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venerdì 7 giugno 2013

Gabriella Ghiribelli - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 03 luglio 1997 - Quinta parte

Segue dalla quarta parte.

Presidente: Le parti civili?
Avvocato Colao: Signora scusi, lei ha detto che ha conosciuto Malatesta?
G.G.: L'Antonietta? Veniva a fare la mignotta là al Palazzo della Moda.
Avvocato Colao: Sì.
G.G.: Eh, abbia pazienza.
Avvocato Colao: E con chi si accompagnava, indipendentemente che poi venisse a Firenze a fare il mestiere, ma con chi si accompagnava quando era nella casa di via Faltignano?
G.G.: Di Salvatore?
Avvocato Colao: Sì. Di persone che si sono qua, con chi andava?
G.G.: Con lui, con lui. Andava con diverse persone l'Antonietta. A lei bastava prendere i soldi, poi...
Avvocato Colao: Senta, e Malatesta Renato come prendeva questa circostanza che la moglie andasse con lui, col Vanni, col Lotti e con altri, come la prendeva? Si era mai lamentato con lei di questa?
G.G.: Torno a ripeterle che io non gli davo peso più di tanto a questa sto... Cioè, anche se lui avesse voluto parlare lo bloccavo io, capito, nel parlare. Perché tanto mi ero autoconvinta e convinta che lui fosse affetto da manie di persecuzione, sicché non andavo ad approfondire più di tanto.
Avvocato Colao: Sì, capisco signora. Però questa convinzione le è passata?
G.G.: M'è passata perché era sparito lui. Abbia pazie... scusi eh. Lei la fa bene perché l'è un avvocato, l'è un uomo. Ma la donna di vita la sa per esperienza che un uomo può stare anche dieci anni, magari ha preso la fissa con te, può stare dieci anni a venire con te, però dopo di punto in bianco sparisce. Ora, che questo sia morto, che questo se ne sia andato via... io che Renato fosse morto io l'ho saputo dagli inquirenti, perché m'hanno fatto vede' la fotografia. Perché io ero convinta che lui fosse ritornato o con la moglie o con qualcuno; che si fosse trovato una linea per conto suo. Mica vo a pensare che l'avessero ammazzato davvero.
Avvocato Colao: Ecco, questo volevo, appunto, una precisazione: che l'avessero ammazzato davvero, ecco; questo discorso qua è molto importante, perché questa persona aveva avuto delle minacce, poi aveva avuto delle botte e quindi lei era convinto che lui soffriva di mania di persecuzione e invece viceversa, aveva motivo... 
G.G.: Di avere paura.
Avvocato Colao: Ecco...
G.G.: Eh, è quello il discorso!
Avvocato Colao: Perché...
Presidente: Avvocato...
G.G.: Io, infatti... 
Presidente: ... pensiamo di più gli argomenti che ci interessano, eh, avvocato, per cortesia.
G.G.: Infatti, avvocato, è quello che io non mi so scusare, perché io mi autolesiono adesso. Non mi so scusare proprio questo discorso, perché se io avessi prestato un pochino più di attenzione a Renato, probabilmente non sarebbe nemmeno... o può darsi anche lo stesso, ma almeno non mi sarei sentita in colpa, capito?
Avvocato Colao: Va bene signora, grazie. Una cosa ancora.
G.G.: Ancora.
Avvocato Colao: Dunque, lei ha detto... No, scusi sa, è una cosa breve, poi lei ne ha già parlato; è una puntualizzazione. Lei ha detto, appunto, che venivano fatti, nella casa di via Faltignano, dei filtri di amore no...
G.G.: Sì, sì.
Avvocato Colao: Gliel'ho domandato...
G.G.: Sì, sì.
Avvocato Colao: Bene. E che c'era un mago, un altro mago, quello..., no?
G.G.: Sì, sì.
Avvocato Colao: Chi era più bravo dei due maghi?
G.G.: O che ne so io, l'abbia pazienza! Che discorsi la mi fa! Io un'ho mica avuto bisogno di magia, io i soldi me li son sempre guadagnati; bene o male ma me li son sempre guadagnati, un'avevo bisogno di magia. lei la venga a letto con me, poi si starà a vedere!
Avvocato Colao: Signora...
G.G.: Altro che magia!
Presidente: Signora...
G.G.: A questo punto...
Presidente: Signora, signora si calmi un pochettino, eh. Signora?
G.G.: Sì?
Presidente: Signora, parlo con lei.
G.G.: Sì?
Presidente: Qui...
Avvocato Colao: ... nel verbale del...
Presidente: (voce fuori microfono)
Avvocato Colao: Cioè, non se lo ricorderà, probabilmente. Nel verbale del 27 dicembre 1995, io contesto questa circostanza che lei dice che non sa chi era...
Presidente: Scusi avvocato, di cosa parla lei?
Avvocato Colao: (voce fuori microfono)
Presidente: Avvocato Colao...
Avvocato Colao: (voce fuori microfono)
Presidente: Avvocato Colao, scusi, di cosa parla?
Avvocato Colao: Io parlo...
Presidente: Io non vorrei...
Avvocato Colao: Io parlo che nel verbale del 27 dicembre 1995, svolto...
Presidente: Per cortesia, per cortesia. C'è un po' troppo brusio. Io capisco il momento, però... Mi dica, avvocato,.
Avvocato Colao: Dunque, allora, la signora - a verbale - ha dichiarato : "Era l'Indovino stesso a preparare i filtri d'amore, ma il vero maestro..."
Presidente: Scusi avvocato...
G.G.: Io l'ho detto?
Avvocato Colao: Sì: "era quello del camper che veniva solo il sabato".
G.G.: Il sabato e la domenica venia quello del camper
Avvocato Colao: Il sabato e la domenica. Ora un'altra domanda, poi...
G.G.: Ancora!
Avvocato Colao: Un'altra domanda ancora, signora, scusi. Lei non sa questi filtri con cosa venivano preparati?
G.G.: Ma scusi, ma se lo sapessi come facevano a fare questi filtri...
Presidente: No, signora, signora...
Avvocato Colao: no...
Presidente: No signora, lei deve dire se lo sa o non lo sa.
G.G.: No, non lo so?
Presidente: Ora è inutile non entri in polemica o fa dello spirito.
G.G.: Non lo so. Non lo so, ma gliel'ho già detto anche avanti.
P.M.: Va bene.
G.G.: E insistei
Avvocato Colao: Una cosa, signora, lei si ricorda di aver visto la macchina rossa del signor Lotti a Firenze, vicino alla Biblioteca Nazionale una volta?
G.G.: Ma Giancarlo veniva sempre, io abito in via della Biblioteca Nazionale. Giancarlo, addirittura, veniva addirittura proprio con la macchina rossa. Però non con la macchina che dice, forse, la vorrebbe insinuare veniva con una 131 addirittura. Lo sa perchè so che l'è una 131? Perchè aveva la portiera rosa, da una parte; l'era tutta rossa meno che quella portiera rosa.
Avvocato Colao: Si ricorda di avere detto a Giancarlo...
G.G.: Ma Giancarlo, Giancarlo veniva anche ultimamente quando avevo smesso di fa' la mignotta veniva lo stesso a trovarmi tutte le domeniche.
Avvocato Colao: Ah.
G.G.: Parliamoci chiaro e tondo.
Avvocato Colao: Dunque, lei, signora, si ricorda di aver detto a Giancarlo Lotti, in qualche circostanza: 'vuoi vedere che sei tu il mostro'?
G.G.: Sì, più di una volta.
Avvocato Colao: Ecco, ci vuole spiegare il perché?
G.G.: No, perché siccome lui viaggiava sempre così, e poi parlava spesso di questa storia, una cosa e un'altra, gli faccio... Forse lei probabilmente la 'un se la ricorda la ex filastrocca che c'era a Firenze "Cicci, Cicci, tu sei il mostro di Scandicci", forse la un se la ricorda questa filastrocca. E noi s'era avvezzi, da stronze - perché siamo tutti stronzi - cioè io almeno sono stronza, ormai si diceva in giro questa filastrocca. Ma Giancarlo ha sempre negato, fino a quella sera famosa che io fui chiamata dagli inquirenti e allora dico: 'bah, io l'avevo già vista questa macchina', Fino a quella sera lì non ho mai saputo. Ma si deve rendere conto che io sono stata sedici anni a frequentare un essere del genere. Mi veniva in casa. Quando io sono in casa di una donna d'ottantatre anni, la si deve rende' conto di questo, a che rischio sono andata.
Avvocato Colao: Senta, scusi, a proposito dei rischi in cui lei è incorsa, lei subì un'aggressione nell'85?
G.G.: Ma n'ho subite tante!
Avvocato Colao: No, un'aggressione di due uomini con un coltello.
G.G.: Sì.
Avvocato Colao: Ecco. Ci vuole parlare di questa aggressione che subì?
G.G.: Sì, ma questo un centra nulla.
Avvocato Colao: Dove si verificò?
G.G.: Sì è verificato in via De' Banchi. In via De' Banchi, il Galli l'era in carcere e lui mi scriveva tutte le lettere, perché poi, se la vuole sapere, se la vuole delle delucidazioni la po' sentire il dottor Lo Curto.
Avvocato Colao: Siccome...
G.G.: No, no, la un mi faccia ripensare a quelle cose, icché c'entra questo con quest'altra storia, un ho capito !
Avvocato Colao: E gli incappucciati erano questi due?
G.G.: Sì.
Avvocato Colao: Ecco.
G.G.: Non presero me, presero una ragazza; per l'appunto io era una di quelle sere che non potevo andare a lavorare e ero lì in via De Banchi, in piazza Santa Maria Novella... Ero in Santa Maria Novella e due presero una ragazza che m'assomigliava chiamandola per il mio nome: 'Gabriella, Gabriella, ti s'ammazza'.
Avvocato Colao: Signora, la ringrazio.
G.G.: Oh!
Avvocato Colao: E deposito il verbale.
Presidente: Bene. Allora, avvocato Curandai.
G.G.: Posso andare?
Presidente: No, no.
G.G.: Ah.
Presidente: Ancora è lunga, signora.
Avvocato Curandai: Fra poco, signora, stia tranquilla. Avvocato Curandai. Signora Ghiribelli, lei può...
Presidente: (voce fuori microfono)
G.G.: Mi scusi.
Avvocato Curandai: Ci può dire che cosa le confidò Filippa Nicoletti a proposito di Vanni e Pacciani?
G.G.: Non ne vedo il motivo, ve lo dirà lei. Poi a me non m'ha confidato nulla. 
Avvocato Curandai: Ma. . .
G.G.: lo sono andata a Arezzo, però un n'ha detto nulla.
Avvocato Curandai: Dunque, quando lei fu sentita dal Procuratore della Repubblica l'8 febbraio del '96, riferì alcune cose al Procuratore della Repubblica, alcune confidenze che le aveva fatto la Filippa Nicoletti a proposito di Vanni e di Pacciani. Se lo ricorda?
G.G.: Ma che la Filippa fosse l'amante di Pacciani e di Vanni si sa, come lo è stata di Giancarlo, come lo è stata di tutti.,
Avvocato Curandai: Ecco.
G.G.: L'assurdo, ora, un può pretendere nel '96, siamo nel '97, che io mi possa ricordare.
Avvocato Curandai: No, io non pretendo nulla, pretendo semplicemente di sapere da lei se ricorda qualcosa di più su queste confidenze circa il Pacciani e il Vanni. E' una cosa molto semplice, eh, non è una cosa complicata.
G.G.: No.
Avvocato Curandai: Stia tranquilla. Allora glielo ricordo io. Lei riferì al Procuratore della Repubblica, circa un anno fa, che: "Il Pacciani era sempre con il Vanni, vanno sempre a coppia".
G.G.: Ah, sì, sì. Per quello sì, l'eran sempre insieme.
Avvocato Curandai: "Mi disse che questo amico del Vanni, violento, si chiamava Pietro”. Ecco, lei conferma questo particolare?
G.G.: Sì.
Avvocato Curandai: Cosa intendeva "vanno sempre in coppia", ci può essere più specifica, oppure è un...
G.G.: No, no. Dove andava uno andava l'altro, eran sempre insieme.
Avvocato Curandai: Non ho altre domande grazie.
G.G.: Prego.
Presidente: Altri? Parti civili? Difensori? Imputati? Bene signora, mi metterò anch'io, poi...
Avvocato Pepi: Senta signora, lei ha parlato di essere passata la notte dell'omicidio degli Scopeti vicino alla piazzola.
G.G.: Sì.
Avvocato Pepi: Ecco, io vorrei sapere: era sola o...
G.G.: No, ero col Galli, col mi' omo!
Avvocato Pepi: Non s'arrabbi, è una domanda...
G.G.: L'ho bell'e detto tre volte.
Presidente: Signora, bisogna essere un po' tranquilla.
G.G.: Ero con Robe... No, sono stanca, ragazzi, signori, sennò qui davvero...
Avvocato Pepi: Senta signora, ma si ricorda esattamente a che ora passò?
G.G.: Ora la mi chiede troppo, io so soltanto che vidi questa macchina rossa, ero insieme a Roberto, cioè Norberto, il Galli. Addirittura, il giorno dopo lui mi disse: 'non t'azzardare a dire che t'hai visto la macchina a nessuno', dice. 'Sennò tu prendi una bussa di botte', mi disse.
Avvocato Pepi: Sì, no, io le ho chiesto un'altra cosa, signora. Le ho chiesto: si ricorda a che ora lei avrebbe visto questa macchina?
G.G.: Senta, quando io smettevo di fare la mignotta un guardavo mica l'orologio, eh.
Avvocato Pepi: Approssimativamente. Sarà stato l'undici, mezzanotte...
G.G.: No, dall'undici a mezzanotte?
Presidente: Sulla mezzanotte, via.
G.G.: Sì.
Presidente: L'ha detto prima così.
Avvocato Pepi: Ma lei signora, di solito, quando smetteva di fare il suo lavoro?
G.G.: All'undici e mezzo, mezzanotte, perché più tardi di mezzanotte non ci stavo lì perchè avevo paura.
Avvocato Pepi: Ma lo faceva Firenze?
G.G.: Eh.
Avvocato Pepi: E smetteva verso le undici e mezzo, mezzanotte.
G.G.: Sì.
Avvocato Pepi: Quindi a San Casciano doveva essere a un'ora un pochino più tardi.
G.G.: Sie! A quell'ora un c'è mica nessuno, si arriva alla svelta a San Casciano.
Avvocato Pepi: Va be'. Senta signora, lei ha detto che ha frequentato molto la casa dell'indovino. Io le chiedo, ma se mi può rispondere in maniera ben precisa, ma lei Vanni l'ha mai visto in quella casa?
G.G.: Sì. 
Avvocato Pepi: Quando?
G.G.: Nel periodo che c'era Salvatore.
Avvocato Pepi: Sì, ho capito, ma in occasione di che cosa?
G.G.: Se la faceva...
Avvocato Pepi: Quante volte?
G.G.: No, io l'ho visto anche il pomeriggio, il sabato e la domenica soprattutto anche lui. Perché, gliel'ho già detto prima che io il sabato e la domenica, oltre a passarci di notte, ci passavo anche di giorno da lui, da Salvatore, in quanto andavo a fare la mignotta il giorno.
Avvocato Pepi: Sì, però...
G.G.: E allora ci trovavo lui o 1'Antonietta; ce l'ho trovati diverse volte.
Avvocato Pepi: Senta, lei ha anche detto, rispondendo a un difensore...
G.G.: Ohi, ohi!
Avvocato Pepi: ... di parte civile, di aver visto sempre insieme il Vanni con il Pacciani, che facevano, dice lei, coppia. Ma io vorrei sapere da lei: questa sua affermazione è un'affermazione de visu, cioè che lei l'ha visti veramente...
G.G.: Si!
Avvocato Pepi: Ma dove l'ha visti?
G.G.: L'ho sempre visti lì da Salvatore, o sennò alla cantinetta giù, perché eran sempre alla cantinetta a bere, anche lì.
Avvocato Pepi: Quindi l'ha visti, praticamente, dall'Indovino e a bere.
G.G.: Si.

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