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giovedì 26 settembre 2013

Laura Mazzei - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 08 luglio 1997 - Seconda parte

Segue dalla prima parte

P.M.: Lei ha mai saputo da Vanni che era stato con Pacciani a Prato?
L.M.: Con Pacciani?
P.M.: A Prato.
L.M.: A Prato?
P.M.: In un bar, dove lavorava la fidanzata.
L.M.: La fidanzata di Pacciani?
P.M.: Sì. Lei ha riferito questo particolare.
L.M.: Sì, mi sembra una volta che lo raccontasse : 'sì, siamo stati vedere la fidanzata di...' dal di fuori, non so se poi entrarono; questo non lo so.
P.M.: Lei si è ricordata e così abbiamo... di un bar che poteva essere o a Prato o a Campi. Però .lei disse Prato.
L.M.: Sì.
P.M.: Poi, dice, forse Campi. Lei ha ricordi più precisi o...
L.M.: No, no. Un mi ricordo di preciso. O Prato o Campi, però non mi ricordo. Mah, cosa ho detto la volta...
P.M.: Ora, ne ha parlato anche nel processo precedente. Lei ha detto, l'altra volta: "Per quel che riguarda racconti..."
L.M.: Il posto di preciso...
P.M.: "... racconti di Vanni in merito a una visita fatta con Pietro Pacciani all'ex fidanzata di quest'ultimo che aveva un bar, ho un ricordo abbastanza vago" - quindi anche all'epoca era vago - ...
L.M.: Sì, sì.
P.M.: "... di questo tipo di ricordo che era lo stesso Vanni a fare questo racconto. Ricordo che erano stati in questo bar dove lavorava la fidanzata di Pietro ma non erano entrati. Mi sembra che dicesse che questo bar si trovava a Prato. È un ricordo un po' sfumato perché a volte mi sembra che dicesse che questo bar era a Campi".
L.M.: Sì.
P.M.: "Mi sembra di ricordare comunque che questo bar era a Prato o a Campi."
L.M.: O a Campi, sì.
P.M.: Io le volevo chiedere se di questo bar di Prato, perché un bar di Prato è venuto fuori in altri racconti di testimoni in questo processo, volevo chiederle se di questo bar di Prato aveva o di Campi, aveva qualche ricordo più preciso.
L.M.: No. No, no. Come le altre volte. Uguale, non mi ricordo di preciso.
P.M.: Senta una cosa, vorrei parlare di un altro argomento di cui lei ha già detto qualcosa.
L.M.: Sì.
P.M.: Quello se ha ricevuto confidenza da Vanni circa una lettera che il Vanni aveva ricevuto mentre Pacciani era in carcere.
L.M.: Sì, una volta sì. Mi disse...
P.M.: Dove era...
L.M.: ... scritto, e lo minacciava dicendogli: 'quando esco te la fo pagare', insomma così. Mi sembra di averlo già detto questo.
P.M.: Sì, sì. Lei ha detto anche signora, glielo leggo perché l'ha detto...
L.M.: Sì.
P.M.: ... nel processo...
L.M.: Sì, sì.
P.M.: ... e io chiedo quindi l'acquisizione ex 238 di questo verbale. Lei nel precedente processo ha detto: "Sì, una volta"... La domanda è quella della lettera: le viene chiesto di spiegare in che termini e lei dice: "Il contenuto era che il Pacciani una volta che sarebbe uscito, si sarebbe ribellato a Vanni perché Vanni aveva parlato troppo di lui".
L.M.: Sì.
P.M.: La domanda che le feci io l'altra volta, era:"Lo aveva minacciato di morte?" Lei risponde:!"Sì, minacciato" E aggiunge: "Dice: 'Quando esco di carcere ti sistemo io'".
L.M.: Sì, sì. E difatti...
P.M.: Io le chiedo di morte e lei risponde: "Sì di morte". Lei ricorda qualcosa di diverso da quello che ha detto, o le cose...
L.M.: No, no. Lo stesso, sì, sì.
P.M.: Senta una cosa: “Sa perché di questa minaccia?" Lei dice: "Perchè?" Il perché l'ha chiesto a Vanni, qual era il motivo di questa minaccia piuttosto grave sembra di capire.
L.M.: Mah, no. Io chiedere, mi sembra di no.
P.M.: Ma è una confidenza che le fece in un momento particolare!?
L.M.: No, no. Era venuto...
P.M.: Era tranquillo?
L.M.: Sì tranquillo. Era venuto così, a trovarmi come altre volte e mi disse: 'mi ha scritto questa lettera e io c'ho un pò paura perchè l'è un omo, ha visto è un omo forte...' cosi. Basta.
P.M.: Senta, sempre in quel dibattimento lei ha detto che il Vanni aveva timore di Pietro. Poi le chiesi io se le aveva mai parlato il Vanni del fatto che Pietro Pacciani avesse una. pistola.
L.M.: Una volta...
P.M.: È un racconto...
L.M.: Una volta lo disse. Però io se le son... se è vero oppure no, questo io non lo posso sapere. Lo disse...
P.M.: Lui le disse così.
L.M.: Sì. Disse la teneva rinvoltata in un panno bianco, così, in macchina. Poi, se è vera o non è vera, io questo non lo posso sapere.
P.M.: Lei non l'ha mai vista? È un racconto di Vanni.
L.M.: No, no. Mai vista.
P.M.: E quando parlava di questa pistola, diceva, dimostrava di avere paura del Pacciani?
L.M.: Sì, un pò sì.
P.M.: Ma lei sa perché il Vanni frequentava ugualmente Pacciani se ne aveva paura? Gliel'ha mai chiesto?
L.M.: No, l'era amico, cosi. Si trovavan bene assieme a quanto pare. Scusi, eh? Bevo.
P.M.: Prego, prego.
L.M.: Grazie.
P.M.: Lei sa che rapporti c'erano fra Vanni e Lotti in particolare?
L.M.: Mah, amicizia, così.
P.M.: Lei il Lotti lo conosce?
L.M.: Sì. Mah, non è... ho scambiato qualche parola proprio ne La Cantinetta, così, se mi sono fermata e c'era, ma pochissime parole. Io non è che...
P.M.: Perché è un tipo che parla poco o perché lei non ha avuto occasione?
L.M.: No, non ho avuto occasione, ma non è un tipo tanto aperto. Per me, per il mio vedere. Poi...
P.M.: Vanni ha mai parlato dei rapporti che aveva con Lotti?
L.M.: No.
P.M.: Una persona che si chiama Pucci Fernando di Montefiridolfi, la conosce?
L.M.: No, non lo conosco.
P.M.: Sa chi è, indipendentemente da una sua conoscenza prima dei fatti di questo processo?
L.M.: No.
P.M.: Lei ne ha mai sentito parlare come amico di Vanni e di Lotti?
L.M.: No, io no. Noi…
Presidente: Senta signora, lei ha parlato di una pistola di Pacciani, almeno a detta del Vanni.  
L.M.: Sì.
Presidente: Il Vanni ha mai parlato che voleva acquistare lui una pistola? Se è vero, non è vero e in che termini gliene ha parlato eventualmente?
L.M.: Quando me ne ha parlato, ora son tanti anni. È parecchio tempo fa. Però, ora un mi ricordo di preciso l'anno, insomma...
Presidente: E va beh. Che cosa gli ha detto?
L.M.: Dice...
Presidente: Cosa gli disse?
L.M.: Disse che c'aveva questa pistola, porto...
Presidente: No, no. Non la pistola del Pacciani.
L.M.: Ah.
Presidente: Se Vanni voleva, lui, avere una pistola.
L.M.: Ah, no.
Presidente: Voleva acquistare una pistola.
L.M.: No, no.
Presidente: Non sa nulla di questo?
L.M.: No, no.
Presidente: Senta, lei ha detto poi che in ultimo il Vanni aveva un rotolo di denaro, di banconote eccetera.
L.M.: Sì.
Presidente: E in ultimo, quando?
L.M.: Prima di essere arrestato.
Presidente: Prima di essere arrestato.
L.M.: Sì. Che era tutti i giorni ubriaco, questo non lo può negare perché... Teneva, andava a prendere i soldi, poi gli furono fermati da sua sorella, allora in banca non glieli davano più. Ma tutti i giorni aveva i soldi in tasca.
Presidente: Beh, teneva i soldi in tasca. Lei parla di rotoli.
L.M.: Sì, rotoli, mica venti milioni per volta, eh. Saranno stati due, tre. Io un gliel'ho mica contati, eh.
P.M.: Due o tre milioni, scusi?
Presidente: Sì, due o tre milioni.
L.M.: Sì.
Presidente: Bene. Se non ci sono domande, può andare. Grazie.
P.M.: Nessuna il P.M.
L.M.: Posso andare?
Avvocato Pepi: A questo punto scusi signora, avvocato Pepi, lei ha parlato di due o tre milioni, però non li ha contati. Quindi poteva...
L.M.: No.
Avvocato Pepi: ... potevano essere anche meno.
L.M.: Sì, certamente. Quello sì.
Avvocato Pepi: E anche di più.
L.M.: O anche qualche cosa di più.
Avvocato Pepi: Allora, mettiamo... ha detto cinque milioni, visto che ha detto due o tre milioni, mettiamone sette. Dicevo, signora, lei sa se dove li prendeva 'sti soldi: se li ritirava dalla banca dove aveva un conto?
L.M.: Certo. Avrà avuto...
Avvocato Pepi: Quindi, non li andava certo a rubare.
L.M.: No. Per 1'amor di Dio!
Avvocato Pepi: Quindi, dai suoi depositi regolari ritirava i soldi...
L.M.: Certo.
Avvocato Pepi: ... che non costituisce reato.
L.M.: Certo, li ritirava dove li aveva.
P.M.: Mi perdoni Presidente, un'ultima domanda a questo proposito.
Presidente: Sì.
P.M.: È una sua deduzione che li prendesse in banca? O lei ha visto che quel denaro l'aveva...
L.M.: L'aveva, l'aveva. Ho visto il libretto anche. Sicché questo, lo posso dire.
P.M.: Ha visto... mi scusi, ha visto il libretto dove erano stati fatti dei prelievi?
L.M.: Sì.
P.M.: Ecco.
L.M.: Dove li aveva e, giustamente, li toglieva da lì.
P.M.: Cioè, lei ha visto che nel libretto c'erano i prelevamenti?
L.M.: Ho visto che c'era ancora dei soldi, però non mi son messa a leggere quando li aveva prelevati e il giorno e l'ora...
P.M.: Però dal libretto ha visto che c'erano dei prelevamenti piuttosto cospicui?
L.M.: Mah...
P.M.: Cioè, siccome lei ha detto all'avvocato, a domanda dell'avvocato Pepi che quei soldi li prendeva in banca.
L.M.: Sì.
P.M.: Io le chiedo: è una sua deduzione o lei ha visto lui materialmente prendere i soldi in banca?
L.M.: No, io non l'ho visto prendere i soldi in banca.
P.M.: Bene. Allora le chiedo...
L.M.: Io ho visto il libretto dove c'aveva dei risparmi e io penso li abbia tolti da lì. Non mi son messa a guardare il giorno, l'ora e tutto quando è stato a levare i soldi.
P.M.: Perché lei su questo libretto - mi scusi signora –
L.M.: Sì, prego.
P.M.: ... se lei lo ricorda - lei ha visto materialmente che sui libretto vi erano delle annotazioni negative di prelievi o ha visto il libretto in genere?
L.M.: No, il libretto così, in genere. Non mi son messa a...
P.M.: Quindi, lei dice esiste il libretto, esistevano i soldi: li avrà presi di lì.
L.M.: Ecco. Bravo.
P.M.: Però lei non sa se erano stati presi materialmente da quel libretto.
L.M.: No, no. Non ho guardato.
P.M.: Quindi quando lei ha risposto: li prendeva in banca, dice perché era uno che denaro ce l'aveva.
L.M.: Sì, un po' io penso...
P.M.: Però non sa dire con esattezza perché non l'ha visto lei, se quel denaro che lui aveva in quei rotoli veniva da quel libretto.
L.M.: Quello non lo so.
P.M.: Bene, grazie.
L.M.: Prego.
Avvocato Pepi: A questo punto signora, allora lei mi sembra che l'abbia già detto, comunque le rifò la domanda: lei è a conoscenza che comunque in una certa situazione, fu interdetto a Vanni di ritirare il denaro dal proprio conto corrente o libretto di risparmio quello che era. L'ha detto lei prima. libretto.. Chi è che glielo vietò?
L.M.: Io per sentito dire, eh, da sua sorella. Perché gli fu fatto luce perché tutti i giorni c'aveva i soldi in tasca, dice: 'guarda, Mario, sennò va a finire con questi soldi qualcheduno glieli prende'. Io so che sua sorella è andata in banca, per sentito dire però, non è che me l'ha, detto a me. Questa è una cosa per sentito dire.
Presidente: Sentito dire da chi?
L.M.: Così...
Presidente: In paese.
L.M.: Eh.
Presidente: Come si chiama la sorella? La sorella di lui?
L.M.: È morta.
Presidente: È morta. E quando è morta?
L.M.: È morta... quanto sarà ora? Un annetto. Più di un anno.
Presidente: Va bene. Altre domande?
P.M.: Nessuna il P.M..
Avvocato Pepi: A questo punto istanza dell'avvocato Pepi, di informazioni bancarie sul movimento del conto corrente, o del libretto di risparmio che il signor Vanni aveva e quindi chiedo che la Corte stabilisca e chieda queste informative bancarie.
Presidente: Potete... senz'altro, comunque si valuterà la conferma articolo 507. Potete produrre anche la fotocopia del libretto, non c'è problema.
P.M.: Presidente, mi sembra che sia già fra gli atti del P.M..
Presidente: Non lo so. Ora vedremo.
P.M.: Comunque ci dev'essere. Non vorrei sbagliarmi, ma anche la sorella o le sorelle furono sentite sul punto. Se ce n'è qualcuna deceduta, si producono i verbali; se qualcuna può essere sentita, il P.M. non si oppone.
Presidente: Bene. Signora, può andare. Sospendiamo dieci minuti e poi...
Avvocato: Se è possibile un quarto d'ora, Presidente.
Presidente: Bene. Un quarto d'ora.

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