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lunedì 28 ottobre 2013

Paolo Vanni - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 14 luglio 1997 - Prima parte

Presidente: Allora, buongiorno a tutti.
P.M.: Buongiorno, Presidente.
Presidente: Ci sono: Vanni, avvocato Pepi; Fenies... Lotti non c'è oggi? 
Avvocato: No, Presidente.
Presidente: Allora, non comparso Lotti. Zanobini c'è. Le parti civili, anche. Allora, l'avvocato Curandai mi sostituisce le parti civili mancanti. Va bene? 
Avvocato Curandai: Bene.
Presidente: Pubblico Ministero, allora può fare entrare i suoi testi.
P.M.: Sì, vorrei sentire Vanni Paolo.
Presidente: Come si chiama?
P.M.: Vanni Paolo.
Presidente: Che è, fratello?
P.M.: No, è un nipote, figlio di una sorellastra, se non sbaglio.
P.V.: Grazie. Buongiorno.
Presidente: Vuole essere ripreso o no?
P.V.: No, perché...
Presidente: Eh?
P.V.: No, sono brutto. 
Presidente: Non vuole essere ripreso.
P.V.: No, possibilmente no.
Presidente: Lei è parente del signor Vanni e che tipo di parente.
P.V.: Sarei il nipote, io. 
Presidente: Come nipote?
P.M.: Nipote da parte di sua sorella, sorellastra.
Presidente: Cioè, sua sorella...
P.V.: La mia mamma è sorellastra di Mario.
P.V.: Sì, dice bene.
Presidente: Sorellastra, sì, va bene. Quindi la stessa mamma. Va bene. Senta, lei ha facoltà di non deporre. Vuol deporre, o no?
P.V.: Io certamente, io...
Presidente: Va be'...
P.M.: Ha già deposto, gli è già stato chiesto...
Presidente: Va be', dobbiamo avvertirla se vuol deporre o no. Lei dice di sì e depone. Bene. Allora, avvertito della facoltà, dichiara che vuol deporre. Benissimo. Pubblico Ministero...
P.M.: Grazie...
Presidente: Ah, no no, le generalità. 
Segr d'udienza: (voce fuori microfono) 
P.V.: Sono nato a Xxxxxx il XX/XX/XX. Risiedo a Xxxxxxx. 
Segr d'udienza: (voce fuori microfono)
P.V.: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.”
Presidente: Prego, Pubblico Ministero.
P.M.: Sì, grazie, signor Presidente. Signor Lotti... Signor Vanni, chiedo scusa...
P.V.: Buongiorno, signor Paolo, mi dica Dottor Paolo.
P.M.: Ah, ecco. Noi non ci conosciamo. È la prima volta che ci vediamo, dico bene?
P.V.: Non credo, ma comunque è lo stesso.
P.M.: Lei ha deposto davanti alla Squadra Mobile.
P.V.: Sì, si.
P.M.: Bene?
P.V.: Benissimo, va bene.
P.M.: Senta una cosa, innanzitutto può spiegare alla Corte qual è la sua attività? Che lavoro svolge.
P.V.: La mia attività ho una piccola trattoria in San Frediano.
P.M.: Lei, nella premessa, spiegava che il suo grado di parentela con l'imputato Vanni, deriva dal fatto che sua mamma e la mamma di Vanni erano sorellastre. È così? 
P.V.: No, il babbo.
P.M.: Il babbo, ecco.
P.V.: Cioè, il babbo...
P.M.: Il babbo era...
P.V.: Lo stesso babbo di Mario è il babbo della mia povera mamma.
P.M.: Ecco, ho capito. Senta una cosa: può spiegare innanzitutto che tipo di rapporti ha, in concreto, con suo zio, lei? Vi vedevate?
P.V.: Ci vedevamo saltuariamente. Purtroppo, vivendo a Firenze, abitando a Barberino, anche mia madre la trascuravo moltissimo. Ci vedevamo così, sporadicamente, non più di una volta al mese.
P.M.: Cioè, era il Vanni che veniva da lei, o era lei che andava a trovare il Vanni?
P.V.: Alle volte, andando a trovare mia madre, trovavo anche mio zio. Oppure, facendo il giro in paese, trovavo mio zio e... così, si parlava cinque minuti. Perché io sono sempre di fretta.
P.M.: È mai capitato che il signor Vanni Mario veniva da lei in questa trattoria, o a Firenze?
P.V.: Sì, sì, veniva... Veniva una volta al mese, forse meno. Insomma, quando capitava...
P.M.: Veniva giù a Firenze.
P.V.: ... veniva a trovarmi. Sì, sì.
P.M.: E veniva da solo, o aveva dei mezzi suoi, veniva in autobus...
P.V.: È sempre venuto da solo con l’autobus quando riusciva a prenderlo.
P.M.: Cosa vuol dire "Quando riusciva a prenderlo?”
P.V.: Perché alle volte non sapeva né gli orari né… trovava qualcuno che lo portava su e andava con qualcuno, insomma.
P.M.: Ho capito. Sa se c'erano altri motivi per cui veniva a Firenze lui?
P.V.: Oltre a venire a far visita a me?
P.M.: Sì.
P.V.: Mah, c'erano motivi, lui andava a fare una giratina, non so, verso via della Scala, o queste zone un po' così, per andare a cercare un rapporto femminile.
P.M.: Ho capito. Senta una cosa, lei sa che tipo di rapporti c'erano fra suo zio e il Lotti?
P.V.: No, non... Lotti lo conosco appena di vista. Credo una volta, quando lavorava lì in via del Campuccio, sia venuto anche a mangiare da me, però è un tipo che non ci ho parlato. Forse perché non parla lui. Io parlo, lui no, non lo so. Buongiorno e buonasera, ma non...
P.M.: Molto chiaro.
P.V.: ... lo conoscevo.
P.M.: Sa però, avendolo eventualmente saputo da suo zio, se erano in buoni rapporti fra loro?
P.V.: Erano in buoni rapporti. Spesso Lotti andava a mangiare, la domenica, a casa del mi' zio. Oppure andavano a mangiar fuori a ubriacarsi fuori...
P.M.: Addirittura lei, se non sbaglio, nel corso della deposizione che rese in Questura, diceva la stessa cosa, aggiungendo che erano in ottimi rapporti, per quel che ne sapeva lei.
P.V.: Per quel che sapevo io, sì.
P.M.: Quindi, lei sa, addirittura ha saputo che il Lotti andava a casa del Vanni a pranzo.
P.V.: A pranzo. A cena no, perché la sera erano bell'e pieni tutti, e non era più il caso.
P.M.: Ma questo fatto che erano 'bell'e pieni tutti', come dice lei...
P.V.: Sì, si riferisce a bere vino. Il mi' zio, il più dei giorni, la sera alle sei era bell'e a letto, perchè era bell'e...
P.M.: Ecco, siccome su questo aspetto poi non è che quelli che hanno deposto sono stati tutti concordi, volevo sapere da lei... Lei come lo sa, lo ha visto... lei dice lo vedeva di mattina, come fa a sapere che alle sei era 'bell'e pieno'?
P.V.: No, guardi, non mi contraddico. Lo vedevo di mattina, non l'ho detto. Lo vedevo alle volte, ho detto, quando capitavo a San Casciano. Non ho detto che lo vedevo di mattina.
P.M.: Senta, può focalizzare il periodo in cui lo vedeva così? Cioè, gli ultimi anni lo ha sempre visto, fin da quando lo conosce, sempre così brillo, o in un certo momento, negli ultimi anni, l'ultimo anno...
P.V.: No, più o meno è sempre stato amante di quelle bevute.
P.M.: Per quello che riguarda invece Lotti da cosa lo, se lo deduce o lo sa, che anche lui era sempre già brillo?
P.V.: No, no. Questo non è...
P.M.: Ah, ecco. Bene.
P.V.: Erano insieme, cioè, andavano a pranzo a casa, ma io…
P.M.: Però del Lotti lei non lo sa.
P.V.: No, no, questo no. Questo...
P.M.: Benissimo, benissimo.
P.V.: Questo non è...
P.M.: Senta una cosa: volevo che lei ci chiarisse, o chiarisse alla Corte, quel che ha già detto in merito a racconti fatti da suo zio a lei circa una lettera ricevuta da Pacciani.
P.V.: Sì.
P.M.: Eh? Come stanno le cose, o almeno cosa riferì a lei, se lei...
P.V.: Cosa riferì, sinceramente ci ho capito poco. Però mi disse che lui aveva ricevuto una lettera da Pacciani, dal carcere, nel qualche... non ho capito icche c'era scritto dentro, perchè non è riuscito a spiegarmelo. Comunque sembrava ci fosse qualcosa di... no che fossero i saluti, ma che poteva... E infatti io, come sempre, ho cercato di consigliarlo bene e gli dissi: 'Mario, portala al maresciallo'. Lui...
P.M.: Quindi le spiegò che era roba da Carabinieri? sennò...
P.V.: No. No, non me lo spiegò, ma...
P.M.: Ecco, ma come mai lei...
P.V.: Ma siccome c'era questa lettera dal carcere, non erano auguri, io dissi: 'meglio di tutto, portala al maresciallo'.
P.M.: Mi scusi, non erano auguri, allora che cosa fece pensare a lei che era bene portarla dal maresciallo?
P.V.: Il modo di parlare di Mario. Cioè, non...
P.M.: Dimostrava paura?
P.V.: 'Mi ha scritto que...' Mah, sì e no.
P.M.: Cioè? Ci vuol spiegare?
P.V.: Cioè, è un po' difficile, perché è un po' difficile riuscire a capire mio zio. È un po' difficile.
P.M.: Cosa capì lei, tant'è che lo consigliò di andare a...
P.V.: Ma io pensavo ci fosse scritto qualcosa di... sì, tipo minacce. Ma non lo so.
P.M.: Lei, se non sbaglio, dice...
P.V.: Non lo so, lo presuppongo. Io non...
P.M.: "Tanto che pensai che vi fossero contenute delle minacce". Poi lei dice: "non mi..."
P.V.: Lo ridico ancora.
P.M.: Ecco, lo ridice ancora. Perfetto.
P.V.: Mah...
P.M.: Dice: "Non mi riferì precisamente il contenuto, ma dal suo modo di fare" - è la stessa cosa che dice oggi, mi sembra - "e da come ne parlava, capii che, all'interno della lettera" - lei dice - "c'erano delle pressioni nei suoi confronti". Cioè, ci vuole spiegare meglio come capì, come mai lei capì questo...
P.V.: Dottore, abbia pazienza, io, più di questo, non glielo so spiegare. A parte che è passato tanto tempo, ma io, più di questo, non lo so spiegare, perché non l'ho recepito. Di conseguenza mi rimane difficile spiegarlo.
P.M.: Certo.
P.V.: Io, solo - questo son sicuro - che gli ho detto: 'vai a portarla al maresciallo, falla vedere al maresciallo'. L'unica cosa che mi è venuta in mente, no?
P.M.: Certo.
P.V.: Quando c'è un problema, vediamo un po'... È sempre una persona che scrive dal carcere. Cioè, poi insomma... sembrava...
P.M.: Lei sa che rapporti c'erano fra suo zio e Pacciani?
P.V.: No, assolutamente no, perché io non conoscevo nemmeno questo Pacciani;
P.M.: Sì, ma suo zio gliene ha mai parlato del Pacciani? 
P.V.: No, no, no.
P.M.: E allora, quando le parlò di questa lettera, lei capì che veniva da uno qualsiasi, o capì, o l'ha capito dopo chi era questo Pacciani? All'epoca cosa capì?
P.V.: L'ho capito, si conosceva tramite il paese, si conosceva che questo Pacciani aveva questa pena da scontare per certe cose. Dicendo...
P.M.: Ci può dire che cose sapeva lei, a quell'epoca?
P.V.: Eh, icché sapevo... quello che sapevano un po' tutti. Le accuse dello stupro alle figlie, non lo so...
P.M.: Ecco, era quell'epoca, era in carcere per quel motivo lì?
P.V.: A me pare di sì.
P.M.: Ecco.
P.V.: Sì, era per quel motivo lì.
P.M.: Lei quindi, quando le disse che la lettera veniva da Pacciani...
P.V.: Da Pietro, mi disse.
P.M.: Da Pietro, ecco. Lei capì chi era Pietro.
P.V.: Sì.
P.M.: Ecco.
P.V.: Capii da Pietro.
P.M.: Perché Pietro era per lei un suo amico, un amico di Vanni.
P.V.: Penso di sì. Non lo so, non lo potrei... Non li ho mai visti insieme, non li ho mai incontrati. Infatti io non conoscevo nemmeno Pacciani. 

2 commenti:

Omar Quatar ha detto...

sicuro che sia la data giusta?

Flanz ha detto...

No, infatti. Si tratta dello'udienza del 14 luglio. Date modificate. Grazie. F.

 
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