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martedì 28 maggio 2013

James Taylor - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 01 luglio 1997

Presidente: Vanni: è presente. Difeso dall'avvocato Pepi che è presente. Faggi: non c'è. È rappresentato da Bagattini e Fenies. Lotti, che è presente. L'avvocato Bertini. Corsi Alberto? C'è Corsi Alberto?
Avvocato: No, Presidente.
Presidente: Non c'è. Zanobini non lo vedo... Ah, Zanobini eccolo qua. Sì, sì, presente. Le parti civili sono poche, oggi. Allora, c'è il professor Voena che sostituisce un po' tutti gli altri.
Avvocato Voena: Sì, d'accordo.
Presidente: Luca Saldarelli, da chi viene sostituito?
Avvocato Voena: Lo sostituisco io. Va bene?
Presidente: Bene. Guido Puliti, lo stesso? Quell'avvocatessa, come si chiama?
Avvocato Leonardi: Leonardi. Sostituisco l'avvocato Curandai. E sono disponibile...
Presidente: Ah, benissimo. Allora mi sostituisce un po' anche gli altri, Bene. Ciappi, Colao, Pellegrini, Santoni Franchetti e Eriberto Rosso. Va bene. Pubblico Ministero...
P.M.: Sì, Presidente.
Presidente: ... possiamo iniziare.
P.M.: Il teste che sentiamo per primo è il signor Taylor James.
Presidente: Lei parla italiano, parla italiano lui?
J.T.: Sì, sì.
Presidente: Bene. Senta vuole essere ripreso dalle telecamere, o no?
J.T.: Meglio di no.
Presidente: Meglio di no. Va bene, allora, niente telecamere, per cortesia. Come si chiama?
J.T.: James Taylor.
Presidente: Dov'è nato e dove risiede?
J.T.: Sono nato a Xxxxxx, negli Stati Uniti. E risiedo in Xxxxxx.
Presidente: In che data è nato?
J.T.: XX/XX/XX.
Presidente: Residente a Xxxxxxx. Bene. C'è quel foglio lì, lo legga, per cortesia ad alta voce.
J.T.: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di guanto è a mia conoscenza".
Presidente: Ora sarà esaminato dal Pubblico Ministero e dagli altri difensori. Risponda con calma e ci dica solo appunto la verità. Bene?
J.T.: Bene.
Presidente: Pubblico Ministero, prego.
P.M.: Grazie, Presidente. Signor Taylor, può riferire alla Corte da quanto tempo lei abita o vive in Italia?
J.T.: Dall’80, più o meno. Ho perso il conto, ma più o meno…
P.M.: Lei ricorda dove abitava, o dove viveva nel 1985?
J.T.: Sì.
P.M.: Ce lo può dire?
J.T.: Via di Faltignano numero 1, dove risiedo ora.
P.M.: Tuttora. Lei ricorda di essersi recato il giorno 9 settembre dell'85, cioè il giorno in cui furono scoperti i cadaveri, quell'omicidio che avvenne in quella data, di essersi presentato lei dai Carabinieri?
J.T.: Sì.
P.M.: Può spiegar come mai si presentò dai Carabinieri quel lunedì e cosa riferì?
J.T.: Posso spiegare che quella sera appunto, tornando a casa la sera del delitto avevo visto una macchina parcheggiata.
P.M.: Mi perdoni. Sì, sì, è questo il racconto.
J.T.: Sì.
P.M.: Dobbiamo essere un attimo precisi.
J.T.: Sì, mi scusi.
P.M.: E quella sera, che sera è?
J.T.: Non mi ricordo.
P.M.: Le date, le disse ai Carabinieri.
J.T.: Sì.
P.M.: Cioè, lei si presenta ai Carabinieri il giorno in cui .viene scoperto l'omicidio. Dico bene?
J.T.: Senta, effettivamente sono passati un po' di anni.
P.M.: Certo.
J.T.: Io, quello che vorrei dire, che quello che ho giurato al momento...
P.M.: È la verità.
J.T.: ... è quello che posso dire. Oltre quello ormai sono passati, è passato qualche anno...
P.M.: Noi siamo pienamente consapevoli di questa sua dichiarazione.
J.T.: Ecco.
P.M.: Abbiamo un problema tecnico nostro.
J.T.: Sì.
P.M.: Cioè, nel nostro ordinamento abbiamo necessità, ove è possibile, di far ricordare a lei ciò che disse. Se lei lo ricorda e lo può riferire alla Corte, bene; altrimenti lei ha fatto addirittura un disegno all'epoca...
J.T.: Sì, mi sembra di sì.
P.M.: Lo dette ai Carabinieri, c'è la sua firma. Io poi glielo mostro. Volevo vedere, prima di...
J.T.: Non l'ho più visto.
P.M.: Non l'ha più visto. Prima di sollecitare a lei il suo ricordo con quello che dichiarò, vedere cosa ricorda lei.
J.T.: Sì.
P.M.: Cosa vide. Allora lasciamo pure il discorso di esattamente la data. Ricorda cosa stava facendo e che cosa vide, da dove veniva, dove stava andando?
J.T.: Allora, il giorno, la sera del delitto?
P.M.: Sì. Noi sappiamo che è la sera del delitto. . .
J.T.: Tornavo a casa da una...
P.M.: Quindi era una domenica
J.T.: Sì. Non...
P.M.: Non lo ricorda.
J.T.: Bene, bene, grazie.
P.M.: Stava tornando
J.T.: Tornavo a casa con la macchina.
P.M.: Da dove, da dove veniva?
J.T.: Da Firenze, credo. ,
P.M.: Ecco, e si stava dirigendo in direzione della sua casa verso San Casciano.
J.T.: Sì, esatto. Salivo via degli Scopeti, la strada solita...
P.M.: Saliva via degli Scopeti. Quella necessaria per arrivare a casa sua.
J.T.: Sì.
P.M.: Era da solo, o era in compagnia?
J.T.: Ero in compagnia della mia convivente.
P.M.: Si chiama?
J.T.: Luisa Gracili.
P.M.: Anche all'epoca viveva con lei...
J.T.: Sì.
P.M.: Quella sera era con lei?
J.T.: Sì.
P.M.: Ho capito. Ricorda cosa vedeste, o cosa vide lei? Che cosa poi vi colpì che andaste l'indomani a raccontarlo ai Carabinieri.
J.T.: Lì per lì non mi colpì niente. Il giorno dopo, tornando a casa e vedendo quello che era successo, mi sono detto: 'ah, ma io ieri sera mi sa di aver visto la macchina...'
P.M.: Ecco, allora cosa ha visto ce lo può raccontare?
J.T.: Senta, come vorrei dire, siccome poi i nomi delle date io non ho riletto la dichiarazione... Cioè, non l'ho riletta, me l'hanno fatta leggere qualche mese fa, io non mi ricordo nemmeno cosa c'è scritto.
P.M.: Ho capito. Se io le faccio vedere il disegno che fece all'epoca...
J.T.: Sì, volentieri, grazie.
P.M.: Eh? Possiamo mostrare quel disegno? Innanzitutto ci dice se lo ha fatto lei, o se... Vogliamo mostrarlo, per cortesia? Se possiamo centrarlo, ancora di più, perché c'è una firma in fondo.
J.T.: Sì, la firma la vedo, sì.
P.M.: Si può... ecco, ingrandire? Lei lo ricorda questo disegno?
J.T.: Se c'è la firma, va bene.
P.M.: Controlli, se c'è.
J.T.: No, la firma la vedo, la firma c'è, va bene.
P.M.: Il disegno lo ha fatto lei, o lo fece qualcuno?
J.T.: Io ho paura proprio di dire che lo ha fatto qualcuno, perché io disegno... bene. Quello non è...
P.M.: Ecco, ho capito. Le indicazioni per fare quel disegno le ha date lei?
J.T.: Sicuramente.
P.M.: Ecco, allora, vedendo ora il disegno...
J.T.: Sì.
Presidente: Possiamo farglielo vedere in originale, farglielo vedere così, in foglio, proprio... ;
P.M.: Sì, lo vogliamo mostrare direttamente?
Presidente: Si rende conto meglio?
P.M.: Ricorda ora vedendo il disegno qual era la situazione che lei dichiarò ai Carabinieri? Altrimenti io chiedo di essere autorizzato a sollecitarle il ricordo con quello che ha detto. Ma, sembra di capire, no? dal disegno, che lei aveva visto qualcosa, una macchina in un certo punto...
J.T.: Sì.
P.M.: Questi ricordi li ha oggi, o no?
J.T.: Molto vagamente, molto vaga... No, è un processo di un certo rilievo, insomma, io vorrei attenermi a quello che avevo sottoscritto, eccetera.
P.M.: Bene, penso a questo punto dobbiamo leggerlo.
Presidente: Lo legga, sì, sì, lo legga.
P.M.: Lei dichiarò, presentandosi dai Carabinieri di San Casciano il giorno 9 settembre, che è il giorno in cui fu scoperto il delitto, è un lunedì, lei - a leggere questo verbale - si presenta ai Carabinieri alle 19.50, cioè la sera.
J.T.: Sì.
P.M.: I Carabinieri intervengono sul posto intorno, alle una, le due. Più verso le 14.00. Quindi poche ore dopo la scoperta del delitto, lei si presentò ai Carabinieri e fa questa dichiarazione. Dice: "Verso le ore 0.15-0.45" - della notte, questo lo dico io - "non posso essere più preciso, transitavo con la mia ragazza, Luisa Gracili, che vive, in San Casciano all'indirizzo ove sono ospite, a bordo di una Citroen 2 cavalli di proprietà della mia ragazza" - lei disse - "sulla Statale che conduce a San Casciano provenendo da Firenze. Giunti in località Scopeti, nello stesso luogo ove oggi ripassando ho visto un assembramento di persone, ricordo di aver notato sul ciglio della strada, lato destro, direzione San Casciano, una FIAT 131 di colore argento. Data l'ora, non ho fatto molto caso alla vettura. Soltanto oggi, ritransitando dal posto, notando un assembramento di persone, ho saputo cosa fosse successo. Ed ho ricollegato la vista della vettura della notte precedente. Di quel mezzo ricordo solo che era una FIAT 131 di colore argento. Non so neppure se era targata Firenze. Ricordo a tale proposito di avere oggi, dopo aver appreso il fatto, discusso con la mia ragazza sulla presenza di quell'auto e di averle detto che la targa, per me, era di colore rosso. Lei invece sostiene che la targa era di colore bianco". Non ha indicazioni da dare in fede di quanto sopra, mi sottoscrive: "Si dà atto che al verbale viene allegato un foglio ove è stata tracciata una piantina del luogo, è stata vista la vettura indicata”.
J.T.: Sì.
P.M.: È così?
J.T.: Sì.
P.M.: Conferma...
J.T.: Confermo molto volentieri, sì.
P.M.: Non ho altre domande.. Grazie.
Presidente: Parti civili? I difensori?
Avvocato: Io, una domanda, signor Presidente. Signor Taylor, lei disse ai Carabinieri di San Casciano - come le ha letto il Pubblico Ministero - che lei passò intorno alle 0.15, o 0.45.
J.T.: Sì.
Avvocato: Mi rendo conto che sono passati 12 anni...
J.T.: Grazie.
Avvocato: Ecco, lei è in grado di chiarire come mai questa differenza di mezzora, rispetto...
J.T.: Perché non avrò guardato certo l'orologio tornando a casa. Tanto non andavo a lavorare, insomma, ecco.
Avvocato: Comunque era dopo la mezzanotte.
J.T.: Presumo di sì, se è quello che ho dichiarato allora, sicuramente è abbastanza accurato.
Avvocato: Si ricorda se il ricordo suo e quello della sua ragazza, relativamente al colore dell'auto, coincideva? Immagino che avrete commentato questo fatto insieme. Ecco, se vi era un ricordo uniforme sul colore dell'auto.
J.T.: Mi potrebbe ripetere, che veramente non ho sentito...
Avvocato: Dico, signor Taylor, probabilmente immagino che lei avrà commentato con la sua ragazza la deposizione ai Carabinieri e avrete cercato di ricordarvi insieme quello che vedeste quella sera.
J.T.: Sì.
Avvocato: Ecco, si ricorda se i vostri ricordi - quelli suoi e della sua ragazza - coincidevano, coincidevano su tutto...
J.T.: Mi sembra che non coincidevano. Poi ora, cioè...
Avvocato: Cioè, lei non ricorda quali erano i fatti che non coincidevano?
J.T.: Ma mi sembra il colore della macchina. Ma poi c'è scritto tutto, ecco.
Avvocato: Grazie. Non ho altre domande.
J.T.: Prego.
P.M.: Presidente, avrei ancora una domanda.
Presidente: Prego. Bene, può riprendere, sì sì.
P.M.: Signor Taylor, lei ricorda se poi vi siete... Cioè, anzi, partiamo da questo: la sera in cui fu sottoscritto quel verbale, cioè il lunedì sera abbiamo visto alle 19.50, lei andò da solo o c'era anche la Gracili dai Carabinieri?
J.T.: Dai Carabinieri lì a San Casciano?,
P.M.: Sì.
J.T.: No, non mi ricordo.
P.M.: Non ricorda. Lei ricorda se successivamente, cioè il giorno dopo, il 10 di settembre, siete nuovamente andati, o se è andata la Gracili per conto suo?
J.T.: Non mi ricordo.
P.M.: Non si ricorda. Lei ricorda se la signora Gracili le ha parlato di aver visto, nei giorni precedenti l'omicidio, nel luogo Scopeti, una 128 rossa?
J.T.: Non mi ricordo.
P.M.: Non ricorda. No, c'è una...
J.T.: Mi dispiace. Veramente non vorrei rispondere così, ma…
P.M.: No, no, ma noi…
J.T.: Ecco.
P.M.: Ci sono dei documenti che attestano questo.
J.T.: Appunto.
P.M.: E quindi non è la difficoltà di provare cosa avvenne allora. È per vedere se lei lo ricorda ora.
J.T.: Sì,.
P.M.: C'è un appunto relativo alla signora Gracili che avrebbe visto questa 128 rossa. Io le chiedo se lei, di questo fatto, ricorda qualcosa. Se lo ha visto anche lei, allora.
J.T.: Non potrei giurare niente.
P.M.: Bene. Io non ho altre domande, grazie.
Presidente: Bene. Può andare allora, grazie.
J.T.: Grazie. Buongiorno.

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