposizione.
P.M.: Supposizione. Sulla base di qualche elemento?
Alberto Corsi: Mah, sulla base di elementi che sono già agli atti, forse.
P.M.: Sì, allora ce li dice…
Alberto Corsi: Perché quando... Un elemento è questo. Mi faccia riprendere il filo. Cioè, io direi... Mi rifà la domanda, per favore?
P.M.: La domanda è quella...
Alberto Corsi: Sì, me la rifaccia.
P.M.: Lei come fa a pensare che è stato qualcuno che ha mal consigliato il Vanni?
Alberto Corsi: Bisogna rispondere uno a uno. Per esempio, c'è il signor Lotti Giancarlo che dice che io sarei stato a delle cene di partito - mi sbaglio, l'ha detto? - del Movimento Sociale Italiano. Io purtroppo, oggi non si fa una bella figura, io sono sempre stato socialista. Oggi aver questo insomma, c'è un altro punto in meno. Sono sempre stato socialista, sono stato anche consigliere comunale socialista. Quindi non credo di aver mai partecipato a nessuna cena.
P.M.: Scusi. Scusi, avvocato Corsi. Allora, forse, ora si sta prendendo un'altra strada. Lei, cortesemente, può rispondere alla domanda che le ho fatto io, indipendentemente dalle cene?
Alberto Corsi: Se me la fa precisa.
P.M.: Sì, ma... La domanda è questa.
Alberto Corsi: Mi faccia la domanda precisa.
P.M.: Allora gliela rifaccio. Lei ha detto poco fa, dice: 'il Vanni ha fatto quelle dichiarazioni perché, penso io, è stato male imbeccato'.
Alberto Corsi: Oppure gli conviene, oppure s'è imbeccato da sé.
P.M.: Ah, ecco, vede...
Alberto Corsi: S'è accorto che gli conviene.
P.M.: Se si è imbeccato da sé è diversa.
Alberto Corsi: Quando dico imbeccato, non dico la Procura.
P.M.: No, no.
Alberto Corsi: Volevo chiarire questo, eh. Né alla Polizia, eh.
P.M.: Io guardi, per fortuna la legge ci chiede di registrare tutto, sicché.
Alberto Corsi: Ecco, appunto.
P.M.: In quest'aula stiamo registrando, forse anche filmando. Si figuri come siamo contenti di farlo pubblicamente.
Alberto Corsi: E nemmeno all'avvocato Filastò, perché lui non c'era.
P.M.: Sì, ma... Scusi, eh. Io le dico, lei ci sta dicendo: 'l'hanno imbeccato, sarà stato un altro detenuto, o s'è imbeccato da solo perché vede che gli conviene'...
Alberto Corsi: Questo lo penso. Oppure ha capito che gli conveniva far così.
Presidente: Va be'.
P.M.: Allora la domanda è: ha elementi specifici? No.
Alberto Corsi: Non ho elementi specifici.
P.M.: Bene. L'ultima domanda, perché è solamente per chiarimento della raccomandata, così la Corte non ha problemi nel capire. È una raccomandata, che io le mostro, che lei ha inviato e che è relativa a ricerche che lei ha fatto sul rapporto professionale fra lei e il Lotti, dico bene?
Alberto Corsi: Sì, sì.
P.M.: La vuole guardare?
Alberto Corsi: No, no, va bene, la conosco a memoria.
P.M.: Sì, ho capito. Siccome io la produco.
Alberto Corsi: Sì, sì, no. Va bene, l'ha già prodotto poi fra l'altro, c'è già.
P.M.: Bene. Presidente, io non ho altre domande.
Presidente: Prego. Altre parti? Parti civili? 
Avvocato: Nessuna domanda. 

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