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mercoledì 18 settembre 2013

Walter Ricci - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 08 luglio 1997 - Terza parte

Segue dalla seconda parte.

Avvocato Zanobini: Avvocato Zanobini per l'avvocato Corsi. Senta, signor Ricci, lei ha saputo di queste lettere di minaccia?
W.R.: Sì.
Avvocato Zanobini: Dal Vanni, ha detto. E si ricorda all'incirca il periodo? L'anno? Ha un punto di riferimento temporale?
W.R.: No, ora come ora, no.
Avvocato Zanobini: Quindi non ricorda, nel modo più asscoluto, il periodo di tempo. '80, '90...
W.R.: Prima che fosse scarcerato il Pacciani, mi sembra quattro-cinque-sei mesi, un affare così.
Avvocato Zanobini: Ecco, benissimo. Sì, sì. E quindi, in questo periodo, il Vanni le parlò di questa lettera che gli era arrivata e che conteneva minacce.
W.R.: Sì.
Avvocato Zanobini: Vero? Oh, poi lei ha detto che - forse sempre in questo periodo, immagino, no? - le abbia detto che la doveva far vedere all'avvocato.
W.R.: ma lui mi disse che aveva ricevuto questa lettera.
Avvocato Zanobini: Sì.
W.R.: Mi disse c'erano delle minacce da parte del Pacciani, e che... Anzi, gli domandai: 'ma che c'è scritto, che minacce ti ha fatto, che... Fammela vedere'. 'No, no, non la fo vedere a nessuno, non la fo vedere a nessuno. Ora vo dall'avvocato e gliela fo vedere a lui', e basta.
Avvocato Zanobini: Ecco. Non le disse però da quale avvocato andava.
W.R.: No, questo no.
Avvocato Zanobini: Ecco. Quindi è lei che, diciamo, ha fatto una deduzione quando ha parlato dell'avvocato Corsi.
W.R.: Ma io, deduzione, deduzione mia, nel senso di dire: siccome tutte le cose...
Avvocato Zanobini: Ecco.
W.R.: Perché l'avvocato Corsi è anche mio avvocato, se c'ho insomma, qualcosa... vo dall'avvocato Corsi.
Avvocato Zanobini: Sì.
W.R.: E appunto, lui, con tutte le cose che ha avuto, sia in famiglia... andava sempre dall'avvocato Corsi. Presumo sia andato dall'avvocato Corsi.
Avvocato Zanobini: Ecco, è una cosa che...
W.R.: Però non lo so.
Avvocato Zanobini: ... lei ha presunto. Ho capito bene?
W.R.: Sì.
Avvocato Zanobini: Domanda: lei, dopo questo primo diciamo riferimento da parte del Vanni della lettera, ne ha avuto un altro? Voglio dire, qualche giorno dopo, ne avete riparlato di questa lettere. Lui gliene ha riparlato?
W.R.: No, no. Io...
Avvocato Zanobini: Quindi non gli ha nemmeno detto, per esempio: 'dopo sono stato dall'avvocato'.
W.R.: No, no.
Avvocato Zanobini: Lei, questo, non lo sa.
W.R.: No.
Avvocato Zanobini: Qualunque sia stato l'avvocato. Eh? Precisi, non gli ha detto: 'sono stato dall'avvocato, l'ho fatta vedere all'avvocato...'
W.R.: No, no.
Avvocato Zanobini: Senta, e appunto diceva che l'avvocato Corsi è anche, è stato il suo avvocato.
W.R.: Io so che...
Avvocato Zanobini: Di lei, Ricci, no?
W.R.: Sì, sì.
Avvocato Zanobini: Così come lo era stato del Vanni.
W.R.: Io ho avuto un paio di incidenti con la macchina e sono stato da questo avvocato Corsia.
Avvocato Zanobini: Ecco. Lei sa che praticamente tanti del paese di San Casciano erano...
W.R.: Mah, la maggior parte.
Avvocato Zanobini: ... la maggior parte va dall'avvocato Corsi.
W.R.: La maggior parte si va tutti lì, insomma, ecco.
Avvocato Zanobini: Giusto. Bene. E può dire quali erano, al di là dei rapporti professionali, cioè nei quali il Vanni era cliente dell'avvocato Corsi,. come lei era cliente dell'avvocato Corsi, quali erano i rapporti fra il Vanni e l'avvocato Corsi?
W.R.: Mah, queste.... La mi chiede una cosa...
Avvocato Zanobini: Paesani.
W.R.: Paesani, così.
Avvocato Zanobini: Ecco. Erano rapporti di amicizia, o erano rapporti di conoscenza?
W.R.: Ma come la intende l'amicizia lei, avvocato?
Avvocato Zanobini: No, penso ci dica come la intende lei.
W.R.: No, io...
Avvocato Zanobini: Voglio dire: lo, se sono amico suo...
W.R.: Ma se si va a prendere un caffè, così, perché ci si conosce in paese, che vuol dire, amicizia, oppure conoscenza?
Avvocato Zanobini: E quindi, per lei, quali rapporti, che tipo di rapporti erano?
W.R.: Di conoscenza, così come...
Avvocato Zanobini: Di conoscenza. Oh, benissimo.
W.R.: Poi, se erano amici in altre maniere, questo non lo so io.
Avvocato Zanobini: Per quello che a lei...
W.R.: No, per me, così, paesani.
Avvocato Zanobini: Ecco, benissimo.
W.R.: Di conoscenza, insomma.
Avvocato Bagattini: Sì grazie, signor Presidente. Signor Ricci, lei a proposito dei compagni di bevute di Pacciani e Vanni ha parlato del signor Lotti ; SI ricorda se vi fosse anche un certo maresciallo?
W.R.: Sì.
Avvocato Bagattini: Può dire come si chiamava, come si chiama?
W.R.: Eh, codesto non me lo rammento.
Avvocato Bagattini: Era un maresciallo lì di San Casciano?
W.R.: No, non era il maresciallo di San Casciano; stava lì e lo chiamavano “maresciallo", però...  
Avvocato Bagattini: Era un soprannome, o era effettivamente era la sua qualifica?
W.R.: lo credo fosse stato un maresciallo, proprio maresciallo; però se era...
Avvocato Bagattini: Dei Carabinieri?
W.R.: ... dell'Arma dei Carabinieri non lo so.
Avvocato Bagattini: Non lo sa.
W.R.: Non lo so.
Avvocato Bagattini: A lei risulta se Pacciani e Vanni e questo maresciallo in qualche occasione sono andati fuori da San Casciano per bere, mangiare?
W.R.: Sì, sì.
Avvocato Bagattini: Ricorda...
W.R.: Erano insieme.
Avvocato Bagattini: Queste tre persone.
W.R.: Sì.
Avvocato Bagattini: E si ricorda dove andavano?
W.R.: Mah, ora non lo so. Potranno essere: andati a Montefiridolfi, a Testa Lepre, o a Greve o all'Impruneta.
Avvocato Bagattini: Senta, in queste occasioni lei ricorda errili fungeva da autista?
W.R.: Questo maresciallo e Pacciani, perché la macchina il Vanni non ce l'ha mai avuta.  
Avvocato Bagattini: Ho capito. Senta, si ricorda se questo terzetto di persone a volte, almeno lei l'ha visto a ha saputo che fossero ubriachi?
W.R.: Mah, qualche volta, per dir la verità, imsomma, e l'erano.
Avvocato Bagattini: Lei nel '91 si espresse in termini più categorici, cioè a dire, riferisco, signor Presidente, dal verbale del 5 novembre 1991: "Il Pacciani e il Vanni ed il maresciallo erano spesso ubriachi. Andavano a bere e a mangiare insieme a Valigondoli, nonché numerose feste, sagre paesane della provincia, tipo Cerbaia, Montespertoli, Castelfiorentino, Greve, Impruneta, eccetera. Poiché il Vanni non aveva la patente della macchina, gli autisti di quelle scorribande erano il maresciallo, di cui non ricorda la macchina, ed il Pacciani". Lei conferma queste dichiarazioni?
W.R.: Sì, sì.
Avvocato Bagattini: Ecco, a proposito sempre di queste, che lei ha definito nel '91, "scorribande per bere e mangiare”, successivamente lei citò un episodio specifico, che ha qualche cosa a che fare con, diciamo, l'aver alzato un pochino troppo il gomito. Si ricorda se si verificò un incidente o qualcosa di questo tipo?
W.R.: Sì, mi sembra che andassero fuori con la macchina del Pacciani in un viottolo, in un fosso...  
Avvocato Bagattini: Io lo ricordo, è il verbale del 13 novembre 1991. "Ricordo una volta il Vanni mi raccontò che la sera prima, avendo un po' bevuto erano andati fuori strada con la macchina e che il Pacciani, mostrando notevole forza, riuscì a rimettere sulla strada la vettura, anche se penso aiutato dagli altri due".
W.R.: Benissimo.
Avvocato Bagattini: Quindi gli altri due erano il Vanni e il…
W.R.: 
Avvocato Bagattini: Bene, grazie. Nessun'altra domanda.
Avvocato Pepi: Avvocato Pepi. Senta signor Ricci, io vorrei sapere, perché non ho compreso bene, il tipo di rapporto che lei aveva con Mario Vanni; cioè se era un rapporto di frequentazione assidua, oppure se era di occasionale incontri tipo incontrandosi a un bar come La Cantinetta, o se viceversa avevate un modo di vita insieme.
W.R.: No, il modo di vita insieme io e il Vanni è semplicemente questo: che la sera io tornavo da lavorare e facevo la capatina a La Cantinetta, va bene - la fo tuttora - e si beveva un bicchiere di vino, ecco. E basta.
Avvocato Pepi: Quindi devo ritenere che gli incontri con Mario Vanni erano occasionali, nel senso che...
W.R.: È così.
Avvocato Pepi: ... non è che vi mettevate d'accordo, fo per dire: ci si vede alla tal ora a La Cantinetta.
W.R.: No, no.
Avvocato Pepi: Vi incontravate lì?
W.R.: Così, sì, sempre.
Avvocato Pepi: Ecco. Quindi sono incontri abbastanza occasionali. E quindi in questa situazione di occasionalità, il Vanni le avrebbe fatto queste dichiarazioni sia relative a una pistola che avrebbe visto, sia alle minacce contenute in una lettera.
W.R.: Si, ma queste non l'ha fatte personalmente a me, le ha fatte anche in pubblico, cioè alla Cantineetta.
Avvocato Pepi: Cioè? Avrebbe parlato a più persone di queste cose?
W.R.: Sì, mentre si era lì, così, a discutere in una maniera, o nell'altra.
Avvocato Pepi: Senta, ma visto che lei, fra l'altro, era anche in un certo qual modo quasi parente del Vanni, quando il Vanni le parlò di questa lettera contenente minacce, non gli chiese esattamente che cosa c'era dentro questa lettera?
W.R.: Gliele domandai, ma mi disse: 'no, no, non dico niente, non dico niente: mi minaccia'. E basta.  Avvocato Pepi: E poi lei non sa che cosa abbia fatto Vanni di questa lettera.
W.R.: No.
Avvocato Pepi: Comunque non le disse nemmeno in linea generale, il contenuto di questa lettera.
W.R.: Mi disse solamente che "quando sortirò fuori, te la farò pagare”. Ora, io,"pagare" in che senso, non lo so.
Avvocato Pepi: Senta, volevo sapere: quando Vanni le faceva queste rivelazioni così abbastanza importanti, in che situazione era? aveva già bevuto, il Vanni, stava bevendo?
W.R.: No, non era che si... era pienamente lucido.
Avvocato Pepi: Senta, lei conosce Giancarlo Lotti?
W.R.: Sì, così come... Così.
Avvocato Pepi: Lo conosce... Lui non è che lo conosca bene, insomma, di frequentazione.
W.R.: No, no, così.
Avvocato Pepi: Gli incontri al bar...
W.R.: Al bar, sempre.
Avvocato Pepi: Quindi lei - non lo so, se poi lo sa me lo risponde sì o no - sapeva mica che il Lotti aveva tendenze omosessuali?
W.R.: No.
Avvocato Pepi: Non lo sapeva proprio, o non se lo ricorda?
W.R.: Non lo so.
Avvocato Pepi: Ecco. Non ho altre domande. Grazie. Ecco, l'ultima cosa: il Lotti, anche lui, era una persona dedita a bere oppure no?
W.R.: Normale...
Avvocato Pepi: Beveva parecchio oppure no?
W.R.: Normale.
Avvocato Pepi: Normale.
Segue...

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