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martedì 17 dicembre 2013

Paola Fanfani - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 04 ottobre 1997 - Seconda parte

Segue dalla prima parte.

P.M.: Senta, le ha raccontato Fernando che quando uscivano, andavano anche a spiare le coppie?
P.F.: Neanche questo mi ha raccontato.
P.M.: Non glielo ha raccontato. Lei, c'è un motivo per cui non è più tornata sull'argomento, o è lui, chiuso, che non ci vuole tornare?
P.F.: Cerco di non entrarci nell'argomento.
P.M.: Per la difficoltà.
P.F.: Ecco.
P.M.: Senta, lei dice: 'l'ho conosciuto da bambino, Fernando'. Ricorda se, quando l'ha conosciuto lei, i genitori di Fernando, di suo marito, erano vivi? Lei li ha conosciuti?
P.F.: No, il babbo non l'ho conosciuto perché erano piccoli quando è morto. La mamma, sì.
P.M.: Lei può ricordare quando è morta la mamma?
P.F.: Mi sembra nel '75.
P.M.: Quindi, Fernando era già grande.
P.F.: Sì, sì.
P.M.: Finché era viva la mamma, lui viveva con la mamma o viveva ugualmente con voi?
P.F.: No, no, con la mamma. Viveva...
P.M.: Con la mamma.
P.F.: ... con la mamma e un fratello.
P.M.: E un altro fratello.
P.F.: E un altro fratello, si.
P.M.: Che ora non abita con voi.
P.F.: No.
P.M.: Non abita a Montefiridolfi.
P.F.: No, non abita più...
P.M.: Senta, lei ricorda se, quando morì il babbo, o in un'altra occasione, il Fernando era stato per qualche periodo, da bambino, all'istituto Don Facibeni, o...
P.F.: Sì. Io non me lo ricordo, l'ho sentito dire da mio marito, dai familiari, insomma.
P.M.: Lui era andato all'istituto Don Facibeni quando era morto il babbo? È una domanda, eh, non lo so nemmeno io.
P.F.: No, 'un glielo so dire. Sì, penso proprio di sì, perché erano quattro figlioli tutti piccoli.
P.M.: Quindi...
P.F.: Lui aveva bisogno anche più di cure, sicché.
P.M.: Ecco, era andato all'istituto Don Facibeni, che è noto a Firenze, è un istituto dove vengono ricoverati...
P.F.: Però, io queste cose 'un...
P.M.: ... assistiti i ragazzi che hanno problemi familiari, ecco.
P.F.: Sì, sì.
P.M.: Questo lo ricorda...
P.F.: Questo l'ho sentito, ecco.
P.M.: Ecco.
P.F.: Perché io sono molto più giovane del mi' cognato, sicché...
P.M.: Giusto.
P.F.: ... 'un me lo ricordo, quando era piccino lui 'un me lo posso ricordare.
P.M.: Lei sa, per sentito dai familiari, che periodo c'è stato? Come mai poi la mamma l'ha ripreso?
P.F.: Non lo so questo, dottore, non lo so.
P.M.: Non lo sa. Lei sa se all'istituto Don Facibeni, il Fernando frequentava le scuole? Ha fatto qualche scuola o era...
P.F.: Penso di sì.
P.M.: Non ha sentito dire...
P.F.: Penso di sì, ma non lo so.
P.M.: Non lo sa. Benissimo. Sa se Fernando è stato ricoverato in istituti, in ospedali per malattie? O solo...
P.F.: In ospedale proprio no. Da quando lo conosco io, no.
P.M.: Mai.
P.F.: Prima, non lo so.
P.M.: Non lo sa. L'unica cosa che ha sentito dire è che era all'Istituto Don Facibeni.
P.F.: Sì, sì.
P.M.: Sa se lui ha ricevuto cure da qualche medico in particolare, qualcuno che lo ha assistito? Se conosce qualcuno, non il medico di famiglia, per la sua malattia o per quei problemi che lei dice questo ragazzo ha avuto da ragazzo?
P.F.: Non lo so questo.
P.M.: Non lo sa. Da quando lo conosce lei, sa se è assistito in qualche...
P.F.: Da qualche dottore?
P.M.: Sì.
P.F.: Non penso.
P.M.: No. Quindi, se...
P.F.: Lui fa la su' vita tranquillamente.
P.M.: Fa la sua vita. Medico generico ce l'ha, o non c'ha nemmeno quello?
P.F.: Sì, certamente, quello...
P.M.: Per il resto, fa la sua vita tranquillamente.
P.F.: Sì, sì.
P.M.: Senta una cosa. Negli atti è stato acquisito - è anche agli atti della Corte perché è sotto sequestro - una lettera inviata il 10 settembre del '96 dal Vanni, immutato, dal carcere a suo marito. Lei ha presente questa lettera?
P.F.: Sì, sì.
P.M.: La ricorda? L'ha letta?
P.F.: Non la capii, non s'è capita, nessuno.
P.M.: Ma, è negli atti. Suo marito si è sentito minacciato da questa lettera?
P.F.: Non credo.
P.M.: Non crede.
P.F.: No, no.
P.M.: Riceveva normalmente corrispondenza dal Vanni o era la prima volta?
P.F.: No, era la prima volta.
P.M.: Ecco, in questa lettera - è in atti - lui, fra tante cose che dice, dice: 'per queste due bestie ne ho passate tante, ma tu e tua moglie non ne avete colpa'. Questo è la sostan...
P.F.: Questo me lo ricordo, questo... Perché si capiva molto male questa calligrafia. Però questo me lo ricordo.
P.M.: Ecco, diceva che Lotti e suo cognato Sono due bestie e per colpa loro...
P.F.: Questo ora me lo ha fatto ricordare, sì. Questo me lo ricordo.
P.M.: Lo ricorda. Suo marito da questa lettera, dice,non si è sentito minacciato o impaurito.
P.F.: No.
P.M.: No, minimamente. Bene, grazie. Presidente, io credo, ritengo che questa lettera sia agli atti, perché è sotto sequestro, comunque qua ne ho copia, con... 
Presidente: (voce fuori microfono)
P.M.: Ecco, sì. Qui c'è la copia e c'è addirittura, per quelle che sono le difficoltà di lettura, ma è molto chiara, c'è anche una sorta di trascrizione fatta dalla Polizia. Io vorrei... 
(voce fuori microfono)
P.F.: Pucci Valdemaro.
P.M.: Senta una cosa. Fernando ha, in un certo periodo, ottenuto una pensione di invalidità per lavoro? Lei lo ricorda? Ricorda come avvenne? Se ne è occupata lei?
P.F.: No, se ne è occupata mia cognata, che ora verrà qui lei, spiegherà...
P.M.: Se ne è occupata sua cognata. Bene. E di chi fu l'iniziativa di chiedere questa pensione, lei lo sa?
P.F.: No.
P.M.: Non lo sa. Lei sa... Siccome questa pensione è stata rilasciata, almeno per quanto riguarda la motivazione che c'è sul documento, perché soffre di oligofrenia, almeno così si dice - poi noi abbiamo sentito dei consulenti che ci hanno spiegato a loro parere come è la questione - lei sa di quale malattia soffre in realtà suo cognato? Indipendentemente dalla vita che fa e lei ce l'ha spiegato, lei...
P.F.: Mio cognato non è come una persona... come tutti noi, però...
P.M.: Ecco.
P.F.: ... ora 'un gli so spiegare.
P.M.: Non me lo sa spiegare. Lei ci ha detto prima che comunque conduce una vita normale...
P.F.: Sì.
P.M.: ... nei termini che c'ha detto, e che non è assistito da nessuno. Non è che lui va tutti i giorni a un consultorio psichiatrico, prende...
P.F.: No, no.
P.M.: ... determinate medicine?
P.F.: Ci vuole un po' di pazienza, sia ben chiaro, dottore.
P.M.: Sì, sì, ma noi... almeno io l'ho conosciuto, ora lo facciamo conoscere anche alla Corte. "Pazienza" in che senso? Ci spieghi.
P.F.: Secondo le giornate un po' che gl'ha.
P.M.: Ce lo vuole spiegare?
P.F.: Gl 'è un po' più agitato, calmo, secondo. Sarebbe... insomma, come gli posso dire, una persona che soffre di qualcosa.
P.M.: Benissimo. Lei non sa dirci cosa? Lei, dal punto di vista medico, non ce lo sa spiegare.
P.F.: No.
P.M.: Lei ne ha visti gli esiti soltanto.
P.F.: Sì.
P.M.: Ecco, il massimo delle cose che lei ha visto, dice: 'in certi giorni è un po' più agitato'.
P.F.: Ecco.
P.M.: Ad esempio?
P.F.: Se si leva male la mattina. Ora può succedere a tutti.
P.M.: Signora, ma anche tutti ci leviamo male la mattina.
P.F.: Sì, sì.
P.M.: Volevo capire se c'è una differenza.
P.F.: No, qualche volta 'un ci si ragiona tanto bene, eh, se gl'è...
P.M.: Ecco, come mai?
P.F.: Scatta con nulla. Eh, come mai.
P.M.: Scatta con nulla, magari a una parola, a un discorso, o...?
P.F.: È nervoso, insomma.
P.M.: È nervoso. Per questo "nervoso", quello che chiama lei "nervoso", assume qualche farmaco o si calma da solo?
P.F.: Ma non credo che assuma nulla.
P.M.: Nessun farmaco. Io non ho altre domande, grazie.
Presidente: Parti civili?
Avvocato Pellegrini: Avvocato Pellegrini, parte civile. Lei ha detto che è nervoso, così, qualche volta risponde male, ci vuole pazienza. Ma capisce quello che dice, che gli viene detto? Nel parlare con voi, è persona che comprende...?
P.F.: Certamente, 'un è mica proprio da dire... certamente...
Avvocato Pellegrini: Ha solo questo carattere un po' scattoso.
P.F.: Sì.
Avvocato Pellegrini: Senta, quel giorno in cui riferì di aver visto, eccetera, lei l'ha già detto, che comportamento aveva? Era tranquillo, era agitato nel riferire a voi quell'episodio?
P.F.: Non era agitato.
Avvocato Pellegrini: Quindi lo disse con naturalezza?
P.F.: Come una confessione che si potrebbe dire a tutti.
Avvocato Pellegrini: Ecco, sì, come una confessione, quindi con un modo di fare sofferente, pentito; che atteggiamento aveva?
P.F.: Io questo 'un c'ho fatto caso. Io so che me l'ha detto e 'un c'ho fatto caso all'atteggiamento suo. Io sono stata a ascoltare, ma ora l'atteggiamento 'un...
Presidente: Sembrava tranquillo?
P.F.: Sì, sì.
Presidente: Quando espose queste...
P.F.: Tranquillo, insomma, tranquillo...
Presidente: Sì, va be', insomma...
P.F.: Sì, sì, come si parlerebbe ora.
Avvocato Pellegrini: In altre occasioni, suo cognato Fernando ha dato prova di raccontare cose per farsi grande, per darsi importanza?
P.F.: No.
Avvocato Pellegrini: Non ha mai avuto lei questo riscontro.
P.F.: No, assolutamente.
Avvocato Pellegrini: Quindi lo considera una persona sincera, per quello che...
P.F.: Io, sì.
Avvocato Pellegrini: Non ho altro. Grazie, Presidente. 

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