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lunedì 16 dicembre 2013

Paola Fanfani - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 04 ottobre 1997 - Prima parte

Presidente: Il Vanni? Allora, vedo che manca una telecamera in fondo all'aula, ce n'è una alle mie spalle; ricordo al telecameraman, come si chiama non so, di non riprendere la Corte dalle spalle. La Corte può essere ripresa solamente frontalmente. Pare che non sia avvenuto questo nelle immagini della scorsa udienza. C'è, in tal senso, anche l'ordinanza ammissiva delle telecamere in aula all'inizio del processo. Allora, vediamo un po' la difesa come sta. Vanni Mario, presente. Difeso dall'avvocato Antonino Filastò. Bagattini per Faggi, che continua ad essere assente. Bertini con Lotti, che è presente. Zanobini per Corsi, che non c'è, vero? 
(voce fuori microfono) No, Presidente.
Presidente: Per le parti civili. Saldarelli? Niente. Allora, c'è Curandai.
Avvocato Curandai: Sì.
Presidente: Poi c'è Pellegrini. C'è Colao. Le altre parti sono rappresentate dall'avvocato Curandai, se non c'è incompatibilità. Va bene, avvocato Curandai?
Avvocato Curandai: Sì, Presidente.
Presidente: Poi vedrà che piano piano arrivano tutti. Allora, preliminarmente informo che l'avvocato Pepi, che era difensore del Vanni, ha fatto pervenire un'istanza di rinuncia all'incarico. Da una sua motivazione, chi ha interesse, la può prendere in visione dalla segretaria. Va bene, allora si può riprendere l'udienza. Pubblico Ministero, cosa abbiamo stamattina?
P.M.: Abbiamo diversi testi, per l'esattezza dovrebbero essere sei.
Presidente: Voce.
P.M.: Dicevo, devo solo accendere... Abbiamo diversi testi, io ne ho citati sette, addirittura, che sono presenti. Alcuni saranno introdotti tramite la testimonianza del maresciallo Minoliti, che è il comandante della Stazione di San Casciano, e riguardano la questione della testimonianza fornita in dibattimento da Butini Fabrizio, in relazione a quell'episodio di omosessualità che c'è stato raccontato a riscontro di queste sue caratteristiche personali. Prima ho, comunque, alcuni dei familiari di Pucci Fernando, e per l'esattezza, la cognata e la sorella. Vorrei cominciare con Fanfani Paola.
Presidente: Allora, informo l'avvocato Filastò, perché l'avvocato Filastò non c'era nelle scorse udienze, che è stato sentito Butini... non mi ricordo il nome...
P.M.: Fabrizio, Presidente.
Presidente: Fabrizio, il quale sui rapporti, diciamo, omosessuali con il Lotti ha negato la circostanza. È importante sapere se ha detto la verità o non ha detto la verità per, a sua volta, poi determinare l'attendibilità del Lotti, e tutto il resto. Sono testi non indicati nella lista, quindi dovrebbero essere ammessi in base all'articolo 507 dalla Corte. La Corte è informata di questa situazione, è già d'accordo nel sentirli. Se siete d'accordo, li sentiamo oggi... 
P.M.: Sono già qui.
Presidente:  ... e se no, si rinvia alla fine. Come volete, però vanno sentiti. Bene. Come si chiama lei, signora?
P.F.: Fanfani Paola.
Presidente: Fanfani Paola. Dove è nata?
P.F.: A Xxxxxx
Presidente: Quando?
P.F.: Il XX/XX/XX
Presidente: Residente?
P.F.: A Xxxxxx
Presidente: Legga la formula che è davanti a lei.
P.F.: Leggo?
P.M.: Sì, sì.
P.F.: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.
Presidente: Signora, lei è venuta per riferire alcune circostanze che sono a sua conoscenza. Mi raccomando dica la verità.
P.F.: Senz'altro.
Presidente: Sa che i testi falsi o reticenti, quelli che tacciono la verità son perseguibili penalmente, quindi, nel suo interesse, ci dica tutto quello che sa. Bene, Pubblico Ministero può partire.
P.M.: Grazie, Presidente. Signora, può spiegare innanzitutto il suo grado di parentela con Butini Fabrizio?
P.F.: Con...?
P.M.: Chiedo scusa, chiedo scusa, veramente. Con Pucci Fernando.
P.F.: Sono la cognata.
P.M.: Quindi, lei ha sposato il fratello.
P.F.: Sì.
P.M.: Il signor Valdemaro Pucci.
P.F.: Sì.
P.M.: Senta, da quanto tempo lei conosce Fernando?
P.F.: Da quando ero bambina, perché sto nello stesso paese, sicché.
P.M.: Ecco, abitava già da ragazza a Montefiridolfi.
P.F.: Sì, sì.
P.M.: Quindi, che età ha oggi Fernando?
P.F.: Non me lo ricordo. Mi sembra...
P.M.: Cinquant'anni, circa.
P.F.: No, più Fernando.
P.M.: Di più.
P.F.: Eh sì. L'avrà sessantaquattr'anni, mi sembra.
P.M.: Bene.
P.F.: Non son sicura dell'età.
P.M.: Sì, sì, poi lo verifichiamo. Quindi, lei lo conosce fin da ragazzo. Invece lei l'ha conosciuto di vista o personalmente, Lotti Giancarlo?
P.F.: Sì, sì.
P.M.: Anche lui da tanto tempo o in tempi recenti?
P.F.: Da quando l'era amico del mi' cognato.
P.M.: Ecco, la sa localizzare nel tempo questa amicizia? Cioè, è un'amicizia remota, da quando erano giovani, abitavano...
P.F.: Ma non penso, da quando ero giovani, da... 'un so quando... sa ora le cose io...
P.M.: Tanti anni, eh, diciamo così. Da tanti anni.
P.F.: Insomma, da tanti anni, sarà stato una diecina d'anni conoscevo Giancarlo.
P.M.: Lei. E da...
P.F.: Il mi' cognato...
P.M.: Ecco, da quanto si conoscevano con Fernando, lo sa?
P.F.: Non lo so. Questo non lo so. Io quando l'ho cono... l'ho conosciuto quando veniva a prenderlo a Montefiridolfi, poi, se prima poi si conoscevano e lui partiva da San Casciano... 
P.M.: Non lo sa.
P.F.: ... io 'un glielo so dire.
P.M.: Senta, lei dice l'ha conosciuto quando veniva a prenderlo a Montefiridolfi, perché erano amici, uscivano insieme?
P.F.: Sì.
P.M.: Questo lo ricorda. Veniva il Lotti Giancarlo in macchina, andavano...
P.F.: In macchina, sì.
P.M.: Sa dove andavano?
P.F.: Dove andavano?
P.M.: Sì.
P.F.: No, io dove andavano 'un lo so.
P.M.: Non lo sa. Sa... queste uscite erano sia di giorno che di sera?
P.F.: Ma anche quello io 'un ni posso di' niente. Di giorno son più sicura, di sera no.
P.M.: Non lo sa. Il Fernando abita, o abitava con voi? Cioè...
P.F.: No, Fernando c'ha una casetta per conto proprio, vicino a noi.
P.M.: Vicino a voi. In questa casa abita da solo lui.
P.F.: Sì.
P.M.: Per quello che riguarda invece le sue necessità, lo aiutate voi o fa tutto da solo?
P.F.: No, a mangiare viene da me e dalla sorella. La sorella, poi, la pensa a accudirlo.
P.M.: Ho capito. Lui ha qualche hobby, qualche attività lavorativa, fa qualcosa?
P.F.: Ma, gl'aggeggia, 'un è che c'abbi...
P.M.: Ecco. In questo significato "aggeggia", cosa vuole dire?
P.F.: Che lavorucchia così. Fa un po' d'imbian... imbianca se s'ha bisogno noi d'imbiancare la casa. Oppure fa un po' di falegname, roba di' genere.
P.M.: Per gli amici, per i conosc...
P.F.: Per noi, più che altro. Per noi di casa, ha capito?
P.M.: Per voi di casa.
P.F.: Anche per gli amici. Qualche volta se gli dicano: 'vieni a imbiancare', va, ecco.
P.M.: Certo. Quindi lui si... in questi lavori, diciamo, artigianali...
P.F.: Sì, preciso, sì.
P.M.: Senta ancora una cosa. Lei ricorda quando Fernando le raccontò qualcosa, così lei ha riferito, in merito a quel che aveva visto a Scopeti? Ricorda questo episodio?
P.F.: Me lo ricordo.
P.M.: Ce lo vuole spiegare come andarono le cose?
P.F.: Ero a tavola a mangiare e avevano fatto vedere in televisione tutto quel... io gli domandai: 'ma te Ferna...'
Presidente: Scusi, quando avvenne questo? Quando avvenne questo?
P.F.: Che me lo disse?
Presidente: Eh.
P.F.: Me lo ricordo benissimo, fu il giorno che ci fu la scarcerazione di Pacciani. Però la scarcerazione fu la sera, e lui me lo disse a mezzogiorno. Sicché io il giorno preciso 'un glielo posso dire.
P.M.: Era esattamente il 13 febbraio, a vedere dal verbale.
P.F.: Ecco.
P.M.: Del 1996, l'anno scorso.
P.F.: Sì, può darsi.
P.M.: Cosa raccontò, non la televisione, ovviamente, cosa raccontò Fernando?
P.F.: Mi raccontò che gl'aveva visto. Io gli domandai, ora le parole precise, come c'è scritto costì, 'un gliele posso dire.
P.M.: No, ci dica cosa ricorda lei, o meglio...
P.F.: Mi ricordo che mi diss...
P.M.: ... cosa le disse Fernando.
P.F.: S'erano fermati lì agli Scopeti, per fare dei bisogni suoi, e videro, tutto, insomma. Lui mi disse che aveva visto tutto. E io gli domandai anche 'ma come t'ha' fatto a vederli?' 'C'era il chiaro di luna' mi disse - 'c'era la luna e si vedeva benissimo'. Io,l'unica volta che c'ho parlato, l'è stata questa, m'è rimasto...
P.M.: L'unica volta che ha parlato di questo argomento.
P.F.: Di queste cose con lui, sì. Me lo disse da sé, spontaneamente, ecco.
P.M.: Di suo.
P.F.: Sì.
P.M.: Spiegò perché non l'aveva detto prima?
P.F.: No. No.
P.M.: E come mai lo disse a voi? Era stato sentito dalla Polizia.
P.F.: Era stato sentito dalla Polizia, forse quel giorno gli venne di dircelo anche a noi. Alla Polizia, penso, glielo aveva già detto.
P.M.: Glielo ha detto in precedenza. Quando raccontava che aveva visto tutto, per caso, disse o no, che lui voleva andare dai Carabinieri, quella notte?
P.F.: Sì, disse anche questo.
P.M.: E come mai non erano andati?
P.F.: Non erano andati perché il Lotti gli aveva detto di non andare.
P.M.: Lei ricorda, quando diceva: 'abbiamo visto tutto', o 'ho visto tutto', cosa aveva visto dell'omicidio?
P.F.: Che aveva visto tagliare la tenda con un coltello, mi disse, e sparare.
P.M.: Le disse chi aveva tagliato e chi aveva il coltello e chi aveva la pistola?
P.F.: Sì, mi disse anche questo.
P.M.: Ce lo vuole dire anche a noi, oggi?
P.F.: Mi disse: Mario Vanni.
P.M.: Aveva il coltello.
P.F.: Sì.
P.M.: E la pistola?
P.F.: Il Pacciani.
P.M.: Le disse anche se dopo, o durante questo episodio, lui e il Lotti erano stati minacciati dai due?
P.F.: No, a me questo non me lo ha detto.
P.M.: Non glielo ha detto. Su questo argomento, lei dice, non è più tornato? Lei non gli ha mai più chiesto nulla?
P.F.: No, non gli ho più chiesto nulla. Io gli ho chiesto: 'ma sei sicuro di quello che tu ha detto? '. E lui m'ha detto: 'sì, sono sicuro'.
P.M.: Senta ancora una cosa. Le ha raccontato se con il Lotti erano stati anche nei luoghi di altri omicidi, indipendentemente dall'avervi partecipato o meno?
P.F.: No, questo non me l'ha raccontato.
P.M.: Non ha detto se con Lotti era stato nella piazzola di Vicchio, nel millenovecento...
P.F.: No, questo...
P.M.: A lei non l'ha detto.
P.F.: No, a me non ha detto niente.
P.M.: Sa se lo ha raccontato a suo marito?
P.F.: Questo non glielo so dire.
P.M.: Lo dice suo marito.
P.F.: Ecco. 

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